Le agevolazioni fiscali si applicano solo alle “imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare”


L’Agenzia delle entrate con la risposta 20 febbraio 2020, n. 70 ha chiarito che l’applicazione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna prevista per i trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare non può essere estesa anche ai fondi immobiliari.

In merito all’agevolazione applicabile ai soli trasferimenti di interi fabbricati a favore di “imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare” non può essere accolta un’interpretazione estensiva della nozione di “imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare” per includere anche i fondi immobiliari tra i soggetti che possono rendersi acquirenti ai fini dell’applicazione dell’agevolazione in esame.
Per le leggi che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi, le norme che dispongono agevolazioni od esenzioni sono di stretta interpretazione, nel senso che “i benefici in esse contemplate non possono essere estesi oltre l’ambito di applicazione come rigorosamente identificato in base alla definizione normativa”.
Ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di euro 200 ciascuna ove ricorrano le seguenti condizioni:
– l’acquisto deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2021 da imprese che svolgono attività di costruzione o ristrutturazione di edifici;
– l’acquisto deve avere come oggetto un “intero fabbricato” indipendentemente dalla natura dello stesso.
Il soggetto che acquista l’intero fabbricato, inoltre, entro 10 anni dalla data di acquisto deve provvedere:
– alla demolizione e ricostruzione di un nuovo fabbricato anche con variazione volumetrica, ove consentito dalle normative urbanistiche ovvero,
– ad eseguire interventi di manutenzione straordinaria, interventi di restauro e risanamento conservativo o interventi di ristrutturazione edilizia.
In entrambi i casi (ricostruzione o ristrutturazione edilizia) il nuovo fabbricato deve risultare conforme alla normativa antisismica e deve conseguire una delle classi energetiche “NZEB” (“Near Zero Energy Building”), “A” o “B”;
– all’alienazione delle unità immobiliari il cui volume complessivo superi il 75 per cento del volume dell’intero fabbricato.
Qualora non siano rispettate le condizioni sopra richiamate, in base alle quali è stata concessa l’agevolazione in sede di acquisto del fabbricato, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura ordinaria con l’applicazione della sanzione del 30 per cento delle stesse imposte.
Ai fini dell’applicabilità del beneficio fiscale di cui trattasi agli atti di trasferimento d’immobili che confluiranno nel patrimonio del fondo immobiliare chiuso (FIA) occorre, in primo luogo, verificare se il fondo comune d’investimento(acquirente) possa essere equiparato ai soggetti destinatari della norma agevolativa di cui trattasi, ossia le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare.
La Corte di Cassazione, con due successive pronunce ha analizzato parte della normativa di settore, sopra illustrata, pervenendo a delle conclusioni in merito alla qualificazione giuridica dei FIA. In base all’indirizzo interpretativo espresso dai giudici di legittimità, il fondo immobiliare, configura un patrimonio separato della società di gestione del risparmio la quale, nello svolgimento dell’attività di valorizzazione del predetto patrimonio immobiliare, non può, per espresso divieto, esercitare direttamente l’attività di costruzione di beni immobili.
Inoltre, quando il legislatore ha emanato disposizioni riguardanti i fondi comuni di investimento ha sempre utilizzato una terminologia diretta ad individuare in maniera puntuale i fondi comuni di investimento.
Si evidenzia, infine, che in diversi documenti di prassi l’Agenzia ha equiparato alle imprese costruttrici altre imprese ovvero quelle di “ripristino” o c.d. “ristrutturatrici” che hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di manutenzione straordinaria, interventi di restauro e risanamento conservativo o interventi di ristrutturazione edilizia. In sostanza, è stata operata una equiparazione, nell’ambito di soggetti appartenenti alla medesima categoria di “imprese”; in particolare, alle “imprese” che eseguono i lavori di costruzione/ristrutturazione direttamente sono state equiparate altre “imprese” che, pur potendo astrattamente realizzare i lavori, di fatto li effettuano tramite imprese appaltatrici.
Per le suesposte considerazioni non può trovare applicazione la norma agevolativa esaminata ai fondi comuni di investimento.

