Ultimi giorni per integrare la copertura infortuni dei Professionisti

Dal 1° luglio 2021 tutti i Professionisti possono integrare il massimale della copertura infortuni già previsto dal Piano Assistenza Professionisti.

Tutti i Professionisti possono integrare il massimale della copertura infortuni già previsto dal Piano Assistenza Professionisti con ulteriori 250.000 o 500.000 euro.
Per attivare l’integrazione con decorrenza 1° luglio 2021 per 12 mesi, il pagamento del contributo dovuto può essere effettuato con carta di credito accedendo a BeProf entro il 31/05/2021.
La copertura consente di integrare il massimale già previsto dal Piano pari a:
– € 30.000 per la formula Base
– € 35.000 per la formula Base plus
– € 45.000 per la formula Premium
– € 50.000 per la formula Premium plus

CONTRIBUTO ANNUALE DOVUTO
– € 156 per integrare il massimale previsto dal Piano di ulteriori € 250.000;

in alternativa
– € 311 per integrare il massimale previsto dal Piano di ulteriori € 500.000.

 Per i pagamenti effettuati entro il 31/05/2021, l’integrazione decorre dall’1/7/2021 e rimane valida fino al 30/6/2022, salvo interrompersi in caso di cessazione della copertura principale.
L’integrazione può essere annualmente rinnovata con le stesse modalità previste per l’attivazione.

Part-time verticale o ciclico: istruzioni operative per la gestione delle posizioni assicurative

Con circolare n. 74/2021, l’Inps fornisce indicazioni sulla nuova modalità di calcolo dell’anzianità contributiva di diritto introdotta dall’art. 1, co. 350, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, con riferimento alla valorizzazione del tempo non lavorato nei rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale di tipo verticale o ciclico. Istruzioni sono fornite, inoltre, sui nuovi adempimenti dei datori di lavoro, sulla gestione del contenzioso e sui trattamenti pensionistici.


Quadro normativo
Il rapporto di lavoro a tempo parziale è stato organicamente disciplinato nel nostro ordinamento dall’articolo 5 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, destinato ai lavoratori disponibili a svolgere attività ad orario inferiore rispetto a quello ordinario previsto dai contratti collettivi di lavoro o per periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell’anno. Successivamente, il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successive modificazioni, ne ha ulteriormente dettagliato la disciplina. Tale decreto legislativo è stato poi abrogato dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che rappresenta, ad oggi, la disciplina normativa di riferimento.
Con riferimento alla valorizzazione nella posizione assicurativa dei periodi di lavoro svolti con contratto part-time di tipo verticale o ciclico, la disciplina previdenziale non ha consentito, sino ad oggi, all’Inps di riconoscere, per le gestioni private, l’accredito pieno delle settimane di contribuzione. Ciò in ragione dell’applicazione della normativa di carattere generale in materia di accreditamento dei contributi per il diritto a pensione di cui all’articolo 7 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463. Secondo tale articolo, infatti: “Il numero dei contributi settimanali da accreditare ai lavoratori dipendenti nel corso dell’anno solare, ai fini delle prestazioni pensionistiche a carico dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, per ogni anno solare successivo al 1983 è pari a quello delle settimane dell’anno stesso retribuite o riconosciute in base alle norme che disciplinano l’accreditamento figurativo […]”.
Conseguentemente, la “settimana retribuita” è risultata essere il parametro di misurazione del valore temporale accreditabile in estratto conto, pur se temperato dal rinvio al rispetto del minimale.
Peraltro con norma speciale, precisamente con l’articolo 8 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, letto in combinato disposto con il D.P.C.M. 17 marzo 1989, n. 117, il legislatore ha introdotto un’eccezione alla disciplina sopra illustrata per i lavoratori con IVS in una delle casse ex Inpdap, ovvero iscritti ai Fondi Speciali FS e ex Ipost disponendo che, ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione a carico dell’amministrazione interessata e del diritto all’indennità di fine servizio, gli anni di servizio ad orario ridotto devono essere considerati utili per intero.
In merito alla disciplina complessivamente sopra descritta rileva anche l’attuale consolidato orientamento giurisprudenziale, che afferma la necessità che il contratto part-time di tipo verticale o ciclico, caratterizzato da concentrazione dell’attività in alcune settimane del mese o per alcuni mesi dell’anno, alternata a periodi di non attività, non sia distinto dalla generalità dei rapporti di lavoro part-time al fine della valutazione dei periodi non lavorati nel calcolo dell’anzianità contributiva utile per il diritto a pensione.
Tanto rappresentato, con l’articolo 1, comma 350, della legge n. 178/2020, in vigore dal 1° gennaio 2021, viene superata la questione riferita alla pretesa del riconoscimento previdenziale per intero dei periodi non lavorati svolti in corso di contratto part-time di tipo verticale o ciclico, disponendo che: “il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione”.
Il riconoscimento dei periodi, senza valenza in termini di imposizione contributiva ma utile esclusivamente ai fini del diritto a pensione, trova applicazione relativamente ai contratti di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico in corso ovvero esauriti – in quest’ultimo caso a domanda dell’assicurato – e per l’intero periodo di durata degli stessi. Conseguentemente non rileva la collocazione temporale dei relativi periodi, ferma restando la decorrenza della norma istitutiva del rapporto di lavoro part-time. Da ciò discende che il suddetto riconoscimento non può, in ogni caso, trovare applicazione con riferimento a periodi di lavoro che si collochino temporalmente prima dell’entrata in vigore dell’articolo 5 del decreto-legge n. 726/1984.
L’articolo 1, comma 350, dispone inoltre che: “A tal fine, il numero delle settimane da assumere ai fini pensionistici si determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo settimanale determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638”. Ne deriva che, in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, tutte le settimane nell’ambito della durata dello stesso saranno valutate per intero, ai fini dell’anzianità di diritto, a condizione che la retribuzione accreditata nel periodo annuale di riferimento sia almeno pari all’importo minimale di retribuzione previsto per l’anno considerato; in difetto, verrà riconosciuto un numero di contributi pari al rapporto fra l’imponibile retributivo annuo e il minimale settimanale pensionistico vigente nello stesso anno.
Conseguentemente l’anzianità contributiva dei periodi di attività svolta in part-time, ai fini della misura della prestazione pensionistica, va imputata nel rispetto dei parametri in vigore, proporzionalmente all’orario di lavoro svolto, e determinata dal rapporto fra le ore retribuite in ciascun anno solare e il numero delle ore settimanali previste dal contratto per i lavoratori a tempo pieno.
Ambito di applicazione
Dal quadro normativo sopra riassunto emerge la volontà del legislatore di riconoscere il periodo non lavorato nell’ambito del rapporto part-time di tipo verticale o ciclico per i rapporti di lavoro part-time in essere alla data di entrata in vigore della nuova disciplina e per tutta la durata degli stessi, nonché per i rapporti di lavoro part-time esauriti.


