Integrata la procedura FSBA per COVID-19 nelle imprese artigiane venete

Siglato il 4/3/2020, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE Veneto, la CNA del Veneto, la CASARTIGIANI del Veneto e la CGIL Regionale Veneto, la CISL Regionale Veneto, la UIL Regionale Veneto, l’accordo interconfederale regionale sulla procedura in sede sindacale per l’utilizzo di FSBA per COVID-19″ Coronavirus”, integrativo dell’accordo interconfederale del 14/1/2020.

Considerato il raccordo regionale interconfederale del 14/1/2020 sulle procedure in sede sindacale per l’utilizzo di FSBA e l’accordo interconfederale nazionale del 26/2/2020 a sostegno dell’utilizzo degli strumenti della bilateralità da parte di aziende e lavoratori del comparto interessati dal COVID-19. Considerata la necessità di fornire un quadro aggiornato delle regole e delle procedure da utilizzare per FSBA con causale COVID-19 nella Regione del Veneto.
Le parti concordano quanto segue:
– Il ricorso alle prestazioni di FSBA è ammesso anche per la causale avente natura transitoria “Covid-19 Coronavirus”.
– Il fondo eroga le prestazioni anche per la causale “Covid-19 Coronavirus” con durata pari a quella prevista dall’accordo nazionale del 26/2/2020 (specifico intervento di 20 settimane nell’arco del biennio mobile).
L’attuale finestra di utilizzo è quella di cui alla delibera del 2/3/2020 (26/2/2020 -> 31/3/2020).
Si danno per acquisite e facenti parte integrante del presente accordo le eventuali ulteriori finestre temporanee di utilizzo che potranno essere assunte da future delibere di FSBA riferite alla causale Covid-19 Coronavirus.
Inoltre, l’accordo integrativo prevede che per la causale Covid-19 nell’attuale finestra di utilizzo (26/2/2020 -> 31/3/2020):
– il verbale di accordo può essere siglato anche in data successiva all’effettivo inizio della sospensione;
– il requisito di 90 giorni di anzianità è sospeso per i soli lavoratori che risultino assunti in data precedente al 26/2/2020.
Si danno per acquisite e facenti parte integrante del presente accordo le eventuali ulteriori condizioni sulla data di firma dell’accordo e sul requisito dei 90 giorni riferibili ad ulteriori finestre temporanee di utilizzo che potranno essere assunte da future delibere di FSBA riferite alla causale Covid-19 Coronavirus.
Infine il presente accordo ha introdotto la procedura in sede sindacale per utilizzo fsba per causale COVID-19 CORONAVIRUS.
L’impresa che deve utilizzare FSBA con la causale Covid-19 Coronavirus ne darà preventivamente comunicazione in modo congiunto a CGIL CISL e UIL provinciali/area vasta (interprovinciali) ed a una delle associazioni artigiane provinciali aderenti alle Federazioni Regionali che hanno sottoscritto il presente accordo utilizzando il modello FSBA-Covid 19 allegato,specificando la/le organizzazione/i sindacale/i che ha/hanno eventualmente stipulato accordi di accesso ad ammortizzatori sociali per la stessa azienda. Le predette comunicazioni dovranno avvenire attraverso una modalità che ne permetta la tracciabilità (pec, fax, raccomandata a mano, etc).
Sul presupposto dell’avvenuto avvio di procedura come sopra indicato verrà stipulato uno specifico accordo sindacale sul modello tipo di cui alla delibera FSBA del 2/3/2020 comprensiva “dell’autodichiarazione azienda connessione coronavirus”, l’accordo FSBA COVID 19-CORONAVIRUS da utilizzare nella Regione del Veneto è allegato.
La firma dei lavoratori sul verbale di accordo FSBA coronavirus può non essere presente con riferimento a quelli residenti o domiciliati nei comuni,province,regioni per cui vige il divieto di allontanamento o di accesso in base a provvedimenti delle autorità competenti o che per altri motivi comunque riferibili all’emergenza epidemiologica sono oggettivamente impossibilitati ad apporre la firma.
Successivamente alla stipula dell’accordo, l’azienda provvederà direttamente o per il tramite servizio associativo/dello studio, ad effettuare tutti gli adempimenti necessari per consentire la liquidazione ai dipendenti del sussidio FSBA da parte di EBAV. Tali adempimenti sono svolti in via telematica utilizzando il portale FSBA al quale si accede anche attraverso una specifica sezione del sito di Ebav.
Il lavoratore provvederà, alle condizioni di cui all’art. 9 dell’accordo, a richiedere il sussidio tramite il modello EBAV D06 anche per questa causale Coronavirus presso gli sportelli EBAV delle OO.SS.
L’utilizzo di FSBA con causale covid-19 Coronavirus dà accesso alle imprese alla prestazione A24 nel rispetto delle condizioni di cui all’art. 14 dell’accordo.
La CNA veneto provvederà a consegnare ad Ebav il testo del presente accordo integrativo.

