Ulteriori indicazioni Inps sulla riduzione contributiva relativa ai contratti di solidarietà

Con riferimento alla fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà riferite all’anno 2014, si forniscono istruzioni sulle modalità di esposizione nel flusso UniEmens delle quote di sgravio spettanti.

Nello specifico, si rammenta che, la riduzione contributiva in questione ha come destinatarie le imprese che, alla data del 21 marzo 2014, abbiano stipulato – o avessero già in corso – contratti di solidarietà difensivi accompagnanti da Cigs e che abbiano individuato strumenti volti a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero un piano di investimenti, finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo.
La misura della riduzione contributiva è pari al 35 per cento. Pertanto, per ogni mese, le imprese hanno diritto alla citata agevolazione sulla parte dei contributi a loro carico per ogni lavoratore che, in detto periodo, abbia avuto un orario ridotto in misura superiore al 20 per cento rispetto a quello contrattuale. Eventuali erogazioni ultramensili, a carico dei datori di lavoro, seguiranno la sorte contributiva legata all’orario di lavoro effettuato nel mese di corresponsione di dette competenze, secondo previsione contrattuale.
Premesso quanto sopra, l’Inps ha specificato che, per esporre nel flusso UniEmens le quote di sgravio spettanti per il periodo “dicembre 2014”, i datori di lavoro autorizzati, valorizzeranno all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>,<AltreACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <CausaleACredito> inseriranno il codice causale “L929” avente il significato di “conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n. 726 (L. 863/1984)”;
– nell’elemento <ImportoACredito>, indicheranno il relativo importo.
Ai fini del recupero del beneficio riferito alle mensilità da marzo (o successive) a novembre 2014, i datori di lavoro potranno avvalersi del nuovo codice causale “L930” avente il significato di “Arr. conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n. 726 (L. 863/1984).” da valorizzare nell’Elemento <DenunciaAziendale>,<AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens.
Le operazioni di conguaglio dei periodi pregressi (“novembre 2014” compreso) dovranno essere effettuate entro il 16 marzo 2015.

Durc interno, ultime indicazioni dall’Inps

La modalità di computo dei termini di invio della comunicazione di preavviso di Durc interno negativo e la necessità del pagamento delle sanzioni civili connesse all’irregolarità

Come noto, a decorrere dal mese di aprile 2014, è operativo un nuovo processo di gestione della richiesta del Durc interno, ora effettuata dall’Inps, in qualità di ente tenuto a riconoscere i benefici di legge subordinati alla regolarità contributiva. Con frequenza mensile, approssimativamente verso la metà di ogni mese di calendario, i sistemi informativi centrali interrogano gli archivi elettronici dell’Istituto per rilevare eventuali situazioni di irregolarità incompatibili con i benefici. Nell’ipotesi in cui venga accertata una situazione di irregolarità, prima dell’emissione del Durc o dell’annullamento del documento già rilasciato, viene assegnato al datore di lavoro, con il meccanismo del “preavviso di accertamento negativo” un termine non superiore ai 15 giorni per regolarizzare la situazione debitoria. Il preavviso viene inviato tramite PEC all’intermediario ovvero, nell’ipotesi in cui lo stesso non sia disponibile, all’indirizzo PEC dell’azienda o del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con raccomandata.
Per quanto concerne la modalità di computo di detti termini, il giorno di notifica non si computa ed inoltre, qualora il termine finale scada di sabato o in un giorno festivo, l’attività di regolarizzazione s’intende utilmente effettuata purché intervenga al massimo entro il primo giorno successivo non festivo.
Ulteriormente, si conferma il principio per cui, ai fini dell’acquisizione della condizione di regolarità contributiva, è necessario siano versati anche gli importi dovuti a titolo di sanzioni. Ne consegue che, qualora il datore di lavoro riceva un preavviso di Durc interno negativo, è tenuto a versare entro 15 giorni dal ricevimento dello stesso anche l’importo delle sanzioni, affinché possa essere formato il Durc interno positivo e possano quindi essere confermati i benefici relativi al periodo cui si riferisce il preavviso. Per i preavvisi notificati prima del 26 novembre 2014, i datori di lavoro che abbiano versato nel termine quindicinale assegnato i soli contributi, ma non anche le sanzioni, entro 15 giorni dalla predetta data, possono effettuare il versamento del residuo debito ovvero inoltrare istanza di rateazione dei soli importi dovuti a titolo di sanzioni.
Infine, in previsione dei molteplici adempimenti in scadenza per la fine dell’anno, si comunica che le operazioni di spedizione dei preavvisi di Durc interno negativo sono rinviate al mese di gennaio 2015.