Formazione revisori: istruzioni per il triennio 2020-2022


Fornite le istruzioni in materia di formazione professionale continua per gli iscritti nel Registro dei revisori legali per il triennio 2020/2022 (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Circolare 20 febbraio 2020, n. 3).

Nello specifico, la circolare illustra le modalità di erogazione dei corsi di aggiornamento professionale, le procedure per l’accreditamento degli enti formatori eventualmente interessati, la disciplina prevista per il riconoscimento della formazione svolta presso gli ordini professionali e le società di revisione legale iscritte al Registro.
Gli enti che intendano accreditarsi possono scaricare l’istanza di accreditamento, lo schema di convenzione aggiornato e la modulistica da compilare, sottoscrivere e inviare al Ministero unitamente al programma di formazione che si intende proporre. Il foglio in formato CSV  deve essere utilizzato per la trasmissione dei crediti anche da parte delle società iscritte al registro che intendono avvalersi del riconoscimento della formazione organizzata internamente, nel rispetto delle condizioni di legge.
Come nel precedente triennio, il sistema della formazione continua per i revisori legali si regge su tre diversi canali di formazione, ovvero:
– la formazione diretta del Ministero dell’economia e delle finanze,
– la partecipazione a corsi organizzati da enti pubblici e privati accreditati e
– il riconoscimento della formazione professionale continua per i professionisti iscritti in Albi professionali e i responsabili della revisione e collaboratori delle società di revisione.


I corsi di formazione devono avere ad oggetto i contenuti elencati nel programma annuale, adottato, in relazione all’anno 2020, con determina del Ragioniere generale dello Stato.
Si ribadisce che il revisore iscritto al registro deve maturare ogni anno almeno venti crediti, di cui almeno dieci nelle materie caratterizzanti (gestione del rischio e controllo interno, principi di revisione nazionali e internazionali applicabili allo svolgimento della revisione legale, disciplina della revisione legale, deontologia professionale e indipendenza e tecnica professionale della revisione). È confermata la proporzionalità tra ora di formazione e credito, in ragione di un credito maturato per ogni ora di formazione.
I corsi possono essere fruiti interamente a distanza, interamente in aula o in parte a distanza e in parte in aula.
Nell’ambito dello stesso triennio, il medesimo corso non consente di maturare ulteriori crediti formativi.

Scadenza rata “rottamazione-ter”: chi non paga perde i benefici

Il prossimo 28 febbraio 2020 scade il termine per il versamento della 3^ rata del piano di pagamenti relativo all’adesione alla “rottamazione-ter”. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento della rata determina l’inefficacia della definizione agevolata e la perdita dei benefici (Agenzia delle Entrate-Riscossione – Comunicato 21 febbraio 2020).

Attraverso l’adesione alla definizione agevolata cd. “rottamazione-ter” è possibile estinguere i debiti iscritti a ruolo, affidati dagli enti creditori all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per quanto riguarda le multe stradali, la rottamazione-ter esclude il pagamento degli interessi di mora e delle maggiorazioni previste dalla legge.
Il pagamento delle somme dovute in base alla definizione agevolata può essere fatto in forma rateale, in massimo 18 rate in 5 anni, secondo la scelta effettuata in fase di adesione.
Le prime due rate sono scadute a luglio e novembre 2019.
Le restanti rate sono stabilite a scadenze fisse: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno (2020, 2021, 2022 e 2023), secondo il piano di rateazione prescelto con la domanda di adesione, confermato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione con l’accoglimento della domanda.
Una copia del piano dei pagamenti, con i relativi bollettini, può essere comunque reperito sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La rata può essere pagata presso:
– la propria banca,
– agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill,
– con il proprio internet banking,
– agli uffici postali,
– nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica,
– sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa
– direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Infine, è possibile effettuare il versamento mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di 5 giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata. Di conseguenza, il debito non potrà essere più rateizzato e l’agente della riscossione riprenderà le azioni di recupero.

IVA sui servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche


Chiarimenti sul trattamento fiscale ai fini IVA delle prestazioni di servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche (Agenzia delle Entrate – Risposta 19 febbraio 2020, n. 62).

