ANF: chiarimenti sulla gestione in caso di sospensione e/o riduzione dell’attività


Con messaggio 25 febbraio 2021, n. 833, l’Inps fornisce chiarimenti sulla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi, quali CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e indennità di mancato avviamento al lavoro (IMA).


In merito alle modalità di presentazione della domanda di Assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo a decorrere dal 1° aprile 2019, è stato previsto – con la circolare Inps n. 45/2019 – che le domande per la prestazione familiare, precedentemente presentate dai lavoratori interessati ai propri datori di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (cod. SR16), devono essere inoltrate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica attraverso la procedura “ANF DIP”.
Considerale le richieste di chiarimenti volte alla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi – quali cassa integrazione salariale ordinaria, straordinaria e in deroga, assegno ordinario, cassa integrazione salariale operai agricoli, indennità di mancato avviamento al lavoro – l’Inps, con il messaggio in commento, richiama le disposizioni normative e procedurali introdotte per le domande di “ANF DIP” lavoratori dipendenti, necessarie per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare.


Domanda
La procedura “ANF DIP” consente il calcolo degli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti al richiedente in riferimento alla tipologia, al numero dei componenti e al reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo di riferimento per la prestazione richiesta, evitando la duplicazione dei pagamenti facenti capo a componenti di uno stesso nucleo familiare.
L’esito della domanda e gli importi giornalieri e mensili massimi spettanti, a conclusione del procedimento istruttorio, sono visibili al cittadino accedendo con le proprie credenziali alla sezione dedicata del portale istituzionale. Solo in caso di reiezione della richiesta, viene inviato al cittadino richiedente un provvedimento formale. L’esito in questione è visibile, con le medesime modalità, anche ai Patronati che hanno provveduto, su delega del cittadino richiedente, a inviare le domande di ANF all’Istituto.
La citata procedura “ANF DIP” dovrà essere seguita anche nei casi di pagamento diretto della prestazione familiare da parte dell’Istituto per i soggetti percettori di trattamenti di CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA (impiegati) e IMA.
Ogni lavoratore interessato, pertanto, ove non vi abbia già provveduto, deve inviare tramite l’apposita procedura la richiesta di “ANF DIP” annuale per il periodo che, attualmente, va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021 e, analogamente, per i periodi precedenti o successivi
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L’Istituto ricorda inoltre che è necessario presentare, precedentemente all’istanza di “ANF DIP”, la domanda di “Autorizzazione ANF” nei casi previsti, quali ad esempio per i nuclei monoparentali, nei casi di separazione/divorzio o per la maggiorazione dell’ANF nei casi di presenza di componenti inabili nel nucleo familiare, al fine di definire il diritto a maggiorazione della prestazione familiare.


Richiesta pagamento diretto su CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e IMA
L’importo teoricamente spettante calcolato dall’Inps dovrà essere riparametrato dal datore di lavoro nei modelli “SR41” o “SR43” semplificati, in base alle ore/giornate di trattamento richieste e in pagamento e non dovrà mai superare quello reso nella procedura “ANF DIP”.
L’importo da erogare a titolo di ANF per un dato lavoratore dovrà essere indicato nell’apposito campo dei modelli “SR41” e “SR43” semplificati, con le consuete modalità. La verifica della coerenza di detto importo con l’esito della elaborazione della domanda “ANF DIP” del lavoratore sarà eseguita in automatico, per quanto riguarda i modelli SR41, e a cura degli operatori, con riferimento ai modelli SR43,prima del pagamento degli importi indicati nei citati modelli.
Laddove venga riscontrata una incoerenza (ad esempio, nel confronto con l’importo autorizzato o eventualmente già corrisposto per la stessa mensilità) la richiesta di pagamento sarà sottoposta a verifica a cura dell’operatore della Struttura territoriale competente, che potrebbe valutare di procedere con il pagamento della prestazione escludendo il pagamento dell’importo a titolo di ANF.

