Inquadramento dello skipper impiegato in imbarcazioni da diporto


L’attività principale svolta dallo skipper consiste nell’essere al comando dell’imbarcazione da diporto e sovraintendere a tutte le operazioni relative alla navigazione, con conseguente assunzione di responsabilità civile e penale. Tale inquadramento non preclude la possibilità di espletare anche mansioni accessorie o strumentali rispetto all’attività principale riconducibili a quelle proprie di un lavoratore domestico. Anche in tal caso, tuttavia, l’inquadramento nel ruolo specifico della gente di mare nonché la riconducibilità alla prima categoria di tale ruolo esclude la possibilità di comunicare l’assunzione dello skipper quale lavoratore domestico (Nota INL n. 1366/2020).


Qualunque attività lavorativa venga svolta su imbarcazioni, comprese quelle da diporto, determina automaticamente l’inquadramento del lavoratore nel ruolo della gente di mare, con la conseguente applicazione della normativa di riferimento.
Secondo l’art. 115 R. D. n. 327/1942 (Codice della Navigazione), il ruolo della gente di mare e della navigazione interna è suddiviso in tre categorie, nell’ambito delle quali devono essere iscritti tutti i lavoratori che prestano la propria opera a bordo di navi e barche. Nella prima sono ricompresi tutti i lavoratori di stato maggiore e di manovalanza relativi ai servizi di macchina e di coperta quali capitani, marinai e mozzi; nella seconda coloro che svolgono le funzioni di camera, di cucina e gli addetti ai servizi; infine, nella terza categoria rientra il personale addetto al traffico locale nonché alla pesca costiera.


Ai sensi dell’art. 36, comma 2, D.Lgs. n. 171/2005 recante il Codice della nautica da diporto, lo skipper o ufficiale di navigazione appartiene al personale iscritto nel ruolo della gente di mare e della navigazione interna e può pertanto rientrare nella prima delle categorie appena citate.
L’attività principale o prevalente svolta dallo skipper consiste, infatti, nell’essere al comando dell’imbarcazione da diporto e sovraintendere a tutte le operazioni relative alla navigazione, con conseguente assunzione di responsabilità civile e penale. Tale inquadramento non preclude la possibilità di espletare anche mansioni accessorie o strumentali rispetto all’attività principale riconducibili a quelle proprie di un lavoratore domestico. Dunque, anche nel caso in cui lo skipper sia l’unico addetto anche alle ulteriori attività “domestiche”, l’inquadramento nel ruolo specifico della gente di mare nonché la riconducibilità alla prima categoria di tale ruolo esclude la possibilità di comunicare l’assunzione dello skipper quale lavoratore domestico.
L’assunzione dello skipper come lavoratore dipendente sulle imbarcazioni da diporto avviene, infatti, sempre attraverso la specifica comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro ai sensi di quanto previsto dall’art. 2, comma 4, D.Lgs. n. 297/2002 e del relativo regolamento attuativo e del D.M. 24 gennaio 2008 (c.d. Comunicazione UNIMARE).
La suddetta comunicazione, da effettuarsi anche per il personale con funzioni di assistenza in cucina o altro sulle imbarcazioni in questione, è pluiriefficace in quanto assolve anche agli obblighi comunicazionali nei confronti degli Enti previdenziali e assistenziali e del Servizio di assistenza sanitaria destinato al personale navigante.

Siglato lo Statuto Agidae Salus

Siglato da AGIDAE, il testo degli Statuti AGIDAE SALUS per l’Assistenza Sanitaria Integrativa (ASI) sia in ambito Socio-Sanitario che nell’Istruzione.

STATUTO AGIDAE SALUS – SOCIO SANITARIO


Costituito un Ente denominato Agidae Salus Socio Sanitario – Ente di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dipendenti degli enti religiosi aderenti al CCNL Agidae Socio-Sanitario- Assistenziale-Educativo.
L’Ente è costituito su base paritetica, quanto al 50% da Agidae, quale componente rappresentativa degli enti religiosi, e quanto al 50% dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie del presente Statuto e del CCNL Agidae Socio Sanitario Assistenziale Educativo, per il personale direttivo, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato negli istituti esercitanti attività socio-sanitarie-assistenziali-educative, e dipendenti dall’autorità ecclesiastica.
L’Ente non ha fini di lucro e si propone di garantire alle lavoratrici e ai lavoratori trattamenti di assistenza sanitaria integrativa ed, al fine di migliorare la qualità dei trattamenti erogati, può incentivare e promuovere studi e ricerche relativi alla materia della salute e della sicurezza sul lavoro, previe specifiche intese tra le parti.


