Rappresentanza sindacale: sottoscritta la convenzione tra INPS, Confindustria e Sindacati

Firmata la convenzione attuativa del Testo Unico sulla misurazione e la certificazione della rappresentanza sindacale

L’obiettivo della convenzione è quello di dare certezza agli accordi e arginare i contratti pirata ed il dumping contrattuale e con lo scopo di estendere le nuove regole alle altre associazioni datoriali e misurare anche la rappresentanza delle imprese.
L’Inps avrà il compito di raccogliere i dati su iscritti (dato associativo) e, insieme all’Ispettorato nazionale del lavoro, su voti (dato elettorale), un mix su cui si misurerà la rappresentatività delle sigle, anche nel privato.
Inoltre, i dati serviranno anche per il monitoraggio dei contratti al Cnel e non sono nominativi ma verranno raccolti in forma anonima.
La convenzione risulta fondamentale in quanto consente di mettere in pratica quanto già concordato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nei precedenti accordi, a partire dal 2011 e 2013.
Due sono i punti fondamentali:
– possono sedere al tavolo della contrattazione nazionale i sindacati che raggiungono il 5% nel mix tra iscritti e voti.
– sono validi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno, cioè la maggioranza semplice. La stessa maggioranza semplice richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori, cioè il voto a cui sottoporre gli stessi accordi.


Aggiornamento procedura per domanda ANF


Tra fine settembre e inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà agli intermediari di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega.


