Sciolta la riserva sul rinnovo CCNL Unionchimica Confapi



 


Sciolta la riserva dell’ipotesi di rinnovo del CCNL Unionchimica Confapi sottoscritto  lo scorso marzo e la relativa applicazione dell’aumento retributivo di maggio


Formalizzato lo scioglimento delle riserva e pertanto la stessa ipotesi risulta esecutiva a tutti gli effetti.


Si ricorda che, con la retribuzione del mese di maggio andrà corrisposta la prima tranches di aumenti prevista dal rinnovo del CCNL.
Dunque, di seguito i minimi contrattuali previsti dall’1/5/2019


Plastica Gomma


 






























Livelli

Minimi dal 1/5/2019

I 1.450,77
Il 1.587,63
III 1.637,04
IV 1.704,52
V 1.801,64
VI 1.934,47
VII 2.153,45
VIII 2.350,58
Q 2.434,85


Chimica






























Livelli

Minimi dal 1/5/2019

A 1.468,62
B 1.584,27
C 1.750,55
D 1.945,00
2.088,40
E 2.317,32
F 2.546,56
G 2.700,83
H  


Abrasivi


 










































Livelli

Minimi dal 1/5/2019

A1 2.500,24
B1 2.267,48
B2 2.127,07
C1 1.965,59
C2 1.921,75
C3 1.869,40
D1 1.824,50
D2 1.670,02
D3 1.665,67
E1 1.618,37
E2 1.540,74
E3 1.488,17
F 1.463,80


Ceramica










































Livelli

Minimi dal 1/5/2019

A1 2.429,68
B1 2.233,17
B2 2.104,41
C1 1.950,94
C2 1.908,91
C3 1.859,16
D1 1.813,50
D2 1.699,29
D3 1.658,61
E1 1.602,85
E2 1.528,51
E3 1.486,37
F 1.443,64


Vetro – prime lavorazioni


 










































Livelli

Minimi dal 1/5/2019

F1 1.498,63
E1 1.613,38
E2 1.740,38
E3 1.776,30
D1 1.829,15
D2 1.957,93
D3 2.007,32
C1 2.057,32
C2 2.096,17
B1 2.277,06
B2 2.333,72
A1 2.531,87
A2 2.590,10


Vetro – seconde lavorazioni


 




































Livelli

Minimi dal 1/5/2019

1 1.498,63
2 1.613,38
3 1.740,40
4 1.829,15
5 1.957,93
5 a 2.007,33
6 2.057,32
6 a 2.096,16
7 2.277,07
8 2.491,87
8 a 2.590,10


Vetro – soffio e semiautomatiche




































Livelli

Minimi dal 1/5/2019

1 1.496,97
2 1.570,66
3 1.648,69
4 1.730,55
5 1.836,95
6 1.966,67
7 2.055,38
8 2.273,90
8 a 2.291,51
9 2.488,30
9 a 2.546,41

Attività lavorativa oltre il tetto massimo e “concorso colposo” del lavoratore


La prestazione lavorativa che supera di gran lunga i limiti previsti dalla legge e dal CCNL applicato, protraendosi per diversi anni, cagiona al lavoratore un danno da usura-psico fisica di natura non patrimoniale e distinto da quello biologico, che lede il diritto del lavoratore, garantito costituzionalmente, al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite.


Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunicandosi sul caso di un lavoratore con mansioni di addetto alla vigilanza, il quale avere prestato per diversi anni numerose ore di lavoro oltre l’orario ordinario di 40 ore settimanali previsto dal CCNL applicato, senza tuttavia percepire l’esatta retribuzione.
Al riguardo, i giudici hanno correttamente interpretato le norme per la determinazione delle ore complessivamente prestate dai lavoratori in eccedenza alle 48 ore settimanali e quelle accantonabili nella cd. “banca ore”, le quali, se non usufruite con permessi, devono essere compensate con una maggiorazione del 30%. Relativamente al computo delle ore prestate rispetto al tetto massimo, gli stessi giudici hanno osservato che, il conteggio della media delle ore lavorate doveva avere riguardo ai periodi di lavoro effettivamente lavorati e non alla media annua, con detrazione dei soli periodi di ferie e di sospensione dell’attività lavorativa.
La prestazione lavorativa “eccedente”, che supera di gran lunga i limiti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e si protrae per diversi anni, cagiona al lavoratore un danno da usura-psico fisica, di natura non patrimoniale e distinto da quello biologico, la cui esistenza è presunta nell’an in quanto lesione del diritto garantito dall’art. 36 Cost., mentre ai fini della determinazione occorre tenere conto della gravità della prestazione e delle indicazioni della disciplina collettiva intesa a regolare il risarcimento “de qua”. Nella specie, la Corte ha rilevato la “abnormità” della prestazione eseguita e, quindi, tale di per sé da compromettere l’integrità psico-fisica e la vita di relazione del lavoratore, secondo un corretto ragionamento logico-giuridico.
Infine, relativamente alla questione del concorso colposo del dipendente – che avrebbe egli stesso richiesto di effettuare prestazioni oltre i limiti consentiti – è obbligo del datore di lavoro tutelare l’integrità psico-fisica e la personalità morale del lavoratore, pertanto, la volontarietà di quest’ultimo, ravvisabile nella mera disponibilità alla prestazione lavorativa straordinaria, non può connettersi causalmente all’evento rappresentando una esposizione a rischio non idonea a determinare un concorso giuridicamente rilevante.


Inail, la riduzione del tasso medio per prevenzione



In appresso si esamina l’istituto della riduzione del tasso medio di tariffa in relazione agli interventi migliorativi effettuati dall’azienda per la prevenzione e la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.


L’Inail, in relazione agli interventi migliorativi effettuati dall’azienda per la prevenzione e la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, può applicare una riduzione del tasso medio di tariffa al datore di lavoro che sia in regola con gli adempimenti contributivi ed assicurativi e con le vigenti disposizioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Il datore di lavoro, a tal fine, deve presentare specifica istanza, fornendo tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni, definiti dall’Inail, relativi all’attuazione, nell’anno precedente quello di presentazione dell’istanza, di interventi migliorativi ulteriori rispetto alle prescrizioni della normativa vigente in materia di igiene, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’istanza deve essere presentata, a pena d’inammissibilità, telematicamente entro il 28 febbraio (29 febbraio in caso di anno bisestile) dell’anno per il quale la riduzione è richiesta, unitamente alla prescritta documentazione probante gli interventi realizzati. L’esito dell’istruttoria dell’istanza è comunicato, con modalità telematica, al datore di lavoro con provvedimento motivato entro 120 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della domanda. In caso di esito positivo, nei primi due anni dalla data di inizio attività della PAT, la riduzione è applicata nella misura dell’8%. Trascorsi i primi due anni dalla data di inizio dell’attività della PAT, la riduzione del tasso medio di tariffa è determinata in relazione al numero dei lavoratori-anno del triennio della PAT, nelle seguenti misure.















Lavoratori-anno del triennio della PAT

Riduzione

Fino a 10 28%
Da 10,01 a 50 18%
Da 50,01 a 200 10%
Oltre 200 5%



La riduzione riconosciuta ha effetto per l’anno in corso alla data di presentazione della domanda ed è applicata in sede di regolazione del premio assicurativo dovuto per lo stesso anno in uguale misura a tutte le voci della PAT.

PANIFICI ARTIGIANATO EMILIA ROMAGNA: premio di produttività annuale



Siglato il 3/5/2019, tra la CNA Regionale, la CONFARTIGIANATO Regionale, la CASARTIGIANI Regionale, la CLAAI Regionale e la FLAI-CGIL, la FAI-CISL, la UILA-UIL, l’accordo di rinnovo del CIRL per i dipendenti delle imprese artigiane operanti nel settore alimentazione-panificazione dell’Emilia Romagna, con validità fino al 31/12/2021.


