Responsabilità datoriale e comportamento negligente del lavoratore


In tema di infortuni sul lavoro, perché possa ritenersi che il comportamento negligente del lavoratore, costituisca concretizzazione di un “rischio eccentrico”, con esclusione della responsabilità del garante, è necessario che questi abbia posto in essere anche le cautele che sono finalizzate proprio alla disciplina del rischio di comportamento imprudente, così che, solo in questo caso, l’evento verificatosi può essere ricondotto alla negligenza del lavoratore, piuttosto che al comportamento del garante.


Secondo il consolidato indirizzo della Suprema Corte, le norme sulla prevenzione degli infortuni hanno la funzione primaria di evitare che si verifichino eventi lesivi della incolumità fisica, intrinsecamente connaturati all’esercizio dell’attività lavorativa, anche nelle ipotesi in cui siffatti rischi siano conseguenti ad eventuale disaccortezza, imprudenza e disattenzione da parte del lavoratore subordinato. Tale conclusione è fondata sulla disposizione generale di cui all’art. 2087 c.c. e di quelle specifiche previste dalla normativa antinfortunistica, secondo le quali, il datore di lavoro o comunque la persona dallo stesso delegata, è costituito garante dell’incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale dei prestatori di lavoro, con l’ovvia conseguenza che, laddove egli non ottemperi agli obblighi di tutela, l’evento lesivo correttamente gli viene imputato in forza del meccanismo reattivo.
Ne consegue che, il titolare della posizione di garanzia ha il dovere di accertarsi del rispetto dei presidi antinfortunistici e del fatto che il lavoratore possa prestare la propria opera in condizioni di sicurezza, vigilando altresì a che le condizioni di sicurezza siano mantenute per tutto il tempo in cui è prestata l’opera, essendo tale posizione di garanzia estesa anche al controllo della correttezza dell’agire del lavoratore, essendo imposto al “garante” (anche) di esigere dal lavoratore il rispetto delle regole di cautela.
Le censure avanzate non tengono, quindi, conto che in tema di infortuni sul lavoro, l’eventuale colpa concorrente dei lavoratori non può spiegare alcun effetto esimente per uno dei “garanti” della sicurezza sul posto di lavoro, che si sia reso comunque responsabile, come nel caso, di specifica violazione di prescrizioni in materia antinfortunistica, in quanto la normativa relativa è diretta a prevenire pure la condotta colposa dei lavoratori per la cui tutela è adottata.
Il Testo Unico sulla sicurezza si applica a tutti settori di attività, privati e pubblici, e tutte le tipologie di rischio, pertanto, le misure di prevenzione volte alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori vengono estese a tutti; una sola norma include regole e adempimenti validi per tutte le imprese, le aziende, gli enti e le società, sia della pubblica amministrazione che del settore privato, sia a rischio minimo che massimo, dai cantieri temporanei fino agli uffici.
Inoltre, quanto alla censura volta a prospettare l’interruzione del nesso causale basata sul comportamento del lavoratore, questa non tiene conto che, poiché le norme di prevenzione antinfortunistica mirano a tutelare il lavoratore anche in ordine ad incidenti che possano derivare da sua negligenza, imprudenza ed imperizia, la responsabilità del datore di lavoro e, in generale, del destinatario dell’obbligo di adottare le misure di prevenzione può essere esclusa, per causa sopravvenuta, solo in presenza di un comportamento del lavoratore che presenti i caratteri dell’eccezionaiità, dell’abnormità, dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle precise direttive organizzative ricevute, che sia del tutto imprevedibile o inopinabile.
E’ costante la giurisprudenza di legittimità che afferma come, in tema di infortuni sul lavoro, perché possa ritenersi che il comportamento negligente, imprudente e imperito del lavoratore, pur tenuto in esplicazione delle mansioni allo stesso affidate, costituisca concretizzazione di un “rischio eccentrico”, con esclusione della responsabilità del garante, è necessario che questi abbia posto in essere anche le cautele che sono finalizzate proprio alla disciplina e governo del rischio di comportamento imprudente, così che, solo in questo caso, l’evento verificatosi potrà essere ricondotto alla negligenza del lavoratore, piuttosto che al comportamento del garante.

MULTISERVIZI SISTEMACOOP – CONFSAL: rinnovato il CCNL



Firmato il 20/10/2021, tra SISTEMACOOP e FESICA-CONFSAL l’accordo di rinnovo del CCNL per le lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative, consorzi e società consortili operanti nel settore della pulizia e servizi integrati/multiservizi


Le Parti con il presente accordo, hanno proceduto al rinnovo del CCNL MULTISERVIZI Sistemacoop-Confsal del 15/3/2016 limitatamente all’impianto tabellare e recependo il Fass come fondo di assistenza sanitaria.

Decorrenza e durata
L’accordo decorre dalla data di stipula 20/10/2021 e scadrà il 31/12/2024.

Fondo di assistenza sanitaria FASS
Le parti sociali hanno provveduto ad istituire un Fondo di Assistenza Sanitaria (F.AS.S.) e si impegnano ad incontrarsi per definire le condizioni di attivazione del Fondo stabilendo modalità di adesione, decorrenza, quota contributiva ed il relativo nomenclatore.

Incrementi della paga base – Tabelle retributive


Paga Base dall’1/7/2021































































Livello

Minimo tabellare

Contingenza

EDR

Paga Base dall’1/7/2021

Quadro 1.395,39 532,06 10,33 1.937,78
1 1.274,71 532,06 10,33 1.817,10
li 1.102,94 524,77 10,33 1.638,04
III 886,64 518,53 10,33 1.415,50
IV 810,29 517,50 10,33 1.338,12
IV par. 125 791,21 517,50 10,33 1.319,04
V 746,68 515,42 10,33 1.272,43
VI par. 115 727,61 513,96 10,33 1.251,90
VI 689,42 513,96 10,33 1.213,71
VII 632,16 512,71 10,33 1.155,20


Paga Base dall’1/7/2022































































Livello

Minimo tabellare

Contingenza

EDR

Paga Base dall’1/7/2022

Quadro 1.435,44 532,06 10,33 1.977,83
l 1.311,29 532,06 10,33 1.853,68
II 1.134,61 524,77 10,33 1.669,71
II! 912,12 518,53 10,33 1.440,98
IV 833,59 517,50 10,33 1.361,42
IV par. 125 813,97 517,50 10,33 1.341,80
V 768,16 515,42 10,33 1.293,91
VI par. 115 748,55 513,96 10,33 1.272,84
VI 709,26 513,96 10,33 1.233,55
VII 650,37 512,71 10,33 1.173,41


