Strutture ricettive: sì al bonus hotel e al super ammortamento


L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 118/E del 16 settembre 2017 ha chiarito che il bonus hotel è  cumulabile con il super ammortamento

Le strutture alberghiere che beneficiano del credito di imposta per i lavori di riqualificazione possono cumularlo con il super ammortamento, anche quando le spese riguardano gli stessi investimenti agevolabili.
Il divieto di cumulabilità del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive con altre agevolazioni di natura fiscale è previsto dal decreto interministeriale del 7 maggio 2015. Questo divieto non vale, però, nel caso del super ammortamento, in quanto quest’ultimo consiste in una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto in relazione agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi ed è valido esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi. Il super ammortamento, quindi, si differenzia dal bonus hotel che costituisce, invece, un contributo pubblico concesso nella forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione per la riduzione dei versamenti relativi a debiti fiscali e previdenziali.
I due bonus sono quindi cumulabili, qualora le spese ammissibili agli stessi possano incidentalmente coincidere.

Contributi per l’Editoria: ecco le modalità di concessione


Definite le modalità di concessione dei contributi, spettanti dal 2018, diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici (DPCM 28 luglio 2017).

La domanda per la concessione dei contributi per l’editoria deve essere presentata mediante PEC al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri e può essere inoltrata solo:
– dalle cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;
– dalle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro;
– dagli enti senza fini di lucro ovvero dalle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti;
– dalle imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche.


La domanda deve essere presentata dall’1 al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo e deve essere corredata dalla seguente documentazione:
– atto costitutivo;
– statuto vigente recante la clausola di divieto di distribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi nonché, per le cooperative di giornalisti, l’obbligo della cooperativa di associare i giornalisti dipendenti che ne facciano richiesta;
– contratto di acquisto della testata per la quale si richiede il contributo o di gestione della stessa;
– un campione, in formato cartaceo, di numeri della testata edita nell’anno di riferimento del contributo;
– dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta dal legale rappresentante, attestante l’assetto societario, l’elenco dei dipendenti e dei relativi contratti, le quote di capitale e i soggetti che le detengono, l’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata, le iscrizioni al registro delle imprese presso la Camera di commercio e al registro degli operatori della comunicazione presso l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il regolare adempimento degli obblighi di carattere retributivo, previdenziale ed assistenziale derivanti dal contratto collettivo di lavoro, nazionale o territoriale, applicato dall’impresa editrice, l’insussistenza di situazioni di collegamento o controllo con altre imprese ovvero, nel caso di esistenza di collegamenti con altre imprese, la dichiarazione rilasciata dai legali rappresentanti delle società controllanti o collegate attestante che le stesse non hanno presentato domanda di contributo per l’anno di riferimento, la periodicità e il numero di uscite effettuate nell’anno, l’adozione di misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna, assunte anche mediante l’adesione al Codice di autodisciplina pubblicitaria, e nel caso di cooperativa di giornalisti:
a) il numero dei giornalisti dipendenti associati, di cui almeno il 50 per cento giornalisti dipendenti aventi rapporto di lavoro regolato dal contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico e clausola di esclusiva con la cooperativa medesima;
b) l’assunzione di almeno il 50 per cento dei soci con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nel rispetto del criterio della prevalenza dei giornalisti, nonché il possesso del requisito della mutualità prevalente e l’iscrizione al relativo albo;


Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, le imprese editrici richiedenti il contributo sono inoltre tenute a presentare, a pena di decadenza, la seguente ulteriore documentazione relativa alla testata per la quale si chiede il contributo:
– bilancio di esercizio conforme a quello depositato presso la Camera di Commercio, corredato della nota integrativa e degli annessi verbali;
– prospetto dei ricavi, certificato da soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, istituito presso il Ministero dell’economia e finanze, comprensivo degli introiti derivanti dalle vendite, dalla pubblicità e dal contributo, relativi alla testata per cui si chiede il contributo, risultante dal bilancio di esercizio;
– prospetto analitico dei costi connessi alla produzione della testata in formato cartaceo e in formato digitale con l’indicazione, per ciascun costo, degli elementi identificativi degli strumenti utilizzati per il pagamento;
– prospetto analitico dei dati relativi alle copie distribuite e vendute per singolo canale di distribuzione utilizzato, con l’indicazione dell’effettivo prezzo di vendita;
– prospetto analitico dei dati concernenti il numero di copie digitali vendute, singolarmente o in abbonamento, ed il numero di utenti unici finali raggiunti mensilmente;
– dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta dal legale rappresentante attestante il rispetto, nell’erogazione degli stipendi al personale, ai collaboratori e agli amministratori, del limite massimo retributivo.