Anticipazione della cassa integrazione da parte delle banche

Firmata, nella notte, una convenzione per versare nei conti correnti dei lavoratori costretti a casa un importo fino a un massimo di 1.400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane

La Convenzione è aperta alla immediata applicazione da parte di tutte le Banche che intendono sostenere attivamente l’iniziativa e ha per oggetto la definizione di una procedura per l’anticipazione  di trattamenti di integrazione salariale ordinario e in deroga per l’emergenza Covid- 19, a favore dei/lle lavoratori/trici senza che ovviamente ne possano scaturire penalizzazioni nei rapporti creditizi per i datori di lavoro che sospendono l’attività.
L’anticipazione spetta ai/alle lavoratori/trici (anche soci lavoratori, lavoratori agricoli e della pesca) destinatari di tutti i trattamenti di integrazione al reddito dipendenti di datori di lavoro che, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione del trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19, abbiano sospeso dal lavoro gli stessi a zero ore ed abbiano fatto domanda di pagamento diretto da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga e delle relative disposizioni di cui agli accordi regionali.
L’anticipazione dell’indennità spettante avverrà tramite l’apertura di credito in un conto corrente apposito, se richiesto dalla Banca, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.
Tale anticipazione potrà essere oggetto di reiterazione in caso di intervento legislativo di proroga del periodo massimo del trattamento di integrazione salariale ordinario e in deroga.
L’apertura di credito cesserà con il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale, che avrà effetto solutorio del debito maturato, e, comunque, non potrà avere durata superiore a sette mesi.
Al fine di fruire dell’anticipazione oggetto della presente Convenzione, i/le lavoratori/trici dovranno presentare la domanda ad una delle Banche che ne danno applicazione, corredata dalla relativa documentazione allegata all’accordo sottoscritto, nonché secondo le procedure in uso presso la Banca interessata.
Le Banche favoriranno il ricorso a modalità operative telematiche, al fine di limitare quanto più possibile l’accesso fisico presso le filiali, nel rispetto della necessità di garantire il maggior contrasto alla diffusione del coronavirus attraverso le misure di “distanziamento sociale” a tutela della clientela e delle persone che lavorano in banca per erogare i servizi previsti dalla normativa di emergenza tempo per tempo vigente.
In riferimento all’apertura dell’apposito conto corrente e alla correlata apertura di credito, le Banche che applicano la Convenzione adotteranno condizioni di massimo favore al fine di evitare costi, in coerenza alla finalità ed alla valenza sociale dell’iniziativa. È fatta salva la facoltà delle Banche che applicano la Convenzione di procedere all’apertura di credito previa istruttoria di merito creditizio da effettuarsi nel più breve tempo possibile e in ogni caso in piena autonomia e discrezionalità, nel rispetto delle proprie procedure e delle vigenti disposizioni di legge e regolamento in materia di assunzione del rischio.
In ogni caso, la banca è tenuta a fornire tempestivamente risposta al richiedente. Le Parti riconoscono l’importante ruolo delle Regioni e delle Province Autonome nel contribuire all’accesso all’anticipazione e ne auspicano il pieno coinvolgimento con opportune forme di intervento, ad esempio attraverso “fondi di garanzia” dei debiti relativi alle anticipazioni medesime.
L’apertura di credito in conto corrente cessa con il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga ovvero in caso di esito negativo della domanda, anche per indisponibilità delle risorse.


Il/la lavoratore/trice e/o il datore di lavoro informeranno tempestivamente la Banca interessata circa l’esito della domanda di trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19.
In caso di mancato accoglimento della richiesta di integrazione salariale, ovvero allo scadere del termine dei sette mesi qualora non sia intervenuto il pagamento da parte dell’INPS, la Banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al/la lavoratore/trice che provvederà ad estinguerlo entro trenta giorni dalla richiesta.
Nei casi della anticipazione del trattamento di integrazione salariale da parte della Banca, quest’ultima, in caso di inadempimento del lavoratore, salvo quanto previsto da parte delle Regioni e Province Autonome ove costituiti “fondi di garanzia”, comunicherà al datore di lavoro il saldo a debito del conto corrente dedicato, il quale verserà su tale conto corrente gli emolumenti spettanti al lavoratore, anche a titolo di TFR o sue anticipazioni, fino alla concorrenza del debito.
Il lavoratore darà preventiva autorizzazione al proprio datore di lavoro attraverso la modulistica allegata alla Convenzione e in via prioritaria rispetto a qualsiasi altro vincolo eventualmente già presente evitando che sia il datore di lavoro a dover regolare i criteri di prevalenza tra i diversi impegni presenti, nei limiti delle disposizioni di legge.

Indennità COVID-19: istruzioni Inps su domanda e regime delle compatibilità


Con circolare n. 49/2020, l’Inps fornisce istruzioni amministrative sulle indennità COVID-19 introdotte dal decreto-legge Cura Italia, per il mese di marzo 2020, in favore di alcune categorie di lavoratori autonomi, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori subordinati le cui attività lavorative sono colpite dell’emergenza epidemiologica. L’indennità a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA e dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, è compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL. L’indennità a favore dei lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché l’indennità a favore dei lavoratori dello spettacolo, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI.