Pensione di anzianità e regime sperimentale donne: il termine per la domanda

Ai fini dell’accesso alla pensione di anzianità in regime sperimentale per le donne, la presentazione della domanda e la cessazione del rapporto di lavoro subordinato sono richieste non alla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi, ma al momento della decorrenza del trattamento.

Come noto, le lavoratrici possono conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, con liquidazione del trattamento secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome. Tale facoltà risulta ancora sussistente, anche successivamente all’entrata in vigore del Riforma del 2011, a condizione che la decorrenza del trattamento pensionistico si collochi entro il 31 dicembre 2015 e fermo restando la disciplina delle decorrenze e dell’adeguamento del requisito anagrafico alla speranza di vita. In sostanza, per le lavoratrici dipendenti, la decorrenza del trattamento è fissata a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti; mentre, nel caso di trattamento di pensione a carico delle gestioni per gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti, nonché della gestione separata, occorre attendere 18 mesi dalla maturazione dei requisiti.
Orbene, la pensione di anzianità per le lavoratrici in questione, in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi e delle altre condizioni previste dalla legge, ovvero cessazione dell’attività di lavoro subordinato e apertura della cd. finestra, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda. Pertanto, le lavoratrici che perfezionano i requisiti utili a comportare l’apertura della finestra della pensione di anzianità in regime sperimentale entro il 31 dicembre 2015, possono presentare domanda di pensione di anzianità, nei termini previsti dalle disposizioni vigenti nelle diverse Gestioni previdenziali, fermo restando la cessazione del rapporto di lavoro subordinato al momento della decorrenza del relativo trattamento pensionistico. Non sono dunque richieste la presentazione della domanda e la cessazione del rapporto di lavoro subordinato alla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi.

Fondo residuale Inps, ulteriori precisazioni operative

Gli ulteriori chiarimenti dell’Inps in merito al campo di applicazione del Fondo residuale e le importanti istruzioni operative per l’assolvimento dell’obbligo.

Alla luce di specifiche considerazioni ministeriali, sono da considerare escluse dal novero dei soggetti tenuti al versamento dei contributi al Fondo di solidarietà residuale, con decorrenza dal 1° gennaio 2014, le imprese operanti nel settore del personale dipendente delle aziende, sia pubbliche che private, che svolgono servizi di trasporto pubblico, autofiloferrotranvieri e di navigazione sulle acque interne e lagunari. Per tali settori, infatti, alla data del 1° gennaio 2014, risultavano in corso le procedure finalizzate alla costituzione di Fondi bilaterali di solidarietà. Il riferimento è alle imprese classificate con CSC 1.15.01 (in presenza del CA “2B”), 1.15.02 ed 1.15.03.
Altresì, sono da escludere dall’obbligo di versamento al Fondo, le imprese di somministrazione lavoro classificate con CSC 7.07.08 e CA “9A”, per il personale somministrato, in virtù degli accordi già sottoscritti per la costituzione del Fondo di solidarietà per il settore del lavoro in somministrazione. A tal proposito, però, ove non si addivenisse al completamento dell’iter per l’emanazione del decreto ministeriale, l’Istituto dovrebbe comunque procedere al recupero dei contributi da versare al Fondo residuale, con decorrenza 1° gennaio 2014. Per il personale occupato dalle citate imprese per il funzionamento della struttura (posizioni con CSC 70708 senza CA “9A”), è confermato l’obbligo contributivo al Fondo.
Ancora, per i settori del credito e del credito cooperativo, sono chiaramente escluse le imprese che rientrano nell’ambito di applicazione dei Fondi di solidarietà istituti per i settori del Credito e del Credito Cooperativo, mentre vi rientrano le imprese classificate con CSC 6.01.01 e 6.01.02, prive del CA “3D” e “3F”, ed in presenza del requisito dimensionale.
Infine, le imprese classificate nel settore commercio con CSC 7.01.XX, 7.02.XX, 7.03.XX e 7.04.01 con CA “3X”, con più di 15 dipendenti, sono obbligate al versamento del contributo di finanziamento al Fondo di solidarietà residuale fino al raggiungimento del limite dimensionale di 50 dipendenti, oltre il quale si applica l’istituto della Cigs e, fino al 31 dicembre 2016, anche quello della mobilità.