Il premio di produttività annuale è calcolato su due indicatori di riferimento che ogni azienda dovrà, attraverso il recepimento del Contratto Regionale, verificare in base ai propri risultati. L’adesione al premio di produttività previsto dal CIRL, per poter beneficiare della detassazione avviene attraverso il deposito da parte dell’azienda nell’apposito sito del Ministero del Lavoro, attraverso la compilazione della modulistica entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente CIRL.
Il primo indicatore è determinato da:
a) Rapporto tra Fatturato caratteristico al netto dell’inflazione e il numero medio di dipendenti dell’anno. Questo indicatore determina il 50% del premio complessivo.
Il secondo indicatore è determinato da:
b) Rapporto tra ore lavorate dal singolo lavoratore dell’impresa nell’anno e ore lavorabili dallo stesso lavoratore a seconda del suo orario contrattuale.
50% del premio complessivo.
Il raggiungimento del premio avverrà per coloro i quali il rapporto è superiore all’1% rispetto all’anno precedente (+0,01) o pari o superiore a 0,97 e comunque non inferiore a 0,95.
Le Parti si impegnano ad incontrarsi ogni anno su richiesta anche di una sola delle Organizzazioni firmatarie del presente CIRL al fine di monitorare gli esiti dell’andamento del premio.
L’importo del premio gode dei benefici fiscali previsti dalla vigente normativa qualora siano stati effettuati gli adempimenti previsti sopra indicati.
Gli indicatori sono alternativi, ovvero l’incremento dell’indicatore a) permette di detassare il premio complessivo se dovuto.
Il lavoratore potrà destinare il premio, se dovuto, in tutto o in parte ai Fondo di Previdenza complementare di categoria.
Opzione Welfare: i lavoratori potranno optare per la destinazione, fino ad un massimo del 50% del valore del premio, se dovuto, a prestazioni, opere, servizi corrisposti in natura o sotto forma di rimborso spese, aventi finalità di welfare. Tale previsione può essere opzionata unicamente dal lavoratore nel caso in cui l’impresa la metta a disposizione, la quota eventualmente opzionata dal lavoratore sarà maggiorata del 10% rispetto alla quota di premio corrispondente.
Il raggiugimento di un solo indicatore comporta l’erogazione della percentuale ad esso attribuita.



































Livello Panificazione

 

A 1 S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 242 € 203 € 175 € 155 € 138 € 128 € 116 € 101 €
Importo Produzione 502 € 420 € 362 € 320 € 286 € 265 € 240 € 209 €
Importo Conserve Animali Parma 761 € 637 € 548 € 485 € 434 € 403 € 365 € 317 €


Unicamente per il settore dei servizi il premio viene erogato ai lavoratori con almeno 18 mesi di anzianità aziendale maturati al momento dell’erogazione.
Nel caso in cui l’azienda non intenda accedere ai benefici fiscali previsti dalla normativa, sarà tenuta all’erogazione di un importo maggiorato come da seguente tabella 1.b.



































Livello Panificazione

 

A1S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 336 € 281 € 242 €- 214 € 192 € 178 € 161 € 140 €
Importo Produzione 703 € 589 € 507 € 448 € 401 € 372 € 337 € 293 €
Importo Conserve Animali Parma 1.066 € 892 € 768 € 679 € 608 € 564 € 511 € 444 €


Il premio verrà erogato unitamente alla mensilità di Settembre ai lavoratori in forza alla data di corresponsione, sulla base dei mesi lavorati nell’anno precedente (le frazioni di mese sono considerate utili a fronte di almeno 16 giorni di calendario lavorati).
I part time riceveranno una quota di premio proporzionale al loro orario contrattuale.
Gli apprendisti percepiranno una quota di premio secondo lo scaglione percentuale di riferimento al momento dell’erogazione.
La sottostante tabella indica la quota di cui dovrà essere incrementato il valore del premio annuale qualora gli indicatori siano raggiunti:



































Livello Panificazione

 

A 1 S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 81 € 68 € 58 € 52 € 46 € 43 € 39 € 34 €
Importo Produzione 167 € 140 € 121 € 107 € 95 € 88 € 80 € 70 €
Importo Conserve Animali Parma 254 € 212 € 183 € 162 € 145 € 134 € 122 € 106 €


Pertanto, il premio di produttività variabile complessivamente a disposizione annualmente per la vigenza del presente CIRL è indicato nella tabella seguente:



































Livello Panificazione

 

A 1 S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 323 € 271 € 233 € 207 € 184 € 171 € 155 € 135 €
Importo Produzione 669 € 560 € 483 € 427 € 381 € 353 € 320 € 279 €
Importo Conserve Animali Parma 1015€ 849 € 731 € 647 € 579 € 537 € 487 € 423 €