Accordo di proroga dell’EVR per i lavoratori dell’Edilizia Industria di Bolzano


 

 


Sottoscritto, il 25/1/2021, tra il COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI della Provincia Autonoma di Bolzano / Kollegium der Bauunternehmer der Autonomen Provinz Bozen, e la FLC/LFB – FEDERAZIONE LAVORATORI COSTRUZIONI/ LANDESFÖDERATION DER BAUARBEITER, costituita da: FENEAL-SGK/UIL, FILCA-SGB/CISL, FILLEA-AGB/CGIL; l’USAS-Sezione Edili / ASGB-BAU, l’accordo di proroga dell’EVR per i lavoratori del settore dell’Edilizia Industria della provincia di Bolzano

Le Parti territoriali, firmatarie del CIPL valevole per le imprese che svolgono nella Provincia di Bolzano le lavorazioni indicate in premessa al CCNL Edilizia, da ultimo rinnovato dalle parti con accordo del 23/1/2018, scaduto in data 31/12/2020, hanno sottoscritto il presente accordo con la finalità di prorogare per gli operai e impiegati edili del settore, per il solo anno 2021, l’EVR disciplinato dall’art. 4 del predetto CIPL.
Il presente accordo entra in vigore il 1/1/2021 ed avrà validità fino al 31/12/2021.
Ciò premesso, le Parti hanno disposto quanto segue:

L’elemento variabile della retribuzione, pari al 4% dei minimi in vigore alla data di sottoscrizione del CCNL avvenuta in data 1/7/2014, è da considerare quale premio variabile, concordato e verificato in sede territoriale, che tiene conto dell’andamento congiunturale del settore ed è correlato all’incremento dei risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio rispetto al periodo congruo, come di seguito indicato.
Fermo restando che l’erogazione dell’EVR deve effettuarsi con riferimento al contratto integrativo applicato al lavoratore, indipendentemente dal luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, per la determinazione dello stesso, saranno utilizzati i seguenti quattro indicatori, con relativa ponderazione:

1. Numero di lavoratori iscritti in Cassa Edile: 25%
2. Monte salari denunciato in Cassa Edile: 25%
3. Ore denunciate in cassa Edile, con esclusione delle ore di cassa integrazione guadagni per qualsiasi causale: 25%
4. crescita del PIL a livello provinciale: 25%

I periodi di riferimento mobili per il calcolo dell’EVR sono i seguenti:

– Anno 2021: triennio 2018-2019-2020 su triennio 2017-2018-2019

Con riferimento ai suddetti indicatori le parti precisano che i primi tre sono riferiti agli anni Cassa Edile del settore industria, mentre il quarto è riferito all’anno di calendario.
All’esito del raffronto da effettuarsi ai fini della determinazione dell’EVR con riferimento ai suddetti quattro parametri e periodi triennali, l’elemento variabile della retribuzione sarà riconosciuto nella misura derivante dalla somma delle singole incidenze ponderali dei parametri con risultato pari o positivo, sino al massimo del 100% dell’EVR. Non si determinerà alcuna erogazione a titolo di EVR nel caso in cui nessun parametro risulti positivo.
Determinata la percentuale a livello provinciale secondo le modalità di cui sopra, a livello aziendale ogni impresa procederà al calcolo dei seguenti due parametri aziendali:

1. ore denunciate in Cassa Edile, secondo le medesime modalità individuate al livello territoriale;
2. volume d’affari IVA, così come rilevabile esclusivamente dalle dichiarazioni annuali IVA dell’impresa stessa, presentate alla scadenza prevista per legge.

Nel calcolo dell’EVR dovrà tenersi conto dei suddetti indicatori con riferimento all’azienda considerata nel suo complesso, al di là delle singole unità produttive dislocate al livello territoriale.
Per le imprese con solo impiegati, il parametro a livello aziendale sostitutivo delle ore denunciate in Cassa Edile sarà rappresentato dalle ore lavorate, così come registrate sul Libro Unico del Lavoro.
L’impresa confronterà tali parametri dell’ultimo triennio aziendale con il precedente triennio aziendale di riferimento, secondo le medesime modalità temporali sopra esposte per II calcolo provinciale.
Qualora i suddetti due parametri risultino entrambi pari o positivi rispetto al triennio precedente, l’azienda provvederà ad erogare l’EVR nella misura stabilita a livello provinciale, secondo i criteri sopra esposti.


Laddove entrambi i parametri al livello aziendale risultassero negativi, l’azienda ha la facoltà di non erogarlo.
Qualora solo uno dei suddetti parametri risulti negativo nel confronto triennale, l’azienda dovrà erogare l’EVR nella misura sotto prevista al successivo comma.