Dal punto di vista operativo, l’Inps ha provveduto, in via centralizzata, all’attribuzione del CA “0J” (Fondo residuale) a tutte le imprese appartenenti ai settori interessati, a prescindere dal requisito dimensionale. L’obbligo contributivo insorge, però, solo al momento del superamento della soglia dimensionale di 15 dipendenti quale media del semestre precedente, anche se realizzato computando i lavoratori su più posizioni contributive sul territorio nazionale. Nel caso in cui l’impresa eserciti attività plurime, con distinti inquadramenti attribuiti dall’Istituto, il requisito occupazionale deve essere distintamente determinato in relazione al numero di dipendenti occupati in ognuna delle attività.

Per i lavoratori che abbiano cessato il rapporto di lavoro nel periodo gennaio – settembre 2014, con riferimento al periodo di svolgimento del rapporto, il datore di lavoro è tenuto alla denuncia della relativa contribuzione di finanziamento al Fondo di solidarietà residuale ed è responsabile del versamento all’Inps anche per la quota a carico del lavoratore, nonostante l’impossibilità della rivalsa.

Sgravio contributivo contrattazione 2° livello per l’anno 2013: possibile il conguaglio da ottobre (1/2)

Come di consueto, terminata la fase di valutazione delle istanze presentate, l’Inps ha provveduto a comunicare ad aziende ed intermediari l’avvenuta ammissione ed ha illustrato le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la fruizione del beneficio contributivo

Con riguardo all’entità dello sgravio, gli importi comunicati costituiscono la misura massima conguagliabile, per cui le aziende che, per motivazioni connesse all’impianto stesso della contrattazione di 2° livello ovvero per cause di natura diversa, avessero titolo ad un importo inferiore, devono limitarsi al conguaglio della quota di beneficio effettivamente spettante.
Per i datori di lavoro non agricoli che operano con il sistema Uniemens, le modalità di recupero prevedono appunto il conguaglio tramite flusso mensile. In particolare, i datori di lavoro, cui è stato automaticamente assegnato il già previsto codice di autorizzazione “9D”, possono utilizzare i nuovi codici causale, distinti in ragione della tipologia contrattuale:

Contrattazione aziendale
L924Sgr. aziendale ex. DI 14-02-2014 quota a favore del D.L.
L925Sgr. aziendale ex. DI 14-02-2014 quota a favore del lavoratore
Contrattazione territoriale
L926Sgr. territoriale ex. DI 14-02-2014 quota a favore del D.L.
L927Sgr. territoriale ex. DI 14-02-2014 quota a favore del lavoratore