Nel caso di specie, la società istante chiede di conoscere quale sia il trattamento fiscale ai fini IVA delle quote di partecipazione ad una manifestazione che organizzerà in Italia per un premio artistico al quale parteciperanno diversi artisti da tutto il mondo, sia privati che soggetti passivi IVA, tenuto conto che al momento del pagamento delle stesse non si potrà conoscere l’effettiva partecipazione o meno del soggetto alla mostra espositiva, in quanto la stessa sarà valutata da una giuria. Chiede, inoltre, se si renda necessario suddividere la quota di partecipazione in due parti, considerato che al suo interno contiene un servizio di commercio elettronico (indiretto).
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la quota di partecipazione in misura fissa versata dagli artisti per accedere alla competizione è un servizio unico e, pertanto, non risulta necessario distinguere il servizio accessorio di iscrizione al portale.
Il corrispettivo unitario è, perciò, pagato dall’artista per partecipare al concorso per l’assegnazione del premio, essendo il servizio di iscrizione al portale di natura accessoria.
Ritiene, quindi, che la prestazione principale, ossia la partecipazione al concorso artistico, rientri tra le prestazioni di servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche (nel caso di specie, in primo luogo, diritto di partecipare alla manifestazione artistica mediante la selezione da parte della giuria artistica e, in secondo luogo, eventuale diritto alla partecipazione alla mostra espositiva), ai fini IVA territorialmente rilevanti in Italia se ivi effettuate, sia se rese a committenti soggetti passivi sia se rese a committenti non soggetti passivi.
Le prestazioni rese dall’Istante relative al portale assumono natura accessoria e come tali seguono il trattamento IVA dell’operazione principale.

Criteri e modalità di attribuzione e di utilizzo della “Carta elettronica”


Ai residenti nel territorio nazionale che hanno compiuto diciotto anni di età nell’anno 2019 è attribuito, se registrati sulla piattaforma informatica dedicata, un importo pari a 500 euro, per l’acquisto di: biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata, corsi di musica, corsi di teatro, corsi di lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva. (MIBACT – Decreto 24 dicembre 2019, n. 177).

