É nulla la cartella riferita a redditi a tassazione non preceduta da comunicazione

18 marzo 2020 La Corte di Cassazione chiude in modo netto la pretesa del Fisco: in caso di redditi a tassazione separata, la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla comunicazione preventiva al contribuente è nulla (Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7291)

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, la controversia trae origine dalla notifica di una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatico riguardante l’imposta dovuta per la realizzazione di plusvalenze calcolata a tassazione separata.
Su impugnazione del contribuente, stante l’irrituale consegna della comunicazione preventiva, i giudici tributari hanno confermato la maggiore imposta, dichiarando non dovute le sanzioni, gli interessi e le spese dell’agente della riscossione.
La Corte di Cassazione, invece, ha affermato che relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, l’Agenzia delle Entrate, in esecuzione dello Statuto del contribuente, è obbligata a comunicare al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione effettuata nell’ambito del controllo automatico ai sensi dell’art. 36 bis del d.P.R. n. 600/1973, n. 600.
In proposito la Suprema Corte ha precisato che l’omissione della comunicazione preventiva determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza o meno di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Ciò in quanto si tratta di ipotesi nelle quali l’imposta non è autoliquidata dal contribuente medesimo, sicché la preventiva comunicazione diventa elemento indispensabile per la quantificazione del debito d’imposta.
Pertanto, nell’ipotesi di controlli automatizzati per redditi soggetti a tassazione separata, l’Ufficio è tenuto a comunicare preventivamente al contribuente, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, l’esito dell’attività di liquidazione, altrimenti il provvedimento di iscrizione a ruolo è nullo.