I codici vanno valorizzati nell’elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>. All’atto del conguaglio, il datore di lavoro è tenuto a restituire al lavoratore la quota di sua competenza. Di contro, per la restituzione di eventuali somme fruite in eccedenza, le aziende possono utilizzare il già previsto codice causale “M964”, avente il significato di “restituzione sgravio contrattazione secondo livello”, da valorizzare nell’elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteADebito>, <CausaleADebito>. Tutte le operazioni vanno effettuate entro il 16 gennaio 2015.
Per le aziende agricole con dipendenti, le stesse devono presentare alle strutture Inps territorialmente competenti per territorio un’istanza cartacea su apposito modello, recante l’indicazione:
– dell’importo totale delle retribuzioni sulle quali è calcolato lo sgravio spettante;
– e dell’importo dello sgravio per contrattazione territoriale/aziendale, indicando separatamente l’importo relativo alla quota a carico del datore di lavoro e a quella a carico del lavoratore.
Successivamente, le sedi dell’Istituto procederanno ad acquisire l’importo degli sgravi indicato nell’istanza e comunicheranno l’importo dell’eventuale credito residuo, che potrà essere oggetto di compensazione con i debiti contributivi maturati successivamente oppure, in caso di azienda cessata, essere chiesto a rimborso.
Nelle ipotesi di operazioni societarie (ad esempio, una fusione), che comportino trasferimento d’azienda, o di una parte di essa, ed il passaggio di lavoratori da un datore di lavoro ad un altro, intervenute nelle more dell’ammissione allo sgravio, le operazioni di conguaglio dello sgravio vanno effettuate dal datore di lavoro subentrante, con riferimento al premio complessivamente corrisposto nell’anno al lavoratore, ancorché in parte erogato dal precedente datore di lavoro che, ovviamente, non accede all’incentivo. A tal fine, le aziende interessate provvedono a richiedere alla sede dell’Istituto territorialmente competente l’attribuzione del codice di autorizzazione previsto, corredando la richiesta degli elementi utili all’ammissione al beneficio contributivo…

Sgravio contributivo contrattazione 2° livello per l’anno 2013: possibile il conguaglio da ottobre (2/2)

Come di consueto, terminata la fase di valutazione delle istanze presentate, l’Inps ha provveduto a comunicare ad aziende ed intermediari l’avvenuta ammissione ed ha illustrato le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la fruizione del beneficio contributivo

…Le aziende autorizzate allo sgravio contributivo per l’anno 2013 che, nelle more del provvedimento di ammissione, abbiano sospeso o cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’incentivo, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig). Tuttavia, nella medesima fattispecie, i datori di lavoro/committenti con obbligo di versamento della contribuzione IVS alla gestione ex Enpals, al pari di quelli iscritti alla gestione Dipendenti Pubblici, devono richiedere il rimborso delle somme loro spettanti presentando apposita istanza alla competente sede territoriale dell’Inps gestione ex Enpals ovvero gestione Dipendenti Pubblici.
Al di fuori di tale ipotesi, i datori di lavoro iscritti all’Inps gestione Dipendenti Pubblici, aventi natura giuridica di “impresa privata”, per il solo personale che ha mantenuto l’iscrizione originaria ad una delle gestioni ex Inpdap, devono effettuare il recupero di quanto spettante con il flusso Uniemens (ListaPosPA).
Quanto, invece, al beneficio contributivo relativo alle erogazioni corrisposte ai lavoratori iscritti ai Fondi pensioni della gestione ex Enpals, le imprese ammesse ne possono fruire operando una compensazione, mediante un minor versamento dei contributi obbligatori, entro i limiti autorizzati, da effettuarsi su una o più mensilità, purché entro il giorno 16 gennaio 2015. A tal fine l’Istituto, provvederà a contattare i datori di lavoro ammessi al fine di reperire le informazioni necessarie a definire le modalità di conguaglio della contribuzione versata in eccesso. La compensazione, da effettuarsi mediante i modelli di pagamento F24/I24, dovrà riportare l’indicazione della competenza dei mesi che hanno generato il credito ed i relativi importi compensati.
Infine, per i lavoratori per i quali i datori di lavoro assolvono all’Inps le “contribuzioni minori”, lo sgravio deve essere operato sulla posizione contributiva in essere presso l’Istituto, limitatamente alla quota spettante sulle medesime contribuzioni.