In occasione del Tavolo Tecnico tenutosi tra i rappresentanti del Consiglio Nazionale dell’Ordine e i rappresentanti della Direzione Generale dell’INPS chiarite alcune recenti criticità.
Con riferimento all’aggiornamento della procedura per la domanda ANF, come anticipato, ad inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà ai Consulenti del Lavoro di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega. La procedura prevederà il rilascio da parte del lavoratore di una specifica delega per questa attività, sottoscritta anche dai componenti del nucleo familiare titolari di reddito. Il datore di lavoro, che sarà tenuto comunque a conservare e controllare tutta la documentazione fornita dal lavoratore, non dovrà fornire ulteriore delega all’intermediario.
È stato inoltre precisato che, in presenza di autorizzazione (ANF43) in corso di validità, il sistema consentirà il regolare inoltro della domanda; diversamente, sarà onere del lavoratore attivarsi per ottenere una nuova autorizzazione prima di procedere alla domanda ANF.
Per quanto concerne gli aggiornamenti della piattaforma in uso, a breve sarà attivato un sistema di alert via mail/PEC per le sole richieste massive. Tramite questa utility l’INPS provvederà a inviare per PEC (se nota) un allegato con file zippato contenente gli xml; inviare per mail ordinaria solo la notifica della disponibilità dei file xml da scaricare nell’area riservata.
In relazione al Bonus sud per le assunzioni nel Mezzogiorno d’Italia, si è chiarita la situazione dei fondi disponibili. L’agevolazione – ricordiamo – spetta nei limiti delle risorse stanziate, che ammontano complessivamente a 320.000.000,00 di euro, gravanti sul Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” 2014-2020 (POC SPAO). Di questi, 120 milioni di euro, previsti dal decreto direttoriale ANPAL n. 178/2019, sono destinati alle assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, mentre 200 milioni, aggiunti successivamente, sono destinati alle sole assunzioni effettuate nel periodo dal 1° gennaio al 30 aprile 2019, come previsto dal D.L. n. 34/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58/2019, e dall’art. 2 del decreto direttoriale ANPAL n. 311/2019.
Ad oggi i 120 milioni risultano esauriti, mentre i 200 milioni destinati alle sole assunzioni effettuate entro aprile 2019, pur residuando di 88 milioni, sono sostanzialmente inutilizzabili.
Pertanto il Consiglio Nazionale, registrata la piena disponibilità da parte di ANPAL, chiede che i fondi ancora disponibili per il primo quadrimestre del 2019 vengano utilizzati per coprire le richieste relative alle istanze effettuate nei mesi successivi. Anche l’INPS si dichiara disponibile a procedere in tal senso.
Si registrano inoltre alcune problematiche relative a presunti mancati rilasci della DID, causati da un non corretto dialogo tra ANPAL e INPS. Le criticità che si verificheranno ancora potranno essere segnalate al Consiglio Nazionale che, per il tramite della propria Fondazione Consulenti per il Lavoro, ha aperto un canale di assistenza diretta con ANPAL.
Per quanto riguarda la Gestione FIS, il Fondo di Integrazione salariale, nel suo nuovo impianto normativo volto all’ampliamento della platea dei destinatari di trattamenti di integrazione salariale e di sostegno al reddito, ricomprende nel proprio campo di applicazione tutti i datori di lavoro che non sono soggetti alla disciplina della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che appartengono a settori per i quali non sono stati stipulati accordi volti all’attivazione di un fondo di solidarietà bilaterale (come ad esempio nel settore dell’artigianato) ovvero alternativo (come nelle aziende del settore marittimo). Le prestazioni erogate dal Fondo sono ’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.
Entro fine settembre, l’Inps rilascerà nel cassetto previdenziale un cruscotto per agevolare gli intermediari e le aziende nel monitoraggio dei contatori (aggiornati all’ultimo UniEmens trasmesso) sia per FIS che per CIGO.
In merito, invece, alla correttezza dell’azione di recupero contributivo operato su importi afferenti retribuzioni non corrisposte per effetto sia di unilaterale riduzione di orario di lavoro disposta dal datore di lavoro che su richiesta diretta del lavoratore, il reparto Ispettivo della Direzione Generale INPS ha confermato che:
– se l’aspettativa non retribuita/permesso viene richiesta al lavoratore dal datore di lavoro, la contribuzione è sempre dovuta. In caso di accesso ispettivo, scatterebbe anche la diffida accertativa per la parte retributiva;
– se la richiesta debitamente motivata e documentata perviene per iscritto dal lavoratore, è considerata genuina e, pertanto, la contribuzione non è dovuta.
Tuttavia, in quest’ultimo caso, bisogna prestare attenzione ad una serie di parametri che potrebbero insinuare dubbi nell’organo di controllo. Il riferimento va innanzitutto ai residui di ferie e permessi, al numero eccessivo di richieste rispetto all’organico aziendale, alle richieste provenienti da lavoratori in forza presso datori di lavoro di piccolissime dimensioni etc. Gli organi di controllo potranno verificare, inoltre, l’andamento del fatturato e in generale i parametri aziendali nel periodo precedente la richiesta di aspettativa. Infatti, se la richiesta coincide con un calo di fatturato, potrebbe essere considerata come indotta e non genuina. Dalla valutazione complessiva di questi indici, pertanto, potrà conseguire il giudizio di genuinità o meno della richiesta formulata dal lavoratore.
Da non trascurare, infine, è la previsione del CCNL applicato in azienda circa la durata massima e le motivazioni che giustificano un periodo di aspettativa. Nei limiti del possibile, è opportuno che il lavoratore specifichi i motivi per i quali chiede l’aspettativa evitando formule generiche (es. “per motivi strettamente personali”).


Sanilog – Lavoratori del Trasporto Merci – Assistenza sanitaria ai familiari

Il Fondo Sanilog fornisce le ultime informazioni in materia di rinnovo o nuova adesione alla copertura di assistenza sanitaria integrativa per i familiari dei lavoratori iscritti

Sanilog, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, informa che a partire dal 30 settembre e fino al 22 novembre 2019 sarà possibile rinnovare la copertura di assistenza sanitaria integrativa per l’anno 2020, al nucleo familiare già iscritto nel 2019 ovvero procedere ad una prima iscrizione del nucleo familiare per l’anno 2020 (decorrenza della copertura dal 1° gennaio 2020).


Rinnovo copertura
Per il nucleo familiare già iscritto nell’anno 2019, per procedere al rinnovo, basterà collegarsi all’interno della propria Area riservata del sito www.fondosanilog.it.
In assenza di rinnovo la polizza scadrà automaticamente il 31/12/2019.
Qualora l’iscritto decida di non rinnovare l’iscrizione del proprio nucleo familiare per il 2020, potrà procedere ad una nuova inclusione in copertura soltanto per un’ulteriore volta e dopo che siano passati almeno due anni dalla data di uscita dalla copertura.