Indennità liberi professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
L’articolo 27, comma 1 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede una indennità a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data. In particolare, l’indennità è rivolta ai liberi professionisti, titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, iscritti alla Gestione separata. Tali soggetti per poter accedere all’indennità di cui trattasi non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere iscritti, alla data di presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie.
La predetta indennità è altresì riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla medesima data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata, non titolari di trattamento pensionistico diretto e non iscritti, alla data di presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie. Essi devono, quindi, essere iscritti in via esclusiva alla Gestione separata con il versamento dell’aliquota contributiva in misura pari, per l’anno 2020, al 34,23%.
L’indennità per il mese di marzo 2020 è pari a 600 euro e non concorre alla formazione del reddito. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare. L’indennità è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa.


Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO
L’articolo 28, comma 1, del citato decreto-legge prevede una indennità a favore dei lavoratori iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni. Vi rientrano anche le figure degli imprenditori agricoli professionali iscritti alla gestione autonoma agricola, nonché i coadiuvanti e coadiutori artigiani, commercianti e lavoratori agricoli iscritti nelle rispettive gestioni autonome.
E’ necessario che le categorie di lavoratori di cui sopra, non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che non siano iscritti, al momento della presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995.
Tra i beneficiari sono compresi anche i soggetti obbligatoriamente iscritti alla gestione autonomi commercianti oltre che alla previdenza integrativa obbligatoria presso l’Enasarco.
Anche in questo caso l’indennità prevista per il mese di marzo 2020 è pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare. L’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 2.160 milioni di euro per l’anno 2020.


Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali
Ai lavoratori dipendenti con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del predetto decreto-legge, che non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che alla data del 17 marzo 2020 non abbiano in essere alcun rapporto di lavoro dipendente, è corrisposta una indennità, per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.
L’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 103,8 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa nelle modalità ivi previste, comunicando i risultati di tale attività al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’Economia e delle finanze.
L’articolo 30, cit. prevede il riconoscimento di una indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro, in favore degli operai agricoli a tempo determinato. Nell’ambito di applicazione rientrano anche le figure equiparate (piccoli coloni e compartecipanti familiari). L’indennità, che non concorre alla formazione del reddito, può essere riconosciuta, previa domanda, ai menzionati lavoratori agricoli, purché abbiano svolto nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo e purché non siano titolari di trattamento pensionistico diretto. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare. L’indennità in parola è erogata, nel limite di spesa di 396 milioni di euro per l’anno 2020, dall’INPS.


Indennità lavoratori dello spettacolo
L’articolo 38, comma 1, del decreto-legge in esame prevede una indennità di 600 euro a favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo. Possono accedere alla prestazione, i lavoratori iscritti al predetto Fondo, non titolari di trattamento pensionistico diretto, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 allo stesso Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, da cui deriva nel medesimo anno 2019 un reddito non superiore a 50.000 euro.
I predetti lavoratori, inoltre, ai fini dell’accesso all’indennità in questione, non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020. La prestazione non concorre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare. Il comma 2 del citato articolo 38 prevede che l’indennità in questione è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 48,6 milioni di euro per l’anno 2020.


Domanda delle prestazioni
I lavoratori potenziali destinatari delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge n. 18/2020, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica.
Le credenziali di accesso ai servizi per le nuove prestazioni sopra descritte sono attualmente le seguenti:
– PIN rilasciato dall’INPS (sia ordinario sia dispositivo);
– SPID di livello 2 o superiore;
– Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
– Carta nazionale dei servizi (CNS).
Come comunicato nei giorni precedenti con messaggio n. 1381/2020, qualora i potenziali fruitori delle citate indennità non siano in possesso di una delle predette credenziali, è possibile accedere ai relativi servizi del portale Inps in modalità semplificata, per compilare e inviare la domanda on line, previo inserimento della sola prima parte del PIN dell’Inps, ricevuto via SMS o e-mail subito dopo la relativa richiesta del PIN.
In alternativa al portale web, le stesse tipologie di indennità una tantum possono essere richieste tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente), oppure al numero 06164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). Anche in questo caso, il cittadino può avvalersi del servizio in modalità semplificata, comunicando all’operatore del Contact Center la sola prima parte del PIN.
Il rilascio del nuovo servizio verrà comunicato con apposito messaggio di prossima pubblicazione.
Le tipologie di indennità una tantum sono specificate nella scheda informativa “INDENNITA’ COVID-19” presente sul sito internet dell’INPS.


Incumulabilità ed incompatibilità
Le indennità in argomento non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori del reddito di cittadinanza.
Le indennità in esame sono altresì incompatibili con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive, sostitutive ed esonerative della stessa, degli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, ed al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con la c.d. Ape sociale).
Le stesse sono anche incompatibili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.