INPGI, da settembre il contributo per ammortizzatori sociali è elevato all’1,60%

L’incremento dell’aliquota per il finanziamento degli ammortizzatori sociali e le istruzioni operative per la regolarizzazione del pregresso.

Il progressivo acuirsi dello stato di crisi del settore dell’editoria ha determinato uno squilibrio sull’andamento della spesa per ammortizzatori sociali, con una crescita esponenziale delle prestazioni temporanee, soprattutto per applicazione di contratti di solidarietà e della CIGS.
Pertanto, a decorrere dal periodo di paga di settembre 2014 e fino al 31 dicembre 2016, tutte le imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani e periodici, nonchè le agenzie di stampa a diffusione nazionale, sono tenute al versamento del contributo per ammortizzatori sociali elevato fino alla misura dell’1,60% della retribuzione imponibile di ogni giornalista dipendente (di cui 1,50% a carico del datore di lavoro e 0,10% a carico del giornalista).
La regolarizzazione contributiva del periodo di paga di settembre 2014, per il quale è già scaduto il termine di pagamento, può essere effettuata senza l’aggravio di somme aggiuntive entro il 16 dicembre 2014. A tal fine, i datori di lavoro devono quantificare gli importi dovuti e procedere al versamento dei relativi importi mediante F24-accise, utilizzando il codice tributo “C004” ed indicando il mese di riferimento “09/2014”.
Le denunce contributive già pervenute alla data del 31 ottobre 2014, sono rielaborate d’ufficio dall’INPGI e non devono essere nuovamente prodotte.

Garanzia Giovani, l’Inps spiega il bonus occupazione (1/2)

Primi chiarimenti in merito alle condizioni di fruibilità dell’incentivo connesso all’assunzione di giovani aderenti al “Programma Operativo Nazionale per l’attuazione della Iniziativa Europea per l’Occupazione dei Giovani”, e le indicazioni operative per l’invio dell’istanza di prenotazione dell’incentivo.

Come noto, possono rientrare nel “Programma Garanzia Giovani” i soggetti di età compresa tra i 16 e i 29 anni, inoccupati o disoccupati, non inseriti in un percorso di studio o formazione e che abbiano assolto al diritto dovere di istruzione e formazione, se minorenni. Il giovane interessato deve redigere ed inviare in modalità telematica, attraverso il portale “www.garanziagiovani.gov.it” o i portali delle Regioni interessate, un modulo di adesione. A questo punto, il Centro per l’Impiego, o un soggetto privato accreditato a svolgere servizi inerenti il mercato del lavoro, contatta il giovane per concordare, mediante colloqui individuali, le iniziative da svolgere in suo favore e, soprattutto, gli attribuisce un “indice di profilazione”, il quale rappresenta, sulla base delle informazioni fornite, il grado di difficoltà del giovane nella ricerca di un’occupazione. Il requisito dell’età si intende posseduto se, il giorno della registrazione al “Programma”, il giovane non ha ancora compiuto il 30° anno di età.
Orbene, ai datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumano giovani registrati al “Programma”, spetta un incentivo nei limiti delle disponibilità finanziarie stanziate dalle singole Regioni, in relazione alla sede di lavoro per la quale viene effettuata l’assunzione e indipendentemente dalla residenza del giovane.

RegioneLimite di spesaTipologia contratto incentivato
Abruzzo4.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Basilicata627.180,00Tutte le tipologie di contratto
Calabria10.790.413,26Tutte le tipologie di contratto
Emilia Romagna7.417.948,40Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Friuli Venezia Giulia2.500.000,00Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Lazio35.700.000,00Tutte le tipologie di contratto
Liguria2.779.000,00Tutte le tipologie di contratto
Lombardia52.393.780,00Tutte le tipologie di contratto
Marche3.200.000,00Tutte le tipologie di contratto
Molise200.000,00Tutte le tipologie di contratto
Prov. Autonoma Trento783.500,00Tutte le tipologie di contratto
Puglia28.454.459,00Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Sardegna12.209.063,00Tutte le tipologie di contratto
Sicilia10.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Toscana9.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Umbria3.700.000,00Tutte le tipologie di contratto
Veneto5.000.000,00Tutte le tipologie di contratto

