EDILIZA: Accordo del 23/3/2020 per l’emergenza Coronavirus

Sottoscritto il 23/3/2020, tra ANCE, ACI PL, ANAEPA CONFARTIGIANATO, CNA COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI, CONFAPI ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL l’intesa a sostegno dei lavoratori e delle imprese del settore delle costruzioni

Le Parti tutte dei diversi settori dell’Edilizia,in considerazione della situazione relativa all’emergenza “Coronavirus – COVID 19”, nel firmare il presente accordo, hanno disposto le seguenti misure:
1) In caso di sospensione del lavoro a causa di Covid 19 l’impresa è tenuta a far ricorso agli strumenti di integrazione al reddito dei lavoratori sospesi secondo quanto previsto dall’apposita normativa;
2) è auspicabile su base territoriale l’individuazione di appositi meccanismi o prestazioni finalizzati ad accorciare i tempi necessari al pagamento delle spettanze di cassa integrazione dovute a sospensioni causa corona virus;
3) le parti concordano che la comunicazione preventiva ai fini della cigo COVID 19 sarà unica e verrà inviata alle organizzazioni sindacali provinciali per unità produttive che insistono sulla singola provincia, alle regionali per unità produttive che insistono su più province e alle nazionali per unità produttive che insistono su più Regioni;
4) la proroga dei soli versamenti, fermo restando il permanere dell’obbligo di adempiere alle altre disposizioni dettate dalle norme contrattuali, previsti a carico delle imprese verso le Casse Edili/Edilcasse per il periodo di competenza febbraio (pagamento 31 marzo) e marzo (pagamento 30 aprile) 2020, alla data del 31 maggio 2020; lo stesso avverrà per le rateizzazioni in essere.
La sospensione di cui al comma precedente non sarà considerata per la regolarità in Cassa Edile ai fini del Durc.
I versamenti sospesi potranno anche essere rateizzati, senza sanzioni né interessi, per un massimo di 4 rate.
Alla Cnce è affidato il compito di emanare una Comunicazione operativa al riguardo, anche con riferimento al relativo recupero e piano di rateizzazione dei suddetti contributi, senza sanzioni ed interessi.
Le parti sottoscritte si impegnano ad incontrarsi, entro il 20/4/2020, al fine di valutare la situazione complessiva e porre in essere ogni azione più opportuna, anche sulla base dei provvedimenti governativi vigenti e che dovessero intervenire;
5) le Casse Edili/Edilcasse provvederanno ad anticipare agli operai il pagamento del trattamento economico accantonato per ferie tra ottobre e dicembre (cartella di luglio 2020) e comunque entro il 30 aprile p.v.;
6) l’erogazione dell’importo spettante avviene in favore dei lavoratori per i quali il datore di lavoro ha provveduto all’accantonamento degli importi dovuti presso la Cassa Edile/Edilcassa, nel periodo 1/10/2019 – 31/12/2019 anche per effetto delle eventuali rateizzazioni. In caso di accantonamento parziale, all’ interno del periodo di cui sopra, verrà erogato l’importo effettivamente accantonato;
7) la Cassa Edile/Edilcassa provvederà ad informare i lavoratori dell’ anticipazione dovuta all’ emergenza sanitaria con gli strumenti a disposizione ed erogherà il trattamento per ferie secondo le indicazioni operative inviate dalla CNCE;
8) il meccanismo straordinario di anticipazione delle ferie accantonate agli operai ha validità fino al 30/4/2020 con possibilità di eventuale proroga su intesa delle parti sociali nazionali. Il conguaglio di eventuali somme residue accantonate (e gli accantonamenti di febbraio e marzo) avverrà con le consuete modalità;
9) alla Cnce è affidato il compito di emanare una Comunicazione operativa al riguardo, comprensiva della modulistica indicata al precedente punto 7);
10) le parti al fine di sostenere i lavoratori in questa difficile fase economica ritengono opportuno provvedere all’anticipazione dei tempi previsti per l’erogazione dell’anzianità professionale edile maturata a far data dal primo aprile 2020; alla Cnce è affidato il compito di emanare una Comunicazione operativa al riguardo, comprensiva della modulistica indicata al precedente punto 7);
11) l’emergenza sanitaria in atto potrebbe determinare un aumento esponenziale delle ore di malattie nelle denunce (tramite MUT o altri modelli telematici) inviate alle Casse Edili/Edilcasse. Le Casse Edili/Edilcasse potranno eventualmente, ai sensi di quanto previsto dai CCNL e dalla contrattazione integrativa territoriale, rimborsare quanto anticipato dalle imprese a fronte del controllo preciso e puntuale, anche con l’ausilio di appositi strumenti di interfaccia con il sistema INPS, dei codici/certificati inviati dalle imprese/consulenti. L’impresa inoltre, per avere diritto alla prestazione deve trasmettere alla Cassa Edile/Edilcassa copia dei bonifici effettuati ai lavoratori e le relative buste paga. Si invitano le parti sociali territoriali, visto il rischio di tenuta del sistema stesso, di istituire apposite commissioni paritetiche fra le parti sociali al fine di un monitoraggio costante delle risorse relative a tutte le prestazioni in essere;
12) le parti concordano di demandare alla Presidenza del Sanedil di effettuare un intervento solidaristico urgente per la lotta al contagio da COVID 19 e di provvedere all’acquisto di mascherine idonee all’attività lavorativa da distribuire a tutti i lavoratori edili; laddove ciò non fosse possibile per l’ impossibilità di reperire i suddetti DPI sul mercato, il consiglio di amministrazione su proposta della Presidenza si attiverà per mettere in campo ulteriori azioni solidaristiche a sostegno di lavoratori ed imprese;
13) le parti sottoscritte si impegnano ad incontrarsi, prima della scadenza del periodo sopra indicato, al fine di valutare la situazione complessiva e gli effetti della presente intesa.