 


Paga base dall’1/7/2023


 































































Livello

Minimo tabellare

Contingenza

EDR

Paga base dall’1/7/2023

Quadro 1.495,51 532,06 10,33 2.037,90
1 1.366,17 532,06 10,33 1.908,56
II 1.182,12 524,77 10,33 1.717,22
III 950,35 518,53 10,33 1.479,21
IV 868,54 517,50 10,33 1.396,37
IV par. 125 848,09 517,50 10,33 1.375,92
V 800,38 515,42 10,33 1.326,13
VI par. 115 779,94 513,96 10,33 1.304,23
VI 739,02 513,96 10,33 1.263,31
VII 677,67 512,71 10,33 1.200,71


Paga base dall’1/7/2024































































Livello

Minimo tabellare

Contingenza

EDR

Paga base dall’1/7/2024

Quadro 1.535,55 532,06 10,33 2.077,94
I 1.402,75 532,06 10,33 1.945,14
II 1.213,80 524,77 10,33 1.748,90
III 975,83 518,53 10,33 1.504,69
IV 891,83 517,50 10,33 1.419,66
IV par. 125 870,85 517,50 10,33 1.398,68
V 821,85 515,42 10,33 1.347,60
VI par. 115 800,87 513,96 10,33 1.325,16
VI 758,86 513,96 10,33 1.283,15
VII 695,87 512,71 10,33 1.218,91


Paga base dall’1/7/2025































































Livello

Minimo tabellare

Contingenza

EDR

Paga base dall’1/7/2025

Quadro 1.555,57 532,06 10,33 2.097,96
1 1.421,05 532,06 10,33 1.963,44
II 1.229,63 524,77 10,33 1.764,73
III 988,57 518,53 10,33 1.517,43
IV 903,49 517,50 10,33 1.431,32
IV par. 125 882,23 517,50 10,33 1.410,06
V 832,60 515,42 10,33 1.358,35
VI par. 115 811,34 513,96 10,33 1.335,63
VI 768,78 513,96 10,33 1.293,07
VII 704,97 512,71 10,33 1.228,01

Assistenza per gli artigiani edili del Veneto

Siglato il 19/10/2021, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO, la CNA VENETO, la CASARTIGIANI del VENETO e la FENEAL-UIL regionale del Veneto, la FILCA-CISL regionale del Veneto, la FILLEA-CGIL regionale del Veneto, l’accordo per la definizione delle assistenze Edilcassa Veneto in attuazione dell’accordo del 26/7/2021.

1. PREMIO GIOVANI PER INGRESSO NEL SETTORE (NO IMPIEGATI)


– Viene omesso il requisito del primo lavoro alle dipendenze di un’impresa edile
– Viene inserita all’interno dei requisiti la necessità di possedere almeno un anno di anzianità di lavoro edile negli ultimi 2 anni, di cui 9 mesi in Edilcassa Veneto
– Viene elevato da 25 a 29 anni compiuti il requisito relativo all’età per la presentazione della domanda
– Viene ribadita la misura della prestazione una tantum


2. PREMIO GIOVANI PER PERMANENZA NEL SETTORE (NO IMPIEGATI)


– Vengono modificati i requisiti attuali prevedendo un’iscrizione ad Edilcassa Veneto di almeno tre anni negli ultimi cinque
– Viene elevata l’età anagrafica da possedere all’atto della domanda che deve essere non superiore a 35 anni compiuti
– Viene incrementata a 500,00 euro la misura della prestazione
– Viene ribadita la misura della prestazione una tantum
– Viene stabilito il termine per la presentazione della domanda in 90 giorni dal raggiungimento dei tre anni di iscrizione ad Edilcassa Veneto


3. CONTRIBUTO PER FIGLI STUDENTI


– L’avvio della prestazione è previsto a partire dall’anno scolastico 2021/2022
– All’interno della documentazione richiesta viene prevista la copia del contratto dì affitto (solo per gli studenti fuori sede)
– Viene integrato oltre al certificato di avvenuta frequenza anche la pagella di scuole o istituti statali legalmente riconosciuti, pareggiati o parificati
– Viene previsto un contributo aggiuntivo per gli studenti universitari fuori sede
– Vengono così modificate/incrementate le misure delle prestazioni:
– 300,00 Euro per asilo nido
– 150,00 Euro per scuola dell’infanzia
– 150,00 Euro per la scuola elementare
– 200,00 Euro per scuola media inferiore
– 250,00 Euro per corsi di formazione professionale
– 350,00 Euro per scuola media superiore, compresi ITS
– 1.000,00 Euro per corsi universitari
– 500,00 per studenti universitari in affitto fuori sede (è necessario che nel contratto di affitto sia indicato quale conduttore io studente)


4. PREMIO MATRIMONIALE/UNIONE CIVILE


– Viene esteso il premio anche ai casi di unione civile per i quali dovrà essere prodotto idoneo certificato /estratto dell’atto
– Viene incrementata a 500,00 euro la misura della prestazione
– Relativamente alle unioni civili viene previsto il termine di 180 giorni per la presentazione della domanda a  partire dall’1/10/2021 per chi abbia già maturato il requisito. A regime il termine è di 90 giorni dalla data del matrimonio/unione civile.


5. CONTRIBUTO PER ACQUISTO O RISTRUTTURAZIONE PRIMA CASA


– Viene introdotta la casistica della ristrutturazione della prima casa e la possibilità che per l’acquisto/ristrutturazione venga concesso un finanziamento in luogo del mutuo
– Tra i requisiti viene prevista l’iscrizione di almeno tre anni negli ultimi cinque ad Edilcassa Veneto
– All’interno della documentazione richiesta viene inserita l’attestazione di concessione del finanziamento per acquisto / ristrutturazione prima casa
– La misura della prestazione viene così modificata/incrementata:
– 1.000,00 euro per finanziamenti fino a 30.000 euro
– 1.500,00 euro per mutui compresi tra 30.001,00 euro e 50.000,00 euro
– 2.500,00 euro per mutui oltre i 50.000,00 euro


