Emergenza Covid-19: nuove misure per chi rientra in Italia


Il Ministero della Salute ha previsto nuove misure d’ingresso nel territorio nazionale, imponendo un periodo di quarantena a casa per tutti i coloro che rientra nella propria abitazione (Ministero salute – ordinanza 28 marzo 2020).

Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco dichiarazione  recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
– motivi del viaggio;
– indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario ed il mezzo privato o proprio che verrà utilizzato per raggiungere la stessa;
– recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.


I vettori e gli armatori devono acquisire e verificare prima dell’imbarco la documentazione, la misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietare l’imbarco se manifestano uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa.
Sono inoltre tenuti ad adottare le misure organizzative che assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati.


Le persone, che fanno ingresso in Italia anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata.


In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.


Le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo proprio o privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.


Fondo di solidarietà comunale 2020 e misure urgenti di solidarietà alimentare


Stabiliti i criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020 e le risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare (DPCM 28 marzo 2020 e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ordinanza 29 marzo 2020, n. 658).

Il Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020, al netto della quota di accantonamento sul Fondo, è stabilito nel complessivo importo di euro 6.199.513.364,88. Tale importo è integrato di euro 332.031.465,41 derivanti dall’ulteriore quota dell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti finanziari dei comuni.
Il Ministero dell’interno, Direzione Centrale della finanza locale, provvede a erogare a ciascun comune quanto attribuito a titolo di Fondo di solidarietà comunale, al netto delle detrazioni, in due rate da corrispondere entro i mesi di maggio e ottobre 2020, di cui la prima pari al 66%
Gli importi dovuti dai singoli comuni, o derivanti dall’applicazione delle compensazioni finanziarie sono comunicati dal Ministero dell’interno all’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione, la quale provvede a trattenere le relative somme dall’imposta municipale propria riscossa tramite il sistema dei versamenti unitari. La trattenuta da parte dell’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione è effettuata in due rate di pari importo a valere sulle somme versate in relazione alle scadenze tributarie del 16 giugno e del 16 dicembre 2020.

In relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, il Ministero dell’interno, entro il 31 marzo 2020, dispone, in via di anticipazione nelle more del successivo reintegro, con apposito provvedimento legislativo, il pagamento di un importo pari ad euro 400.000.000,00 di cui:
– euro 386.945.839,14 in favore dei comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna;M
– euro 13.054.160,86 in favore delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
I Comuni possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare eventuali donazioni. A tal fine è autorizzata l’apertura di appositi conti correnti bancari presso il proprio tesoriere o conti correnti postali.
Sulla base di quanto assegnato, nonché delle donazioni, ciascun comune è autorizzato all’acquisizione:
a) di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale;
b) di generi alimentari o prodotti di prima necessità.
I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei suddetti beni, possono avvalersi degli enti del Terzo Settore, per la distribuzione dei beni.
L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.


Emergenza Coronavirus attività commerciali sempre aperte e ammessa la vendita di piante


Forniti i primi chiarimenti sulle misure di chiusura delle attività non essenziali previste dal D.P.C.M. 22 marzo 2020, modificato dal D.M. 25 marzo 2020 (Ministero Interno – circolare n. 15350/2020).

A fronte delle disposizioni introdotte per fronteggiare l’emergenza da COVID-19, è stato precisato che non ci sono più differenziazioni circa le limitazioni, nei giorni prefestivi e festivi, per le medie e grandi strutture di vendita, nonché per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.
Tali strutture ed esercizi, come le altre attività commerciali, possono rimanere aperti in tutti i giorni della settimana, ma comunque sempre limitatamente alla vendita dei prodotti essenziali. Inoltre, nella medesima sede è stato chiarito che nei mercati, sia all’aperto sia coperti, può essere svolta unicamente l’attività di vendita di generi alimentari, nonché, di ogni prodotto agricolo.


Riguardo ai prodotti agricoli, il Governo, in una faq pubblicata sul proprio sito istituzionale ha chiarito che è consentita la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili.


Infatti, tra le attività essenziali rientra l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, risultando quindi consentita la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Inoltre tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali di “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione.


Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.


Nuove sanzioni nel modulo di autocertificazione


È disponibile il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti, modificato sulla base delle ultime disposizionei sanzionatorie (Ministero interno – circolare 26 marzo 2020, n. 1602).