Firmato accordo quadro CID ed indennità lavoro autonomo nel Veneto

Siglato il 20/3/2020, tra l’Assessore alle Politiche del lavoro, dell’istruzione e della formazione, la Confindustria Veneto, la Confapi Veneto, la Confimi Veneto, Assolavoro, Confartigianato Imprese Veneto, Casartigiani Veneto, la CNA Veneto, la Coldiretti Veneto, la CIA Veneto, la Confagricoltura Veneto, la Confcommercio Veneto, la Confturismo Veneto, la Confesercenti Veneto, la FederClaai Veneto, la Confcooperative Veneto, la Legacooperative Veneto, la Confprofessioni Veneto e laCGIL Veneto, la CISL Veneto, la UIL Veneto, la CISAL Veneto, la UGL Veneto, la Confsal Veneto, l’Accordo Quadro per la Cassa integrazione in deroga e per la concessione dell’Indennità di lavoro autonomo – anno 2020.

Il suddetto accordo ha previsto la concessione del trattamento di Cassa Integrazione in deroga (CIGD) per le unità produttive ubicate nel Comune del Veneto (Vo’ Euganeo).
La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive ubicate nel Comune del Veneto (Vo’ Euganeo), nonché per i datori di lavoro privati che non hanno sede legale o unità produttive nel Comune suddetto, limitatamente ai lavoratori in forza che risiedono o sono domiciliati nel predetto Comune.
Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
La CIGD può essere riconosciuta retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020 per una durata massima di tre mesi, pari a 13 settimane.
Il suddetto accordo ha previsto la concessione del trattamento di Cassa Integrazione in deroga (CIGD) per tutti gli altri Comuni del Veneto.
La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo,con unità produttive ubicate nei restanti Comuni del Veneto nonché per i datori di lavoro privati che non hanno sede legale o unità produttive/operative in Veneto, limitatamente ai lavoratori in forza che risiedono o sono domiciliati nei restanti Comuni del Veneto.
Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
l datore di lavoro deve aver previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità (congedo ordinario e ferie 2019).
La CIGD può essere riconosciuta retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020 per una durata massima di un mese, pari a 4 settimane.
Il suddetto accordo ha considerato le previsioni normative dell’art. 22, DL n. 18/2020, pertanto, possono accedere alla CIGD i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti.
Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
L’accesso allo strumento avviene qualora i datori di lavoro sopra citati siano privi delle tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, ivi compreso l’accesso al FSBA secondo quanto previsto dall’Accordo interconfederale citato in premessa.
In ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1 comma 1 lett. e), DPCM 8/3/2020, il datore di lavoro deve aver previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità (congedo ordinario e ferie 2019).
L’accesso alla CIG in deroga avviene in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19.
La CIGD può essere riconosciuta retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020 per una durata massima di ulteriori nove settimane.
I lavoratori per i quali viene chiesta la concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga devono risultare in forza presso i datori di lavoro richiedenti alla data del 23/2/2020.
La concessione del trattamento avviene con la sola modalità del pagamento diretto da parte dell’INPS.
Riconoscimento indennità lavoratori autonomi individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’1/3/2020: per i lavoratori autonomi (collaboratori coordinati e continuativi, titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, lavoratori automi o professionisti, ivi compresi i titolari di attività d’impresa, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché alla gestione separata che svolgono attività lavorativa nel Comune (Vo’ Euganeo), nonché per i lavoratori autonomi residenti o domiciliati nello stesso Comune (Vo’ Euganeo), è previsto il riconoscimento di un’indennità mensile pari a 500 euro per un periodo massimo di tre mesi parametrata all’effettivo periodo di sospensione.
Gli interessati devono svolgere l’attività lavorativa o devono risultare residenti o domiciliati nel Comune (Vo’ Euganeo) alla data del 23/2/2020.
I datori di lavoro privati ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, aventi diritto ad accedere alla CIGD sono quelli per i quali non trovino applicazione le tutele previste in materia di ammortizzatori sociali ordinari in costanza di rapporto di lavoro.
Possono accedere alla CIGD, inoltre, i datori di lavoro privati che hanno esaurito i periodi di trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale e assegno ordinario e i datori di lavoro che, non disponendo di ulteriori ammortizzatori sociali, hanno avviato la procedura di CIGS, limitatamente al periodo che intercorre dal 23/2/2020 alla data di decorrenza del trattamento in CIGS.
Possono accedere alla CIGD anche i datori di lavori che hanno presentato domande di ammortizzatori ordinari, respinte dall’INPS per carenza di risorse.
Possono accedere alla CIGD anche i datori di lavoro che sono subentrati a seguito di un cambio di appalto successivo al 23/2/2020, per i lavoratori per i quali è avvenuto il subentro.
Possono accedere alla CIGD anche i datori di lavoro del settore terziario sopra i 50 dipendenti che non possono attivare la cigs per la causale Covid – 19 e i datori di lavoro, in attesa di ulteriori chiarimenti dal Ministero.
Possono accedere alla CIGD anche i datori di lavoro con unità produttive esterne al Veneto limitatamente ai lavoratori subordinati residenti o domiciliati in Veneto nei casi connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
La verifica preventiva dei requisiti e delle condizioni di accesso a tali ammortizzatori sociali è responsabilità esclusiva del datore di lavoro che ne dà attestazione all’atto della richiesta di CIGD.
Possono beneficiare dell’integrazione salariale tutti i lavoratori (indipendentemente dall’anzianità di effettivo lavoro maturata presso le aziende richiedenti il trattamento) aventi, alla data del 23/2/2020, un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con i suddetti datori di lavoro:
– operai
– impiegati
– quadri
– apprendisti
– soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato
– lavoratori somministrati, non coperti dal trattamento di integrazione salariale (TIS) previsto dall’Accordo del proprio Fondo Bilaterale Alternativo, quando gli altri lavoratori della stessa unità produttiva/operativa siano interessati o beneficino di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ordinari o in deroga per i propri dipendenti
– lavoranti a domicilio monocommessa
– lavoratori intermittenti
– i lavoratori agricoli
Per i lavoratori intermittenti e i lavoratori agricoli potranno essere definite ulteriori ed eventuali modalità di calcolo nelle Linee Guida.