Contratti di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico in itinere
Ai sensi del citato primo alinea del comma 350, l’Istituto procederà al riconoscimento, per l’intera durata del rapporto di lavoro part-time, dei periodi assicurativi interessati dall’applicazione normativa e riferiti a rapporti di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico attivi alla data di entrata in vigore della disciplina in commento.
Sarà necessario che l’assicurato presenti domanda alla Struttura territoriale competente per residenza, in fase di prima applicazione, tramite PEC ovvero attraverso il servizio on-line di segnalazione contributiva (c.d. FASE), secondo le consuete modalità. La domanda dovrà essere corredata dall’attestazione del datore di lavoro compilata secondo l’apposito modello ovvero, da una dichiarazione sostitutiva di cui agli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 del 2000 sottoscritta dall’interessato, con l’indicazione degli eventuali periodi di sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione, completa della copia del contratto di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico al quale la stessa si riferisce.


Contratti di lavoro part-time di tipo verticale o ciclico esauriti
Ai sensi del terzo alinea del comma 350 in esame, con riferimento ai contratti di lavoro a tempo parziale esauriti prima della data di entrata in vigore della norma in oggetto, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di apposita domanda, corredata da idonea documentazione. Per “contratti di lavoro a tempo parziale esauriti” si intendono non solo i contratti part-time di tipo verticale o ciclico che al 1° gennaio 2021 siano conclusi con cessazione del rapporto, ma anche quelli per i quali il rapporto di lavoro sia stato trasformato da part-time di tipo verticale o ciclico a tempo pieno precedentemente all’entrata in vigore della medesima norma.
L’applicazione della nuova disciplina ai contratti “esauriti” opera esclusivamente su richiesta dell’interessato, il quale dovrà presentare domanda alla Struttura territoriale competente per residenza, in fase di prima applicazione, tramite PEC ovvero attraverso il servizio on-line di segnalazione contributiva (c.d. FASE), secondo le consuete modalità.
La domanda dovrà essere corredata dall’attestazione di cui sopra s e corredata dal contratto di lavoro.
Ove l’azienda sia definitivamente cessata, il lavoratore produrrà un’autocertificazione (corredata dal contratto a tempo parziale stipulato tra le parti), da cui risulti l’articolazione della prestazione lavorativa. Anche in tal caso dovranno essere resi noti eventuali eventi sospensivi del rapporto di lavoro.
Lo stesso lavoratore, ove abbia svolto attività lavorativa con più rapporti di lavoro con contratto part-time di tipo verticale o ciclico, potrà presentare un’unica domanda avendo cura di allegare un modello di certificazione (con il relativo contratto di lavoro) per ogni datore di lavoro coinvolto.


Copertura dei periodi in part-time mediante riscatto o versamenti volontari
È fatta salva la possibilità, prevista ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, di coprire mediante riscatto o versamenti volontari i periodi assicurativi successivi al 31 dicembre 1996, non coperti da contribuzione obbligatoria, durante i quali non viene prestata attività lavorativa per gli effetti derivanti dal contratto di lavoro part-time, anche a integrazione dei periodi riconosciuti ai sensi del comma 350 dell’articolo 1 della legge n. 178/2020 (cfr. circolari n. 220/1996, paragrafo 3.5 per i riscatti e n. 29/2006, per i versamenti volontari).


Contenzioso pendente
Come sopra precisato, la disposizione in commento, entrata in vigore dal 1° gennaio 2021, ha previsto che il contratto part-time di tipo verticale o ciclico non sia distinto dalle generalità dei rapporti di lavoro part-time al fine della valutazione dei periodi non lavorati nel calcolo dell’anzianità contributiva utile per il diritto a pensione, disponendo il riconoscimento previdenziale per intero dei periodi non lavorati svolti in corso di contratto part-time di tipo verticale o ciclico. In relazione ai ricorsi amministrativi pendenti, gli stessi saranno oggetto di specifica istruttoria con riferimento alla pretesa implementazione della posizione assicurativa per effetto della modifica normativa in analisi.