Il beneficio, dunque, può competere per le assunzioni a tempo indeterminato ovvero, per le Regioni che lo hanno previsto, anche a tempo determinato di durata iniziale pari o superiore a 6 mesi. L’orario di lavoro può anche essere parziale, purché almeno pari al 60% di quello normale. In ogni caso, deve trattarsi di rapporti instaurati nei predetti ambiti territoriali, dalla data del 2 ottobre 2014 e fino al 30 giugno 2017.
L’incentivo può essere riconosciuto ai datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che siano o meno imprenditori. Dal lato del lavoratore, l’incentivo è spettante per un solo rapporto, nel senso che una volta concesso, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni, né per proroghe dello stesso rapporto né per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro. Tuttavia, in deroga a quanto indicato, è possibile rilasciare una seconda autorizzazione per lo stesso lavoratore:
– nelle ipotesi di trasformazione a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, di un precedente rapporto a termine, per il quale sia stato già stato autorizzato l’incentivo. In tale ipotesi, è necessario che la sede di lavoro, anche se mutata, rimanga nell’ambito territoriale della Regione o della Provincia autonoma in cui si è svolto il rapporto a tempo determinato;
– in favore del datore di lavoro che assuma a tempo indeterminato il lavoratore precedentemente utilizzato mediante somministrazione già agevolata. La deroga opera se la somministrazione si sia svolta nell’ambito di un rapporto di lavoro a termine e a condizione che l’assunzione a tempo indeterminato sia effettuata senza soluzione di continuità rispetto alla somministrazione.
L’ammissibilità e l’importo dell’incentivo sono determinati dalla classe di profilazione attribuita al giovane e dal contratto di lavoro concluso.

1° bassa2° media3° alta4° molto alta
Tempo determinato di durata compresa tra 6 e 12 mesi001.5002.000
Tempo determinato di durata è pari o superiore a 12 mesi003.0004.000
Tempo indeterminato1.5003.0004.5006.000

In caso di rapporto a tempo parziale, gli importi sono proporzionalmente ridotti: l’importo spettante, cioè, si ottiene moltiplicando l’importo pieno per la percentuale che indica l’orario parziale rispetto a quello normale. (…)

Garanzia Giovani, l’Inps spiega il bonus occupazione (2/2)

Primi chiarimenti in merito alle condizioni di fruibilità dell’incentivo connesso all’assunzione di giovani aderenti al “Programma Operativo Nazionale per l’attuazione della Iniziativa Europea per l’Occupazione dei Giovani” e le indicazioni operative per l’invio dell’istanza di prenotazione dell’incentivo.