Indennità previste per particolari categorie di lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati


Con messaggio n. 1288/2020, l’Inps illustra sinteticamente le cinque indennità previste, per il mese di marzo 2020, a favore di particolari categorie di lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati. L’Istituto sta provvedendo a mettere a disposizione di tutti i soggetti interessati, nel più breve tempo possibile, le procedure telematiche per la trasmissione delle relative domande.


Il Decreto Cura Italia ha introdotto, tra le altre misure, alcune indennità di sostegno in favore dei lavoratori le cui attività stanno risentendo dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19. Si tratta di indennità previste per il mese di marzo 2020 dell’importo pari ad € 600, non soggette ad imposizione fiscale. Consideriamole nel dettaglio.


All’indennità prevista per i liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi possono accedere:
– i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R., iscritti alla Gestione separata dell’INPS;
– i collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS.
Ai fini dell’accesso all’indennità, le predette categorie di lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.


Per quanto concerne l’indennità riconosciuta ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria, possono accedervi i lavoratori iscritti alle seguenti gestioni:
– Artigiani
– Commercianti
– Coltivatori diretti, coloni e mezzadri
Ai fini dell’accesso all’indennità le predette categorie di lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.


All’indennità introdotta per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali possono accedere i lavoratori dipendenti stagionali dei settori in questione che abbiano cessato il rapporto di lavoro nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020.
Ai fini dell’accesso all’indennità i predetti lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.


All’indennità prevista per i lavoratori agricoli possono accedere gli operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali purché:
– possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente;
– non siano titolari di pensione.


Infine, possono accedere all’indennità prevista per i lavoratori dello spettacolo, i lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo che abbiano:
– almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo;
– che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro.
Tali lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.


Le indennità sopra elencate non sono tra esse cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.
I lavoratori, potenziali destinatari delle suddette indennità, per poter ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare in via telematica all’INPS la domanda utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per i patronati nel sito internet dell’Inps. Le domande saranno rese disponibili, entro la fine del corrente mese di marzo, in seguito al necessario adeguamento delle procedure informatiche. Le istruzioni operative in merito saranno fornite con successiva circolare illustrativa.

