Comunicazioni per le aziende del Turismo dal Fondo di assistenza sanitaria Fast

Fornita una comunicazione sull’emissione dei MAV da parte del Fondo di assistenza sanitaria integrativa FAST per il settore Turismo

FAST, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti di aziende alberghiere e complessi turistico- ricettivi all’aria aperta del CCNL Turismo, assunti a tempo indeterminato, inclusi gli apprendisti, comunica alle aziende che la prossima emissione dei MAV avverrà il 24 novembre 2017 e riguarderà i MAV richiesti entro il 21 novembre. I relativi pagamenti dovranno avvenire entro il 30 novembre 2017.
Le successive emissioni previste per l’intero 2017 sono:
– 21 dicembre (richieste entro il 18 dicembre).
Le precedenti emissioni sono avvenute il 20 ottobre; il 22 settembre, il 10 agosto; il 21 luglio; il 16 giugno; il 26 maggio; il 5 maggio; il 24 marzo; il 17 febbraio; il 20 gennaio; il 16 dicembre; il 18 novembre;  il 21 ottobre; il 23 settembre; il 5 agosto; il 22 luglio; il 17 giugno; il 20 maggio; il 6 maggio; il 22 aprile; il 25 marzo; il 19 febbraio; il 22 gennaio; il 18 dicembre.


Sostegno al reddito dei lavoratori ed imprese artigiane dell’Emilia Romagna


Entro il 30 novembre 2017devono essere regolamentate le prestazioni di welfare di bilateralità a favore dei lavoratori e delle imprese dell’artigianato in Emilia Romagna.

Prestazioni a favore del lavoratore


Le somme rinvenienti dalla quota contrattuale di bilateralità saranno utilizzate in:
– interventi che coprano prestazioni di welfare per i lavoratori, per l’importo di 87 € annuali per dipendente, saranno destinate per: asili nido – scuole materne – campi estivi – scuole elementari/medie inf./medie sup./università – integrazione maternità – trasporti – tickets sanitari – non autosufficenza – lenti/occhiali da vista – protesi acustiche – spese funerarie – trasporto scolastico – punti patente ed altre eventuali prestazioni da definire.
Tali prestazioni saranno erogate con le modalità che le parti definiranno con un apposito regolamento da convenire entro 30/11/2017.
– integrazioni al reddito in caso di sospensioni dell’attività lavorativa, in aggiunta alle prestazioni FSBA per tutti i lavoratori, per l’importo di 42 € annuali per dipendente, tali prestazioni saranno erogate con le modalità che le parti definiranno con un apposito regolamento da convenire entro 30/11/2017.


Prestazioni a favore dello sviluppo imprese


Le somme rinvenienti dal salario contrattuale di bilateralità, per la parte destinata agli interventi di bilateralità saranno utilizzate per:
– interventi per lo sviluppo delle imprese, per l’importo di 33 € annuali per dipendente le parti definiranno le prestazioni previste con un apposito regolamento da convenire entro 30/11/2017.
Le Parti inoltre convengono che le risorse del Fondo di Welfare Contrattuale saranno interamente dedicate alle prestazioni.

Operai Edili di Trento: aumenta l’importo del premio professionalità e presenza



Dall’Ipotesi di accordo siglata per il rinnovo del CIPL per i dipendenti per i dipendenti delle imprese edili ed affini della Provincia di Trento, il nuovo Premio di Professionalità e Presenza Operai


L’ipotesi di accordo siglata il 28/8/2017 tra l’Associazione Trentina dell’Edilizia – ANCE Trento e la FENEAL-UIL, la FILCA-ClSL, la FILLEA-CGIL del Trentino, la cui efficacia è stata prevista con decorrenza 1/10/2017, ha modificato gli importi da corrispondere agli operai a titolo di premio di professionalità e presenza:
























Descrizione

Indennità oraria espressa in euro

Caposquadra di 1.a 1,046
Caposquadra di 2.a 0,887
Operaio di 4° livello 0,887
Operaio di 3° livello specializzato 0,775
Operaio di 2° livello qualificato 0,605
Operaio di 1° livello comune 0,371
Apprendista 0,371