I soggetti beneficiari provvedono a registrarsi, usando le credenziali sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/. La registrazione è consentita fino al 31 agosto 2020.
La Carta è utilizzabile, entro e non oltre il 28 febbraio 2021 ed è usata attraverso buoni di spesa. Ciascun buono di spesa è individuale e nominativo e può essere speso esclusivamente dal beneficiario registrato.
I buoni di spesa sono generati dal beneficiario, che inserisce i dati richiesti sulla piattaforma elettronica, e impiegati per gli acquisti. I buoni possono altresì essere stampati.
L’accettazione del buono di spesa da parte dei soggetti accreditati determina la riduzione, pari all’importo del buono di spesa medesimo, del credito disponibile in capo al beneficiario.
I buoni di spesa generati, ma non spesi, non determinano variazione dell’importo disponibile da parte del beneficiario.
Le imprese e gli esercizi commerciali, le sale cinematografiche, da concerto e teatrali, gli istituti e i luoghi della cultura e i parchi naturali, le altre strutture ove si svolgono eventi culturali o spettacoli dal vivo, presso i quali è possibile utilizzare la Carta sono inseriti, a cura del MIBACT, in un apposito elenco, consultabile sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/.
L’elenco dei parchi nazionali, per i quali è previsto un biglietto di ingresso, è curato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Per agevolare la registrazione di specifiche categorie di esercenti o di determinate istituzioni pubbliche, il MIBACT può stipulare apposite convenzioni, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, con regioni e altri enti territoriali e locali, nonché con associazioni di categoria.
Ai fini dell’inserimento nell’apposito elenco, i titolari o i legali rappresentanti delle strutture e degli esercizi interessati si registrano, entro e non oltre il 31 agosto 2020, sulla piattaforma informatica dedicata. La registrazione, che avviene tramite l’utilizzo delle credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate, prevede l’indicazione della partita I.V.A., del codice ATECO dell’attività prevalentemente svolta, della denominazione e dei luoghi dove viene svolta l’attività, della tipologia di beni e servizi, la dichiarazione che i buoni di spesa saranno accettati esclusivamente per gli acquisti consentiti, nonché l’accettazione delle condizioni di uso e delle specifiche relative alla fatturazione.
L’avvenuta registrazione implica l’obbligo, da parte dei soggetti accreditati, di accettazione dei buoni di spesa secondo le modalità stabilite dal presente decreto, nonché l’obbligo della tenuta di un «registro vendite», da compilare in conformità a quanto previsto nelle condizioni di uso, redatte nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, accettate in sede di registrazione, con i dati riferiti ai beni e alle transazioni realizzate con la Carta.
A seguito dell’accettazione del buono di spesa al momento dell’acquisto, è riconosciuto un credito di pari importo al soggetto registrato e inserito nell’elenco, che ha ricevuto il buono di spesa medesimo. Il credito è registrato nell’apposita area disponibile sulla piattaforma dedicata.
In seguito ad emissione di fattura elettronica, redatta in conformità alle specifiche linee guida pubblicate consultabili sulla piattaforma dedicata, il soggetto ottiene l’accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine, CONSAP, mediante acquisizione dei dati dall’apposita area disponibile sulla piattaforma informatica dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse.
Il MIBACT vigila sul corretto funzionamento della Carta e può provvedere, in caso di eventuali usi difformi o di violazioni delle norme del presente decreto, alla disattivazione della Carta di uno dei beneficiari o alla cancellazione dall’elenco di una struttura, di un’impresa o di un esercizio commerciale ammessi, nonché al diniego di accredito o al recupero delle somme non rendicontate correttamente o eventualmente utilizzate per spese inammissibili, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa vigente. Nei casi di cui al primo periodo, il MIBACT può disporre in via cautelare, con provvedimento motivato, la sospensione dell’erogazione degli accrediti ovvero, in presenza di condotte più gravi o reiterate, la sospensione dall’elenco.
La registrazione da parte di esercenti strutture, imprese e esercizi commerciali già effettuata sulla piattaforma https://www.18app.italia.it/ resta valida ai fini del presente decreto. La continuazione dell’attività di tali soggetti sulla citata piattaforma equivale ad accettazione delle condizioni e degli obblighi di cui al presente decreto.


Fattura del professionista forfetario all’ASD: esclusa l’esenzione dal bollo

L’esenzione dall’imposta di bollo prevista per gli atti richiesti dalle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI non si applica alla fattura del professionista in regime forfetario (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 67 del 2020).

Secondo la disciplina in materia di imposta di bollo sono esenti dal tributo, tra l’altro, gli “atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) nonché dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI”.
Il beneficio è stato esteso alle “associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI” con la Legge di Bilancio 2019.
In proposito occorre osservare che l’esenzione si applica agli atti, documenti,(…), certificazioni, (…) poste in essere o richiesti (…) dalle associazioni (…) sportive dilettantistiche. Dunque, il beneficio non è per tutti i documenti indirizzati a tali soggetti, ma solo per quelli “posti in essere” o “richiesti” dagli stessi.
Nell’ipotesi della fattura che certifica il corrispettivo dovuto dall’associazione sportiva dilettantistica senza fine di lucro riconosciuta dal CONI per la prestazione resa da un professionista o imprenditore in regime forfetario, l’emissione del documento non risponde ad una “richiesta” dell’associazione, bensì ad un obbligo fiscale del professionista/imprenditore, tenuto ad emetterla anche in assenza di esplicita richiesta da parte dell’associazione medesima.
In tal caso, dunque, considerato il particolare regime fiscale, grazie al quale il corrispettivo è escluso dall’IVA, la fattura deve ritenersi soggetta all’imposta di bollo nella misura di 2,00 euro per ogni esemplare.
Va precisato, inoltre, che la fattura rientra tra gli atti per i quali l’imposta di bollo è dovuta fin dall’origine, vale a dire dal momento della loro formazione, e pertanto, l’obbligo di applicare il contrassegno è a carico del professionista/imprenditore che la consegna o spedisce.


