Nota di Confcommercio: da corrispondere l’aumento contrattuale di agosto



Confcommercio, con nota n. 49 del 26/7/2017, comunica alle aziende del settore, l’erogazione della tranche di aumento di agosto 2017 prevista dal CCNL Terziario 30/5/2015


La parte dadoriale Confcommercio, con nota n. 49 del 26/7/2017, ricorda che con la retribuzione di agosto 2017 dovrà essere erogata la tranche di aumento retributivo prevista dal CCNL Terziario 30/3/2015, pari a euro 24,00 al IV livello e da riparametrare per gli altri.
Pertanto, come si legge espressamente nel comunicato, la tranche di euro 16,00 prevista per lo scorso novembre 2016 dal CCNL 30/3/2015, ma sospesa dall’accordo integrativo del 24/10/2016, resta sospesa.




































Aumenti riparametrati

Decorrenza1/8/2017

Quadri 41,67
I 37,53
II 32,47
III 27,75
IV 24,00
V 21,68
VI 19,47
VII 16,67
Operatori di vendita  
I categoria 22,65
Il categoria 19,02
















































































Livelli

Paga base al 31/7/2017

Aumenti Agosto 2017

Altri elementi

Contingenza + EDR

Totale mensile

Quadri 1.827,19 41,67 260,76 540,37 2.669,99
1 1.645,94 37,53   537,52 2.220,99
II 1.423,72 32,47   532,54 1.988,73
III 1.216,89 27,75   527,90 1.772,54
IV 1.052,46 24,00   524,22 1.600,68
V 950,86 21,68   521,94 1.494,48
VI 853,68 19,47   519,76 1.392,91
VII 730,86 16,67 5,16 517,51 1.392,91
Operatori di vendita          
I categoria 993,48 22,65   530,04 1.546,17
Il categoria 832,49 19,02   526,11 1.377,62

Fermo pesca – anno 2017


Firmato il decreto ministeriale sull’interruzione temporanea dell’attività di pesca con il sistema strascico per l’anno 2017. La legge di Stabilità ha previsto per i marittimi imbarcati sulle unità che eseguono l’interruzione, non imputabile alla volontà dell’armatore, l’attivazione della misura sociale straordinaria consistente in un’indennità giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro.


L’interruzione temporanea dell’attività di pesca riguarda le unità autorizzate all’esercizio dell’attività di pesca con il sistema strascico – comprendente i seguenti attrezzi: reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti – ad esclusione delle unità abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, al fine di garantire un idoneo equilibrio tra le risorse biologiche e l’attività di pesca.
Tale sospensione, non imputabile alla volontà dell’armatore, comporta per i marittimi imbarcati sulle unità che eseguono l’interruzione temporanea, l’attivazione della misura sociale straordinaria prevista dal comma 346, articolo 1 della Legge di stabilità 2017, le cui modalità attuative saranno determinate con successivo decreto del Ministero del lavoro.


Nel dettaglio, per le navi da pesca di cui sopra, iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Ancona è disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 42 giorni consecutivi dal 31 luglio al 10 settembre del corrente anno.
Per le navi da pesca, iscritte nei compartimenti marittimi da San Benedetto del Tronto a Termo li è disposta l’interruzione temporanea dell’attività di pesca per 42 giorni consecutivi dal 28 agosto al 08 ottobre del corrente anno.
Per le navi da pesca, abilitate alla pesca costiera locale, iscritte nei compartimenti marittimi da Manfredonia a Bari è disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 42 giorni consecutivi dal 31 luglio al 10 settembre del corrente anno.
Per le navi da pesca, abilitate alla pesca costiera ravvicinata, iscritte nei compartimenti marittimi da Manfredonia a Bari è disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 30 giorni consecutivi dal 31 luglio al 29 agosto del corrente anno ed è disposta l’interruzione obbligatoria di ulteriori 10 giorni lavorativi anche non consecutivi da effettuarsi a scelta dell’armatore, previa comunicazione scritta all’Ufficio marittimo di iscrizione, entro e non oltre il 31 ottobre 2017.
Per le navi da pesca, iscritte nei compartimenti marittimi da Brindisi a Civitavecchia è disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 30 giorni consecutivi dall’11 settembre al 10 ottobre del corrente anno.
Per le navi da pesca, iscritte nei compartimenti marittimi da Livorno a Imperia è disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 30 giorni consecutivi dal 02 ottobre al 31 ottobre del corrente anno.
Per le navi da pesca, iscritte nei compartimenti marittimi della regione Sardegna e della regione Sicilia, l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca ha durata di almeno trenta giorni consecutivi, nel rispetto dei periodi di cui ai piani di gestione in premessa, la cui decorrenza è disposta con provvedimento regionale.
Entro il giorno di inizio del fermo, devono essere depositati presso l’Autorità marittima nella cui giurisdizione è effettuata l’interruzione, a cura dell’armatore, i documenti di bordo dell’unità soggetta all’interruzione e, per quelle unità per le quali sia stato rilasciato, anche il libretto di controllo dell’imbarco e del consumo del combustibile.
Effettuata la consegna dei documenti di bordo, l’unità può essere trasferita in un altro porto per l’esecuzione di operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché di operazioni tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, previo sbarco delle attrezzature da pesca ovvero apposizione dei sigilli agli attrezzi da pesca, ad opera dell’Autorità marittima e preventiva autorizzazione di quest’ultima.
L’autorizzazione al trasferimento è rilasciata per il tempo strettamente necessario per raggiungere il luogo ove saranno eseguite le operazioni.