Trattamenti pensionistici
I trattamenti pensionistici liquidati in applicazione della norma in commento non possono avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2021, data di entrata in vigore della stessa norma. Inoltre, la norma riconosce il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale interamente utile ai soli fini del diritto a pensione e non anche ai fini della misura della stessa. Pertanto, la norma non si applica ai trattamenti pensionistici liquidati entro dicembre 2020, né ai fini della retrodatazione della decorrenza né ai fini della rideterminazione dell’importo in pagamento.


Prestazioni a sostegno del reddito
Trattandosi di riconoscimento utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione, non sono previsti effetti, diretti o indiretti, di tale incremento, con riferimento alle prestazioni diverse da quelle pensionistiche erogate fino al 31 dicembre 2020. Per i periodi successivi, rispetto alle prestazioni a sostegno del reddito, si confermano le disposizioni in essere per quanto attiene all’accesso alle misure e alla durata delle stesse.


Trattamenti di fine servizio e di fine rapporto dei dipendenti pubblici
Le novità introdotte dall’articolo 1, comma 350, della legge n. 178/2020, in materia di parttime di tipo verticale o ciclico, non modificano le modalità di individuazione del diritto e della misura del trattamento di fine servizio (TFS) e del trattamento di fine rapporto (TFR) dei dipendenti pubblici.


Istruzioni per la compilazione dei flussi UniEmens
La nuova norma determina per il datore di lavoro l’obbligo, a partire dall’entrata in vigore della stessa (1° gennaio 2021), di compilazione del flusso UniEmens anche per i periodi in cui non esiste prestazione lavorativa in ragione dell’articolazione dell’orario concordata nel rapporto di lavoro a tempo parziale. Di seguito, si riportano le nuove modalità di compilazione, con competenza 1° gennaio 2021:
– <Qualifica 2>, nulla è innovato in ordine alla <Qualifica 2> i cui codici restano immutati;
– <PercPartTime>, nell’elemento deve essere indicata la percentuale part-time prevista nel contratto di lavoro che dovrà essere invariata per tutti i mesi, sia quelli con prestazione lavorativa che quelli senza prestazione, fino al perdurare del contratto tra le parti;
– <PercPartTimeMese>,nell’elemento deve essere indicata la percentuale in riferimento all’orario di lavoro (lavorabile) del singolo mese;
– <TipoLavStat>, è stato istituito il nuovo codice “DR00”, che identifica il flusso presentato in assenza di prestazione lavorativa relativa all’intero mese con riferimento al lavoratore in contratto di lavoro part-time di tipo verticale/ciclico.
Qualora il mese sia parzialmente lavorato, il nuovo codice “DR00” <TipoLavStat> non deve essere apposto;
– <TipoCopertura> di <Settimana>, permangono le regole in uso per le settimane parzialmente lavorate, che dovranno essere valorizzate con “X” perché retribuite, o con “2” se coesiste anche figurativo. Diversamente, le settimane totalmente non lavorate in ragione del part-time dovranno essere valorizzate con il nuovo codice appositamente istituito “D”.;
– <Lavorato> di <Giorno>, dovranno essere valorizzati con “N” i giorni privi di prestazione lavorativa a motivo del part-time.

Emersione di rapporti di lavoro irregolari: adempimenti dichiarativi e contributivi


Si forniscono ulteriori indicazioni in merito agli adempimenti dichiarativi e contributivi cui sono tenuti i datori di lavoro che hanno presentato domanda di emersione di rapporti di lavoro irregolare.


I datori di lavoro – già in possesso di una posizione contributiva presso l’Istituto – dovranno rivolgersi alla Struttura INPS territorialmente competente per richiedere, tramite la funzione “Comunicazione bidirezionale” del “Cassetto previdenziale”, utilizzando come oggetto “Matricola per Emersione art. 103 D.L n. 34/2020”, l’apertura di un’apposita matricola aziendale. Per tali matricole non è possibile utilizzare la procedura automatizzata di inquadramento, disponibile sul sito internet dell’Inps.
Per i datori di lavoro che non siano già in possesso di una matricola aziendale, la richiesta dovrà essere inviata all’indirizzo PEC della Struttura INPS territorialmente competente, indicando nell’oggetto “Matricola per Emersione art. 103 D.L n. 34/2020”.
La matricola aziendale, aperta con le suddette modalità, dovrà essere utilizzata esclusivamente per inserire in denuncia i dipendenti oggetto di istanza di emersione e dovrà essere contraddistinta dal codice di autorizzazione “5W”, avente il significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’art. 5 del D. lgs. n. 109/2012 e ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020”.
L’apertura di una matricola per l’emersione ai sensi dell’articolo 103 del L n. 34/2020 potrà avvenire esclusivamente da parte dei datori di lavoro che hanno presentato l’istanza di emersione di cui al predetto articolo 103 e che presentano in Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura uno dei codici Ateco indicati nell’elenco di cui all’Allegato n. 2 della circolare n. 68 del 31 maggio 2020.
Per quanto riguarda la decorrenza dell’apertura della matricola caratterizzata dal codice di autorizzazione “5W”, i datori di lavoro dovranno effettuare la richiesta in argomento indicando espressamente una delle seguenti date:
1. il 19 maggio 2020, per le istanze volte all’emersione di un rapporto di lavoro già in essere con cittadini italiani o comunitari;
2. il giorno successivo alla data di presentazione dell’istanza di emersione, per le istanze volte all’emersione di un rapporto di lavoro già in essere con cittadini extracomunitari;
3. la data di inizio del rapporto di lavoro, per le istanze volte all’instaurazione di un rapporto di lavoro con cittadini extracomunitari.
Nei casi previsti ai punti a) e b), la richiesta di apertura della matricola, se non ancora presentata, dovrà essere inoltrata entro 15 giorni dal 4 maggio 2021.
Nel caso indicato al punto c), la richiesta di apertura della matricola, se non ancora presentata, dovrà essere inoltrata in tempo utile per l’assolvimento degli ordinari obblighi contributivi.
I versamenti e gli adempimenti informativi, riferiti al mese di maggio e ai mesi precedenti, dovranno essere effettuati entro le scadenze ordinarie relative al mese successivo a quello di pubblicazione della presente circolare, senza aggravio di somme aggiuntive.
Se la richiesta di apertura di una matricola per emersione è presentata da un datore di lavoro già in possesso di una matricola aperta per un’attività coincidente con quella oggetto di emersione, la nuova matricola – caratterizzata dal codice di autorizzazione “5W” – dovrà avere le medesime caratteristiche contributive della matricola esistente.
Laddove la richiesta di apertura di una matricola per emersione è presentata da un datore di lavoro già in possesso di una matricola aperta per un’attività diversa da quella oggetto di emersione, la nuova matricola – caratterizzata dal codice di autorizzazione “5W”:
– dovrà avere lo stesso c.s.c. e le stesse caratteristiche contributive della matricola già esistente, se l’attività oggetto di emersione non è autonoma rispetto a quella principale, in ossequio al principio della prevalenza dell’attività adottato dall’Istituto in materia di classificazione dei datori di lavoro;
– dovrà essere aperta in relazione all’attività di cui al codice Ateco dichiarato in fase di richiesta e a essa dovrà essere attribuito il relativo c.s.c., se l’attività oggetto di emersione è autonoma rispetto a quella per la quale è già presente una matricola.
Se la richiesta di apertura di una matricola per emersione è presentata da parte di un datore di lavoro che non è già in possesso di una matricola DM, la nuova matricola – caratterizzata dal codice di autorizzazione “5W” – dovrà essere contraddistinta dal codice Ateco dichiarato in fase di richiesta e a essa dovrà essere attribuito il relativo c.s.c.


Relativamente alle aziende assuntrici di manodopera agricola, l’Inps precisa che l’apertura della posizione contributiva per l’emersione potrà avvenire esclusivamente da parte dei datori di lavoro che hanno presentato l’istanza di emersione di cui al predetto articolo 103 e che presentano in Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura uno dei codici Ateco previsti.
Per quanto riguarda la decorrenza della posizione contributiva per emersione, di seguito CIDA per emersione, caratterizzata dal codice autorizzazione “5W”, avente il significato di “Posizione contributiva riferita a rapporti di lavoro oggetto di istanza di emersione ai sensi dell’articolo 103 del D.L. n. 34/2020”, la stessa deve essere individuata nella data più remota tra le seguenti:
a) il 19 maggio 2020, se è stata presentata almeno un’istanza volta all’emersione di un rapporto di lavoro già in essere con cittadini italiani o comunitari;
b) il giorno successivo alla data di presentazione più remota tra le istanze volte all’emersione di un rapporto di lavoro già in essere con cittadini extracomunitari;
c) la data di inizio del rapporto di lavoro più remota tra le istanze volte all’instaurazione di un rapporto di lavoro con cittadini extracomunitari.
La trasmissione della Denuncia Aziendale, di seguito D.A. per emersione, per il rilascio del CIDA per emersione, se non ancora effettuata, dovrà avvenire entro quindici giorni dal 4 maggio 2021.
Per le D.A. per emersione con data decorrenza attività individuata in modo difforme dai criteri indicati in precedenza, i datori di lavoro dovranno richiedere, entro quindici giorni dalla pubblicazione della presente circolare, alle Strutture territoriali di riferimento, la variazione della data indicata nella D.A. inviando la richiesta a mezzo posta elettronica certificata con oggetto: “D.A. per emersione art. 103 D.L n. 34/2020”.
I rapporti di lavoro instaurati dopo la definizione della procedura per emersione non devono essere dichiarati con il CIDA per emersione.
Le dichiarazioni di manodopera agricola (flusso Uniemens/Posagri) afferenti ai CIDA per emersione, per i periodi retributivi il cui termine di invio è già scaduto, dovranno essere trasmesse entro il mese di giugno 2021.
Per i flussi Uniemens/Posagri inviati entro i termini sopraindicati, l’Istituto provvederà a calcolare la contribuzione dovuta nella prima tariffazione utile senza aggravio di somme aggiuntive.


FONDOPROFESSIONI: rimborso dipendenti in formazione

L’Ente Bilaterale degli Studi Professionali ha comunicato che è previsto un rimborso del 100% della retribuzione per chi sceglie Fondoprofessioni.

Ebipro ha pubblicato le modalità di rimborso del 100% della retribuzione dei dipendenti in formazione, fino a un massimo di 40 ore annue a lavoratore, nel caso di partecipazione ai corsi finanziati da Fondoprofessioni. Il contributo viene erogato al datore di lavoro, a fronte della richiesta dei permessi studio da parte dei lavoratori in formazione.
Entrando nel dettaglio, la domanda dovrà essere presentata a Ebipro, accedendo con le credenziali all’area riservata, entro e non oltre 60 giorni dalla conclusione del corso finanziato dal Fondo. Alla domanda dovranno essere allegati la copia dell’attestato finale di partecipazione al corso e dei prospetti paga attestanti la fruizione da parte del lavoratore dei citati permessi, registrati sul Libro Unco del Lavoro con la causale “Permessi studio”.
La misura riguarderà coloro i quali applicano il Ccnl Studi professionali, iscritti a Cadiprof, Ebipro e Fondoprofessioni.


