Covid-19: sospeso obbligo di denuncia di esercizio per gli impianti minori


Covid-19: sospeso l’obbligo di denuncia di esercizio per gli impianti minori



Differimento dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni annuali per il gas naturale, per l’energia elettrica nonché per il carbone, la lignite e il coke, relative all’anno d’imposta 2019 e per l’obbligo di denuncia di esercizio gravante sugli esercenti depositi per uso privato, agricolo e industriale . (AGENZIA DELLE DOGANE – Nota 18 marzo 2020, n. 93676/RU, Nota 18 marzo 2020, n. 94214/RU).

A seguito della sospensione degli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, per i soggetti che hanno la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e della possibilita di effettuare gli adempimenti sospesi entro il 30 giugno 2020 senza l’applicazione di sanzioni (art. 62, commi 1 e 6, Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18), nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale, i soggetti tenuti alla presentazione delle dichiarazioni annuali, provvederanno all’esecuzione dell’adempimento in questione entro il 30 giugno 2020.
Rimane fermo quanto previsto dalle norme vigenti in relazione all’effettuazione dei versamenti, compresi quelli a conguaglio, atteso che la sospensione, non ha effetto rispetto a tutti i versamenti tributari, salvo la rimessione in termini al 20 marzo 2020.
Pertanto, tenuto conto dell’entità dei ratei dovuti sulla base dei consumi emergenti dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2018, i soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sul gas naturale e sull’energia elettrica:
– provvederanno a versare la maggiore imposta dovuta qualora, per l’anno 2019, il volume dei consumi (fatturati o effettuati per impieghi in uso proprio) sia superiore all’entità dei ratei di acconto dovuti nel medesimo anno;
– potranno detrarre dalla prima rata in acconto utile le somme eventualmente versate in eccedenza, qualora, per l’anno 2019, il debito tributario derivante dai consumi (fatturati o effettuati per impieghi in uso proprio) sia inferiore rispetto all’entità dei ratei di acconto dovuti nel medesimo anno.
In entrambe le ipotesi l’ammontare del debito calcolato per il 2019 (anche se non ancora liquidato nella relativa dichiarazione) costituirà la base di calcolo per individuare i nuovi ratei d’imposta dovuti, in acconto, a partire dalla prima scadenza utile.
Allo stesso modo, nel settore dell’accisa sul carbone, la lignite e il coke, i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale, provvederanno all’esecuzione dell’adempimento in questione entro il 30 giugno 2020.
Rimane fermo quanto previsto riguardo all’effettuazione dei versamenti a saldo, atteso che la sospensione disposta dall’art. 62, comma 1, non ha effetto rispetto a tutti i versamenti tributari.
Pertanto, tenuto conto dell’entità dei ratei dovuti sulla base del volume delle forniture emergente dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2018, i soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sul carbone, la lignite e il coke:
– provvederanno a versare la maggiore imposta dovuta qualora, per l’anno 2019, il volume delle forniture effettuate (ivi comprese quelle per uso proprio) sia superiore all’entità dei ratei di acconto dovuti nel medesimo anno;
– potranno detrarre a partire dalla prima rata in acconto utile le somme eventualmente versate in eccedenza, qualora, per l’anno 2019, il debito tributario derivante dalle forniture effettuate (ivi comprese quelle per uso proprio) sia inferiore rispetto all’entità dei ratei di acconto dovuti nel medesimo anno.
In entrambe le ipotesi l’ammontare del debito calcolato (anche se non ancora liquidato nella relativa dichiarazione) per il 2019 costituirà la base di calcolo per individuare i nuovi ratei d’imposta dovuti, in acconto, a partire dalla prima scadenza utile.
All’atto della presentazione delle dichiarazioni, i soggetti obbligati in oggetto richiamati provvederanno ad attualizzare le cennate operazioni di liquidazione del debito e a definire i ratei in acconto per l’anno 2020.
Sempre a seguito della sospensione degli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, la cui scadenza è ricompresa nel periodo tra l’8 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020, il differimento così adottato trova applicazione anche per l’entrata in vigore dell’obbligo di denuncia di esercizio gravante sugli esercenti depositi per uso privato, agricolo e industriale aventi capacità superiore a 10 mc e non superiore a 25 mc, nonché sugli esercenti apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per usi privati, agricoli e industriali, collegati a serbatoi la cui capacità globale è superiore a 5 mc e non superiore a 10 mc.
Pertanto, la denuncia di esercizio di cui sopra andrà presentata all’Ufficio delle dogane territorialmente competente entro il 30 giugno 2020 e, non più dal prossimo 1° aprile 2020 come inizialmente disposto.


 

Consulenti del Lavoro e Commercialisti sull’emergenza Coronavirus


Commercialisti e Consulenti del Lavoro lavorano in prima linea per gestire la fase estremamente difficile che stanno attraversando le imprese italiane e i loro dipendenti e collaboratori, al fine di fronteggiare l’emergenza COVID-19 e mettere in atto le disposizioni contenute nei diversi provvedimenti emanati dal Governo (CNDCEC – Comunicati 19 marzo 2020).