L’emendabilità delle dichiarazioni fiscali errate


La dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti, e costituisce un momento dell’iter procedimentale volto all’accertamento dell’obbligazione tributaria (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. – Ordinanza 14 febbraio 2020, n. 3758).

Nel caso di specie, la Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti di una sentenza della CTR della Sicilia, di accoglimento dell’appello proposto dalla contribuente avverso una decisione della CTP di Agrigento, che aveva rigettato il ricorso di quest’ultima avverso un avviso di accertamento per maggior IRPEF.
Nello specifico, l’atto impositivo emesso dall’ufficio aveva ad oggetto il recupero a tassazione delle imposte, sanzioni ed interessi, connesse alla omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, alla quale la contribuente era obbligata, per avere la stessa percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati da due diversi sostituti, omettendo, a fronte di ciò, di inserire detti introiti nella dichiarazione dei redditi; tale obbligo era da ritenere sussistente anche in ipotesi di restituzione delle somme percepite, in quanto i redditi di lavoro dipendente ed assimilati concorrevano alla formazione del reddito imponibile secondo il criterio di cassa e cioè in quanto percepiti; nella specie, dagli atti di causa, era incontestato che le somme erano state indebitamente percepite dalla contribuente; le stesse non risultavano essere state dalla medesima restituite e le medesime non erano state inserite nella dichiarazione dei redditi presentata per l’anno d’imposta in esame.
La Corte di Cassazione ribadisce che ogni soggetto passivo è tenuto a dichiarare annualmente tutti indistintamente i redditi posseduti, anche se da essi non consegue alcun debito d’imposta.
Pertanto, nella dichiarazione dei redditi conseguiti la contribuente avrebbe dovuto indicare gli emolumenti a lei erroneamente versati da altra amministrazione dello Stato, in aggiunta a quelli legittimamente percepiti per altro rapporto d’impiego pubblico, emolumenti che le erano stati chiesti in restituzione e che, qualora effettivamente da lei restituiti, avrebbero dovuto comunque essere indicati al rigo 28 del quadro RP quali oneri deducibili.


Decreto “Milleproroghe”: passa alla Camera il testo blindato dalla fiducia

Con 315 voti favorevoli e 221 contrari la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo al testo della legge di conversione del decreto “Milleproroghe”, che ora passa al Senato per il voto definitivo. Ecco in sintesi alcune delle principali disposizioni di interesse in materia fiscale, contributiva e di lavoro.

TASSA AUTOMOBILISTICA
Modificata la disciplina della tassa automobilistica in caso di locazione a lungo termine di veicoli senza conducente, con la proroga del termine per il versamento delle somme dovute in scadenza nel primo semestre 2020 e l’introduzione di nuove modalità per individuare i soggetti tenuti al pagamento.

CANONE UNICO COMUNALE
Previsto lo slittamento al 2021 del nuovo canone unico comunale introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 che sostituisce l’imposta comunale sulla pubblicità, il diritto sulle pubbliche affissioni e la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonché il canone per l’installazione di mezzi pubblicitari e per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche.

ACCISE SUI SIGARI
Prevista la proroga al 1° gennaio 2021 dell’entrata in vigore dell’aumento dell’aliquota di base per il calcolo dell’accisa sui sigari, introdotto dalla Legge di Bilancio 2020.

CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI
Viene estesa ai comuni per i quali sia stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi, inclusi i comuni colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia, la riduzione dell’aliquota dal 15 al 10 per cento, a regime, della cedolare secca sui canoni di locazione di immobili ad uso abitativo;

BONUS VERDE
Prorogata di un anno (a tutto il 2020) l’agevolazione fiscale per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici esistenti e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. L’agevolazione consiste nella detrazione dall’imposta lorda del 36 per cento della spesa sostenuta, nel limite di spesa di 5.000 euro annui ed entro la somma massima detraibile di 1.800 euro (cd. “bonus verde”).

CANONI DI CONCESSIONE
Prevista la sospensione dal 1° gennaio 2020 al 30 settembre 2020 del pagamento dei canoni dovuti per le concessioni relative alle pertinenze demaniali marittime con finalità turistico-ricreative e per le concessioni relative alla realizzazione e gestione di strutture destinate alla nautica da diporto.

