Sgravio contributivo erogazioni di 2° livello: le istruzioni Inps per l’istanza

Le prime indicazioni sulle modalità che i datori di lavoro dovranno seguire per richiedere lo sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello, riferito agli importi corrisposti nell’anno 2014

Come noto, il beneficio può trovare applicazione in relazione a quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti. Lo sgravio può essere concesso entro il limite dell’1,60% della retribuzione “contrattuale” annua di ciascun lavoratore, premio compreso. Lo sgravio è così articolato:
– entro il limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro;
– sul totale sulla quota del lavoratore.
Per accedere alla misura, i contratti collettivi di secondo livello devono:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, a cura dei medesimi o delle associazioni a cui aderiscono, presso le DTL, entro il 29 giugno 2015;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Le aziende, anche per il tramite degli intermediari autorizzati, dovranno inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’Inps, anche per i lavoratori iscritti all’Inpgi, nonché, ovviamente, per quelli iscritti alla gestioni ex Inpdap ed ex Enpals. La domanda deve contenere:
– i dati identificativi dell’azienda (per le aziende agricole, la matricola è rappresentata dal codice azienda);
– la tipologia di contratto e data di sottoscrizione dello stesso;
– la data di deposito del contratto presso la DTL competente;
– l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto.
In previsione del rilascio sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) della procedura per l’invio delle domande, con apposito messaggio verrà portata a conoscenza la documentazione a supporto della composizione dei flussi XML e saranno rese note giorno e ora a partire da cui sarà possibile la trasmissione telematica delle istanze.
Entro i 60 giorni successivi alla data fissata quale termine unico per l’invio delle istanze, si provvederà all’ammissione di tutte le aziende allo sgravio contributivo, dandone tempestiva comunicazione alle stesse e agli intermediari autorizzati. Nell’ipotesi in cui le risorse disponibili non consentissero la concessione dello sgravio nelle misure indicate nelle richieste aziendali, l’Istituto provvederà alla riduzione degli importi in percentuale.

Bonus “Garanzia Giovani”, le precisazioni dell’Inps

Le precisazioni in merito alle modifiche normative che hanno interessato l’incentivo per l’assunzione di giovani ammessi al Programma “Garanzia Giovani”.

Il bonus occupazionale è ora esteso anche ai rapporti di apprendistato professionalizzante, nonché alle proroghe di precedenti rapporti a tempo determinato, purché la durata complessiva del rapporto di lavoro sia pari o superiore a 6 mesi. Rimane, invece, esclusa la possibilità di godere del beneficio per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, per l’apprendistato di alta formazione e ricerca e per i rinnovi dei contratti a termine. Le modifiche si applicano già alle assunzioni e proroghe effettuate a decorrere dal 1° maggio 2014.
Con particolare riferimento ai contratti di apprendistato professionalizzante, il bonus riconoscibile corrisponde a quello previsto per i rapporti a tempo indeterminato, qualora il rapporto abbia una durata pari o superiore a 12 mesi. Diversamente, l’importo è proporzionalmente ridotto in base ai mesi di durata del periodo formativo.
Qualora venga prorogato un rapporto a tempo determinato per il quale sia stato già autorizzato l’incentivo, si ha diritto ad un eventuale secondo incentivo pari alla differenza tra la misura prevista per il rapporto complessivamente inteso e l’importo già fruito per il tempo determinato; in tal caso, si fa riferimento alla classe di profilazione utilizzata per la determinazione del primo incentivo.
Infine, in tema di coordinamento con gli altri incentivi, il bonus occupazionale è cumulabile, senza limitazioni, con l’esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2015. La cumulabilità, invece, è ammessa nel limite del 50% dei costi salariali, con gli incentivi che presentano un carattere di selettività nei confronti del datore di lavoro, tra cui:
– l’incentivo per l’assunzione di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi ovvero prive di impiego da almeno 6 mesi e residenti in aree svantaggiate o occupate in particolari professioni o settori di attività;
– l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori;
– l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento ASpi;
– l’incentivo sperimentale per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 30;
– l’incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli, limitatamente agli operai;
– l’incentivo per l’assunzione di apprendisti, in favore dei datori di lavoro che occupano un numero di addetti pari o inferiore a 9.