In seguito alla pubblicazione del decreto “Cura-Italia”, i Consigli nazionali degli ordini dei Commercialisti e dei Consulenti del lavoro chiedono al Governo di non trascurare le necessità del comparto delle professioni economico-giuridiche e quindi di estendere le tutele previste per imprese e dipendenti anche alle attività degli studi professionali.
Cndcec e Cno segnalano, inoltre, l’opportunità di:
– prevedere lo sblocco della compensazione dei crediti per imposte dirette anche prima della presentazione della dichiarazione, rimuovendo il vincolo introdotto con il collegato all’ultima legge di bilancio che, nella situazione d’emergenza in atto, risulta ora del tutto anacronistico;
– prorogare, già in sede di conversione del decreto, la sospensione dei versamenti in scadenza nel mese di marzo per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro e di estendere anche temporalmente la disapplicazione delle ritenute sugli incassi dei professionisti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro.
Ragioni di parità di trattamento impongono poi di riconoscere anche ai professionisti il credito d’imposta sui canoni degli studi in locazione nonché di estendere anche ai professionisti iscritti nelle Casse di previdenza di categoria la non imponibilità delle indennità di sostegno al reddito eventualmente loro erogate.


Codici ATECO: la sospensione dei versamenti



Dal Fisco la proroga dei versamenti al 20 marzo per tutti e l’elenco delle attività con sospensioni dei pagamenti (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 18 marzo 2020, n. 12/E)


PER TUTTI I SOGGETTI


Proroga al 20 marzo 2020 dei versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020. Questa proroga è applicabile ai versamenti dovuti a qualsiasi titolo dalla generalità dei contribuenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. (art. 60, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)


PER I SOGGETTI INDICATI IN TABELLA


La sospensione dei termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto in scadenza nel mese di marzo 2020. (art. 61, co. 3, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)


PER I SOGGETTI INDICATI IN TABELLA


La sospensione fino al 30 aprile 2020 dei termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria, per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e non solo. (art. 8, co. 1, decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 e art. 61, co. 2, lett. da a) a q), del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)











































































































































































































CODICI ATECO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE

49.10.00 – trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano)
49.31.00 – trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane
49.32.10 – trasporto con taxi
49.32.20 – trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente
49.39.01 – gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano …
49.39.09 – altre attività di trasporti terrestri di passeggeri n.c.a.
50.10.00 – trasporto marittimo e costiero di passeggeri
50.30.00 – trasporto di passeggeri per vie d’acqua interne (inclusi i trasporti lagunari)
51.10.10 – trasporto aereo di linea di passeggeri
51.10.20 – trasporto aereo non di linea di passeggeri-voli charter
52.21.30 – gestione di stazioni per autobus
55.10.00 – alberghi
55.20.10 – villaggi turistici
55.20.20 – ostelli della gioventù
55.20.30 – rifugi di montagna
55.20.40 – colonie marine e montane
55.20.51 – affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
55.20.52 – attività di alloggio connesse alle aziende agricole
55.30.00 – aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
55.90.10 – gestione di vagoni letto
55.90.20 – alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero
56.10.11 – ristorazione con somministrazione
56.10.12 – attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
56.10.30 – gelaterie e pasticcerie
56.10.41 – gelaterie e pasticcerie ambulanti
56.10.42 – ristorazione ambulante
56.10.50 – ristorazione su treni e navi
56.21.00 – catering per eventi, banqueting
56.29.10 – mense
56.29.20 – catering continuativo su base contrattuale
56.30.00 – bar e altri esercizi simili senza cucina
59.14.00 – attività di proiezione cinematografica
77.11.00 – noleggio di autovetture e autoveicoli leggeri
77.21.01 – noleggio di biciclette
77.21.02 – noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da diporto (inclusi i pedalò)
77.21.09 – noleggio di altre attrezzature sportive e ricreative
77.34.00 – noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale
77.39.10 – noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri
77.39.94 – noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza …
79.11.00 – attività delle agenzie di viaggio
79.12.00 – attività dei tour operator
79.90.11 – servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
79.90.19 – altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio
79.90.20 – attività delle guide e degli accompagnatori turistici
82.30.00 – organizzazione di convegni e fiere
82.99.99 – altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.
85.10.00 – istruzione di grado preparatorio: scuole dell’infanzia, scuole speciali …
85.20.00 – istruzione primaria: scuole elementari
85.31.10 – istruzione secondaria di primo grado: scuole medie
85.31.20 – istruzione secondaria di secondo grado di formazione generale: licei
85.32.01 – scuole di vela e navigazione che rilasciano brevetti o patenti commerciali
85.32.02 – scuole di volo che rilasciano brevetti o patenti commerciali
85.32.03 – scuole di guida professionale per autisti, ad esempio di autocarri, di autobus e di pullman
85.32.09 – altra istruzione secondaria di secondo grado di formazione tecnica …
85.41.00 – istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS)
85.42.00 – istruzione universitaria e post-universitaria-accademie e conservatori
85.51.00 – corsi sportivi e ricreativi
85.52.01 – corsi di danza
85.52.09 – altra formazione culturale
85.53.00 – autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche
85.59.10 – università popolare
85.59.20 – corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale
85.59.30 – scuole e corsi di lingua
85.59.90 – altri servizi di istruzione n.c.a.
85.60.01 – consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico
85.60.09 – altre attività di supporto all’istruzione
88.10.00 – assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili
88.91.00 – servizi di asili nido e assistenza diurna per minori disabili
90.01.01 – attività nel campo della recitazione
90.01.09 – altre rappresentazioni artistiche
90.02.01 – noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
90.02.02 – attività nel campo della regia
90.02.09 – altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
90.04.00 – gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
91.01.00 – attività di biblioteche e archivi
91.02.00 – attività di musei
91.03.00 – gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
91.04.00 – attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
92.00.01 – ricevitorie del lotto, superenalotto, totocalcio eccetera
92.00.02 – gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta …
92.00.09 – altre attività connesse con le lotterie e le scommesse
93.11.10 – gestione di stadi
93.11.20 – gestione di piscine
93.11.30 – gestione di impianti sportivi polivalenti
93.11.90 – gestione di altri impianti sportivi n.c.a.
93.12.00 – attività di club sportivi
93.13.00 – gestione di palestre
93.19.10 – enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi
93.19.91 – ricarica di bombole per attività subacquee
93.19.92 – attività delle guide alpine
93.19.99 – altre attività sportive n.c.a.
93.21.00 – parchi di divertimento e parchi tematici
93.29.10 – discoteche, sale da ballo night-club e simili
93.29.20 – gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali
93.29.30 – sale giochi e biliardi
93.29.90 – altre attività di intrattenimento e di divertimento n.c.a.
94.99.20 – attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby
96.04.10 – servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)
96.04.20 – stabilimenti termali
96.09.05 – organizzazione di feste e cerimonie