(…) Fermo restando che anche l’incentivo in parola è subordinato al rispetto dei principi generali in tema di assunzioni agevolate (sussistenza della regolarità contributiva, osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro, rispetto degli accordi e contratti collettivi, dei principi stabiliti dalla Riforma Fornero e dei limiti d’intensità aiuti “de minimis”), lo stesso non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, siano essi di natura economica o contributiva.
Il procedimento di ammissione richiede che il datore di lavoro inoltri all’Inps una domanda preliminare che riporti l’indicazione del lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione ovvero la trasformazione, nonchè la regione e la provincia di esecuzione della prestazione lavorativa.
La domanda deve essere inoltrata avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “GAGI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Servizi on line”, “Per tipologia di utente”, “Aziende, consulenti e professionisti”, “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”. Il modulo sarà reso disponibile entro qualche giorno e ne verrà dato avviso con specifico messaggio pubblicato sul sito internet dell’Inps.
Entro il giorno successivo, l’Istituto consulta gli archivi elettronici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di conoscere se il giovane per cui si chiede l’incentivo sia registrato al “Programma Garanzia Giovani” e quale sia la sua classe di profilazione. Quindi, determina l’importo dell’incentivo spettante e verifica la disponibilità della risorse, in relazione alla Regione o Provincia autonoma di pertinenza; in caso di disponibilità, comunica che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo, tramite l’applicazione “DiResCo”. Entro 7 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro, per accedere all’incentivo, se ancora non lo ha fatto, deve provvedere all’assunzione ovvero alla trasformazione. Entro 14 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro ha poi l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione o trasformazione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore, mediante l’apposita funzionalità che sarà resa disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo”.. Infine, l’Inps effettua alcuni controlli circa i requisiti di spettanza dell’incentivo e attribuisce un esito positivo o negativo all’istanza definitiva di ammissione al beneficio; l’esito è visualizzabile all’interno del Cassetto previdenziale.
Nel caso in cui il datore di lavoro sia ancora sprovvisto di matricola aziendale, deve farne richiesta in tempo utile alla sede Inps competente, attraverso la presentazione della domanda d’iscrizione; l’interessato, in deroga alla prassi consueta, deve indicare come inizio attività con dipendenti una data fittizia corrispondente alla data di presentazione della domanda di iscrizione. Contestualmente, il medesimo deve inviare una comunicazione alla Sede competente per segnalare che ha appena inoltrato una domanda di iscrizione esclusivamente ai fini dell’incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani”; per tale comunicazione l’interessato può avvalersi della funzionalità contatti del “Cassetto previdenziale aziende”, oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica della Sede. All’atto dell’avvenuta assunzione del dipendente beneficiario degli incentivi, il datore di lavoro deve darne immediata comunicazione alla Sede per consentire la riattivazione della posizione aziendale precedentemente sospesa e la modifica della data di inizio attività, che deve coincidere con quella dell’effettiva assunzione.

Contratti di solidarietà: istruzioni sulle riduzioni contributive

Il Ministero del lavoro ha illustrato le modalità di applicazione della concessione delle riduzioni contributive e di presentazione della relativa domanda per i contratti di solidarietà stipulati ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge n. 726/1984.

Il Decreto del 7 luglio 2014 n. 83312 prevede una riduzione contributiva in favore delle imprese che stipulano contratti di solidarietà difensiva, a far data dal 21 marzo 2014 – data di entrata in vigore del decreto-legge del 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n. 78 – o alla medesima data hanno già in corso tali contratti e abbiano individuato strumenti volti a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo.
La riduzione contributiva è riconosciuta per periodi non anteriori alla citata data, per l’intera durata del contratto di solidarietà, con un limite massimo di ventiquattro mesi, nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.
La domanda avente ad oggetto lo sgravio contributivo si riferisce al periodo previsto nell’accordo, comunque non superiore a dodici mesi. Le domande pervenute saranno ammesse con riserva all’approssimarsi del raggiungimento del limite di spesa annuo.

L’impresa presenta la domanda di riduzione contributiva – specifica il Ministero con corcolare n. 23/2014 – indicando il codice pratica relativo all’istanza di integrazione salariale per contratto di solidarietà presentata con la procedura denominata CIGS online, unitamente al contratto di solidarietà ed alla documentazione nella quale sono individuati gli strumenti, attraverso la modulistica e le modalità operative indicate nella pagina internet www.lavoro.gov.it percorso Lavoro/Ammortizzatori sociali/Contratti di solidarietà. Contestualmente la domanda dovrà, inoltre, essere inoltrata all’INPS.
Per quanto concerne la tempistica, l’istanza deve essere presentata entro trenta giorni successivi alla stipula del contratto di solidarietà o, per i contratti già in essere, entro il 26 ottobre 2014.
Ricevuta la comunicazione, da parte dell’INPS, della quantificazione dell’onere connesso allo sgravio contributivo, nonché della disponibilità delle risorse, la Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione adotta il relativo provvedimento concessivo, per un periodo non superiore a dodici mesi, dandone immediata comunicazione all’INPS.