Settore Autostrade: Accordi del 20/3/2020 per emergenza Covid-19

Firmati, il giorno 20/3/2020, tra la Società Autostrade per l’Italia s.p.a. e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI-UIL, SLA-CISAL, UGL VIABILITÀ E LOGISTICA, tre accordi ai sensi del D.L. 18/2020, per fronteggiare l’emergenza Covid-19

1° Accordo 20/3/2020
In sede di incontro, le parti hanno esaminato in dettaglio la situazione particolarmente critica derivante dall’emergenza sanitaria epidemiologica da COVID-19, sia relativamente ai dati di drastica riduzione del traffico della rete, sia alla situazione delle attività di monitoraggio, sviluppo ed adeguamento delle infrastrutture della rete e dei cantieri, nonché al fatto che la riduzione del traffico sta determinando una forte riduzione dei ricavi, con la conseguenza di una situazione fortemente critica anche sotto il profilo della liquidità.
Al termine della riunione, le Organizzazioni Sindacali, preso atto che la richiesta aziendale è motivata da una riduzione della attività lavorativa per evento riconducibile all’emergenza epidemiologica da Covid-19, esprimono parere favorevole per l’intervento del trattamento ordinario di integrazione nei termini suindicati.
E’ stata quindi esaminata la richiesta aziendale, alla quale le OO:SS. hanno dato parere favorevole, per l’intervento del trattamento ordinario di integrazione salariale con causale “emergenza COVID-19” ai sensi e per gli effetti dell’art. 19, D.L. 18/2020 per un periodo di n. 9 settimane a far data dal 23/3/2020, nei confronti di un numero massimo di 4357 lavoratori che, nel periodo suindicato, saranno sospesi dal lavoro a zero ore con rotazione e con incidenza della CIGO come media aziendale del 32%.
Compatibilmente con la fungibilità dei profili professionali coinvolti, l’Azienda si adopererà per effettuare la rotazione del personale interessato al provvedimento, finalizzata ad evitare forme di sperequazione tra lavoratori e ad attenuare per quanto possibile la ricaduta economica negativa sul reddito dei lavoratori coinvolti.
A livello di unità produttiva saranno effettuati incontri con una cadenza di quindici giorni per verificare la rotazione dei lavoratori interessati dalla riduzione oraria, la fruizione delle ferie maturate prima del 23 marzo pv, la disponibilità per le lavoratrici ed i lavoratori di tutti i permessi , congedi parentali e permessi legge 104 previsti anche con le integrazioni del D.L. 18 del 17/3/2020.


2° Accordo 20/3/2020
Inoltre, ad integrazione di quanto su previsto, le Parti concordano che l’Azienda erogherà ai lavoratori in cassa integrazione, alle normali scadenze di paga, l’anticipazione sul trattamento economico di integrazione salariale che sarà autorizzato, nel presupposto dell’accettazione della relativa domanda da parte dell’INPS.
Compatibilmente con la fungibilità dei profili professionali coinvolti, l’Azienda si adopererà per effettuare la rotazione del personale interessato al provvedimento. In ogni caso indipendentemente dalla modalità di rotazione adottata sarà garantita a tutti i dipendenti la piena maturazione dei ratei riferiti a ferie, permessi, 13ma, 14ma e TFR.
L’Azienda sin d’ora esprime parere favorevole qualora le Associazioni datoriali esaminassero il tema dell’integrazione economica aggiuntiva all’indennità erogata dall’INPS, comprese le valutazioni tecniche e le modalità, in merito alla possibilità di utilizzare i fondi dell’Ente bilaterale EBINAT.
Per diminuire quanto più possibile l’impatto della CIGO, la sospensione dei singoli lavoratori sarà effettuata previo smaltimento delle ferie e delle altre spettanze individuali maturate fino alla data del 23/3/2020.
Data l’attuale situazione logistica e la difficoltà nella consegna delle lettere, i provvedimenti ai singoli lavoratori potranno essere inoltrati anche per via telematica.
Inoltre per i lavoratori interessati dalla CIGO viene sospeso, nel periodo di applicazione della stessa, il recupero delle somme relative ad anticipazioni stipendio e prestiti.
Le Parti confermano la validità degli accordi in essere, sia a livello nazionale che di unità produttiva, e che il completamento degli stessi sarà differito al termine del periodo di CIGO.
L’Azienda durante il periodo di emergenza sanitaria favorirà il ricorso allo smart working sulla base delle effettive esigenze e della fattibilità tecnica.


3° Accordo 20/3/2020
Infine, relativamente al pagamento della prima tranche del P.d.R. 2019, precedentemente prevista per il mese di marzo 2020, esclusivamente a fronte della situazione emergenziale contingente, le Parti hanno concordato che questo verrà erogato in due soluzioni di pari importo nei mesi di marzo 2020 e maggio 2020.