Fermo restando quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i compartimenti marittimi, è vietata la pesca con i sistemi a strascico e/o volante (comprendenti i seguenti attrezzi: reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti, reti da traino pelagiche a divergenti, reti da traino pelagiche a coppia) nei giorni di sabato, domenica e festivi. Con specifico provvedimento direttoriale è autorizzato lo svolgimento dell’attività di pesca in coincidenza con le festività, con l’obbligo di effettuare la giornata di recupero entro e non oltre i successivi 15 giorni lavorativi. Tale divieto non si applica alle navi da pesca esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi per lo strascico ovvero apposizione dei sigilli da parte dell’Autorità marittima.
Non è consentito nei giorni di sabato e domenica il recupero di eventuali giornate di inattività causate da condizioni meteomarine avverse.
Le Regioni sono autorizzate, laddove sussistano specifiche esigenze biologiche nelle marinerie di propria competenza, a deliberare ulteriori periodi di arresto temporaneo obbligatorio, precedenti o successivi, rispetto a quelli definiti, per i pescherecci autorizzati all’esercizio dell’attività di pesca con reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti.
In deroga alle disposizioni di cui al decreto in argomento, la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura può autorizzare l’effettuazione di attività di ricerca in mare, a scopi scientifici, nelle acque del compartimento in cui si attua la misura.

Nuova disciplina sul mercato del lavoro CCNL Nettezza Urbana (Utilitalia)



28 lug 2017 Con accordo siglato il 25/7/2017, tra l’UTILITALIA, la CISAMBIENTE, la LEGACOOPSERVIZI e la FP – CGIL, la FIT – CISL, la UILTRASPORTI – UIL, la FIADEL, verranno modificati dall’1/9/2017 alcuni istituti contrattuali e la disciplina sul mercato del lavoro.


Con decorrenza 1/9/2017 sono state modificate le seguenti discipline:


Periodo di prova


Fatto salvo quanto previsto all’ultimo comma, il lavoratore assunto in servizio può essere soggetto ad un periodo di prova di durata non superiore a:
– 90 giorni calendariali se inquadrato dal livello J al livello 5;
– 180 giorni calendariali se inquadrato dal livello 6 al livello Q.
Ai fini della durata del periodo di prova, non si computa il giorno iniziale.


Contratto di lavoro a tempo parziale


All’atto dell’assunzione, l’azienda fissa la durata della prestazione a tempo parziale che non sarà inferiore al 50% dell’orario normale di lavoro a tempo pieno, con durata prestazione minima giornaliera continuativa pari a 3 ore.
Le prestazioni lavorative aggiuntive rese in attuazione delle modalità elastiche non possono superare, in ogni anno solare, il limite massimo complessivo di ore procapite pari 25%della prestazione già concordata.
Per le prestazioni di lavoro supplementare effettuate entro il limite complessivo annuale di ore procapite pari al 40% della prestazione concordata, si darà luogo alla corresponsione della quota oraria della retribuzione globale maggiorata del 12% comprensivo dell’incidenza sugli istituti contrattuali e legali; per le eventuali prestazioni di lavoro supplementare effettuate oltre tale limite si darà luogo alla corresponsione della quota oraria della retribuzione globale maggiorata del 30%, comprensivo dell’incidenza sugli istituti contrattuali e legali.
Il personale a tempo parziale e indeterminato impiegato nell’azienda non può eccedere mediamente nell’anno il 18% del personale a tempo pieno e indeterminato in forza al 31 dicembre dell’anno precedente.