Rottamazione-ter e Saldo e stralcio delle cartelle: le nuove scadenze


Per tutti i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione ter o al Saldo e stralcio delle cartelle con un piano rateale, con lo slittamento rispettivamente della rata del 28 febbraio e del 31 marzo 2020, cambia il calendario delle rate in scadenza (art. 68, D.L. n. 18/2020).

Il Decreto Cura Italia, nel sospendere i termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione, interviene anche nell’ambito della definizione agevolata, sospendendo i termini di versamento anche per tutti i contribuenti che hanno aderito alla “Rottamazione-ter delle cartelle” o al “Saldo e stralcio delle cartelle”.
In particolare, è differito al 31 maggio 2020, il termine di versamento del 28 febbraio 2020 per i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-ter e il termine di versamento del 31 marzo 2020 per i contribuenti che hanno aderito al Saldo e stralcio.


Rottamazione-ter


Domande di adesioni presentate entro il 30 aprile 2019


Per coloro che hanno aderito alla Rottamazione ter entro il 30 aprile 2019 con un piano dilazionato (con un max di diciotto rate), a fronte di quanto già versato il 31 luglio e il 30 novembre 2019 (prima e seconda rata), le restanti rate devono essere versate per le seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (quarta rata più la terza rata del 28 febbraio 2020);
– 31 luglio 2020;
– 30 novembre 2020;
– 28 febbraio 2021;
– 31 maggio 2021;
– 31 luglio 2021;
– 30 novembre 2021;
– 28 febbraio 2022;
– 31 maggio 2022;
– 31 luglio 2022;
– 30 novembre 2022;
– 28 febbraio 2023;
– 31 maggio 2023;
– 31 luglio 2023;
– 30 novembre 2023.


Anche per i contribuenti che hanno avuto accesso alla Rottamazione ter, perché non in regola con la Rottamazione bis, con un piano dilazionato (con un max di 10 rate), dopo aver pagato la prima rata il 31 luglio 2019 e la seconda il 30 novembre 2019, le restanti rate devono essere versate per le seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (quarta rata più la terza rata del 28 febbraio 2020);
– 31 luglio 2020;
– 30 novembre 2020;
– 28 febbraio 2021;
– 31 maggio 2021;
– 31 luglio 2021;
– 30 novembre 2021.


Per quei contribuenti che invece hanno avuto accesso automatico alla rottamazione ter in seguito alla presentazione della domanda di adesione alla procedura di “Saldo e stralcio” risultata inammissibile perché riferita a debiti esclusi dalla medesima procedura, il nuovo calendario varia in base alla tipologia dei debiti da sanare.
In particolare, per quei debiti esclusi dalla procedura di “Saldo e stralcio” perché definibili nell’ambito della rottamazione-ter, è previsto un pagamento dilazionato in diciassette rate. Dopo il versamento della prima rata il 30 novembre 2019 (il 30% di quanto dovuto), il restante 70% per essere versato nelle seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (terza rata più la seconda rata del 28 febbraio 2020);
– 31 luglio 2020;
– 30 novembre 2020;
– 28 febbraio 2021;
– 31 maggio 2021;
– 31 luglio 2021;
– 30 novembre 2021;
– 28 febbraio 2022;
– 31 maggio 2022;
– 31 luglio 2022;
– 30 novembre 2022;
– 28 febbraio 2023;
– 31 maggio 2023;
– 31 luglio 2023;
– 30 novembre 2023.


Per quei debiti invece esclusi dalla procedura di “Saldo e stralcio”, in quanto inclusi nella rottamazione bis e per i quali non è stato effettuato il pagamento entro il 07 dicembre 2018, è previsto un pagamento dilazionato in nove rate. Dopo il versamento della prima rata il 30 novembre 2019 (il 30% di quanto dovuto), il restante 70% per essere versato nelle seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (terza rata più la seconda rata del 28 febbraio 2020);
– 31 luglio 2020;
– 30 novembre 2020;
– 28 febbraio 2021;
– 31 maggio 2021;
– 31 luglio 2021;
– 30 novembre 2021.


Domande di adesioni presentate entro il 31 luglio 2019


Per coloro che hanno aderito alla Rottamazione ter entro il 31 luglio 2019 con un piano dilazionato (con un max di diciassette rate), a fronte di quanto già versato il 30 novembre 2019 (prima rata pari al 20% di quanto dovuto), le restanti rate devono essere versate per le seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (terza rata più la seconda rata del 28 febbraio 2020);
– 31 luglio 2020;
– 30 novembre 2020;
– 28 febbraio 2021;
– 31 maggio 2021;
– 31 luglio 2021;
– 30 novembre 2021;
– 28 febbraio 2022;
– 31 maggio 2022;
– 31 luglio 2022;
– 30 novembre 2022;
– 28 febbraio 2023;
– 31 maggio 2023;
– 31 luglio 2023;
– 30 novembre 2023.


Saldo e stralcio delle cartelle


Per coloro che hanno aderito alla procedura di Saldo e stralcio delle cartelle con un piano dilazionato (con un max di cinque rate), a fronte di quanto già versato il 30 novembre 2019 (prima rata pari al 35% di quanto dovuto), le restanti rate devono essere versate per le seguenti scadenze:
– 31 maggio 2020 (il 20% di quanto dovuto – rata originariamente prevista per il 31 marzo 2020);
– 31 luglio 2020 (il 15 % di quanto dovuto);
– 31 marzo 2021 (il 15 % di quanto dovuto);
– 31 luglio 2021 (il 15 % di quanto dovuto).

Beneficiari e modalità di fruizione del bonus pubblicità 2019

Pronto l’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali effettuati nel 2019. Il Dpcm 18 marzo 2020 individua, inoltre, l’importo massimo fruibile per ciascun beneficiario, e le modalità per l’utilizzo del bonus pubblicità spettante.

IMPORTO SPETTANTE DEL BONUS


Il decreto ha approvato l’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del “bonus pubblicità” riferito agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali effettuati nel 2019, con l’indicazione dei singoli importi, come risultanti dalle comunicazioni pervenute dall’Agenzia delle Entrate.
La somma indicata in corrispondenza di ciascun beneficiario costituisce l’importo massimo fruibile, con eccezione per i soggetti operanti nel settore dell’autotrasporto, nel settore agricolo e nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
In particolare, l’importo massimo fruibile dovrà essere determinato confrontando:
– per il settore dell’autotrasporto il massimale stabilito dal Regolamento UE n. 1407/2013;
– per il settore agricolo il massimale stabilito dal Regolamento UE n. 1408/2013, come modificato dal Regolamento UE n. 316/2019;
– per il settore della pesca e dall’acquacoltura il massimale stabilito dal Regolamento UE n. 717/2014.
Qualora l’importo indicato nell’elenco superi i limiti stabiliti – per il rispettivo settore di appartenenza – dai tre predetti Regolamenti UE, l’importo massimo fruibile è quello indicato nei medesimi Regolamenti.
Inoltre, per tutti i beneficiari, gli importi indicati nell’elenco costituiscono gli importi massimi potenzialmente fruibili, a condizione che non vengano superati i massimali stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti de minimis, in relazione ad eventuali altri aiuti, in qualsiasi forma goduti o in godimento da parte del soggetto beneficiario, a livello di impresa unica, nei due esercizi finanziari precedenti e nell’esercizio finanziario in corso, secondo quanto stabilito dalla normativa europea e dalla normativa italiana sugli aiuti de minimis e dal D.M. 31 maggio 2017, n. 115 (Regolamento recante la disciplina per il funzionamento del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato).


MODALITÀ DI FRUIZIONE DEL BONUS


Una volta stabilito l’importo del bonus pubblicità effettivamente spettante, il credito d’imposta può essere fruito a decorrere dal 25 marzo 2020, mediante compensazione da effettuare con il modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).
Nell’ipotesi in cui il credito spettante indicato nell’elenco sia superiore ad Euro 150.000, il credito può essere fruito con le medesime modalità (F24 telematico tramite Entratel o Fisconline), ma a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla comunicazione individuale di abilitazione che sarà trasmessa a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, in esito alla procedura di consultazione della Banca Dati Nazionale Antimafia, e quindi dopo il rilascio dell’informazione antimafia liberatoria ovvero decorso il termine per il rilascio della stessa, sotto condizione risolutiva. Da tale previsione sono esclusi i soggetti che abbiano dichiarato di essere iscritti negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.


REVOCA DEL BONUS


Il credito d’imposta è revocato in ogni momento, nel caso in cui venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti ovvero nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o risultino false le dichiarazioni rese, anche in esito all’attività di controllo ordinariamente effettuata dalla Guardia di Finanza.


Prorogati i versamenti delle accise


I termini per il versamento delle accise sono prorogati al 20 marzo (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Comunicato 18 marzo 2020, n. 94480/RU).

In attuazione delle disposizioni dell’art. 60, D.L. “Cura Italia”, i versamenti relativi all’accisa sui prodotti immessi in consumo nel mese precedente e il versamento della rata di acconto mensile ed eventuale conguaglio a debito dell’accisa sull’energia elettrica, in scadenza al 16 marzo, sono prorogati al 20 marzo 2020.

MEF, chiarimenti IMU


Con la circolare n. 1/DF del 18 marzo 2020, il Ministero dell’economia e delle finanze ha fornito chiarimenti in materia di IMU, a seguito delle disposizioni della legge di bilancio 2020.