STATUTO AGIDAE SALUS – ISTRUZIONE


Costituito un Ente denominato Agidae Salus Istruzione – Ente di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dipendenti degli enti religiosi aderenti ai CCNL Scuola e CCNL Università.
L’Ente è costituito su base paritetica, quanto al 50% da Agidae, quale componente rappresentativa degli enti religiosi, e quanto al 50% dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie del presente Statuto e dei Contratti CCNL AGIDAE scuola, per il personale direttivo, docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato negli istituti esercitanti attività educative, di istruzione e dipendenti dall’autorità ecclesiastica e CCNL Agidae Università per il personale dipendente da Università Pontificie, Facoltà ecclesiastiche, Istituti Universitari ecclesiastici, Istituti Superiori di Scienze Religiose, Seminari Maggiori, Istituti di alta formazione, Istituti di formazione universitaria ed accademica gestiti da Enti ecclesiastici, Convitti Universitari.
L’Ente non ha fini di lucro e si propone di garantire ai lavoratori trattamenti di assistenza sanitaria integrativa.
L’Ente, al fine di migliorare la qualità dei trattamenti erogati, può incentivare e promuovere studi e ricerche relativi alla materia della salute e della sicurezza sul lavoro, previe specifiche intese tra le parti.
Per il raggiungimento dei propri scopi l’Ente si dota delle necessarie strutture operative.

Confcommercio Confetra – Cgil Cisl Uil: Accordo interconfederale 6/2/2020

Sottoscritto il 6/2/2020, tra CONFCOMMERCIO, CONFETRA e CGIL CISL UIL, l’accordo per la condivisione dei piani formativi relativi al Fondo For.Te.

For.Te. è il Fondo paritetico per la formazione continua dei dipendenti delle aziende aderenti, che operano nel settore terziario: commercio, turismo, servizi, logistica, spedizioni e trasporto.
L’emanazione della Circolare Anpal n. 1 del 10/4/2018, contenente le linee Guida sulla gestione delle risorse finanziarie attribuite ai Fondi Paritetici interprofessionali per la formazione continua, ha richiesto un approfondimento degli orientamenti e delle procedure adottate dai Fondi interprofessionali, al fine di uniformarsi ai principi ed alle disposizioni in essa contenuti. La recente emanazione del nuovo Regolamento generale di FORTE., ha consentito al Fondo di adeguarsi pienamente ai principi emanati da Anpal.
Pertanto, in relazione al Protocollo sottoscritto, le Parti hanno concordato che le attività formative finanziate con risorse del Fondo For.Te. si possono svolgere in attuazione di una delle seguenti tipologie di piano formativo condiviso:
a) Piano formativo aziendale nelle imprese in cui sia presente la RSU
b) Piano formativo aziendale nelle imprese in cui siano presenti una o più RSA
c) Piano formativo aziendale nelle imprese in cui non si verificano le condizioni a) e b)
d) Piani territoriali
e) Piani settoriali
f) Piani che vedano l’applicazione di una pluralità di contratti.
Le Parti hanno predisposto anche una procedura operativa per la condivisione dei piani, dettagliata nei tempi e nelle modalità e hanno predisposto l’istituzione di una Commissione Paritetica Nazionale, formata da 6 componenti, di cui 2 designati da Confcommercio e 1 da Confetra e 3 dalle Segreterie Confederali di CGIL, CISL e UIL.

Pescatori autonomi: aliquota contributiva 2020



Con circolare n. 24/2020, l’Inps comunica, relativamente all’anno 2020, le aliquote vigenti per i lavoratori autonomi che svolgono attività di pesca ed illustra le modalità e i termini per il versamento della contribuzione.


I lavoratori autonomi che svolgono l’attività di pesca, anche quando non siano associati in cooperativa, sono soggetti alla legge 13 marzo 1958, n. 250, e sono tenuti a versare all’Istituto un contributo mensile, soggetto ad adeguamento annuale, commisurato alla misura del salario convenzionale per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associati in cooperativa. Considerata la variazione percentuale, nella misura dello 0,5%, nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, tra il periodo gennaio 2018-dicembre 2018 ed il periodo gennaio 2019-dicembre 2019, per il 2020 la misura del salario giornaliero convenzionale per i pescatori soggetti alla citata legge n. 250/1958, è la seguente:









Anno 2020

Retribuzione convenzionale

Misura giornaliera € 27,21
Misura mensile (25gg) € 680,00


Su tale retribuzione mensile devono essere calcolati, per il 2020, i contributi dovuti dai pescatori “autonomi”.