Per le aziende che non intendano accedere ai benefici fiscali previsti dalla normativa l’importo del premio sarà maggiorato della quota riportata nella seguente tabella:



































Livello Panificazione

 

A 1 S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 156 € 94 € 81 € 71 € 64 € 59 € 54 € 47 €
Importo Produzione 234 € 196 € 169 € 149 € 134 € 124 € 112 € 98 €
Importo Conserve Animali Parma 355 € 297 € 256 € 226 € 203 € 188 € 170 € 148 €


Pertanto il premio per le aziende che non intendano accedere ai benefici fiscali, risulta essere per ogni anno di vigenza contrattuale come indicato nella seguente tabella:



































Livello Panificazione

 

A 1 S – B1

A1

A2

A3 – B2

A4 – B3

B4

 

Livello Alimentazione

1S

1

2

3A

3

4

5

6

Parametro

240

201

173

153

137

127

115

100

Importo Servizi 494 € 375 € 323 € 285 € 256 € 237 € 215 € 187 €
Importo Produzione 937 € 785 € 676 € 597 € 535 € 496 € 449 € 391 €
Importo Conserve Animali Parma 1421 € 1189 € 1024 € 905 € 811 € 752 € 681 € 592 €


Le Parti si danno atto che per i futuri rinnovi la base contrattuale rimane comunque quella individuata nella tabella n. 1.a.
Le parti si danno atto che il Premio di produttività come sopra determinato costituisce erogazione annua comprensiva di ogni incidenza sugli istituti salariali di legge e di contratto, ivi compreso il TFR, in quanto se ne è tenuto conto in fase di quantificazione dello stesso. Tale criterio opera anche con riferimento al valore di beni, servizi e rimborsi erogati al lavoratore che eserciti l’opzione per la conversione del 50% del premio in strumenti di welfare.

Aumento dell’Elemento Provinciale nel settore Turismo Bolzano


 



 


Dal corrente mese di maggio aumenta il valore dell’elemento provinciale per i dipendenti da aziende del settore turismo della Provincia Autonoma di Bolzano


A partire dal 1/5/2019 viene previsto un aumento del valore mensile dell’elemento provinciale.
Tale indennità sarà evidenziata sulla busta paga sotto la voce “Elemento Provinciale – Provinziales Elementesarà aumentato e fissato nella seguente misura:











































Livello

Valore attuale

Valore dall’1/5/2019

Quadro A 50,00 € 70,00 €
Quadro B 50,00 € 70,00 €
I 50,00 € 70,00 €
II 50,00 € 70,00 €
III 50,00 € 70,00 €
IV 50,00 € 70,00 €
V 50,00 € 70,00 €
VI 50,00 € 70,00 €
Vl-s 50,00 € 70,00 €
VII 50,00 € 70,00 €

INPS: decontribuzione premi di produttività e contribuzione aggiuntiva IVS


Si forniscono chiarimenti sul contributo aggiuntivo IVS pari allo 0,50% della retribuzione imponibile e sulla decontribuzione premi di produttività.


Per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro con le modalità specificate nel decreto ministeriale 25.3.2016, è ridotta di 20 punti percentuali l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime relativo all’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti su una quota di erogazioni previste dal co. 182 del cit. decreto, non superiore a 800,00 euro. La norma dispone che sulla medesima quota non è dovuta alcuna contribuzione a carico del lavoratore. In misura corrispondente viene ridotta l’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici.
Tale disposizione opera per i premi e per le somme erogate in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali sottoscritti successivamente al 24.4.2017; per i contratti stipulati prima di detta data continuano ad applicarsi le disposizioni già vigenti.
Relativamente alla contribuzione aggiuntiva IVS a carico del datore, pari allo 0,50% della retribuzione imponibile, si specifica che la stessa rientra nell’ambito di applicazione della citata decontribuzione, dunque, in continuità con quanto previsto in relazione all’incidenza su tale aliquota aggiuntiva dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello, i datori che fruiscono della riduzione contributiva sui premi di produttività (20 punti percentuali IVS) applicano detta riduzione anche sull’aliquota aggiuntiva dello 0,50%. In considerazione del fatto che il è prevista una detrazione dalla quota annua del trattamento di fine rapporto in misura pari al predetto incremento contributivo, una volta applicato l’esonero dal versamento del contributo aggiuntivo IVS sul premio, lo stesso datore di lavoro non dovrà operare il correlato abbattimento sulla quota annua del trattamento di fine rapporto del lavoratore.