Nello specifico, il MEF ha chiarito quanto segue:
– atteso che il comma 762 prevede che in “sede di prima applicazione dell’imposta, la prima rata da corrispondere è pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019”, tale previsione implica che il soggetto passivo dell’IMU corrisponda in sede di acconto la metà dell’importo versato nel 2019, che ai fini della TASI coincideva ovviamente con la sua sola quota;
– nel caso di un immobile ceduto nel corso del 2019, l’applicazione del comma 762 porterebbe a dover versare l’acconto 2020 sebbene in tale anno non si manifesti il presupposto impositivo. Al fine di evitare il verificarsi di una simile situazione, che comporterebbe con tutta evidenza per entrambi i soggetti del rapporto tributario un inutile aggravio di oneri connesso all’attività di liquidazione del rimborso spettante con certezza al contribuente, deve ritenersi più razionale la soluzione che tenga conto della condizione sussistente al momento del versamento, vale a dire l’assenza del presupposto impositivo.
Le suddette osservazioni valgono anche nel caso in cui un immobile tenuto a disposizione o locato nell’anno 2019 viene destinato ad abitazione principale nell’anno 2020.
– nel caso di un immobile acquistato nel corso del primo semestre 2020, il criterio stabilito dal comma 762 ai fini dell’acconto 2020 comporta che il contribuente non versi alcunché in occasione della prima rata, dal momento che nel 2019 l’IMU non è stata versata perché non sussisteva il presupposto impositivo.
Tuttavia, il contribuente può anche versare l’acconto sulla base dei mesi di possesso realizzatisi nel primo semestre del 2020, tenendo conto dell’aliquota dell’IMU stabilita per l’anno precedente come previsto a regime dal comma 762.
Pertanto, se al momento del versamento dell’acconto risulta che il comune già abbia pubblicato sul sito www.finanze.gov.it, le aliquote IMU applicabili nel 2020, il contribuente può determinare l’imposta applicando le nuove aliquote pubblicate. Sarebbe pertanto opportuno considerare le aliquote dell’IMU vigenti nel 2019 e attendere il termine del 28 ottobre 2020, al fine di verificare quale sia l’atto definitivamente adottato per il 2020.
Nella determinazione dell’acconto dell’IMU in base al criterio a regime di cui al comma 762, si devono seguire le modalità di computo previste dal comma 761 in virtù del quale l’IMU “è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. A tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e l’imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria”.
Le considerazioni di cui sopra valgono anche nell’ipotesi in cui in immobile destinato ad abitazione principale nel 2019 venga tenuto a disposizione o locato nell’anno 2020, atteso che nell’anno 2019 il tributo non era stato versato per effetto dell’esclusione dell’abitazione principale dall’IMU mentre nell’anno 2020 a seguito del mutamento di destinazione è sorto il presupposto impositivo;
– nell’ipotesi in cui il contribuente abbia al contempo venduto un immobile nel 2019 e acquistato un altro immobile situato nel territorio dello stesso comune nel primo semestre del 2020, dovrà comunque versare l’acconto 2020 scegliendo tra il metodo individuato dal comma 762 per l’acconto 2020 e quello previsto dalla stessa norma a regime.
Nel primo caso il contribuente verserà l’acconto 2020 per l’immobile venduto nel 2019, calcolato in misura pari al 50% della somma corrisposta nel 2019 a titolo di IMU e di TASI, mentre non verserà nulla per quello acquistato nel 2020.
Nel secondo caso il contribuente verserà l’acconto 2020 per l’immobile acquistato nel primo semestre 2020, calcolato sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre del 2020 e tenendo conto dell’aliquota dell’IMU vigente per l’anno 2019, mentre non corrisponderà l’IMU per l’immobile venduto nel 2019.
Il contribuente dovrà adottare il medesimo criterio per entrambi gli immobili, non potrà invece combinare i due criteri e ciò soprattutto quando tale operazione conduca a non versare alcun acconto.
Quanto appena illustrato non vale nel caso in cui gli immobili in questione si trovino in comuni diversi, potendo il contribuente in tale eventualità scegliere un diverso criterio per ciascun immobile.
Le stesse considerazioni valgono anche nell’ipotesi in cui il contribuente possiede due immobili, uno adibito ad abitazione principale e l’altro tenuto a disposizione, e nel 2020 ne inverta la destinazione;
– i fabbricati rurali strumentali e fabbricati merce nel 2019 erano esenti dall’IMU ma assoggettati alla TASI. In seguito all’abolizione di quest’ultimo tributo, si ritengono applicabili le considerazioni di un immobile acquistato nel corso del primo semestre 2020, con la specificazione che qualora si opti per la soluzione di versare l’acconto, occorrerebbe applicare l’aliquota di base pari allo 0,1 per cento prevista dai commi 750 e 751, stante la non imponibilità delle fattispecie in esame nella previgente disciplina IMU.
Per gli immobili in questione, laddove siano classificati nel gruppo catastale D, non opera la riserva statale di cui al comma 753, dal momento che i comuni possono azzerare la relativa aliquota, facoltà inibita nel caso di riserva statale.
Per i fabbricati rurali che non sono classificati nella categoria catastale D/10 (fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole) continua ad applicarsi la disciplina particolare che li riguarda, la quale prescinde dalle disposizioni di carattere fiscale, che è stata attuata con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 26 luglio 2012, il quale prevede una specifica annotazione ai fini dell’iscrizione negli atti del catasto della sussistenza del requisito di ruralità per i fabbricati diversi da quelli censibili nella categoria D/10;
– nell’ipotesi di un immobile per il quale nel 2020 è mutata la quota di possesso è preferibile seguire il criterio stabilito per l’anno di prima applicazione dell’IMU dal comma 762 ai fini dell’acconto 2020;
– in caso di separazione senza figli o con figli maggiorenni e autosufficienti, la casa coniugale non può essere assegnata ad uno dei due coniugi a titolo di contributo al mantenimento, in sostituzione dell’assegno di mantenimento, non avendo l’assegnazione una funzione assistenziale (Corte di Cassazione 22 marzo 2007 n. 6979).
La disposizione introdotta dal comma 741, lett. c), n. 4, che fa riferimento alla casa familiare e al genitore, e non più alla casa coniugale e al coniuge, è volta soltanto a chiarire che nell’ambito dell’assimilazione all’abitazione principale sono ricomprese anche le ipotesi di provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare in assenza di un precedente rapporto coniugale. Nulla quindi è mutato rispetto alla precedente disciplina.
Pertanto, continua a permanere l’esclusione dall’IMU della casa familiare assegnata con provvedimento del Giudice già assimilata all’abitazione principale nella previgente disciplina.
In ogni caso, ai fini dell’applicazione dell’assimilazione in argomento, occorre evidenziare che l’individuazione della “casa familiare” viene effettuata dal Giudice con proprio provvedimento che non può essere suscettibile di valutazione da parte del comune in un proprio provvedimento. Si prescinde quindi dalla proprietà in capo ai genitori o ad altri soggetti (ad esempio i nonni) e i requisiti della residenza e della dimora dell’assegnatario non sono rilevanti ai fini dell’assimilazione;
– con la legge di bilancio 2020 è stato mantenuto sostanzialmente inalterato il regime fiscale già previsto in materia di IMU per gli immobili posseduti dagli IACP e alloggi sociali.
