Emergenza COVID-19: prime indicazioni sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro


Il Ministero del lavoro e della salute hanno fornito le prime indicazioni per la vaccinazione anti-SARSCoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro, in coerenza con il “Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2”.


L’azienda o l’Associazione di categoria di riferimento che intende aderire all’iniziativa ne dà comunicazione all’Azienda Sanitaria di riferimento, secondo modalità da disciplinare a livello della Regione o Provincia Autonoma, la quale, verificata la disponibilità dei vaccini e la sussistenza dei requisiti necessari per l’avvio dell’attività, concorda le modalità di ritiro dei vaccini a cura del medico competente o del personale sanitario individuato dal datore di lavoro. Chi ritirerà il vaccino dovrà garantirne la corretta gestione con particolare riferimento al mantenimento della catena del freddo.
Per l’avvio dell’attività, è necessario che l’azienda sia in possesso dei seguenti requisiti:
– popolazione lavorativa sufficientemente numerosa. Per favorire anche i datori di lavoro con poche lavoratrici e lavoratori o altre forme di attività, sono possibili modalità organizzative anche promosse da Associazioni di categoria, o nell’ambito della bilateralità, destinate a coinvolgere lavoratrici e lavoratori di più imprese;
– sede nel territorio dell’Azienda Sanitaria che fornisce i vaccini. Resta inteso che la lavoratrice/il lavoratore può aderire alla vaccinazione indipendentemente dalla propria residenza, che può essere anche fuori Regione, così come può decidere di essere vaccinato nei punti vaccinali delle Aziende Sanitarie;
– struttura organizzativa e risorse strumentali e di personale adeguate al volume di attività previsto, in grado di garantire il regolare svolgimento dell’attività ed evitare gli assembramenti;
– dotazione informatica idonea a garantire la corretta e tempestiva registrazione delle vaccinazioni;
– ambienti idonei per l’attività, commisurati al volume di vaccinazioni da eseguire, sia per le fasi preparatorie (accettazione), sia per la vera e propria seduta vaccinale (ambulatorio/infermeria), sia per le fasi successive (osservazione post-vaccinazione).
Gli ambienti dedicati all’attività, purché adeguatamente attrezzati, possono essere interni, esterni o mobili, in considerazione di specifiche esigenze di natura organizzativa. L’idoneità degli ambienti destinati all’attività è valutata da parte dell’Azienda Sanitaria che fornisce il vaccino.


La vaccinazione in azienda deve prevedere la presenza dei materiali, delle attrezzature e dei farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle attività ed al volume delle medesime. Il medico competente o il personale sanitario opportunamente individuato redige l’elenco di quanto necessario nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale e delle indicazioni provenienti dal percorso formativo obbligatorio previsto, anche per garantire un idoneo intervento in caso si manifestino reazioni avverse a breve termine.
Il datore di lavoro o l’Associazione di categoria di riferimento garantisce l’approvvigionamento a proprio carico di quanto ritenuto necessario dal personale sanitario individuato. Devono inoltre essere presenti idonei strumenti informatici che permettano la registrazione dell’avvenuta inoculazione del vaccino secondo le modalità fissate a livello regionale.


Il personale coinvolto nelle operazioni di vaccinazione effettuerà il corso FAD EDUISS “Campagna vaccinale Covid-19: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti SARS-CoV- 2/Covid-19”, che verrà integrato con uno specifico modulo per la vaccinazione nei luoghi di lavoro a cura di INAIL in collaborazione con ISS.
L’adesione da parte della lavoratrice / del lavoratore è volontaria ed è raccolta a cura del medico competente, o del personale sanitario opportunamente individuato, che potrà valutare preliminarmente specifiche condizioni di salute, nel rispetto della privacy, che indirizzino la vaccinazione in contesti sanitari specifici della Azienda Sanitaria di riferimento, che ne assicura la necessaria presa in carico.
L’Azienda Sanitaria di riferimento può valutare di suddividere il totale del vaccino richiesto in più consegne in base alla disponibilità delle dosi previste per la campagna di vaccinazione ordinaria.
In ogni caso, il vaccino fornito deve essere somministrato tempestivamente senza possibilità di accantonamento presso le strutture aziendali, fatte salve specifiche e motivate deroghe autorizzate dall’Azienda Sanitaria di riferimento, laddove ricorrano le condizioni della corretta conservazione.
La campagna di vaccinazione negli ambienti di lavoro deve avvenire secondo modalità che garantiscano:
– pianificazione dell’attività con adeguato anticipo, in considerazione della complessità organizzativa;
– rispetto delle misure di prevenzione anti-contagio;
– adeguata informazione ai soggetti destinatari delle vaccinazioni (datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori) circa le modalità organizzative e, più specificamente, sulla somministrazione del vaccino previsto;
– accettazione delle lavoratrici e dei lavoratori aderenti assicurata da personale incaricato (interno/esterno);
– rispetto della modulistica predisposta a livello nazionale relativa a scheda anamnestica e consenso informato;
– rispetto delle indicazioni tecniche e delle buone pratiche relative a conservazione, preparazione e somministrazione del vaccino;
– programmazione e preparazione alla gestione di eventuali eventi avversi, anche in coerenza con i piani di gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro;
– rispetto delle indicazioni regionali per l’alimentazione dei flussi informativi.


Il medico vaccinatore informa il soggetto in merito alla vaccinazione, illustra i contenuti dell’informativa ministeriale e acquisisce il valido consenso alla vaccinazione, utilizzando la modulistica unificata predisposta a livello nazionale.


