Benefici contributivi in agricoltura: disposizioni di carattere speciale e generale

I datori di lavoro del settore agricolo possono fruire dei benefici contributivi se vengono rispettate le regole dettate dalla legge, di carattere generale, n. 296/2006. La risposta del Ministero del lavoro giunge in seguito alla richiesta di chiarimenti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei CdL in merito alle agevolazioni contributive (ex art. 20, co. 2, D.Lgs. n. 375/1993) riconosciute ai datori di lavoro agricolo che applicano i contratti collettivi nazionali di categoria (Interpello n. 8/2015).

In particolare dubbi sorgono in ordine al diritto a tali benefici in base a quanto prevede l’art. 1, commi 1175 e 1176, della L. n. 296/2006, secondo il quale “a decorrere dal 1° luglio 2007 i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale“.
Il quesito posto dai CdL attiene pertanto alla definizione del rapporto tra le disposizioni richiamate – la prima di carattere speciale e riferita al settore dell’agricoltura (ex art. 20, co. 2, D.Lgs. n. 375/1993) e la seconda a carattere generale – ed alla applicazione del principio lex posterior generalis non derogat legi priori speciali.

Con specifico riferimento al settore agricolo, i benefici riconosciuti dal citato D.Lgs. n. 375/1993 sono subordinati alla applicazione dei “contratti collettivi nazionali di categoria, ovvero dei contratti collettivi territoriali ivi previsti”. In relazione a tale disposizione non può tuttavia non incidere anche la successiva L. n. 296/2006, la quale individua quali contratti collettivi applicare, ossia quelli “stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Tale elemento, sebbene successivo alla legislazione del 1993 e di carattere generale, appare di assoluto rilievo dal momento che introduce nell’ordinamento il principio secondo cui solo i datori di lavoro che garantiscono quelle tutele minime previste dalla contrattazione collettiva in questione sono “meritevoli” di godere di benefici “normativi e contributivi”.
Ciò premesso il Ministero del lavoro ha concluso che una valutazione complessiva del quadro ordinamentale impone di interpretare la disposizione del 1993 nel senso che la contrattazione ivi richiamata è quella promanante dalle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Assicurazione amministratore unico

L’amministratore unico che sia socio della società che gestisce e che svolge un’attività manuale protetta, si trova anch’egli in posizione di “dipendenza funzionale” rispetto alla società da esso amministrata. In tal caso l’obbligo assicurativo sussiste a prescindere dal fatto che l’attività lavorativa sia prestata in forma subordinata o meno.

L’Inail chiarisce che l’amministratore unico di una società addetto a prestazioni amministrative è soggetto all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, sotto il profilo del requisito soggettivo, dato che egli è socio della medesima società comunque denominata, costituita od esercitata. L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali infatti estende la tutela assicurativa in favore dei soci che svolgono un’attività lavorativa, manuale o non manuale in favore della società medesima con carattere di abitualità, professionalità e sistematicità (cfr. Nota Inail 16 febbraio 2015).
Questo particolare tipo di rapporto viene solitamente qualificato dalla giurisprudenza come “dipendenza funzionale”, ma non richiede che tra i soci esercenti attività manuale in favore della società e la società medesima intercorra un rapporto di subordinazione vero e proprio, identificandosi nel particolare rapporto di collaborazione tecnica fra il socio e la società di appartenenza, finalizzato al conseguimento di un fine produttivo di beni o servizi con gli strumenti da questa forniti.

Non rileva, a questo scopo, né la natura, di capitali o di persone, della società in favore della quale l’attività viene svolta, né che i soci, per l’attività manuale prestata, ricevano un compenso, essendo questo già costituito dalla partecipazione agli utili. In tal senso, non rileva l’osservazione che l’amministratore unico, in virtù dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, sarebbe escluso da un rapporto di dipendenza funzionale e dunque dall’obbligo assicurativo Inail.
Infatti l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni non tutela solo il lavoratore subordinato, poiché, nel caso dell’amministratore unico di società, ciò significherebbe condizionare l’operatività del sistema assicurativo a un dato formale costituito dal fatto di rivestire una determinata qualifica, mentre, per consolidato insegnamento giurisprudenziale, deve aversi riguardo alla mansione esercitata e non alla qualifica rivestita.
In conclusione, l’amministratore unico che sia socio della società che gestisce e che svolge un’attività manuale protetta, si trova anch’egli in posizione di “dipendenza funzionale” rispetto alla società da esso amministrata, beninteso quando svolge manualmente una delle attività protette ai sensi dell’art. 1 del d.p.r. 1124/65, necessarie al raggiungimento dello scopo sociale, in conformità alle direttive della società e all’interno dell’organizzazione sociale. L’obbligo assicurativo per tale soggetto sussiste a prescindere dal fatto che l’attività lavorativa sia prestata in forma subordinata o meno, coerentemente con l’indirizzo seguito dalla Corte di Cassazione.