Regime delle compatibilità
L’indennità a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA e dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, è compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Pertanto, i collaboratori coordinati e continuativi possono accedere, in presenza di cessazione involontaria del rapporto di collaborazione e degli ulteriori requisiti legislativamente previsti, alla prestazione DIS-COLL indipendentemente dalla fruizione della indennità.
L’indennità a favore dei lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché l’indennità a favore dei lavoratori dello spettacolo, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI. Pertanto, i lavoratori stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali ed i lavoratori dipendenti dello spettacolo possono accedere, in presenza di cessazione involontaria del rapporto di lavoro e degli ulteriori requisiti legislativamente previsti, alla prestazione NASpI indipendentemente dalla fruizione delle indennità.
Infine, le indennità in argomento sono compatibili e cumulabili con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.

Proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione


L’Inps, con circolare n. 49/2020, oltre che sulle indennità di 600 euro, fornisce istruzioni relative alla proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione.


Proroga presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno 2020
L’articolo 32 del decreto-legge n. 18/2020 dispone la proroga dei termini di presentazione delle domande di indennità di disoccupazione agricola. Tale disposizione stabilisce, infatti, che per le domande di disoccupazione agricola in competenza 2019 da presentarsi nell’anno 2020, il termine di presentazione è prorogato al 1° giugno 2020.
Nulla cambia rispetto alle indicazioni precedentemente fornite per quanto riguarda la decorrenza degli interessi legali in caso di ritardata liquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola. In particolare, gli interessi legali, laddove spettanti, decorreranno:
– per le domande presentate entro il 31 marzo 2020, dal 121° giorno successivo alla pubblicazione degli Elenchi nominativi dei lavoratori agricoli (31 marzo);
– per le domande presentate dal 1° aprile 2020 e fino al 1° giugno 2020, dal 121° giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
L’articolo 16 della legge n. 412/1991, come modificato dall’articolo 1, comma 783, della legge n. 296/2006, stabilisce che il decorrere dei termini per la corresponsione degli interessi legali è comunque subordinato alla completezza della domanda.


Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL
L’articolo 33 dispone invece la proroga dei termini di presentazione delle domande di indennità NASpI e DIS-COLL. Il termine di 68 giorni – legislativamente previsto a pena di decadenza per la presentazione delle domande di NASpI e di DIS-COLL – è difatti prorogato di ulteriori 60 giorni, con il conseguente ampliamento del termine ordinario da 68 giorni a 128 giorni, decorrente dalla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.
La suddetta proroga del termine di presentazione delle domande di indennità NASpI e DISCOLL è prevista per gli eventi di cessazione involontaria dei rapporti di lavoro intervenuti a fare data dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020. Dunque le prestazioni in argomento spettano a decorrere:
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
– dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all’ottavo giorno;
– dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata oltre il termine ordinario di 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.
Le domande riferite ad eventi di cessazione involontaria intervenuti a fare data dal 1° gennaio 2020 che fossero state, nel frattempo, respinte perché presentate fuori termine (oltre il sessantottesimo giorno), devono essere riesaminate d’ufficio in attuazione delle disposizioni normative precedentemente illustrate.
Sono ampliati di sessanta giorni anche i termini previsti dal decreto legislativo n. 22/2015:
– per la presentazione delle domande di incentivo all’autoimprenditorialità previsto dall’articolo 8, comma 3;
– per la dichiarazione di reddito annuo presunto, prevista dall’articolo 9, commi 2 e 3, cui è tenuto il lavoratore nel caso in cui, nel periodo in cui percepisca la NASpI, instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito corrisponda a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR, ai fini della conservazione del diritto alla NASpI;
– per la dichiarazione di reddito annuo presunto, prevista dall’articolo 10, comma 1, cui è tenuto il lavoratore nel caso in cui, nel periodo in cui percepisca la NASpI, intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR, ai fini della conservazione del diritto alla NASpI;
– per la dichiarazione di reddito annuo presunto, prevista dall’articolo 15, comma 12, cui è tenuto il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR, ai fini della conservazione del diritto alla DIS-COLL.
Pertanto, le domande di incentivo all’autoimprenditorialità (NASpI in forma anticipata) presentate per attività lavorativa autonoma avviata a fare data dal 1° gennaio 2020 e che sono state respinte per decorrenza del termine di trenta giorni previsto a pena di decadenza, devono essere riesaminate d’ufficio in attuazione delle richiamate disposizioni normative.
Altresì le prestazioni di NASpI e DIS-COLL chw sono state poste in decadenza per il mancato adempimento degli obblighi di comunicazione di cui sopra, devono essere riesaminate d’ufficio qualora l’attività lavorativa per la quale è richiesta la comunicazione del reddito annuo presunto sia stata intrapresa a fare data dal 1° gennaio 2020.