 

 

 

Dal 17 giugno domande on line per le prestazioni dei Fondi di solidarietà

 

Le modalità per la presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione erogati dai Fondi di solidarietà bilaterali

L’assegno ordinario erogato dai Fondi di solidarietà bilaterali può essere richiesto per un periodo massimo di 3 mesi, eccezionalmente prorogabile, sempre trimestralmente, fino ad un massimo di 12 mesi. Per i soli Fondi del personale del credito e del personale delle imprese assicuratrici e delle società di assistenza, è possibile presentare istanza per un unico periodo continuativo della predetta durata. In ogni caso, qualora l’impresa abbia fruito di 12 mesi consecutivi di intervento, una nuova istanza può essere proposta, per la medesima unità produttiva, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa. Inoltre, l’assegno ordinario riferito a più periodi non consecutivi non può comunque superare complessivamente la durata di 12 mesi in un biennio mobile.
Per quanto riguarda la richiesta di accesso al finanziamento di programmi formativi, invece, la relativa istanza può essere presentata incondizionatamente per un periodo massimo, anche continuativo, di 12 mesi.
La procedura è unica per tutti i Fondi e consente alle aziende l’invio telematico delle domande di accesso alle prestazioni di assegno ordinario e formazione (per i Fondi che lo prevedono). La procedura è attiva per i Fondi di solidarietà pienamente operativi:
– settore del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza;
– settore del personale dipendente di Poste Italiane spa e delle società del Gruppo Poste italiane;
– settore del personale dipendente da aziende del credito cooperativo;
– settore del personale dipendente di aziende del settore del credito.
La domanda è disponibile sul portale Inps (www.inps.it) ai “Servizi OnLine”, accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti” (accesso tramite codice fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto), scegliendo l’opzione “CIG e Fondi di solidarietà” e poi “Fondi di solidarietà”.
Al momento della presentazione, l’azienda deve indicare il Fondo al quale richiede l’intervento, il tipo di prestazione, il periodo, il numero dei lavoratori interessati e le ore di sospensione e/o riduzione ovvero formazione. Costituiscono parte integrante della domanda anche l’accordo sindacale e l’elenco dei lavoratori, che devono essere allegati alla stessa. Ancora, per la domanda di assegno ordinario, l’azienda deve compilare e allegare la scheda relativa alla causale invocata, sia in caso di prima istanza che di istanza di proroga.
A regime la stima della prestazione sarà effettuata in automatico dalla procedura in base ai dati forniti dall’azienda, nelle more, per consentire comunque l’inoltro delle domande e la loro successiva lavorazione, le aziende devono allegare la stima della prestazione richiesta distinta per assegno e contribuzione correlata.
Per la sola “formazione” è poi obbligatorio allegare un ulteriore elenco dei lavoratori, nel quale vanno specificate, per ciascun beneficiario, la retribuzione oraria lorda, il numero delle ore di formazione e la retribuzione da finanziare.
Non possono essere istruite domande mancanti della suddetta documentazione.

Sgravio contributivo contrattazione di 2° livello per l’anno 2014

Determinata la misura massima percentuale della retribuzione di 2° livello oggetto dello sgravio contributivo previsto in relazione alle somme erogate nell’anno 2014

Con effetto dal 1° gennaio 2015, è concesso ai datori di lavoro privati uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, corrisposte nell’anno 2014, nel limite dell’1,60% della retribuzione contrattuale percepita. Nello specifico, lo sgravio è concesso nella misura di 25 punti percentuali dell’aliquota a carico del datore di lavoro e sulla intera aliquota a carico del lavoratore, applicate alle erogazioni di secondo livello. Ai fini della fruizione dello sgravio, i contratti collettivi aziendali o territoriali devono:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la DTL entro 30 giorni dalla data del 13 giugno 2015;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale. Peraltro, nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
La concessione del beneficio è chiaramente subordinata al possesso, da parte dei datori di lavoro, della regolarità contributiva ed al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Ai fini dell’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro, anche per il tramite degli intermediari abilitati, inoltrano in via telematica apposita domanda all’Inps, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali, contenente.
Ferma restando l’ammissione di tutte le domande trasmesse, l’accoglimento avviene comunque nel limite delle risorse stanziate per l’anno 2015, sicché in caso di sforamento l’Inps provvede all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il limite di spesa ed il limite medesimo.
I datori di lavoro che indebitamente beneficino dello sgravio sono tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni civili; fatta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.

Coltivatori diretti, coloni e mezzadri: le aliquote contributive per il 2015

Si rendono note le aliquote contributive da applicare, per l’anno 2015, ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali.