Lavoratori agricoli, dal 10 marzo l’invio dell’istanza per l’esonero

Dalle ore 10.00 del giorno 10 marzo 2015, sarà disponibile, per le aziende agricole, il modulo telematico per la presentazione dell’istanza di accesso al beneficio dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015.

Con riferimento ai rapporti di lavoro instaurati dai datori di lavoro con gli operai del settore agricolo, sarà disponibile, dal 10 marzo, il modulo telematico “ASSUNZIONE OTI 2015”, all’interno del “Cassetto previdenziale aziende agricole”, sezione “Comunicazioni bidirezionale – Invio Comunicazione”, composto di due distinte sezioni.
Con la prima, l’utente richiederà la prenotazione delle somme a titolo di esonero contributivo per l’assunzione. In tale fase, nella sezione “DATI LAVORATORE DA ASSUMERE”, sarà obbligatorio indicare il codice fiscale del lavoratore e la categoria “OTI”; dopo aver confermato i dati inseriti, la domanda risulterà in stato “INSERITA”.
Entro tre giorni dall’invio dell’istanza, l’Inps verificherà la disponibilità delle risorse ed esclusivamente in modalità telematica, comunicherà che è stato prenotato in favore del datore di lavoro richiedente l’importo del beneficio per il lavoratore indicato nell’istanza preliminare. In tal caso, la domanda passerà nello stato di “PRENOTATA” e contestualmente, nel campo “NOTE”, sarà indicata la data entro la quale il datore di lavoro dovrà inserire i dati relativi all’assunzione (data assunzione – codice Unilav), che potrà essere anche già stata effettuata alla data di presentazione della domanda di prenotazione dei fondi.
La comunicazione andrà effettuata, a pena di decadenza, entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, compilando la seconda sezione del modulo. Il completamento dei dati andrà eseguito in “modifica” della domanda stessa; al termine di questa operazione, lo stato sarà “CONFERMATA”.
L’Inps, mediante i propri sistemi informativi centrali, effettuerà i necessari controlli in ordine al possesso dei requisiti di legge per il diritto all’esonero e provvederà ad attribuire un esito positivo o negativo, visualizzabile dall’utente. In caso di esito positivo, la domanda passerà allo stato di “ACCETTATA” e sarà rilasciato il codice di autorizzazione “E5” corrispondente all’incentivo richiesto.

Per i lavoratori svantaggiati delle cooperative sociali niente contributo al Fondo residuale solidarietà

Non dovuto il contributo al Fondo residuale di solidarietà per i lavoratori svantaggiati di cooperative sociali di tipo B)

Come noto, per i settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali comunque superiori ai quindici dipendenti, non coperti da trattamento di integrazione salariale, per i quali non siano stipulati accordi collettivi volti all’attivazione di un fondo di solidarietà, è istituito un fondo di solidarietà residuale presso l’INPS. Il suddetto Fondo ha dunque lo scopo di tutelare il reddito dei lavoratori dipendenti nei casi di riduzione e sospensione dell’attività lavorativa, ed è finanziato da un contributo ordinario pari allo 0,50% delle retribuzioni mensili imponibili ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, nonché da un contributo addizionale a carico del solo datore di lavoro. Ai predetti contributi di finanziamento si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.
Ciò premesso, le cooperative sociali di tipo B) beneficiano di un regime speciale per i lavoratori svantaggiati, per i quali le aliquote complessive della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale, con l’eccezione delle persone detenute o internate, sono ridotte a zero. Ma la disposizione speciale sancisce un azzeramento delle aliquote complessive e non uno sgravio o una riduzione contributiva. Dunque, non può ritenersi rilevante nel caso in esame la disposizione normativa che non consente di applicare al contributo di finanziamento del fondo di solidarietà residuale gli sgravi contributivi. In sostanza, nell’ambito delle cooperative sociali di tipo B), non è dovuto il versamento del contributo ordinario dello 0,50% sulla retribuzione corrisposta ai lavoratori svantaggiati, fermo restando il diritto di accesso alla prestazione garantita dal Fondo residuale.

Aliquote contributive per il 2015 per i datori di lavoro agricoli

Per l’anno 2015, l’aliquota contributiva dovuta al FPLD (Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti) dai datori di lavoro agricolo, che impiegano operai a tempo indeterminato e a tempo determinato ed assimilati, è fissata nella misura complessiva del 28,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.

Per l’anno 2015, l’aliquota contributiva per la generalità delle aziende agricole è, dunque, fissata nella misura complessiva del 28,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.
L’aliquota contributiva dovuta al FPLD dalle aziende singole o associate di trasformazione o manipolazione di prodotti agricoli zootecnici e di lavorazione di prodotti alimentari con processi produttivi di tipo industriale ha raggiunto, nell’anno 2011, il limite complessivo del 32%, cui si è aggiunto l’aumento di 0,30 punti percentuali previsto dall’articolo 1, comma 769, della Legge n. 296/2006.
Di conseguenza, anche per l’anno 2015, l’aliquota contributiva di tale settore resta fissata nella misura del 32,30%, di cui 8,84% a carico del lavoratore.
Nulla è variato sulle aliquote INAIL. Pertanto, i contributi per l’assistenza infortuni sul lavoro sono fissati nelle seguenti misure:
– Assistenza Infortuni sul Lavoro, 10,1250;
– Addizionale Infortuni sul Lavoro, 3,1185.
Nessuna novità per quanto attiene alle agevolazioni di cui trattasi. In base alla previsione di cui all’articolo 1, comma 45, della Legge di stabilità 2011, sono infatti a regime le misure già in essere fino a luglio 2010.

TerritoriMisura agevolazione D.L.Dovuto
Non svantaggiati (ex fiscalizzato Nord)100%
Montani75%25%
Svantaggiati68%32%

L’agevolazione non trova applicazione sul contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della Legge 21 dicembre 1978, n. 845, versato dai datori di lavoro unitamente alla contribuzione a copertura dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI).

INPGI, da marzo l’aliquota aggiuntiva del Fondo Integrativo Contrattuale “Ex Fissa”

L’Inpgi comunica l’istituzione di un’aliquota aggiuntiva per il ripianamento del finanziamento al Fondo “ex fissa”

Con accordo del 24 giugno 2014, le parti sociali FIEG e FNSI sono intervenute nella disciplina della forma previdenziale integrativa gestita dall’INPGI, concordando di procedere al suo superamento e prevedendo un regime transitorio per le prestazioni a carico del Fondo. Altresì, al fine di fronteggiare le correnti difficoltà di gestione del Fondo durante tale fase transitoria, le parti sociali hanno chiesto l’erogazione di un finanziamento da parte dell’INPGI. Dal canto suo, quest’ultimo ha accettato la richiesta e previsto che a decorrere dal mese successivo all’approvazione della delibera da parte dei Ministeri vigilanti, le aziende i cui contratti prevedono il versamento del contributo al Fondo integrativo contrattuale “ex fissa” (esclusa la RAI Radiotelevisione Italiana Spa), integrino la contribuzione dovuta al predetto Fondo con un ulteriore aliquota. Orbene, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ha approvato la delibera INPGI, per cui a decorrere dal 1° marzo 2015, i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze giornalisti professionisti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dagli artt. 1, 2 e 12 del CNLG integreranno la contribuzione al Fondo integrativo contrattuale “ex fissa” con una ulteriore aliquota dello 0,35% delle retribuzioni imponibili. Tale contribuzione aggiuntiva sarà assoggettata al contributo di solidarietà ad esclusivo carico dei datori di lavoro nella misura del 10%. Il contributo aggiuntivo dovrà essere versato mediante modello F24/accise o F24 EP utilizzando i seguenti codici tributo:

Codice TributoDescrizione
F24/acciseFA01Addizionale Fondo Integrativo
F24/acciseFA02Addizionale Fondo Integrativo periodi pregressi
F24 EPFA01Addizionale Fondo Integrativo
F24 EPFA02Addizionale Fondo Integrativo periodi pregressi

Per tale contribuzione aggiuntiva trovano applicazione le norme in materia di sanzioni civili in caso di omesso o ritardato pagamento, al pari delle altre contribuzioni obbligatorie.

Esonero contributivo L. 190/2014, le istruzioni Inps per la fruizione

Facendo seguito ai chiarimenti circa le condizioni di la spettanza dell’esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, l’Inps fornisce ora ai datori di lavoro le istruzioni operative per la richiesta e la fruizione dell’esonero medesimo.

I datori di lavoro aventi titolo all’esonero contributivo devono inoltrare all’Inps, prima della trasmissione della denuncia contributiva del primo mese in cui si intende esporre l’esonero medesimo, la richiesta di attribuzione del codice di autorizzazione “6Y”. Detta richiesta va effettuata avvalendosi della funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo oggetto la denominazione “esonero contributivo triennale legge n. 190/2014”, utilizzando la seguente locuzione: “Richiedo l’attribuzione del codice di autorizzazione 6Y ai fini della fruizione dell’esonero contributivo introdotto dalla legge n. 190/2014, art. 1, commi 118 e seguenti, come da circolare n. 17/2015”. La Sede territorialmente competente attribuirà il predetto codice alla posizione contributiva interessata, con validità dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2018, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo Cassetto previdenziale.
Per quanto concerne poi le modalità di esposizione dei dati relativi nel flusso UniEmens, i datori di lavoro valorizzano, secondo le consuete modalità, l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della sezione <DenunciaIndividuale>; in particolare, nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la contribuzione piena calcolata sull’imponibile previdenziale del mese. Per esporre, invece, il beneficio spettante, all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <Incentivo>, occorre inserire:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “TRIE”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente, fino al limite della soglia massima mensile pari a € 671,66 (€ 8.060,00/12);
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’esonero contributivo relativo all’esonero dei mesi di competenza di gennaio e/o febbraio 2015. La valorizzazione del predetto elemento, tuttavia, può essere effettuata esclusivamente nei flussi UniEmens di competenza di febbraio 2015, relativamente all’arretrato del precedente mese di gennaio, o di marzo 2015, relativamente all’arretrato dei precedenti mesi di gennaio e/o febbraio.
Ovviamente, i dati così esposti nell’UniEmens saranno poi riportati, a cura dell’Inps, nel DM2013 “VIRTUALE” (con il codice “L444”, o il codice “L445” per gli arretrati gennaio/febbraio 2015).
Nel caso, poi, in cui debbano restituire importi non spettanti, i datori di lavoro valorizzano all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <AltreADebito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <CausaleADebito> va inserito il codice causale “M304”;
– nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da restituire.
Infine, i datori di lavoro che hanno fruito del beneficio e che hanno sospeso o cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’incentivo spettante, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig).
Le istruzioni di cui sopra non valgono, naturalmente, per i datori di lavoro agricoli in relazione all’assunzione di OTI, per i quali invece occorre inoltrare all’Inps specifica istanza, esclusivamente in via telematica, accedendo al modello di comunicazione “ASSUNZIONE OTI 2015” disponibile all’interno del “Cassetto previdenziale aziende agricole”_ sezione “Comunicazioni bidirezionale – Invio Comunicazione” (del rilascio del modulo verrà dato apposito avviso sul sito internet dell’Inps).

Datori di lavoro dello spettacolo, nuove modalità di compilazione dell’F24

Le nuove modalità di compilazione del modello F24 per il versamento della contribuzione previdenziale dovuta per i soggetti iscritti al FPLS ed al FPSP, valide a far data dal periodo di competenza gennaio 2015

Come noto, in relazione al completamento del processo di integrazione dell’assicurazione IVS dei lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (gestioni ex Enpals), l’Inps, allo scopo di agevolare l’assolvimento degli obblighi contributivi da parte dei datori di lavoro, ha integrato nella sezione PosContributiva del flusso Uniemens, dedicato alle aziende con dipendenti, gli elementi informativi di natura retributiva e contributiva dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS) e al Fondo pensioni sportivi professionisti (FPSP). Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2015, i datori di lavoro del settore dichiarano, nell’ambito della medesima sezione, sia gli elementi informativi utili per il corretto calcolo delle contribuzioni minori, sia quelli relativi al calcolo della contribuzione IVS.
Orbene, contestualmente, a decorrere dal periodo di competenza gennaio 2015, in scadenza al 16 febbraio 2015, i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione complessiva relativa ai soggetti iscritti al FPLS e FPSP, devono utilizzare la “Sezione INPS” del modello F24 e compilare i seguenti campi, anche laddove operino in qualità di committenti:
a) Codice sede: indicare il codice numerico (4 caratteri) della sede INPS competente, reperibile nella “tabella codici sede INPS” pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
b) Causale contributo:
– DM10: versamento di contributi correnti. Tale codice tributo può essere utilizzato sia per il versamento di contributi a debito che per fruire di importi a credito compensati;
– DMRA: versamento di contributi e oneri accessori notificati con note di rettifica attive. Il codice tributo deve essere utilizzato solo per il versamento di contributi a debito;
– RC01: versamento di contributi e oneri accessori effettuati dopo la scadenza ordinaria del versamento, a seguito di regolarizzazione spontanea ovvero di diffida da parte dell’Ufficio. Il codice tributo deve essere utilizzato solo per il versamento di contributi a debito;
– DMDD: versamento di rate di dilazioni concesse dall’Istituto; il codice tributo deve essere utilizzato solo per il versamento di contributi a debito;
c) Matricola INPS: matricola INPS utilizzata dai datori di lavoro dello spettacolo e dello sport;
d) Periodo di riferimento da/a: periodo di competenza della contribuzione versata (pari o superiore a gennaio 2015);
c) Importi a debito versati: importo dei contributi comprensivo di eventuali somme aggiuntive versate;
e) Importi a credito compensati: importo del credito contributivo che si utilizza in compensazione (solo per la causale DM10).