Emergenza Coronavirus – Regione Abruzzo: Firmato l’accordo per cig in deroga

Emergenza Coronavirus – Regione Abruzzo: Firmato l’accordo per cig in deroga

Siglato tra la Regione Abruzzo e le Parti sociali, l’accordo quadro per la concessione della cassa integrazione guadagni in deroga a seguito dell’emergenza dovuta al Covid-19

L’accordo appena firmato, nel rispetto dell’art. 22 del D.L. 18/2020, dispone quanto segue:
1) La Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) è concessa, ai sensi dell’art. 22 del Decreto Legge 17/3/2020, n. 18, ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con Unità Produttive ubicate nella regione Abruzzo, per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, (CIGO, FIS, Fondi di solidarietà, di cui al D.Lgs. 148/2015 e smi).
2) La CIGD può essere richiesta per un periodo massimo di nove settimane, anche retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020, in favore dei lavoratori in forza presso i datori di lavoro richiedenti alla stessa data.
3) Per ciascuna unità produttiva la CIGD può essere concessa all’interno del periodo che va dal 23 febbraio 2020 fino al 31 agosto 2020.
4) Possono accedere alla CIGD tutti i lavoratori aventi, alla data del 23 febbraio 2020, un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con i datori di lavoro di cui al punto 1), indipendentemente dall’anzianità di effettivo lavoro, maturato presso l’azienda richiedente il trattamento, e che, a seguito ed a causa degli effetti economici negativi conseguenti all’emergenza sanitaria COVID-19, hanno sospeso in tutto o in parte l’attività lavorativa:
– Operai
– Impiegati
– Quadri
– Apprendisti
– Soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato
– Terzo settore
– Lavoratori a domicilio monocommessa
– Lavoratori intermittenti nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei 12 mesi precedenti.
– Lavoratori della pesca, anche delle acque interne, a qualsiasi titolo imbarcati, iscritti al ruolino di equipaggio. Per tale settore, il riferimento sarà non solo alle ore non lavorate ma soprattutto alle giornate lavorate e la fruizione del beneficio potrà avvenire anche in riferimento a periodi non continuativi.
– Il trattamento di CIGD, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o di sospensione dell’attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola. Fermo restando che il ricorso alla cassa in deroga sarà possibile qualora l’azienda non possa chiedere la tutela ordinaria per aver fatto ricorso, per altre causali, al numero massimo di giornate fruibili.
5) Possono accedere alla cassa integrazione in deroga le aziende che avendo diritto solo alla CIGS, non possono accedere ad un ammortizzatore ordinario con causale “COVID-19 nazionale” (es. le aziende del commercio e le agenzie di viaggio e turismo sopra i 50 dipendenti).
6) Possono altresì accedere alla CIGD anche i lavoratori interessati da cambio di appalto o trasferimento ex art. 2112 del c.c., successivamente alla data del 23 febbraio 2020, prendendo in considerazione l’anzianità convenzionale come da art. 7 D.Lgs. 23/2015.
7) Sono esclusi dall’applicazione dell’art.22 co.1) i datori di lavoro domestico.
Infine l’accordo contiene le disposizioni relative alle formalità da espletare per la presentazione della domanda.

Edili Artigiani – Nuovi valori del Contributo Prevedi



La CNCE con comunicato del 31/3/2020, invia la tabella approvata dalle Parti sociali competenti, con i nuovi valori del contributo Prevedi per il settore Edilizia Artigianato


La CNCE con Comunicato del 31/3/2020, alla luce delle disposizioni contrattuali contenute nel Verbale di accordo siglato per mil settore dell’artigianato il 30/1/2020, pubblica la tabella approvata dalle parti sociali relativa ai nuovi valori mensili e orari del contributo contrattuale Prevedi, a valere sul CCNL Artigianato, in vigore dall’1/3/2020.


TABELLA VALORI MENSILI E ORARI
IMPIEGATI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
(Valori mensili)
























Livelli

1° marzo 2020

7 20,50
6 18,00
5 15,00
4 13,90
3 13,00
2 11,50
1 10,00


OPERAI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
(Valori orari) (*)
























Livelli

1° marzo 2020

a) Operai di produzione Operaio di quinto livello 0,1027
Operaio di quarto livello 0,0952
Operaio specializzato 0,0890
Operaio qualificato 0,0788
Operaio comune 0,0685
b) Custodi, guardiani, portinai, fattorini, uscieri e inservienti 0,0570
c) Custodi, portinai, guardiani con alloggio 0,0570


APPRENDISTI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE









IMPIEGATI 10,00 euro mensili
OPERAI 0,07 euro orari (*)


(*) il contributo complessivo di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato all’euro.

Posticipata a novembre l’una tantum per le Agenzie di Viaggio



Siglato il 30/3/2020, tra la FIAVET e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTUCS-UIL, l’accordo che ha previsto il rinvio a novembre 2020 dell’erogazione della seconda tranche di una tantum per il personale delle agenzie di viaggio.


Considerato che il settore del Turismo si trova a dover affrontare una situazione di crisi senza precedenti imputabile all’attuale emergenza sanitaria ed alle misure di contenimento adottate per contrastare la diffusione del COVID-19 (CORONAVIRUS), determinando il fermo delle attività delle aziende turistiche.