6. CONTRIBUTO PER PROTESI E CURE ACUSTICHE


– Vengono previsti quali beneficiari della prestazione i soggetti fiscalmente a carico del lavoratore iscritto ad Edilcassa Veneto; il lavoratore dovrà accedere alle prestazioni tramite il Fondo Sanitario Nazionale Sanedil
– Tra la documentazione richiesta viene inserita autocertificazione che attesti che la prestazione è riferita al soggetto fiscalmente a carico
– La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo pari al 100% della spesa sostenuta con un massimo di 1.500,00 euro nel triennio per nucleo famigliare


7. CONTRIBUTO PER PROTESI E CURE OCULISTICHE


– Il contributo è previsto per protesi e cure oculistiche che non siano già coperte da parte del Fondo Sanitario Nazionale SANEDIL in favore di lavoratori iscritti ad Edilcassa Veneto e soggetti fiscalmente a loro carico
– L’acquisto e la sostituzione della montatura degli occhiali sono previsti in favore di lavoratori iscritti ad Edilcassa Veneto e soggetti fiscalmente a loro carico, solamente qualora non vi sia modifica del visus. In caso di modifica del visus la domanda va presentata al Fondo Sanitario Nazionale Sanedil.
– Tra la documentazione richiesta viene inserita autocertificazione che attesti che la prestazione è riferita al soggetto fiscalmente a carico
– La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo pari al 100% della spesa sostenuta con un massimo di 500,00 euro nel triennio per nucleo famigliare


8. CONTRIBUTO PER PROTESI E CURE ORTOPEDICHE


– Vengono previsti quali beneficiari della prestazione i soggetti fiscalmente a carico del lavoratore iscritto ad Edilcassa Veneto; il lavoratore dovrà accedere alle prestazioni tramite il Fondo Sanitario Nazionale Sanedil
– Tra la documentazione richiesta viene inserita autocertificazione che attesti che la prestazione è riferita al soggetto fiscalmente a carico
La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo pari al 100% della spesa sostenuta con un massimo di 1.200,00 euro nel triennio per nucleo famigliare


9. CONTRIBUTO PER PROTESI E CURE DENTARIE


– Il contributo è previsto per protesi e cure dentarie che non siano già coperte da parte del Fondo Sanitario Nazionale Sanedil in favore di lavoratori iscritti ad Edilcassa Veneto e soggetti fiscalmente a loro carico
– Viene previsto un limite minimo di spesa pari a 50,00 euro nel triennio
– La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo pari al 55% della spesa sostenuta con un massimo di 1.500,00 euro nel triennio per nucleo famigliare


10. CONTRIBUTO PER SPESE DIAGNOSTICHE


Il contributo è previsto per spese diagnostiche che non siano già coperte da parte del Fondo Sanitario Nazionale Sanedil in favore di lavoratori iscritti ad Edilcassa Veneto e soggetti fiscalmente a loro carico
La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo pari al 100% della spesa sostenuta con un massimo di 300,00 euro nel triennio per nucleo famigliare


11. INDENNITA’ DI MORTE E DI INVALIDITA’ PERMANENTE DEL LAVORATORE PER INFORTUNIO EXTRAPROFESSIONALE


La prestazione rimane invariata


12. CONTRIBUTO SPESE FUNERARIE PER MORTE DEL LAVORATORE, CONIUGE/UNITO CIVILMENTE O FAMIGLIARE DI 1° GRADO


– Tra i requisiti in caso di morte del lavoratore si prescinde da qualsiasi anzianità in Edilcassa Veneto, in caso di morte coniuge/unito civilmente o del famigliare di 1° grado è previsto che il dipendente sia in forza e abbia 600 ore lavorative nei 12 mesi precedenti la data della scomparsa del famigliare
– Viene integrata la documentazione richiesta come da scheda allegata.
– La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo di 1.000,00 euro


13. DIARIA GIORNALIERA PER RICOVERI IN CASO DI MALATTIA


Tra la documentazione viene rimossa la necessità di produrre autocertificazione di non avere famigliari a carico


14. CONTRIBUTO PER NASCITA FIGLI/ADOZIONE


– Viene introdotta la fattispecie del contributo in caso di adozione per la quale è necessario produrre idoneo certificato
– La misura della prestazione viene fissata in un contributo di 500,00 euro per figlio prevedendo che venga erogato un solo contributo nel caso in cui entrambi i genitori siano iscritti Edilcassa Veneto
– Viene previsto il termine di 180 giorni a partire dall’1/10/2021 per la presentazione della domanda per le adozioni in essere alla data dell’1/10/2021. A regime il termine è fissato in 90 giorni dalla nascita / adozione.


15. SOSTEGNO AL REDDITO PER DIPENDENTI DA IMPRESE FALLITE


Il termine per la presentazione della domanda è confermato in 90 giorni dalla data di dichiarazione di fallimento, o dal 2° tentativo di esecuzione forzata non riuscito per le imprese non fallibili.


16. SUSSIDIO STRAORDINARIO PER GRAVI ED ECCEZIONALI AVVENIMENTI


– La prestazione rimane invariata
– La determinazione della misura della prestazione viene rimessa alla valutazione da parte del C.D.A. di Edilcassa Veneto


17. CONTRIBUTO AFFITTO GIOVANI


– Vengono modificati i beneficiari della prestazione prevedendo che il contributo venga erogato a tutti i giovani in affitto
– Tra i requisiti viene previsto che il/la dipendente richiedente abbia meno di 40 anni di età al momento della presentazione della domanda
– Viene richiesta copia del contratto di affitto in essere o proroga
La misura della prestazione viene modificata/incrementata in un contributo una tantum di 1.000,00 euro per nucleo famigliare

Distacco di lunga durata: tutto pronto per l’invio delle comunicazioni


Dal 2 novembre 2021 sarà online il nuovo sistema telematico della comunicazione preventiva di distacco (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – Comunicato 26 ottobre 2021)


 


Il prossimo 2 novembre 2021 entreranno in vigore gli standard e le regole per la trasmissione telematica delle comunicazioni dovute dai prestatori di servizi al Ministero in oggetto in relazione ai lavoratori distaccati di lunga durata in Italia.
In particolare, si ricorda che le previsioni del nuovo Decreto – DM n. 170 del 6 agosto 2021 “Comunicazione distacco transnazionale in ambito prestazione di servizi” – si applicano alla comunicazione preventiva di distacco e ad ogni variazione successiva della medesima, nonché alla comunicazione della notifica motivata per i distacchi di lunga durata.
A partire dal 2 novembre 2021 alle ore 12:00 sarà, pertanto, disponibile nel portale http://servizi.lavoro.gov.it una nuova versione della procedura telematica “Distacco transnazionale” aggiornata con le novità contenute nel Decreto. La stessa, al fine di consentire il completamento delle necessarie attività tecniche di aggiornamento, non sarà disponibile nella fascia oraria compresa tra le 9:00 e le 12:00 del 2 novembre 2021.