Nuove iscrizioni
Il lavoratore iscritto al Fondo alla data del 30/9/2019, potrà provvedere alla prima iscrizione per il proprio nucleo familiare, entro i termini su indicati (30 settembre – 22 novembre 2019) collegandosi al sito ed entrando nella propria area riservata. Si ricorda che l’iscrizione è volontaria e che deve riguardare obbligatoriamente l’intero nucleo familiare ad eccezione di familiari già coperti da altro Fondo/Ente di Assistenza sanitaria integrativa. La copertura, anche in questo caso, decorrerà dal 1° gennaio 2020.


Contributo annuo e modalità di pagamento
Il contributo annuo per l’assistenza sanitaria integrativa del nucleo familiare – sia per un rinnovo copertura che per una nuova iscrizione – deve essere versato per intero dall’iscritto entro il 22 novembre 2019 ed è pari a:
– € 145 per coniuge / convivente “more uxorio”;


– € 125 per ciascun figlio.
Il contributo annuo dovrà essere pagato tramite il bollettino MAV generato a conclusione della conferma del nucleo familiare presso:
– un ufficio postale/ qualunque sportello bancario;
– on line attraverso il proprio remote banking.


Validità copertura assicurativa
I familiari dei dipendenti per i quali sarà effettuata l’iscrizione beneficeranno delle prestazioni sanitarie integrative dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020; a tale data la polizza scadrà automaticamente a meno che il lavoratore iscritto non proceda esplicitamente al rinnovo della polizza per l’anno 2021 con le tempistiche e le modalità che saranno comunicate dal Fondo.
L’elenco delle prestazioni previste per i familiari, che ricalcano sostanzialmente quelle per i lavoratori iscritti, e le modalità di accesso alle stesse sono consultabili e scaricabili dall’Area Iscritti del sito www.fondosanilog.it.


Tipologia familiari
Si ricorda che sono considerati familiari del lavoratore iscritto:
– coniuge;
– convivente “more uxorio”;
– figli conviventi fiscalmente e non fiscalmente a carico.
L’attestazione del nucleo familiare è comprovata dal certificato di stato di famiglia ovvero da una autocertificazione da sottoscrivere durante la compilazione delle schede anagrafiche componenti il nucleo.

Firmato accordo sperimentale sul congedo parentale nelle Poste Italiane


Siglato il 17/9/2019, tra POSTE ITALIANE Spa e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Comunicazioni, la FNC UGL Comunicazioni, l’accordo sperimentale sul congedo parentale.

In via sperimentale per il periodo dal 1/10/2019 al 31/3/2020, la fruizione su base oraria dei congedo parentale è consentita secondo quanto di seguito indicato.


A. Il congedo parentale su base oraria può essere fruito dal personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ivi incluso il contratto di apprendistato, ovvero con contratto a termine, occupato a tempo pieno o a tempo parziale, per frazioni di giornate lavorative pari ad 1/3 o alla metà della durata della propria giornata lavorativa.
Al riguardo si specifica che:
– per il personale a tempo pieno con attività lavorativa articolata su 6 giorni, la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 6 ore;
– per il personale a tempo pieno con attività lavorativa articolata su 5 giorni, la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 7 ore e 12 minuti;
– per il personale a tempo pieno con attività articolata su 11 giorni lavorativi ogni due settimane di calendario (cd. “Modello Bolzano”), la durata giornaliera si ritiene convenzionalmente pari a 6 ore e 36 minuti;
– per il personale part time con riduzione della prestazione lavorativa su base giornaliera (PT ex orizzontale) la durata giornaliera ‘ si determina con riferimento all’orario medio giornaliero del mese precedente a quello di fruizione, prendendo in considerazione esclusivamente le settimane intere comprese nei medesimo periodo;
– per il personale part time con riduzione della prestazione lavorativa su base settimanale, mensile e/o annua, ivi incluso quello con contestuale riduzione della prestazione lavorativa su base giornaliera (PT ex verticale ed ex misto), la durata giornaliera si determina con riferimento all’orario medio giornaliero della settimana di fruizione del congedo.