ANTIMAFIA PER I FONDI AGRICOLI
Viene disposto il differimento al 31 dicembre 2020 dell’obbligo di presentare l’informazione antimafia per i titolari di fondi agricoli che usufruiscono di fondi europei per importi da 5.000 a 25.000 euro.

UNIEMENS AGRICOLI
Differito, da gennaio 2020 ad aprile 2020, il termine per rendere applicativo anche al settore agricolo il sistema UNIEMENS, che permette l’invio in via telematica all’INPS delle denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti.

INCENTIVI ENERGIA DA BIOGAS
Prorogati per il 2020 gli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW, aventi determinate caratteristiche e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento, realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile e la cui alimentazione deriva per almeno l’80 per cento da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e, per il restante 20 per cento, da loro colture di secondo raccolto.

CODICE DELL’INSOLVENZA
– prorogato al 30 giugno 2020 il termine per l’adozione del decreto del Ministro della giustizia recante le modalità attuative dell’Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza;
– prorogato alla data di approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2019, anziché al 16 dicembre 2019, il termine entro il quale le società a responsabilità limitata e le società cooperative sono tenute alla prima nomina del revisore o degli organi di controllo.

RIFORMA DELLA PROFESSIONE FORENSE
– prorogata di un ulteriore anno la disciplina transitoria che consente l’iscrizione all’albo per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori a coloro che siano in possesso dei requisiti previsti prima dell’entrata in vigore della riforma forense;
– differita di ulteriori due anni l’entrata in vigore della nuova disciplina dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Le nuove modalità di svolgimento delle prove entreranno, quindi, in vigore a partire dalla sessione d’esame 2022 anziché dalla sessione 2020.

CONTRIBUTO ACQUISTO VEICOLI ECOLOGICI
Prorogato per l’anno 2020 il contributo, già riconosciuto per l’anno 2019, per l’acquisto di motocicli e ciclomotori elettrici o ibridi, previa rottamazione di un analogo veicolo inquinante, nonché l’estensione della possibilità di fruire del contributo (cd. ecobonus) per l’acquisto di autoveicoli nuovi elettrici o ibridi, anche al caso di rottamazione di autoveicoli omologati “euro zero”. Ridotta, da 70 a 60 gr/Km, la soglia massima di emissione di CO2 prevista per poter fruire dell’ecobonus per l’acquisto di veicoli, escludendo dal contributo i veicoli ibridi con più alte emissioni di CO2.

RIEQUILIBRIO FINANZIARIO DELL’INPGI
Viene anticipato dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2020 il termine – qualificato come perentorio – entro cui l’ INPGI deve trasmettere ai Ministeri vigilanti un bilancio tecnico attuariale, che tenga conto degli effetti delle misure adottate; contestualmente viene differito dal 31 ottobre 2019 al 30 giugno 2020, in favore del medesimo Istituto, la sospensione della norma che prevede la nomina di un commissario straordinario per il caso in cui un ente di diritto privato che gestisca forme di previdenza obbligatoria presenti un disavanzo economico-patrimoniale.

DISAPPLICAZIONE PRESCRIZIONE CONTRIBUTIVA DIPENDENTI PUBBLICI
Viene prevista la disapplicazione fino al 31 dicembre 2022 dei termini di prescrizione contributiva, inerenti gli obblighi delle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria per le pubbliche amministrazioni, in relazione ai periodi di competenza fino al 31 dicembre 2015, per i rapporti di lavoro subordinato con le amministrazioni pubbliche. Sono fatti salvi gli effetti di provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato, nonché il diritto all’integrale trattamento pensionistico del lavoratore. La disposizione si applica per le gestioni previdenziali esclusive, ma anche per i fondi per i trattamenti di previdenza, trattamenti di fine rapporto e trattamenti di fine servizio, amministrati dall’INPS.

SOCIETÀ SPORTIVE PROFESSIONISTICHE
Prorogato al 28 febbraio 2021 il termine entro cui le società sportive professionistiche devono prevedere nei propri atti costitutivi un organo consultivo che provvede alla tutela degli interessi specifici dei tifosi.