Laddove a livello provinciale fosse stata individuata una percentuale di EVR superiore al 30% o risultasse erogabile l’EVR nella piena misura (4%), l’impresa nelle condizioni di cui al comma precedente erogherà il 50% della somma eccedente la predetta misura del 30%

Le imprese di nuova costituzione dovranno erogare l’EVR nella misura fissata a livello territoriale. Ai fini della procedura di cui al comma precedente e fino al raggiungimento del parametro temporale del triennio, il confronto temporale sarà effettuato anno su anno e biennio su biennio.
L’erogazione dell’EVR, il cui calcolo deve essere effettuato sulle ore di lavoro ordinario effettivamente lavorate, per un massimo di 173, determinato come sopra a consuntivo, sarà erogato in 12 quote mensili al personale in forza. Anche per gli impiegati l’erogazione dell’EVR avverrà a consuntivo mensilmente in 12 rate, per i periodi di lavoro ordinario effettivamente prestato presso l’impresa nell’anno di riferimento. La frazione di mese non superiore a quindici giorni non va considerata a tal fine, mentre deve essere considerata come mese intero la frazione di mese superiore a quindici giorni.
Nel caso di passaggio di categoria da parte dei lavoratori nel corso dell’anno di riferimento è erogato l’EVR afferente all’ultima categoria di appartenenza.
Le parti si incontreranno entro il 31/12/2021 per verificare l’andamento di mercato e le relative condizioni contrattuali nazionali.

Elemento di Garanzia Retributiva a febbraio per il CCNL Cuoio, Pelli e Ombrelli

Con la retribuzione del mese di febbraio viene erogato un elemento di garanzia retributiva per gli addetti alle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni.

Ai fini dell’incentivazione alla contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto nazionale, è riconosciuto un importo a titolo di “Elemento di Garanzia Retributiva – EGR”.
Tale elemento sarà del pari riconosciuto nel caso in cui Aziende o Associazioni datoriali territoriali non abbiano effettuato alla scadenza degli accordi gli incontri di verifica sulle condizioni di rinnovo degli accordi medesimi e/o non abbiano trovato soluzioni concordi
L’importo dell’EGR, pari a 200,00 euro lordi, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di febbraio di ogni anno con riferimento all’anno precedente.
Infatti l’importo dell’EGR, che è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR, sarà corrisposto interamente ai lavoratori in forza dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e proporzionalmente ridotto in dodicesimi per gli altri lavoratori, considerando come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni.
Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale.
Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell’anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OO.SS. di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.


Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato DL 104/2020


È stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale “L537”, avente il significato di “Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020”, prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.


L’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro è previsto per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, o per le trasformazioni del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate a decorrere 15 agosto 2020 e sino al 31 dicembre 2020, con esclusione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico. L’esonero è esteso alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, effettuate nel medesimo arco temporale, limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di tre mesi.
L’agevolazione è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per un massimo di sei mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione a tempo indeterminato e, per i rapporti a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, per la durata del rapporto, fino ad un massimo di tre mensilità.
Ai fini della fruizione del suddetto esonero mediante conguaglio, l’Inps ha previsto l’esposizione dell’importo corrente del beneficio spettante a partire dal flusso Uniemens di competenza novembre 2020 e l’esposizione dell’importo arretrato dell’esonero, riferito alle tre mensilità pregresse comprese tra agosto 2020 e ottobre 2020, esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza novembre e dicembre 2020, nonché gennaio 2021.
Ebbene, in considerazione delle numerose richieste, comunica che è stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale “L537”, avente il significato di “Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020”, prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.

Accordo Provincia di Bolzano per l’estensione del Fondo di Solidarietà Bilaterale

Firmato il 9/2/2021 tra Parti Datoriali e Federazioni Sindacali territoriali di Bolzano, l’accordo provinciale per l‘estensione del Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige ai datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.

L’accordo è stato sottoscritto il 9/2/2021, tra Assoimprenditori Alto Adige, LVh.Apa Confartigianato Imprese Bolzano, Cna-Shv Unione Provinciale degli Artigiani, Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (Hgv), Unione Commercio, Turismo e Servizi Alto Adige, Confesercenti Alto Adige, Unione dei liberi professionisti Confprofessioni Südtirol-Alto Adige, Federazione Cooperative Raiffeisen, LegacoopBund Bolzano, Agci Alto Adige, Cooperazione Autonoma Cooperdolomiti e Cgil-Agb, Sgbcisl, Uil-Sgk, Asgb.
Nel rispetto della normativa vigente che prevede per le parti sociali presenti nella Provincia autonoma di Bolzano, la possibilità di costituire un fondo di solidarietà territoriale intersettoriale, e nella convinzione comune che i meccanismi di sostegno solidale debbano essere estesi a tutte le imprese e a tutti i datori di lavoro operanti nel territorio provinciale, le Parti convengono che:

1) i datori di lavoro rappresentati dalle suddette organizzazioni dei datori di lavoro, non già aderenti ai fondi di cui agli artt. 26 e 27 del D.Lgs. 148/2015, che occupano fino a cinque lavoratori dipendenti aderiscono al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige a far data dall’1/1/2021;

2) l’adesione è comunque consentita solamente ai datori di lavoro che occupano almeno il 75 per cento dei propri lavoratori dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige;

3) l’iscrizione e l’adesione dei datori di lavoro di cui ai punti 1) e 4) al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige potrà essere fatta anche retroattivamente all’1/1/2021 se viene richiesto entro il 31 marzo 2021 e sulla base dei chiarimenti operativi forniti dal Comitato amministratore del Fondo.

4) sono tenuti ad aderire al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige a partire dall’1/1/2021 anche i datori di lavoro operanti nel settore alberghiero e dei pubblici esercizi, del commercio, delle libere professioni e delle cooperative che occupano fino a cinque lavoratori e che aderiscono ai contratti sottoscritti dalle parti firmatarie del presente accordo, in quanto queste intese costituiscono parte inscindibile degli stessi accordi collettivi;

5) l’adesione dei datori di lavoro operanti nel settore alberghiero e dei pubblici esercizi, del commercio, delle libere professioni e delle cooperative ad un Fondo di solidarietà è obbligatoria a partire dall’1/1/2021 anche per chi intende fruire dei benefici e delle sovvenzioni della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige pure nei casi in cui il contratto collettivo applicato non sia sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori firmatarie del presente accordo;



6) l’adesione dei datori di lavoro operanti nella Provincia di Bolzano nel settore alberghiero e dei pubblici esercizi, del commercio, delle libere professioni, delle cooperative e degli altri settori che rientrano nell’ambito di applicazione di un Fondo di solidarietà costituisce criterio essenziale per valutare i trattamenti economici e normativi non inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente maggiormente rappre-sentativi ai sensi della pertinente normativa statale e provinciale;

7) entro il mese di febbraio 2021 le parti firmatarie del presente accordo aprono un tavolo delle trattative per la revisione delle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige.

8) Le associazioni dell’artigianato si riservano la facoltà di una futura adesione al fondo, previa verifica delle prestazioni offerte ovvero qualora sussistessero i presupposti d’interesse per le rispettive associazioni.

Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione: domande 2021


Rilasciata la procedura di inserimento delle domande di agevolazioni a sostegno del reddito delle famiglie previste dall’art. 1, co. 355, L. n. 232/2016. Trattasi del contributo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e del contributo per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.


Presentazione delle domande
La domanda di contributo per il pagamento delle rette del nido deve essere presentata dal genitore che sostiene l’onere e deve indicare le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica, compresi tra gennaio e dicembre 2021, per le quali si intende ottenere il beneficio. Il contributo è erogato dietro presentazione della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette (sono esclusi dal contributo servizi integrativi come ad esempio ludoteche, spazi gioco, pre-scuola, etc.) e non potrà eccedere la spesa sostenuta.
Le ricevute relative ai pagamenti delle rette non presentate all’atto della domanda devono essere allegate entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 1° aprile 2022.
La domanda di contributo per l’introduzione di forme di supporto domiciliare deve essere presentata dal genitore convivente con il figlio per il quale è richiesta la prestazione e deve essere accompagnata da un’attestazione, rilasciata dal pediatra di libera scelta, che dichiari per l’intero anno l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica. Alla domanda in questione deve essere allegata la citata documentazione esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali: portale web, attraverso la home page del sito istituzionale, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto oppure di SPID di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS); patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Nella domanda il richiedente dovrà indicare a quale dei due benefici intende accedere. Il richiedente che intende fruire del beneficio per più figli deve presentare una domanda per ciascuno di essi.
Per i genitori che abbiano già presentato domanda di bonus nido nel 2020, per la quale sia presente nella procedura INPS la documentazione di spesa valida riferibile ad almeno una delle mensilità da settembre a dicembre 2020, la domanda verrà precompilata sulla base delle informazioni contenute nella richiesta di bonus preesistente. La domanda 2021 potrà essere pertanto inoltrata confermando o modificando i dati precaricati, avendo cura di specificare, relativamente al contributo asilo nido, le mensilità per le quali si intende richiedere il bonus per l’anno 2021.