Le predette conseguenze economiche negative inducono le parti a non aggravare ulteriormente i conti aziendali, onde evitare conseguenze negative in aggiunta al calo dei fatturati in corso e futuri ed in termini occupazionali.
In corrispondenza con il corrente mese di marzo, il CCNL 24/7/2019 prevede l’erogazione della II tranche di una tantum
Le Parti, alla luce di quanto discusso e condiviso in via telematica, concordano il rinvio dell’erogazione della II tranche di una tantum prevista per il mese di marzo 2020 al mese di novembre 2020, fatti salvi gli accordi di miglior favore sottoscritti in materia.
Per il personale in forza alla data del luglio 2019 sarà riconosciuta, per il servizio prestato nell’ambito del rapporto di lavoro in essere alla predetta data nel corso del periodo 1 gennaio 2019 – 30 giugno 2019 (carenza contrattuale), la seconda tranche di una tantum, riportata nella tabella seguente:




































Livello

Importo

1 111,00
2 101,25
3 95,25
4 90,00
5 84,75
6 80,25
6 S 81,00
7 75,00
QUADRO A 128,25
QUADRO B 118,50
APP.PROFESS. 60,00


Ai lavoratori che non abbiano prestato servizio per l’intero periodo di carenza contrattuale, gli importi verranno erogati pro quota, in ragione di un sesto per ogni mese intero di servizio prestato. A tal fine non verranno considerate le frazioni di mese inferiori a 15 giorni, mentre quelle pari o superiori a 15 giorni verranno computate come mese intero.
Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo, a norma di legge e di contratto (ivi compresa la malattia), con esclusione dei casi di maternità ed infortunio.
Per il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo parziale, l’erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.
Gli importi una tantum di cui sopra sono erogati a titolo di indennizzo per il periodo di carenza contrattuale e non sono utili agli effetti del computo di alcun istituto di legge e contrattuale né del trattamento di fine rapporto.

INL, ulteriori indicazioni operative sui procedimenti amministrativi “non differibili”


Alla luce dell’emanazione del D.M. del 25 marzo 2020, con il quale sono state apportate modifiche all’elenco della attività produttive non sospese di cui all’allegato 1 del D.P.C.M. 22 marzo 2020, l’INL ha ritenuto opportuno integrare le indicazioni già fornite in merito alla gestione dei procedimenti amministrativi “indifferibili”, ad istanza di parte (Ispettorato nazionale del lavoro, nota 30 marzo 2020, n. 2333).


Ai fini della procedura per il superamento della durata massima del contratto a tempo determinato, le istanze da istruire sono esclusivamente quelle riguardanti le attività non sospese. Così, è opportuno che l’istanza del datore di lavoro sia corredata dall’indicazione del codice ATECO dell’attività produttiva in relazione alla quale l’istanza viene formulata e da una sua dichiarazione in ordine alla prosecuzione della stessa, anche in relazione alla eventuale comunicazione fatta al Prefetto (art. 1, co. 1, lett. D), D.P.C.M. 22 marzo 2020). I funzionari, da canto loro, sono tenuti a controllare la corrispondenza del codice ATECO indicato dal datore di lavoro con quello risultante dal Registro imprese, nonché con quelli elencati in allegato al D.M. 25 marzo 2020, oltre che ad acquisire copia della comunicazione al Prefetto. In mancanza dei presupposti, non può aver luogo l’emanazione del provvedimento, dandone comunicazione all’istante. Inoltre, laddove emerga che l’attività produttiva non rientri tra quelle ammesse a prosecuzione, sarà effettuata una comunicazione alla Prefettura per gli adempimenti di competenza.
Anche per l’interdizione anticipata/post partum, l’istanza del datore di lavoro deve essere corredata dall’indicazione del codice ATECO dell’attività, della dichiarazione in ordine alla sua prosecuzione e dell’eventuale comunicazione fatta al Prefetto ai sensi del D.P.C.M. 22 marzo 2020. L’istanza della lavoratrice, invece, può essere corredata esclusivamente dalla dichiarazione in ordine alla prosecuzione dell’attività lavorativa. Il funzionario è tenuto ad effettuare le verifiche in relazione alla corrispondenza del codice ATECO alle attività non sospese. In mancanza dei predetti adempimenti, il provvedimento di interdizione non può essere emanato e si procede con la segnalazione al Prefetto ove la dichiarata prosecuzione dell’attività produttiva sia in contravvenga la legge.
In riferimento, infine, al termine dei 60 giorni per la verifica degli adempimenti derivanti dalla prescrizione (art. 21, D.Lgs. n. 758/1994), anche esso è evidentemente differibile. La scelta di quando svolgere la verifica dell’adempimento, fatte salve le eventuali indicazioni delle locali Procure, deve tuttavia tener conto di diversi fattori, fra i quali i contenuti della stessa prescrizione. Certamente, appaiono non procrastinabili le verifiche concernenti la regolarizzazione di violazioni che espongono i lavoratori ad un rischio immediato come abitualmente può avvenire nelle ipotesi di un “divieto d’uso di attrezzature”, di un “fermo di lavorazioni” o altro provvedimento avente analogo scopo.

ARTIGIANATO: prestazioni COVID-19 e regolarizzazione contributiva FSBA

Il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’artigianato (FSBA) ha comunicato le istruzioni per presentare le domande relative alle prestazioni COVID-19 ed ha definito la procedure di gestione regolarizzazione contributiva.

