Inps: disponibile il simulatore di calcolo della pensione

L’Inps rende nota la predisposizione del nuovo servizio “La mia pensione” attraverso il quale è possibile simulare l’ammontare della pensione che si riceverà al termine della attività lavorativa. Il calcolo della pensione, tenendo conto della normativa attuale, si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito.

 

Il servizio, nel dettaglio, permette all’utente di:
– controllare i contributi che risultano versati in Inps e accedere, eventualmente, al servizio di segnalazione contributiva per comunicare all’Inps i periodi di contribuzione mancanti;
– conoscere la data in cui si matura il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata;
– calcolare l’importo stimato della pensione “a moneta costante”, prescindendo cioè dall’andamento dell’inflazione;
– ottenere una stima del rapporto fra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio (tasso di sostituzione).
Al fine di confrontare diversi scenari e operare le scelte adeguate per costruire la propria futura pensione, il servizio consente di effettuare differenti simulazioni, modificando:
– la retribuzione dell’anno in corso e l’andamento percentuale annuo, per verificare come retribuzioni diverse possano incidere sull’importo della futura pensione;
– la data di pensionamento, per stimare l’effetto economico di un posticipo;
 – una combinazione delle due variabili retribuzione e data di pensionamento.

Possono usufruire del servizio i lavoratori con contribuzione versata al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri), e alla Gestione separata, con rilasci successivi per fasce di età:
– dal 1° maggio, i lavoratori sotto i 40 anni;
– dal 1° giugno, i lavoratori sotto i 50 anni;
– dal 1° luglio, tutti i lavoratori sopra i 50 anni.
Dal 2016, il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

Per accedere alla “La mia pensione” è necessario avere il PIN ordinario (Comunicato 5 maggio 2015 e Messaggio n. 3001).
Le richieste di utenti interessati al servizio, ma non in grado di utilizzare l’applicazione e che vogliano quindi completare o ripetere la procedura di simulazione, possono essere gestite attraverso l’utilizzo delle postazioni self service assistite.
Le richieste di informazioni sulla simulazione, invece, già ottenuta e sulle opportunità di modifica del proprio status previdenziale (ad es. opportunità di interrompere in anticipo l’attività lavorativa, cambiare contratto o categoria, riscattare periodi scoperti, eseguire versamenti volontari, esercitare una ricongiunzione onerosa o una totalizzazione gratuita dei periodi assicurativi), da parte di utenti che hanno utilizzato correttamente la procedura ma che vogliono valutare costi e benefici di ulteriori percorsi previdenziali, dovranno essere gestite dalle sedi Inps tramite la procedura “Agenda appuntamenti”.
A supporto dell’utenza, per l’iniziativa “La mia pensione”, saranno inoltre resi disponibili i seguenti canali di contatto:
– Canale telefonico: sarà introdotto un ramo ad hoc, raggiungibile dal numero verde 803 164 e dal numero 06164164, dedicato al servizio “La mia pensione”. Il nuovo ramo permetterà all’utente di contattare gli operatori con competenza specifica sull’iniziativa in oggetto, anche attraverso la modalità Voip (web call o Skype) presente nella sezione “Al telefono” della Home Page del sito istituzionale;
– Inps Risponde: sarà inserito all’interno del servizio INPS Risponde, raggiungibile dalla Home Page del sito istituzionale, il nuovo argomento “La mia pensione” al fine di tipizzare le richieste degli utenti attinenti all’iniziativa in oggetto.

Fondo di solidarietà residuale, sull’ambito di applicazione e le modalità di recupero dell’indebito

Ulteriori indicazioni volte a chiarire il campo di applicazione del Fondo di solidarietà residuale e le modalità di recupero dei contributi indebitamente versati

Le imprese operanti nel settore dell’artigianato non sono ricomprese nell’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà residuale in quanto per tale settore, alla data del 1° gennaio 2014, risultavano in corso le procedure finalizzate alla costituzione di un Fondo di solidarietà bilaterale ai sensi della normativa contenuta nella Riforma Fornero (“Fondo bilaterale per l’artigianato”). Ne consegue che tutte le aziende classificate dall’Inps con il CSC (codice statistico contributivo) identificativo del settore dell’artigianato (4.XX.XX), rientranti nel campo di applicazione del Fondo medesimo, in attuazione degli accordi sottoscritti, sono escluse dall’obbligo contributivo nei confronti del Fondo di solidarietà residuale a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Anche le Università non statali legalmente riconosciute si considerano escluse dal campo di applicazione del Fondo residuale, poiché come espresso sia dalla giurisprudenza amministrativa che da quella di legittimità, tali organismi hanno natura giuridica di enti pubblici non economici e pertanto rientrano tra le pubbliche amministrazioni.

Il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale addetto al servizio della riscossione dei tributi erariali, risulta in via di adeguamento alle disposizioni di cui alla Riforma Fornero. Destinatari del Fondo saranno i lavoratori della Società Equitalia spa e delle altre società per azioni da essa controllate o partecipate, della società Equitalia Giustizia spa, della società Riscossione Sicilia spa, delle altre società cui sono stati trasferiti i rami di azienda relativi all’attività di riscossione svolta per conto degli enti locali, qualora dette società abbiano senza soluzione di continuità iscritto i propri dipendenti ed effettuato i versamenti dei relativi contributi al Fondo di previdenza per i dipendenti delle aziende del servizio di riscossione costituito ai sensi della Legge n. 377/1958. Le società del Gruppo Equitalia spa e le altre società per azioni da essa controllate o partecipate, saranno iscritte al Fondo di solidarietà indipendentemente dall’attività svolta; le altre, classificate con CSC 6.03.01 e con attribuzione del CA “1L”, se non esercenti l’attività di riscossione dei tributi erariali, sono già tenute all’iscrizione al Fondo di solidarietà residuale.

Le aziende, sia pubbliche che private, che occupano mediamente più di 15 dipendenti e che svolgono servizi di trasporto pubblico autofiloferrotranviari e di navigazione sulle acque interne e lagunari, con esclusione delle aziende ricomprese nel campo di applicazione di analoghi Fondi di settore già costituiti e di quelle esercenti servizi ferroviari di alta velocità, vanno iscritte al Fondo di solidarietà per il personale delle aziende di trasporto pubblico. Di contro, sono tenute all’iscrizione al Fondo di solidarietà residuale tutte le imprese non esercenti attività di trasporto pubblico come prima definita, classificate con CSC 1.15.01 con CA “1D”, e CSC “1.15.03” senza CA “2B” o “3G”.

Infine, le cooperative sociali di tipo B) sono esentate, con riguardo ai lavoratori svantaggiati, da ogni forma di contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale, ivi compreso il contributo ordinario pari allo 0,50% di finanziamento del Fondo di solidarietà residuale, pur nel contestuale mantenimento del loro diritto di accesso alla prestazione garantita dal Fondo medesimo.

In ogni caso, le imprese che risultino aver versato indebitamente la contribuzione ordinaria di finanziamento al Fondo di solidarietà residuale, potranno recuperare il contributo, entro il giorno 16 luglio p.v., indicando l’importo con il codice conguaglio “L220” avente il significato di “Recupero Contributo mensile 0,50% al Fondo di solidarietà residuale”, da valorizzare all’interno della sezione <AltrePartiteACredito> di <DenunciaAziendale>.

Contratti di solidarietà e riduzione contributiva

Diffuse le disposizioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive previste per i contratti di solidarietà, accompagnati da Cigs, stipulati esclusivamente nel periodo dal 01.01.2006 al 30.06.2008 e i cui benefici contributivi, sotto il profilo della competenza, si collocano nell’ambito del predetto periodo.

 

L’art. 6, comma 4, del DL 1/10/1996 n. 510 prevede, come noto, una riduzione contributiva inerente ai contratti di solidarietà difensivi stipulati successivamente al 14/6/1995. Il Ministero del lavoro ha recentemente autorizzato il finanziamento degli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà, stipulati successivamente al 31/12/2005 ed entro il 30/06/2008.

La riduzione è prevista per la durata del contratto con il limite massimo di 24 mesi e compete per ogni lavoratore interessato dall’abbattimento di orario in misura superiore al 20 per cento con erogazione dell’integrazione salariale straordinaria. La misura della riduzione della contribuzione previdenziale ed assistenziale è del 25 per cento ed è elevata al 35 per cento nel caso in cui l’accordo disponga una riduzione dell’orario superiore al 30 per cento.
Conseguentemente, per ogni mese, i datori di lavoro hanno diritto alla riduzione del 25 per cento ovvero del 35 per cento sulla parte dei contributi a loro carico per ogni lavoratore che, in detto periodo, abbia avuto un orario ridotto rispettivamente più del 20 per cento ovvero del 30 per cento rispetto a quello contrattuale. Eventuali erogazioni ultramensili, a carico del datore di lavoro, seguiranno la sorte contributiva legata all’orario di lavoro effettuato nel mese di corresponsione di dette competenze secondo previsione contrattuale.
Per le imprese operanti nella aree individuate per l’Italia dalla CEE, al fine di promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo, le percentuali del beneficio sono elevate rispettivamente al 30 per cento e 40 per cento.

Restano estranei al beneficio i contratti di solidarietà di tipo b), cui possono accedere le aziende che non rientrano nel campo di applicazione della Cigs.
Essendo la riduzione alternativa a qualsiasi forma di beneficio contributivo previsto, a qualunque altro titolo, dall’ordinamento, non potranno fruire dello sgravio i lavoratori per i quali i datori di lavoro hanno già goduto di altre agevolazioni contributive (ad es. lavoratori assunti dalle liste di mobilità; disoccupati da oltre 24 mesi, etc.).

La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa dei datori di lavoro interessati. La Sede competente – accertata sulla base della documentazione in proprio possesso, integrata da quella fornita dall’impresa, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva nel rispetto dei criteri previsti – provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il previsto codice di autorizzazione “7K” avente il significato di “Azienda che ha stipulato contratti di solidarietà dal 31.12.2005 al 30.06.2008, accompagnati da Cigs, ammessa al conguaglio delle riduzioni contributive di cui all’art. 6, c. 4, della L. 28 novembre 1996, n. 608”.
Tale codice sarà attribuito limitatamente al periodo di paga cui si riferiscono i flussi UniEmens con i quali viene operato il conguaglio. Detto periodo è comunque limitato alle denunce contributive aventi scadenza di pagamento il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione della presente circolare. Nel caso di imprese cessate ovvero laddove il periodo sopra indicato non risulti sufficiente a favorire le operazioni di conguaglio, il recupero sarà effettuato attraverso la procedura delle regolarizzazioni contributive (cfr.
Inps, circolare n. 70/2015).

Ai fini della compilazione del flusso UniEmens, le imprese interessate inseriranno nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito> il nuovo codice “L900” e le relative <SommeACredito> (che rappresentano l’importo delle riduzioni contributive spettanti).

 

Indennità di disoccupazione agricola e congedo del padre lavoratore

I giorni già indennizzati a titolo di congedo obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore, operaio agricolo, poiché incumulabili con le altre prestazioni a sostegno del reddito, devono essere considerati non indennizzabili ai fini del computo della prestazione di disoccupazione agricola.

 

Come noto, l’art. 4, co. 24, lett. a), L. n. 92/2012 ha disposto che, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, il padre lavoratore dipendente possa godere di un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo (due giorni in alternativa al congedo di maternità della madre), da fruire entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.
Con apposita circolare (n. 40/2013) sono state impartite le disposizioni attuative della predetta norma e con successivi messaggi (n. 12129/2013 e n. 12443/2013) sono state fornite le istruzioni procedurali e contabili relativamente ai congedi, le cui indennità debbono essere corrisposte direttamente dall’Istituto.
In particolare, è stato precisato che le indennità per i congedi in argomento prevalgono sulle prestazioni a sostegno del reddito e, dunque, non sono cumulabili con queste ultime.

A tal proposito, con riferimento agli operai agricoli, l’Inps (Messaggio Inps n. 2335/2015) precisa che i giorni già indennizzati a titolo di congedo obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore, poiché incumulabili con le altre prestazioni a sostegno del reddito, devono essere considerati non indennizzabili ai fini del computo della prestazione di disoccupazione agricola.
Il pagamento delle indennità relative ai congedi viene effettuato tramite la procedura “Pagamenti vari” che non colloquia in modo automatizzato con la procedura di “Liquidazione delle domande di disoccupazione e ANF ai lavoratori agricoli dipendenti”, quindi, tutte le volte in cui viene emesso un pagamento relativo alle indennità in argomento, deve esserne data immediata comunicazione agli operatori incaricati della liquidazione delle prestazioni di disoccupazione agricola, al fine di verificare la presenza di una domanda di prestazione di disoccupazione agricola da definire o già definita per il medesimo periodo interessato dal congedo indennizzato.
Nel primo caso, in sede di gestione di una nuova domanda di disoccupazione agricola, le giornate corrispondenti al periodo di congedo in argomento (1, massimo 2) dovranno essere inserite nel campo “Altre giornate non indennizzabili” presente nella sezione “Giornate già indennizzate”.
Nel caso, invece, in cui la domanda di prestazione di disoccupazione agricola sia stata già definita con accoglimento, la stessa dovrà essere riesaminata d’ufficio per la rideterminazione sia delle giornate da indennizzare a titolo di disoccupazione e ANF sia dell’accredito figurativo spettante, con la stessa modalità sopra descritta.

Incremento del 10% a seguito di stipula di contratto di solidarietà per l’anno 2015

Disposto l’aumento dell’ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietànella misura del 10% della retribuzione persa a seguito di riduzione di orario (Circolare Ministero lavoro n. 8/2015).

In applicazione dell’art. 2 bis del D.L. n. 192/2014, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 27 n. 11/2015, recante proroga di interventi in materia di contratti di solidarietà, è stata disposta la proroga dell’intervento di aumento dell’ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà (di cui all’art. 1, co. 6, D.L. n. 78/2009, convertito) per l’anno 2015, nel limite di 50 milioni di euro. A tal fine, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà è aumentato nella misura del 10% della retribuzione persa a seguito di riduzione di orario.
Per l’annualità 2015, entro il suddetto limite di spesa di 50 milioni, l’INPS è autorizzato ad erogare il trattamento di integrazione salariale a seguito di stipula di contratto di solidarietà, in favore dei lavoratori destinatari, nella misura complessiva del 70% della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro, fino a concorrenza delle risorse finanziarie all’uopo stanziate.

Ai sensi della medesima norma di cui all’art. 2 bis del D.L. n. 192/2014, ai fini dell’accesso al beneficio dell’incremento del trattamento, le risorse innanzi indicate, pari a 50 milioni di euro, sono destinate in via prioritaria ai trattamenti dovuti nell’anno 2015 in forza di contratti di solidarietà, anche di proroga, stipulati nell’anno 2014 (si terrà conto dell’ordine cronologico di stipula degli accordi di solidarietà allegati ai decreti ministeriali di autorizzazione al trattamento di integrazione salariale).

Gli oneri sopra citati per la quota pari al 10% della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro per contratto di solidarietà, nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2015, sono posti a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione.
Ai fini del rispetto dei limiti delle disponibilità finanziarie, l’INPS è tenuto ad effettuare il monitoraggio dei provvedimenti autorizzativi al fine di controllare i flussi di spesa relativi alla quota del trattamento di integrazione salariale posta a carico delle risorse finanziarie stanziate, dandone riscontro ogni mese al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. In particolare, raggiunta la spesa dell’80% delle risorse stanziate, l’Istituto dovrà effettuare apposita comunicazione al Ministero del lavoro e in ogni caso interrompere le erogazioni al raggiungimento del limite di spesa indicato.

Benefici contributivi in agricoltura: disposizioni di carattere speciale e generale

I datori di lavoro del settore agricolo possono fruire dei benefici contributivi se vengono rispettate le regole dettate dalla legge, di carattere generale, n. 296/2006. La risposta del Ministero del lavoro giunge in seguito alla richiesta di chiarimenti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei CdL in merito alle agevolazioni contributive (ex art. 20, co. 2, D.Lgs. n. 375/1993) riconosciute ai datori di lavoro agricolo che applicano i contratti collettivi nazionali di categoria (Interpello n. 8/2015).

In particolare dubbi sorgono in ordine al diritto a tali benefici in base a quanto prevede l’art. 1, commi 1175 e 1176, della L. n. 296/2006, secondo il quale “a decorrere dal 1° luglio 2007 i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale“.
Il quesito posto dai CdL attiene pertanto alla definizione del rapporto tra le disposizioni richiamate – la prima di carattere speciale e riferita al settore dell’agricoltura (ex art. 20, co. 2, D.Lgs. n. 375/1993) e la seconda a carattere generale – ed alla applicazione del principio lex posterior generalis non derogat legi priori speciali.

Con specifico riferimento al settore agricolo, i benefici riconosciuti dal citato D.Lgs. n. 375/1993 sono subordinati alla applicazione dei “contratti collettivi nazionali di categoria, ovvero dei contratti collettivi territoriali ivi previsti”. In relazione a tale disposizione non può tuttavia non incidere anche la successiva L. n. 296/2006, la quale individua quali contratti collettivi applicare, ossia quelli “stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Tale elemento, sebbene successivo alla legislazione del 1993 e di carattere generale, appare di assoluto rilievo dal momento che introduce nell’ordinamento il principio secondo cui solo i datori di lavoro che garantiscono quelle tutele minime previste dalla contrattazione collettiva in questione sono “meritevoli” di godere di benefici “normativi e contributivi”.
Ciò premesso il Ministero del lavoro ha concluso che una valutazione complessiva del quadro ordinamentale impone di interpretare la disposizione del 1993 nel senso che la contrattazione ivi richiamata è quella promanante dalle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Assicurazione amministratore unico

L’amministratore unico che sia socio della società che gestisce e che svolge un’attività manuale protetta, si trova anch’egli in posizione di “dipendenza funzionale” rispetto alla società da esso amministrata. In tal caso l’obbligo assicurativo sussiste a prescindere dal fatto che l’attività lavorativa sia prestata in forma subordinata o meno.

L’Inail chiarisce che l’amministratore unico di una società addetto a prestazioni amministrative è soggetto all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, sotto il profilo del requisito soggettivo, dato che egli è socio della medesima società comunque denominata, costituita od esercitata. L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali infatti estende la tutela assicurativa in favore dei soci che svolgono un’attività lavorativa, manuale o non manuale in favore della società medesima con carattere di abitualità, professionalità e sistematicità (cfr. Nota Inail 16 febbraio 2015).
Questo particolare tipo di rapporto viene solitamente qualificato dalla giurisprudenza come “dipendenza funzionale”, ma non richiede che tra i soci esercenti attività manuale in favore della società e la società medesima intercorra un rapporto di subordinazione vero e proprio, identificandosi nel particolare rapporto di collaborazione tecnica fra il socio e la società di appartenenza, finalizzato al conseguimento di un fine produttivo di beni o servizi con gli strumenti da questa forniti.

Non rileva, a questo scopo, né la natura, di capitali o di persone, della società in favore della quale l’attività viene svolta, né che i soci, per l’attività manuale prestata, ricevano un compenso, essendo questo già costituito dalla partecipazione agli utili. In tal senso, non rileva l’osservazione che l’amministratore unico, in virtù dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, sarebbe escluso da un rapporto di dipendenza funzionale e dunque dall’obbligo assicurativo Inail.
Infatti l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni non tutela solo il lavoratore subordinato, poiché, nel caso dell’amministratore unico di società, ciò significherebbe condizionare l’operatività del sistema assicurativo a un dato formale costituito dal fatto di rivestire una determinata qualifica, mentre, per consolidato insegnamento giurisprudenziale, deve aversi riguardo alla mansione esercitata e non alla qualifica rivestita.
In conclusione, l’amministratore unico che sia socio della società che gestisce e che svolge un’attività manuale protetta, si trova anch’egli in posizione di “dipendenza funzionale” rispetto alla società da esso amministrata, beninteso quando svolge manualmente una delle attività protette ai sensi dell’art. 1 del d.p.r. 1124/65, necessarie al raggiungimento dello scopo sociale, in conformità alle direttive della società e all’interno dell’organizzazione sociale. L’obbligo assicurativo per tale soggetto sussiste a prescindere dal fatto che l’attività lavorativa sia prestata in forma subordinata o meno, coerentemente con l’indirizzo seguito dalla Corte di Cassazione.

Lavoratori agricoli, dal 10 marzo l’invio dell’istanza per l’esonero

Dalle ore 10.00 del giorno 10 marzo 2015, sarà disponibile, per le aziende agricole, il modulo telematico per la presentazione dell’istanza di accesso al beneficio dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015.

Con riferimento ai rapporti di lavoro instaurati dai datori di lavoro con gli operai del settore agricolo, sarà disponibile, dal 10 marzo, il modulo telematico “ASSUNZIONE OTI 2015”, all’interno del “Cassetto previdenziale aziende agricole”, sezione “Comunicazioni bidirezionale – Invio Comunicazione”, composto di due distinte sezioni.
Con la prima, l’utente richiederà la prenotazione delle somme a titolo di esonero contributivo per l’assunzione. In tale fase, nella sezione “DATI LAVORATORE DA ASSUMERE”, sarà obbligatorio indicare il codice fiscale del lavoratore e la categoria “OTI”; dopo aver confermato i dati inseriti, la domanda risulterà in stato “INSERITA”.
Entro tre giorni dall’invio dell’istanza, l’Inps verificherà la disponibilità delle risorse ed esclusivamente in modalità telematica, comunicherà che è stato prenotato in favore del datore di lavoro richiedente l’importo del beneficio per il lavoratore indicato nell’istanza preliminare. In tal caso, la domanda passerà nello stato di “PRENOTATA” e contestualmente, nel campo “NOTE”, sarà indicata la data entro la quale il datore di lavoro dovrà inserire i dati relativi all’assunzione (data assunzione – codice Unilav), che potrà essere anche già stata effettuata alla data di presentazione della domanda di prenotazione dei fondi.
La comunicazione andrà effettuata, a pena di decadenza, entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, compilando la seconda sezione del modulo. Il completamento dei dati andrà eseguito in “modifica” della domanda stessa; al termine di questa operazione, lo stato sarà “CONFERMATA”.
L’Inps, mediante i propri sistemi informativi centrali, effettuerà i necessari controlli in ordine al possesso dei requisiti di legge per il diritto all’esonero e provvederà ad attribuire un esito positivo o negativo, visualizzabile dall’utente. In caso di esito positivo, la domanda passerà allo stato di “ACCETTATA” e sarà rilasciato il codice di autorizzazione “E5” corrispondente all’incentivo richiesto.