Per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica (ERP), comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, è prevista l’applicazione della detrazione di 200 euro e dell’aliquota ordinaria, o di quella eventualmente ridotta deliberata dal comune. Costituisce una novità rispetto al precedente regime IMU la possibilità (comma 754 del medesimo art. 1) di azzerare l’aliquota relativa agli immobili in questione che non erano, e continuano a non essere, assimilati all’abitazione principale. La facoltà di azzeramento dell’aliquota è suscettibile di essere esercitata per tutti gli immobili di proprietà di tali istituti e, quindi, non solo per gli alloggi regolarmente assegnati ma anche, ad esempio, per quelli sfitti.
Per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, adibiti ad abitazione principale è prevista dall’art. 1, comma 741, lett. c), n. 3) l’assimilazione ad abitazione principale con conseguente esenzione dall’IMU. Le assimilazioni di cui alla lett. c) del comma 741 in parola hanno carattere peculiare e prendono in considerazione proprio quelle fattispecie che altrimenti non potrebbero rientrare nell’ipotesi tipica di abitazione principale di cui alla precedente lett. b). In particolare, nel caso degli alloggi sociali assume rilievo determinante per l’assimilazione la corrispondenza dell’alloggio alle caratteristiche individuate dal D. M. 22 aprile 2008 e il fatto che lo stesso sia adibito ad abitazione principale.
Pertanto, gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti in questione rientrano in siffatta ipotesi di assimilazione e quindi di esenzione solo nel caso in cui anche tali alloggi siano riconducibili nella definizione di alloggio sociale di cui al decreto ministeriale citato.
In tutti gli altri casi, quindi, in cui non si può ricollegare all’ambito dell’alloggio sociale l’immobile posseduto dagli Istituti in questione si applica la detrazione di 200 euro;
– in caso di mancata pubblicazione delle delibere sul sito www.finanze.gov.it entro il 28 ottobre 2020, si applicano le aliquote e le detrazioni IMU vigenti nel comune per l’anno 2019 (comma 767). Tale principio vale anche nel caso in cui il comune non abbia mai deliberato in materia di aliquote IMU, il che comporta che trovino applicazione l’aliquota dello 0,76 per cento per gli immobili diversi dall’abitazione principale e quella dello 0,4 per cento per le abitazioni principali di lusso. Per le fattispecie impositive non assoggettate all’IMU nell’anno 2019, quali i fabbricati rurali strumentali e i fabbricati merce, occorre applicare l’aliquota di base pari allo 0,1 per cento prevista dai commi 750 e 751. Una considerazione a parte va effettuata per le fusioni di comuni avvenute nel 2020, per le quali, in assenza di delibera delle aliquote IMU 2020 da parte del comune risultante da fusione, si applicano, ai fini del saldo 2020, le aliquote di base previste dalla legge n. 160 del 2019. Quanto osservato in premessa in ordine alla continuità della disciplina dell’IMU vale anche nell’ipotesi di mancata pubblicazione del regolamento per l’anno 2020, con conseguente applicabilità delle disposizioni contenute nel regolamento vigente nell’anno 2019, tra le quali in particolare quelle concernenti:
   * l’assimilazione dell’immobile posseduto da anziano ricoverato in casa di cura;
   * l’importo minimo di versamento; ovviamente nel caso in cui il comune non abbia mai deliberato in materia di importo minimo IMU, tale importo è pari a 12 euro;
– per quanto riguarda il versamento a saldo relativo all’anno 2019, nulla è mutato rispetto al regime impositivo relativo a detto anno in cui era vigente la TASI. Per quanto riguarda invece l’acconto per il 2020, occorre avere riguardo al comma 763 in base al quale, in sede di prima applicazione dell’IMU, le due rate di acconto sono di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019, esclusa ovviamente la TASI relativa all’occupante utilizzando il codice tributo IMU;
– in considerazione del principio della continuità, sussiste ancora la facoltà dei comuni di istituire l’imposta di scopo sulla base della disposizione recata dal comma 706 dell’art. 1 della legge 147 del 2013 secondo il quale “Resta ferma la facoltà per i comuni di istituire l’imposta di scopo in base a quanto disposto dall’articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dall’articolo 6 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23”;
– in relazione alla richiesta circa la possibilità da parte dei comuni di manovrare l’aliquota concernente il nuovo tributo introdotto dall’art. 38 del D. L. 26 ottobre 2019, n. 124 convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, il MEF precisa che la chiara formulazione del comma 3 esclude che i comuni possano variarla. Limitatamente all’anno 2020 il versamento dell’imposta è effettuato in un’unica soluzione, entro il 16 dicembre, allo Stato che provvederà all’attribuzione del gettito di spettanza comunale sulla base del decreto interministeriale previsto dal comma 4 dello stesso art. 38;
– la nuova disposizione recata dal comma 741 lett. a) dell’art. 1 della legge n. 160 del 2019 stabilisce, diversamente dal precedente regime impositivo dell’IMU, che si considera “parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini urbanistici, purché accatastata unitariamente…”. Tale disposizione comporta il superamento della precedente impostazione normativa che consentiva di fare riferimento alla nozione civilistica di pertinenza di cui agli artt. 817 e seguenti del codice civile nonché all’orientamento giurisprudenziale formatosi su tali disposizioni. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2020 il concetto di pertinenza ai fini IMU deve essere ricondotto esclusivamente alla definizione fiscale contenuta nel predetto comma 741, lett. a). In particolare, la parte residuale di un’area oggetto di sfruttamento edificatorio può essere considerata pertinenza ai fini IMU solo nel caso in cui la stessa risulti accatastata unitariamente al fabbricato, anche mediante la tecnica catastale della cosiddetta “graffatura”. In questo caso, il valore del fabbricato comprende anche quello della pertinenza mentre, in caso contrario, l’area continua a considerarsi edificabile e come tale sarà soggetta autonomamente a imposizione, in quanto risulta inclusa negli strumenti urbanistici;
– per quanto concerne l’individuazione del soggetto passivo in caso di locazione finanziaria, a decorrere dal 1° gennaio 2020, il comma 743, in linea di continuità con il precedente regime impositivo, ha stabilito che per “gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, il soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto”. Pertanto, nel confermare il regime IMU, il Legislatore ha inteso escludere la soggettività passiva prevista per la TASI che permaneva in capo al locatario fino “alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna”;
– in merito all’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU, il comma 769 stabilisce che la stessa debba essere presentata o, in alternativa, trasmessa in via telematica “entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta”. Limitatamente, invece, ai casi in cui il possesso dell’immobile ha avuto inizio o sono intervenute variazioni nel corso del 2019, si ricorda che, ai sensi dell’art. 3-ter del D. L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, il termine per la presentazione della dichiarazione è fissato al 31 dicembre 2020. Tale regime vale anche per quanto disposto dal successivo art. 3-quater che ha esonerato dall’obbligo dichiarativo nonché da qualsiasi altro onere di dichiarazione o comunicazione il possessore dell’immobile locato a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431 o concesso in comodato gratuito alle condizioni prescritte dalla legge.


