Sport dilettantistico: indennità per l’uso di auto propria esente

L’utilizzo della propria auto o moto da parte dell’atleta dilettante per raggiungere il luogo dove svolgere l’attività sportiva può essere rimborsato sotto forma di indennità chilometrica. In questa ipotesi, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’importo dell’indennità è escluso da tassazione soltanto se le spese sono documentate e l’attività sportiva è effettuata fuori dal comune di residenza o domicilio dello sportivo. (Risoluzione n. 38/E del 2014).

Le somme percepite per l’attività sportiva dilettantistica sono classificate come “redditi diversi”.
In particolare, rientrano in tale categoria “…le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche“.
La disciplina fiscale che regola la tassazione IRPEF dell’attività sportiva dilettantistica, stabilisce che:
– le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi percepiti nell’ambito di tale attività non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro;
– non concorrono, altresì, a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.
Con la risoluzione n. 38/E dell’11 aprile 2014, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nell’ipotesi in cui uno sportivo utilizzi un mezzo di trasporto proprio nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, l’eventuale indennità chilometrica riconosciuta allo stesso configura un rimborso spese di viaggio e trasporto. Qualora l’indennità sia quantificata in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’ACI, la stessa si configura come rimborso spese di viaggio e trasporto documentate.
Ne consegue che, qualora la prestazione sia effettuata fuori dal territorio comunale, l’indennità chilometrica non concorre a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF. In particolare, precisa l’Agenzia delle Entrate, la condizione territoriale per cui l’indennità diviene esente, ricorre quando la prestazione è effettuata al di fuori del Comune in cui lo sportivo risiede o ha la dimora abituale.
Ai fini dell’esenzione, non ha alcuna rilevanza la sede dell’organismo che eroga l’indennità in questione.