Registrazione della vaccinazione
La registrazione della vaccinazione deve essere effettuata subito dopo la somministrazione, direttamente nel luogo di vaccinazione, durante il periodo di osservazione post vaccinazione. La registrazione deve essere effettuata secondo le modalità previste nella Regione/Provincia Autonoma di riferimento. Per la registrazione di una eventuale reazione avversa si dovranno utilizzare le modalità di segnalazione previste dalla Regione/Provincia Autonoma di riferimento, nel rispetto della normativa vigente.
Dopo l’esecuzione delle vaccinazioni il personale vaccinatore deve invitare il vaccinato a sostare per almeno 15 minuti negli spazi della sede vaccinale, allo scopo di intervenire immediatamente nel caso di reazioni avverse a rapida insorgenza, ed è quindi necessaria la previsione di risorse adeguate alla gestione delle stesse. In oni caso, eventuali soggetti a rischio devono essere indirizzati all’Azienda Sanitaria di riferimento ai fini della vaccinazione in ambiente protetto.
L’azienda assicurerà la programmazione della somministrazione della seconda dose del vaccino ove prevista secondo le modalità e tempistiche previste per ciascun vaccino. I vaccini non sono intercambiabili e la seconda dose, deve essere effettuata con lo stesso vaccino utilizzato per la prima dose. Anche l’intervallo tra prima e seconda dose deve rispettare quanto previsto per lo specifico vaccino.
Le persone che hanno manifestato una reazione grave alla prima dose, NON devono sottoporsi alla seconda dose in ambito lavorativo e devono essere inviate alla competente Azienda sanitaria di riferimento per le necessarie valutazioni. Le persone che hanno manifestato una reazione locale a insorgenza ritardata (ad es. eritema, indurimento, prurito) intorno all’area del sito di iniezione dopo la prima dose POSSONO ricevere la seconda dose in ambito lavorativo, preferibilmente nel braccio controlaterale a quello utilizzato per la prima.
È possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e, preferibilmente, entro i 6 mesi dalla stessa.


L’intero processo è sotto la supervisione dell’Azienda Sanitaria di riferimento, che per il tramite del Dipartimento di Prevenzione, può effettuare controlli sullo stato dei luoghi, sui requisiti essenziali e sulla correttezza delle procedure adottate per l’effettuazione dell’attività.
Anche le aziende e le Associazioni di categoria di riferimento promuovono l’adozione di comportamenti corretti e aderenti alle modalità organizzative previste.
Tutti gli oneri sono a carico del datore di lavoro o delle Associazioni di categoria di riferimento, ad eccezione dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/ aghi), della messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione dell’attività vaccinale.


Fondo Sanedil: informativa per i dipendenti

Firmata una informativa sul Fondo Sanedil per i lavoratori del settore edile

Considerati gli obblighi contributivi nei confronti del Fondo Sanedil previsti a carico delle aziende del settore edile nella misura pari allo 0,60% per i lavoratori con qualifica operaia e allo 0,26% per i lavoratori con qualifica impiegatizia.


Considerato l’automatico diritto di iscrizione al Fondo Sanedil dei lavoratori dipendenti ai quali si applica uno dei CCNL del settore edile, i datori di lavoro sono tenuti a consegnare ai propri lavoratori dipendenti apposita informativa, che contenga indicazioni connesse alle attività del Fondo. In caso di nuove assunzioni, tale informativa dovrà essere consegnata contestualmente all’assunzione e unitamente al relativo contratto.
II Fondo Sanedil si impegna a fornire, in modalità elettronica, a tutte le Casse Edili/EdilCasse il modello di informativa appositamente predisposto.
Le Casse, ricevuta l’informativa, sono tenute a trasmetterla nel medesimo formato a tutte le aziende loro iscritte, affinché le stesse possano consegnarne copia ai propri dipendenti.
Per favorire ulteriormente l’attività promozionale del Fondo Sanedil, ogni Cassa Edile/EdilCassa, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di tutela dei dati personali, comunicherà i contatti di cellulare e le e-mail dei lavoratori e delle aziende rispettivamente iscritti e aderenti alle Casse, affinché il Fondo medesimo possa utilizzarli per le proprie comunicazioni ufficiali.


Tali dati saranno trattati esclusivamente per il conseguimento delle finalità promozionali suddette e per il tempo strettamente necessario.

lnfortunio in itinere, il possesso di patente diversa esclude l’indennizzo


In tema di infortunio in itinere, deve intendersi esclusa l’operatività della garanzia assicurativa Inail non soltanto nel caso in cui il conducente, al momento dell’infortunio, non abbia conseguito il rilascio di patente, ma altresì nell’ipotesi in cui sia munito di patente diversa da quella richiesta per il tipo di veicolo guidato (Corte di Cassazione, ordinanza 08 aprile 2021, n. 9375).


La vicenda giudiziaria nasce dalla domanda proposta da un lavoratore al fine di vedersi riconosciute prestazioni previdenziali per l’infortunio in itinere occorsogli, domanda respinta sia dalla Corte d’appello che dal Giudice di primo grado per difetto della prescritta abilitazione alla guida.
Avverso la pronuncia ricorre così in Cassazione il lavoratore, deducendo di essere munito di patente B e C, che lo abilitavano alla guida di autoveicoli di massa superiore a 3,5 t e di motocicli sino a 125 cc. e 11 kw di potenza, sicchè, avendo riportato l’infortunio mentre si trovava alla guida di un motociclo di 250 cc. e di potenza non superiore a 11 kw, la situazione in esame doveva equipararsi a quella di guida con patente diversa, rispetto alla quale non era configurabile alcun esonero dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro.
Per la Suprema Corte il motivo è infondato.
Difatti, l’articolo 2 del D.P.R. n. 1124/1965, secondo cui “l’assicurazione (…) non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida”, deve essere interpretato nel senso che la garanzia assicurativa è esclusa non solo nel caso in cui il conducente, al momento dell’infortunio, non abbia conseguito il rilascio di patente, ma altresì nel caso in cui sia munito di patente diversa da quella richiesta per il tipo di veicolo guidato, non potendo letteralmente sostenersi che, in questo secondo caso, egli si trovi in possesso della “prescritta abilitazione di guida”.
Del resto, la ratio solidaristica che informa il sistema della sicurezza sociale impone una lettura delle disposizioni normative che valorizzi l’adempimento di quei doveri inderogabili (nel caso di specie, di prudenza) che sono richiesti ai singoli quale presupposto indefettibile per la tutela dei loro diritti.