Per l’edizione in formato esclusivamente digitale, sempre entro il termine del citato 30 settembre, deve essere presentata l’ulteriore documentazione attestante:
– l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro;
– lo svolgimento di attività di formazione e aggiornamento del personale dipendente nell’anno di riferimento del contributo;
– numero di giornalisti assunti, nel periodo di riferimento del contributo, dedicati alla produzione di contenuti informativi originali;
– costi per la gestione di piattaforme e applicativi dedicati all’ampliamento dell’offerta informativa telematica e per l’utilizzo della rete da parte dell’impresa editrice.

Nuova modulistica per agevolazioni ZFU Sisma Centro Italia

Con la Circolare n. 114735 del 15 settembre 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive in favore delle imprese e lavoratori autonomi localizzati nella “Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia”, modificando altresì la modulistica prevista per il riconoscimento dei benefici.

AGEVOLAZIONI NELLA ZFU


Per i periodi di imposta 2017 e 2018 sono riconosciute specifiche agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi e IRAP, ed esoneri contributivi in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella “Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia”, istituita nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016.
In particolare, alle imprese localizzate nella ZFU che presentano apposita istanza di accesso alle agevolazioni, è riconosciuta l’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’IRAP, dall’IMU e l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
I titolari di reddito di lavoro autonomo, invece, sempre previa presentazione dell’istanza di accesso alle agevolazioni, possono beneficiare esclusivamente dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

MODALITA’ E TERMINI DI ACCESSO ALLE AGEVOLAZIONI


Le modalità e i termini di presentazione delle istanze per l’accesso alle agevolazioni nella ZFU sono state definite dal Ministero dello Sviluppo Economico con la Circolare n. 99473 del 4 agosto 2017.
Le istanze, firmate digitalmente, devono essere presentate in via esclusivamente telematica tramite la procedura informatica accessibile dalla sezione “ZFU sisma Centro Italia” del sito Internet del Ministero (www.mise.gov.it).
L’accesso alla procedura informatica prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.
Le istanze possono essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2017 e sino alle ore 12:00 del 6 novembre 2017.
Ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di euro 200.000,00, ovvero:
– di euro 100.000,00, nel caso di imprese attive nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi;
– di euro 15.000,00, nel caso di soggetti attivi nel settore agricolo.
Le agevolazioni sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi con il modello di pagamento F24 telematico.

CHIARIMENTI E INTEGRAZIONI


Ad integrazione e chiarimento delle regole stabilite con la Circolare n. 99473/2017, il Ministero dello Sviluppo Economico con la Circolare n. 114735/2017, ha precisato che:
– riguardo ai limiti di fruizione dei benefici, le percentuali indicate (39% per il 2017, 33% per il 2018 e 28% per il 2019) non costituiscono limiti annuali di fruizione dell’aiuto da parte del singolo beneficiario, nei confronti del quale l’agevolazione viene concessa, bensì limiti riferiti al complesso delle fruizioni di tutti i soggetti beneficiari nell’anno di riferimento, parametrati all’entità dello stanziamento complessivo relativo al triennio 2017-2019;
– ai fini della presentazione delle istanze, i titolari di reddito di lavoro autonomo devono disporre di una casella PEC attiva censita nell’INI-PEC;
– allo scopo di adeguare l’importo dell’agevolazione al differente carico fiscale e contributivo riferibile ai soggetti richiedenti, anche tenuto conto della eterogeneità della platea dei potenziali beneficiari (imprese di qualsiasi dimensione, nonché titolari di reddito di lavoro autonomo), nell’istanza deve essere indicato l’importo dell’agevolazione richiesta, da commisurare all’ammontare previsto di imposte e contributi a carico del soggetto richiedente in relazione ai due periodi di imposta ammissibili (2017 e 2018);
– le risorse finanziarie disponibili saranno ripartite proporzionalmente tra tutti i soggetti ammissibili, sulla base del rapporto tra l’ammontare delle predette risorse disponibili e l’importo delle agevolazioni complessivamente, come risultante dalle istanze presentate.


Allo scopo di adeguare la modulistica alle precisazioni sopra descritte, quindi, il Ministero ha approvato i nuovi modelli di “Istanza per l’accesso alle agevolazioni” e “Dichiarazione ai fini della normativa de minimis”, che sostituiscono completamente quelli adottati con la precedente circolare.


Sisma 2016/2017: le scadenze per chi ha chiesto la sospensione dei contributi


Le imprese preponenti che hanno beneficiato della sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, devono presentare domanda di rateazione entro il 30 settembre p.v. oppure pagare i contributi sospesi entro il 30 ottobre p.v. (Enasarco – Comunicato del 12 settembre 2017).