FSBA, il fondo di solidarietà bilaterale alternativo dell’artigianato, ha deliberato un piano speciale di sostegno al reddito ex art. art. 19, d.l. 18/2020, per fronteggiare l’esigenza dei lavoratori che si trovano temporaneamente sospesi dal lavoro perché i relativi datori di lavoro artigiani a causa del COVID- 19 sono stati costretti a sospendere o ridurre l’attività d’Impresa.
Viene aggiornata la regolamentazione del sostegno al reddito che permette l’accesso all’assegno ordinario a favore dei lavoratori dipendenti da datori di lavoro artigiani, introducendo tra le causali quella riferita all’emergenza COVID-19. L’aggiornamento di tali regolamentazioni riguarda l’assetto istituzionale e procedimentale già autorizzato dal Ministero del Lavoro.
Anche i datori di lavoro artigiani non in regola con la contribuzione potranno chiedere la prestazione COVID-19, procedendo con l’iscrizione a FSBA e con la regolarizzazione della relativa posizione. Tale regolarizzazione potrà avvenire anche mediante la rateizzazione dell’importo dovuto a partire dalla ripresa del versamento dei contributi.
Possono essere presentate le domande per le prestazioni emergenza COVID-19, secondo le modalità stabilite da FSBA. Tali domande possono riguardare sia la prosecuzione delle prestazioni in corso dal 23 febbraio, che le prestazioni relative ai periodi di sospensione nel limite delle 9 settimane previste dal decreto. Tali domande possono essere presentate fino al 31 maggio 2020.
Tutte le procedure, l’iscrizione, le domande relative alle prestazioni, gli adempimenti formali, dovranno essere effettuati mediante la piattaforma informatica FSBA.
Al fine di agevolare la gestione della regolarizzazione contributiva e della presentazione delle domande COVID-19 sul Sistema SINAWEB, si riassumono di seguito le procedure relative alle casistiche più frequenti.
Il documento in questione viene costantemente aggiornato.


Regolarizzazione posizione contributiva per prestazioni COVID-19


1- la regolarità contributiva per accedere alle prestazioni FSBA è 36 mesi
2- se l’azienda è di nuova costituzione, la regolarità decorre dalla competenza di assunzione del primo lavoratore
3- se l’azienda ha effettuato una trasformazione societaria o variazione csc, il versamento deve avvenire da tale competenza
4- per quanto riguarda le imprese del settore trasporto, la regolarità contributiva richiesta per accedere alle prestazioni decorre dalla data dell’accordo trasporto-fsba del 3 dicembre 2017
5- i lavoratori inclusi nella domanda devono essere stati assunti prima del 23/02/2020
6- procedura di regolarizzazione pregresso
a. Versamento intero importo tramite modello f24, con suddivisione all’interno del modello di anno/mese competenza
b. Invio Uniemens pregressi
c. Caricamento nel Sistema SINAWEB della quietanza di pagamento F24


Presentazione e gestione domande COVID-19


1- gli accordi di assegno ordinario già in essere, devono essere completati prima di attivare accordi COVID-19.
2- gli accordi di assegno di solidarietà già in essere, possono essere interrotti per accedere all’accordo COVID-19, mediante richiesta all’ente bilaterale competente per territorio.
3- richiesta ticketinps – contribuzione correlata (propedeuitico all’inserimento della domanda). Procedura:
4- inserimento domanda covid-19 (procedura analoga assegno ordinario cfr. Guida SINAWEB)
5- l’accordo sindacale viene generato direttamente dal sistema a seguito della compilazione della domanda
a. La domanda può essere presentata anche senza l’Accordo sindacale, che dovrà tuttavia essere caricato nel dettaglio della domanda, tramite l’apposita funzionalità UPLOAD FILE, prima della rendicontazione delle assenze
b. Se l’accordo è già stato inserito non può essere modificato, in tal caso contattare l’Ente Bilaterale regionale, il quale può consentire il caricamento dell’accordo, mettendo la domanda in revisione
c. In caso di mancata generazione dell’accordo, è possibile utilizzare il seguente Modello editabile
d. Il Sistema consente la presentazione delle domande COVID-19 relative al periodo 26/02/2020 – 31/03/2020, fino al 30 aprile 2020
e. L’accordo sindacale può essere firmato anche digitalmente.
6- La rendicontazione delle assenze è analoga a quella per l’assegno ordinario (CFR. GUIDA SINAWEB) ma con la possibilità di omettere il file xml relativo all’UNIEMENS. (N.B. I lavoratori che non hanno utilizzato la sospensione devono essere ESCLUSI dalla rendicontazione tramite l’apposita funzionalità).
7- I dati delle domande possono essere modificati inviando una mail
8- Per l’annullamento di una domanda inviare una mail.