Fondo Fast: emissione dei MAV di novembre

  Entro il 30 novembre dovranno essere pagati i contributi per i lavoratori per i quali si sta procedendo al rinnovo dell’iscrizione al Fondo di assistenza sanitaria FAST per i dipendenti da aziende del settore turismo.

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa Fast è il fondo per i dipendenti da aziende del settore turismo al quale devono essere iscritti i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato, inclusi gli apprendisti.
Il suddetto Fondo comunica alle aziende che la prossima la prossima emissione dei MAV avverrà il 19 novembre 2021 e riguarderà i MAV richiesti entro il 17 novembre. I relativi pagamenti dovranno avvenire entro il 30 novembre 2021.
Le emissioni previste per l’intero 2021 sono:
– 17 dicembre (richieste entro il 15).
Le precedenti emissioni sono avvenute il 22 ottobre, il 19 settembre; il 6 agosto; il 16 luglio; il 18 giugno; il 21 maggio; il 23 aprile; il 19 marzo; il 18 febbraio; il 21 gennaio.


Pensione di reversibilità Inps on line

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha comunicato il 22 ottobre 2021 che è on line la domanda di pensione di reversibilità precompilata.

Sul sito www.inps.it è disponibile la domanda di reversibilità in modalità precompilata.
Il nuovo servizio on line rende Inps sempre più vicino al cittadino in modo proattivo assistendo l’utente nella presentazione della domanda, con i dati già precaricati, disponibili negli archivi dell’Istituto.
La procedura automatizzata, a seguito della eliminazione della pensione per decesso del titolare, avviserà il beneficiario, tramite i contatti disponibili a sistema, che nella sua area riservata del sito Inps è presente la domanda precompilata per la richiesta di pensione di reversibilità.
L’utente, accreditato con SPID, CIE e CNS, potrà accedere all’area MyINPS, visualizzare la domanda già precompilata con tutti i dati reperibili negli archivi dell’Istituto e utili al corretto invio della richiesta, completare il modulo con le informazioni mancanti e inoltrare la domanda
Si ricorda che è sempre attivo il servizio di delega che consente ad un’altra persona (ad esempio il figlio) di accedere ai propri servizi on line e che gli utenti che aggiornano i propri contatti sul sito dell’Istituto interagiscono più velocemente con Inps.

CCNL CALZATURE INDUSTRIA: Accordo per la quota di sottoscrizione contrattuale

Firmato il 18/10/2021, tra ASSOCALZATURIFICI e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, il Protocollo sulle modalità di esecuzione della trattenuta e del versamento della quota di sottoscrizione contrattuale richiesta da Femca-Filctem-Uiltec al lavoratori non iscritti, a seguito dell’accordo di rinnovo del 21/6/2021 del CCNL per gli addetti alle industrie calzaturiere

Le Parti firmatarie del CCNL Settore “Calzature Industria – Assocalzaturifici“, hanno convenuto la seguente procedura esecutiva in ordine alla trattenuta e al versamento della quota di sottoscrizione contrattuale di 40 Euro a carico dei lavoratori non iscritti alle Organizzazioni sindacali Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil.
Si premette che la materia in oggetto è di competenza esclusiva delle Organizzazioni sindacali nazionali Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil e dei singoli lavoratori. Essa non comporta responsabilità ed iniziative per le aziende, che si limiteranno pertanto all’applicazione della procedura di trattenuta e versamento.

La procedura concordata tra le parti è la seguente:

1. entro il 30/11/2021 le Direzioni aziendali e le Organizzazioni Sindacali, ciascuna per proprio conto, informeranno i lavoratori sulle modalità della sottoscrizione, affiggendo in bacheca il Comunicato inerente la procedura;
2. unitamente alla busta paga del mese di novembre 2021, l’Azienda metterà a disposizione di ogni lavoratore dipendente l’Avviso della procedura;
3. entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della busta paga del mese di novembre 2021 i lavoratori che non vogliono aderire alla sottoscrizione lo comunicheranno per iscritto alla Direzione aziendale;
4. l’Azienda provvederà ad effettuare la trattenuta di 40 euro sul saldo della retribuzione del mese di gennaio 2022;
5 i lavoratori assenti dal luogo di lavoro per ferie, malattia, infortunio, congedo matrimoniale, missione o qualunque altro motivo nel periodo intercorrente tra la distribuzione della busta paga del mese di novembre 2021 ed i cinque giorni lavorativi successivi, potranno comunicare la loro non adesione nel termine dei 5 giorni lavorativi successivi al rientro in azienda. Fino ad allora la trattenuta resta sospesa;
6. la trattenuta non verrà altresì effettuata ai lavoratori che dichiarino per iscritto di voler devolvere la quota di sottoscrizione contrattuale ad altra e diversa Organizzazione Sindacale;
7. entro il 31/3/2022, l’Azienda dovrà versare le trattenute a mezzo di bonifico bancario, sul seguente c/c:

– n. IBAN IT13U0832703211000000004904
– presso Banca di Credito Cooperativo di Roma – ag. 7,
– intestato a Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil.

8. entro il 31/5/2022, le Direzioni aziendali comunicheranno alle R.S.U., o in mancanza alle Organizzazioni sindacali territoriali di Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil, l’ammontare complessivo trattenuto unitamente al numero complessivo degli aderenti alla sottoscrizione e al numero dei dipendenti in forza;
9. i dati e la documentazione relativa alla sottoscrizione saranno conservati dall’Azienda fino al giorno 31/7/2022 e successivamente potranno essere distrutti.

Fondo pensione lavoratori dello spettacolo: istruzioni sull’ampliamento assicurativo


L’INPS, con la circolare 20 ottobre 2021, n. 155 ha illustrato le novità normative introdotte dal DL Sostegni-bis (art. 66, D.L. n. 73/2021, conv. con modif. in L. n. 106/2021) sull’ampliamento delle attività che comportano l’obbligo di assicurazione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

Il DL Sostegni-bis ha introdotto due nuove fattispecie che comportano l’obbligo assicurativo verso il Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, per le quali, tra l’altro, sono esclusi gli adempimenti relativi al certificato di agibilità:


– attività retribuite di insegnamento o di formazione svolte in enti accreditati presso le amministrazioni pubbliche o da queste organizzate;
– attività remunerate di carattere promozionale di spettacoli dal vivo, cinematografici, televisivi o del settore audiovisivo, nonché di altri eventi organizzati o promossi da soggetti pubblici o privati che non hanno come scopo istituzionale o sociale l’organizzazione e la diffusione di spettacoli o di attività educative collegate allo spettacolo.