EDILCASSA ARTIGIANA DI BERGAMO: CONTRIBUZIONI



Si riporta la nuova contribuzione da versare alla Edilcassa Artigiana di Bergamo a decorrere dall’1/4/2019


CCNL EDILI ARTIGIANI – INDUSTRIA – COOPERATIVE
CONTRIBUZIONI DAL 1°APRILE 2019


 



























































DESCRIZIONE CONTRIBUTO

A CARICO IMPRESA

A CARICO LAVORATORE

Anzianità Professionale Edile 4,43%  
Addestramento Professionale 0,20%  
Comitato Paritetico Territoriale 1,41%  
Mutualizzazione 1,60%  
Contributo Edilcassa 1,00% 0,20%
Quote Adesione Contrattuale 0,9672% 0,9672%
Fondo Assistenze 0,49% 0,10%
Fondo Sanitario Nazionale 0,35%  
Fondo Mutualizzazione Prevedi 0,12%  
Fondo Nazionale Prepensionamenti 0,20%  
Fondo Nazionale Incentivo all’occupazione 0,10%  
TOTALI 10,8672% 1,2672%
Contributo Totale   12,1344%
Ferie e Gratifica Natalizia   14,20%


CONTRIBUTI AGGIUNTIVI IMPIEGATI













DESCRIZIONE CONTRIBUTO

A CARICO IMPRESA

A CARICO LAVORATORE

Impiegati CCNL Edili Artigiani 1,45% 0,15%
Impiegati CCNL Edili Industria e Cooperative (iscrizione su richiesta)
Fondo Sanitario Nazionale Artigiani-Industria-Cooperative 0,26%  


 

Contributo Covip 2019


La Covip ha approvato le disposizioni in materia di misura, termini e modalità di versamento del contributo dovuto da parte delle forme pensionistiche complementari nell’anno 2019.


Ad integrazione del finanziamento della COVIP è dovuto per l’anno 2019, il versamento di un contributo nella misura dello 0,5 per mille dell’ammontare complessivo dei contributi incassati a qualsiasi titolo dalle forme pensionistiche complementari nell’anno 2018.
Dalla base di calcolo di cui sopra vanno esclusi i flussi in entrata derivanti dal trasferimento di posizioni maturate presso altre forme pensionistiche complementari, nonché i contributi non finalizzati alla costituzione delle posizioni pensionistiche, ma relativi a prestazioni accessorie quali premi di assicurazione per invalidità o premorienza.
Il versamento del contributo è effettuato da ciascuna forma pensionistica complementare che al 31 dicembre 2018 risulti iscritta all’albo di cui all’art. 19, comma 1, del decreto n. 252 del 2005.
Per le forme pensionistiche complementari costituite all’interno di società o enti, il versamento del contributo è effettuato dalla società o dall’ente stesso.
Il contributo deve essere versato entro il 31 maggio 2019 sul conto corrente bancario n. IT85B0569603211000006150X43 intestato alla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione presso la Banca Popolare di Sondrio, sede di Roma. La causale da indicare per il versamento è la seguente: “Fondo pensione n. (numero di iscrizione all’albo dei fondi pensione) – Versamento contributo di vigilanza anno 2019”.
A pagamento avvenuto, e comunque entro il 21 giugno 2019, tutti soggetti sono tenuti a trasmettere alla COVIP i dati relativi al contributo in parola compilando le pagine appositamente dedicate e messe a disposizione in sezioni riservate presenti sul sito Internet di riferimento.
I soggetti esclusi dal versamento ai sensi dell’art. 2, comma 3, sono comunque tenuti, entro il 31 maggio 2019, a inviare alla COVIP un’apposita relazione circa la sussistenza delle ragioni dell’esclusione.
Il mancato pagamento della contribuzione secondo le modalità previste comporta l’avvio della procedura di riscossione coattiva, mediante ruolo, delle somme non versate, oltre interessi e spese di esecuzione.

