Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello

Si forniscono le prime indicazioni sullo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2013.

In particolare, per il 2013, lo sgravio contributivo sugli importi previsti dalla contrattazione collettiva aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello, possa essere concesso entro il limite del 2,25% della retribuzione contrattuale annua di ciascun lavoratore. In relazione al monitoraggio delle domande e delle risorse finanziarie impegnate, il tetto del 2,25% può essere rideterminato nella misura del 5%.

Nei limiti del tetto della retribuzione del lavoratore, la concessione di uno sgravio contributivo è così articolato:
– entro il limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro, al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate, delle eventuali misure compensative spettanti e – in agricoltura – al netto delle agevolazioni per territori montani e svantaggiati;
– totale sulla quota del lavoratore.

Per accedere al beneficio, i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello devono avere le seguenti caratteristiche:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (ove già non lo fossero stati), a cura dei medesimi o delle associazioni a cui aderiscono, presso le Direzioni territoriali del Lavoro, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. del 14 febbraio 2014;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, i criteri di erogazione da assumere saranno legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per l’accesso allo sgravio rimane vincolante il deposito presso la DTL degli accordi sottoscritti dai datori di lavoro. In assenza, non sarà possibile l’ammissione allo sgravio medesimo.
Le aziende, anche per il tramite degli intermediari autorizzati, devono inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche per i lavoratori iscritti all’INPGI, nonché, ovviamente, per quelli iscritti alla gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS, con specifiche informazioni:
– dati identificativi dell’azienda (per le aziende agricole la matricola è rappresentata dal codice azienda);
– tipologia di contratto (aziendale o territoriale) e data di sottoscrizione dello stesso;
– data di avvenuto deposito del contratto di cui alla lett. b) presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente;
– indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto.

Indennità di disoccupazione agricola, chiarimenti

Si forniscono precisazioni sull’indennità di disoccupazione agricola per il richiedente che abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa o di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Dal 1° gennaio 2013, l’Assicurazione sociale per l’impiego ha ampliato la platea dei soggetti tutelati, inserendo alcune tipologie di lavoratori dipendenti precedentemente esclusi dall’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria, quali: apprendisti; soci lavoratori di cooperative che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata; personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.
In particolare, per il personale artistico e per i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, per i quali la contribuzione ASpI è prevista in misura ridotta, anche le indennità ASpI e miniASpI sono conseguentemente liquidate in misura ridotta ovvero in misura proporzionale all’aliquota effettiva di contribuzione. Tuttavia, in considerazione del fatto che i lavoratori agricoli sono esclusi dall’applicazione dell’ASpI e dal diritto alle relative prestazioni di disoccupazione, ai fini del computo dell’indennità di disoccupazione agricola, laddove il richiedente la prestazione abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa ovvero di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, non si applicherà la citata riduzione proporzionale, prevista solo per le indennità di disoccupazione ASpI e miniASpI.
Di conseguenza, la procedura di liquidazione della disoccupazione agricola – a differenza di quanto avveniva per le prestazioni fino all’anno di competenza 2012 – riporterà i periodi di lavoro svolti dalle predette categorie di lavoratori (socio lavoratore di cooperativa, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato) nella sezione relativa al lavoro dipendente non agricolo e non più nel campo relativo alle giornate non indennizzabili.
I periodi di lavoro dipendente non agricolo svolti dalle categorie di lavoratori con le qualifiche summenzionate precedentemente al 1° gennaio 2013, continuano a non essere utilizzabili ai fini del raggiungimento del requisito assicurativo e contributivo poiché non coperti da assicurazione contro la disoccupazione involontaria.

Inps, variata la misura degli interessi di dilazione e differimento e delle sanzioni civili

La variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

La Banca Centrale Europea ha ridotto di 0,10 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ex TUR) che, pertanto, con decorrenza dall’11 giugno 2014 è pari allo 0,15%. Tale variazione incide sulla determinazione del tasso di dilazione e di differimento da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, nonché sulla misura delle sanzioni civili.
In particolare, l’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi vanno calcolati al tasso del 6,15% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 6 punti). Tale misura trova applicazione con riferimento alle domande di rateazione presentate a decorrere dall’11 giugno 2014. I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni. Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso è applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di maggio 2014.
Per quanto concerne, invece, le sanzioni civili, se ricorre l’ipotesi di omissione contributiva, sono pari al 5,65% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 5,5 punti). Resta ferma, in caso di evazione, la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.

Durc interno negativo: preavviso tramite PEC

11 giug 2014 Con riferimento al nuovo sistema di gestione del DURC interno, cui sono subordinati i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, si specifica che, il preavviso di Durc interno negativo viene inviato tramite PEC all’intermediario. Nell’ipotesi in cui non sia disponibile l’indirizzo PEC dell’intermediario, il preavviso viene inviato all’indirizzo PEC dell’azienda ovvero del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con Raccomandata.