In particolare, per l’anno 2015, le aliquote da applicare ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali comprensive del contributo addizionale del 2% (art. 12, ultimo comma, Legge 2 agosto 1990, n. 233), sono le seguenti:
– 22,8% (ridotta a 21,8% per i soggetti di età inferiore a 21 anni) per la generalità delle imprese;
– 21,4% (ridotta a 19,5% per i soggetti di età inferiore ai 21 anni) per le imprese ubicate in territori montani o in zone svantaggiate.
Si precisa, inoltre, che l’importo del contributo addizionale (co. 1, art. 17, L. 3 giugno 1975, n. 160), per effetto del meccanismo di adeguamento periodico previsto dall’articolo 22 della stessa legge, è pari, per l’anno 2015, a € 0,66 a giornata.

Anche per l’anno 2015, il contributo annuo, dovuto ai fini della copertura degli oneri derivanti dall’erogazione dell’indennità giornaliera di gravidanza e puerperio, è fissato nella misura di € 7,49. Detto contributo è dovuto per ciascuna unità attiva iscritta nella Gestione speciale dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni e per gli imprenditori agricoli professionali.
Il contributo dovuto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dai coltivatori diretti, mezzadri e coloni, per l’anno 2014 resta fissato nella misura capitaria annua di:
– € 768,50 (per le zone normali);
– € 532,18 (per i territori montani e le zone svantaggiate).

La riscossione avviene tramite l’invio agli interessati di comunicazione dell’importo da versare in quattro rate, tramite modello F24, presso qualsiasi Istituto di Credito o Ufficio Postale.
I termini di scadenza per il pagamento sono il 16 luglio, il 16 settembre, il 16 novembre 2015 e il 18 gennaio 2016.

In Gazzetta il decreto con le disposizioni urgenti in materia di pensioni, ammortizzatori sociali e Qu.I.R

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge contenente le misure in materia di perequazione delle pensioni, ma anche altre disposizioni tra cui il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e l’esonero fiscale in caso di finanziamento per la liquidazione della Qu.I.R.

Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70/2015, ma comunque nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, relativa agli anni 2012 e 2013, è ora riconosciuta:
a) nella misura del 100% per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo Inps; per le pensioni di importo superiore a 3 volte il trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione spettante, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
b) per i trattamenti pensionistici il cui importo complessivo è compreso tra 3 e 4 volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 40%, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi; per le pensioni di importo superiore a 4 volte il predetto trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
c) nella misura del 20% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a 5 volte il predetto trattamento minimo, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a 5 volte il trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione, quest’ultima è comunque attribuita fino a concorrenza del limite maggiorato;
d) nella misura del 10% per i trattamenti pensionistici complessivamente di importo compreso tra 5 e 6 volte il trattamento minimo Inps, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti. Anche in questo caso, le pensioni di importo superiore, ma entro il limite di 6 volte incrementato della quota di rivalutazione, l’aumento è attribuito fino a concorrenza;
e) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 6 volte il trattamento minimo Inps, con riferimento all’importo complessivo, non è riconosciuta la perequazione.
Anche per anni 2014 e 2015, la rivalutazione delle pensioni di importo complessivo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps è riconosciuta in misura ridotta, pari al 20%; mentre a decorrere dall’anno 2016, questa è fissata nella misura del 50%.
Le somme arretrate sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015.

Razionalizzazione delle procedure di pagamento dell’Inps

A decorrere dal 1° giugno 2015, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Inail sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, eccezion fatta per il mese di gennaio 2016 in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile. A decorrere dall’anno 2017, detti pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese.

TFR in busta paga

I datori di lavoro aventi alle dipendenze un numero di addetti inferiore a 50 e non tenuti al versamento del Tfr al Fondo di tesoreria Inps, i quali non intendano provvedere con risorse proprie alla liquidazione del Tfr e che invece accedano al finanziamento, sono esonerati per tale finanziamento e per le formalità ad esso connesse nell’intero svolgimento del rapporto, dal versamento dell’imposta di registro, dell’imposta di bollo e di ogni altra imposta indiretta nonché di ogni altro tributo o diritto.

Approvato decreto legge in materia di pensioni e ammortizzatori sociali

Il Consiglio dei Ministri, in data 18 maggio 2015, ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni attraverso il quale, tra l’altro, provvede all’attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale sull’indicizzazione delle pensioni.

 

Con la sentenza n. 70/2015, il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, co. 25, del DL 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv. con mod. dall’art. 1, co. 1, L. 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui prevede che “In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento”. Trattasi di di una pronuncia con la quale la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale della disposizione di legge nella parte in cui il suo testo non prevede qualcosa che invece avrebbe dovuto essere considerato.
Stabilita l’avvenuta violazione dell’”an debeatur”, è necessario adeguarsi alla statuizione della sentenza, determinando il “quantum debeatur”.