Differimento degli effetti estintivi della cancellazione di società

Contrariamente all’orientamento espresso nelle circolari dell’Amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione afferma che la disposizione volta a differire per un quinquennio, ai fini fiscali e contributivi, l’efficacia estintiva della cancellazione della società dal registro delle imprese, deve ritenersi inapplicabile nei casi di estinzione per cancellazione precedenti l’entrata in vigore della norma (Ordinanza 14 febbraio 2020, n. 3750)

Nel 2014 è stata introdotta la disposizione secondo la quale l’effetto estintivo della società (di persone o di capitali), qualora derivi da una cancellazione dal registro delle imprese disposta su richiesta, viene differito per cinque anni, decorrenti dalla richiesta di cancellazione, limitatamente al settore tributario e contributivo. In altri termini, l’estinzione intervenuta durante detto periodo non fa venir meno la “validità” e l’ “efficacia” sia degli atti di liquidazione, di accertamento, di riscossione relativi a tributi e contributi, sanzioni e interessi, sia degli atti processuali afferenti a giudizi concernenti detti tributi e contributi, sanzioni e interessi. Va evidenziato, peraltro, che il differimento degli effetti dell’estinzione non opera necessariamente per un quinquennio, ma per l’eventuale minor periodo che risulta al netto dello scarto temporale tra la richiesta di cancellazione e l’estinzione.
La norma, sostanzialmente, intende limitare (per il periodo da essa previsto) gli effetti dell’estinzione societaria previsti dal codice civile, mantenendo parzialmente per la società una capacità e soggettività (anche processuali) altrimenti inesistenti, al “solo” fine di garantire (per il medesimo periodo) l’efficacia dell’attività (sostanziale e processuale) degli enti legittimati a richiedere tributi o contributi, con sanzioni ed interessi.
Intervenuta nell’ambito di un contenzioso tributario inerente un avviso di accertamento nei confronti di una società estinta per cancellazione dal Registro delle Imprese in data 27.2.2014, la Corte di Cassazione ha osservato che la norma di limitazione degli effetti estintivi della cancellazione societaria, contrariamente a quanto sostenuto dal Fisco nelle sue circolari, opera su un piano sostanziale e non “procedurale”, in quanto non si risolve in una diversa regolamentazione dei termini processuali o dei tempi e delle procedure di accertamento o di riscossione. D’altronde, precisa la Corte Suprema, dal tenore letterale della disposizione, non risulta possibile individuare alcun indice di retroattività per la sua efficacia, né tantomeno effetti di sanatoria in relazione ad atti notificati a società già estinte per le quali la richiesta di cancellazione e l’estinzione siano intervenute anteriormente all’entrata in vigore della norma (13 dicembre 2014).
In conclusione, afferma la Corte di Cassazione, data la natura sostanziale della norma sulla capacità della società cancellata dal registro delle imprese, la stessa non spiega efficacia retroattiva e, pertanto, il differimento quinquennale degli effetti dell’estinzione della società, opponibile dall’amministrazione finanziaria e dagli altri enti creditori o di riscossione con riguardo a tributi o contributi, si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (che costituisce il presupposto del differimento) sia stata presentata dal 13 dicembre 2014 in poi.
Nell’ipotesi di società estinta, inoltre, qualora l’amministrazione finanziaria intenda procedere nei confronti dei soci, non è sufficiente la mera notifica ad essi dell’avviso di accertamento emesso nei confronti della società medio tempore estintasi. È necessario un autonomo e diverso atto impositivo che dia atto della sussistenza dei presupposti legittimanti la responsabilità del socio, rispetto al quale l’avviso di accertamento nei confronti della società costituisce il presupposto.


TRASPORTI: incentivi per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono


Con il decreto del 28 gennaio 2020, pubblicato sulla GU n.39 del 17-2-2020, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha definito le modalità di attribuzione del contributo per l’acquisto o per il rimborso di parte del costo sostenuto per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono, conformi alle caratteristiche tecniche richieste.