Aliquota contributiva dovuta al FPLD
In base alle disposizioni di cui al decreto interministeriale del 21 febbraio 1996, i pescatori autonomi sono soggetti all’aumento di 4,29 punti percentuali; tale incremento è applicato gradualmente in ragione di 0,50% ogni due anni a partire dal 1° gennaio 1997, con ultimo aumento di 0,29% dal 1° gennaio 2013. Conseguentemente, a decorrere dal 1° gennaio 2014 e per l’anno 2020 nei confronti dei pescatori l’aliquota contributiva resta ferma nella misura del 14,90%.















Gestione FPLD

Aliquote

Coefficienti di ripartizione

Base 0,11 0,007383
Adeguamento 14,79 0,992617
Totale 14,90 1


Il contributo mensile per l’anno 2020, risultante dall’applicazione dell’aliquota contributiva alla retribuzione convenzionale, è pari a € 101,32 così suddiviso:












FPLD

Contributo mensile

Base € 0,75
Adeguamento € 100,57
Totale € 101,32


Sgravio contributivo ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457
L’articolo 11 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ha previsto l’estensione in favore delle imprese della pesca costiera e della pesca nelle acque interne e lagunari, nella misura del 70%, delle agevolazioni fiscali e contributive contemplate dagli articoli 4 e 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.
La legge di bilancio 2018 aveva disposto che “A decorrere dall’anno 2018 i benefici di cui all’articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono corrisposti nel limite del 45,07 per cento”. Come comunicato dal Ministero del lavoro, con nota prot. 1822/2018, le imprese che esercitano la pesca costiera e le imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari possono continuare a fruire degli sgravi di cui all’articolo 11 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con le stesse modalità previste negli anni precedenti.
Sulla materia è nuovamente intervenuto il legislatore con l’articolo 1, comma 607, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, in base al quale “a decorrere dall’anno 2020, i benefici di cui all’articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono corrisposti nel limite del 44,32 per cento”.
Dal periodo gennaio 2020, quindi, le imprese in questione possono fruire del beneficio spettante nella seguente misura percentuale: 44,32%. Conseguentemente, nell’anno 2020 il contributo mensile, al netto della predetta agevolazione, deve essere corrisposto in misura pari a € 56,42, così suddiviso:












FPLD

Contributo mensile

Base € 0,42
Adeguamento € 56,00
Totale € 56,42

Chiarimenti sulla cassa integrazione per il settore trasporti

Con circolare n. 24/2020 della Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (Cinfetra), è stato fatto il punto della situazione sul campo di applicazione della cassa integrazione nel settore dei trasporti.

A seguito delle diverse richieste di chiarimento pervenute in merito alle categorie del mondo dei trasporti destinatarie della cassa integrazione, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (Confetra) ha ritenuto utile fare il punto della situazione sul relativo campo di applicazione.
La materia è stata riformata dal Jobs Act (D.Lgs. n. 148/2015) che ha esteso a tutti i settori gli ammortizzatori sociali ed il sistema attuale poggia su 3 pilastri:
– cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO)
– cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS)
– Fondo di integrazione salariale (FIS).


Cassa integrazione ordinaria


Spetta alle imprese di qualsiasi dimensione inquadrate previdenzialmente nell’industria e può essere richiesta per eventi transitori non imputabili all’impresa o ai lavoratori, inclusi gli eventi naturali e le situazioni temporanee di mercato.
La CIGO è finanziata da un contributo ordinario a carico delle aziende pari, per quelle fino a 50 dipendenti, all’1,70% del monte salari che sale al 2% per le aziende di maggiori dimensioni.
Per i soli lavoratori in cassa integrazione è inoltre dovuta, sempre da parte delle aziende, una contribuzione addizionale legata alla durata di utilizzo dell’istituto; in particolare la misura del contributo, da calcolarsi sulla retribuzione persa dal lavoratore a seguito della sospensione dal lavoro, è pari al:
– 9% fino a 52 settimane di cassa integrazione in un quinquennio;
– 12% dalla 53ma alla 104ma settimana in un quinquennio;
– 15% dalla 105ma settimana in poi sempre in un quinquennio.