Aggiornata procedura sindacale nell’artigianato Veneto

Il giorno 8/4/2021, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE Veneto, la CNA VENETO, la CASARTIGIANI Veneto e la CGIL Veneto, la CISL Veneto, la UIL Veneto, si è stipulato il seguente verbale di accordo su aggiornamento al D.L 41/2021 delle procedure sindacali per sospensioni durante il periodo covid.

Il presente accordo avrà efficacia dalla data di sottoscrizione ed esplicherà la sua validità anche per periodi di cui al D.L. 41/2021 decorrenti dal 1/4/2021.
Le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato Veneto, a seguito dell’ulteriore proroga ai periodi di integrazione salariale con causale Covid 19 previsti dall’art 1 L. 178/20, e da ultimo dall’art. 8 D.L. 41/2021, che prevede ulteriori 28 settimane a partire dall’1/4/2021 e fino al 31/12/2021, hanno, concordato il seguente aggiornamento delle procedure sindacali da utilizzare nel Veneto da parte delle imprese che necessitano di ulteriori periodi di sospensione dell’attività lavorativa:
a) Datori di lavoro che abbiano già sottoscritto nei 2020 un verbale per periodi di sospensione dell’attività lavorativa con causale Covid-19 anche nei caso successivamente ne abbiano esteso la validità sulla base degli avvisi comuni/verbali di accordo stipulati dalle parti sociali dell’artigianato Veneto:
1) nel periodo 1/1/2021-30/6/2021, per i dipendenti in forza alla data del 4/1/2021, qualora ravvisino la necessità di ulteriori settimane di prestazione FSBA Covid 19, utilizzeranno le 12 settimane previste dall’art. 1 legge di bilancio 178/2020 fino a esaurimento delle stesse.
2) Nel periodo 1/4/2021 e fino al 31/12/2021, per i dipendenti in forza alla data del 23/3/2021 in caso di esaurimento delle 12 settimane di cui al precedente capoverso, oppure per i lavoratori assunti dopo il 4/1/2021 e in forza al 23/3/2021 e, in ogni caso dall’1/7/2021, qualora necessitino di ulteriori periodi di prestazione FSBA Covid 19, potranno richiedere le 28 settimane previste dall’art. 8 D.L. 41/2021.
Per ciascuno dei periodi indicati le aziende dovranno inviare il modello di comunicazione indicando la data di scadenza del verbale.
Allo stesso modo opereranno i datori di lavoro che al termine dei periodo indicato nel verbale di accordo e/o della comunicazione di estensione della validità del verbale stesso abbiano trasmesso al Fondo la comunicazione di ripresa dell’attività produttiva.
I datori di lavoro che avessero integralmente esaurito, per effettiva fruizione, le settimane di prestazione FSBA “causale Covid-19” complessivamente concesse dalla L. 178/2020 e dal D.L. 41/2021 ed eventuali modifiche ed integrazioni, entro una data antecedente il 31/12/2021 potranno richiedere l’Assegno Ordinario FSBA (non causale Covid-19) ove non già esaurito per pregresso utilizzo nel biennio di riferimento.
b) Datori di lavoro che hanno la necessità di utilizzare per fa prima volta la prestazione FSBA “causale covid 19” nel 2021 per periodi decorrenti dall’1/1/2021 al 31/12/2021: per fruire dei periodi concessi al punto a), nelle modalità e scansioni temporali ivi previste, dovranno altresì rispettare l’intera procedura sindacale stabilita nell’accordo interconfederale regionale del 4/3/2020 e dell’integrativo dell’accordo 14/1/2020. I periodi concedibili dalla normativa vigente possono essere richiesti con unico verbale di accordo sindacale.
E’ confermato il contributo Ebav alle imprese che utilizzano periodi di sospensione, disciplinato dall’accordo interconfederale del 25/1/2021 che rinnova le prestazioni COVID per l’anno 2021 come chiarito dal verbale delle parti sociali del 25/3/2021.
Il modello D06 dovrà essere presentato solamente dai lavoratori che utilizzino nel 2021 per la prima volta la prestazione FSBA Covid-19.

Esonero contributi imprese filiere agrituristiche: istruzioni Inps


Con circolare n. 57/2021, l’Inps fornisce indicazioni e integra le istruzioni operative sulle modalità di ingresso e i requisiti per l’esonero straordinario della quota di contribuzione dovuta per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 dai datori di lavoro delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.


L’articolo 222, comma 2, del DL n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77/2020, e successivamente modificato dall’art. 58-quater, comma 1, lett. a), D.L. 104/2020, prevede che a favore delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, anche associate ai codici ATECO 11.02.10 e 11.02.20, nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, è riconosciuto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Il D.M. 15 settembre 2020, attuativo del citato articolo 222, comma 2, del decreto-legge n. 34/2020, ha definito la disciplina dell’esonero per le imprese la cui attività è identificata dai codici Ateco elencati nell’allegato 1 al medesimo decreto. Successivamente, il D.M. 10 dicembre 2020 ha definito la disciplina dell’esonero per le imprese delle filiere vitivinicole associate ai codici Ateco 11.02.10 e 11.02.20, introdotti dall’articolo 58-quater del decreto-legge n. 104/2020.
Considerato che la disciplina prevista dal D.M. 10 dicembre 2020 per tali ultime imprese è identica a quella definita dal D.M. 15 settembre 2020 per le imprese individuate con riferimento ai codici Ateco elencati nell’allegato 1 del medesimo decreto interministeriale, le indicazioni della circolare n. 57 in commento, salvo diverse precisazioni, si riferiscono a tutte le imprese destinatarie dell’esonero dell’articolo 222, comma 2, del decreto-legge n. 34/2020.