B. La somma delle frazioni orarie di congedo parentale richieste nell’arco di ciascun mese solare deve corrispondere, in ogni caso, ad una o più giornate intere nelle misure convenzionalmente indicate al precedente punto A.


C. Il congedo parentale ad ore deve essere collocato all’inizio o alla fine della prestazione lavorativa giornaliera. Non è possibile fruire di più frazioni di congedo parentale ad ore nella medesima giornata lavorativa, né consecutivamente né disgiuntamente.


D. Nei giorni in cui il genitore fruisce del congedo parentale ad ore non è ammessa la cumulabilità con i riposi ed i permessi disciplinati dal D.Lgs. n. 151/2001.


E. Per fruire dei congedi parentali su base oraria, la/il dipendente dovrà presentare apposita domanda, con un preavviso non inferiore a 2 giorni lavorativi.

Studi Professionali: rimborso libri scolastici


EBIPRO rimborsa i dipendenti di Studi Professionali fino all’80% per l’acquisto dei libri di testo dei figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).

L’Ente Bilaterale degli Studi Professionali ha previsto un contributo significativo per aiutare i dipendenti di Studi Professionali ad affrontare il “Caro scuola” e sostenere concretamente il diritto allo studio, infatti, i dipendenti di studi e aziende in regola con i pagamenti alla bilateralità (Cadiprof/Ebipro) hanno tempo fino al 31 dicembre per chiedere un rimborso pari all’80% – per un importo massimo di 200 € a richiesta – per l’acquisto dei libri di testo dei figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).
Ebipro pone grande attenzione alle misure attuabili per favorire il diritto allo studio.
E.BI.PRO. rimborsa ai dipendenti iscritti di studi/aziende in regola con i versamenti alla bilateralità (C.A.DI.PROF/E.BI.PRO.) e con un’anzianità contributiva di almeno 6 mesi al momento della richiesta, parte delle spese sostenute per l’acquisto dei libri scolastici (anche in formato digitale) per i figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).
Il rimborso è pari all’80% delle spese sostenute fino ad un importo massimo erogabile di 200 euro per richiesta.
Le richieste devono essere inviate ad E.BI.PRO. nel periodo compreso tra il 01/09 e il 31/12 dell’anno scolastico per il quale si presenta l’istanza. Nella medesima istanza può essere richiesto il rimborso delle spese sostenute per più figli.
La richiesta deve essere presentata dal dipendente iscritto via email all’indirizzo dirittoallostudio@ebipro.it. (modalità di invio provvisoria in attesa dell’attuazione della modalità di richiesta on-line).
La domanda deve essere inviata completa dei seguenti allegati ed in unica soluzione (per cui non verranno accettate integrazioni successive alla domanda iniziale, ad eccezione di quelle richieste da E.bi.pro. a completamento della pratica):
– Modulo di richiesta scaricabile dal sito www.ebipro.it, regolarmente compilato e sottoscritto dal dipendente iscritto;
– Modulo di autocertificazione scaricabile dal sito www.ebipro.it, regolarmente compilato e sottoscritto dal dipendente iscritto, comprensivo dei seguenti allegati:
– Elenco dei libri di testo adottato dalla scuola;
– Giustificativi di spesa (intestati, se provvisti d’intestazione, all’iscritto o al figlio a carico per il quale si effettua la richiesta).
– Copia dell’ultima busta paga.

Ulteriore contratto a termine presso l’ITL


L’Ispettorato nazionale del lavoro chiarisce che non è possibile procedere alla stipula assistita di un ulteriore contratto a tempo determinato in assenza di una causale nel contratto sottoposto all’ITL, nonché in violazione dei termini dilatori (cd. stop & go).