Al fine, dunque, di dare attuazione ai principi enunciati dalla Corte costituzionale e nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni. Il provvedimento riconosce, per il 2012-13, ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all’inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015.
Gli arretrati invece saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso.
In materia pensionistica sono anche previsti un intervento che consente all’INPS di anticipare al 1° giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati.

Per quanto concerne invece gli ammortizzatori sociali sono previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.

Riduzione contributi assicurativi dei lavoratori agricoli, al via i controlli sulla regolarità contributiv

18 MAG 15 Le attività istruttorie dell’Inps al fine dell’applicazione della riduzione contributiva per l’assicurazione dei lavoratori agricoli di cui all’art. 1, co. 60, della L. n. 247/2007.

Come noto, l’Inail applica una riduzione in misura non superiore al 20% dei contributi versati all’Inps per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori agricoli, dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività, le quali:
– siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro previsti dal TU in materia di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, dalle specifiche normative di settore, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– abbiano adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
– non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio o siano state destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 5 della Legge n. 123/2007.
Il biennio di osservazione è quello che immediatamente precede l’annualità cui si riferisce lo sconto e sono pertanto escluse le aziende con data inizio attività successiva al 1° gennaio del biennio. Non devono essere presenti infortuni “denunciati” sia a seguito di certificato medico che di denuncia del datore di lavoro, mentre sono irrilevanti gli infortuni in itinere od in franchigia, ovvero glii infortuni definiti negativamente nel biennio di attività e non successivamente. Ugualmente, la presenza di malattia professionale, stante le particolari caratteristiche che ne tipizzano tempi di emersione ed accertamento, non esclude l’applicabilità dello sconto.
L’applicazione del beneficio è subordinata alla presentazione di apposita richiesta, nel periodo intercorrente tra il 1° giugno e il 30 giugno di ogni anno, tramite il servizio telematico realizzato dall’Inail (Inps, circolare 13 novembre 2012, n. 130). Orbene, conclusa l’attività di competenza dell’Inail che ha provveduto a scartare le ditte che presentano infortuni denunciati nel biennio precedente, sono state trasferite all’Inps le liste delle posizioni delle aziende che, risultando in possesso dei requisiti soggettivi, devono essere sottoposte alla verifica della regolarità contributiva. Le posizioni da verificare sono riferite all’elenco relativo alle domande:
– per l’anno 2012 per i periodi contributivi 2008 – 2011;
– per l’anno 2013 per il periodo contributivo 2012.
Su tali posizioni si è provveduto ad effettuare centralmente il controllo di regolarità contributiva con le seguenti modalità:
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2013, per l’anno 2012;
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2014, per l’anno 2013.
Le posizioni irregolari saranno oggetto, da parte delle Sedi, di emissione dell’invito a regolarizzare (preavviso di accertamento negativo) entro il termine di 15 giorni dalla notifica del medesimo al contribuente o al suo intermediario o delegato.

Ulteriori chiarimenti Inps sulla NASpI

Si forniscono chiarimenti sulla NASpI, la nuova indennità mensile di disoccupazione che sostituisce le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015.

In particolare, sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.
Le disposizioni relative alla NASpI non si applicano ai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.
La categoria dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione sono invece destinatari di una specifica e distinta tutela denominata DIS-COLL introdotta in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015.
La nuova indennità è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che:
– siano in stato di disoccupazione;
– possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
– possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
L’indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta nella predetta dichiarazione mensile uni-emens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.
Nelle ipotesi di pagamento dell’indennità relativa a frazione di mese, l’Istituto precisa che il valore giornaliero dell’indennità è determinato dividendo l’importo così ottenuto per il divisore 30. Ai fini del calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite (in uni-emens settimane di tipo “X” o “2.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, l’indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l’importo massimo mensile di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.
La NASpI si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° della prestazione).