Le nuove disposizione si applicano a decorrere dal 1° luglio 2021 e laddove ricorrano tali fattispecie, i datori di lavoro/committenti sono tenuti a trasmettere le dichiarazioni retributive e contributive relative alle attività di formazione/insegnamento ovvero alle attività di carattere promozionale secondo le modalità previste per la generalità dei lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

Attività di insegnamento retribuite o di formazione svolte in enti accreditati presso le Amministrazioni pubbliche o da queste organizzate

Va premesso che per attività retribuite di formazione si devono intendere non solo quelle aventi ad oggetto la formazione impartita dalle predette figure professionali, bensì anche quelle riguardanti la formazione ricevuta laddove, a fronte di tali attività di formazione passiva, il lavoratore iscritto al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo percepisca una qualche forma di retribuzione.
Ai fini dell’insorgenza dell’obbligo assicurativo, è necessario che l’attività di insegnamento e formazione abbia ad oggetto le medesime discipline (ovvero abbia ad oggetto le medesime attività) per le quali il soggetto che le esercita risulti già iscritto e, in ogni caso, occorre che la materia di insegnamento sia strettamente connessa alle attività tipiche per le quali generalmente è già prevista l’assicurazione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.
In tal senso, la continuità di iscrizione al FPLS è garantita solo nelle ipotesi in cui l’attività di insegnamento e formazione sia riferita e circoscritta all’ambito delle discipline “artistiche” e “tecniche” o comunque connessa al settore dello spettacolo e relativa a una delle qualifiche professionali tassativamente individuate per le quali il lavoratore dello spettacolo risulti già iscritto al Fondo.
Pertanto, l’obbligo contributivo insorge con esclusivo riferimento a quei soggetti che, in qualità di lavoratori dello spettacolo, svolgano una ulteriore attività di insegnamento e formazione riconducibile in senso lato alla propria categoria professionale preventivamente individuata. Ciò vale sempre per le qualifiche professionali “ontologicamente” appartenenti al settore dello spettacolo come gli attori e i ballerini, anche laddove non sussista una perfetta coincidenza con la qualifica rivestita.
Diversamente, nel caso di lavoratori appartenenti alle categorie “generiche” quali truccatori, maestranze e tecnici, per i quali l’iscrizione al FPLS derivi dallo svolgimento di prestazioni direttamente connesse con la realizzazione e la produzione di spettacolo, l’obbligo insorge ogni qualvolta essi siano chiamati a svolgere attività di insegnamento e formazione corrispondente alla qualifica professionale rivestita in ragione dell’attinenza dell’attività all’ambito dello spettacolo.
Un ulteriore elemento della nuova fattispecie è che le attività di insegnamento o di formazione retribuite siano svolte nei confronti di soggetti determinati, quali le pubbliche Amministrazioni o enti accreditati presso le medesime (ad es. Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova accreditata dalla Regione Liguria o la Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano accreditata dalla Regione Lombardia, etc.).
Con specifico riferimento alle attività di insegnamento/formazione afferenti a discipline artistiche/tecniche rese per conto di pubbliche Amministrazioni, operanti in ambito scolastico/universitario (ad esempio, scuole di ogni ordine e grado: primarie, secondarie, scuole dell’infanzia statali o comunali; istituzioni universitarie, etc.), l’obbligo di assicurazione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo si configura solo laddove dette Amministrazioni, per specifiche esigenze cui non possono fare fronte con il personale in servizio, conferiscano incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, a esperti di particolare e comprovata specializzazione, anche universitaria.
Ne consegue, pertanto, che laddove l’attività di insegnamento sia prestata da soggetto assunto con contratto di lavoro subordinato da una pubblica Amministrazione operante in ambito scolastico/universitario, la gestione previdenziale di competenza resta quella ex Inpdap.
Parimenti, con riferimento alle Università non statali legalmente riconosciute, resta ferma l’assicurazione alla gestione previdenziale ex Inpdap nei soli casi in cui specifiche norme statutarie l’abbiano prevista in relazione al personale che svolge attività di insegnamento (professori universitari, ricercatori).
In tutti gli altri casi, laddove ricorrano i presupposti fondanti l’obbligo assicurativo al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, la gestione previdenziale di riferimento sarà quella dello spettacolo.

Attività remunerate di carattere promozionale di spettacoli dal vivo, cinematografici, televisivi o del settore audiovisivo, nonché di altri eventi organizzati o promossi da soggetti pubblici o privati che non hanno come scopo istituzionale o sociale l’organizzazione e la diffusione di spettacoli o di attività educative collegate allo spettacolo

Tale fattispecie, deve intendersi espressamente riferita a tutte quelle attività promozionali non già assoggettabili a contribuzione in base alla normativa vigente. Infatti, laddove in un evento o iniziativa promozionale un soggetto svolga mansioni riferibili a una delle figure tabellate, sussiste già l’ordinario obbligo contributivo a prescindere dal settore in cui opera l’impresa e dall’ambito in cui la prestazione viene svolta.
L’ambito oggettivo di riferimento della nuova disposizione è da individuare in tutte le attività promozionali remunerate, ulteriori e diverse da quelle riconducibili allo spettacolo ovvero a prestazioni di contenuto artistico/tecnico proprie della categoria professionale di appartenenza (ad esempio, recitazione per gli attori, danza per i ballerini), per le quali, l’obbligo assicurativo già sussiste.
In questi casi, pertanto, costituiscono elementi essenziali ai fini della integrazione della fattispecie l’essere un lavoratore dello spettacolo iscritto al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e partecipare all’evento o comunque svolgere un’attività finalizzata alla promozione dello spettacolo o di altri eventi in virtù della propria qualificazione come artista o tecnico, anche quando tale attività venga svolta in contesti diversi da quelli propri dello spettacolo come, ad esempio, nel caso di attori o cantanti che partecipano, anche senza necessariamente esibirsi recitando o cantando, ma semplicemente presenziando all’evento, ad attività promozionali organizzate da imprese manifatturiere o che sono chiamati come ospiti in contesti di promozione commerciale, nel caso di scenografi chiamati ad allestire una sede congressuale, etc.
Inoltre, l’espresso riferimento ai soggetti organizzatori o promotori di spettacoli, nonché di qualsiasi altro evento, che non abbiano come scopo istituzionale l’attività di organizzazione o diffusione di spettacoli o attività educative allo stesso collegate, comporta che, di fatto, qualsiasi utilizzatore/committente pubblico/privato è tenuto ad assolvere all’obbligo contributivo ogni qualvolta ingaggi il lavoratore già assicurato al FPLS, in ragione della sua specifica qualità artistica o tecnica, per lo svolgimento di una qualsiasi attività remunerata avente carattere promozionale, anche di mera partecipazione.
Conseguentemente, anche nei casi in cui l’attività promozionale dell’evento (riconducibile allo spettacolo o meno) venga resa dal lavoratore già iscritto nei confronti di un utilizzatore/committente che abbia come propria attività istituzionale l’organizzazione o la diffusione di spettacoli, sussiste in ogni caso l’obbligo contributivo verso il Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.