Il contributo o il rimborso è richiesto da uno dei genitori o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale su un minore che non abbia compiuto il quarto anno di età al momento dell’acquisto del dispositivo antiabbandono.
Nel caso di acquisti di più dispositivi per lo stesso minore, il contributo è riconosciuto limitatamente ad un solo dispositivo. All’atto di presentazione dell’istanza il richiedente redige apposita dichiarazione in cui attesta di essere il genitore o di esercitare la responsabilità genitoriale sul minore.
Il contributo è erogato mediante il rilascio di un buono di spesa elettronico del valore nominale di 30 euro per l’acquisto del dispositivo antiabbandono associato al codice fiscale di un minore.
Il buono è utilizzabile per acquisti presso le strutture, gli esercenti e gli enti inseriti in un apposito elenco, consultabile attraverso l’applicazione web dedicata, e comporta la riduzione di trenta euro sul prezzo di acquisto del dispositivo antiabbandono.
I buoni sono emessi secondo l’ordine temporale di arrivo delle richieste fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
I buoni generati e non utilizzati entro trenta giorni dall’emissione sono annullati. Nel caso in cui il costo del dispositivo sia inferiore a 30 euro, il contributo è pari al costo sostenuto.
Per beneficiare del contributo, il richiedente, prima di procedere all’acquisto del dispositivo, presenta istanza, mediante procedura di registrazione sulla piattaforma informatica, accessibile, a partire dal 20 febbraio 2020, direttamente o dal sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
L’applicazione prevede l’emissione, nell’area riservata a ciascun beneficiario registrato, di un buono elettronico di spesa dotato di codice identificativo per l’acquisto di un dispositivo da effettuarsi presso le strutture, gli esercenti e gli enti di cui sopra.
Ai fini dell’inserimento nell’elenco, i titolari o i legali rappresentanti degli esercizi interessati si registrano sull’applicazione web a decorrere dal 1° febbraio 2020.
L’avvenuta registrazione determina l’obbligo, da parte dei soggetti accreditati, di accettazione del buono elettronico di spesa secondo le modalità stabilite dal decreto in oggetto.
La registrazione, basata su un sistema di cooperazione informatica, tramite l’utilizzo delle credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate, prevede l’indicazione della partita I.V.A., del codice ATECO, della denominazione e dei luoghi dove viene svolta l’attività, della tipologia dei sistemi antiabbandono conformi alle specifiche tecniche stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonché la dichiarazione che i buoni elettronici sono accettati esclusivamente per gli acquisti consentiti.
In caso di usi difformi del buono elettronico di spesa da quelli previsti dal presente decreto, il gestore della piattaforma procede, in via autonoma, alla cancellazione dall’elenco della struttura, esercente o ente, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa vigente in materia.
A seguito dell’accettazione del buono elettronico di spesa è riconosciuto, ai soggetti inseriti nell’elenco, un credito pari al valore nominale del buono, registrato nell’apposita area disponibile sull’applicazione web dedicata.
A seguito di emissione di fattura elettronica è disposto l’accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine mediante acquisizione dei dati dall’apposita area disponibile sulla piattaforma informatica dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, si provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse.
Per gli acquisti dei dispositivi antiabbandono effettuati in data antecedente al 20 febbraio 2020 è previsto il rimborso presentando istanza entro sessanta giorni dall’operatività della piattaforma dedicata allegando ad essa copia dei giustificativi di spesa, scontrino fiscale o fattura, attestante l’acquisto del dispositivo antiabbandono.
Qualora il giustificativo di spesa non riporti la specifica di acquisto «dispositivo antiabbandono» va allegata una dichiarazione del richiedente secondo il modello disponibile sulla piattaforma, da cui risultano i dati identificativi del minore (nome, cognome e codice fiscale) e che il giustificativo di spesa è relativo all’acquisto di un dispositivo antiabbandono.
Per ciascun dispositivo acquistato si provvede al rimborso mediante accredito della somma di euro trenta sul conto corrente intestato al richiedente le cui coordinate (IBAN) sono fornite al momento della presentazione dell’istanza di rimborso.