Con l’introduzione delle nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, è cambiata nuovamente la struttura dell’autodichiarazione, in quanto vengono ridefinite le sanzioni applicabili nei casi di inosservanza delle misure stabilite per il contenimento dell’epidemia da COVID-19.
In particolare viene previsto che le trasgressioni alle predette misure sono punite da una specifica figura di illecito amministrativo che prevede la sanzione del pagamento di una somma di denaro da 400 a 3.000 euro, che è raddoppiata nel caso di reiterata violazione.
Si evidenzia che, con l’introduzione di questa figura di illecito amministrativo, non è più applicabile ai comportamenti violativi delle misure in discorso la fattispecie di cui all’art. 650 c.p..
Ciò premesso, al fine di agevolare le verifiche sul rispetto dei provvedimenti vigenti per la prevenzione dell’epidemia da COV1D-19, alla luce anche del rinnovato quadro sanzionatolo, è stato predisposto un aggiornato modello di autodichiarazione, da compilare in occasione dei consueti controlli.

Nuovi codici tributo per il versamento delle somme dovute al Fisco



Istituiti 9 codici tributo nuovi per il versamento di somme dovute al Fisco a seguito delle comunicazioni inviate, emerse tramite procedure automatizzate (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 26 marzo 2020, n. 15/E).


I codici tributo istituiti sono indicati di seguito assieme ai codici di riferimento utilizzati per il versamento spontaneo.
























Codici tributo per versamenti ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973

Codice tributo per versamento spontaneo

“933D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – IMPOSTA 1919
“934D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – INTERESSI
“935D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – SANZIONI
“936D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – IMPOSTA 6887
“937D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – INTERESSI
“938D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – SANZIONI
“939D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117 – IMPOSTA 6893
“940D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117- INTERESSI
“941D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117 – SANZIONI


I suddetti codici sono utilizzabili nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto.
In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nel formato “AAAA”) reperibili all’interno della stessa comunicazione.

Pronto il nuovo modello IVA TR


Approvato il nuovo modello IVA TR che sostituisce quello precedente disciplinandone la reperibilità, le caratteristiche tecniche e grafiche per la stampa e le specifiche tecniche necessarie per l’invio dei dati contenuti nelle suddette istanze. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 26 marzo 2020, n. 144055).

Il modello IVA TR con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati viene utilizzato per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, comprensivo del prospetto riepilogativo riservato all’ente o società controllante per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale del gruppo.
Il nuovo modello è utilizzato in luogo del modello approvato lo scorso anno, a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al primo trimestre dell’anno d’imposta 2020, e va presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento. La trasmissione per via telematica, direttamente o per il tramite degli intermediari abilitati, dei dati contenuti nel modello deve essere effettuata secondo le sue specifiche tecniche.
È fatto comunque obbligo ai soggetti incaricati della trasmissione telematica di rilasciare al contribuente la richiesta di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, redatta su modelli conformi per struttura e sequenza a quelli approvati.
Al fine di adeguare al quadro normativo attuale il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale si è reso necessario aggiornare il modello, le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per tenere conto delle disposizioni contenute nel decreto del MEF del 27 agosto 2019, con il quale sono state innalzate le percentuali di compensazione per alcuni prodotti o gruppi di prodotti.

Emergenza Coronavirus: nuova stretta sulle attività essenziali



A seguito del confronto intercorso tra il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e le sigle sindacali nazionali, sono state apportate alcune modifiche all’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020 che riducono l’elenco delle attività essenziali (D.M. 26 marzo 2020).


DPCM 22 marzo 2020


Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate in tabella e salvo quanto di seguito disposto.
Le attività produttive che sarebbero sospese possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile. L’elenco dei codici indicati in tabella può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.
Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’art. 1, punto 7, dpcm 11 marzo 2020:
a) sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
d) assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’art. 87 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020.
Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività indicate in tabella, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.
E’ sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.
Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale.
Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute, delle autorizzazioni e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell’Interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.
Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del dpcm in oggetto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.
Le nuove disposizioni producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al dpcm 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.


Elenco delle attività essenziali (modificato dal D.M. 25 marzo 2020)


Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico ha completamnete sostituito l’elenco delle attività essenziali di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020. Di seguito si fornisce l’elenco aggiornato:


























































































































































































































































ATECO DESCRIZIONE
1 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
3 Pesca e acquacoltura
5 Estrazione di carbone
6 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
09.1 Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
16.24 Fabbricazione di imballaggi in legno
17 Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 – 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici: 22.29.01 e 22.29.02)
23.13 Fabbricazione di vetro cavo
23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
25.21 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
25.92 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche
27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione

 e il controllo dell’elettricità

27.2 Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
32.99.4 Fabbricazione di casse funebri
33 Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature

(ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04,


 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17)

35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
42 Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10)
43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni
45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli
45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli
45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole

e utensili agricoli, inclusi i trattori

46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici
46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55.1 Alberghi e strutture simili
j (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione
K (da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
69 Attività legali e contabili
70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
74 Attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
78.2 Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)
80.1 Servizi di vigilanza privata
80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
82.20 Attività dei call center2
82.92 Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
82.99.99 Altri servizi di sostegno alle imprese
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

Per le attività di seguito elencate si applicano le seguenti ulteriori prescrizioni:


– le “Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)” (codice ATECO 78.2) sono consentite nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale;


– le “Attività dei call center” (codice ATECO 82.20.00) sono consentite limitatamente alla attività di “call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer- telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami” e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale;


– le “Attività e altri servizi di sostegno alle imprese” (codice ATECO 82.99.99) sono consentite limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti.


Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del nuovo decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Slitta il termine utile al conseguimento dei crediti formativi “non utili” per i revisori legali


Fornite precisazioni in merito all’assolvimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017 – 2019 per i revisori legali (CNDCEC – Nota 25 marzo 2020, n. 26).

In merito all’assolvimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017 – 2019, è stato prorogato al 30 settembre 2020 del termine utile al conseguimento dei crediti formativi, limitatamente al conseguimento di crediti formativi “non utili” per la revisione legale, compresi anche i crediti obbligatori:
Conseguentemente i crediti formativi associati ai codici materie “caratterizzanti” o “non caratterizzanti” la revisione legale acquisiti nel primo semestre dell’anno 2020 non sono validi per il computo dei crediti necessari all’adempimento dell’obbligo formativo 2017-2019.

Emergenza Covid-19: approvato nuovo D.L.


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Consiglio dei Ministri – Comunicato 24 marzo 2020, n. 38)

Per contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, il decreto prevede che possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso. L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente.
Di seguito si evidenziano le misure adottabili:
– la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
– la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
– la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
– la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
– la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
– la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
– la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
– la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
– la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
– la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
– l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.
Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.
È previsto che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della salute possa introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza.
Le ordinanze ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto-legge continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni.
Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato riferisce ogni 15 giorni alle Camere sulle misure adottate.
Infine, il testo prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.
Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.
La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).


Incentivi alla produzione di respiratori e mascherine per emergenza COVID-19


Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 12,00 del 26 marzo 2020.


Per sostenere le aziende italiane che vogliono ampliare o riconvertire la propria attività per produrre ventilatori, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza sono state previste risorse finanziare pari a 50 milioni di euro. (PCM – Ordinanza 23 marzo 2020, n. 4, in gazzetta ufficiale n. 78 – MISE – Comunicato 24 Marzo 2020).

Procedura di accesso


Gestisce gli incentivi Invitalia – l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A – soggetto attuatore per conto del Commissario Straordinario per l’Emergenza, che aprirà lo sportello per la presentazione delle domande il 26 marzo e assicura un iter di valutazione massimo di 5 giorni.


Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 12,00 del 26 marzo 2020. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia provvederà a pubblicizzare i termini di apertura sul proprio sito istituzionale all’indirizzo www.invitalia.it.
Le domande di accesso devono essere redatte in lingua italiana e compilate esclusivamente in formato elettronico e presentate utilizzando la procedura informatica e gli schemi messi a disposizione nel sito internet www.invitalia.it secondo le istruzioni fornite dall’agenzia. La presentazione della domanda con modalità diverse da quelle indicate costituiscono motivo di irricevibilità della stessa.
La domanda di agevolazione deve essere sottoscritta, a pena di invalidità, dal legale rappresentante dell’impresa mediante firma digitale, nel rispetto di quanto disposto dal Codice dell’amministrazione digitale.
L’Agenzia procede all’istruttoria delle domande di agevolazioni sulla base della documentazione presentata dall’impresa richiedente, verificando, in particolare, la coerenza della documentazione pervenuta e l’adeguatezza del programma rispetto agli obiettivi del decreto-legge.


Soggetti beneficiari


Società di persone o di capitali ivi comprese le società cooperative di cui agli articoli 2511 e seguenti del codice civile, e le società consortili di cui all’art. 2615-ter del codice civile di qualsiasi dimensione localizzate sull’intero territorio nazionale.
Alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, le imprese indicate devono:
a) essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello stato di residenza come risultante dall’omologo registro delle imprese. Tali soggetti dovranno dimostrare di possedere almeno una sede sul territorio italiano;
b) trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali ad eccezione di quelle in continuità aziendali;
c) trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
d) essere in regime di contabilità ordinaria;
e) non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
f) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata dal regolamento GBER alla data del 31 dicembre 2019.
Non possono in ogni caso essere ammesse ai benefici le imprese che si trovino in condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.