Prorogate le prestazioni emergenza covid-19 di Enfea



Le Parti istitutive dell’Ente Bilaterale Nazionale ENFEA hanno convenuto di prorogare al 31/12/2021 le iniziative straordinarie di sostegno al lavoro in presenza di Covid-19 di cui al Regolamento provvisorio dedicato.


L’Ente bilaterale nazionale ENFEA, a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI sottoscritti con le Federazioni aderenti a CGIL, CISL e UIL, visto il provvedimento del Governo che ha ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza Covid 19, ha convenuto di prorogare alla medesima data del 31/12/2021 le iniziative straordinarie di sostegno al lavoro in presenza di Covid 19 di cui al Regolamento provvisorio dedicato, fatti salvi i massimali e le specifiche condizioni previsti dal Regolamento stesso.
Le prestazioni previste da ENFEA saranno erogate subordinatamente alla sussistenza di entrambe le condizioni generali qui di seguito descritte:
– Le Aziende dovranno dimostrare di essere in regola con i versamenti e di aver versato la quota di adesione ad ENFEA da almeno 6 (sei) mesi precedenti la richiesta di intervento.
– Avranno diritto agli interventi i lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, e/o con contratto di apprendistato, e/o a tempo determinato se il rapporto di lavoro è stato stipulato per un periodo pari o superiore a 12 (dodici) mesi, che siano in costanza di rapporto di lavoro alla data della richiesta della prestazione.
Le prestazioni erogate da ENFEA sono le seguenti:

a) contributo per trattamenti individuali di integrazione salariale:
In presenza nel corso dell’anno civile (1° gennaio/31 dicembre) di riconosciuti trattamenti individuali di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente (Cigo, Cigs, Cds, cassa in deroga, e ogni altro strumento di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro regolato dalla legge) il lavoratore può richiedere la prestazione di sostegno al reddito pari a:
a1. € 500,00 (cinquecento/00) per i trattamenti di integrazione salariali corrisposti oltre le 50 giornate individuali di integrazione e fino a 100 giornate;
a2. € 800,00 (ottocento/00) al superamento delle 100 giornate individuali di integrazione.

b) contributo per utilizzo servizi all’infanzia:
b1. Asilo nido;
In alternativa
b2. Baby sitter, essendo, alla data di presentazione della domanda, datore di lavoro domestico e avendo in corso un regolare rapporto di lavoro, anche a part-time, di durata di almeno 6 mesi nel corso dell’anno solare, con un orario non inferiore a 25 ore settimanali, con una/un collaboratrice/ore per la custodia e l’assistenza al proprio figlio/i in alternativa all’asilo nido/scuola materna.
La misura del contributo è pari a € 500,00 (cinquecento/00)/anno per figlio.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

c) Contributo spese Scuola Materna
La misura del contributo è pari a € 250,00 (duecentocinquanta/00)/anno per figlio.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.
c1) Contributo scuola elementare
La misura del contributo è pari a € 150,00 (centocinquanta/00)/anno per figlio.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

d) Contributo spese Scuola Media Inferiore
La misura del contributo è pari a € 150,00 (centocinquanta/00)/anno per figlio e/o lavoratore.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

e) Contributo spese Scuola Media Superiore
La misura del contributo è pari a € 200,00 (duecento/00)/anno per figlio e/o lavoratore.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

f) Contributo spese Università
La misura del contributo è pari a € 350,00 (trecentocinquanta/00)/anno per figlio e/o lavoratore a condizione del rispetto del piano di studi.
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

g) Contributo spese Laurea
La misura del contributo è pari a € 1.000,00 (mille/00) per figlio e/o lavoratore a condizione del conseguimento della votazione finale di laurea con il massimo dei voti (110/110).
Il titolo a prestazione è per singola persona fisica: nel caso di un figlio con entrambi i genitori dipendenti da impresa aderente ad Enfea, la richiesta di prestazione può essere presentata da uno solo dei due genitori.

h) Contributo per assistenza alla non autosufficienza (legge 104/92)
Sostegno al reddito a favore del lavoratore che usufruisce dei permessi ex L.104/92 come da relativa autorizzazione Inps. La misura del contributo è pari a € 200,00 (duecento/00)/anno.

i) Contributo spese abbonamento annuo trasporto pubblico locale, regionale, interregionale, intestato al lavoratore
La misura del contributo è pari al 25% del costo dell’abbonamento annuo del lavoratore per trasporto pubblico (autobus e/o ferroviario) in corso di validità, con il limite massimo di € 150,00 (centocinquanta/00)/anno, a condizione che l’abbonamento annuo non sia stato oggetto di welfare aziendale.

j) Integrazione trattamento economico di malattia previsto dal CCNL
In presenza di periodi di malattia, della durata continuativa di almeno 30 gg, che danno luogo al solo trattamento economico a carico dell’azienda nella misura del 50% (senza integrazione Inps), viene corrisposto un trattamento economico di sostegno al reddito al lavoratore, pari a € 400,00 (quattrocento/00)/mese, per un massimo di 6 mesi.
Per i lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale (part-time), fermo restando i requisiti di cui sopra, la prestazione negli importi fissati dovrà essere rapportata al minor orario effettuato rispetto all’orario contrattuale di riferimento.