Il Decreto dignità ha disposto che al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
– esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
– esigenze sostitutive di altri lavoratori;
– esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
I limiti di durata si applicano con riferimento ai contratti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, indipendentemente dalla lunghezza del periodo di interruzione tra un contratto e l’altro e con esclusione delle attività stagionali.
Resta fermo (in base all’art. 19, comma 3, del citato D.Lgs. n. 81) che, oltre i limiti summenzionati, un ulteriore contratto a tempo determinato, con durata massima di 12 mesi, può essere stipulato presso l’Ispettorato del lavoro territorialmente competente.
Come convenuto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha confermato in merito – con nota n. 1214/2019 – che tale ulteriore contratto della durata di 12 mesi può essere stipulato anche quando il limite massimo raggiunto è quello individuato dalla contrattazione collettiva. Si è rammentata, inoltre, che resta ferma l’osservanza delle disposizioni inerenti la necessità, in caso di rinnovo del contratto, della sussistenza delle causali introdotte all’art. 19, comma 1, cit. dal cd. Decreto dignità. In caso di assenza delle ipotesi specifiche che giustifichino il superamento – con un unico contratto ovvero mediante proroghe – del limite dei 12 mesi, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.


Da ultimo, con nota n. 8120 del 17 settembre 2019, in seguito a richiesta di chiarimenti, l’Ispettorato ha riconosciuto legittima la decisione di non procedere alla stipula assistita in assenza di una causale nel contratto sottoposto all’ITL, considerandola conforme ai chiarimenti e alle precisazioni già forniti con circolari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 13/2008 e n. 17/2018 e con nota. n. 1214 cit.
Pertanto, sebbene l’intervento dell’Ispettorato del lavoro non comporti effetti “certificativi” in ordine alla effettiva sussistenza della causale, limitandosi alla verifica della completezza e correttezza formale del contenuto del contratto ed alla genuinità del consenso del lavoratore alla sottoscrizione dello stesso, tuttavia non appare ammissibile il ricorso alla procedura laddove la causale manchi del tutto in contrasto con quanto disposto da norme imperative.
Allo stesso modo non si ritiene possibile procedere alla stipula assistita di un ulteriore contratto a tempo determinato in violazione dei termini dilatori di cui al secondo comma dell’art. 21 (cd. stop & go).

Ente bilaterale “Ebinat”: comunicato ai dipendenti di società autostrade e trafori

Contributo acquisto libri scolastici a dipendenti e a figli di dipendenti. Anno scolastico e accademico 2019/2020

EBINAT, l’Ente Bilaterale Nazionale Società Concessionarie Autostrade e Trafori, con circolare del 16/9/2019, informa che per la prima volta, riconoscerà un contributo per l’acquisto dei libri di testo scolastico ai dipendenti nonché ai figli dei dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato pieno e parziale, che frequentino i seguenti corsi di studio:
– Scuola secondaria di primo grado (media inferiore);
– Scuola secondaria di secondo grado (media superiore);
– Corso universitario di laurea triennale;
– Corso di laurea universitaria magistrale,
nell’anno scolastico/accademico 2019/2020.
La misura massima del contributo sarà pari a € 200,00.
Inoltre, si precisa che:
– il dipendente interessato deve essere in forza alla Società nel periodo 16 settembre/30 novembre 2019, anche per parte del periodo stesso;
– la domanda di contributo, che dovrà essere sottoscritta anche dal/la figlio/a qualora maggiorenne, dovrà essere spedita all’Ente – a pena decadenza – entro il 30 novembre 2019.

Lavoro subordinato e presunzione di onerosità: rigorosa la prova di una “causa solvendi” non retributiva


L’attività oggettivamente configurabile come di lavoro subordinato si presume onerosa e la prova idonea a superare tale presunzione, che grava su colui che contesta l’onerosità, è tanto più rigorosa quante più volte siano provate erogazioni periodiche di denaro o di altre utilità in favore del prestatore, per le quali quest’ultimo non è tenuto a dimostrare l’insussistenza di un titolo di altra natura, spettando all’altra parte la prova di una “causa solvendi” diversa da quella retributiva (Corte di Cassazione, ordinanza 13 settembre 2019, n. 22931)