ISEE e importi del contributo
La legge 27 dicembre 2019, n. 160 ha incrementato a decorrere dall’anno 2020 l’importo del contributo in base all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE): un massimo di 3.000 euro, nell’ipotesi di ISEE minorenni in corso di validità fino a 25.000 euro; un massimo di 2.500 euro, con ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro; un massimo di 1.500 euro nell’ipotesi di ISEE minorenni oltre la predetta soglia di 40.000 euro, ovvero in assenza di ISEE o qualora presenti omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali autodichiarati.
Il contributo asilo nido, quindi, in assenza dell’indicatore valido o qualora sia richiesto dal genitore che non fa parte del nucleo familiare del minorenne, verrà erogato ratealmente in misura complessiva non superiore a 1.500 euro annui (136,37 euro mensili). In caso di successiva presentazione di un ISEE minorenni valido, a partire da tale data verrà corrisposto l’importo maggiorato, sussistendone i requisiti, e non verranno disposti conguagli per le rate antecedenti.
Anche nel caso in cui l’ISEE presenti omissioni e/o difformità, l’importo verrà erogato nella misura minima, tuttavia richiedente la prestazione può regolarizzare la situazione entro il termine di validità della DSU.
L’Inps provvede alla corresponsione del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda. In caso di pagamento su IBAN estero deve essere allegato un documento di identità del beneficiario e il Modulo di identificazione finanziaria timbrato e firmato da un rappresentante della banca estera oppure corredato di un estratto conto o da una dichiarazione della banca emittente dai quali risultino con evidenza il codice IBAN e i dati identificativi del titolare del conto corrente.

Sospensione di adempimenti e di versamenti di premi Inail per associazioni e società sportive


Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive (Inail, nota 25 febbraio 2021, n. 2209)


Come noto, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento (D.P.C.M. 24 ottobre 2020), sono stati sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 (art. 1, co. 36, L. n. 178/2020). I relativi versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 dei predetti mesi.
I destinatari della sospensione devono dichiarare di operare nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, consentite ai sensi dei D.P.C.M. in materia (art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 24 ottobre 2020; art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 3 novembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 3 dicembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 14 gennaio 2021), in quanto riconosciute di interesse nazionale con provvedimento del CONI e del Comitato italiano paralimpico (CIP) (Inail, circolare 11 febbraio 2021, n. 7). In attuazione di tale disposizione, con proprie deliberazioni, i due organismi hanno individuato le competizioni di interesse, calendarizzate con date e luoghi certi dalle federazioni sportive nazionali, dalle discipline sportive associate, dagli enti di promozione sportiva ovvero dagli organismi sportivi internazionali, nel rispetto del quadro normativo vigente statale e sportivo, pubblicando l’elenco di tali competizioni sui propri siti istituzionali nella sezione “speciale – Covid 19”.
Ciò premesso, sono pervenuti richieste di chiarimenti in ordine alla corretta applicazione della norma, limitatamente ai premi assicurativi, cui l’Istituto ha fornito risposta.
1) Nel caso di una società sportiva per la quale la propria federazione nazionale ha stilato un protocollo che consente lo svolgimento degli allenamenti da parte degli atleti, ma ha al contempo sospeso o posticipato i campionati che, secondo il calendario già definito in precedenza, avrebbero dovuto svolgersi anche nei mesi di gennaio e/o febbraio 2021, non operando tale società sportiva nell’ambito di competizioni sportive riconosciute di preminente interesse nazionale dal CONI o dal CIP, non è possibile fruire della sospensione dei termini.
2) Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive.
3) Anche per una società sportiva professionistica che milita nel campionato di calcio di serie A, che continua l’attività per la cd “prima squadra”, mentre risulta sospesa parte dell’attività del settore giovanile (solo allenamenti individuali senza competizioni/partite), è possibile usufruire della sospensione per tutti i versamenti relativi ai premi assicurativi in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, nonché degli adempimenti ricadenti nel medesimo periodo.
4) I soggetti per i quali, pur rientrando tra le categorie destinatarie della sospensione prevista (federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche), è disposta la totale sospensione dell’attività e che quindi non operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, non possono beneficiare della sospensione.