Datori di lavoro che possono accedere al beneficio
L’esonero straordinario della contribuzione è destinato alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura e non si applica, pertanto, nei confronti delle pubbliche Amministrazioni.
Accedono all’esonero i datori di lavoro delle imprese, anche appartenenti ai settori diversi da quello agricolo, che svolgono un’attività identificata da uno dei codici Ateco indicati nell’allegato 1 al D.M. 15 settembre 2020 e dai codici Ateco 11.02.10 e 11.02.20 introdotti dall’articolo 58-quater del decreto-legge n. 104/2020.
Inoltre, alle imprese agricole che esercitano più attività agricole identificate da diversi codici Ateco, l’esonero è riconosciuto per la contribuzione afferente alla posizione contributiva complessiva dell’azienda, considerato il particolare rapporto di interazione che sussiste nello svolgimento delle attività agricole esercitate complessivamente dall’impresa.


Misura dell’esonero
Ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali è riconosciuto per la sola contribuzione a carico dei datori di lavoro dovuta per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020. In particolare, si ricorda, non sono oggetto di esonero le seguenti contribuzioni:
– ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulla retribuzione del lavoratore;
– i premi e i contributi dovuti all’INAIL;
– il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”;
– il contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148, nonché al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige e al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale;
– il contributo, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua.
Sono, inoltre, escluse dall’applicazione dell’esonero le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle Gestioni previdenziali di riferimento (cfr. circolare n. 40/2018).


Diritto alla fruizione
Il diritto alla fruizione dell’esonero in esame è subordinato, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006, alle seguenti condizioni: regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC); assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’esonero straordinario è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta, e comporta, come già specificato, l’esonero totale dal versamento della contribuzione a carico del datore di lavoro ed è applicabile nei limiti previsti dalla normativa in materia di aiuti di Stato.


Modalità di accesso all’esonero e disposizioni transitorie
Per accedere al beneficio i datori di lavoro devono presentare istanza entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della circolare in commento, utilizzando il modulo “Esonero Art.222 DL 34/2020” disponibile nel “Portale delle Agevolazioni” (ex “DiResCo”), sul sito istituzionale.
I decreti interministeriali dispongono altresì, all’articolo 3, comma 1, che in attesa della messa a disposizione da parte dell’INPS del modello di istanza di esonero, i versamenti della contribuzione riferita ai periodi retributivi oggetto dell’esonero già scaduti e non ancora versati, ovvero in scadenza, sono sospesi per i destinatari dell’agevolazione fino alla data di definizione delle istanze medesime. La sospensione trova applicazione anche alle contribuzioni escluse dall’esonero sopra indicate.
Inoltre, in attesa della presentazione dell’istanza, la sospensione dei versamenti oggetto della misura comporta l’esclusione della corrispondente esposizione debitoria da eventuali domande di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa per le medesime aziende e dalla verifica della regolarità contributiva.
Una volta intervenuta la presentazione dell’istanza di esonero, in caso di regolarizzazione con modalità rateale ai sensi dell’articolo 2, comma 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338 e successive modificazioni, per la determinazione dell’estratto contributivo che individua le partite a debito da inserire nella domanda di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, il contribuente dovrà indicare l’importo del debito residuo a titolo di contribuzione omessa.
Le aziende che svolgono una delle attività individuate dai codici Ateco indicati negli allegati ai messaggi n. 3341/2020 e n. 4353/2020 o dai codici Ateco 11.02.10 e 11.02.20 e che, in attesa della pubblicazione dei decreti interministeriali e della circolare, hanno sospeso i versamenti della contribuzione relativa al primo semestre 2020 devono provvedere ai versamenti, senza aggravio di somme accessorie, entro trenta giorni dalla pubblicazione della circolare in argomento qualora abbiano già raggiunto il massimale individuale con le agevolazioni concesse o richieste nell’ambito del “Quadro temporaneo”. Qualora il pagamento non intervenga nei predetti termini, dalla stessa scadenza, saranno dovute le sanzioni civili per omissione, a nulla rilevando la presentazione dell’istanza.
In caso di esito favorevole dell’istanza, qualora l’esonero sia concesso in quota parte per il superamento del limite di spesa individuale fissato dal “Quadro temporaneo”, i contribuenti dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in un’unica soluzione entro trenta giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istanza, senza applicazione di sanzioni e interessi. Nei casi di esito favorevole, con accoglimento totale o parziale dell’importo dell’esonero richiesto, entro il medesimo termine devono essere versate anche le contribuzioni escluse dall’esonero, qualora l’azienda non vi abbia già provveduto.
In caso di esito favorevole dell’istanza, la contribuzione riferita ai periodi retributivi dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 già versata e oggetto di esonero potrà essere compensata con la contribuzione in futuro dovuta dal datore di lavoro.
L’esito negativo della verifica della conformità del codice Ateco dichiarato nell’istanza con i codici Ateco 2007 rilevabili in Camera di Commercio ovvero denunciati all’Agenzia delle Entrate, che comporta la reiezione dell’istanza, se rilevato a seguito di ulteriori controlli, comporterà l’annullamento del provvedimento di esonero già adottato con il recupero della contribuzione dovuta e aggravio delle sanzioni civili.