Il premio sarà riconosciuto anche nel caso di partecipazione dell’operaio alla formazione in materia di sicurezza di cui al 13° comma dell’art. 87 del CCNL 18 giugno 2008.
Il premio verrà erogato per intero per il primo giorno di infortunio sul lavoro.
Il premio non deve essere computato su alcun istituto contrattuale o di legge che non preveda presenza al lavoro.
Le parti si danno atto che in ragione della natura del premio di cui trattasi sul medesimo non deve essere computata la percentuale di accantonamento alla Cassa Edile (18,50%) e la percentuale per i riposi annui (4,95%).
Il premio non costituisce elemento utile ai fini della determinazione del Trattamento di Fine Rapporto.

Licenziamento: mail offensive dal pc aziendale


Il licenziamento del lavoratore che, attraverso la mail aziendale, utilizza espressioni scurrili nei confronti del legale rappresentante di un’impresa e dei suoi collaboratori è da considerarsi legittimo per violazione dell’elemento fiduciario.


Il lavoratore nel caso di specie – sottoposto alla Corte di Cassazione – aveva inviato, dal computer aziendale, alcune mail caratterizzate da espressioni scurrili nei confronti del legale rappresentante della società e di altri collaboratori, qualificandoli di inettitudine e scorrettezza con l’uso di espressioni inurbane.
Fra i motivi di impugnazione, il ricorrente lamenta la mancata affissione del codice disciplinare: la società “non aveva adottato alcun regolamento disciplinare per l’utilizzo di sistemi informatici e di posta elettronica, sicché non era in alcun modo regolamentato l’utilizzo da parte del lavoratore degli indirizzi di posta elettronica assegnati”.
La doglianza, oltre ad essere inammissibile per come è formulata in quanto non specifica quale sarebbe il fatto decisivo di cui sarebbe stato omesso l’esame, è infondata, per il primo aspetto, in considerazione del costante insegnamento secondo cui in tema di sanzioni disciplinari, la garanzia di pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti non si applica laddove il licenziamento faccia riferimento a situazioni concretanti violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro, come accaduto nella specie.
Quanto poi alla mancata predisposizione di un regolamento aziendale per l’utilizzo della posta elettronica, il rilievo sul punto appare inconferente visto che nella valutazione della Corte territoriale il venir meno del vincolo fiduciario con il dipendente è stato determinato dall’uso reiterato “di espressioni scurrili nei confronti del legale rappresentante della società e di altri collaboratori, qualificandoli di inettitudine e scorrettezza con l’uso di espressioni inurbane” piuttosto che nell’uso della posta elettronica da postazione aziendale; in altre parole il dipendente non è stato licenziato per aver utilizzato al di fuori delle esigenze lavorative la casella di posta avuta in dotazione dalla società, bensì per il contenuto offensivo delle “e-mail” riguardanti vertici e collaboratori dell’azienda.
In ordine alle “eccezioni formali sollevate dal lavoratore circa le modalità di acquisizione del testo dei messaggi di posta elettronica”, la Cassazione conferma che la Corte di Appello ha premesso “come non sia contestato che fosse prassi nota la duplicazione periodica di tutti i dati contenuti nei computer aziendali” e che “la prova testimoniale conferma che la lettura di detti file è stata imposta dall’anomalia segnalata dall’amministratore di sistema, il quale l’aveva imputata proprio al tentativo di cancellazione dei file che il sistema conservava, inclusi i messaggi di posta elettronica”. La Corte ne ha tratto il convincimento che non si era trattato “dell’effettuazione di controlli finalizzati all’esatto adempimento dell’obbligazione lavorativa e, a rigore, nemmeno inizialmente destinati all’effettuazione di un controllo di tipo difensivo”, “bensì dell’acquisizione di un dato registrato dalle apparecchiature aziendali, della cui conservazione e duplicazione il lavoratore era al corrente, e la cui lettura era giustificata dall’emergenza di un comportamento inteso ad eludere tale nota prassi e tale da far ragionevolmente insorgere il sospetto dell’effettuazione di condotte lesive di beni sostanzialmente estranei all’adempimento delle obbligazioni lavorative, ma intesi alla difesa di altri beni (in primo luogo l’immagine dell’impresa e la doverosa tutela della dignità di altri lavoratori)”.
Pertanto, considerato che l’acquisizione dei dati era stata effettuata con modalità non eccedenti rispetto alle finalità del controllo e, quindi, nell’osservanza dei criteri di proporzionalità, correttezza e pertinenza; che non sono stati rilevati elementi dai quali desumere che il datore di lavoro avrebbe potuto utilizzare misure e metodi meno invasivi per raggiungere l’obiettivo perseguito, il ricorso del dipendente è stato respinto.

Errato inquadramento previdenziale da inesatte comunicazioni: rilevano anche quelle dirette ad altri fini

Sebbene i provvedimenti d’ufficio di variazione della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali hanno effetto retroattivo laddove l’inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro, tali inesatte dichiarazioni (positive o omissive), vanno riferite ad una qualsiasi comunicazione in base alla quale sia evincibile la classificazione.

Il caso giudiziario in esame riguarda un ricorso in appello presentato dall’Inps avverso la sentenza del Giudice di prime cure che aveva accolto l’opposizione di due lavoratori soci accomandatari, contro la cartella esattoriale recante contributi previdenziali omessi, dovuti in ragione del mutamento d’ufficio della classificazione della società da artigiana ad industriale, con decorrenza retroattiva dal 1° settembre 2004, in conseguenza della variazione numero dei dipendenti.
La Corte d’appello aveva rigettato tale impugnazione, sostenendo che nessuna disposizione di legge imponeva alle aziende di effettuare specifiche dichiarazioni destinate al fine esclusivo di consentire all’Inps la verifica dei presupposti per la classificazione dell’impresa.
Ricorreva così in Cassazione l’Istituto previdenziale lamentando che la mera indicazione nelle denunce mensili di un numero di lavoratori superiori in via teorica al numero massimo non può comportare una modificazione automatica da parte dell’Inps dell’inquadramento da artigiano a industria, essendo peraltro necessario verificare se non esista una delle ipotesi eccettuative previste.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. Difatti, i provvedimenti adottati d’ufficio dall’Inps di variazione della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali, con il conseguente trasferimento nel settore economico corrispondente alla effettiva attività svolta, producono effetti dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento di variazione, con esclusione dei casi in cui l’inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro. Orbene, seppur la legge prevede l’effetto retroattivo della variazione nei casi in cui l’inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro, tali inesatte dichiarazioni (positive o omissive), da cui possono derivare gli effetti retroattivi del provvedimento di variazione, vanno riferite ad una qualsiasi comunicazione in base alla quale sia evincibile la classificazione.

Nuova retribuzione per gli addetti lavorazioni varie delle barbatelle nel Friuli Venezia Giulia


Da novembre spetta la nuova retribuzione per gli addetti alla raccolta e lavorazioni varie delle barbatelle – vivaio vitivinicolo nel Friuli Venezia Giulia.