Linee guida per il Lavoro Agile nelle Assicurazioni Ania

25 feb 2021 Siglato il 24/2/2021, tra l’ANIA e la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la FNA, la SNFIA, la UILCA, l’accordo sulle Linee guida per il Lavoro Agile nel settore assicurativo e di assicurazione/assistenza.

Tali Linee guida si propongono di favorire – compatibilmente con le esigenze produttive e organizzative del datore di lavoro – l’inclusione, attraverso facilitazioni nell’accesso e nelle modalità di svolgimento, per talune categorie come i lavoratori che hanno situazioni familiari complesse, i lavoratori con figli, i lavoratori disabili e i lavoratori aventi residenza/ domicilio molto distante dalla sede di lavoro.
Il Lavoro Agile, la cui definizione e disciplina sono contenuti nella legge n. 81/2017, è una diversa modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato basata sulla gestione flessibile della prestazione sia in ordine ai tempi che ai luoghi nei quali la stessa viene eseguita, sulla volontarietà delle parti, sull’utilizzo di strumenti tecnologici, anche con forme di organizzazione del lavoro per fasi, cicli e obiettivi.
Tale modalità di lavoro contribuisce a migliorare la qualità della vita dei lavoratori attraverso la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e favorisce, al contempo, la crescita della produttività e il raggiungimento dei risultati aziendali.
Detta modalità si aggiunge a quelle tradizionali, senza modificare:
– il profilo giuridico e contrattuale dei lavoratori;
– la sede di lavoro che resta la medesima a ogni effetto di legge e contratto;
– l’orario di lavoro previsto dall’art. 95 del CCNL ANIA e dagli accordi aziendali.
Durante il periodo di attività svolta in tale modalità, il lavoratore gode degli stessi diritti ed è soggetto agli stessi doveri inerenti al suo rapporto di lavoro.
Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento economico e normativo rispetto a quelli che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista anche la tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella circolare n. 48/2017.
A fronte della proposta aziendale, l’adesione al Lavoro Agile è su base volontaria ed è subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale, fermo restando il diritto di recesso ivi previsto. Gli accordi individuali dovranno essere coerenti con le presenti Linee guida e con gli accordi aziendali e dovranno rispettare le normative in materia di controllo a distanza e privacy.
Compatibilmente con le esigenze produttive e organizzative del datore di lavoro, le Imprese si attiveranno per facilitare l’accesso al Lavoro Agile dei lavoratori che hanno situazioni familiari complesse, i lavoratori con figli, i lavoratori disabili, i lavoratori aventi residenza/domicilio molto distante dalla sede di lavoro, dando priorità alle eventuali richieste di Lavoro Agile da parte di:
– genitore unico con a carico figlio minore di 14 anni;
– genitori con a carico figli affetti da disabilità.
Per i lavoratori in condizioni di disabilità le Imprese si attiveranno per ricercare le più idonee soluzioni.
Per i lavoratori addetti ai contact-center/centrali operative e per coloro che effettuano la prestazione lavorativa mediante turnazioni, il lavoro in modalità agile dovrà essere compatibile, anche per quanto attiene alla normativa sull’orario di lavoro, sia con le peculiarità proprie di tali attività sia con la disciplina prevista dal CCNL ANIA, dai CIA e/o accordi aziendali e/o di Gruppo tempo per tempo vigenti.


La nuova contribuzione della Cassa Edile di Bolzano



La Cassa Edile delle Provincia Autonoma di Bolzano pubblica i nuovi contributi variati dall’1/1/2021 e valevoli per tutti i contratti applicati


A decorrere dal 1° gennaio 2021, come comunicato dalla stessa Cassa Edile della provincia di Bolzano, si applica una nuova tabella contributiva valida per tutti i contratti applicati:









































































CONTRIBUTI DAL 01.01.2021

%

CARICO IMPRESA

CARICO OPERAIO

CASSA EDILE 2,25 1,87 0,38
FONDO ISTRUZIONE PROFESSIONALE 0,20 0,20  
FONDO FORMAZIONE E SICUREZZA 0,10 0,10  
FONDO SCARPE E TUTE 0,70 0,70  
FONDO PREPENSIONAMENTO 0,20 0,20  
ANZIANITA PROFESSIONALE EDILE 4,43 4,43  
QUOTA ADES. CONTR. PROVINCIALE 0,96 0,48 0,48
QUOTA ADES.CONTR. NAZIONALE 0,44 0,22 0,22
TOTALI 9,28 8,20 1,08
TOTALI (1) 8,80 7,72 1,08
     
+ FONDO INCENTIVO OCCUPAZIONE (2) 0,10 0,10  
+ FONDO SANITARIO OPERAI (2) 0,60 0,60  
+ FONDO SANITARIO IMPIEGATI 0,26 0,26  


 


(1) Le imprese iscritte al Collegio dei Costruttori Edili della Provincia Autonoma di Bolzano sono tenute a versare i contributi “quota ades. contr. provinciale” solo per la parte a carico del lavoratore.


(2) Su minimo – contingenza – EDR – ITS; per le sole ore ordinarie. Per il Fondo sanitario operai: qualora il totale delle ore lavorate sia inferiore a 120 (maltempo, part-time, malattia, infortunio, assunzione oltre il 15 del mese, ecc.) la base di calcolo minima si applica sempre e comunque su 120 ore lavorate, ovvero moltiplicando la retribuzione oraria per 120.

INL: registrazione sul LUL dell’orario di lavoro straordinario nell’autotrasporto


Si forniscono precisazioni sulle modalità di registrazione sul LUL dell’orario di lavoro straordinario nell’ambito dell’autotrasporto, qualora siano intervenuti accordi sindacali di forfettizzazione.


Come già precisato dal Ministero del lavoro, nell’ambito nel rapporto di lavoro del personale mobile e della possibile multiperiodalità del relativo orario di lavoro, le registrazioni sul LUL possono avvenire in maniera maggiormente flessibile rispetto a quanto prescritto in via generale, consentendone la scritturazione in un momento successivo rispetto al mese di competenza. In particolare, è consentito l’inserimento sul LUL delle ore effettivamente lavorate entro quattro mesi dallo svolgimento delle stesse, congiuntamente agli elementi variabili della retribuzione.
In caso di forfettizzazione dello straordinario, la possibilità di indicare giornalmente la presenza del lavoratore mediante l’inserimento della lettera “P” sul LUL, non può considerarsi esaustiva in riferimento agli obblighi di scritturazione ed è in effetti ammessa non in via definitiva ma solo “nelle more della registrazione dell’orario di lavoro effettivo” – che deve dunque intervenire entro e non oltre il suddetto termine quadrimestrale – conservando in ogni caso la documentazione probante l’orario di lavoro (dischi cronotachigrafici analogici e dati scaricati dalle carte tachigrafiche digitali).
In considerazione dell’obbligo di aggiornamento quadrimestrale del LUL per le imprese di autotrasporto che applicano un orario di lavoro multiperiodale, con circolare n. 1/2017 l’Ispettorato prosegue chiarendo che, “l’obbligo di conservazione dei dischi cronotachigrafici rispetto all’obbligo di registrazione dei dati sul LUL è di massimo 4 mesi”. Tale passaggio conferma quindi l’obbligo delle scritturazioni analitiche a LUL allo scadere dell’intervallo multiperiodale di quattro mesi.
Dette registrazioni sono volte a consentire il controllo successivo degli organi di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di orario di lavoro e a verificare la coerente e corretta registrazione dei tempi di guida e riposo ricavabili dai dati dell’apparecchio cronotachigrafico.
Non potrebbero, invece, evitarsi gli effetti del disallineamento tra i termini di conservazione dei fogli di registrazione dei cronotachigrafi (1 anno) e quelli per le scritturazioni del LUL (5 anni), tali da impedire l’automatica traduzione della lettera “P” in ore di prestazione lavorativa. Una volta trascorso il periodo di 12 mesi stabilito per la conservazione dei dati tachigrafici, le prestazioni rese in carenza di analitica scritturazione non sarebbero, infatti, più tracciabili in alcun modo, con definitivo pregiudizio non solo delle istanze ispettive ma anche del diritto dei lavoratori a conoscere l’esatta determinazione dei diritti collegati con la prestazione lavorativa.
In conclusione, l’eventuale forfettizzazione delle trasferte e degli straordinari operata da accordi sindacali aziendali sulla scorta del nuovo CCNL, pur avendo riflessi di tipo retributivo, non modifica l’obbligo di registrazione puntuale delle prestazioni orarie dei conducenti.