Contratto di lavoro a tempo determinato


Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 36 mesi; fatte salve le eccezioni previste dalla legge la durata massima di 36 mesi riguarda anche la successione dei contratti a tempo determinato e dei periodi di missione conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale con lo stesso lavoratore pena la trasformazione del contratto a tempo indeterminato dalla data del superamento dei 36 mesi.
Il numero dei lavoratori, anche a tempo parziale, assunti a termine ovvero dei lavoratori con contratto di somministrazione a tempo determinato di cui al seguente art. 13 non può complessivamente eccedere nell’anno la percentuale del 18% dei lavoratori a tempo indeterminato, da intendersi quale media annua calcolata all’atto dell’assunzione con arrotondamento all’unità superiore dell’eventuale frazione pari o superiore allo 0,5% e con il minimo di 5 lavoratori.
Con intesa in sede aziendale potranno essere fissati limiti percentuali diversi, anche separatamente per contratti a tempo determinato e somministrazione a tempo determinato.
L’apposizione di un termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato non è ammessa, a pena di trasformazione del contratto a tempo indeterminato, nei casi seguenti:
a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
b) presso aziende nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, salvo che tale contratto sia concluso per provvedere a sostituzione di lavoratori assenti ovvero abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;
c) presso aziende nelle quali sia operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine;
d) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi a termini.
Fermi i limiti di durata, se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione del 20% della retribuzione globale per ogni giorno di continuazione del rapporto fino al decimo giorno successivo e del 40% per ciascun giorno ulteriore; qualora il rapporto di lavoro continui oltre il trentesimo giorno per contratti di durata inferiore a 6 mesi ovvero oltre il cinquantesimo negli altri casi ,il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla scadenza di tali termini.


Lavoro agile (smart working)


Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato che prevede lo svolgimento di parte dell’attività lavorativa all’interno dei locali aziendali ed in parte al di fuori degli stessi, entro i limiti di durata dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge e dal presente CCNL, attraverso il supporto di strumenti telematici messi a disposizione dall’azienda.
Il lavoro agile non comporta modifica degli obblighi e dei doveri del lavoratore, che assolverà alle proprie mansioni con diligenza attenendosi all’osservanza delle norme legali e contrattuali (nazionali ed aziendali) e alle istruzioni ricevute dall’Azienda per l’esecuzione del lavoro, adottando ogni prescritta e lo necessaria cautela, al fine di assicurare l’assoluta segretezza delle informazioni aziendali e nel rispetto tassativo della idoneità del luogo individuato dallo stesso per svolgere l’attività lavorativa.
La prestazione dell’attività lavorativa in “lavoro agile” non incide sull’inserimento del lavoratore nell’organizzazione aziendale e sul relativo assoggettamento al potere direttivo, di controllo e disciplinare dell’azienda né sulla connotazione giuridica del rapporto di lavoro subordinato; non comporta nessuna modifica della sede di lavoro né ha alcun effetto sull’inquadramento, sul livello retributivo e sulle possibilità di crescita professionale del lavoratore, ai sensi del presente CCNL.
Il dipendente in regime di “lavoro agile” conserva integralmente i diritti sindacali esistenti e potrà partecipare all’attività sindacale.
Per quanto non regolato dal presente articolo si fa riferimento alla disciplina del telelavoro.


Contratto di somministrazione di lavoro


I lavoratori somministrati, a tempo determinato e indeterminato, non potranno superare nell’anno la percentuale del 18%, da calcolarsi complessivamente con i lavoratori assunti a tempo determinato, da intendersi quale media annua calcolata all’atto dell’assunzione. E’ comunque consentita la stipulazione di contratti di somministrazione di lavoro sino a cinque prestatori, purché non risulti superato il totale dei contratti a tempo indeterminato in atto nell’impresa.
Con intesa in sede aziendale potranno essere fissati limiti percentuali diversi, anche separatamente per contratti a tempo determinato e somministrazione a tempo determinato.
Il contratto di somministrazione è vietato:
– per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
– presso aziende nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, ovvero presso aziende nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione;
– alle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi.