Con accordo siglato lo scorso marzo tra la Confagricoltura F.V.G., la Coldiretti F.V.G., la CIA F.V.G., e la FAI-CISL F.V.G., la FLAI-CGIL F.V.G., la UILA-UIL F.V.G., è stato definito il trattamento economico che spetta agli addetti alla raccolta e lavorazioni varie delle barbatelle – vivaio vitivinicolo.
Nella suddetta categoria rientrano i lavoratori che effettuano una o più delle seguenti lavorazioni generiche non richiedenti specifici requisiti professionali:
– raccolta in campagna del legno americano/piante madri (dal taglio del legno americano all’inserimento in casse o bins di omogenea pezzatura), immagazzinaggio dello stesso legno americano/piante madri, tiraggio, raccolta marze, pulitura, spezzonamento, e sistemazione.
– sterro delle barbatelle e raccolta in mazzette di omogenea pezzatura, preparazione per la vendita, raccolta e le varie fasi della cernita.
– preparazione delle barbatelle ed il trapianto in campo (esclusi gli innesti).
Le attività svolte dall’addetto alla raccolta e lavorazioni varie delle barbatelle sono promiscue e riferite sia alla mansione dell’addetto alla raccolta sia a quella di operaio comune, e durante i processi produttivi le due diverse mansioni si accavallano.
Per la suddetta figura si dovrà garantire:
– contratto di lavoro da 3 a 5 mesi almeno 51 giorni di lavoro
– contratto di lavoro di 7 mesi almeno 80 giorni di lavoro
– contratto di lavoro per 9 mesi almeno 101 giorni di lavoro.
Si concorda che questa nuova figura è sperimentale fino al prossimo rinnovo contrattuale.
La retribuzione per gli Addetti alla raccolta e lavorazioni varie delle barbatelle – vivaio vitivinicolo, sarà data da una percentuale della retribuzione oraria del livello 3E (comune) maggiorata di tfr e della retribuzione oraria del livello 3G (addetti raccolta), che sarà convenzionalmente dal 1/11/2017 al 31/12/2019, per il livello 3E (comune) del 50% e per il livello 3G (addetto raccolta) del 50%, per complessivi € 8,80771, esclusi eventuali aumenti contrattuali nazionali cadenti in tale periodo.

Ente Bilaterale Enfea: la procedura per accedere alle prestazioni

L’Ente Bilaterale Nazionale ENFEA, costituito da CONFAPI e CGIL, CISL, UIL informa che dal 15 novembre 2017 è possibile accedere alle prestazioni

ENFEA è l’ente a cui aderiscono le imprese che applicano i CCNL UNIGEC/UNIMATICA, UNIONCHIMICA, UNITAL, CONFAPI ANIEM, UNIONTESSILE e UNIONALIMENTARI sottoscritti con le Federazioni aderenti a CGIL, CISL e UIL.
ENFEA promuove e attua le prestazioni previste dagli accordi interconfederali sottoscritti da CONFAPI, CGIL, CISL, UIL e recepiti nei CCNL in materia di Apprendistato, Sviluppo della Bilateralità, Sostegno al Reddito e Osservatorio della Contrattazione e del Lavoro.
Il Comitato Esecutivo informa che è possibile dal 15/11/2017, inviare le richieste di prestazione con la procedura via PEC.
Per inviare le richieste è necessario:
– scaricare l’apposito modulo relativo al tipo di prestazione richiesta
– compilare e firmare il modulo
– inviarlo via PEC all’indirizzo enfea@pec.it
Nel corso del prossimo mese di gennaio 2018 la procedura via PEC sarà sostituita dalla procedura telematica on line.


Le prestazioni erogate da Enfea, in via sperimentale e per la durata di 12 mesi a partire dal 15 novembre 2017, sono le seguenti:
Prestazioni del Fondo Sostegno al Reddito
Al superamento nel corso dei 12 mesi precedenti la richiesta di 50 giornate di trattamenti individuali di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente (Cigo, Cigs, Cds, cassa in deroga, e ogni altro strumento di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro) il lavoratore può richiedere la prestazione di sostegno al reddito pari a:
a1. Euro 300,00 per i trattamenti di integrazione salariali corrisposti oltre le 50 giornate individuali di integrazione e fino a 100 giornate;
a2. Euro 400,00 al superamento delle 100 giornate individuali di integrazione.
Tale prestazione a favore del/della dipendente è corrisposta una tantum.
Secondo quanto previsto dall’accordo del 5 maggio 2017, le richieste di prestazione devono riferirsi ai casi di ricorso ad ammortizzatori sociali successivi al 25 settembre 2015.
Prestazioni del Fondo Sviluppo per l’Apprendistato
b1. Ristorno delle spese sostenute dall’azienda per il rimborso ai dipendenti, assunti con contratto di apprendistato, per le spese riconosciute per il trasporto e pasto in occasione dell’effettuazione della formazione all’esterno dell’azienda stessa.
L’importo del rimborso di tale prestazione è di euro 100,00 annuo per ogni singolo apprendista.
b2. Erogazione di un bonus di euro 200,00 per l’ultimo anno di formazione, alla fine del periodo di apprendistato, in caso di conferma dell’apprendista.

Chiusura campagna iscrizioni volontarie 2017 – 2018 per l’adesione al Fondo SAN.ARTI.


 



Si chiudono il 15 dicembre 2017 le iscrizioni volontarie al Fondo San.Arti. per i familiari dei lavoratori dipendenti, per i titolari d’impresa artigiana, peri i soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano e per i loro familiari.


TITOLARI/SOCI/COLLABORATORI
A. Imprenditori artigiani, titolari e legali rappresentanti delle imprese artigiane, con o senza dipendenti;
B. Soci delle imprese artigiane;
C. Collaboratori degli imprenditori artigiani (familiari coadiuvanti, collaboratori a progetto, collaboratori occasionali);
D. Titolari di piccole e medie imprese non artigiane che applicano i CCNL previsti all’articolo 2 del regolamento del Fondo, a condizione che abbiano lavoratori iscritti a San.Arti;


La quota contributiva prevista per gli imprenditori artigiani, soci e collaboratori è annuale anticipata ed è pari a:






Età

Quota Contributiva ordinaria annua

15 ANNI- 68 ANNI € 295


FAMILIARI
Possono iscriversi al Fondo o rinnovare la propria iscrizione:
A. i familiari dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo SAN.ARTI. delle aziende che applicano uno dei CCNL di cui all’articolo 2 del Regolamento;
B. i familiari dei lavoratori dipendenti delle Associazioni, datoriali e sindacali, confederali e categoriali, firmatarie degli accordi costitutivi e dei CCNL di cui all’art.2 del regolamento, delle Organizzazioni a loro collegate, delle loro articolazioni territoriali e/o associative, nonché enti e strutture collaterali iscritti a SAN.ARTI. Sono compresi i familiari dei funzionari in aspettativa non retribuita ai sensi della legge 300/70 iscritti a SAN.ARTI.
C. I familiari di imprenditori artigiani, dei soci artigiani delle imprese artigiane, dei collaboratori degli imprenditori artigiani e dei titolari di piccole e medie imprese non artigiane che applicano i CCNL previsti all’articolo 2 del regolamento del Fondo.
Ai fini dell’iscrizione dei familiari è obbligatorio iscrivere l’intero nucleo familiare (coniuge o il convivente e tutti i figli di età inferiore a 18 anni con un reddito da lavoro inferiore a 6.000 euro lordi).
Il versamento della quota contributiva per i familiari è annuale anticipata ed è calcolata sulla base della fascia di età dei familiari, secondo il seguente schema:











Gruppi

Età

Quota Contributiva ordinaria annua

A 12 MESI E UN GIORNO – 14 ANNI €110
B 15 ANNI – 67 ANNI €175


PRESTAZIONI
Le principali prestazioni del Fondo:
– PACCHETTO MATERNITA’;
– DIAGNOSTICA E VISITE SPECIALISTICHE;
– PACCHETTI PREVENTIVI E CHECK-UP GRATUITI;
– GRAVE INABILITA’ PERMANENTE;
– RICOVERO O INDENNITA’ DI RICOVERO PER GRANDE INTERVENTO CHIRURGICO;
– CONSULENZA MEDICO-FARMACEUTICA;
– NEONATI;
– ODONTOIATRIA.

Operazioni o esercitazioni di soccorso alpino e/o speleologico: domanda di rimborso


La modalità di presentazione telematica delle domande di rimborso della retribuzione corrisposta ai lavoratori dipendenti che si sono astenuti dal lavoro per operazioni o esercitazioni di soccorso alpino e/o speleologico sono estese anche ai datori di lavoro del settore pubblico. Previste, inoltre, implementazioni procedurali per il servizio ai datori di lavoro privati.


L’Inps è da tempo impegnato nel complesso e graduale processo di telematizzazione dei servizi, con circolare n. 4/2012 è stata infatti comunicata l’attivazione della modalità di presentazione telematica delle domande di rimborso della retribuzione corrisposta dal datore di lavoro del settore privato ai lavoratori dipendenti – volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club Alpino Italiano (C.A.I.) – che si sono astenuti dal lavoro per operazioni o esercitazioni di soccorso alpino e/o speleologico. Il regime telematico viene ora esteso anche ai datori di lavoro del settore pubblico. A tal fine la procedura esistente è stata implementata in maniera tale da consentire l’accesso al servizio per la presentazione delle domande, mediante uno dei seguenti canali:
– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal datore di lavoro munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto – Prestazioni e servizi – Tutti i servizi – Soccorso alpino e soccorso speleologico;
– Contact – Center – attraverso il numero verde 803.164.
Per l’invio della domanda, il richiedente compila i vari pannelli proposti dalla procedura, fornendo così tutte le informazioni necessarie per consentire alle Strutture territoriali di procedere alla relativa istruttoria. Le diverse sezioni e funzionalità presenti nell’iter di compilazione della domanda per gli Enti e le Pubbliche Amministrazioni ricalcano quelle previste per la compilazione da parte dei datori di lavoro privati. Per quanto concerne la Sezione Modalità di pagamento, in particolare, si precisa che per il datore di lavoro pubblico il rimborso della retribuzione avviene tramite l’accredito della somma sul conto di tesoreria o capitolo di bilancio identificato dall’ IBAN comunicato in fase di compilazione della domanda. Per i datori di lavoro privati, diversamente da quanto consentito in precedenza, l’unica modalità di pagamento ammessa è l’accredito su conto corrente.
Tramite la Sezione Documentazione da allegare alla domanda, è possibile inviare all’Istituto la prevista dichiarazione che attesta l’appartenenza del lavoratore al corpo volontario del soccorso alpino e speleologico del C.A.I. e l’attestazione del Sindaco o suo delegato comprovante l’avvenuto impiego dei lavoratori medesimi, nelle predette attività e relativi tempi di durata, necessari alla definizione della domanda. Il format utilizzabile per la dichiarazione del lavoratore è reperibile all’interno della procedura di acquisizione della domanda. Tale sezione in questione costituisce un’innovazione anche per i datori di lavoro del settore privato, sino ad oggi tenuti alla consegna della suddetta documentazione attraverso gli sportelli Inps o mediante spedizione postale.
L’Ente o Pubblica Amministrazione richiedente può presentare, in alternativa, la domanda rivolgendosi al servizio di Contact Center Multicanale disponibile telefonicamente al numero verde 803.164.
La presentazione telematica diverrà il canale esclusivo a decorrere dal 1° dicembre 2017. Fino a tale data le domande potranno essere presentate in modalità cartacea ovvero mediante il canale telematico.

Assunzioni agevolate lavoratori dalle liste di mobilità: irrilevante la categoria di inquadramento

Le agevolazioni contributive previste per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (abrogate dal 1° gennaio 2017), sono spettanti anche nel caso di soggetto inquadrato nella categoria di dirigente, essendo irrilevante la mancanza di stabilità del rapporto di lavoro

Nella vicenda giudiziaria in esame, la Corte di Appello territoriale aveva accolto il gravame dell’Inps avverso la sentenza di primo grado con cui era stata accolta la domanda di un datore di lavoro intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto alle agevolazioni contributive previste dalla L. n. 223/1991, per l’assunzione di un lavoratore dalle liste di mobilità. Il Giudice di secondo grado, in particolare, aveva chiarito che il lavoratore, già iscritto nelle liste di mobilità, era stato assunto in qualità di dirigente, per cui non spettavano gli sgravi contributivi in parola, atteso il carattere fiduciario del rapporto di lavoro connotato da assenza di stabilità.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che gli sgravi contributivi in parola spettino in ogni caso di assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, senza che rilevi il carattere fiduciario del rapporto dirigenziale e la sua assenza di stabilità.
Per la Suprema Corte, i motivi di ricorso sono fondati. In base al sistema previgente della L. n. 223/1991, l’iscrizione nelle liste di mobilità era volto a creare un status preferenziale del lavoratore, allo scopo di favorirne la sua ricollocazione professionale; la tutela occupazionale dei medesimi lavoratori si realizzava infatti attraverso il riconoscimento di incentivi ai datori di lavoro che assumevano dalle liste, attraverso un incentivo economico e una riduzione contributiva.