Licenziamento disciplinare, quando le clausole del CCNL sono vincolanti per il giudice di merito


Le previsioni della contrattazione collettiva che graduano le sanzioni disciplinari non vincolano il giudice di merito, a meno che la previsione negoziale ricolleghi ad un determinato comportamento giuridicamente rilevante unicamente una sanzione conservativa.


Una Corte di appello territoriale, confermando la pronuncia del Tribunale di prime cure, aveva accolto la domanda di annullamento del licenziamento intimato ad un operaio carpentiere, per essere stato sorpreso dal proprio superiore gerarchico, durante il turno di lavoro notturno, addormentato presso altra zona dello stabilimento, a distanza di circa un’ora dalla pausa prestabilita. La Corte, nello specifico, aveva respinto il reclamo proposto dalla società rilevando che la disamina del CCNL applicato in azienda dimostrava che la condotta posta in essere dal lavoratore poteva ricondursi nell’alveo delle fattispecie punite con sanzione conservativa, specie quella dell’infrazione costituita dal c.d. abbandono del posto di lavoro, con conseguente applicazione della tutela reintegratoria.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che la Corte di merito avesse omesso di considerare la complessiva condotta posta in essere dal dipendente, che si compendiava non solamente nell’abbandono del posto di lavoro durante l’orario notturno, ma altresì nell’essersi recato in altro luogo dello stabilimento, nell’essersi messo a dormire, nell’essersi risvegliato ed aver ripreso l’attività lavorativa solamente a seguito di improvviso sopralluogo del superiore gerarchico, precedentemente allontanatosi per incombenze lavorative di durata imprecisata. Altresì, secondo il ricorrente, la Corte distrettuale aveva erroneamente ricondotto, mediante un’interpretazione estensiva ed analogica, alla fattispecie di “abbandono del posto di lavoro”, comportamenti di non immediata percezione da parte del datore di lavoro bensì occulti e abusivamente adottati per eludere il controllo datoriale.
Per la Suprema Corte, il ricorso è fondato. In tema di legittimità dei licenziamenti disciplinari, il Giudice, dopo aver accertato se sussistano o meno la giusta causa ed il giustificato motivo di recesso, laddove escluda la ricorrenza di una giustificazione della sanzione espulsiva, deve svolgere una ulteriore disamina al fine di individuare la tutela applicabile:
– reintegratoria in caso di “insussistenza del fatto contestato” ovvero di fatto rientrante “tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili”;
– indennitaria nei restanti casi (Corte di Cassazione – SS.UU., sentenza n. 30985/2017).
Orbene, avuto riguardo alle previsioni della contrattazione collettiva che graduano le sanzioni disciplinari, essendo quella della giusta causa e del giustificato motivo una nozione legale, tali previsioni non vincolano il giudice di merito (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 9223/2015). Difatti, anche se la scala valoriale ivi recepita deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento, per cui nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice tiene conto delle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro (Corte di Cassazione, sentenza n. 32500/2018), il principio generale subisce eccezione ove la previsione negoziale ricolleghi ad un determinato comportamento giuridicamente rilevante unicamente una sanzione conservativa. In tal caso, il giudice è vincolato dal contratto collettivo, trattandosi di una condizione di maggior favore fatta salva espressamente dal Legislatore (art. 12, L. n. 604/1966). Pertanto, ove alla mancanza sia ricollegata una sanzione conservativa, il giudice non può estendere il catalogo delle giuste cause o dei giustificati motivi di licenziamento oltre quanto stabilito dall’autonomia delle parti, a meno che non si accerti che le parti stesse non avevano inteso escludere, per i casi di maggiore gravità, la possibilità di una sanzione espulsiva, dovendosi attribuire prevalenza alla valutazione di gravità di quel peculiare comportamento, come illecito disciplinare di grado inferiore, compiuta dall’autonomia collettiva nella graduazione delle mancanze disciplinari (ex multis Corte di Cassazione, sentenza n. 17337/2016). Oltretutto, in ordine ai criteri di interpretazione di un contratto collettivo, è stato da gran tempo escluso il ricorso all’applicazione analogica, atteso che anche nel contratto collettivo le disposizioni in esso contenute conservano pur sempre la loro originaria natura contrattuale, mentre l’analogia è un procedimento di integrazione ermeneutica consentito con esclusivo riferimento agli atti aventi forza o valore di legge (art. 12 delle preleggi) (Corte di Cassazione, sentenza n. 30420/2017), fatto salvo il caso in cui risulti “l’inadeguatezza per difetto” dell’espressione letterale adottata dalle parti rispetto alla loro volontà (Corte di Cassazione, sentenza n. 9560/2017).
Ebbene, nel caso di specie, la Corte distrettuale ha ritenuto ingiustificato il licenziamento in quanto diretto a sanzionare una condotta alla quale le parti sociali avevano ricollegato una sanzione conservativa ed ha tratto le immediate conseguenze in ordine al regime di tutela da applicare, tuttavia ha interpretato e applicato una clausola contrattuale prevedente una sanzione conservativa ad un caso concreto non contemplato dalla medesima. Difatti, la contrattazione collettiva applicabile annovera ulteriori fattispecie suscettibili di essere punite con sanzioni conservative (quali, la mancata presentazione al lavoro, il ritardo all’inizio del lavoro senza giustificato motivo o la sospensione o l’anticipazione della cessazione) facendo però riferimento a condotte tutte accomunate dalla caratteristica di essere immediatamente e agevolmente rilevabili dal datore di lavoro in quanto tenute in palese ed aperta violazione dell’obbligo di osservanza dell’orario di lavoro, in contrasto netto dunque con la condotta tenuta dal lavoratore nel caso in esame.