Contratto di apprendistato professionalizzante


Il contratto può essere stipulato con i predetti lavoratori per il conseguimento di qualifiche dal livello 2 al livello Q (Quadri) delle Aree operativo-funzionali del sistema di classificazione.
In relazione alla qualificazione da conseguire, il contratto di apprendistato professionalizzante si articola in più periodi di formazione, per la durata complessiva di 36 mesi; il lavoratore viene inquadrato dalla data di assunzione nel livello di inquadramento corrispondente alla qualificazione da conseguire, ma la retribuzione viene riconosciuta in misura percentuale proporzionata all’anzianità di servizio, come da tabella che segue.











































































Livello

1° periodo – Mesi

Retribuzione

2° periodo – Mesi

Retribuzione

3° periodo – Mesi

Retribuzione

Durata Complessiva – Mesi

2B 18 85% 18 95% 36
3B 12 85% 12 90% 12 95% 36
4B 12 85% 12 90% 12 95% 36
5B 12 85% 12 90% 12 95% 36
6B 12 85% 12 90% 12 95% 36
7B 12 85% 12 90% 12 95% 36
8 12 85% 12 90% 12 95% 36
Q 12 85% 12 90% 12 95% 36


Al termine del periodo di apprendistato, coincidente con il termine del rapporto di apprendistato, le parti possono recedere dal contratto con preavviso di 15 giorni di calendario decorrenti dal medesimo termine.
Durante il periodo di preavviso, il trattamento economico e normativo applicabile al lavoratore è quello del rapporto di lavoro disciplinato dal presente articolo.
Le aziende che occupano più di 50 dipendenti non possono dar corso all’assunzione di nuovi apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 70% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia terminato nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione. A tal fine, non si computano gli apprendisti la cui cessazione del rapporto sia avvenuta: nel corso o al termine del periodo di prova, per dimissioni, per licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, per licenziamento collettivo, per licenziamento per passaggio di appalto, per superamento del periodo di comporto, per rifiuto di restare in servizio al termine del contratto di apprendistato.

Costituto il Fondo solidarietà per il personale delle Imprese dei servizi ambientali


UTILITALIA e le OO.SS. FP-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI UIL, FIADEL, hanno costituito il Fondo bilaterale di solidarietà per i dipendenti delle aziende municipalizzate di nettezza urbana.


 


 il personale a cui si applica il CCNL dei servizi ambientali.

Il Fondo di solidarietà, valido per i lavoratori a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti delle Imprese dei servizi ambientali, provvederà ad erogare:
– assegni ordinari a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell’orario di lavoro o da sospensione temporanea dell’attività lavorativa;
– prestazioni integrative della Nuova Assicurazione Sociale per I ‘Impiego;
– assegni straordinari per il sostegno al reddito a favore di lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi 60 mesi, a seguito di accordi sindacali aziendali che tali assegni prevedano nell’ambito di programmi di incentivo all’esodo.
Inoltre, si occuperà di stipulare apposite convenzioni con i fondi interprofessionali al fine di assicurare personale eventualmente in esubero, anche in concorso con gli appositi fondi regionali o dell’Unione europea.
Si rende noto che le prestazioni saranno erogate nei limiti delle risorse disponibili e previa costituzione di specifiche riserve finanziarie.

Rinnovato il CCNL per il personale non imbarcato delle cooperative di pesca



Firmato, il giorno 26/7/2017, tra AGCI AGRITAL, FEDERCOOPESCA-CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP Agroalimentare – Dipart. Pesca e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILAPESCA, l’accordo per il rinnovo del CCNL per il personale non imbarcato dipendente da cooperative esercenti attività di pesca marittima, maricoltura acquacoltura e vallicoltura


Il presente accordo che rinnova il CCNL di settore scaduto il 31/12/2013, riguarda le voci “Incrementi retributivi” e ” Una tantum” e riproduce le nuove tabelle retributive a decorrere dall’1/8/2017. Tale adeguamento economico avrà scadenza il 31/12/2017.
Le parti si impegnano altresì a fissare un calendario di incontri a partire dal mese di settembre 2017 per procedere al rinnovo del CCNL.
Incrementi retributivi
L’aumento dei minimi tabellari del vigente CCNL è pari € 75,00 calcolato sul parametro 100 a decorrere dall’1/8/2017, come da tabella allegata, fino al 31/12/2017.


 



























Livelli

Retribuzione dall’1/8/2017

7 1.297,47
6 1.414,24
5 1.479,12
4 1.556,96
3 1.673,74
2 1.816,46
1 1.972,15
Quadro 2.101,90


 


Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo (26/7/2017) verrà corrisposto un importo forfetario uguale per tutti a titolo di una tantum pari ad euro 100,00 lordi.
Tale importo verrà erogato in occasione della retribuzione del mese di agosto 2017. L’importo dell’una tantum è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale e, essendo quindi comprensivo degli stessi, esso non rientra nella relativa base di computo.