n) Contributo sostegno vittime violenza di genere
Contributo di € 700,00 (settecento/00) alla lavoratrice o al lavoratore inserita/o in un percorso di sostegno per le vittime di violenza di genere ex art. 24 Dlgs 80/2015 che usufruisca di un periodo di astensione dal lavoro di almeno 1 mese successivo a quanto disposto dai contratti collettivi e dalla legislazione.

o) Contributo in occasione della nascita/adozione del figlio/a del/della dipendente
In occasione della nascita del figlio/a/i del/della dipendente viene corrisposto un trattamento economico di sostegno al reddito.
La misura del contributo è pari ad € 2.000,00 (duemila/00)
p) Contributo per acquisto tablet e/o PC destinato ai figli in età scolare (dalla scuola elementare alla scuola media inferiore)
Per il sostegno nella didattica a distanza, viene corrisposto un contributo per l’acquisto tablet e/o PC destinato ai figli in età scolare (dalla scuola elementare alla scuola media inferiore)
La misura del contributo è pari ad € 300,00 (trecento/00) max.

q) Contributo una tantum per trattamenti terapeutici psicologici e/o psichiatrici derivanti dalla pandemia Covid 19
Contributo una tantum rivolto al figlio/a, presenti nel nucleo familiare e conviventi, che causa Covid, è ricorso, o ha in corso, trattamenti terapeutici psicologici e/o psichiatrici per un periodo non superiore a mesi 12 dall’inizio del trattamento, con rilevante incidenza sul bilancio familiare.
La misura del contributo è pari € 1.000,00 (mille/00) max per nucleo familiare.

r) Contributo per l’assistenza domiciliare, per famigliare convivente non autosufficiente con handicap grave
Contributo di partecipazione alle spese sostenute per l’assistenza domiciliare, per famigliare convivente non autosufficiente con handicap grave, riconosciuto dalle competenti strutture sanitarie, in presenza di personale infermieristico o collaboratore domestico con regolare rapporto di lavoro non inferiore a 4 ore giornaliere.
La misura del contributo è pari a € 500,00 (cinquecento/00) anno.

s) Contributo per spese per cure odontoiatriche, non comprese nel piano sanitario di Enfea Salute, sostenute per i componenti del nucleo familiare (coniuge e/o figli/e conviventi)
A titolo sperimentale, per una durata non superiore a mesi 24 (dal 15/6/21 al 15/6/23), viene erogato un contributo, non ripetibile nell’arco della sperimentazione, per spese per cure odontoiatriche non comprese nel piano sanitario di Enfea Salute, destinato ai componenti del nucleo familiare (coniuge e/o figli/e conviventi).
La misura del contributo è pari a € 100,00 (cento/00) max per ogni componente il nucleo familiare. Documentazione da produrre: idonea documentazione medica e fiscale.

k) Contributo per acquisto e formazione sull’utilizzo defibrillatore
– Contributo per l’acquisto di apparecchio defibrillatore omologato secondo la normativa vigente C.E., F.D.A. La misura del contributo è pari nel massimo a € 700,00 (settecento/00) (IVA esclusa) e comunque non superiore al 50% del costo del defibrillatore;
– Contributo di € 100,00 (cento/00) per la formazione obbligatoria, in orario di lavoro, per ognuno dei due addetti all’utilizzo dell’apparecchiatura stessa.

l) Contributo per inserimento lavoratori ex legge 68/1999
In favore delle aziende soggette agli obblighi di cui alla Legge n° 68/1999 (e quindi solo quelle da 15 dipendenti in su) è riconosciuto un contributo per l’assunzione di un soggetto disabile nei seguenti casi:
1.1 assunzione a tempo indeterminato;
1.2 contratto a tempo determinato superiore a 6 mesi che sia successivamente trasformato a tempo indeterminato: in questo caso il contributo verrà erogato dopo la trasformazione.
La misura del contributo è pari a € 500,00 (cinquecento/00) una tantum.

m) Contributo per la formazione di lavoratrici madri per reinserimento al lavoro post congedo maternità
Rimborso forfettario delle spese sostenute dal datore di lavoro per la formazione anche al possibile utilizzo di tecnologie per lavoro a distanza, compresi i costi di attivazione, previo accordo, finalizzate al reinserimento al lavoro delle lavoratrici post congedo maternità. La misura del contributo è pari a € 500,00 (cinquecento/00).

t) Contributo per rimborso spese in caso di vaccinazione anti Covid effettuata in azienda
Contributo per rimborso spese rimaste a carico dell’azienda in caso di vaccinazione anti Covid effettuata in azienda e/o presso hub e/o struttura privata da personale sanitario (medico competente, personale infermieristico, struttura sanitaria privata accreditata dalla Regione).
Misura del contributo: € 20,00 (venti/00) a dipendente per singola inoculazione

u) Contributo per l’assunzione di operatore qualificato per lo svolgimento di mansioni destinate alla transizione digitale.
Per i rapporti di lavoro stipulati a far data dall’1/1/2021 e fino alla data del 31 dicembre 2023, viene erogato un contributo una tantum per l’assunzione di operatore qualificato per lo svolgimento di mansioni destinate alla transizione digitale, con contratto a tempo pieno e indeterminato, o successivamente alla trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato.
Misura del contributo: € 1.000,00 (mille/00)

v) Contributo una tantum per la formazione a favore dei dipendenti che in forza di accordi sindacali hanno utilizzato il credito d’imposta 4.0 a seguito di innovazione tecnologica e/o digitale.
Contributo, una tantum, destinato alle aziende che, in base ad accordi sindacali aziendali o in adesione ad accordi provinciali, nel periodo dal 1°gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, hanno utilizzato o utilizzeranno il credito d’imposta per la formazione 4.0 a favore dei dipendenti, a seguito di innovazione tecnologica e/o digitale introdotta
Misura del contributo:
€ 700,00 (settecento/00) per aziende fino a 30 dipendenti € 900,00 (novecento/00) per aziende da 31 a 100 dipendenti € 1.300,00 (milletrecento/00) per aziende con oltre 100 dipendenti

Filiere agricole: Esonero contributivo per il mese di febbraio 2021


L’INPS  fornisce indicazioni relative all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore delle imprese delle filiere agricole dei settori agrituristico e vitivinicolo, ivi incluse le aziende produttrici di vino e birra, per il mese di febbraio 2021.