Nei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016 e dal sisma del 18 gennaio 2017 sono stati sospesi i termini di  versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativamente al 3° e 4° trimestre 2016 e al 1° e 2° trimestre 2017.
Il pagamento dei suddetti contributi dovrà avvenire entro il prossimo 30 ottobre, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di diciotto rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2017.
Per chiedere la rateizzazione dei contributi sospesi è necessario presentare domanda entro il 30 settembre 2017, tramite PEC, specificando nell’oggetto “Sisma – richiesta rateizzazione contributi sospesi”.
In ogni caso non si procede alla restituzione dei contributi già versati.


Controllo automatizzato delle dichiarazioni: chiarimenti sull’avviso bonario


La cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione non necessita di previa notifica di avviso bonario al contribuente, qualora non sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione (Corte di cassazione – ordinanza 08 settembre 2017, n. 21020).

I risultati del controllo automatizzato della dichiarazione non necessitano di previa comunicazione, laddove non emerga alcun errore, ossia non sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Soltanto in tale ultimo caso è imposto l’obbligo di notifica dell’avviso bonario ai fini del contraddittorio.


La suddetta comunicazione del risultato del controllo automatizzato va comunque distinta dalla comunicazione d’irregolarità per l’ipotesi che emerga dal controllo un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, in quanto è finalizzata ad evitare la reiterazione di errori e consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, la cui omissione non è sanzionata a pena di nullità.

IRAP: rimborso per il medico con dipendente part-time


La Corte di cassazione con ordinanza 13 settembre 2017, n. 21243 ribadisce che ai fini Irap, integra il presupposto dell’autonoma organizzazione l’impiego di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure l’avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.

Nel caso esaminato dalla Cassazione, con ricorso alla CTP di Avellino, il medico convenzionato con il SSN, impugnava il silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso dell’Irap per un determinato anno di imposta.
L’istanza si fondava sulla assenza del requisito dell’autonoma organizzazione nelle modalità di svolgimento della professione in quanto i beni impiegati erano quelli strettamente necessari e l’impiego di una dipendente part-time non avrebbe influito sul requisito dell’autonoma organizzazione.
L’ufficio dell’Agenzia delle entrate eccepiva, invece, che la presenza di un collaboratore, per il quale la contribuente aveva sostenuto spese per 11.758 euro in un anno, costituiva indice della sussistenza del presupposto impositivo.
La CTP accoglieva il ricorso ritenendo che la presenza di un solo collaboratore con mansioni ausiliarie non integrasse il presupposto di imposta. Contro tale decisione si appellava l’ufficio dell’Agenzia delle entrate e la CTR respingeva l’appello confermando l’assenza del presupposto impositivo. L’ufficio, pertanto, ricorre in cassazione deducendo violazione e falsa applicazione dell’art. 2 e 3 d Ivo 446 del 1997 in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c. in quanto la presenza di un collaboratore a tempo parziale, ma stabile, esclude la occasionalità della collaborazione.
Per la Cassazione il motivo è infondato. Come statuito di recente da questa Corte a Sezioni Unite, ai fini Irap, integra autonoma organizzazione l’impiego di beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure l’avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
L’avvalersi di lavoro altrui, quindi, non è automaticamente indice di autonoma organizzazione, ma lo è solo quando il lavoro di cui ci si avvale abbia determinate caratteristiche.
La CTR, nell’affermare che l’utilizzo di personale anche in una attività autonoma non integra necessariamente il presupposto dell’imposta se lo stesso non prevale sul lavoro intellettivo del contribuente, ha espresso un principio che appare, nella sostanza, sulla stessa linea. Ha ritenuto che nel caso di specie, sulla base di un giudizio di fatto non sindacabile in questa sede, le caratteristiche dell’organizzazione del lavoro della contribuente non integrassero i presupposti dell’imposta.
Si conclude quindi che il ricorso, nel quale, invece, si invoca il principio per cui l’impiego non occasionale di lavoro altrui vale, di per sé solo, ad integrare il requisito della autonoma organizzazione deve, pertanto, essere respinto.


Spese di sponsorizzazione in attività sportive dilettantistiche

Con la recente Ordinanza n. 21333 del 14 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha affermato che il corrispettivo versato in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche deve ritenersi deducibile dal reddito d’impresa come spese di sponsorizzazione, sulla base di una presunzione assoluta di inerenza stabilita dalla legge.

FATTO


L’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di accertamento nei confronti della società contribuente riprendendo a tassazione le spese di sponsorizzazione sostenute a favore di due associazioni dilettantistiche, ritenute indeducibili per difetto d’inerenza. Su ricorso della società i giudici tributari hanno annullato l’avviso di accertamento.