Una Corte di appello territoriale, riformando in parte la sentenza del locale Tribunale, aveva condannato in solido un’associazione ed il suo presidente, al pagamento in favore di una lavoratrice di una somma a titolo di differenze retributive e trattamento di fine rapporto. Secondo le risultanze istruttorie, la lavoratrice aveva prestato lavoro presso l’associazione, dapprima “in nero”, poi in virtù di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa e poi infine per effetto di un rapporto di lavoro subordinato, assicurando la sua presenza continuativa al bar e alla segreteria del circolo sportivo in giorni e orari fissi e percependo una retribuzione periodica per importi costanti nel tempo. Tali circostanze deponevano per un inserimento stabile nell’organizzazione del circolo ricreativo con conseguente riconoscimento della natura subordinata del rapporto, a nulla ostando il fatto che la ricorrente fosse coniugata con il figlio del presidente del circolo e neppure l’esistenza di un rapporto associativo con il circolo medesimo.
Ricorre così in Cassazione l’associazione, lamentando violazione e falsa applicazione della legge, avendo la Corte di merito omesso di considerare che la lavoratrice era stata socia fondatrice dell’associazione sin dalla sua costituzione, nonché l’esame delle deduzioni della parte convenuta e delle testimonianze nella loro integralità.
Secondo la Corte Suprema il ricorso non è ammissibile. Costituisce, infatti, principio consolidato che il ricorso in Cassazione conferisce al giudice di legittimità non il potere di riesaminare il merito dell’intera vicenda processuale sottoposta al suo vaglio, ma solo la facoltà di controllo, sotto il profilo della correttezza giuridica e della coerenza logico-formale, delle argomentazioni svolte dal giudice di merito. Solo a quest’ultimo spetta, in via esclusiva, il compito di individuare le fonti del proprio convincimento, di controllarne l’attendibilità e la concludenza, di scegliere, tra le complessive risultanze del processo, quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad essi sottesi, dando così liberamente prevalenza all’uno o all’altro dei mezzi di prova acquisiti, salvo i casi tassativamente previsti dalla legge. Nella specie, la Corte di merito ha ricostruito, alla stregua delle risultanze istruttorie, gli elementi atti a configurare, nel loro concorso, il carattere subordinato della prestazione lavorativa resa dalla lavoratrice alle dipendenze dell’associazione, anche nel periodo anteriore al contratto di lavoro subordinato stipulato.
La sentenza impugnata riferisce che, sin dalla costituzione dell’associazione, la lavoratrive aveva lavorato continuativamente come barista e segretaria del circolo, osservando un orario fisso per cinque giorni alla settimana e percependo una retribuzione periodica per importi costanti, tutti indici sintomatici dell’inserimento stabile nell’organizzazione del circolo sportivo. Tale valutazione non incorre in alcun vizio di sussunzione nella figura di prestatore di lavoro subordinato attispecie (art. 2094 c.c.), atteso che, ai fini della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, quando l’elemento dell’assoggettamento del lavoratore alle direttive altrui non sia agevolmente apprezzabile a causa della peculiarità delle mansioni e del relativo atteggiarsi del rapporto, occorre fare riferimento a criteri complementari e sussidiari, come quelli della collaborazione, della continuità delle prestazioni, dell’osservanza di un orario determinato, del versamento a cadenze fisse di una retribuzione prestabilita, del coordinamento dell’attività lavorai all’assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell’assenza in capo al lavoratore di una pur minima struttura imprenditoriale, elementi che, privi ciascuno di valore decisivo, possono essere valutati globalmente con indizi probatori della subordinazione (Corte di Cassazione, sentenza n. 9252/2010).
Inoltre, l’attività oggettivamente configurabile come di lavoro subordinato si presume onerosa e la prova idonea a superare tale presunzione, che grava su colui che contesta l’onerosità, è tanto più rigorosa quante più volte siano provate erogazioni periodiche di denaro o di altre utilità in favore del prestatore, per le quali quest’ultimo non è tenuto a dimostrare l’insussistenza di un titolo di altra natura, spettando all’altra parte la prova di una “causa solvendi” diversa da quella retributiva (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 7703/2018).

Classificazione tariffaria: precisazioni Inail


Si forniscono alcune precisazioni in materia di classificazione tariffaria.


In primo luogo, quanto alla classificazione dell’attività di un panificio, inquadrato nella gestione artigianato, si applica la voce di tariffa 1444 se la produzione con eventuale vendita del pane prodotto è da considerare come un complesso unitario, ad esempio nel caso in cui la vendita e la produzione siano svolte nello stesso locale o in locali adiacenti (forno al piano interrato e punto vendita al piano terra, forno nel retro del punto vendita). Diversamente, se la vendita al dettaglio è configurabile come un’attività a sé stante rispetto all’attività produttiva, si configura un’attività complessa, articolata in più lavorazioni. È questo il caso di punti vendita situati in località (ad es. quartieri, comuni) diversi da quello in cui si trova il forno o di vendita ambulante in mercati o fiere. La relativa classificazione è effettuata applicando, per ciascuna lavorazione, la corrispondente voce di tariffa, ossia la voce 1444 per la produzione di pane nel punto vendita dove si trova il forno e la voce 0111 per la vendita (o 0116 se effettuata con attrezzature motorizzate di movimentazione merci) in quello/i in cui si effettua la sola vendita. Ciò vale sia se le unità operative sono correttamente gestite in un’unica PAT in quanto riconducibili alla medesima unità produttiva, sia se all’unità operativa, pur non essendo dotata di autonomia tecnico funzionale, sia stato impropriamente assegnato un distinto numero di PAT.
Relativamente all’attività di vendita di una catena di negozi con un laboratorio di riparazione/produzione annesso solo ad alcuni di essi, l’Inail ha chiarito che, per la classificazione è innanzitutto necessario verificare che nell’esercizio commerciale sia presente un laboratorio, inteso come un’officina o un locale annesso al negozio in cui si eseguono lavorazioni, manutenzioni, riparazioni, ecc.. La presenza di un laboratorio fisicamente annesso ad una attività di vendita comporta l’applicazione della voce riferita all’attività svolta in laboratorio, se nella specifica voce (o gruppo, grande gruppo pertinente) sono comprese le attività di vendita. Diversamente, nel caso di catene di negozi, qualificabili come strutture a sé stanti in cui si svolge stabilmente l’attività di vendita (ancorché prive di autonomia finanziaria e tecnico funzionale), quest’ultima è classificabile allo specifico riferimento tariffario per la vendita. Infatti, non rileva – ai fini classificativi – la presenza di un laboratorio annesso fisicamente e funzionalmente ad un altro punto vendita ancorchè presente nella medesima PAT. Pertanto, laddove nell’unità produttiva (PAT), e quindi in tutte le sedi operative correlate alla stessa, non fosse svolta la medesima attività, la Sede dovrà procedere a rettificare la classificazione, applicando a ciascuna delle lavorazioni in cui è articolata l’attività complessa, la corrispondente voce di tariffa.

EDILCASSA LAZIO: Aliquote contributive vigenti per la provincia di Frosinone



Si riportano le percentuali contibutive da versare alla EDILCASSA LAZIO per le imprese edili operanti nella provincia di Frosinone


IMPRESE ARTIGIANE
VALIDITA’ DA APRILE 2019




































































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,3700 0,1850 0,1850
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO CAF 0,1000 0,0000 0,1000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 0,7000 0,0000 0,7000
APE 2,3500 0,0000 2,3500
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,2000 0,0000 0,2000
FONDO INCENTIVO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
FONDO SANITARIO 0,3500 0,0000 0,3500
TOTALE CONTRIBUTI 8,7100 1,3250 7,3850
FONDO SANITARIO IMPIEGATI 0,5200 0,0000 0,5200


 


PICCOLE E MEDIE IMPRESE
VALIDITA’ DA GIUGNO 2019


 




































































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 0,7000 0,0000 0,7000
LAVORI USURANTI 0,2000 0,0000 0,2000
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO CAF 0,1000 0,0000 0,1000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,4444 0,2222 0,2222
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
APE 2,3500 0,0000 2,3500
FONDO ASSISTENZA OPERAI 0,3500 0,0000 0,3500
FONDO SOSTEGNO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
TOTALE CONTRIBUTI 8,7844 1,3622 7,4222
FONDO SANITARIO IMPIEGATI 0,2600 0,0000 0,2600


 


IMPRESE COOPERATIVE
VALIDITA’ DA GIUGNO 2019


 


























































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 2,0000 0,0000 2,0000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,4444 0,2222 0,2222
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
APE 3,0000 0,0000 3,0000
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,2000 0,0000 0,2000
FONDO INCENTIVO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
FONDO SANITARIO 0,3500 0,0000 0,3500
TOTALE CONTRIBUTI 10,6344 1,3622 9,2722