Cassa integrazione straordinaria


Spetta nei casi di crisi aziendali e di riorganizzazioni alle imprese inquadrate previdenzialmente nell’industria con oltre 15 dipendenti nonché alle imprese di logistica (per definizione inquadrate previdenzialmente nel terziario) con oltre 50 dipendenti.
Anche in questo caso è dovuta dalle aziende una contribuzione ordinaria, pari allo 0,90% (di cui lo 0,30% a carico del lavoratore) della retribuzione imponibile, nonché, per i soli lavoratori in cassa, una contribuzione addizionale nelle stesse misure di quelle già evidenziate con riferimento alla cassa integrazione ordinaria.


Fondo integrazione salariale


Si applica a tutti i datori di lavoro con oltre 5 dipendenti (compresi gli apprendisti) che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione (ordinaria o straordinaria). Escludendo pertanto le imprese di qualsiasi dimensione inquadrate previdenzialmente nell’industria nonché le imprese di logistica con oltre 50 dipendenti in quanto già coperte dagli ammortizzatori sociali tradizionali, la platea dei contribuenti al Fondo in questione comprende tutte le aziende con oltre 5 dipendenti inquadrate previdenzialmente nel terziario nonché le imprese di logistica tra 6 e 50 dipendenti.
I contributi da versare al Fondo, da calcolarsi sul monte salari, sono pari allo 0,45% (di cui lo 0,30% a carico del datore di lavoro e lo 0,15% a carico dei lavoratori) per i datori di lavoro con oltre 5 e fino a 15 dipendenti e allo 0,65% (di cui lo 0,43% a carico del datore di lavoro e lo 0,22% a carico dei lavoratori) per i datori di lavoro con oltre 15 dipendenti.


I datori di lavoro che ricorrono alle prestazioni del Fondo sono inoltre tenuti a versare un contributo addizionale pari al 4% della retribuzione persa dal lavoratore.
Le prestazioni erogate dal Fondo sono di 2 tipi:
– assegno ordinario, consistente in un’indennità pari all’importo di cassa integrazione, per i lavoratori sospesi o a orario ridotto di aziende con oltre 15 dipendenti per cause riconducibili alla normativa in materia di cassa integrazione (ordinaria o straordinaria);
– assegno di solidarietà, consistente anch’esso in un’indennità pari all’importo di cassa integrazione, per i lavoratori interessati da accordi sindacali che, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso di una procedura di licenziamento collettivo o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo, stabiliscano una riduzione dell’orario di lavoro.

Fondo Sanitario FASIE: circolare applicativa per il settore “Attività Minerarie”



Si riporta la circolare operativa pubblicata dal Fondo Sanitario Fasie per le aziende iscritte che applicano il CCNL Attività Minerarie


Il Fondo di Assistenza sanitaria integrativa per il settore delle Attività Minerarie è stato individuato nel FASIE, come indicato nel Verbale di accordo del 31/10/2019.
La presente circolare Operativa del Fasie, fornisce le indicazioni circa le tariffe valide per il 2020, le modalità contributive, e le scadenze di versamento.


Contributi 2020
Le tariffe annue per il 2020 sono riassunte nella seguente tabella:




































QUAOTA AZIENDA € 204,00  
   
QUOTA LAVORATORE Quota annua Quota mensile
OPZIONE STANDARD € 84,00 € 7,00
OPZIONE STANDARD con iscrizione del/dei familiari € 186,00 per ogni familiare € 372,00 per ogni convivente € 15,50 per ogni familiare € 31,00 per ogni convivente
OPZIONE EXTRA € 239,00 € 19,91 (€ 19,99 a dicembre)
OPZIONE EXTRA con iscrizione del/dei familiari € 186,00 per ogni familiare € 372,00 per ogni convivente € 15,50 per ogni familiare € 31,00 per ogni convivente
OPZIONE PLUS € 649,00 € 54,08 (€ 54,12 a dicembre)


Regolazione contributo a carico dell’Azienda per gli iscritti al Fondo
Il contributo a carico dell’Azienda, pari a 204,00 € per singolo dipendente iscritto al Fondo, sarà versato in rate mensili di € 17,00. Contestualmente dovrà essere inviata una distinta di contribuzione con il dettaglio delle anagrafiche per cui è stato effettuato il bonifico. I file dovranno essere inviati via WEB accedendo all’area Aziende del sito www.fasie.it e seguendo le istruzioni.
Di seguito i dati per effettuare il bonifico:















Descrizione

QUOTA AZIENDA (da versare mensilmente)

Importo 17,00 € per ogni dipendente iscritto all’1/1/2020
Data di versamento entro il 16 del mese successivo
Casuale Versamento Numero di protocollo rilasciato al momento del caricamento della distinta, dati completi, altrimenti rilevabile il giorno successivo nella sezione upload distinte, voce trasmetti.
Conto corrente IBAN: IT87D0832703211000000005743 Intestato a: FASIE – Fondo assistenza sanitaria integrativa BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI ROMA


Il contributo a carico dell’Azienda può essere versato anche in un’unica soluzione ad inizio anno (previa comunicazione a Fasie).


Regolazione contributo a carico del dipendente iscritto al Fondo
Il contributo a carico del dipendente, sia per la propria quota che per la quota di eventuali familiari e / o conviventi iscritti al Fondo come paganti, dovrà essere versato al Fondo su base mensile entro il giorno 16 del mese successivo di competenza. Anche in questo caso, contestualmente dovrà essere inviata una distinta di contribuzione con il dettaglio delle anagrafiche per cui è stato effettuato il bonifico. I file dovranno essere inviati via WEB accedendo all’area Aziende del sito www.fasie.it e seguendo le istruzioni.
Di seguito i dati per effettuare il bonifico:















Descrizione

QUOTA LAVORATORE (da versare mensilmente)

Importo da calcolare sulla base degli iscritti
Data di versamento entro il 16 del mese successivo
Casuale Versamento “Numero di protocollo rilasciato al momento del caricamento della distinta, dati completi, altrimenti rilevabile il giorno successivo nella sezione upload distinte, voce trasmetti.
Conto corrente IBAN: IT87D0832703211000000005743 Intestato a: FASIE – Fondo assistenza sanitaria integrativa BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI ROMA

Comunicazione lavoro intermittente riguardante i lavoratori dello spettacolo


A decorrere dal 1° gennaio 2018, l’obbligo della richiesta del certificato di agibilità sussiste esclusivamente per i lavoratori autonomi. Ne consegue che l’obbligo del datore di lavoro di comunicare la chiamata del lavoratore intermittente prima dell’inizio della prestazione non può più essere assolto, nel settore dello spettacolo, mediante la richiesta del certificato di agibilità, così come già indicato con D.M. 27 marzo 2013 e nella successiva circ. 27 giugno 2013 n. 27 (Lettera circolare Miinstero lavoro/INL n. 1311/2020).


Le imprese che si avvalgono di prestazioni di lavoratori autonomi, ivi compresi quelli con rapporti di collaborazione, appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14 dell’articolo 3, co. 1, , D.Lgs. C.P.S. n. 708/1947, sono sempre obbligate a richiedere il certificato di agibilità a prescindere dalla durata temporale della prestazione (art. 6, D.Lgs. C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708 come sostituito dall’art. 1, comma 1097, L. 27 dicembre 2017, n. 205 e successivamente dall’art. 3-quinquies, comma 1, lett. a), D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, conv. con modif. in L. 11 febbraio 2019, n. 12). Parliamo, nel dettaglio di:
1) artisti lirici;
2) attori di prosa, operetta, rivista, varietà ed attrazioni, cantanti di musica leggera, presentatori, disc-jockey ed animatori in strutture ricettive connesse all’attività turistica;
3) attori e generici cinematografici, attori di doppiaggio cinematografico;
4) registi e sceneggiatori teatrali e cinematografici, aiuto registi, dialoghisti ed adattatori cinetelevisivi;
5) organizzatori generali, direttori, ispettori, segretari di produzione cinematografica, cassieri, segretari di edizione;
6) direttori di scena e di doppiaggio;
7) direttori d’orchestre e sostituti;
8) concertisti e professori d’orchestra orchestrali e bandisti;
9) tersicorei, coristi, ballerini, figuranti, indossatori e tecnici addetti alle manifestazioni di moda;
10) amministratori di formazioni artistiche;
11) tecnici del montaggio, del suono, dello sviluppo e stampa;
12) operatori di ripresa cinematografica e televisiva, aiuto operatori e maestranze cinematografiche, teatrali e radio televisive;
13) arredatori, architetti, scenografi, figurinisti teatrali e cinematografici;
14) truccatori e parrucchieri.
L’obbligo di richiedere il certificato grava sempre in capo al soggetto che effettivamente contrattualizza il rapporto di lavoro con gli artisti e tecnici, ovvero il datore di lavoro/committente; qualora, poi, il committente non coincida con l’impresa/ente presso cui i lavoratori agiscono (titolare di un diritto di proprietà o di godimento sui locali ove viene svolta la prestazione), è comunque onere di tale ultimo soggetto richiedere copia del certificato e custodirlo (Inps, messaggio n. 1612/2019).
In caso di inosservanza degli obblighi relativi alla richiesta del certificato di agibilità, le imprese sono soggette alla sanzione amministrativa di euro 129,00 per ogni lavoratore e per ogni giornata di lavoro da ciascuno prestata.


Alla luce delle modifiche intervenute all’art. 6 del D.Lgs. n. 708/1947, il Ministero del lavoro, congiuntamente con l’Ispettorato nazionale del lavoro, ha fornito alcuni chiarimenti con riferimento alle comunicazioni relative all’utilizzo di prestazioni lavorative rese in modalità intermittente da parte di lavoratori dello spettacolo.
Sussitendo, a decorrere dal 1° gennaio 2018, l’obbligo della richiesta del certificato di agibilità, come accennato, esclusivamente per i lavoratori autonomi, l’obbligo nei confronti dei lavoratori subordinati, ivi compresi i lavoratori con contratto intermittente, è pertanto venuto meno. Ne consegue che l’obbligo del datore di lavoro di comunicare ai sensi dell’art. 15, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 la chiamata del lavoratore intermittente prima dell’inizio della prestazione non può più essere assolto, nel settore dello spettacolo, mediante la richiesta del certificato di agibilità, così come già indicato con D.M. 27 marzo 2013 e nella successiva circolare 27 giugno 2013 n. 27.
La comunicazione andrà quindi effettuata secondo le modalità di trasmissione previste per la generalità dei datori di lavoro attraverso il modello UNI-Intermittente.


EBM Salute: Prorogato il termine per adesione familiari


 

EBM Salute comunica che è stato prorogato al 16/2/2020 il termine delle adesioni per estendere la polizza ai propri familiari non fiscalmente a carico

Come è noto, l’EBM Salute, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore della Metalmeccanica PMI, ha previsto, anche per il 2020, la possibilità di estendere la copertura sanitaria integrativa, con il medesimo piano sanitario, anche al proprio nucleo famigliare NON fiscalmente a carico, e aveva disposto che le adesione sarebbero terminate il 3 febbraio 2020.
Con nuova comunicazione, EBM Salute informa che il suddetto termine è stato prorogato al 16 febbraio 2020.
Si ricorda che:


Nel proprio nucleo famigliare NON fiscalmente a carico, sono inclusi:
– il coniuge, compreso il convivente di fatto (di cui alla legge 76/2016);
– i figli risultanti dallo stato di famiglia.
I premi annui per i familiari, per la copertura dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, sono:
– € 150 per il coniuge o convivente;
– € 150 per ogni figlio.
Per estendere la polizza ai propri familiari è necessario collegarsi al portale di adesione, cliccare sul box Adesioni e, dopo aver inserito i dati del titolare, scorrere verso il basso e compilare la sezione “Inserimento dati anagrafici dei famigliari – Non fiscalmente a carico”. Procedere quindi seguendo le istruzioni per il pagamento tramite bonifico.
 

Misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore dei call center: istruzioni operative


Con circolare n. 21/2020, l’Inps fornisce istruzioni operative per la gestione delle misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori del settore dei call center, di cui all’articolo 44, comma 7, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, finanziate per l’anno 2019 dall’articolo 26-sexies del decretolegge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.


Il decreto interministeriale n. 22763/2015, all’articolo 1, riconosce ai lavoratori impiegati nel settore dei call center un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per una durata massima di dodici mesi.


L’articolo 2 prevede che la suddetta indennità possa essere richiesta in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa determinata da crisi aziendale, valutata dal Ministero del Lavoro sulla base dei criteri individuati dal medesimo dicastero nelle citate circolari n. 31/2015 e n. 8/2019.
Considerando che l’indennità è pari al trattamento massimo di integrazione salariale, non trova applicazione la disciplina della riduzione in percentuale della relativa misura del trattamento, di cui al comma 66 dell’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, in caso di successive proroghe dei trattamenti di integrazione salariale in deroga (CIGD), in quanto non prevista dalla speciale disciplina normativa del settore dei call center.
L’erogazione della prestazione è subordinata all’emanazione di specifici decreti da parte del Ministero del Lavoro, contenenti le indicazioni relative all’azienda beneficiaria, al periodo concesso ed alla modalità di pagamento prevista (pagamento anticipato dell’indennità da parte dell’azienda e successivamente conguagliato oppure pagamento diretto da parte dell’Istituto).
I periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, per i quali è ammessa l’integrazione salariale, sono riconosciuti utili ai fini del diritto e della misura alla pensione anticipata o di vecchiaia.


Ai sensi dell’articolo 4 del D.I. n. 22763/2015, è posto a carico delle imprese ammesse al trattamento un contributo addizionale nella misura prevista dall’articolo 5 del D.lgs n. 148/2015, a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale e calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate (c.d. retribuzione persa).


Come specificato dal Ministero del Lavoro nella circolare n. 8/2019, a seguito dell’abrogazione della legge 8 agosto 1972, n. 464, da parte dell’articolo 46, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 148/2015, le quote di trattamento di fine rapporto, relative alla retribuzione persa a seguito della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro, sono a carico del datore di lavoro.


Al fine di garantire un puntuale monitoraggio della spesa connessa alla erogazione della indennità in argomento, nonché alla correlata contribuzione figurativa, le aziende interessate utilizzeranno nel flusso Uniemens, per le autorizzazioni relative a decreti ministeriali riferiti a periodi di concessione di CIGD decorrenti dal mese di novembre 2019, le modalità di esposizione del conguaglio e del contributo addizionale con il sistema “Ticket”.
Si ricorda che per le autorizzazioni relative a decreti ministeriali riferiti a periodi di concessione di CIGD iniziati entro il 31 ottobre 2019, le imprese dovevano avvalersi del sistema della “CIG Aggregata” (cfr. il messaggio n. 3058/2019).
Una volta adottato il decreto di concessione, il Ministero del Lavoro provvederà a trasmetterlo all’Istituto e lo stesso sarà inserito nella piattaforma “Sistema Unico” per la successiva emissione dell’autorizzazione da parte delle Strutture territoriali competenti; l’autorizzazione dovrà essere prontamente notificata all’azienda tramite PEC.
Si rende noto che i decreti ministeriali di concessione della indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per i lavoratori del call center, riferiti a periodi di concessione di CIGD decorrenti dal mese di novembre 2019, saranno censiti dall’Istituto sulla piattaforma “Sistema Unico” con il nuovo codice intervento “667” e con il nuovo codice evento “668”.
Come precisato nella circolare n. 56/2016, relativamente ai trattamenti di CIGD, il termine dei sei mesi per il rimborso e il conguaglio della prestazione decorre dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del periodo concesso o dalla data del provvedimento di autorizzazione del trattamento da parte dell’Istituto se successivo.


ASSOCED: nuovi minimi da febbraio



12 feb 2020 Da febbraio 2020 sono previsti nuovi minimi retributivi per i lavoratori dipendenti dei Centri Elaborazione Dati, imprese ICT, professioni digitali e S.T.P. (ASSOCED).


Dall’1/2/2020, per tutte le categorie e i livelli previsti dalla classificazione del personale del CCNL Centri Elaborazione Dati (ASSOCED), spetta una paga base nazionale conglobata nella misure indicata nella seguente tabella.






























Livello

Paga base lorda contrattuale all’1/2/2020

Quadro di Direzione 2.718,69
Quadro 2.470,99
1 2.121,31
2 1.899,16
3 Super 1.820,88
3 1.704,63
4 1.586,09
5 1.510,13
6 1.275,31


Apprendisti Professionalizzanti












































Livello

Da mese

A mese

Paga base lorda contrattuale all’1/2/2020

2 1 18 1.704,63
19 36 1.820,88
3 1 18 1.510,13
19 36 1.586,09
4 1 18 1.275,31
19 36 1.510,13
5 1 24 1.275,31
3S 1 18 1.586,09
19 36 1.704,63