Non è attivo il contributo di adesione al Fondo Previambiente

Il contributo mensile di “adesione contrattuale” al Fondo Previambiente stabilito dal CCNL per i dipendenti del CCNL Igiene ambientale municipalizzata non risulta operativo.

Le parti comunicano che l’avvio del versamento al Fondo Previambiente del “contributo mensile ” di 10,00 euro mensili a carico dell’azienda previsti a decorrere dall’1/10/2016 per tutti i lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche apprendisti con adesione contrattuale” , sarà operativo al completamento delle procedure di competenza del Fondo, ferma rimanendo la decorrenza del versamento stesso dal mese di ottobre 2016, con riferimento ai lavoratori ancora in servizio alla data effettiva del primo versamento; la corresponsione delle competenze maturate sino a tale data viene rateizzata in due franche (mesi di gennaio 2018 e gennaio 2019).
Per quanto concerne il comparto di adesione al quale versare il contributo del datore di lavoro a favore dei suddetti lavoratori, lo stesso è individuato, indistintamente per fascia anagrafica – considerato l’andamento storico dei comparti disponibili e anche in considerazione dell’importo annualmente accantonato – nel comparto di “default” del Fondo Previambiente, come disciplinato dal Fondo stesso.
Quanto alle relative modalità operative e alla misura delle spese a carico del solo lavoratore interessato, valgono le disposizioni statutarie e/o regolamentari del Fondo Previambiente.
Qualora, dopo il periodo temporale previsto dallo Statuto del Fondo, il lavoratore “con adesione contrattuale” intenda spostare la posizione previdenziale in parola ad altro Fondo, a partire dal mese in cui avviene lo spostamento viene meno definitivamente per il datore di lavoro l’obbligo di continuare a corrispondere il contributo contrattuale a suo favore.

Nuovo Modello Organizzativo Anas per la gestione del territorio


Siglato il 25/7/2017, tra l’ANAS SPA e le OO.SS. firmatarie del vigente CCNL dei dipendenti Anas, l’accordo in materia di Modello Organizzativo per la gestione del territorio.

L’ANAS Spa ha avviato nel mese di settembre 2016 un apposito percorso di riqualificazione delle strutture territoriali, anche in correlazione con il progetto sul Nuovo Modello Organizzativo dell’Esercizio ed a garanzia di un più incisivo presidio delle attività core sul territorio nazionale.
Le parti, dopo un ampio e articolato confronto, concordano che il Nuovo Modello Organizzativo Territoriale è fondato sulle seguenti linee guida:
– consolidamento delle attività svolte a livello territoriale, maggior presidio delle attività di esercizio anche attraverso la implementazione della gestione diretta delle stesse, gestione per processi;
– valorizzazione del ruolo e della funzione svolti dalle strutture territoriali, quali sedi strategiche di articolazione aziendale e di localizzazione dei servizi erogati, anche in funzione dell’utenza; rafforzamento del territorio e definizione dei ruoli territoriali di coordinamento delle attività (Coordinamento Territoriale, Supporto Amministrativo Gestionale e Progettazione e Realizzazione Lavori);
– razionalizzazione ed omogeneizzazione della presenza territoriale e delle strutture organizzative presenti;
– rafforzamento del presidio dei processi amministrativi e di supporto (con particolare attenzione ai processi di Gare ed Appalti e Legale);
– integrazione del presidio tecnico anche a supporto del Piano Investimenti.
Inoltre, si è convenuto di procedere all’implementazione della struttura organizzativa di II° livello, stabilendo, altresì, che il completamento dell’analisi organizzativa relativa alla definizione della microstruttura dei territori, comprensiva dell’articolazione dei profili professionali presenti in ciascuna U.O. e dell’esplicitazione delle relative attività, sarà realizzato successivamente al confronto circa le eventuali criticità scaturenti dalla prima applicazione del Modello incluse le eventuali ricadute sulla Direzione Generale.

Utilizzo di software nei call center e “controllo” dei lavoratori


Si forniscono precisazioni in materia di controllo dei lavoratori di call center.


Nello svolgimento della propria attività, i call center si avvalgano del cosiddetto “CRM” (Customer Relationship Management), un archivio informatico che sostituisce il fascicolo cartaceo del cliente, il quale permette in tempo reale di avere a disposizione tutti i dati necessari che consentono di meglio finalizzare le attività ed evadere le richieste avanzate. Ai fini del corretto utilizzo di tale strumento, occorre verificare se lo stesso possa essere considerato “uno strumento di lavoro”, secondo quanto disposto dallo Statuto dei lavoratori o rappresenti uno strumento di potenziale controllo dell’attività dei dipendenti. Laddove detto dispositivo possa essere considerato uno strumento che serve al lavoratore per rendere la prestazione lavorativa, si può prescindere sia dall’accordo sindacale che dal provvedimento autorizzativo previsto dallo Statuto.
Tra gli altri software, vi sono quelli che consentono il monitoraggio dell’attività telefonica e della produttività di ciascun operatore di call center, che raccolgono ed elaborano i dati relativi agli stati di attività telefonica di ciascun operatore (libero, non disponibile, in pausa, ecc.) e i tempi medi di evasione delle diverse lavorazioni. Altri software, invece, quantificano la produttività giornaliera per ogni servizio reso, il tempo dedicato al lavoro per ciascuna commessa e le pause effettuate da ogni singolo lavoratore. Detti software, pur funzionali a più o meno generiche esigenze produttive, consentono di realizzare un monitoraggio individualizzato costante e continuo su tutti gli operatori che finisce per dar vita ad un controllo minuzioso su tutta l’attività svolta da ogni singolo lavoratore, eliminando del tutto qualunque margine spazio-temporale nel quale egli possa ragionevolmente essere certo di non essere osservato, ascoltato o comunque “seguito” nello svolgimento della propria attività e dei propri movimenti.
Orbene, non rilevando specifiche esigenze produttive che giustificano l’assoluta indispensabilità di tali applicativi nell’ambito dei call center, detti sistemi non solo non rientrano nella definizione di strumento utile a rendere la prestazione lavorativa ma non si ravvisano neanche quelle esigenze organizzative e produttive che giustificano il rilascio del provvedimento autorizzativo da parte dell’Ispettorato del lavoro.


Non ancora approvate le modifiche allo statuto del Fondo Priamo

Il fondo Priamo non può momentaneamente ricevere i contributi aggiuntivi previsti dal CCNL Autoferrotranvieri


 


Il CCNL Autoferrotranvieri ha previsto, per i lavoratori iscritti a Priamo alla data dell’1/7/2017, o che si iscriveranno successivamente, un contributo aggiuntivo rispetto a quanto previsto per l’iscrizione in essere che verrà destinata al Comparto del Fondo al quale il lavoratore aveva deciso di conferire i contributi paritetici previsti dal CCNL degli Autoferrotranvieri – Internavigatori (TPL – Mobilità).
Per i lavoratori che alla data dell’1/7/2017 non risultino iscritti a Priamo, tale contributo comporterà l’adesione contrattuale degli stessi tale somma senza ulteriori obblighi contributivi a loro carico o a carico delle aziende ed è cosi ripartita: € 21,80 entro la fine del mese di luglio e € 12,00 per le cinque mensilità successive.
I
l fondo Priamo rende, ora, noto che, non essendo ancora trascorsi i termini previsti per l’approvazione delle modifiche allo Statuto, determinate in base alle modalità e le tempistiche stabilite dal COVIP, è preclusa al Fondo, allo stato attuale, la possibilità di ricevere i contributi di cui al richiamato articolo in oggetto del CCNL di riferimento.
Non appena l’ Autorità di Vigilanza comunicherà al Fondo la conclusione dell’iter di approvazione dello Statuto, il Fondo provvederà ad inviare le indicazioni operative per dare piena attuazione alle previsioni del sopra citato articolo del CCNL, affinché si possano recepire i versamenti dovuti.


Le percentuali contributive della Cassa Edile di Parma



Si riporta la tabella contributiva vigente con le percentuali da versare alla Cassa Edile della Provincia di Parma


























































Contributo

% a carico Impresa

% a carico Lavoratore

% Totale

Cassa Edile 2,50 0,50 3,00
Lavori usuranti 0,10 0,10
APE 3,80 3,80
Scuola 1,00 1,00
Asili 0,40 0,40
Sicurezza – CPT 0,45 0,45
Fondo Speciale Indumenti di lavoro 0,20 0,20
Fondo per la regolarità del settore 0,35 0,35
QUACN 0,2222 0,2222 0,4444
QUACT 0,6173 0,6173 1,2346
TOTALE 9,6395 1,3395 10,979