Marche: firmata intesa per la CIGD

Il giorno 20/3/2020, il Presidente della Regione Marche, l’Assessore alle Politiche del Lavoro e la CONFINDUSTRIA MARCHE, la CONFARTIGIANATO MARCHE, la CNA MARCHE, la CLAAI MARCHE, la CONFCOMMERCIO MARCHE, la CONFESERCENTI MARCHE, la CONFCOOPERATIVE, l’AGCI MARCHE, l’ABI MARCHE, CONFAPI MARCHE, LEGA COOP MARCHE e la CGIL MARCHE, la CISL MARCHE, la UIL MARCHE, sono presenti inoltre l’INPS Regionale, l’ANPAL Servizi Spa, la Camere di Commercio delle Marche, si è stipulata l’Intesa Istituzionale Territoriale per la regolamentazione della Cassa integrazione in deroga ai sensi dell’art. 22 del Decreto Legge 17/3/2020, n. 18 – anno 2020.

Dopo approfondita discussione le parti convengono l’Intervento cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD).
La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con unità produttive ubicate nel territorio della Regione Marche.
E’ prevista una sola causale per il ricorso alla CIGD: “Sospensione effettuata per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus -COVID 19 “
Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
L’accesso allo strumento della CIGD avviene qualora i datori di lavoro privati siano privi delle tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro (CIGO-CIGS- FIS-Fondi di Solidarietà Bilaterali). Sono ammessi alla CIGD anche i datori di lavoro che pur avendo accesso agli ammortizzatori sociali ordinari, hanno raggiunto i limiti massimi previsti dal D.Lgs. n. 148/2015, nonché i datori di lavoro mono committenti che non possono accedere alla CIGO. L’accesso è altresì consentito ai datori di lavoro che siano ammessi al solo trattamento di CIGS ove per le stesse non trovi applicazione quanto previsto dall’art.19 del D.Lgs 18 del 17/3/2020.
I datori di lavoro che obbligati ad aderire ai Fondi di Solidarietà Bilaterali di cui all’art. 27 del D.Lgs. n.148/2015 possono accedere alla CIGD qualora abbiano esaurito i periodi massimi per le prestazioni di sostegno al reddito in caso di sospensione o riduzione dell’attività ovvero quando i fondi suddetti abbiano esaurito la disponibilità finanziaria.
La CIGD può essere riconosciuta retroattivamente a decorrere dal 23/2/2020 e per una durata massima di 9 settimane.
Lavoratori dipendenti sia a tempo determinato che indeterminato (operai, impiegati, quadri, apprendisti con contratto professionalizzante, soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato, lavoranti a domicilio in regime di mono commessa, pescatori anche delle acque interne, imbarcati a qualunque titolo e /o iscritti a ruolino di equipaggio e tutti gli altri lavoratori dipendenti con qualsiasi forma contrattuale di lavoro subordinato).
Non è prevista una anzianità minima aziendale.
Per i lavoratori a tempo determinato la CIGD termina alla scadenza del contratto.
I lavoratori per i quali viene chiesta la concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga devono risultare in forza presso i datori di lavoro richiedenti alla data del 23/2/2020, salvo la possibilità di includere i lavoratori che sono stati assunti successivamente entro la data di entrata in vigore del decreto.
I lavoratori somministrati, al verificarsi delle condizioni suddette, riferite ai datori di lavoro che aderiscono ai Fondi Bilaterali, accedono alla CIGD quando gli altri lavoratori della stessa unità produttiva/operativa siano interessati o beneficiano di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ordinari o in deroga per i propri dipendenti.
I lavoratori intermittenti accedono alla CIGD nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei tre mesi precedenti.
II trattamento di CIGD, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.