Firmato l’accordo sulla cassa integrazione in deroga in Molise

 


Firmato l’Accordo quadro Regione Molise per l’utilizzo della cassa integrazione in deroga

Sono beneficiari del trattamento di CIG in deroga tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’anzianità di effettivo lavoro maturata presso le aziende richiedenti il trattamento anche a tempo determinato.
Rientrano, altresì, tra i beneficiari del trattamento:
– i lavoratori ed i soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
– i lavoratori somministrati che abbiano terminato la fruizione dei trattamenti a carico dei Fondi di Solidarietà;
– gli apprendisti, fermo restando che nell’ipotesi in cui in organico vi siano lavoratori non apprendisti la sospensione non può essere riferita ai soli apprendisti;
– i lavoratori intermittenti nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei tre mesi precedenti;
– i lavoratori delle aziende artigiane;
– i lavoratori del terzo settore;
– i lavoratori dipendenti degli studi professionali;
– i lavoratori agricoli nei limiti delle giornate di lavoro svolte nel medesimo periodo dell’anno precedente ovvero, se l’attività è iniziata in seguito, con riferimento alle giornate lavorate secondo la media dei tre mesi precedenti.
– i lavoratori della pesca, anche delle acque interne, a qualsiasi titolo imbarcati, cosi come risultante dal ruolino di equipaggiamento al 23 febbraio 2020. Per tale settore, il riferimento sarà la giornata lavorativa e la fruizione del beneficio potrà avvenire anche in riferimento a giornate non continuative.


-i lavoratori somministrati, se non già coperti dal Fondo di Solidarietà Bilaterale, possono accedere solo se prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti.
– i lavoratori a tempo determinato con contratto di lavoro aperto (o “nulla osta”) al 23 febbraio 2020, nei limiti delle giornate previste dal contratto di lavoro, rapportate al 31 agosto 2020 o alla conclusione naturale del rapporto di lavoro, se precedente.
Restano esclusi dal trattamento di integrazione salariale in deroga i dirigenti, i lavoratori domestici e i collaboratori coordinati e continuativi.
La CIG in deroga è riconosciuta per la durata della sospensione o contrazione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane, anche non continuative, a decorrere dal 23 febbraio 2020 limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data del 23 febbraio 2020.
I datori di lavoro accedono al trattamento previo accordo con le OO.SS. tranne i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti per i quali è richiesta esclusivamente l’informativa da inviare, a mezzo PEC o mail, alle OO. SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale, da allegare alla domanda.
Per i datori di lavoro che occupano dipendenti a tempo parziale il limite dei cinque dipendenti di cui sopra viene riproporzionato all’orario di lavoro effettivamente praticato.
L’accordo sindacale può essere concluso anche in via telematica ed è sottoscritto con le OO.SS. dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, o qualora non presenti con le OO.SS territoriali di categoria, entro 5 giorni lavorativi dalla comunicazione dell’azienda.
A tal fine le parti stabiliscono che l’istanza di CIGD può essere presentata solo a conclusione della procedura sindacale, dovendosi intendere per tale la procedura che prende avvio con la comunicazione formale da parte del datore di lavoro alle rappresentanze sindacali o territoriali di categoria. La procedura si intende comunque conclusa decorsi 5 giorni dalla data di ricezione della comunicazione.
In caso di mancata presentazione delle rappresentanze sindacali o territoriali di categoria alla eventuale convocazione, il datore dovrà dare atto della corretta esplicazione della procedura allegando alla istanza una dichiarazione di mancato accordo che dovrà contenere la formale convocazione delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
I datori di lavoro presentano la domanda di avvio procedura CIG in deroga alla Regione Molise – Terzo Dipartimento Valorizzazione del Capitale Umano – Servizio Politiche per l’Occupazione, allegando l’accordo stipulato con le OO.SS. esclusivamente via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: regionemolise@cert.regione.molise.it, utilizzando il fac-simile messo a disposizione dalla Regione Molise, a decorrere dalle ore 8,00 del giorno 30 marzo 2020. Le domande prodotte antecedentemente a tale termine non sono ricevibili e vanno ripresentate nei termini, salvo le domande presentate dai datori di lavoro fino a cinque dipendenti se inoltrate secondo le modalità di cui alle linee guida pubblicate in data 20 marzo 2020.
La suddetta domanda dovrà contenere:
– una dichiarazione che da atto che il motivo della sospensione o della riduzione del lavoro che determina il ricorso alla CIGD è conseguenza dell’emergenza epidemiologica e delle misure di contenimento previste dalle autorità preposte;
– una attestazione di non poter usufruire delle tutele previste in materia di ammortizzatori sociali previsti dalle norme in vigore.
In assenza di uno o più elementi indicati, la Regione inviterà l’istante a fornire chiarimenti che dovranno essere resi entro 5 giorni dalla ricezione dell’invito, pena il rigetto dell’istanza. L’indeterminatezza o l’inesattezza dei dati forniti nel riscontro comporterà l’inammissibilità della domanda.
L’istanza verrà istruita rigorosamente nell’ordine cronologico di ricezione della domanda trasmessa. Nel caso la domanda sia inammissibile e venga disposto il diniego, resta salva la possibilità di riproporre l’istanza la cui istruttoria sarà effettuata nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione della nuova domanda e comunque delle risorse disponibili.