Artigiani e commercianti: la contribuzione Inps per l’anno 2015 (1/2)

I massimali e le aliquote di contribuzione per i lavoratori iscritti alle gestioni pensionistiche degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, per l’anno 2015

Con effetto dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni autonome gestite dall’INPS sono incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti, annualmente, fino a raggiungere il livello del 24%. Per i coadiuvanti e i coadiutori di età inferiore a ventuno anni, rimane ferma l’applicazione dell’agevolazione consistente nella riduzione dell’aliquota contributiva in misura pari a 3 punti percentuali, fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni. Per i soli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, all’aliquota di finanziamento va sommato lo 0,09%, a titolo di aliquota aggiuntiva, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. L’obbligo di versamento di tale contributo è stato infatti prorogato fino al 31 dicembre 2018.

Aliquota di contribuzione IVS sul minimale di redditoArtigianiCommercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni22,65%22,74%
coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni19,65%19,74%

Per l’anno 2015, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto è pari ad € 15.548,00. Il minimale di reddito ed il relativo contributo annuo devono essere riferiti al reddito attribuito ad ogni singolo soggetto operante nell’impresa. Inoltre, dagli iscritti di entrambe le gestioni è dovuto un contributo per le prestazioni di maternità stabilito nella misura di € 0,62 mensili.

Contributi fissi o entro il minimaleArtigianiCommercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni3.529,06

(di cui 7,44 maternità)

3.543,05

(di cui 7,44 maternità)

coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni3.062,62

(di cui 7,44 maternità)

3.076,61

(di cui 7,44 maternità)

Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” è rapportato a mese.

ArtigianiCommercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni294,09

(di cui 0,62 maternità)

295,25

(di cui 0,62 maternità)

coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni255,22

(di cui 0,62 maternità)

256,38

(di cui 0,62 maternità)

Artigiani e commercianti: la contribuzione Inps per l’anno 2015 (2/2)

I massimali e le aliquote di contribuzione per i lavoratori iscritti alle gestioni pensionistiche degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, per l’anno 2015

…Il contributo per l’anno 2015 per la quota eccedente il predetto minimale di € 15.548,00 annui è dovuto provvisoriamente sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2014, in base alle medesime aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile (pari, per il corrente anno, all’importo di € 46.123,00). Per i redditi superiori, va considerato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale.

Aliquote di contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimalescaglione di redditoArtigianiCommercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 annifino a 46.123,0022,65%22,74%
da 46.123,0023,65%23,74%
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 annifino a 46.123,0019,65%19,74%
da 46.123,0020,65%20,74%

In ogni caso, in presenza di un reddito d’impresa superiore al limite di retribuzione annua pensionabile, la quota di reddito eccedente tale limite viene presa in considerazione, ai fini del versamento dei contributi previdenziali, fino a concorrenza di un importo pari a 2/3 del limite stesso. Per l’anno 2015, pertanto, il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari a € 76.872,00 (€ 46.123,00 + € 30.749,00).
Ovviamente, i predetti limiti individuali riguardano esclusivamente i soggetti iscritti alla gestione con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996 o che possono far valere anzianità contributiva a tale data. Viceversa, per i lavoratori privi di anzianità contributiva alla predetta data, iscritti con decorrenza 1° gennaio 1996 o successiva, il massimale annuo è pari, per il 2015, ad € 100.324,00: tale massimale non è frazionabile in ragione mensile.
Infine, si rammenta che il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti è calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini Irpef (non soltanto su quello derivante dall’attività che dà titolo all’iscrizione nella gestione di appartenenza) ed è rapportato ai redditi d’impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell’anno 2015, ai redditi 2015, da denunciare al fisco nel 2016).
Nello specifico, le quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito vanno versate entro le scadenze del 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2015 e 16 febbraio 2016; in riferimento, invece, ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, il primo acconto 2015, il secondo acconto 2015 e l’eventuale saldo, sono da corrispondere entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.