Soggetti beneficiari dell’esonero
L’esonero dal versamento della contribuzione è destinato alle imprese appartenenti alle filiere agricole appartenenti ai settori agrituristico e vitivinicolo, comprese le aziende produttrici di vino e birra, al fine di assicurare la tutela produttiva e occupazionale e contenere gli effetti negativi del perdurare dell’epidemia di COVID-19. L’esonero è riconosciuto con riferimento, sia alla contribuzione dovuta dai datori di lavoro sia alla contribuzione relativa ai lavoratori autonomi in agricoltura, segnatamente, agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni.
Alle imprese agricole che esercitano più attività agricole identificate da diversi codici Ateco e che svolgono l’attività agricola identificata dal codice Ateco 01.21.00 “Coltivazione di uva”, ovvero l’attività di agriturismo identificata dai codici Ateco 55.20.52 e/o 56.10.12, l’esonero è riconosciuto per la contribuzione afferente alla posizione contributiva complessiva dell’azienda, considerato il particolare rapporto di interazione che sussiste nello svolgimento delle attività agricole esercitate complessivamente dall’impresa e delle attività di agriturismo connesse.


Misura dell’esonero
L’esonero è riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta al netto di altre agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della previdenza obbligatoria, previste dalla normativa vigente e spettanti nel periodo di riferimento dell’esonero.
Per i datori di lavoro l’esonero spetta nei limiti della contribuzione previdenziale di competenza di febbraio 2021 al netto di ogni altra agevolazione o riduzione delle aliquote.Non sono oggetto di esonero i premi e i contributi dovuti all’INAIL.
Inoltre, con riferimento alla contribuzione dovuta dai datori di lavoro, sono escluse le seguenti contribuzioni:
– ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulla retribuzione del lavoratore;
– il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto, per effetto dell’esclusione dall’applicazione degli sgravi contributivi.
– il contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148, per effetto dell’esclusione dall’applicazione degli sgravi contributivi prevista dall’articolo 33, comma 4, del medesimo decreto legislativo, nonché al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige di cui all’articolo 40 del D.lgs n. 148/2015 e al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, previsto dal decreto interministeriale n. 95269 del 7 aprile 2016, adottato ai sensi dell’articolo 40, comma 9, del D.lgs n. 148/2015;
– il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
– le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle Gestioni previdenziali di riferimento, per le quali si rinvia a quanto già previsto, da ultimo, dalla circolare n. 40/2018.
L’esonero in esame è subordinato alle seguenti condizioni:
– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
– assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Per i lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni e mezzadri) l’esonero è riconosciuto per il mese di febbraio 2021, nella misura corrispondente a un dodicesimo della contribuzione dovuta nell’anno 2021, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL in relazione alle sole unità attive nel medesimo mese di riferimento dell’esonero. Nei casi in cui la contribuzione previdenziale e assistenziale sia dovuta in misura ridotta, l’importo è riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta. L’esonero spetta al netto di ogni altra agevolazione o riduzione delle aliquote, è compatibile con altri esoneri nei limiti della contribuzione residua ed è subordinato alla regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC).


Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato
L’esonero riconosciuto ai sensi della sezione 3.12 è vincolato al rispetto delle seguenti condizioni:
a) l’aiuto è concesso entro il 31 dicembre 2021 e copre i costi fissi scoperti sostenuti nel periodo compreso tra il 1º marzo 2020 e il 31 dicembre 2021, compresi i costi sostenuti in una parte di tale periodo (periodo ammissibile);
b) l’aiuto è concesso nel quadro di un regime a favore di imprese che subiscono, durante il periodo ammissibile, un calo del fatturato di almeno il 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019;
c) per costi fissi non coperti si intendono i costi fissi sostenuti dalle imprese durante il periodo ammissibile che non sono coperti dagli utili (vale a dire le entrate meno i costi variabili) durante lo stesso periodo e che non sono coperti da altre fonti, quali assicurazioni, misure di aiuto temporanee contemplate dal Quadro Temporaneo o sostegno da altre fonti. L’intensità di aiuto non supera il 70 per cento dei costi fissi non coperti, tranne per le microimprese e le piccole imprese, per le quali l’intensità di aiuto non supera il 90 per cento dei costi fissi non coperti. A tal fine, le perdite subite dalle imprese in base al loro conto profitti e perdite, durante il periodo ammissibile, sono considerate costi fissi non coperti.
d) l’importo complessivo dell’aiuto non deve superare i 10 milioni di euro per impresa. L’aiuto può essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che il valore nominale totale di tali misure rimanga al di sotto del massimale dei 10 milioni di euro per impresa. Tutti i valori utilizzati sono al lordo di qualsiasi imposta o altro onere;
e) gli aiuti nell’ambito della misura in esame non sono cumulati con altri aiuti per gli stessi costi ammissibili;
f) l’aiuto non può essere concesso a imprese che si trovavano già in difficoltà (ai sensi del regolamento generale di esenzione per categoria) il 31 dicembre 2019. In deroga a quanto precede, gli aiuti possono essere concessi alle microimprese o alle piccole imprese (ai sensi dell’Allegato I del regolamento generale di esenzione per categoria) che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.


Modalità di accesso all’esonero


Per accedere al beneficio in trattazione i datori di lavoro dovranno presentare l’istanza utilizzando lo specifico modulo telematico “Esonero Art. 70 D.L. n. 73/2021”.
Per i datori di lavoro che versano la contribuzione agricola unificata risultano differiti, nelle more della definizione delle istanze, anche le somme richieste con l’emissione relativa al primo trimestre 2021, con scadenza 16 settembre 2021; per i datori di lavoro che versano la contribuzione mensilmente risultano differiti i termini di versamento con scadenza 16 marzo 2021.
Per i lavoratori autonomi in agricoltura di cui alla legge 2 agosto 1990, n. 233, risultano differiti i termini di versamento delle somme richieste per l’anno 2021 con la prima rata dell’emissione 2021 con scadenza 16 luglio 2021.
In attesa della definizione degli esiti della domanda di esonero, ai fini della verifica della regolarità contributiva non rileva il mancato versamento dei predetti importi.
Si evidenzia, inoltre, che in attesa della definizione dell’istanza di esonero, il differimento dei versamenti comporta l’esclusione della corrispondente esposizione debitoria da eventuali domande di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa per le medesime aziende.
Una volta definita l’istanza di esonero con esito positivo, il contribuente potrà indicare l’importo del debito residuo a titolo di contribuzione omessa per la regolarizzazione con modalità rateale ai sensi dell’articolo 2, comma 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e successive modificazioni, nel rispetto delle indicazioni fornite dalla circolare n. 108 del 12 luglio 2013.