Programmi ammissibili


Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento volti all’incremento della disponibilità nel territorio nazionale di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale attraverso:
a) l’ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale;
b) la riconversione di una unità produttiva esistente finalizzata alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.
Per «dispositivi medici» s’intendono tutti gli strumenti, apparecchi e impianti utilizzati per finalità diagnostiche o terapeutiche nella cura del virus COVID-19 quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, respiratori e attrezzature connesse; per «dispositivi di protezione individuale» s’intendono, invece, i dispositivi di protezione individuali (DPI) quali occhiali protettivi o visiere, mascherine, guanti e tute di protezione e altri dispositivi equiparati.
I programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla data del 17 marzo 2020, essere completati entro il termine indicato nella domanda di agevolazione e, in ogni caso, entro il termine massimo di centottanta giorni dalla data di notifica del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. Per data di completamento si intende la data dell’ultimo titolo di spesa dichiarato ammissibile; prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, non inferiori a euro 200.000,00 e non superiori a euro 2.000.000,00.


Spese ammissibili


Sono ammissibili alle agevolazioni le spese necessarie alle finalità del programma di investimento relative a:
a) opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;
b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;
c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.
E’, altresì, ritenuto ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, fino a un massimo del 20% del totale delle spese. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nell’ambito della scheda illustrativa del programma e possono essere utilizzate ai fini del pagamento, a titolo esemplificativo, di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, degli eventuali canoni di locazione dell’immobile adibito alla produzione, dei costi del personale e delle utenze.


Agevolazioni concedibili


Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato sulla base di una percentuale massima del 75% delle spese ammissibili. Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data dell’ultima erogazione, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di otto anni, incluso un anno di pre-ammortamento.
Previsto un sistema di premialità legato alla velocità di entrata in produzione, che trasforma il mutuo in fondo perduto al 100% se si conclude l’investimento in 15 giorni; al 50% se si conclude in 30 giorni; al 25% se si conclude in 60 giorni.


Concessione ed erogazione delle agevolazioni


Le agevolazioni sono concesse dall’agenzia in seguito ad un provvedimento di ammissione che dovrà essere sottoscritto per accettazione dalla beneficiaria entro cinque giorni dalla relativa notifica. Le agevolazioni non potranno essere concesse successivamente al 31 dicembre 2020.
L’erogazione delle agevolazioni avviene sul conto corrente, in due quote, la prima delle quali, pari al 60% delle agevolazioni complessivamente concesse, a seguito dell’accettazione del provvedimento.
La seconda quota a saldo è erogata a seguito del completamento del programma di investimenti così come determinata dall’ultimo titolo di spesa inerente al programma agevolato. La richiesta di erogazione del saldo dovrà essere presentata all’agenzia entro trenta giorni dal completamento del programma unitamente ai titoli di spesa relativi agli investimenti realizzati, alla documentazione attestante l’avvenuto integrale pagamento dei predetti titoli e all’ulteriore documentazione successivamente indicata sul sito internet dell’agenzia. L’erogazione del saldo è subordinata alle positive verifiche in merito alla effettiva capacità del programma realizzato di conseguire gli obiettivi dichiarati in sede di domanda e asseverati nella relazione tecnica.
A seguito dell’erogazione della quota a saldo riferita al programma degli investimenti, la beneficiaria potrà presentare la richiesta di erogazione della quota di contributo riferita al capitale circolante sulla base della documentazione che sarà indicata sul sito dell’agenzia. L’importo di tale contributo sarà commisurato all’ammontare dell’investimento effettivamente ammesso alle agevolazioni. A conclusione del programma l’impresa dovrà presentare apposita dichiarazione di entrata in produzione degli investimenti agevolati e della messa a disposizione del Commissario dei dispositivi.


Revoca delle agevolazioni


Le agevolazioni sono revocate, in misura totale o parziale, nei seguenti casi:
a) verifica dell’assenza di uno o più requisiti di ammissibilità, ovvero di documentazione incompleta o irregolare per fatti comunque imputabili all’impresa beneficiaria;
b) fallimento dell’impresa beneficiaria ovvero apertura nei confronti della medesima di altra procedura concorsuale con finalità liquidatorie;
c) mancata realizzazione del programma d’investimento nei termini indicati;
d) non mantenimento dei beni per l’uso previsto per una durata pari ad almeno due anni dal completamento dell’investimento;
e) mancata restituzione protratta per oltre un anno delle rate del finanziamento concesso;
f) in tutti gli altri casi previsti dal provvedimento di concessione.