Per i lavoratori svantaggiati delle cooperative sociali niente contributo al Fondo residuale solidarietà

Non dovuto il contributo al Fondo residuale di solidarietà per i lavoratori svantaggiati di cooperative sociali di tipo B)

Come noto, per i settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali comunque superiori ai quindici dipendenti, non coperti da trattamento di integrazione salariale, per i quali non siano stipulati accordi collettivi volti all’attivazione di un fondo di solidarietà, è istituito un fondo di solidarietà residuale presso l’INPS. Il suddetto Fondo ha dunque lo scopo di tutelare il reddito dei lavoratori dipendenti nei casi di riduzione e sospensione dell’attività lavorativa, ed è finanziato da un contributo ordinario pari allo 0,50% delle retribuzioni mensili imponibili ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, nonché da un contributo addizionale a carico del solo datore di lavoro. Ai predetti contributi di finanziamento si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.
Ciò premesso, le cooperative sociali di tipo B) beneficiano di un regime speciale per i lavoratori svantaggiati, per i quali le aliquote complessive della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale, con l’eccezione delle persone detenute o internate, sono ridotte a zero. Ma la disposizione speciale sancisce un azzeramento delle aliquote complessive e non uno sgravio o una riduzione contributiva. Dunque, non può ritenersi rilevante nel caso in esame la disposizione normativa che non consente di applicare al contributo di finanziamento del fondo di solidarietà residuale gli sgravi contributivi. In sostanza, nell’ambito delle cooperative sociali di tipo B), non è dovuto il versamento del contributo ordinario dello 0,50% sulla retribuzione corrisposta ai lavoratori svantaggiati, fermo restando il diritto di accesso alla prestazione garantita dal Fondo residuale.

Aliquote contributive per il 2015 per i datori di lavoro agricoli

Per l’anno 2015, l’aliquota contributiva dovuta al FPLD (Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti) dai datori di lavoro agricolo, che impiegano operai a tempo indeterminato e a tempo determinato ed assimilati, è fissata nella misura complessiva del 28,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.

Per l’anno 2015, l’aliquota contributiva per la generalità delle aziende agricole è, dunque, fissata nella misura complessiva del 28,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.
L’aliquota contributiva dovuta al FPLD dalle aziende singole o associate di trasformazione o manipolazione di prodotti agricoli zootecnici e di lavorazione di prodotti alimentari con processi produttivi di tipo industriale ha raggiunto, nell’anno 2011, il limite complessivo del 32%, cui si è aggiunto l’aumento di 0,30 punti percentuali previsto dall’articolo 1, comma 769, della Legge n. 296/2006.
Di conseguenza, anche per l’anno 2015, l’aliquota contributiva di tale settore resta fissata nella misura del 32,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.
Nulla è variato sulle aliquote INAIL. Pertanto, i contributi per l’assistenza infortuni sul lavoro sono fissati nelle seguenti misure:
– Assistenza Infortuni sul Lavoro, 10,1250;
– Addizionale Infortuni sul Lavoro, 3,1185.
Nessuna novità per quanto attiene alle agevolazioni di cui trattasi. In base alla previsione di cui all’articolo 1, comma 45, della Legge di stabilità 2011, sono infatti a regime le misure già in essere fino a luglio 2010.

TerritoriMisura agevolazione D.L.Dovuto
Non svantaggiati (ex fiscalizzato Nord)100%
Montani75%25%
Svantaggiati68%32%

L’agevolazione non trova applicazione sul contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della Legge 21 dicembre 1978, n. 845, versato dai datori di lavoro unitamente alla contribuzione a copertura dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI).