Firmato accordo sulla Misura “Imprese in Ripresa 2.0” da Abi-Associazioni Imprenditoriali

Siglato il 22/5/2020, tra l’Associazione Bancaria Italiana – ABI e AGCI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP riunite in ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE, CIA, CLAAI, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFEDILIZIA, CONFETRA, CONFIMI INDUSTRIA, CONFINDUSTRIA, CASARTIGIANI, CNA, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFERSERCENTI, riunite in RETE IMPRESE ITALIA, il secondo addendum all’accordo per il Credito 2019.

Con il suddetto accordo è estesa l’applicazione della Misura “Imprese in Ripresa 2.0” di cui all’Accordo per il Credito 2019, come modificato dall’Addendum del 6 marzo scorso, ai finanziamenti erogati in favore delle imprese di maggiori dimensioni rispetto alla categoria delle PMI, che autocertifichino di essere state danneggiate dall’emergenza sanitaria “COVID-19”.
La data ultima di applicazione della misura alle imprese è il 30/6/2020. Tale termine potrà essere prorogato sulla base delle indicazioni delle Autorità di vigilanza bancaria.
La misura può essere applicata alle imprese che non presentavano nei confronti della banca, alla data del 31/1/2020, esposizioni debitorie classificate come deteriorate ai sensi della disciplina di vigilanza applicabile agli intermediari finanziari. Sono in ogni caso escluse dall’applicazione della misura le imprese classificate in sofferenza secondo la richiamata disciplina.
Restano ferme, in quanto compatibili, le altre condizioni previste dall’Accordo per il credito 2019, come modificato dall’Addendum 6/3/2020.
Resta ferma la possibilità per le banche di offrire modalità e soluzioni operative con effetti equivalenti o migliorativi per le imprese beneficiarie, rispetto a quelle previste dal presente Addendum. In particolare, le banche aderenti possono estendere la durata della sospensione fino a 24 mesi per le imprese appartenenti a specifici settori o filiere produttive con maggiori difficoltà di ripresa dai danni conseguenti all’emergenza sanitaria COVID-19.
Si intendono ricomprese e coperte dal presente Addendum eventuali iniziative che singole banche abbiano avviato precedentemente alla sua adozione, con caratteristiche analoghe e rispondenti alle Linee guida EBA del 2/4/2020.
Le previsioni del presente Addendum, si applicano anche alle operazioni di sospensione e allungamento nei confronti di PMI, realizzate ai sensi dell’Accordo per il credito 2019, modificato dall’Addendum 6/3/2020.
Le banche già aderenti all’Accordo per il Credito 2019, come integrato dall’Addendum 6/3/2020, saranno automaticamente inserite, salvo diversa comunicazione all’ABI, nell’elenco degli intermediari aderenti al presente Addendum e disponibili alla realizzazione delle misure in esso previste nei confronti delle imprese di maggiore dimensione rispetto alle PMI.


Reati a condotta esaurita e prescrizione obbligatoria: i chiarimenti dell’INL


Nel caso di reati c.d. a “condotta esaurita” accertati anche nell’ambito della vigilanza prevenzionistica, vale a dire quei reati in cui l’obbligato non sia più nel potere di far cessare lo stato di antigiuridicità, già determinato dalla condotta commissiva ed omissiva che ha leso in modo definitivo l’interesse tutelato dalla norma o, comunque nei casi di reati non più suscettibili di sanatoria o regolarizzazione, il personale ispettivo provvede ad impartire apposita prescrizione, specificando tuttavia nel provvedimento l’impossibilità di adempimenti volti a sanare lo stato di antigiuridicità. Questa impostazione lascia ovviamente impregiudicato il diverso orientamento delle competenti Procure della Repubblica alle quali il personale ispettivo deve primariamente rapportarsi nello svolgimento delle funzione di U.P.G. (Nota INL 25 maggio 2020, n. 119).


Il chiarimento dell’Ispettorato Nazionale del lavoro arriva in seguito ai dubbi sollevati in merito alle modalità di applicazione dell’istituto della prescrizione obbligatoria nel caso di reati c.d. a “condotta esaurita” accertati anche nell’ambito della vigilanza prevenzionistica, vale a dire quei reati in cui l’obbligato non sia più nel potere di far cessare lo stato di antigiuridicità, già determinato dalla condotta commissiva ed omissiva che ha leso in modo definitivo l’interesse tutelato dalla norma o, comunque nei casi di reati non più suscettibili di sanatoria o regolarizzazione.
Secondo quanto previsto dall’articolo 301 del D.Lgs. n. 81/2008, alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, per le quali sia prevista la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda ovvero la pena della sola ammenda, si applicano le disposizioni in materia di prescrizione ed estinzione del reato di cui agli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758. L’ambito applicativo degli articoli in questione è stato inizialmente delinaeato dalla circolare n. 25/1966 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. La circolare, nella quale si è chiarito che le violazioni alle norme di sicurezza, costituendo reati di pericolo commessi mediante omissione, determinano una situazione antigiuridica che comporta la “messa in pericolo” o “lesione potenziale” del bene giuridico assunto ad oggetto della tutela penale (la vita o l’integrità psicofisica degli addetti ad attività lavorativa), ha specificato che il ricorso alla prescrizione, configurato quale vero e proprio obbligo per la polizia giudiziaria, è possibile solo in presenza di reati permanenti, restando esclusi dal campo della procedura i reati istantanei.
Tuttavia, con l’art. 15 del D.Lgs. n. 124/2004 è stato rivisitato l’istituto della prescrizione obbligatoria, prevedendo l’ampia utilizzazione dello stesso con riferimento alle leggi in materia di lavoro e legislazione sociale, la cui applicazione è affidata alla vigilanza della direzione provinciale del lavoro, nonché l’applicazione della procedura di cui agli artt. 19 e ss. del D.Lgs. n. 758/1994 “anche nelle ipotesi in cui la fattispecie è a condotta esaurita, ovvero nelle ipotesi in cui il trasgressore abbia autonomamente provveduto all’adempimento degli obblighi di legge sanzionati precedentemente all’emanazione della prescrizione”.
Attraverso l’esplicito riferimento alle leggi in materia di lavoro e alla legislazione sociale, il D.Lgs. n. 124/2004 – in considerazione dell’ampiezza di tale formulazione che evidentemente ricomprende sia norme preventive, sia norme di assistenza e previdenza sociale – ha inteso quindi farvi rientrare anche la disciplina prevenzionistica.§
Inoltre, la circolare n. 24/2004 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – nel delineare i contenuti del nuovo art. 15 del D.Lgs. n. 124/2004 – ha chiarito che la prescrizione si applica non soltanto quando l’inadempienza può essere sanata, ma anche nelle ipotesi di reato a “condotta esaurita”, vale a dire nei reati istantanei, con o senza effetti permanenti, nonché nelle fattispecie in cui il reo abbia autonomamente provveduto all’adempimento degli obblighi di legge sanzionati precedentemente all’emanazione della prescrizione. La nuova “prescrizione obbligatoria”, dunque, si presenta quale omologo della nuova diffida: l’una opera nelle ipotesi di illecito amministrativo (ma solo se l’inadempimento è sanabile), l’altra a fronte di violazioni di carattere penale (in ogni caso)”.
Ciò premesso – conclude l’Ispettorato – nel caso di reati c.d. a “condotta esaurita” accertati anche nell’ambito della vigilanza prevenzionistica, intesi come reati in cui l’obbligato non sia più nel potere di far cessare lo stato di antigiuridicità, già determinato dalla condotta commissiva ed omissiva che ha leso in modo definitivo l’interesse tutelato dalla norma o, comunque nei casi di reati non più suscettibili di sanatoria o regolarizzazione, il personale ispettivo impartisce apposita prescrizione, specificando nel provvedimento tuttavia l’impossibilità di adempimenti volti a sanare lo stato di antigiuridicità. Questa impostazione lascia ovviamente impregiudicato il diverso orientamento delle competenti Procure della Repubblica alle quali il personale ispettivo deve primariamente rapportarsi nello svolgimento delle funzione di U.P.G. anche nell’ottica di garantire uniformità di comportamenti con gli altri organi che esercitano vigilanza in materia di salute e sicurezza.

Indennità lavoratori domestici: procedura per la presentazione delle domande


E’ in linea la procedura per la presentazione on line delle domande di indennità a favore dei lavoratori domestici, prevista dall’art. 85, DL 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. decreto Rilancio). L’indennità – riconosciuta per i mesi di aprile e maggio 2020, pari a 500 euro per ciascun mese ed erogata dall’INPS in un’unica soluzione – è destinata ai lavoratori domestici non conviventi col datore di lavoro che, alla data del 23 febbraio 2020, avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. In attesa della circolare di prossima pubblicazione, l’Inps, con messaggio 26 maggio 2020, n. 2184, fornisce le prime indicazioni sulla procedura per la presentazione delle domande.


Presentazione della domanda
L’accesso alla domanda on line di indennità lavoratori domestici è disponibile direttamente nella homepage del sito Inps. Per poter presentare la domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una delle seguenti credenziali: PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS; SPID di livello 2 o superiore; Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); Carta nazionale dei servizi (CNS).
Per coloro, invece, che non sono in possesso di nessuna delle anzidette credenziali, è possibile richiedere il PIN all’INPS attraverso il sito internet istituzionale, utilizzando il servizio “Richiesta PIN” oppure tramite Contact Center o ancora richiedendo una credenziale SPID, anche con riconoscimento a distanza via webcam, attraverso uno degli Identity Provider accreditati (vd. www.spid.gov.it).
Nel caso di richiesta del PIN tramite il sito dell’Istituto, qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN e riceva un SMS che lo informa di una successiva chiamata da parte del Contact Center per la verifica dei dati, è invitato ad attendere il ricontatto. Se il ricontatto non dovesse avvenire entro 2-3 giorni, l’interessato potrà chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.
Non è possibile presentare la domanda on line accedendo al servizio con la sola prima parte del PIN. Inoltre, sebbene sia possibile presentare la domanda on line con il PIN ordinario, l’indennità verrà erogata solo dopo che il richiedente avrà convertito il proprio PIN online in PIN dispositivo.
La domanda di indennità potrà essere presentata anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). A tale scopo l’utente dovrà essere munito di PIN ovvero, per i possessori di SPID, CIE o CNS, di PIN Telefonico generato mediante l’apposita funzione disponibile nella sezione personale “MyINPS” del portale istituzionale.
Infine, si ricorda che l’indennità può essere richiesta anche avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato. Al riguardo, fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio potrà essere fornito anche in via telematica (articolo 36, comma 1, lettera a), del D.L. n. 18/2020).


Compilazione della domanda
Nella pagina web del sito INPS nella quale può essere presentata la domanda on line, saranno mostrati all’utente i suoi dati anagrafici essenziali, necessari alla istruttoria della richiesta, tali dati sono ricavati dagli archivi dei Comuni e delle Istituzioni pubbliche laddove disponibili. Nel caso l’utente trovi in questi dati delle inesattezze, dovrà aggiornarli accedendo all’apposita area “Anagrafica” presente in “MyINPS”.
Il richiedente dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità:
di essere o di essere stato titolare di almeno un rapporto di lavoro domestico attivo al 23 febbraio 2020 per una durata complessiva (calcolata come somma di tutti i rapporti di lavoro attivi) superiore a 10 ore settimanali e di non essere convivente con il datore di lavoro;
di non aver fruito di alcuna delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
di non aver fruito del Fondo per il reddito di ultima istanza, in favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19, di cui all’articolo 44 del decreto-legge n. 18/2020;
di non essere titolare di pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità);
di non essere titolare di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Inoltre, sarà necessario indicare le modalità di accredito scelte per il pagamento della indennità, selezionando tra codice IBAN per bonifico bancario/postale, accredito su libretto postale o bonifico domiciliato. Può essere scelto anche il pagamento in contanti presso lo sportello delle Poste. L’IBAN comunicato deve essere associato ad un conto intestato al richiedente l’indennità.
Ultimata la fase di compilazione della domanda, l’invio della domanda potrà essere effettuato, attraverso il tasto “salva e invia”, solo dopo aver dichiarato di avere preso visione della informativa sulla privacy e aver accettato il trattamento dei dati personali per le finalità di istruttoria della domanda.
Presentata la domanda di indennità on line, all’utente sarà rilasciata una ricevuta, che non contiene ancora la protocollazione della domanda, ma un primo identificativo univoco. La ricevuta della domanda protocollata potrà essere scaricata successivamente dal sito INPS, nella medesima sezione dove si è presentata la domanda. La domanda verrà messa comunque subito in lavorazione, anche in assenza della protocollazione.
Della avvenuta protocollazione verrà data informativa agli utenti tramite un messaggio inviato ai recapiti telematici (SMS/e-mail) comunicati all’INPS in sede di richiesta del PIN.
Sul portale web dell’INPS, è possibile anche accedere alla funzione “Consultazione stato pratica e pagamenti” per visualizzare lo stato della domanda presentata, e scaricare la ricevuta. Sarà possibile, inoltre, variare i dati di pagamento, modificando le scelte fatte riguardo le modalità di accredito dell’indennità fintanto che non sia stato avviato il processo di emissione del pagamento.


Verifica dei dati autodichiarati
L’INPS procederà al controllo della veridicità delle autocertificazioni rese dagli utenti
. L’inosservanza comporterà l’improcedibilità della domanda e, nel caso in cui sia già stato emesso il provvedimento e il relativo pagamento, la revoca/decadenza del beneficio, con recupero dell’eventuale indebito in caso di dichiarazioni false o mendaci (articolo 71 del D.P.R. n. 445/2000).

Linee guida sicurezza per la fase 2 nel Ministero dell’Ambiente

Siglato il 20/5/2020, tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la CGIL-FP, la CISL-FPS, la UIL-PA, la CONFSAL-UNSA, la CONFINTESA, la FLP, la RSU, il protocollo di intesa sulle linee guida per la regolamentazione delle misure per la “Fase 2” nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

L’Amministrazione si impegna a condividere con le Organizzazioni sindacali tutte le informazioni e le iniziative volte alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli utenti in relazione al rischio di contagio da Covid-19.
A tale scopo, viene istituito un Comitato di monitoraggio composto dal Datore di lavoro e dai suoi delegati, da rappresentati delle Organizzazioni sindacali, dalle RSU, dagli RLS, dal Medico competente e dall’RSPP.
Le Parti si impegnano, attraverso l’istituzione di un tavolo permanente, a monitorare l’efficacia e ad aggiornare il presente accordo, anche in funzione dell’effettivo andamento epidemiologico sul territorio nazionale e delle novità normative e regolamentari in coerenza con quanto previsto in tema di misure concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro.

Regolamentazione luoghi di lavoro nelle aziende metalmeccaniche

Firmato un avviso Comune rivolto alla gestione dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 negli ambienti di lavoro.

In questa fase di emergenza è ancor più necessario garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro delle PMI per garantire anche la sicurezza su tutto il territorio nazionale al fine di rendere operativi nelle piccole e medie imprese i contenuti del Protocollo per la gestione dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19
Con la sottoscrizione dell’Avviso comune, Unionmeccanica e Fim, Fiom e Uilm coinvolgono nella attività di prevenzione negli ambienti di lavoro la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) e dal CCNL e procederanno a definire le modalità di costituzione del Comitato Territoriale con il coinvolgimento degli RLST, con l’obiettivo di fornire indicazioni per sensibilizzare ed indirizzare comportamenti omogenei nei luoghi di lavoro e ulteriori strumenti e indicazioni operative per incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid-19.
L’Osservatorio Nazionale dovrà monitorare l’evoluzione normativa e proporre azioni utili per la corretta applicazione delle misure di sicurezza nonché indirizzare l’azione dei Comitati Territoriali, i quali nello specifico dovranno:
a) Essere composti dagli organismi bilaterali territoriali con il coinvolgimento degli RLST. L’attività di segreteria sarà insediata nella sede territoriale dell’associazione imprenditoriale.
b) Supportare le imprese, i Comitati Aziendali ed i lavoratori per una corretta interpretazione e applicazione dei contenuti del citato Protocollo
c) Monitorare l’operato dei Comitati Aziendali nonché l’applicazione delle misure previste dal Protocollo nelle realtà aziendali prive di tali Comitati.
d) Divulgare le buone prassi e la cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro per dare impulso all’applicazione delle misure poste in essere dalle imprese al fine di conciliare l’esigenza di produttività ed efficienza delle stesse e la sicurezza dei lavoratori.
e) Coinvolgere, stimolare e dialogare con i soggetti Istituzionali e le autorità sanitarie locali per creare sinergie volte a potenziare le misure di supporto necessarie ai lavoratori ed alle imprese volte ad affrontare la situazione emergenziale.


Presentazione istanze CIGO e ASO, a quali datori di lavoro si applica il termine del 31 maggio


Il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande di CIGO e ASO, fissato al 31 maggio 2020, riguarda esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale 23 febbraio – 30 aprile 2020 (Inps, messaggio n. 2183 del 26 maggio 2020)


Come noto, il D.L. Rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) ha previsto, tra le varie disposizioni in materia di lavoro, una serie di modifiche all’impianto regolatorio in materia di integrazioni salariali connesse alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica. In particolare, l’articolo 68 del Decreto ha modificato i termini di presentazione della domanda di cassa integrazione e di assegno ordinario, disponendo che l’istanza deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.
Al fine poi di consentire un più graduale adeguamento ai nuovi e più stringenti termini di trasmissione delle domande, il medesimo articolo ha fissato al 31 maggio il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, introducendo peraltro un meccanismo di penalizzazione per le istanze trasmesse oltre il predetto termine, per cui l’eventuale trattamento di integrazione salariale non può aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione delle medesime.
Tanto premesso, In relazione alla portata della norma, l’Istituto precisa che il nuovo e più ridotto termine di trasmissione delle domande (31 maggio 2020) e la relativa penalizzazione, riguardano esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale 23 febbraio – 30 aprile 2020.

CCNL Trasporto e Logistica: Ebilog – Piano di attività a favore di aziende e lavoratori

Ebilog, l’Ente bilaterale nazionale previsto dal CCNL logistica, trasporto e spedizione, definisce a completamento del piano di attività 2020, ulteriori interventi a favore di lavoratori e aziende

Ebilog, l’Ente bilaterale nazionale previsto per il settore del CCNL Trasporto Logistica e Spedizione Merci, con circolare del 27/5/2020 comunica che il Consiglio Direttivo a completamento del piano di attività per il 2020, ha emanato il bando sulla formazione obbligatoria e definito ulteriori iniziative a sostegno delle aziende e dei lavoratori iscritti.
Ebilog, inoltre, informa che tutti i bandi sottoindicati, saranno pubblicati sul sito ufficiale, in data 28 maggio 2020.
Bando Formazione Obbligatoria 2020
Vista la situazione di emergenza Covid-19, il regolamento presenta le seguenti novità:
– le domande saranno inviate esclusivamente tramite la piattaforma Ebilog e verranno accettate secondo l’ordine cronologico di presentazione a partire dal 5 giugno c.a.;
– ogni azienda potrà inoltrare una sola domanda;
– sarà riconosciuto un contributo di 70,00 euro per ciascun lavoratore da formare; il contributo sarà rimodulabile in aumento nel caso in cui le domande presentate fossero inferiori al budget messo a disposizione che quest’anno è pari ad 1 milione di euro;
– non ci saranno più limiti percentuali nell’utilizzo della formazione a distanza;
– semplificate le modalità di rendicontazione;
– saranno finanziabili solo i corsi di formazione obbligatoria espressamente indicati.
Regolamento a sostegno dei lavoratori sospesi dal lavoro causa emergenza Covid-19
Si è deliberato un contributo di 250,00 euro a favore dei lavoratori che, nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio ed il 31 agosto 2020, siano stati sospesi dal lavoro a zero ore (cassa integrazione o assegno ordinario) per almeno 3 settimane, anche non consecutive e che abbiano un valore dell’ISEE non superiore a 30 mila euro.
Formazione-informazione Covid-19
Per l’attuale emergenza Covid-19, si è deliberato di implementare la piattaforma Ebilog Academy, presente sul sito www.ebilog.it, con attività di formazione ed informazione a favore delle aziende e lavoratori nel rispetto dei protocolli sulla sicurezza emanati.

Nuovo progetto “benessere in famiglia” negli studi Professionali

Dal 1° maggio 2020, CADIPROF rinnova e rilancia il progetto di Assistenza Psicologica agli iscritti, semplificando le procedure e incrementando i livelli di rimborso.

Il nuovo progetto “benessere in famiglia” in vigore dal 1° maggio 2020 al 30 aprile 2021, aiuta i lavoratori degli studi professionali duramente colpiti dall’emergenza.
La Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori degli Studi Professionali (CADIPROF), in collaborazione con l’Associazione Psicologi Liberi Professionisti PLP, rinnova e rilancia il progetto di Assistenza Psicologica agli iscritti, semplificando le procedure e incrementando i livelli di rimborso.
A cominciare dalla gestione dello stress, di ansie e paure legati al distanziamento sociale e ai nuovi tempi e spazi di vita fino alla gestione delle situazioni di malattia o lutto legati al contagio da Covid-19, gli psicologi di PLP scendono in campo per supportare gli assistiti CADIPROF, anche con la nuova modalità del VIDEO CONSULTO.
La prestazione oggetto della presente garanzia è la Consulenza psicologica in merito alle seguenti aree:


Supporto relativo all’emergenza COVID-19:
– gestione dello stress legato al distanziamento sociale
– difficoltà legate alla gestione dei nuovi tempi e spazi di vita
– gestione di ansie e paure legate al contagio
– gestione di situazioni di malattia o lutti legati al contagio da Covid-19


Supporto relativo all’ambito lavorativo:
– prevenzione del burnout;
– coaching sulle competenze trasversali;
– ottimizzazione della gestione del tempo;
– prevenzione dello stress lavoro correlato;
– coaching di comunicazione efficace.


Sostegno alla genitorialità:
– nel momento della scelta di avere un figlio;
– nelle problematiche a essa connesse (difficoltà nella procreazione, fecondazione assistita, ecc.);
– nel cambiamento che la nascita determina nell’equilibrio della persona, della coppia e/o della famiglia;
– nelle fasi di sviluppo della relazione con il figlio che, con il mutare dell’età, presente problematiche sempre nuove;
– supporto per i problemi legati alla scuola del figlio (difficoltà scolastiche, demotivazione e disagio, orientamento agli studi, ecc.).


Sostegno relativo a momenti di criticità della vita:
– scelta dell’IVS (Interruzione Volontaria della Gravidanza);
– gravi eventi (morti accidentali/precoci congiunti; catastrofi/incidenti gravi; malattie gravi);
– supporto per le problematiche di coppia, anche relativamente alla conciliazione famiglia/lavoro;
– separazione e/o divorzio;
– problematiche dell’età evolutiva;
– sostegno alle attività di caregiver nei riguardi di disabili, anziani e gravi ammalati in casa, in risposta al nuovo fenomeno di “generazione sandwich” intesa come quella che è chiamata ad occuparsi al contempo dei figli e dei genitori anziani;
– abusi e dipendenze (ludopatia; abuso di alcol e/o sostanze).


Gli iscritti CADIPROF potranno beneficiare di:
– Visita gratuita di analisi della domanda e conseguente individuazione del trattamento di elezione, in presenza o in video consulto
– Sconto del 10% sulla parcella del professionista (garantito dal professionista PLP); il costo finale sarà arrotondato per difetto ogni € 5, fatta eccezione per coloro che già adottano la tariffa minima pari ad € 35.
– Rimborso pari al 50% del costo fatturato, fino a concorrenza del massimale di euro 350,00.
Nel corso della vigenza del presente progetto, ogni assistito potrà beneficiare solo una volta del massimale indicato.

Reddito di emergenza: apertura delle domande e prime indicazioni operative



Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati secondo caratteristiche precise, è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza, cd. “REm” (art. 82, co. 1, D.L. n. 34/2020). Nelle more della validazione, da parte del Ministero del Lavoro della circolare applicativa e del modulo di domanda, i cittadini possono inviare le domande di Reddito di emergenza dal sito internet dell’Inps, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica (Messaggio n. 2133/2020).


Il REm è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti (art. 82, co. 2, D.L. n. 34/2020):
– residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
– un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare del beneficio (art. 82, co. 5, D.L. n. 34/2020);
– un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE (DPCM 5 dicembre 2013, n. 159);
– un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.


AMMONTARE
Il beneficio economico del REm è determinato in un ammontare pari a euro 400 mensili, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’art. 2, co. 4, del DL 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26. L’importo del beneficio economico non può comunque essere superiore a euro 800 mensili, elevabili a euro 840 solo in presenza di disabili gravi o non autosufficienti e nei casi sotto descritti.
Il parametro della scala di equivalenza è, infatti, pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni e di 0,2, per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2 ovvero fino ad un massimo di 2,1, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, così come definite ai fini ISEE.
La scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra Pubblica Amministrazione. Di seguito alcuni esempi:



























Composizione nucleo

Scala di equivalenza

Soglia del reddito familiare ad aprile 2020

Un adulto 1 400 euro
Due adulti 1.4 560 euro
Due adulti e un minorenne 1.6 640 euro
Due adulti e due minorenni 1.8 720 euro
Tre adulti e due minorenni 2* 800 euro
Tre adulti (di cui un disabile grave) e tre minorenni 2.1* 840 euro


*la scala di equivalenza teorica, pari a 2,2, è abbattuta a 2.
** la scala di equivalenza teorica, pari a 2,4, è abbattuta a 2,1, in presenza di componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.
Previa verifica della sussistenza di tutti i requisiti di legge, il REm è erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda. Quindi, se la domanda è presentata entro il 31 maggio 2020 saranno erogate le mensilità di maggio e giugno, mentre se è presentata nel corso del mese di giugno 2020 saranno erogate le mensilità di giugno e luglio 2020.


Incompatibilità
Il REm non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito (art. 82, co. 3, D.L. n. 34/2020):
– una delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del DL 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27;
– una delle indennità disciplinate in attuazione dell’articolo 44 del medesimo decreto-legge ;
– una delle indennità previste dal DL Rilancio (art. 84, DL n. 34/2020);
– la nuova indennità riconosciuta ai lavoratori domestici (art. 85, DL n. 34/2020).
Il REm non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:
– essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
– essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi di cui all’ammontare del REm;
– essere percettori di reddito di cittadinanza.


Domanda
Secondo quanto disposto dal decreto Rilancio, il REm potrà essere richiesto all’Inps, esclusivamente on line, entro il termine perentorio del 30 giugno 2020 (articolo 82, commi 1 e 7, DL n. 34/2020).
Al fine di garantire la tempestiva gestione delle domande – nelle more della validazione, da parte del Ministero del Lavoro e della circolare applicativa e del modulo di domanda – a partire dalla data odierna i cittadini potranno inviare le domande di Reddito di emergenza dal sito internet dell’Istituto, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica. Per la presentazione della domanda ci si potrà avvalere anche degli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152.
Nella sezione del sito istituzionale dedicata ai servizi COVID sono disponibili i manuali operativi necessari al fine di una corretta presentazione della domanda.
Nel corso della prossima settimana sarà attivata la piattaforma di consultazione e gestione delle domande sul portale Intranet dell’Istituto, disponibile seguendo il percorso: Processi>> prestazioni a sostegno del reddito>> reddito di emergenza.
Nel rimandare alla circolare applicativa le indicazioni di dettaglio, si evidenzia fin d’ora la necessità che il nucleo familiare, al momento della presentazione dell’istanza, sia in possesso di una valida DSU. Si precisa che non è valida, ai fini della richiesta del presente beneficio, l’attestazione ISEE riferita al nucleo ristretto.


 


 


 

CCNL FUNZIONI CENTRALI: Protocollo sicurezza per i Dipendenti del MIPAAF

Firmato il 22/5/2020, tra il MIPAAF e le Organizzazioni Sindacali – Comparto e Area Dirigenza – il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti nella sede centrale del MIPAAF, in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19

Con l’accordo del 22/5/2020, vengono fornite le norme da applicare per la sicurezza dei dipendenti durante la c.d. Fase 2, nella sede centrale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per contrastare l’emergenza sanitaria da Covid-19.
Il testo del protocollo, contiene oltre alle disposizioni concernenti i DPI, le Rappresentanze sindacali per la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, anche il “Piano di Sorveglianza Sanitaria (PSS) del Medico Competente e Malattia Covid-19”, nonché il documento “Informativa sul trattamento dei dati personali” per i soggetti che, durante l’emergenza, accedono ai locali ed agli uffici dello stabile ministeriale.