DPI, il tempo di vestizione va retribuito se per natura o funzione vanno indossati sul luogo di lavoro


Nel rapporto di lavoro subordinato il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale o i dispositivi di protezione individuale rientra nell’orario di lavoro soltanto se è assoggettato al potere conformativo del datore di lavoro, ma questo può derivare, oltre che dal regolamento aziendale, implicitamente, dalla natura degli indumenti o dalla funzione che essi devono assolvere; le stesse, infatti, potrebbero determinare un obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interpello 23 marzo 2020, n. 1)


Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. n. 66/2003, l’orario di lavoro è definito come “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio delle sue funzioni”. Dunque, considerata la necessarità della coesistenza delle tre condizioni predette, il tempo dedicato dal lavoratore ad indossare gli indumenti di lavoro (ad esempio, tute, abiti, divise, camici, ma anche dispositivi di protezione individuale) non può, di per sé, farsi rientrare nel concetto di orario di lavoro e come tale retribuito. Il lavoratore, infatti, nel momento del cambio, non presta alcuna attività lavorativa e non si trova nell’esercizio delle sue funzioni.
Pur tuttavia, secondo un orientamento giurisprudenziale di legittimità ormai consolidato (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza 16 maggio 2013, n. 11828 e Corte di Cassazione, sentenza 10 settembre 2010 n. 19358), occorre distinguere le seguenti fattispecie:
a) il lavoratore ha avuto in dotazione gli indumenti di lavoro e ha la possibilità di portarli al proprio domicilio, recandosi al lavoro con gli indumenti già indossati. In tal caso, il tempo impiegato per la vestizione non può essere considerato orario di lavoro;
b) il datore di lavoro ha fornito al lavoratore determinati indumenti, con il vincolo però di tenerli e di indossarli sul posto di lavoro; in relazione a tale ipotesi, il tempo necessario alla vestizione e svestizione rientra nel concetto di orario di lavoro e, come tale, va computato e retribuito.
In sostanza, laddove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo dove indossare la divisa o i dispositivi di protezione individuali (anche eventualmente presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro), la relativa operazione fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell’attività lavorativa e, come tale, il tempo necessario per il suo compimento non deve essere retribuito. Se, invece, le modalità esecutive di detta operazione sono imposte dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo e il luogo di esecuzione, l’operazione stessa rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito.
Nel caso specifico degli infermieri, però, l’atto di indossare la divisa e i dispositivi di protezione individuali, in quanto antecedente all’inizio della prestazione lavorativa e funzionale alla sua corretta esecuzione, deve essere inquadrato non tra le pause lavorative, bensì tra le attività propedeutiche all’esecuzione della prestazione. L’attività di assistenza presso istituti residenziali, infatti, richiede che la divisa sia necessariamente indossata e tolta, per ragioni di igiene, presso il luogo di lavoro e non altrove (Corte di Cassazione, sentenza 26 gennaio 2016, n. 1352).
In definitiva, perciò, nel rapporto di lavoro subordinato il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale o i dispositivi di protezione individuale rientra nell’orario di lavoro soltanto se è assoggettato al potere conformativo del datore di lavoro. Ma questo può derivare dal regolamento aziendale oppure, implicitamente, dalla natura degli indumenti o dalla funzione che essi devono assolvere; le stesse, infatti, potrebbero determinare un obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro (Corte di cassazione, ordinanza n. 505 dell’11 gennaio 2019). Diverso è il caso in cui, invece, al dipendente sia data facoltà di scegliere quando e dove cambiarsi; tale operazione fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento della prestazione lavorativa e, in quanto tale, non deve essere retribuita.
Orbene, sulla base di tale ricostruzione, l’attività di vestizione e di svestizione deve essere inclusa nell’orario di lavoro solo in presenza dei requisiti previsti dalla richiamata giurisprudenza.


Marche: firmata intesa per la CIGD

Il giorno 20/3/2020, il Presidente della Regione Marche, l’Assessore alle Politiche del Lavoro e la CONFINDUSTRIA MARCHE, la CONFARTIGIANATO MARCHE, la CNA MARCHE, la CLAAI MARCHE, la CONFCOMMERCIO MARCHE, la CONFESERCENTI MARCHE, la CONFCOOPERATIVE, l’AGCI MARCHE, l’ABI MARCHE, CONFAPI MARCHE, LEGA COOP MARCHE e la CGIL MARCHE, la CISL MARCHE, la UIL MARCHE, sono presenti inoltre l’INPS Regionale, l’ANPAL Servizi Spa, la Camere di Commercio delle Marche, si è stipulata l’Intesa Istituzionale Territoriale per la regolamentazione della Cassa integrazione in deroga ai sensi dell’art. 22 del Decreto Legge 17/3/2020, n. 18 – anno 2020.

