INPGI: nuovi minimi per i giornalisti dall’1/7/2014 e nuovi contributi previdenziali

L’INPGI con circolare n. 3 del 24/7/2014, a seguito del rinnovo del CCNL Lavoro giornalistico FIEG-FNSI per il triennio 2014-2016, ha aggiornato i minimi retributivi su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

L’accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, firmato il 24/6/2014, ha previsto a titolo di miglioramento economico, la corresponsione di un Elemento distinto della Retribuzione (E.D.R.), che decorre dall’1/7/2014, e che non produrrà alcun riflesso su tutti gli istituti contrattuali e di legge, ad eccezione del T.F.R.. La seconda tranche di tale beneficio retributivo, decorre dall’1/5/2015. Pertanto sono stati aggiornati i minimi retributivi contrattuali su cui quantificare la contribuzione previdenziale.

 

Dal mese di luglio 2014

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23 60,003.341,49
Capo Redattore2.668,26593,0160,003.321,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,2760,003.129,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,8960,003.021,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,6760,002.879,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,8760,002.754,71
Cineoperatori2.122,84571,8760,002.754,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8845,002.152,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7830,001.818,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6930,001.325,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-30,001.323,21

 

Dal mese di maggio 2015

 

QualificaTabellareContingenzaE.D.R.TOTALE
Direttore e Vice-direttore2.668,26613,23120,003.401,49
Capo Redattore2.668,26593,01120,003.381,27
Vice Capo Redattore2.483,63586,27120,003.189,90
Capo Servizio – Redattore Senior2.379,51581,89120,003.081,40
Vice Capo Servizio /Redattore Esperto2.242,90576,67120,002.939,57
Redattore (oltre 30 mesi anzianità professionale)2.122,84571,87120,002.814,71
Cineoperatori2.122,84571,87120,002.814,71
Redattore (meno 30 mesi anzianità professionale)1.551,61555,8890,002.197,49
Praticante dopo 12 mesi servizio1.244,38543,7860,001.848,16
Praticante meno 12 mesi servizio763,80531,6960,001.355,49
Pubblicista Redazioni Decentrate 1.293,21—-60,001.353,21

 

Per quanto riguarda la contribuzione per la qualifica di “Collaboratore o Corrispondente, anche se l’accordo di rinnovo contrattuale ha previsto l’attribuzione dell’EDR di 15,00 euro, i minimali retributivi su cui determinare la contribuzione risultano ancora determinati ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 463/83, convertito con modificazioni in legge n. 638/83 e cioè:

– dall’1/1/2014 in Euro 47,58 giornaliere, pari ad Euro 1.237,08 mensili).

Estensione della Cigs ai partiti politici

Profili di carattere contributivo che discendono dal recente provvedimento legislativo di estensione della Cigs ai partiti politici e istruzioni operative per l’assolvimento della relativa contribuzione.

Il recente provvedimento legislativo recante norme per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e disposizioni per la trasparenza e democraticità dei partiti, nonché per la contribuzione volontaria ed indiretta in loro favore, ha disposto l’estensione a partiti e movimenti politici del trattamento straordinario di integrazione salariale e della disciplina in materia di contratti di solidarietà, con decorrenza dal 1° gennaio 2014. Destinatari della tutela sono i partiti politici, intesi come:
– partiti, movimenti e gruppi politici organizzati, che abbiano presentato candidati sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo di Senato, Camera dei deputati, Parlamento europeo, Consiglio regionale o delle province autonome;
– partiti e movimenti politici cui facciano riferimento gruppi parlamentari regolarmente costituiti in entrambe le Camere, ovvero che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale mediante la presentazione di una lista comune di candidati in occasione del rinnovo dei suddetti organi.
I partiti, come sopra individuati, debbono essere iscritti all’apposito Registro tenuto dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. L’accesso agli interventi di integrazione salariale straordinaria è infatti condizionato all’iscrizione ed al mantenimento di tale iscrizione nell’apposito Registro. Tuttavia, nelle more della scadenza del termine di iscrizione, fissato al 28 dicembre 2014, i partiti politici già costituiti alla data del 28 dicembre 2013, possono, comunque, accedere agli ammortizzatori sociali.
Ovviamente, i relativi obblighi contributivi sono adeguati di conseguenza; sicché, a decorrere dal 1° gennaio 2014, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati, tali soggetti sono tenuti al versamento di un contributo ordinario mensile da parte dei dato in misura pari allo 0,90% della retribuzione imponibile, di cui 0,30% a carico dei lavoratori. Il contributo è dovuto per operai, intermedi, impiegati e quadri. anche se con contratto a tempo determinato e/o part-time, mentre è escluso per dirigenti, apprendisti e lavoratori a domicilio.
Parimenti, con riferimento al contributo addizionale, i partiti politici che si avvalgono degli interventi di Cigs sono anch’essi tenuti al versamento sulla base della media dei lavoratori occupati nell’anno precedente. In particolare, per le aziende fino a 50 dipendenti, il contributo è pari al 3% dell’integrazione salariale corrisposta, mentre per quelle con più di 50 dipendenti è pari al 4,5%; decorsi 24 mesi dalla data di decorrenza del trattamento, il contributo raddoppia, diventando del 6% ovvero del 9%. Nei casi di integrazioni salariali straordinarie autorizzate nell’ambito di un contratto di solidarietà difensivo, il contributo addizionale non è dovuto.

Ancora difficoltà per il nuovo sistema di gestione del Durc interno

L’annullamento delle PEC con preavviso di Durc interno negativo per la competenza di giugno 2014.

A seguito del restyling subito dalla procedura di gestione del Durc interno, l’Inps ha emanato una serie di provvedimenti con i quali, tra l’altro, illustrava la calendarizzazione dell’invio dei preavvisi di Durc interno negativo nel caso le Sedi avessero riscontrato irregolarità, anche pregresse rispetto all’entrata a regime delle nuove modalità di gestione del procedimento, per le quali però fosse sospeso l’invio delle relative note di rettifica con “addebito ex articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.
In particolare, l’Istituto aveva previsto che:
– le note di rettifiche relative alle denunce contributive con periodo di competenza fino a marzo 2013 fossero spedite il 15 maggio 2014;
– le note relative alle denunce contributive con periodo di competenza aprile – luglio 2013, invece, dovevano essere spedite il 16 giugno 2014;
– infine, quelle relative alle denunce contributive per i periodi di competenza agosto 2013 – maggio 2014, in data 15 settembre 2014.
Successivamente, era stato comunicato che, in considerazione delle difficoltà riscontrate in fase di avvio del sistema, le note di rettifica già calcolate per il 15 maggio sarebbero state ricalcolate al 15 giugno 2014 e spedite alle aziende insieme a quelle programmate per l’invio alla medesima data del 15 giugno.
Orbene, registrando ancora difficoltà al riguardo, l’Inps rende ora noto che gli inviti a regolarizzare la posizione dell’azienda per fruire dei benefici nel mese di giugno 2014 sono stati spediti prima del completamento di tutte le elaborazioni preliminari alla definizione della posizione aziendale. Pertanto, tutte le PEC inviate con una richiesta di regolarizzazione per ottenere il riconoscimento dei benefici nel mese di giugno 2014, aventi come oggetto giugno 2014 e pregressi, vanno annullate. Altresì, l’Istituto fa presente che, in considerazione della ristrettezza e della perentorietà dei termini per regolarizzare, nelle forme previste dalla legge, la posizione aziendale, gli inviti a regolarizzare non saranno emessi nei mesi di luglio e agosto.

Contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

L’Inps e l’Inail forniscono ulteriori istruzioni operative circa la riduzione, per il 2014, dei contributi agricoli per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Per il 2014, sulla base delle elaborazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, la misura della riduzione percentuale dell’importo dei contributi agricoli é pari al 14,17%. Tale percentuale si applica in uguale misura a tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione. La riduzione si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste dalla normativa vigente ad altro titolo per lo specifico settore agricolo e si applica al contributo assicurativo dovuto al netto di tutti gli altri “sconti” ed agevolazioni.
La verifica del possesso del requisito dell’andamento infortunistico aziendale è operata mediante il confronto dell’andamento infortunistico di ogni singola azienda con quello medio nazionale previsto, ritenendo sussistente il requisito ai fini della riduzione qualora l’andamento infortunistico registrato nella singola azienda risulti inferiore o uguale a quello rilevato a livello medio nazionale e viceversa nel caso in cui risulti superiore.
Relativamente alle attività iniziate da oltre un biennio per i contributi della gestione agricoltura riscossi dall’Inps é stato utilizzato, ai fini dell’individuazione dei soggetti destinatari della riduzione, il criterio del confronto tra l’indice di gravità medio (Igm) e l’indice di gravità aziendale (Iga), che consente di tenere conto dell’andamento infortunistico.

Con riferimento alle lavorazioni iniziate da oltre un biennio, la circolare specifica che i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali in agricoltura dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi sono accertati e riscossi dall’Inps, che ne dispone la ripartizione tra l’Inail e le gestioni di pertinenza.
Per gli operai agricoli dipendenti e per i piccoli coloni a compartecipazione familiare l’Igm é pari a 8,32 mentre per i soggetti autonomi l’Igm é pari 12,84. Per entrambe le categorie è prevista annualmente l’elaborazione dell’Iga e la riduzione si applica se l’Iga è inferiore o uguale all’Igm.
Sulla base dei predetti parametri è stato elaborato l’elenco, per le diverse categorie, dei soggetti destinatari della riduzione del 14,17%, da applicarsi ai contributi dovuti a partire dal primo trimestre 2014.
Ai soggetti interessati nella lettera di comunicazione dei dati utili per la compilazione del mod. F24 viene indicato se è stata applicata la riduzione.

Per quanto concerne le attività iniziate da non oltre un biennio, ai fini dell’applicazione della riduzione per l’anno 2014, gli istituti specificano che le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio sono quelle iniziate dal 3 gennaio 2012.
La domanda di riduzione deve essere presentata telematicamente non oltre il termine di scadenza del biennio di attività, utilizzando l’apposito servizio disponibile sul portale dell’Inail.
La riduzione ha effetto dal 1° gennaio 2014. Eccezionalmente per il 2014, per consentire di usufruire della riduzione ai soggetti per i quali il primo biennio di attività scada nel periodo tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2014, il termine per la presentazione dell’istanza é stato differito al 30 giugno 2014.
La riduzione è concessa solo dopo l’accertamento da parte dell’Inps dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente. Tale riduzione sarà applicata a decorrere da gennaio 2015 e sarà fruibile dalle aziende beneficiarie mediante compensazione con i contributi dovuti presentando, per via telematica, la consueta istanza di compensazione all’Inps.

Nel caso di contestazioni in merito alla mancata applicazione della riduzione (es. Iga superiore all’Igm a causa di infortuni o malattie professionali erroneamente attribuiti), gli interessati devono segnalare i casi alla sede Inail competente, mediante apposita istanza di riesame debitamente motivata, che provvederà a ridefinire l’evento.

Qualora risulti, da provvedimenti degli Organismi pubblici competenti in materia, la mancata osservanza da parte del datore di lavoro delle norme di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro, si procederà alla revoca della riduzione già applicata.

Inps, il nuovo Manuale di classificazione dei datori di lavoro

Le novità in materia di classificazione previdenziale dei datori di lavoro

Finalmente, anche l’Inps ha adottato l’ATECO 2007 quale criterio di catalogazione delle attività economiche su cui basare l’inquadramento dei datori di lavoro. Conseguentemente, i datori di lavoro che inviano una domanda di iscrizione all’Istituto hanno l’obbligo di comunicare il codice dell’attività economica esercitata in relazione alla posizione aziendale aperta per i lavoratori dipendenti, desunto dalla tabella ATECO 2007. Laddove tale codice non coincida con il corrispondente ATECO 2007 presente nella Camera di Commercio, l’inquadramento va comunque attribuito in relazione all’attività economica dichiarata e/o al codice ATECO 2007 indicato nella domanda d’iscrizione all’Istituto. La nuova procedura automatizzata di iscrizione, infatti, è strutturata per attribuire ai datori di lavoro l’inquadramento previdenziale sulla base dell’autocertificazione dell’attività dichiarata e, qualora sia necessario, sulla base dell’autocertificazione dell’attività attraverso la compilazione di un questionario, personalizzato in base all’attività indicata. In ogni caso, resta immutato il potere/dovere dell’Inps di effettuare controlli delle autocertificazioni. Se l’esito è positivo, l’inquadramento attribuito è consolidato; diversamente, se emergono difformità rispetto a quanto dichiarato, la Sede competente per la gestione della matricola aziendale contatta direttamente il datore di lavoro/intermediario per evidenziare le anomalie riscontrate ed eventualmente modifica l’inquadramento sulla base delle risultanze dell’istruttoria con decorrenza retroattiva.
In caso di svolgimento di attività multiple, con diversa classificazione ATECO 2007, non connotate dai caratteri dell’autonomia funzionale ed organizzativa, ai fini dell’inquadramento, l’oggetto dell’azienda deve essere valutato unitariamente sulla base della natura dell’attività prevalente, con l’individuazione di quella primaria. L’inquadramento, infatti, è di regola unico ed è determinato appunto dall’attività prevalente, mentre le altre attività sono considerate accessorie alla principale e, di conseguenza, assimilate all’attività principale, della quale devono seguire il regime giuridico e contributivo. Pur tuttavia, ciò non impedisce, qualora vengano svolte attività multiple, l’apertura di una posizione per l’attività secondaria, diversa da quella principale, se l’attività secondaria rientra in un diverso settore e presenta i caratteri di autonomia funzionale ed organizzativa, che legittimano l’attribuzione di distinti inquadramenti previdenziali.

Assunzioni agevolate di lavoratori licenziati per GMO

Le istruzioni per la fruizione del beneficio di 190 euro mensili, da parte dei datori di lavoro che hanno provveduto ad assumere nell’anno 2013, lavoratori licenziati per GMO

Previsto in favore dei datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto, anche a termine, lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, e poi esteso anche nel caso di:
– estinzione del rapporto in sede di conciliazione successiva al preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto instaurato nel 2013, già rientrante nell’agevolazione in parola;
– proroga o trasformazione a tempo indeterminato, effettuata nel 2013, di un rapporto instaurato prima del 2013 con lavoratori iscritti nelle allora vigenti liste della cd. “piccola mobilità”;
l’incentivo di 190 euro mensili era subordinato all’invio di una specifica istanza, mediante il modulo “LICE”, entro il termine del 12 aprile 2014, fermo restando la capienza delle risorse appositamente stanziate.
Orbene, la graduatoria delle istanze accolte, secondo l’ordine cronologico dell’assunzione, della proroga e della trasformazione, è pubblicata all’interno del Cassetto previdenziale aziende e Cassetto previdenziale aziende agricole, nella sezione relativa al modulo LICE.
Nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens, ammessi al beneficio, le posizioni contributive sono contrassegnate dal codice autorizzazione “4N”, avente il significato di “Datore di lavoro ammesso al bonus previsto dai decreti direttoriali del Ministero del lavoro n. 264 del 19 aprile 2013 e n. 390 del 3 giugno 2013”. Il codice è attribuito per i mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto 2014, anche nell’ipotesi in cui, alla data di autorizzazione, la posizione contributiva del datore di lavoro risulti sospesa o cessata.
Qualora siano state accolte più istanze per lo stesso lavoratore, è cura del datore di lavoro non superare il bonus complessivo di 1.140 euro (190 euro per 6 mesi), se tutte le istanze accolte si riferiscono a rapporti a tempo determinato, ovvero di 2.280 euro (190 euro per 12 mesi), se almeno un’istanza è stata accolta per un rapporto a tempo indeterminato. In ogni caso, nelle ipotesi di diminuzione dell’orario di lavoro rispetto a quanto originariamente denunciato sul modulo LICE, compreso il caso di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part time, il datore di lavoro è tenuto autonomamente a ridurre in misura proporzionale l’importo del bonus spettante; in maniera analoga il datore di lavoro deve provvedere, nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro cessi prima della data di scadenza indicata nell’istanza.
In seguito, l’Inps effettuerà controlli sulla veridicità delle attestazioni rese e la sussistenza dei requisiti relativi all’accesso, nonché sulla durata e sull’importo del beneficio. Eventuali somme indebitamente percepite dai datori di lavoro saranno oggetto di iniziative di recupero e consentiranno di accogliere altre istanze, in conseguenza della rideterminazione delle risorse disponibili.

Nuova procedura telematica per le comunicazioni ASPI-COM

 

Con riferimento alle comunicazioni ASPI-COM, attiva una nuova procedura telematica la quale, oltre a consentire di comunicare gli eventi riportati sui modelli ASPI-COM (Mod. SR137) e mini ASPI-COM (Mod. SR138), permette al beneficiario della prestazione di disoccupazione di comunicare anche le variazioni di domicilio/residenza, di telefono, di e-mail e delle modalità di pagamento riportate sulle domande di disoccupazione in ambito ASpI già inviate; nonché le informazioni attinenti al reddito percepito da lavoro autonomo o parasubordinato.

Attraverso i modelli ASpI-COM (Mod. SR137) e Mini ASpI-COM (Mod. SR138), in sostituzione del modello DS56 bis, i lavoratori beneficiari di ASpI e miniASpI comunicano tutti gli eventi che nel corso della fruizione della prestazione hanno effetto sul diritto, la misura e la durata delle suddette prestazioni.

L’Inps – con Messaggio 18 giugno 2014, n. 5430 – ha comunicato, come accennato, il rilascio di una nuova procedura telematica. Dal momento che è previsto l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi all’Istituto, la presentazione di comunicazioni aventi ad oggetto gli eventi previsti dai modelli ASpI-COM (Mod.SR137) e mini ASpI-COM (Mod.SR138) dovrà avvenire, a regime, esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:
– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
– contact center integrato – n. 803164 da telefono fisso e n. 06164164 da cellulare;
– patronati/intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Al fine di consentire l’adeguamento alle nuove modalità operative, si prevede un periodo transitorio di due mesi a partire dalla data di pubblicazione del messaggio, durante il quale continuerà ad essere ammessa la presentazione dei modelli ASPI-COM e mini ASPI-COM con le consuete modalità. Al termine di detto periodo transitorio, i tre canali telematici menzionati diventeranno esclusivi ai fini della comunicazione degli eventi previsti dai modelli ASpI-COM e miniASpI-COM che hanno effetto sulle prestazioni ASPI, mini ASpI e anticipazione di indennità ASpI e di indennità mini ASpI.

Nel dettaglio, il servizio è costituito da due componenti applicative: una procedura Internet per gli utenti esterni (cittadini, Patronati/Intermediari e Contact Center) e una procedura Intranet per gli operatori Inps di sede.
La procedura Internet è articolata nelle consuete tre funzionalità di Informazione, Inserimento e Consultazione.
La funzionalità di informazione consente di visualizzare una breve descrizione del modello ASPI-COM, delle sue caratteristiche e delle sue finalità.
La funzionalità di inserimento serve ad inviare una comunicazione ASPI-COM telematica relativa ad una specifica domanda ASpI precedentemente inviata dall’utente. Quando viene attivata, preleva automaticamente le informazioni anagrafiche del richiedente e l’ultima domanda di ASpI inviata dall’utente. Se non viene trovata alcuna domanda ASpI sugli archivi, l’applicazione non consente di inoltrare alcuna comunicazione.
L’utente, in alternativa all’ultima domanda ASPI inviata, proposta automaticamente dal programma, può associare – sempre da programma – la comunicazione ad altre domande di ASpI precedentemente inviate e presenti sugli archivi.
Mediante una comunicazione ASPI-COM sono possibili due tipologie di comunicazione:
– Variazione indirizzo e/o modalità di pagamento. Con questo tipo di comunicazione si possono comunicare una o più variazioni di una precedente domanda AspI inerenti al Domicilio/Residenza, Indirizzo e-mail, Recapito telefonico, Modalità di pagamento, Codice IBAN nel caso in cui la modalità di pagamento sia stata modificata da bonifico domiciliato presso Poste Italiane in riscossione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, o nel caso di variazione di un precedente IBAN;
– Eventi che influiscono sul pagamento della prestazione in relazione a:
– Lavoro autonomo:Inizio attività e reddito presunto; Svolgimento di attività già avviata e reddito presunto; Variazione del reddito derivante dall’attività; Reddito effettivo percepito per un determinato anno dall’attività precedentemente comunicata;
– Pensione: Presentazione della domanda di pensione non INPS;
– Espatrio: Inizio ed eventuale fine dell’espatrio;
– Malattia: Inizio ed eventuale fine della malattia;
– Ricovero in ospedale: Inizio ed eventuale fine del periodo di ricovero;
– Maternità: Inizio ed eventuale fine del periodo della maternità;
– Servizio civile: Inizio edeventuale fine del periodo di prestazione del servizio;
– Lavoro subordinato: Inizio ed eventuale fine del periodo di attività.

Compilata per intero la comunicazione ASPI-COM, l’utente ha la possibilità di salvarla tramite il pulsante “Salva ed esci” oppure inviarla tramite il pulsante “Conferma”. Dopo l’invio l’utente può stampare la ricevuta di presentazione ed il riepilogo dei dati inviati nella comunicazione.
La funzionalità di consultazione consente di visualizzare tutte le comunicazioni ASPI-COM inviate telematicamente e offre la possibilità di consultare per ognuna di esse il dettaglio.

Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello

Si forniscono le prime indicazioni sullo sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello per l’anno 2013.

In particolare, per il 2013, lo sgravio contributivo sugli importi previsti dalla contrattazione collettiva aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello, possa essere concesso entro il limite del 2,25% della retribuzione contrattuale annua di ciascun lavoratore. In relazione al monitoraggio delle domande e delle risorse finanziarie impegnate, il tetto del 2,25% può essere rideterminato nella misura del 5%.

Nei limiti del tetto della retribuzione del lavoratore, la concessione di uno sgravio contributivo è così articolato:
– entro il limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro, al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate, delle eventuali misure compensative spettanti e – in agricoltura – al netto delle agevolazioni per territori montani e svantaggiati;
– totale sulla quota del lavoratore.

Per accedere al beneficio, i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello devono avere le seguenti caratteristiche:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (ove già non lo fossero stati), a cura dei medesimi o delle associazioni a cui aderiscono, presso le Direzioni territoriali del Lavoro, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. del 14 febbraio 2014;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, i criteri di erogazione da assumere saranno legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per l’accesso allo sgravio rimane vincolante il deposito presso la DTL degli accordi sottoscritti dai datori di lavoro. In assenza, non sarà possibile l’ammissione allo sgravio medesimo.
Le aziende, anche per il tramite degli intermediari autorizzati, devono inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche per i lavoratori iscritti all’INPGI, nonché, ovviamente, per quelli iscritti alla gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS, con specifiche informazioni:
– dati identificativi dell’azienda (per le aziende agricole la matricola è rappresentata dal codice azienda);
– tipologia di contratto (aziendale o territoriale) e data di sottoscrizione dello stesso;
– data di avvenuto deposito del contratto di cui alla lett. b) presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente;
– indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto.

Indennità di disoccupazione agricola, chiarimenti

Si forniscono precisazioni sull’indennità di disoccupazione agricola per il richiedente che abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa o di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Dal 1° gennaio 2013, l’Assicurazione sociale per l’impiego ha ampliato la platea dei soggetti tutelati, inserendo alcune tipologie di lavoratori dipendenti precedentemente esclusi dall’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria, quali: apprendisti; soci lavoratori di cooperative che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata; personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.
In particolare, per il personale artistico e per i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, per i quali la contribuzione ASpI è prevista in misura ridotta, anche le indennità ASpI e miniASpI sono conseguentemente liquidate in misura ridotta ovvero in misura proporzionale all’aliquota effettiva di contribuzione. Tuttavia, in considerazione del fatto che i lavoratori agricoli sono esclusi dall’applicazione dell’ASpI e dal diritto alle relative prestazioni di disoccupazione, ai fini del computo dell’indennità di disoccupazione agricola, laddove il richiedente la prestazione abbia svolto attività di lavoro dipendente oltre che nel settore agricolo anche in quello non agricolo in qualità di socio lavoratore di cooperativa ovvero di personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, non si applicherà la citata riduzione proporzionale, prevista solo per le indennità di disoccupazione ASpI e miniASpI.
Di conseguenza, la procedura di liquidazione della disoccupazione agricola – a differenza di quanto avveniva per le prestazioni fino all’anno di competenza 2012 – riporterà i periodi di lavoro svolti dalle predette categorie di lavoratori (socio lavoratore di cooperativa, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato) nella sezione relativa al lavoro dipendente non agricolo e non più nel campo relativo alle giornate non indennizzabili.
I periodi di lavoro dipendente non agricolo svolti dalle categorie di lavoratori con le qualifiche summenzionate precedentemente al 1° gennaio 2013, continuano a non essere utilizzabili ai fini del raggiungimento del requisito assicurativo e contributivo poiché non coperti da assicurazione contro la disoccupazione involontaria.

Inps, variata la misura degli interessi di dilazione e differimento e delle sanzioni civili

La variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

La Banca Centrale Europea ha ridotto di 0,10 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ex TUR) che, pertanto, con decorrenza dall’11 giugno 2014 è pari allo 0,15%. Tale variazione incide sulla determinazione del tasso di dilazione e di differimento da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, nonché sulla misura delle sanzioni civili.
In particolare, l’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi vanno calcolati al tasso del 6,15% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 6 punti). Tale misura trova applicazione con riferimento alle domande di rateazione presentate a decorrere dall’11 giugno 2014. I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni. Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso è applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di maggio 2014.
Per quanto concerne, invece, le sanzioni civili, se ricorre l’ipotesi di omissione contributiva, sono pari al 5,65% annuo (tasso dello 0,15% maggiorato di 5,5 punti). Resta ferma, in caso di evazione, la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.