LA NORMA


Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


Confermando la decisione dei giudici tributari, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della deduzione operata dall’impresa nella determinazione del reddito, dei costi di sponsorizzazione sostenuti a favore di due società sportive dilettantistiche, nonostante l’elevato importo (avuto riguardo agli altri costi sostenuti per il personale o per gli oneri diversi di gestione), la scarsa rilevanza e conoscibilità delle società sponsorizzate (appartenenti allo stesso ambito territoriale della sede dell’impresa), la mancata acquisizione di nuovi clienti locali (tenendo conto che la clientela dell’impresa era quasi esclusivamente estera).
I giudici della Suprema Corte hanno precisato che in tema di spese di sponsorizzazione sostenute in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva, esiste una presunzione legale assoluta di qualificazione come spese di pubblicità volte alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante, qualora il corrispettivo annuo non sia superiore a 200 mila euro.
L’inerenza e la congruità di tali spese all’esercizio dell’attività commerciale, quindi, è stabilita dalla legge, di conseguenza nei limiti e alle condizioni dalla stessa stabiliti si considerano sempre deducibili.

Tributi non armonizzati: non c’è obbligo di contraddittorio


Ribadita l’inesistenza di un obbligo generalizzato al contraddittorio endoprocedimentale per i tributi non armonizzati (Corte di Cassazione – Ordinanza 5 settembre 2017, n. 20799).

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della CTR che, conformemente alla decisione della CTP, ha rigettato il suo appello nei confronti della contribuente in relazione ad avviso di accertamento per IRPEF ed IRAP.
Va applicato il principio secondo cui un obbligo generale di contraddittorio, la cui violazione comporti la nullità dell’atto, sussiste unicamente riguardo ai tributi armonizzati e purché il contribuente enunci in concreto le ragioni che avrebbe inteso far valere al fine di valutare la natura non meramente pretestuosa dell’opposizione.
Nel caso di specie, è incontestato che si sia trattato di accertamento a tavolino relativamente ad IRPEF ed IRAP, per cui deve escludersi, in assenza di espressa disposizione, che la mancanza di previo contraddittorio finalizzato all’emissione dell’atto impositivo sia sanzionata a pena di nullità dell’atto.


IVA: comunicazione liquidazioni periodiche


I soggetti passivi Iva devono inviare, entro il 18 settembre, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva effettuate nel secondo trimestre del 2017, utilizzando il modello “Comunicazione liquidazioni periodiche Iva“.


 


L’obbligo di presentazione della Comunicazione è stato istituito per i soggetti passivi IVA. Nell’apposito modello il contribuente deve indicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta.
La Comunicazione va presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Sono esonerati dalla presentazione della Comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero. In caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di più attività, i soggetti passivi presentano una sola Comunicazione riepilogativa per ciascun periodo. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Il modello di Comunicazione deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.
La Comunicazione relativa al secondo trimestre va presentata entro il 16 settembre (quest’anno il 18) e quella relativa all’ultimo trimestre è presentata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio. Qualora il termine di presentazione della Comunicazione scada di sabato o in giorni festivi, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo. Se, entro il termine di presentazione, sono presentate più Comunicazioni riferite al medesimo periodo, l’ultima sostituisce le precedenti.
La ricevuta di avvenuta trasmissione telematica dei dati della Comunicazione è resa disponibile al contribuente nel proprio Cassetto fiscale e nella sezione Consultazione dell’area autenticata dell’interfaccia web “Fatture e Corrispettivi”. In relazione alla verifica della tempestività delle Comunicazioni presentate per via telematica, si considerano tempestive le Comunicazioni trasmesse entro i termini prescritti, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che attesta il motivo dello scarto.


Rottamazione delle cartelle: istruzioni sul pagamento della seconda rata


Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 settembre 2017, che poiché cade di sabato slitta al 02 ottobre, termine entro il quale è possibile effettuare il pagamento della seconda rata, è stato fornito un promemoria su tutti i servizi messi a disposizione dei contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle ai fini del pagamento dovuto (Agenzia Entrate-Riscossione – comunicato 14 settembre 2017).

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ricorda che le somme da versare sono indicate nei bollettini precompilati già inviati e il relativo pagamento della seconda rata può essere effettuato:
– presso la propria banca, in contanti per importi sotto i 3 mila euro e anche con addebito sul proprio conto corrente;
– presso sportelli bancomat abilitati;
– con il proprio Internet banking;
– presso gli uffici postali, per importi sotto i 3 mila euro (se il contribuente è cliente Banco posta può richiedere l’addebito sul proprio conto);
– nei tabaccai convenzionati con Banca 5 Spa, punti vendita Sisal e Lottomatica;
– presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con carta di credito o prepagata, bancomat e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle entrate-Riscossione (si può pagare anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro);
– sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con l’app Equiclick.


Il mancato pagamento della suddetta rata o il tardivo pagamento fa perdere i benefici della rottamazione delle cartelle con la conseguente ripresa della procedura di riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.