Pronte le istruzioni operative per il visto di conformità over 15mila euro

L’Agenzia delle entrate con la circolare 28/E del 2014 in merito alla compensazione dei crediti superiori a 15.000 euro relativi a imposte sui redditi e addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive di quelle sul reddito e Irap ha dettato chiarimenti sugli aspetti applicativi per il rilascio del visto di conformità previsto dalla Legge di Stabilità 2014.

Possono apporre il visto di conformità i seguenti soggetti:
– i responsabili dell’assistenza fiscale dei Caf-imprese, quelli dei Caf-dipendenti solo per le dichiarazioni dei contribuenti per i quali già svolgono assistenza fiscale;
– gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e in quello dei consulenti del lavoro;
– chi al 30 settembre 1993 era già iscritto nei ruoli di periti ed esperti contabili tenuti dalle camere di commercio, industria artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, a patto che siano in possesso di specifici diplomi di laurea.
In presenza di dichiarazione sottoscritta dai soggetti che esercitano il controllo contabile la compensazione dei crediti può avvenire senza visto. Per gli Enti locali e per le Regioni, è sufficiente, invece, la sottoscrizione della dichiarazione da parte del Collegio dei revisori.

Il professionista che intende apporre il visto di conformità ha i seguenti obblighi:
– deve essere abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali,
– deve comunicare i suoi dati identificativi e una serie di altre informazioni, tra cui l’insussistenza di provvedimenti di sospensione dell’ordine professionale di appartenenza e di procedimenti penali pendenti in fase di giudizio per reati finanziari,
– e deve sottoscrivere l’impegno a comunicare, entro 30 giorni, eventuali variazioni.

La comunicazione può avvenire con consegna a mano, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite Pec e una volta avvenuta, il professionista può immediatamente prestare l’assistenza fiscale. Nel frattempo la Direzione regionale verifica la sussistenza di tutti i requisiti e provvede a richiedere eventuali integrazioni e chiarimenti.
Se il professionista ha già comunicato in precedenza all’Agenzia delle entrate di voler apporre il visto di conformità (ad esempio per le compensazioni dei crediti Iva), non è necessaria la presentazione di una nuova comunicazione a condizione che la polizza assicurativa già presentata non sia limitata a determinate dichiarazioni. In quest’ultimo caso la documentazione deve essere integrata con una polizza assicurativa che garantisca anche l’ulteriore attività di visto.
Il visto di conformità non va apposto sulle dichiarazioni con più crediti da compensare se questi sono singolarmente di importo inferiore a 15.000 euro, anche nel caso in cui la loro somma superi la soglia. Qualora il contribuente voglia utilizzare in compensazione un singolo credito superiore a 15.000 euro, il professionista deve apporre il visto su tutta la dichiarazione, anche se in questa sono presenti altri crediti, utilizzati o meno, di importo inferiore alla soglia.
Per evitare errori materiali e di calcolo i professionisti devono confrontare i dati presenti in dichiarazione con quelli risultanti dalla documentazione, tenendo conto della disciplina in materia di deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta, scomputo delle ritenute d’acconto e versamenti oltre alla verifica delle scritture contabili se obbligatorie.