Il processo di invio della PEC si considera positivamente concluso solo all’atto della ricezione della ricevuta che attesta l’effettiva consegna al destinatario. Tale processo può concludersi con esito negativo anche nel caso in cui, pur essendo stata recapitata la comunicazione, non sia andata a buon fine la sola restituzione della ricevuta di consegna. In questo caso, si provvederà a emettere una nuova comunicazione, sostitutiva della precedente. I 15 giorni utili alla regolarizzazione decorreranno dalla data di notifica della nuova comunicazione, regolarmente recapitata come attestato dalla notifica di consegna.
La presentazione della domanda di dilazione nei 15 giorni assegnati dal preavviso di Durc interno negativo impedisce – senza necessità che le Sedi effettuino forzature – la trasformazione del semaforo da giallo in rosso; ciò significa che il semaforo giallo rimane sospeso fino al termine entro cui deve essere definita l’istanza di dilazione ovvero – in caso di accoglimento dell’istanza – fino al termine entro cui il datore di lavoro deve versare la prima rata.
Scaduti tali termini, i sistemi informativi centrali verificheranno l’esito positivo/negativo del procedimento ed elaboreranno il Durc interno corrispondente.

RIDUZIONE CONTRIBUTIVA PER L’ASSICURAZIONE 2014 DEI LAVORATORI AGRICOLI

Riaperti, in data odierna, i termini per la presentazione delle istanze, relative all’annualità 2014, di riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese agricole in regola con gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi e assicurativi, che non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio. (INAIL – Nota 28/5/2014, n. 3699).

Si ricorda che, l’accesso al beneficio è subordinato al possesso di specifici requisiti, in base ai quali le aziende devono:
– essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– essere attive da almeno un biennio, intendendo come attive le aziende che, nelle due annualità precedenti, hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro, sia a tempo indeterminato che determinato, regolarmente denunciato all’Inps attraverso la dichiarazione trimestrale della manodopera occupata (modello Dmag/Unico);
– dichiarare di aver rispettato, nei luoghi di lavoro oggetto della domanda, le disposizioni in materia di prevenzione, infortuni e igiene nei luoghi di lavoro, nonché di aver specificamente indicato “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” nel documento di valutazione dei rischi ovvero di aver provveduto ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D.lgs. 81/08, ad effettuare la valutazione dei rischi disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 
– non aver registrato infortuni nel biennio precedente alla annualità di riferimento.
– non essere state destinatarie di provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 14 del D.lgs. 81/2008 o sanzionatori conseguenti alla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Al fine di fruire della riduzione del premio, le aziende interessate dovranno inviare entro il 3 luglio 2014 ed esclusivamente tramite l’apposito servizio telematico predisposto per la presentazione delle domande, la dichiarazione del possesso dei predetti requisiti.

Ricongiunzione per i liberi professionisti

L’Inps riporta le tabelle dei coefficienti in base ai quali devono essere predisposti i piani di rateizzazione degli oneri di ricongiunzione per i liberi professionisti, relativi alle domande presentate nel corso del 2014.

Con circolare n. 79/2013 sono state fornite le tabelle dei coefficienti da utilizzare per i piani di ammortamento degli oneri di ricongiunzione relativi alle domande presentate nel corso dell’anno 2013, aggiornati in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2012. Ai fini della predisposizione dei piani di ammortamento degli oneri relativi alle domande di ricongiunzione presentate nel corrente anno 2014, sono state aggiornate le tabelle allegate alla citata circolare in base al tasso di variazione medio annuo dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT per il 2013, pari al 1,1%: la tabella I/2014 riporta l’ammontare della rata mensile costante posticipata per ammortizzare al tasso annuo composto del 1,1% il capitale unitario da 2 a 120 mensilità e la tabella II/2014 i coefficienti per la determinazione del debito residuo in caso di sospensione del versamento delle rate mensili prima della estinzione del debito al tasso annuo del 1,1%.

L’Istituto – con la circolare n. 64/2014 – fornisce anche alcuni esempi per consentire un corretto utilizzo delle tabelle in questione:

– con riferimento alla rata di ammortamento mensile nel caso di concessione della dilazione di pagamento dell’onere di ricongiunzione, l’importo della rata si determina moltiplicando l’ammontare del debito da rateizzare per il coefficiente riportato nella tabella I/2014 in corrispondenza del numero delle rate mensili concesse per l’ammortamento;
– per quanto riguarda, invece, il debito residuo da versare in unica soluzione nel caso in cui i pagamenti rateali vengano sospesi prima dell’estinzione del debito, il coefficiente per la determinazione del debito residuo deve essere ricercato nella tabella II/2014 in corrispondenza del numero delle rate che l’assicurato avrebbe dovuto ancora pagare per perfezionare l’operazione di ricongiunzione, numero di rate che è ricavato come differenza fra il numero delle rate mensili originariamente concesse ed il numero di mensilità già corrisposte. La somma da versare, riferita alla data di scadenza dell’ultima rata pagata, si determina moltiplicando l’importo della rata per il coefficiente sopra indicato.

Part time verticale ciclico e indennità per inabilità temporanea

L’anticipazione sull’indennità per inabilità temporanea assoluta da parte del datore di lavoro che ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore non deve essere sospesa durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico.

Con riferimento alla richiesta di disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, l’Inail ribadisce, in primo luogo, che, in base al principio di non discriminazioneil lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile e che la retribuzione da valere ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di lavoratori a tempo parziale è uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno.
Ciò premesso, poichè la retribuzione part time da valere ai fini assicurativi è fissata in maniera convenzionale, è ad essa che bisogna fare riferimento anche per il part time verticale ciclico, data la mancanza di una disposizione normativa o regolamentare che disciplini questa tipologia di part time in maniera difforme rispetto alle altre tipologie di part time.
Inoltre, al fine di evitare la violazione dell’art. 3 della Costituzione (Pari dignità sociale dei cittadini), anche il meccanismo di calcolo previsto dall’art. 116, comma 2, T.U. il quale prevede, come noto, che la retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione d’opera debba essere applicata anche ai periodi in cui tale prestazione non viene svolta, deve essere applicato a tutti i tipi di part time, ivi compreso il part time verticale ciclico.

Pertanto, con riferimento specifico alla problematica relativa alla disapplicazione dell’art. 70 D.P.R. n. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico, il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore, con la conseguenza che tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico. La suddetta disapplicazione, non essendo prevista per le altre tipologie di part time, determinerebbe una disparità di trattamento che collide con il sopra citato principio di non discriminazione.



Sospensione contributiva per gli eventi alluvionali nella provincia di Modena e nel Veneto

La sospensione dei termini di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali Inps, a seguito degli eventi alluvionali ed atmosferici che hanno colpito di recente alcune zone della provincia di Modena e numerosi territori della regione Veneto

E’ stata disposta la sospensione fino al 31 luglio 2014 dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali nei confronti dei soggetti colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 nel territorio della provincia di Modena. Successivamente, il periodo di sospensione è stato prorogato sino al 31 ottobre 2014 ed è stato precisato che gli eventi alluvionali che hanno colpito la provincia di Modena si sono verificati nelle date del 17 e 19 gennaio 2014. Orbene, per i soggetti colpiti dagli eventi alluvionali in oggetto, residenti od aventi sede operativa nelle frazioni della città di Modena di San Matteo, Albareto, La Rocca e Navicello, la fruizione del beneficio è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità, anche temporanea, oltre che della casa di abitazione, dello studio professionale e dell’azienda, anche dei terreni agricoli, ed alla successiva verifica dell’autorità comunale del nesso di causalità tra evento e dichiarazione del contribuente.
Il beneficio è esteso, altresì, ai territori colpiti dagli eventi atmosferici avvenuti dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014 nella regione Veneto, elencati nell’allegato 1-bis della Legge 28 marzo 2014, n. 50. A tal fine, le persone fisiche e non, devono avere la residenza ovvero la sede operativa alla data del 30 gennaio 2014, nei territori dei Comuni indicati, nonché essere regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali con data di inizio di attività antecedente al 30 gennaio 2014 ed essere operanti nelle zone colpite dall’evento. Anche in tal caso, per l’ammissione al beneficio occorre una richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità e una verifica dell’autorità comunale del nesso di causalità tra evento e dichiarazione del contribuente. I contributi previdenziali ed assistenziali, per cui opera la sospensione del pagamento, sono quelli con scadenza legale di versamento nell’arco temporale 30 gennaio 2014 – 31 ottobre 2014. I soggetti interessati devono produrre secondo le consuete modalità, apposita domanda alla sede Inps competente. L’Inps verifica la sussistenza dei requisiti, recuperando gli eventuali contributi indebitamente sospesi con l’applicazione dell’ordinario regime sanzionatorio. Non si dà luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato.
Infine, per gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 verificatisi nei territori delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo, viene disposta una proroga biennale del termine di restituzione per i finanziamenti contratti a seguito del sisma del maggio.

Contratto di inserimento lavorativo: istruzioni Inail

L’art. 22, co. 3, L. n. 183/2011 ha rinviato a un decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (decreto interministeriale del 10 aprile 2013), l’individuazione delle aree geografiche, presupposto per l’applicazione dell’incentivo connesso alla stipula dei contratti di inserimento per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. L’Inail, riepilogando la disciplina in questione, fornisce alcune istruzioni operative.


