“DL sblocca Italia”: incenitivi per il settore immobiliare

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il cd. “DL Sblocca Italia” (Decreto Legge n. 133/2014) con il quale il Governo ha approvato misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive. Il decreto è in vigore dal 13 settembre 2014 e contiene incentivi fiscali per favorire gli investimenti nel settore immobiliare.

L’articolo 21 del DL Sblocca Italia, prevede una deduzione dal reddito complessivo ai fini IRPEF in relazione agli investimenti in unità immobiliari residenziali da concedere in locazione.
Il beneficio è riconosciuto, nel rispetto di specifiche condizioni, per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 di unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione o ristrutturati, cedute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato i predetti interventi.
Possono beneficiare della deduzione le persone fisiche non esercenti attività commerciale.
La deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro, ed fruibile in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione. Dunque, la deduzione massima fruibile è pari a 7.500 euro l’anno.
La deduzione spetta a condizione che:
a) l’unità immobiliare acquistata o costruita su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori, entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, sia destinata alla locazione per almeno 8 anni e semprechè tale periodo abbia carattere continuativo. Il diritto alla deduzione, tuttavia, non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro 1 anno dalla data della risoluzione;
b) l’unità immobiliare medesima sia a destinazione residenziale, e non sia classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
c) l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del Decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;
d) l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B, ai sensi dell’allegato 4 delle Linee Guida nazionali per la classificazione energetica degli edifici di cui al Decreto Ministeriale 26 giugno 2009, ovvero ai sensi della normativa regionale, laddove vigente;
e) il canone di locazione non sia superiore a quello definito ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, ovvero a quello indicato nella convenzione di cui all’art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ovvero a quello stabilito ai sensi dell’art. 3, comma 114, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;
f) non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario.

L’articolo 6 del DL, inoltre, prevede in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, il riconoscimento di un bonus sotto forma di credito d’imposta in favore delle imprese che effettuano interventi infrastrutturali per la fornitura, su rete fissa e mobile, su impianti wireless e via satellite, inclusi gli interventi infrastrutturali di backhaul, di servizi a banda ultralarga. Il credito d’imposta è fruibile entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento, in sede di dichiarazione dei redditi (IRES) e dell’IRAP, e non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

Il successivo articolo 19 stabilisce, poi, che la registrazione dell’atto con il quale il locatore e il conduttore dispongono esclusivamente la riduzione del canone di locazione di un contratto ancora in essere è esente dalle imposte di registro e di bollo.