Errata corrige tabelle retributive CCNL Porti



Pubblicata un’errata corrige di alcuni livelli retributivi dei lavoratori dei porti contenuti nel recente accordo di rinnovo del settore


Le parti hanno apportato una modifica all’accordo sottoscritto pochi giorni fa contenente i nuovi minimi tabellari.
 hanno sostituito i valori dei minimi conglobati dei quadri Adsp inseriti nel suddetto verbale del con i seguenti:





















































Livello

Minimo Conglobato


Mensile al 31/12/2020

Aumento


1/10/2021

Minimo

Conglobato mensile


1/10/2021

Quadro 2.278,09 39,62 2.317,71
2.130,23 37,05 2.167,28
1.984,75 34,52 2.019,27
1.835,70 31,93 1.867,63
1.724,96 30,00 1.754,96
1.627,94 28,31 1.656,25
1.553,17 27,01 1.580,18
1.395,30 24,27 1.419,57
Quadro A Adsp 2.562,94 44, 57 2.607,51
Quadro B Adsp 2.325,10 40,44 2.365,54










































































Livello

Aumento


1/7/2022

Minimo

Conglobato mensile


1/7/2022

Aumento


1/9/2023

Minimo

Conglobato mensile


1/9/2023

Totale

Aumenti a


Regime 9/23

Quadro 26,41 2.344,12 39,62 2.383,74 105,65
24,70 2.191,98 37,05 2.229,03 98,80
23,01 2.042,28 34,52 2.076,80 92,05
21,28 1.888,91 31,93 1.920,84 85,14
20,00 1.774,96 30,00 1.804,96 80,00
18,88 1.675,13 28,31 1.703,44 75,50
18,01 1.598,19 27,01 1.625,20 72,03
16,18 1.435,74 24,27 1.460,01 64,71
Quadro A Adsp 29,72 2.637,23 44,57 2.681,80 118,86
Quadro B Adsp 26,96 2.392,50 40,44 2.432,94 107,84

Rinnovato il CIPL per gli Operai Agricoli di Grosseto

Firmato il 15/4/2021, tra CONFAGRICOLTURA di Grosseto, FEDERAZIONE PROVINCIALE COLTIVATORI DIRETTI di Grosseto, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI di Grosseto e FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL di Grosseto, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Grosseto

Il presente verbale di accordo decorre dall’1/1/2020 e scadrà il 31/12/2023.

Fondo Integrativo Malattia
Le parti concordano di modificare le aliquote contributive del Fondo Integrativo Malattia e Infortuni a partire dal 1/7/2021 nel seguente modo:
– Contributo totale pari allo 0,60% della retribuzione lorda erogata di cui lo 0,40% a carico del datore di lavoro e lo 0,20% a carico del lavoratore. Detto contributo verrà ripartito rispettivamente: 0,40 % nel fondo CAC e 0,20% al fondo FIMI.

EBAT
Le parti concordano di istituire l’ente bilaterale denominato EBAT (Ente bilaterale Agricolo Territoriale). Tale Ente beneficerà, per lo svolgimento delle funzioni di bilateralità, di un contributo versato dai datori di lavoro e dai lavoratori nella misura del 0,30% calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini contributivi e così suddiviso: 0,20% a carico del datore di lavoro e 0,10% a carico del lavoratore. Le parti si impegnano a costituire l’Ente entro il 30/6/2021.

Aumento retributivo
L’aumento economico contrattuale è pari al 1,60%, e verrà erogato in due tranche cosi suddivise: 0,80% a partire dal 1/5/2021 e 0,80% a partire dal 1/9/2021 ivi comprese le tariffe di raccolta.
Gli aumenti contrattuale hanno efficacia anche per il Contratto Provinciale delle Guardie Giurate.

CREDITO ABI: Verbale sul piano vaccinale in azienda e sulle esigenze genitoriali

Firmato il 30/4/2021, tra ABI e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA, UNISIN FALCRI-SILCEA-SINFUB, il verbale di integrazione al Protocollo condiviso del 28/4/2020, e successive integrazioni, recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 per garantire l’erogazione dei servizi del settore bancario”

Piano vaccinale in azienda
La realizzazione del percorso di somministrazione dei vaccini da parte delle imprese ai propri dipendenti – che costituisce un’attività di sanità pubblica – avverrà nel pieno rispetto della scelta volontaria rimessa esclusivamente alla singola lavoratrice e al singolo lavoratore e nel rispetto delle Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro, allegate al Protocollo nazionale 6/4/2021 per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV- 2/Covid-19 nei luoghi di lavoro.
La raccolta delle manifestazioni d’interesse dei lavoratori alla somministrazione del vaccino in azienda è essenziale per favorire una pronta e rapida realizzazione della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro. I datori di lavoro garantiranno la tutela della riservatezza e non discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Esigenze genitoriali e per i lavoratori fragili
Nel Verbale di riunione condiviso tra le Parti il 21 dicembre 2020 è stato anche previsto, con riferimento alle esigenze di particolari categorie di lavoratrici/lavoratori (ad esempio, per esigenze di cura dei genitori con figli di età fino a 14 anni con sospensione dell’attività didattica in presenza, ovvero per soggetti c.d. “fragili”), di incontrarsi alla luce dell’evoluzione dei provvedimenti legislativi in materia, per ogni conseguente valutazione anche in termini di priorità nell’accesso al lavoro agile ove compatibile con la prestazione lavorativa.
Alla luce di quanto sopra, con riferimento alle esigenze di cura dei genitori con figli di età fino a 14 anni con sospensione dell’attività didattica in presenza, le Parti nazionali rinnovano e confermano fino al 30/6/2021 le soluzioni a tutela delle esigenze genitoriali di cura adottate fino al 31/7/2020 con il Verbale di riunione del 12 maggio 2020. In particolare in relazione ai provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, nonché dei periodi di quarantena dei figli, al fine di favorire le esigenze di cura dei genitori con figli di età fino a 14 anni – fermo il preventivo ricorso ai congedi indennizzati previsti dalla legge – ove necessario e compatibilmente con le esigenze di servizio anche della rete, le imprese potranno valutare congiuntamente agli organismi sindacali di Gruppo/aziendali soluzioni solidaristiche con ricorso alla “banca del tempo” di cui all’art. 23 dell’Accordo 19/12/2019 di rinnovo del CCNL ove costituita, a strumenti analoghi alimentati dai conferimenti da parte dei colleghi, ovvero altri strumenti condivisi dalle parti; particolare attenzione sarà riservata ai casi di figli conviventi con disturbi dell’apprendimento.

Assemblee del personale
Considerato il protrarsi della situazione emergenziale e che la normativa di contrasto alla diffusione del virus Covid-19 conferma il divieto di assembramenti quale misura di contenimento, le Parti condividono di continuare la fase sperimentale di svolgimento delle assemblee “in remoto” di cui al Verbale di riunione del 21/12/2020 fino al 30/9/2021.

Testo coordinato del CCNL 19/12/2019
Le Parti si impegnano a completare entro il 30/6/2021 la redazione del testo coordinato del contratto collettivo nazionale di lavoro del 19/12/2019, favorita dalle modalità di stesura dell’Accordo di rinnovo.

Diffida accertativa e indennità di maternità e malattia: i chiarimenti dell’INL

Tra i crediti oggetto di diffida accertativa non rientrano le indennità di maternità e malattia da erogare al lavoratore,ma unicamente le eventuali integrazioni a carico del datore di lavoro, previste dal CCNL dallo stesso applicato. Questo uno dei chiarimenti forniti – sotto forma di FAQ – dall’Ispettorato nazionale del lavoro – con nota 29 aprile 2021, n. 685 – in ordine all’applicazione della diffida accertativa di cui al novellato art. 12 del D.Lgs. n. 124/2004.

Indennità di maternità e malattia
In seguito ai dubbi sollevati sul far rientrare nei crediti oggetto di diffida accertativa anche le indennità di maternità e malattia da erogare al lavoratore, l’Ispettorato, con nota 29 aprile 2021, n. 685, ha chiarito quanto segue.
Secondo l’art. 74, comma 1, della L. n. 833/1978, la competenza all’erogazione delle prestazioni economiche per malattia e maternità è attribuita all’INPS. La materiale corresponsione, in ragione del comma 1 dell’art. 1 del D.L. n. 663/1979, avviene a cura del datore di lavoro, il quale provvede unicamente ad un’anticipazione per conto dell’Istituto, recuperando successivamente le somme attraverso conguaglio con i contributi ed altre somme dovute all’INPS. Dunque, l’effettivo soggetto debitore è l’Istituto previdenziale, come confermato dalla stessa Giurisprudenza.
Laddove il personale ispettivo accerti la mancata erogazione delle indennità di malattia e maternità – come già chiarito dal Ministero del lavoro con risposta ad interpello n. 9/2010 e dall’INPS con messaggio n. 28997/2010 – l’Istituto dovrà procedere con il pagamento diretto delle stesse a favore del lavoratore. In questo caso, inoltre, il datore di lavoro andrà incontro sia alla sanzione amministrativa prevista dal comma 12 del medesimo art. 1 del D.L. n. 663/1979, sia alla possibile violazione dell’art. 316 ter c.p., ove vi sia stato anche l’indebito conguaglio delle indennità.
Pertanto, tra i crediti oggetto di diffida accertativa non potranno rientrare le indennità in questione ma unicamente le eventuali integrazioni a carico del datore di lavoro, previste dal CCNL dallo stesso applicato.


Appalto/somministrazione fraudolenta, sub-appalto e fallimento del datore di lavoro
Per quanto riguarda, invece, i dubbi sulla notifica della diffida accertativa, nell’ipotesi in cui il personale ispettivo, oltre all’illiceità sul piano amministrativo dell’appalto, ravvisi i requisiti della fraudolenza, ai sensi dell’art. 38 bis del D.Lgs. n. 81/2015 adotta la prescrizione obbligatoria volta a far cessare la condotta antigiuridica – come precisato dalla circolare n. 3/2019 – attraverso l’assunzione dei lavoratori alle dirette dipendenze dell’utilizzatore per tutta la durata del contratto. In questo caso, sarà possibile adottare il provvedimento di diffida accertativa sia nei confronti del committente/utilizzatore, sia nei confronti dell’appaltatore utilizzando come parametro il CCNL applicato dal primo, così come già precisato nella circolare citata.
Ancora, nell’ipotesi di contratto di sub-appalto, la diffida accertativa va effettuata nei confronti dell’utilizzatore delle prestazioni (appaltatore) unitamente al datore di lavoro/subappaltatore e non anche nei confronti del committente in via principale, ferma restando la responsabilità solidale anche di quest’ultimo ai sensi dell’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 (cfr. nota INL n. 1107/2020).
Nel caso, infine, in cui in cui, ancor prima della emanazione della diffida accertativa, sia accertato il fallimento del datore di lavoro, la stessa potrà comunque essere adottata nei confronti del solo obbligato in solido (e viceversa).

IMPRESE PORTUALI: sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo



Sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo che prevede nuovi minimi tabellari per i lavoratori dei porti


Le parti confermano le pattuizioni e previsioni sottoscritte con l’Ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso febbraio concernenti il rinnovo del CCNL, avente durata sino al 31/12/2023.


Verrà riconosciuto un incremento mensile a regime, novembre 2023, sul 4° livello pari a 100,00 euro lordi, di cui euro 20,00 a titolo di EDR, con le seguenti modalità temporali o tranche:
– dall’1/10/2021 euro 30,00;
– dall’1/7/2022 euro 20,00;
– dall’1/9/2023 euro 30,00;
– dall’1/11/2023 20,00 euro a titolo EDR.
Il suddetto EDR, uguale per tutti i livelli, sarà erogato per 13 mensilità (separatamente all’EDR di 10 euro di cui all’accordo del 15/12/2015) e non avrà incidenza su qualsiasi altro istituto contrattuale


Di seguito sono indicati i minimi tabellari conglobati mensili e le tranche di aumenti





















































Livello

Minimo Conglobato


Mensile al 31/12/2020

Aumento


1/10/2021

Minimo

Conglobato mensile


1/10/2021

Quadro 2.278,09 39,62 2.317,71
2.130,23 37,05 2.167,28
1.984,75 34,52 2.019,27
1.835,70 31,93 1.867,63
1.724,96 30,00 1.754,96
1.627,94 28,31 1.656,25
1.553,17 27,01 1.580,18
1.395,30 24,27 1.419,57
Quadro A Adsp 2.458,53 44, 57 2503,1
Quadro B Adsp 2.230,46 40,44 2270,9










































































Livello

Aumento


1/7/2022

Minimo

Conglobato mensile


1/7/2022

Aumento


1/9/2023

Minimo

Conglobato mensile


1/9/2023

Totale

Aumenti a


Regime 9/23

Quadro 26,41 2.344,12 39,62 2.383,74 105,65
24,70 2.191,98 37,05 2.229,03 98,80
23,01 2.042,28 34,52 2.076,80 92,05
21,28 1.888,91 31,93 1.920,84 85,14
20,00 1.774,96 30,00 1.804,96 80,00
18,88 1.675,13 28,31 1.703,44 75,50
18,01 1.598,19 27,01 1.625,20 72,03
16,18 1.435,74 24,27 1.460,01 64,71
Quadro A Adsp 29,72 2532,82 44,57 2577,39 118,86
Quadro B Adsp 26,96 2297,86 40,44 2338,3 107,84


Una Tantum
Ai lavoratori in servizio alla data del presente accordo verrà riconosciuto un importo lordo onnicomprensivo una tantum, identico per tutti i livelli, rispettivamente di:
– 100,00 euro per 2021, da corrispondere a maggio 2021,
– 100,00 euro per 2022, da corrispondere a gennaio 2022,
– 100,00 euro per 2023, da corrispondere a gennaio 2023.
Per i lavoratori assunti dopo la data del presente accordo e per quelli che cesseranno il servizio nel corso del triennio 2021-2023 si procederà a quantificazione proporzionalmente ridotta pro quota mensile dei suddetti importi una tantum.
I sopra citati importi una tantum non concorrono nel computo di nessun istituto contrattuale.


Fondo di accompagno all’esodo anticipato
Per la contribuzione al tale Fondo, di cui al verbale d’intesa del 23/1/2020, le Parti prevedono, dall’1/1/2022, il versamento di un contributo mensile (per 13 mensilità) di euro 10,00, a carico dei datori di lavoro per ogni dipendente.

Aumento salariale per gli agricoli di Matera



Siglato lo scorso febbraio l’accordo di rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Matera che ha previsto dal mese di maggio 2021 un aumento salariale.


Le parti concordano che a tutti i lavoratori O.T.D. e O.T.I. sarà riconosciuto un incremento salariale pari al 2,2% per tutti i profili professionali, a decorrere dall’1/5/2021.



Tabella paga per i lavoratori agricoli tempo indeterminato valide per la provincia di Matera in vigore dall’1/5/2021







































 

1

2

3

4

5

Qualifiche

Paga base conglobata provinciale al 30/4/2021

Salario corrente incrementato del 2,2% Rinnovo C.C.P. Decorrenza 1/5/2021

Contributo C.A.U. a carico lavoratore 8,84% col. 2

C.A.C. + Extra legem a carico lavoratore 0,50% col. 2

Retribuzione netta al lavoratore

AREA 1 – LIVELLO 1SS (specializzato super) 1.465,249 1.497,484 132,378 7,487 1.357,619
AREA 1 – LIVELLO 1OS (operaio specializzato} 1.380,010 1.410,370 124,677 7,052 1.278,642
AREA 2- LIVELLO 2QS (qualificato super) 1.330,235 1.359,500 120,180 6,798 1.232,523
AREA 2 – LIVELLO 2OQ (operaio qualificato ) 1.251,217 1.278,743 113,041 6,394 1.159,309
AREA 3 – LIVELLO 3OC (operai comuni) 970,922 992,283 87,718 4,961 899,603


– Note –
Orario di lavoro giornaliero: 6,30
La tredicesima mensilità deve essere corrisposta entro il 15 dicembre la quattordicesima mensilità entro il mese di luglio