É nulla la cartella riferita a redditi a tassazione non preceduta da comunicazione

18 marzo 2020 La Corte di Cassazione chiude in modo netto la pretesa del Fisco: in caso di redditi a tassazione separata, la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla comunicazione preventiva al contribuente è nulla (Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7291)

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, la controversia trae origine dalla notifica di una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatico riguardante l’imposta dovuta per la realizzazione di plusvalenze calcolata a tassazione separata.
Su impugnazione del contribuente, stante l’irrituale consegna della comunicazione preventiva, i giudici tributari hanno confermato la maggiore imposta, dichiarando non dovute le sanzioni, gli interessi e le spese dell’agente della riscossione.
La Corte di Cassazione, invece, ha affermato che relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, l’Agenzia delle Entrate, in esecuzione dello Statuto del contribuente, è obbligata a comunicare al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione effettuata nell’ambito del controllo automatico ai sensi dell’art. 36 bis del d.P.R. n. 600/1973, n. 600.
In proposito la Suprema Corte ha precisato che l’omissione della comunicazione preventiva determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza o meno di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Ciò in quanto si tratta di ipotesi nelle quali l’imposta non è autoliquidata dal contribuente medesimo, sicché la preventiva comunicazione diventa elemento indispensabile per la quantificazione del debito d’imposta.
Pertanto, nell’ipotesi di controlli automatizzati per redditi soggetti a tassazione separata, l’Ufficio è tenuto a comunicare preventivamente al contribuente, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, l’esito dell’attività di liquidazione, altrimenti il provvedimento di iscrizione a ruolo è nullo.

Le ulteriori misure contenute nel Decreto #CuraItalia


Nel Decreto, oltre a misure specifiche in ambito fiscale e lavoristico, sono previste ulteriori misure allo scopo di contenere il più possibile il contagio da Covid-19 (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comunicato 16 marzo 2020).

Il decreto introduce:
– nuove misure per contenere gli effetti dell’emergenza in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, tributaria, contabile e militare, quali, tra l’altro, il rinvio d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 delle udienze calendarizzate dal 9 marzo al 15 aprile 2020 per i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e la sospensione, nello stesso periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali e amministrativi, salvo specifiche eccezioni;
– misure per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19 nelle carceri;
– misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali, con la previsione che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni e che lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità lavorative di cui ai commi che precedono;
– disposizioni per l’utilizzo in deroga della quota libera dell’avanzo di amministrazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, limitatamente all’esercizio finanziario 2020 e per la sospensione della quota capitale dei mutui delle regioni a statuto ordinario e degli enti locali;
– misure per assicurare il recupero delle eccedenze alimentari e favorirne la distribuzione gratuita agli indigenti;
– la possibilità, fino alla fine dello stato d’emergenza,  per i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, per gli organi collegiali degli enti pubblici nazionali e per le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni di riunirsi in videoconferenza;
– la proroga al 31 agosto 2020 della validità dei documenti di riconoscimento scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del decreto;
– misure per lo svolgimento del servizio postale, con la previsione che, fino al 31 maggio 2020, a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari degli invii postali, per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi, la firma è apposta dall’operatore postale sui documenti di consegna in cui è attestata anche la modalità di recapito e ulteriori disposizioni per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta;
– norme in materia di svolgimento delle assemblee di società e per il differimento del termine di adozione dei rendiconti annuali 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022;
– il rinvio al 30 giugno di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti;
– misure per la continuità dell’attività formativa e a sostegno delle università delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, con l’istituzione di un fondo per le esigenze emergenziali e la proroga dell’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all’anno accademico 2018/2019, e dei termini di ogni adempimento connesso, al 15 giugno 2020;
– contributi per le piattaforme per la didattica a distanza;
– misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari;
– la proroga del mandato dei componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza;
– la proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum confermativo della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.


Nel DL #CuraItalia le misure a sostegno della liquidità


Sono state previste misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità e, per evitare a imprese e nuclei familiari la carenza di liquidità, sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Comunicato 16 marzo 2020, n. 37).

Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo.
I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse;
– sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo);
– differimento scadenze – per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 16 marzo viene posticipato al 20 marzo;
– disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile;
– sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’ Agenzia delle entrate;
– sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi;
– premi ai lavoratori: ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un premio di 100 euro, non tassabile (in proporzione ai giorni lavorati);
– l’introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro: per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’ imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; analoghi contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo;
– donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99 viene estesa; inoltra viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro;
– affitti commerciali – a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo;
– disposizioni in materia di trasporto stradale e trasporto di pubblico di persone, per contrastare gli effetti derivanti dalla diffusione del Covid-19 sugli operatori di servizio di trasporto pubblico regionale e locale e sui gestori di servizi di trasporto scolastico, nonché di trasporto navale, come l’esenzione temporanea dal pagamento della tassa di ancoraggio delle operazioni commerciali effettuate nell’ambito di porti, rade o spiagge dello Stato e la sospensione dei canoni per le operazioni portuali fino al 31 luglio 2020;
– disposizioni di sostegno agli autoservizi pubblici non di linea, con un contributo in favore dei soggetti che dotano i veicoli di paratie divisorie atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela;
– la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei versamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull’intero territorio nazionale;
– misure straordinarie urgenti a sostegno della filiera della stampa.
Altre misure a sostegno della liquidità riguradano le banche:
– una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza);
– potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Le modifiche riguardano nel dettaglio:
– la gratuità della garanzia del fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al fondo stesso;
– l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, per consentire di venire incontro a prevedibili, immediate esigenze di liquidità di imprese ritenute affidabili dal sistema bancario;
– l’allungamento automatico della garanzia nell’ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento correlata all’emergenza coronavirus;
– la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;
– eliminazione della commissione di mancato perfezionamento per tutte le operazioni non perfezionate;
– la possibilità di cumulare la garanzia del fondo con altre forme di garanzia acquisite per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghiero e delle attività immobiliari;
– la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente danneggiati dall’epidemia;
– la possibilità di istituire sezioni speciali del fondo per sostenere l’accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle Amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento la sospensione dei termini operativi del fondo;
– estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
– estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del fondo p.m.i. (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti e di Sace);
– facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
– estensione dell’impiego delle risorse del Fondo;
– rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione;
– estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell’utilizzo del fondo per mutui prima casa;
– misure per l’incremento dell’indennità dei collaboratori sportivi;
– la costituzione presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Fondo per la promozione integrata, finalizzato a sostenere l’internazionalizzazione del sistema Paese;
– immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni;
– possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell’importo dell’indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR);
– introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l’espansione del credito anche alle imprese medio-grandi impattate dalla crisi. L’obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti;
– incentivo alla cessione dei crediti deteriorati (NPL) mediante conversione delle attività fiscali differite (DTA) in crediti di imposta per imprese finanziarie ed industriali;
– norme sul rimborso dei contratti di soggiorno e sulla risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura, con la previsione del diritto al rimborso per le prestazioni non fruite sotto forma di voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione;
– l’istituzione di un fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo e ulteriori disposizioni urgenti per sostenere il settore della cultura;
– l’aumento delle anticipazioni del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 nell’ambito dei Piani Operativi delle Amministrazioni Centrali e dei Patti per lo sviluppo, con la possibilità di richiedere il venti per cento delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati di progetto esecutivo approvato o definitivo approvato in caso di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori.