Paga l’Irap l’avvocato che esercita la professione mediante l’impiego di società specializzate


L’avvocato che esercita la professione mediante l’impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale è soggetto ad Irap in quanto l’attività affidata a dette società è strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato (Corte di Cassazione – ordinanza 17 febbraio 2021, n. 4116).

Cosi si è espressa la Corte di Cassazione, confermando la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione in capo all’avvocato in questione.


Pertanto, anche l’impiego non occasionale di lavoro altrui è idoneo a configurare l’esistenza di un’autonoma organizzazione ed è pertanto soggetto all’Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della sua attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del medesimo di personale dipendente.


Nel caso di specie, il contribuente aveva svolto la sua professione di avvocato mediante l’impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale, retribuite a percentuale, alle quali il contribuente aveva erogato, negli anni rilevanti compensi. Non può dubitarsi, quindi, che l’attività affidata a dette società sia strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato svolta dal contribuente ed ai fini dell’individuazione di un’organizzazione imprenditoriale, è da ritenere indifferente il mezzo giuridico con cui essa viene attuata, se cioè con personale dipendente, con società di servizi, ovvero tramite un’associazione professionale.