Dopo approfondita discussione le parti convengono l’Intervento cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD).
La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con unità produttive ubicate nel territorio della Regione Marche.
E’ prevista una sola causale per il ricorso alla CIGD: “Sospensione effettuata per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus -COVID 19 “
Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
L’accesso allo strumento della CIGD avviene qualora i datori di lavoro privati siano privi delle tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro (CIGO-CIGS- FIS-Fondi di Solidarietà Bilaterali). Sono ammessi alla CIGD anche i datori di lavoro che pur avendo accesso agli ammortizzatori sociali ordinari, hanno raggiunto i limiti massimi previsti dal D.Lgs. n. 148/2015, nonché i datori di lavoro mono committenti che non possono accedere alla CIGO. L’accesso è altresì consentito ai datori di lavoro che siano ammessi al solo trattamento di CIGS ove per le stesse non trovi applicazione quanto previsto dall’art.19 del D.Lgs 18 del 17/3/2020.
I datori di lavoro che obbligati ad aderire ai Fondi di Solidarietà Bilaterali di cui all’art. 27 del D.Lgs. n.148/2015 possono accedere alla CIGD qualora abbiano esaurito i periodi massimi per le prestazioni di sostegno al reddito in caso di sospensione o riduzione dell’attività ovvero quando i fondi suddetti abbiano esaurito la disponibilità finanziaria.
La CIGD può essere riconosciuta retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020 e per una durata massima di 9 settimane.
Lavoratori dipendenti sia a tempo determinato che indeterminato (operai, impiegati, quadri, apprendisti con contratto professionalizzante, soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato, lavoranti a domicilio in regime di mono commessa, pescatori anche delle acque interne, imbarcati a qualunque titolo e /o iscritti a ruolino di equipaggio e tutti gli altri lavoratori dipendenti con qualsiasi forma contrattuale di lavoro subordinato).
Non è prevista una anzianità minima aziendale.
Per i lavoratori a tempo determinato la CIGD termina alla scadenza del contratto.
I lavoratori per i quali viene chiesta la concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga devono risultare in forza presso i datori di lavoro richiedenti alla data del 23/2/2020, salvo la possibilità di includere i lavoratori che sono stati assunti successivamente entro la data di entrata in vigore del decreto.
I lavoratori somministrati, al verificarsi delle condizioni suddette, riferite ai datori di lavoro che aderiscono ai Fondi Bilaterali, accedono alla CIGD quando gli altri lavoratori della stessa unità produttiva/operativa siano interessati o beneficiano di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ordinari o in deroga per i propri dipendenti.
I lavoratori intermittenti accedono alla CIGD nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei tre mesi precedenti.
II trattamento di CIGD, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

Veneto: accordo Confesercenti sulla cassa integrazione in deroga


 


Sottoscritto l’accordo di attivazione della cassa integrazione in deroga per tutte le micro-imprese del Veneto che non hanno altri ammortizzatori sociali.

L’accordo è applicabile per le aziende che applicano integralmente il CCNL dei settori Terziario e Turismo, e siano aderenti all’Ente Bilaterale Veneto FVG.
L’accordo prevede una copertura per un massimo 30 giornate lavorative, dopo aver utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità (concedo ordinario e ferie 2019), retroattivamente al decorrere dal 23 febbraio 2020.
L’accordo stabilisce delle procedure semplificate per il tramite dell’Ente Bilaterale Veneto FVG per gli accordi sindacali necessari per l’attivazione degli ammortizzatori sociali sia nazionali (CIGS e FIS) sia regionali (CIGD).
A seguito di questo accordo l’Ente Bilaterale Veneto Fvg attiverà un portale dedicato che permetterà di creare on line le richieste di accordo sindacale e permetterà alle organizzazioni sindacali di firmare l’accordo online.

Prestazioni ENFEA: accordo Confapi per il sostegno al lavoro

Sottoscritto, da Confapi, un accordo di Integrazione delle Prestazioni ENFEA Sostegno al lavoro in presenza di COVID-19

Le Parti istitutive di ENFEA, in relazione ai gravi effetti sulle imprese e sui lavoratori derivanti dalla diffusione su tutto il territorio nazionale dell’epidemia COVID19, concordano di ampliare le prestazioni di Enfea a favore delle lavoratrici e dei lavoratori e delle imprese.
Le suddette prestazioni saranno riconosciute alle lavoratrici e ai lavoratori e alle imprese iscritte ad Enfea, ed in regola con i versamenti, che abbiano assunto provvedimenti per il rispetto delle direttive impartite in materia sanitaria o per la salvaguardia dei livelli occupazionali:
– per le imprese che adottano presidi di sicurezza sanitaria atti a contenere la diffusione del contagio da COVID19, si prevede: a fronte di un intervento realizzato tra il 23 febbraio e la scadenza delle prescrizioni in atto o di quelle che dovessero integrarle o sostituirle, con la presentazione di adeguata certificazione e/o documentazione, il contributo a fondo perduto pari a € 500,00 per le imprese fino a 30 dipendenti, € 700,00 oltre 30 dipendenti e fino a 150 dipendenti, € 1.000,00 per le altre, e comunque non superiore al 50% della spesa sostenuta.
– sempre per le imprese che, in relazione ai suggerimenti/disposizioni indicati dalle amministrazioni pubbliche in materia di COVID19, vengono concesse ore e/o giorni di permesso retribuito, aggiuntivo a quanto previsto dai CCNL applicati, ai propri lavoratori un contributo massimo € 2.000,00 per le imprese fino a 30 dipendenti, € 4.000,00 oltre 30 dipendenti e fino a 150 dipendenti, € 5.000,00 per le altre, comunque non superiore al 60% della spesa sostenuta.
– per i lavoratori che incorrono in sospensioni dal lavoro che prevedano l’intervento di ammortizzatori sociali, a causa di effetti diretti o indiretti COVID19, rilevati dall’accordo sindacale o dalla comunicazione di avvio della procedura di consultazione, si modifica l’attuale regolamentazione in essere, prevedendo il contributo straordinario per questo titolazione di max 26 gg (pari a un mese lavorativo) con 10,00 €/giorno. Detto importo è aggiuntivo a quelli in essere che permangono con le attuali quantificazioni.
– nei casi di utilizzo di permessi o aspettativa non retribuita ai lavoratori verrà riconosciuto un contributo mensile di € 500,00 riproporzionato per le ore di effettiva assenza, per il periodo interessato dai provvedimenti in premessa.
Inoltre, in fase di modifica del pacchetto delle prestazioni attualmente in vigore, le parti istitutive convengono di introdurre le seguenti ulteriori prestazioni, non strettamente correlate alla fase contingente di gestione dell’emergenza epidemiologica Covid -19:
– Contributo per i costi sostenuti per la frequenza della scuola elementare (mensa, etc.) € 150 anno
– Contributo di € 700,00 alla lavoratrice o al lavoratore inserito in un percorso di sostegno per le vittime di violenza di genere  che usufruisca di un periodo di astensione dal lavoro successivo a quanto disposto dai contratti collettivi e dalla legislazione di almeno 1 mese.


Firmato accordo per l’utilizzo della CID in Liguria

Siglato il 19/3/2020, tra la Regione Liguria, Unione delle Camere di Commercio liguri, Confindustria Liguria, Confartigianato Liguria, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato Liguria e della Piccola e Media Impresa – CNA Liguria, la Confprofessioni Liguria Confservizi Liguria, la Confcommercio Liguria, la Confesercenti Comitato Regionale Ligure, l’A.G.C.I., la Lega Ligure Cooperative, la Confcooperative Liguria, la C.I.A. Liguria, la Coldiretti Liguria, la Confagricoltura Liguria, la Consulta degli Ordini dei Consulenti del Lavoro della Liguria, la Confetra Liguria, l’ANCE Liguria e la Cgil – Regionale Liguria, la Cisl – Unione Sindacale Regionale della Liguria, la Uil – Liguria, la UGL – Unione Regionale Liguria, si è stipulato l’accordo quadro per l’utilizzo della cassa integrazione in deroga al sensi dell’art 22 del decreto legge n. 18 del 17/3/2020.

Ai fini di ridurre gli impatti negativi per i lavoratori e i datori di lavoro conseguenti all’emergenza epidemiologica da COVID-19, visto il Decreto Legge n. 18 del 17/3/2020, viene sottoscritto il seguente accordo tra la Regione Liguria e le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello regionale.
Possono accedere alla cassa integrazione in deroga i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con sede legale o unità operative/produttive situate in Regione Liguria, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro.
Sono esclusi i datori di lavoro domestici.
Il trattamento può essere riconosciuto, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro.
L’accordo di cui sopra non è richiesto per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti.
Possono beneficiare, dell’integrazione salariale tutti i lavoratori (indipendentemente dall’anzianità di effettivo lavoro maturata presso l’azienda richiedente il trattamento) aventi alla data del 23/2/2020, un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con i suddetti datori di lavoro, a seguito e a causa degli effetti economici negativi conseguenti all’emergenza sanitaria in corso, hanno sospeso in tutto o in parte o a cui è stato ridotto l’orario di lavoro.
I lavoratori beneficiari devono essere dipendenti alla data del 23/2/2020.
Accedono agli ammortizzatori in deroga i lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale.
Per i lavoratori a termine l’intervento di sostegno al reddito termina al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
I lavoratori somministrati possono accedere se prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti (la domanda è a carico dell’agenzia di somministrazione).
I lavoratori intermittenti e a chiamata possono accedere, nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate, come emergenti secondo la media dei tre mesi precedenti.
I lavoratori agricoli possono accedere nei limiti delle giornate di lavoro svolte nel medesimo periodo dell’anno precedente ovvero se l’attività è iniziata in seguito con riferimento alle giornate lavorate come emergenti secondo la media dei tre mesi precedenti.
Il trattamento di cassa integrazione in deroga può essere concesso a decorrere dal 23/2/2020 per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane.


Accordo AGIDAE per gli ammortizzatori sociali per fronteggiare l’emergenza Covid-19

Sottoscritto il 19/3/2020, tra AGIDAE e FLC-CGIL, CISL-SCUOLA, UIL-SCUOLA RUA, SNALS-CONFSAL e SINASCA, l’accordo sindacale per l’accesso agli ammortizzatori sociali con l’integrazione del 100% della retribuzione

Le Parti riunitisi nell’ambito della Commissione Paritetica Nazionale, per esaminare la difficile situazione delle scuole in seguito alla diffusione del Covid-19, hanno firmato il presente accordo sindacale per l’accesso agli ammortizzatori sociali per i settori AGIDAE del CCNL Scuola e del CCNL Università, sulla scia del D.L. 18/2020.


La Commissione, pertanto, ha convenuto quanto segue:
a) per tutti i datori di lavoro, che occupano mediamente più di cinque dipendenti, attualmente sottoposti al contributo del FIS si potranno attivare le procedure di cui all’art. 19 del citato Decreto Legge 18/2020;
b) per tutti gli altri datori di lavoro, a prescindere dal numero dei dipendenti in servizio al 23/2/2020, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, si attiverà la procedura di cui all’art. 22, comma 1 del DL 18/2020 (Cassa integrazione in deroga); tale procedura si applica anche nei confronti di tutti gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, ove non rientranti nella tutela del FIS e a prescindere dal numero dei dipendenti in forza al 23/2/2020.
La richiesta degli ammortizzatori sociali di cui sopra ha decorrenza dal 23/2/2020 e può coprire un periodo massimo di nove settimane, salvo successive deroghe e modifiche della normativa vigente.
I datori di lavoro allegano alle rispettive domande di integrazione salariale, da presentare agli Uffici competenti, il presente Accordo Sindacale, che rispecchia la situazione della crisi dovuta al COVID.19, con gli allegati riportanti la situazione lavoristica dei propri dipendenti e il periodo di richiesta dell’integrazione salariale.
I datori di lavoro si impegnano a mantenere, durante i suddetti periodi di attivazione del FIS/Cassa di integrazione in deroga, gli attuali livelli occupazionali e retributivi, corrispondendo ai lavoratori un’integrazione tale da consentire ai medesimi, di percepire il 100% della normale retribuzione netta.
Per poter accedere agli ammortizzatori sociali di cui al presente accordo, i dipendenti devono aver goduto le ferie e le riduzioni di orario maturate fino al 31/8/2019.
Nel caso in cui l’erogazione dell’indennità degli ammortizzatori sociali di cui sopra, fosse effettuata direttamente dall’INPS al lavoratore, il datore di lavoro è autorizzato a trattenere l’importo erogato dalle successive buste-paga.
Le OO. SS. firmatarie si riservano di convocare assemblee nei luoghi di lavoro interessati dalla sospensione/interruzione del servizio non appena si determinano le condizioni per poterle svolgere.
Agidae e le OO.SS. firmatarie del presente verbale di accordo sindacale convengono di dare attuazione al Protocollo firmato il 14/3/2020 tra il Governo e le parti sociali per tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.


CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA, ART. 22
I datori di lavoro per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, in conseguenza dell’emergenza COVID 19, rientrano nei trattamenti di Cassa Integrazione in deroga previsti dall’art. 22 del DL 17/3/2020, n. 18, indipendentemente dal numero dei dipendenti.
Le OO.SS. firmatarie del presente Accordo si impegnano ad intervenire presso le proprie rappresentanze regionali per includere i lavoratori delle scuole paritarie e degli enti rappresentati tra i destinatari dei trattamenti di Cassa integrazione in deroga a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente al personale già in servizio alla medesima data.
Le parti firmatarie del presente Accordo si impegnano, altresì, ad agevolare l’istruttoria per la stesura e successiva sottoscrizione degli accordi aziendali, oppure territoriali o regionali in caso di scuole plurisede, tra il legale rappresentante della scuola e le OO.SS. di pari livello.
Le domande sono presentate alla Regione come previsto al punto 4 dell’art.22 del D.L. 17/3/2020.