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata.
Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (WEB, Enti di Patronato o Contact center).
In particolare, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda decorre dalle date di seguito individuate:
– data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.
Nel caso di evento di maternità indennizzabile insorto entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/05/2015 – inizio maternità 01/07/2015 fine periodo di maternità 01/12/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 2° dicembre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade l’8 gennaio 2016).
Nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL insorto entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/07/2015 – inizio malattia o infortunio sul lavoro/malattia professionale 1/09/2015 fine periodo di malattia o infortunio 30/09/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 1° ottobre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade il 6 novembre 2015);
– data di cessazione del periodo di maternità indennizzato quando questo sia insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale quando siano insorti durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di definizione della vertenza sindacale o data di notifica della sentenza giudiziaria (si precisa che il riferimento deve essere sempre inteso alla sentenza di un giudizio di merito nulla influendo al nostro fine eventuali ordinanze in esito ad azioni cautelari intentate dal lavoratore);
– data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
– trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa.

La NASpI spetta a decorrere:
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
– dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all’ottavo giorno;
– dall’ottavo giorno successivo alle date di fine dei periodi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o di mancato preavviso, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge;
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge.
L’erogazione della prestazione NASpI è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti.
Il beneficiario decade dalla fruizione della NASpI, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, in caso di:
– perdita dello stato di disoccupazione;
– inizio di un’attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle apposite comunicazioni;
– raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
– acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;
– violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7 del D. Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, e all’art. 4, co. 41 e co. 42, della L. 28 giugno 2012 n. 92.

Inps: disponibile il simulatore di calcolo della pensione

L’Inps rende nota la predisposizione del nuovo servizio “La mia pensione” attraverso il quale è possibile simulare l’ammontare della pensione che si riceverà al termine della attività lavorativa. Il calcolo della pensione, tenendo conto della normativa attuale, si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito.

 

Il servizio, nel dettaglio, permette all’utente di:
– controllare i contributi che risultano versati in Inps e accedere, eventualmente, al servizio di segnalazione contributiva per comunicare all’Inps i periodi di contribuzione mancanti;
– conoscere la data in cui si matura il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata;
– calcolare l’importo stimato della pensione “a moneta costante”, prescindendo cioè dall’andamento dell’inflazione;
– ottenere una stima del rapporto fra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio (tasso di sostituzione).
Al fine di confrontare diversi scenari e operare le scelte adeguate per costruire la propria futura pensione, il servizio consente di effettuare differenti simulazioni, modificando:
– la retribuzione dell’anno in corso e l’andamento percentuale annuo, per verificare come retribuzioni diverse possano incidere sull’importo della futura pensione;
– la data di pensionamento, per stimare l’effetto economico di un posticipo;
 – una combinazione delle due variabili retribuzione e data di pensionamento.

Possono usufruire del servizio i lavoratori con contribuzione versata al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri), e alla Gestione separata, con rilasci successivi per fasce di età:
– dal 1° maggio, i lavoratori sotto i 40 anni;
– dal 1° giugno, i lavoratori sotto i 50 anni;
– dal 1° luglio, tutti i lavoratori sopra i 50 anni.
Dal 2016, il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

Per accedere alla “La mia pensione” è necessario avere il PIN ordinario (Comunicato 5 maggio 2015 e Messaggio n. 3001).
Le richieste di utenti interessati al servizio, ma non in grado di utilizzare l’applicazione e che vogliano quindi completare o ripetere la procedura di simulazione, possono essere gestite attraverso l’utilizzo delle postazioni self service assistite.
Le richieste di informazioni sulla simulazione, invece, già ottenuta e sulle opportunità di modifica del proprio status previdenziale (ad es. opportunità di interrompere in anticipo l’attività lavorativa, cambiare contratto o categoria, riscattare periodi scoperti, eseguire versamenti volontari, esercitare una ricongiunzione onerosa o una totalizzazione gratuita dei periodi assicurativi), da parte di utenti che hanno utilizzato correttamente la procedura ma che vogliono valutare costi e benefici di ulteriori percorsi previdenziali, dovranno essere gestite dalle sedi Inps tramite la procedura “Agenda appuntamenti”.
A supporto dell’utenza, per l’iniziativa “La mia pensione”, saranno inoltre resi disponibili i seguenti canali di contatto:
– Canale telefonico: sarà introdotto un ramo ad hoc, raggiungibile dal numero verde 803 164 e dal numero 06164164, dedicato al servizio “La mia pensione”. Il nuovo ramo permetterà all’utente di contattare gli operatori con competenza specifica sull’iniziativa in oggetto, anche attraverso la modalità Voip (web call o Skype) presente nella sezione “Al telefono” della Home Page del sito istituzionale;
– Inps Risponde: sarà inserito all’interno del servizio INPS Risponde, raggiungibile dalla Home Page del sito istituzionale, il nuovo argomento “La mia pensione” al fine di tipizzare le richieste degli utenti attinenti all’iniziativa in oggetto.