A decorrere dal 14 maggio 2011 (d.l. 70/2011 conv. con mod. in L. n. 106/2011), la fruizione delle agevolazioni contributive connesse all’assunzione con contratto di inserimento di donne lavoratrici, nei limiti definiti dalla Riforma del lavoro, è consentita in presenza dei seguenti requisiti:
– mancanza di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
– residenza e svolgimento delle prestazioni lavorative in una area geografica il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile.
Con riferimento all’essere donne, “prive di un impiego regolarmente retribuito”, il Ministero del lavoro ha precisato che si tratta di lavoratrice che negli ultimi 6 mesi non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero ha svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Si ricorda, tuttavia, che a decorrere dal 1° gennaio 2013, il contratto di inserimento è stato abrogato dalla Riforma del lavoro, facendo salva l’applicazione delle disposizioni in materia in relazione alle assunzioni con tale tipologia contrattuale effettuate entro il 31 dicembre 2012.
Il citato decreto interministeriale del 10 aprile 2013 fa salvi, infatti, gli effetti dei contratti di inserimento stipulati negli anni dal 2009 al 2012 con riferimento alle aree individuabili ai sensi dell’art. 54, c. 1, lett. e) del d.lgs. 276/2003 nella formulazione vigente.

Per l’ambito di competenza Inail, nessun ulteriore adempimento è richiesto ai datori di lavoro che hanno fruito delle agevolazioni in conformità al disposto del Decreto ministeriale 10 aprile 2013. I datori di lavoro che invece, pur avendone i requisiti, non hanno usufruito dell’agevolazione o ne hanno usufruito in misura inferiore, devono trasmettere via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012. Nella dichiarazione delle retribuzioni devono essere indicate le retribuzioni parzialmente o totalmente esenti nonché il relativo codice.
Parimenti, i datori di lavoro che hanno usufruito dell’agevolazione in misura superiore al 25% non avendone i requisiti, devono regolarizzare la propria posizione trasmettendo via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012, utilizzando il predetto modello.
Alla ricezione delle dichiarazioni, le Sedi provvedono a rideterminare il premio con apposito provvedimento di variazione da notificare agli interessati.
L’eventuale premio a debito va pagato entro il termine fissato dall’Inail e comunicato con il provvedimento stesso. L’eventuale premio a credito versato deve essere rimborsato. Naturalmente, in presenza di debiti insoluti, non si fa luogo a determinazione del premio con applicazione della riduzione non fruita o fruita in misura inferiore a quella spettante, se non previa regolarizzazione della posizione contributiva.

Quinta procedura di salvaguardia: istruzioni operative

 

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto interministeriale 14 febbraio 2014 con il quale si estende la platea dei salvaguardati, in attuazione dei commi 194 e 196 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2014. Fornite, inoltre, istruzioni operative alle Direzioni territoriali del lavoro per le relative procedure ed ai lavoratori interessati per la presentazione del modello di istanza.

 

L’art. 2, lettere da a) a f),del citato decreto prevede le condizioni necessarie affinché le categorie di lavoratori nello stesso riportate possano accedere ai benefici di cui all’art. 1, comma 194, della L. n. 147/2013.
Per gli aspetti di competenza delle Direzioni territoriali del Ministero del lavoro, i soggetti interessati risultano essere:
b) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter c.p.c., ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
c) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter c.p.c., ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione; qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
d) lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

I lavoratori in parola, devono presentare le richieste di accesso al beneficio entro il 15 giugno 2014, termine prorogato di diritto al 16 giugno 2014 (primo giorno seguente non festivo).
Le istanze potranno essere trasmesse, dai lavoratori interessati o dai soggetti abilitati (es. patronati; consulenti del lavoro/dottori commercialisti) alle competenti Direzioni Territoriali del Lavoro all’indirizzo di posta elettronica certificata delle medesime o all’indirizzo di posta elettronica dedicato o, in via alternativa/ inviate tramite Raccomandata A/R.

L’istanza dovrà contenere gli elementi identificativi del richiedente, dell’azienda o P.A. presso la quale ha prestato l’ultimo servizio e l’esatta individuazione della tipologia/fattispecie giuridica in base alla quale si chiede l’accesso ai benefici medesimi. In ogni caso la domanda dovrà essere corredata da copia di un documento di identità.
I soggetti di cui alle lettere b) e c), unitamente all’istanza dovranno produrre apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; copia dell’accordo individuale o collettivo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro.
I lavoratori di cui alla lettera d), unitamente all’istanza dovranno produrre apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; copia della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro medesimo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.