Il T.F.R. va calcolato sulla intera retribuzione annua (n. 14 mensilità diviso 13,5



Tabella paga per i lavoratori agricoli a tempo determinato valide per la provincia di Matera in vigore dall’1/5/2021








































 

1

3

4

5

Qualifiche

Paga base conglobata provinciale al 30/04/2021 (giornaliere}

Paga base conglobata incrementata del 2,2% in vigore dall’1/5/2021

3″ Elemento 30,44% (13.a, 14.a, Ferie)

Totale lordo

AREA 1 – LIVELLO 1SS (specializzato super) 56,412 57,653 17,549 75,202
AREA 1 – LIVELLO 1OS (operalo specializzato) 53,130 54,298 16,528 70,827
AREA 2 – LIVELLO 2QS (qualificato super) 51,213 52,340 15,932 68,272
AREA  2- LIVELLO 2OQ (operaio qualificato ) 48,171 49,231 14,986 64,216
AREA 3 – LIVELLO 3OC (operai comuni) 37,380 38,202 11,629 49,831
AREA 3 – 3RC (addetti alla raccolta semplice) 32,648 33,367 10,157 43,523


































 

6

7

8

Qualifiche

Contributo C.A.U. a carico lavoratore 8,84%


col. 5

C.A.C. + Extra legem a carico lavoratore 0,50%


col. 5

Retribuzione netta al lavoratore

AREA 1 – LIVELLO 1SS (specializzato super) 6,648 0,376 68,178
AREA 1 – LIVELLO 1OS (operalo specializzato) 6,261 0,354 64,212
AREA 2 – LIVELLO 2QS (qualificato super) 6,035 0,341 61,896
AREA 2 – LIVELLO 2OQ (operaio qualificato ) 5,677 0,321 58,219
AREA 3 – LIVELLO 3OC (operai comuni) 4,405 0,249 45,177
AREA 3 – 3RC (addetti alla raccolta semplice) 3,847 0,218 39,458


– Note –
Orario di lavoro giornaliero: 6,30
Ai sensi dell’art. 55 CCNL agli operai a tempo determinato spetta il T.F.R. pari all’8,63 della paga base conglobata Col.2 della tabella da calcolarsi sulle giornate effettuate



Tabella paga per i lavoratori florovivaisti a tempo indeterminato valide per la provincia di Matera in vigore dall’1/5/2021







































 

1

2

3

4

5

Qualifiche

Paga base conglobata provinciale al 30/4/2021

Salario corrente incrementato del 2,2% rinnovo C.C.P. decorrenza 1/5/2021

Contributo C.A.U. a carico lavoratore 8,84% col. 2

C.A.C. + Extra legem a carico lavoratore 0,50% col. 2

Retribuzione netta al lavoratore

AREA 1 – LIVELLO 1SS (ex specializzato super) 1.538,506 1.572,353 138,996 7,862 1.425,495
AREA 1 – LIVELLO 1OS (ex specializzato) 1.449,027 1.480,905 130,912 7,405 1.342,589
AREA 2 – LIVELLO 2QS (ex qualificato super) 1.396,743 1.427,471 126,188 7,137 1.294,146
AREA 2 – 2OQ LIVELLO (ex qualificato ) 1.313,779 1.342,682 118,693 6,713 1.217,276
AREA 3 – LIVELLO 3OC (ex comuni) 1.019,468 1.041,896 92,104 5,209 944,583


– Note –
Orario di lavoro giornaliero: 6,30
La tredicesima mensilità deve essere corrisposta entro il 15 dicembre la quattordicesima mensilità entro il mese di luglio


Il T.F.R. va calcolato sulla intera retribuzione annua (n. 14 mensilità diviso 13,5)



Tabella paga per i lavoratori florovivaisti a tempo determinato valide per la provincia di Matera in vigore dall’1/5/2021

































Qualifiche

Paga base conglobata provinciale al 30/4/2021 (giornaliere)

Paga base conglobata incrementata del 2,20% rinnovo C.C.P. decorrenza 1/5/2021

3° Elemento 30,44% (13.a, 14.a, ferie)

Totale lordo

AREA 1 – LIVELLO 1SS (ex specializzato super) 59,237 60,540 18,428 78,968
AREA 1 – LIVELLO 1OS (ex specializzato) 55,789 57,016 17,356 74,372
AREA 2 – LIVELLO 2QS (ex qualificato super) 52,825 53,987 16,434 70,421
AREA 2 – 2OQ. LIVELLO (ex qualificato ) 50,578 51,691 15,735 67,426
AREA 3 – LIVELLO 3OC (ex comuni) 39,249 40,112 12,210 52,322




























Qualifiche

Contributo C.A.U. a carico lavoratore 8,84%


col. 4

C.A.C. + Extra legem a carico lavoratore 0,50%


col. 4

Retribuzione netta al lavoratore

AREA 1 – LIVELLO 1SS (ex specializzato super) 6,981 0,395 71,593
AREA 1 – LIVELLO 1OS (ex specializzato) 6,575 0,372 67,426
AREA 2 – LIVELLO 2QS (ex qualificato super) 6,225 0,352 63,843
AREA 2 – 2OQ. LIVELLO (ex qualificato ) 5,960 0,337 61,128
AREA 3 – LIVELLO 3OC (ex comuni) 4,625 0,262 47,435


– Note –
Orario di lavoro giornaliero: 6,30
Al sensi dell’art. 55 CCNL agli operai a tempo determinato spetta il T.F.R. pari al 8,63% della paga base conglobata col. 3 della tabella da calcolarsi sulle giornate effettuate