Variazione Minimi retributivi – Accordo 27/2/2019 Lapidei Aniem-Confapi



Modificata la tabella degli aumenti retributivi contenuta nell’accordo 27/2/2019 di rinnovo del CCNL Lapidei Piccola Industria Aniem-Confapi


L’ipotesi di accordo sottoscritta il giorno 27/2/2019, tra CONFAPI-ANIEM Unione nazionale imprese edili manifatturiere e settori affini e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, per il rinnovo del CCNL del 5/3/2014 per i dipendenti delle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, è stata ripubblicata dalle stesse parti firmatarie, con la correzione della tabella contenuta nell’Art. 22 – Aumenti retributivi.
Nello specifico, le parti hanno corretto l’aumento retributivo del 1° dicembre 2018 per il 4° Livello, determinando la variazione dei minimi tabellari mensili vigenti sia dall’1/12/2018 sia dall’1/4/2019.


Art. 22 Aumenti retributivi


Premesso che le Parti convengono all’estensione della vigenza del presente CCNL fino al 30/6/2019, i minimi tabellari mensili vigenti vengono incrementati nelle seguenti misure e decorrenze:



























































Livelli

Parametri

1/9/2018 euro/mese

1/12/2018 euro/mese

1/4/2019 euro/mese

Totale

1 210 77,21 38,60 35,51 151,32
2 189 69,49 34,74 31,96 136,19
3 154 56,62 28,31 26,04 110,97
4 146 53,68 (*) 26,84 24,69 105,21
5 136 50,00 25,00 23,00 98,00
6 128 47,06 23,53 21,65 92,24
7 118 43,38 21,69 19,96 85,03
8 100 36,76 18,38 16,91 72,05


Retribuzione contrattuale


Qualificati



































Livello

Minimo dall’1/12/2018

Minimo dall’1/4/2019

1 2.424,11 2.459,62
2 2.253,33 2.285,29
3 1.930,07 1.956,11
4 1.838,07 1.862,76
5 1.774,35 1.797,35
6 1.699,08 1.720,73
7 1.604,74 1.624,70
8 1.436,30 1.453,21


Apprendisti Professionalizzanti

























































































Livello

Da mese

A mese

Minimo dall’1/12/2018

Minimo dall’1/4/2019

1 1 18 1.930,07 1.956,11
19 30 2.253,33 2.285,29
31 36 2.424,11 2.459,62
2 1 18 1.838,07 1.862,76
19 30 1.930,07 1.956,11
31 36 2.253,33 2.285,29
3 1 18 1.774,35 1.797,35
19 30 1.838,07 1.862,56
31 36 1.930,07 1.956,11
4 1 18 1.699,08 1.720,73
19 30 1.774,35 1.797,35
31 36 1.837,87 1.862,76
5 1 18 1.604,74 1.624,70
19 30 1.699,08 1.720,73
31 36 1.774,35 1.797,35
6 1 18 1.381,16 1.381,16