Datori di lavoro privati con lavoratori dipendenti iscritti alla Gestione privata
In caso di esito positivo delle istanze, alle posizioni contributive delle aziende verrà attribuito il codice di autorizzazione “8J”, che assume il nuovo significato di “Azienda con esonero a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Articolo 222 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.
Per esporre nel flusso Uniemens il recupero dell’esonero spettante relativo alle mensilità da gennaio a giugno 2020, i datori di lavoro interessati valorizzeranno all’interno di <CausaleACredito> di <AltrePartiteACredito> di <DenunciaAziendale> il codice causale di nuova istituzione “L551”, avente il significato di “<Esonero contributivo a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Art. 222, c. 2, del D.L n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77/2020, successivamente modificato dall’articolo 58-quater del D.L. n. 104/2020, introdotto dalla legge di conversione n. 126/2020”; nell’elemento <ImportoACredito> indicheranno il relativo importo.
Nel caso in cui le aziende interessate abbiano presentato le denunce insolute o parzialmente insolute provvederanno all’invio di un flusso regolarizzativo della sola denuncia aziendale, utilizzando il codice di nuova istituzione “L552”, avente il significato di “Recupero esonero contributivo a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Art. 222, c. 2, del D.L n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77/2020, successivamente modificato dall’articolo 58-quater del D.L. n. 104/2020, introdotto dalla legge di conversione n. 126/2020”, presente all’interno di <DenunciaAziendale>/ <AltrePartiteACredito>/<CausaleACredito> indicando l’importo indicato nell’istanza.


Datori di lavoro privati che inviano le denunce di manodopera agricola dei lavoratori iscritti alla sezione agricola del Fondo pensioni lavoratori dipendenti
In caso di esito positivo delle istanze, alle posizioni contributive delle aziende verrà attribuito il codice di autorizzazione “8J”, avente il significato di “Azienda con esonero a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Articolo 222 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”. Il codice di autorizzazione sarà visualizzabile nel “Cassetto previdenziale aziende agricole”, fatta salva la revoca dell’autorizzazione qualora a seguito degli ulteriori controlli si rilevi la non conformità del codice Ateco dichiarato nell’istanza con i codici Ateco 2007 rilevabili in Camera di Commercio o denunciati all’Agenzia delle Entrate.

Edilizia Industria Torino: accordo per la determinazione dell’EVR



Firmato Il giorno 11/3/2021, tra il Collegio Costruttori Edili – ANCE Torino e la FENEAL-UIL Piemonte, la FILCA-CISL della provincia di Torino, la FILLEA-CGIL della provincia di Torino, il verbale di accordo per la verifica e la determinazione dell’EVR anno 2020


Le Parti territoriali per il settore dell’Edilizia Industria della provincia di Torino, in base al disposto degli artt. 12, 38 e 46 del vigente CCNL, e di quanto previsto nell’allegato V al Verbale di Accordo provinciale 18/10/2016, si sono incontrate per la verifica dell’Elemento Variabile della Retribuzione (EVR) e per la determinazione degli importi eventualmente da erogare.
Con la firma dell’accordo 11/3/2021, si è convenuto quanto segue:

– Gli indicatori medi per il triennio 2017/2019, a confronto di quelli 2016/2018 , che esprimono l’andamento congiunturale del settore, correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e indicati nel citato Accordo Provinciale 18/10/2016, determinano il riconoscimento a livello territoriale dell’E.V.R. nella misura pari al 4%, in quanto i quattro indicatori sono risultati positivi.

– Determinato l’EVR a livello territoriale nella misura di cui al precedente punto, ogni impresa procederà entro il 15/4/2021 alle verifiche degli indicatori aziendali – ore di lavoro denunciate in Cassa Edile e volume d’affari IVA così come rilevabile dalle dichiarazioni annuali IVA – relativi ai medesimi trienni di riferimento (media 2017/2019 su media 2016/2018), con le modalità di cui all’allegato V dell’Accordo 18/10/2016.

– In presenza di entrambi gli indicatori aziendali pari o positivi l’impresa erogherà l’EVR nella misura piena come indicato nelle seguenti tabelle:


Elemento variabile della retribuzione (E.V.R.) – Importi da erogare – Misura piena del 4%





















OPERAI

IMPORTO ORARIO

Operaio 4°livello 0,26 euro
Operaio specializzato – 3°livello 0,25 euro
Operaio qualificato – 2°livello 0,22 euro
Operaio comune – l°livello 0,19 euro
Custodi B 0,17 euro
Custodi C 0,15 euro
























IMPIEGATI

IMPORTO MENSILE

7° livello 65,23 euro
6° livello 58,71 euro
5° livello 48,92 euro
4° livello 45,66 euro
3° livello 42,40 euro
2° livello 38,16 euro
1° livello 32,61 euro


– In presenza di un solo indicatore aziendale pari o positivo l’impresa erogherà l’EVR nella misura ridotta di cui alle tabelle sotto riportate:


Elemento variabile della retribuzione (E.V.R.) – Importi da erogare – Misura ridotta al 2,6%





















OPERAI

IMPORTO ORARIO

Operaio 4°livello 0,17 euro
Operaio specializzato – 3°livello 0,16 euro
Operaio qualificato – 2°livello 0,14 euro
Operaio comune – l°livello 0,12 euro
Custodi B 0,11 euro
Custodi C 0,10 euro
























IMPIEGATI

IMPORTO MENSILE

7° livello 42,40 euro
6° livello 38,16 euro
5° livello 31,80 euro
4° livello 29,68 euro
3° livello 27,56 euro
2° livello 24,80 euro
1° livello 21,20 euro


– In presenza di entrambi gli indicatori aziendali negativi l’impresa non erogherà l’EVR.

– L’impresa, al fine di potersi avvalere della possibilità di erogare in misura ridotta o di non erogare l’EVR dovrà avvalersi della procedura di cui all’art. 38 del vigente CCNL e dell’Allegato V del CCPL 18/10/2016.
L’intera procedura dovrà esaurirsi entro 30 giorni dal ricevimento da parte delle Organizzazioni Sindacali Territoriali dell’informativa inviata dal Collegio Costruttori Edili – ANCE Torino o dalla Cassa Edile di Torino.
L’impresa è autorizzata ad applicare l’EVR in misura ridotta od a non applicarlo nel caso in cui sia stata verificata, nel corso del confronto con le OO.SS. la ricorrenza delle condizioni contrattuali, ovvero quando siano esauriti i termini della procedura di cui sopra e non sia pervenuta alcuna richiesta di confronto da parte delle OO.SS. Resta fermo quanto previsto in proposito dall’art. 38 del vigente CCNL per le imprese con soli impiegati e per le imprese di nuova costituzione.

– Determinata la misura dovuta dell’EVR in base all’andamento degli indicatori aziendali nel corso del triennio 2017/2019, come previsto dal CCPL 18/10/2016, l’importo totale che spetterà a ciascun dipendente, attualmente in forza alla data del presente accordo, sarà quantificato, per gli operai prendendo a riferimento le ore di lavoro ordinario effettivamente prestato (con un massimo di n. 173 nel mese) e per gli impiegati il periodo di lavoro ordinario da ciascuno effettivamente prestato nel corso del 2020. Tale importo, in via eccezionale , potrà anche essere erogato dall’impresa frazionato in sei rate mensili a decorre da ed unitamente con le competenze mensili del mese di maggio 2021. Allo stesso modo si procederà su richiesta alle imprese da parte dei dipendenti non in forza che abbiano prestato effettivamente attività di lavoro nel 2020.

– Le Parti si danno atto che gli importi dell’EVR erogati ai sensi del CCPL 18/10/2016 e del presente Accordo, presentano i requisiti previsti dalle vigenti norme di legge in materia di tassazione separata delle erogazioni premiali, In particolare, le Parti dichiarano che l’Accordo è conforme alle disposizioni di cui all’art. 1, commi 182-189 della Legge del 28/12/2015 n. 208 e del Decreto Ministeriale 25/3/2016.


 

Elemento integrativo per l’assistente d’infanzia nelle Cooperative Sociali di Bolzano

Decorre, dal mese di aprile, un aumento dell’elemento integrativo della retribuzione per l’assistente all’infanzia operante nelle cooperative dei settore Soclo-Sanitarlo-Assistenziale-Educativo e di inserimento lavorativo della Provincia di Bolzano

Il CIPL Cooperative sociali Bolzano ha previsto i seguenti aumenti retributivi per la figura professionale dell’assistente d’infanzia a fine di valorizzare vari profili professionali.
In tale contesto le stesse condividono la posizione riguardante l’assistente all’infanzia.
Pertanto, il minimo della retribuzione previsti dal CCNL per il personale inquadrato come assistente all’infanzia viene integrato mensilmente con un “elemento integrativo” di 30,00 € a partire dall’1/4/2021.
L’articolo, inoltre, oltre ad aver previsto un aumento di 70,00 € a partire dall’1/11/2020, ha stabilito un aumento di 30,00 € a partire dall’1/7/2021 e un altro di  30,00 € a partire dall’1/12/2021.
Tuttavia, in merito a quest’ultimo, le Parti ritengono adeguata l’applicazione dell’ultima trance ma l’erogazione della stessa avverrà sulla base di una intesa contrattuale delle Parti entro il 30/9/2021, considerando l’attuazionedegli obiettivi:
– di miglioramenti e ottimizzazioni dei processi interni delle cooperative sociali da individuarsi con l’assistenza delle centrali cooperative alte quali aderiscono;
– nel dialogare e contrattare con le stazioni appaltanti al fine di ridurre i costi per gli affitti e per il vitto messo in conto alle cooperative che forniscono il servizio;
– nell’impegnarsi con le stazioni appaltanti affinché negli appalti vengano applicate le tariffe deliberate dalia Giunta Provinciale attuale pari a 12,00 €/14,00 € (IVA esclusa)


Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi


Il DL n. 76/2020, conv., con mod., dalla L. n. 120/2020 (c.d. decreto Semplificazioni), ha introdotto modifiche significative alla L. n. 241/1990, in materia di definizione dei procedimenti amministrativi. È stato, pertanto, adottato un nuovo Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi che ha recepito le modifiche normative, innovando e integrando le disposizioni dell’Istituto e degli Enti incorporati. Con circolare n. 55/2021, l’Inps illustra le modifiche più significative apportate dal nuovo Regolamento.


 


Con la Deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 21 dicembre 2020, n. 111, l’Inps ha adottato il nuovo Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi ai sensi dell’articolo 2, L. n. 241/1990.Di seguito si riportano le modifiche più significative intervenute.


Applicazione
L’articolo 1 stabilisce che il Regolamento si applica ai procedimenti amministrativi di competenza dell’Inps che prendano avvio ad istanza di parte o d’ufficio. Sono dunque esclusi, come nella previgente disciplina, quelli in autotutela, quelli promossi con ricorso avverso un atto o un provvedimento amministrativo e quelli relativi alla gestione del personale e all’acquisizione di lavori, servizi e forniture. Ulteriore tipologia di esclusione è quella relativa ai procedimenti amministrativi nei quali i beneficiari sono selezionati a seguito di procedure oggetto di specifici bandi di concorso, soggette a vincoli finanziari e graduatorie; si fa riferimento, in particolare, alla concessione di benefici a carico della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Il comma 3 del medesimo articolo 1 del Regolamento è stato, infine, riformulato in maniera più ampia escludendo tutti i procedimenti per i quali i termini di conclusione siano previsti da fonte legislativa o regolamentare anche interna all’Istituto.


Durata del procedimento
L’articolo 2 del Regolamento individua le ipotesi in cui i termini di conclusione siano diversi da quello di trenta giorni previsto in via generale dalla legge n. 241/1990, e gli esiti del medesimo in caso di domanda manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, con l’adozione di un provvedimento espresso e motivato, redatto in forma semplificata. Nella Tabella A allegata al Regolamento non sono indicati i procedimenti il cui termine di conclusione sia superiore a trenta giorni in virtù di specifiche norme di legge.


Decorrenza dei termini
Il comma2 del citato articolo 3 del Regolamento disciplina la decorrenza del termine iniziale dei procedimenti a iniziativa di parte, coincidente, in via generale, con la data di ricevimento della domanda, a eccezione delle istanze indicate nella Tabella A) allegata al Regolamento, per le quali il termine iniziale del procedimento decorre da un momento diverso in virtù di specifiche disposizioni normative. Inoltre, lo stesso articolo 3 ha espressamente previsto il regime della decorrenza per le istanze presentate dagli utenti in modalità telematica e per le domande di pensione in regime internazionale.


Comunicazione di avvio del procedimento
L’articolo 4 del Regolamento è stato aggiornato alla luce del novellato articolo 8 della L. n. 241/1990, che, in particolare, prevede che nella comunicazione di avvio del procedimento vengano indicate le modalità attraverso le quali sia resa possibile la visione degli atti, l’accesso al fascicolo informatico di cui all’articolo 41, D. Lgs. n. 82/2005 (c.d. Codice dell’amministrazione digitale o CAD), nonché l’esercizio in via telematica dei diritti previsti dalla L. n. 241, di regola, attraverso il punto di accesso di cui all’articolo 64-bis del D. Lgs. n. 82/2005, o con altre modalità telematiche, nonché l’inserimento del riferimento al domicilio digitale dell’Amministrazione oltre all’unità organizzativa competente e al nominativo del responsabile.


Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza
L’articolo 5 del Regolamento, anch’esso aggiornato alla luce del novellato articolo 10-bis, L. n. 241/1990, stabilisce che alla tempestiva comunicazione all’istante dei motivi ostativi all’accoglimento della domanda presentata da parte del responsabile del procedimento, consegue la sospensione dei termini di conclusione dei procedimenti e non più, come previsto dalla precedente disciplina, l’interruzione dei termini del procedimento.


Sospensione del termine
L’articolo 6 disciplina i casi in cui il computo dei termini è sospeso e le regole per individuare il giorno di scadenza. Il comma 4 prevede la sospensione dei termini afferenti ai procedimenti per i quali è necessaria l’acquisizione di informazioni o di certificazioni, relative a fatti, stati o qualità, provenienti da Istituzioni estere, non attestati in documenti già in possesso dell’Istituto.


Attività consultiva
L’articolo 7 del Regolamento è stato aggiornato alla luce della novella dell’articolo 16, comma 2, della L. n. 241/1990, in virtù della quale, al fine di accelerare l’adozione dei provvedimenti, è previsto che l’Amministrazione richiedente proceda indipendentemente dall’espressione del parere, facoltativo ovvero obbligatorio, se questo non viene reso nei termini.


Termine finale del procedimento
L’articolo 9 del Regolamento disciplina espressamente il termine finale del procedimento, che si riferisce alla data di adozione del provvedimento finale anche nel caso di provvedimenti recettizi. In particolare, il comma 5 recepisce la previsione dei commi 9-bis, 9-ter e 9-quater, inseriti nell’articolo 2 della L. n. 241/1990, dall’articolo 1 del DL 9 febbraio 2012, n. 5, in merito all’attivazione dei poteri sostitutivi in caso di inerzia dell’Amministrazione.
Nei casi di silenzio inadempimento, il comma 5 prevede, che decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento, comprensivo dell’eventuale termine di sospensione, l’interessato può rivolgersi al soggetto titolare del potere sostitutivo individuato ai sensi del citato comma 9-bis dell’articolo 2 della L. n. 241/1990. Tale soggetto deve concludere il procedimento entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, attraverso le Strutture competenti o con la nomina di un commissario. Allo stato attuale l’interessato può rivolgersi al Direttore centrale/regionale/di coordinamento metropolitano competente territorialmente.


Risarcimento danni
L’articolo 10 del Regolamento disciplina le conseguenze di eventuali ritardi nella conclusione dei procedimenti, escludendo dal risarcimento del danno ingiusto i casi riferibili all’inerzia o al ritardo ascrivibili alle Istituzioni estere parti del procedimento.

Edilizia Industria Pordenone: accordo per la determinazione dell’E.V.R.



Firmato il 25/3/2021, tra l’ANCE Alto Adriatico e le OO.SS. provinciali di Pordenone FENEAL-UIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL l’accordo di verifica indicatori provinciali e di determinazione dell’E.V.R.


Accordo 25/3/2021

Le Parti territoriali del settore dell’Edilizia Industria per la provincia di Pordenone, il giorno 25 marzo 2021, si sono riunite per la verifica degli indicatori/parametri provinciali e per il calcolo dell’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) a livello provinciale, in conformità alle previsioni contenute negli artt. 38, nonché 12 e 46, del CCNL 18/6/2008, come modificato e integrato dall’Accordo 19/4/2010 per il rinnovo dello stesso.
Al termine dell’incontro le parti sociali provinciali hanno dato atto che:

1. tutti e quattro gli indicatori/parametri – previsti dalla contrattazione – presentano una variazione positiva;

2. pertanto, ai sensi del comma 9 degli artt. 16.1 e 16.2 del Contratto Integrativo Provinciale, l’Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) di competenza 2020 sarà erogabile nel corso del 2021 nella misura pari al 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2014;

3. l’EVR sarà erogato secondo le indicazioni inserite all’interno dell’accordo di rinnovo del CCNL dell’1/7/2014, allegato 4.

Cassa Edile Pordenone

A seguito della firma dell’accordo 25/3/2021, la Cassa Edile della provincia di Pordenone con circolare del 2 aprile 2021, ha chiarito che, accertato l’importo dell’EVR provinciale, le imprese che applicano il citato integrativo provinciale di Pordenone, sono quindi tenute a verificare se e in che misura sono obbligate a corrisponderlo, predisponendo, come previsto dal vigente CCNL, una verifica a livello aziendale legata all’andamento dei seguenti due indicatori/parametri aziendali:

1. Ore denunciate alla Cassa Edile della Provincia di Pordenone (depurate delle ore relative a cassa integrazione) negli anni 2017, 2018, 2019;

2. Volume d’affari IVA, così come rilevabile esclusivamente dalle dichiarazioni annuali IVA dell’impresa stessa, presentate alle scadenze previste per legge, negli anni 2017, 2018, 2019.

Per entrambi gli indicatori/parametri a livello aziendale sopra citati, l’impresa dovrà porre a confronto i trienni 2017-2018-2019 vs 2016-2017-2018.
All’esito della predetta verifica, l’impresa sarà tenuta a:

a) erogare l’EVR nella misura “piena” pari al 4% dei minimi tabellari stabilita a livello provinciale in vigore alla data del 1 luglio 2014 e in quote mensili qualora le variazioni dei due suddetti indicatori/parametri aziendali siano entrambe pari o positive;

b) erogare l’EVR nella misura minima provinciale (30% dell’EVR stabilito a livello provinciale) più il 50% dell’importo dell’EVR determinato in via definitiva a livello provinciale che eccede la precedente misura minima qualora uno solo dei due suddetti indicatori/parametri aziendali faccia registrare una variazione pari o positiva; in altri termini, quindi, visto che è stato determinato che l’EVR a livello provinciale è erogabile al 100%, le imprese che si trovino in questa situazione dovranno erogare l’EVR nella misura del 65%;

c) non erogare l’EVR qualora le variazioni dei due suddetti indicatori/parametri aziendali siano entrambe negative.


E.V.R. della provincia di Pordenone di competenza 2020 erogabile nel corso del 2021


OPERAI: EVR Erogabile a livello Provinciale – Importo Orario – Misura piena (100%)















QUALIFICA

IMPORTO €

OPERAIO IV LIVELLO 0,2639
OPERAIO SPECIALIZZATO 0,2451
OPERAIO QUALIFICATO 0,2206
OPERAIO COMUNE 0,1885


OPERAI: EVR Erogabile a livello Provinciale – Importo Orario – Misura ridotta (65%)















QUALIFICA

IMPORTO €

OPERAIO IV LIVELLO 0,1716
OPERAIO SPECIALIZZATO 0,1593
OPERARIO QUALIFICATO 0,1434
OPERAIO COMUNE 0,1225


IMPIEGATI: EVR Erogabile a livello Provinciale – Importo Mensile – Misura piena (100%)
























LIVELLO

IMPORTO €

SETTIMO 65,2284
SESTO 58,7052
QUINTO 48,9208
QUARTO 45,6604
TERZO 42,3984
SECONDO 38,1588
PRIMO 32,6144


IMPIEGATI: EVR Erogabile a livello Provinciale – Importo Mensile – Misura ridotta (65%)
























LIVELLO

IMPORTO €

SETTIMO 42,3985
SESTO 38,1584
QUINTO 31,7985
QUARTO 29,6793
TERZO 27,5590
SECONDO 24,8032
PRIMO 21,1994

Gestione rateizzazioni Edilcassa Veneto



Siglati l’1/3/2021, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE Veneto, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la FENEAL-UIL Veneto, la FILCA-CISL Veneto, la FILLEA-CGIL Veneto, gli accordi sulla gestione rateizzazioni e l’addendum sulla quota Edilcassa Veneto.


Quota Edilcassa Veneto


La quota di € 33 attualmente prevista a favore delle/dei lavoratrici/ori iscritti in Edilcassa Veneto per gli adempimenti fiscali obbligatori, viene fissata per l’anno 2020 e gli anni successivi ad € 35.


Gestione rateizzazioni in Edilcassa Veneto


Una ditta sarà considerata “regolare” in relazione a tutti i rapporti con Edilcassa Veneto dal momento in cui riconosce formalmente il debito contributivo, sigla un piano di rientro con rinuncia a successiva azione di opposizione, versa la prima rata.
Il beneficio della rateizzazione decade allorché la Ditta NON versa una rata del piano di rientro e/o una mensilità corrente.
Il versamento delle prime rate, maggiorate dei relativi Interessi di mora calcolati sulla base di quanto previsto al punto 6 della Delibera n. 2/2015 Comitato Bilateralità, andrà a coprire integralmente l’importo a debito della Gratifica Natalizia dei lavoratori.
Per la definizione delle rate vengono utilizzati i seguenti scaglioni:






































Importo

N. Rate

1.ma rateazione

2.da rateazione

0 €-3.000 € 4 RATE 1.ma rata 1.500 € 1.ma rata 1.500 €
3,001 €-5.000 € 6 RATE 1.ma rata 1.500 € 1.ma rata 1.500 €
5.001 € -10.000 € 10 RATE 1.ma rata vedi esempio A 1.ma rata esempio A
10.001 €-15.000 € 12 RATE 1.ma rata vedi esempio B 1.ma rata vedi esempio B
15.001 € – 30.000 € Max 18 RATE 1.ma rata vedi esempio C 1.ma rata vedi esempio C
Oltre 30.000 € Max 24 RATE 1.ma rata vedi esempio D 1.ma rata vedi esempio D
Casi particolari C.d.A.    


Tutte le rate saranno maggiorate dell’importo di interessi e spese.
Nel caso di imprese cessate o sospese, il debito potrà essere dilazionato secondo tabella delle rateizzazioni e comunque non oltre le 18 rate/mese; Qualora l’impresa oggetto della rateizzazione intenda riprendere l’attività, dovrà versare l’intera somma rimanente in un’unica soluzione.