Sgravio contributivo contrattazione 2° livello per l’anno 2013: possibile il conguaglio da ottobre (2/2)

Come di consueto, terminata la fase di valutazione delle istanze presentate, l’Inps ha provveduto a comunicare ad aziende ed intermediari l’avvenuta ammissione ed ha illustrato le modalità operative che i datori di lavoro devono osservare per la fruizione del beneficio contributivo

…Le aziende autorizzate allo sgravio contributivo per l’anno 2013 che, nelle more del provvedimento di ammissione, abbiano sospeso o cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’incentivo, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig). Tuttavia, nella medesima fattispecie, i datori di lavoro/committenti con obbligo di versamento della contribuzione IVS alla gestione ex Enpals, al pari di quelli iscritti alla gestione Dipendenti Pubblici, devono richiedere il rimborso delle somme loro spettanti presentando apposita istanza alla competente sede territoriale dell’Inps gestione ex Enpals ovvero gestione Dipendenti Pubblici.
Al di fuori di tale ipotesi, i datori di lavoro iscritti all’Inps gestione Dipendenti Pubblici, aventi natura giuridica di “impresa privata”, per il solo personale che ha mantenuto l’iscrizione originaria ad una delle gestioni ex Inpdap, devono effettuare il recupero di quanto spettante con il flusso Uniemens (ListaPosPA).
Quanto, invece, al beneficio contributivo relativo alle erogazioni corrisposte ai lavoratori iscritti ai Fondi pensioni della gestione ex Enpals, le imprese ammesse ne possono fruire operando una compensazione, mediante un minor versamento dei contributi obbligatori, entro i limiti autorizzati, da effettuarsi su una o più mensilità, purché entro il giorno 16 gennaio 2015. A tal fine l’Istituto, provvederà a contattare i datori di lavoro ammessi al fine di reperire le informazioni necessarie a definire le modalità di conguaglio della contribuzione versata in eccesso. La compensazione, da effettuarsi mediante i modelli di pagamento F24/I24, dovrà riportare l’indicazione della competenza dei mesi che hanno generato il credito ed i relativi importi compensati.
Infine, per i lavoratori per i quali i datori di lavoro assolvono all’Inps le “contribuzioni minori”, lo sgravio deve essere operato sulla posizione contributiva in essere presso l’Istituto, limitatamente alla quota spettante sulle medesime contribuzioni.

INPGI, da settembre il contributo per ammortizzatori sociali è elevato all’1,60%

L’incremento dell’aliquota per il finanziamento degli ammortizzatori sociali e le istruzioni operative per la regolarizzazione del pregresso.

Il progressivo acuirsi dello stato di crisi del settore dell’editoria ha determinato uno squilibrio sull’andamento della spesa per ammortizzatori sociali, con una crescita esponenziale delle prestazioni temporanee, soprattutto per applicazione di contratti di solidarietà e della CIGS.
Pertanto, a decorrere dal periodo di paga di settembre 2014 e fino al 31 dicembre 2016, tutte le imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani e periodici, nonchè le agenzie di stampa a diffusione nazionale, sono tenute al versamento del contributo per ammortizzatori sociali elevato fino alla misura dell’1,60% della retribuzione imponibile di ogni giornalista dipendente (di cui 1,50% a carico del datore di lavoro e 0,10% a carico del giornalista).
La regolarizzazione contributiva del periodo di paga di settembre 2014, per il quale è già scaduto il termine di pagamento, può essere effettuata senza l’aggravio di somme aggiuntive entro il 16 dicembre 2014. A tal fine, i datori di lavoro devono quantificare gli importi dovuti e procedere al versamento dei relativi importi mediante F24-accise, utilizzando il codice tributo “C004” ed indicando il mese di riferimento “09/2014”.
Le denunce contributive già pervenute alla data del 31 ottobre 2014, sono rielaborate d’ufficio dall’INPGI e non devono essere nuovamente prodotte.

Garanzia Giovani, l’Inps spiega il bonus occupazione (1/2)

Primi chiarimenti in merito alle condizioni di fruibilità dell’incentivo connesso all’assunzione di giovani aderenti al “Programma Operativo Nazionale per l’attuazione della Iniziativa Europea per l’Occupazione dei Giovani”, e le indicazioni operative per l’invio dell’istanza di prenotazione dell’incentivo.

Come noto, possono rientrare nel “Programma Garanzia Giovani” i soggetti di età compresa tra i 16 e i 29 anni, inoccupati o disoccupati, non inseriti in un percorso di studio o formazione e che abbiano assolto al diritto dovere di istruzione e formazione, se minorenni. Il giovane interessato deve redigere ed inviare in modalità telematica, attraverso il portale “www.garanziagiovani.gov.it” o i portali delle Regioni interessate, un modulo di adesione. A questo punto, il Centro per l’Impiego, o un soggetto privato accreditato a svolgere servizi inerenti il mercato del lavoro, contatta il giovane per concordare, mediante colloqui individuali, le iniziative da svolgere in suo favore e, soprattutto, gli attribuisce un “indice di profilazione”, il quale rappresenta, sulla base delle informazioni fornite, il grado di difficoltà del giovane nella ricerca di un’occupazione. Il requisito dell’età si intende posseduto se, il giorno della registrazione al “Programma”, il giovane non ha ancora compiuto il 30° anno di età.
Orbene, ai datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumano giovani registrati al “Programma”, spetta un incentivo nei limiti delle disponibilità finanziarie stanziate dalle singole Regioni, in relazione alla sede di lavoro per la quale viene effettuata l’assunzione e indipendentemente dalla residenza del giovane.

RegioneLimite di spesaTipologia contratto incentivato
Abruzzo4.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Basilicata627.180,00Tutte le tipologie di contratto
Calabria10.790.413,26Tutte le tipologie di contratto
Emilia Romagna7.417.948,40Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Friuli Venezia Giulia2.500.000,00Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Lazio35.700.000,00Tutte le tipologie di contratto
Liguria2.779.000,00Tutte le tipologie di contratto
Lombardia52.393.780,00Tutte le tipologie di contratto
Marche3.200.000,00Tutte le tipologie di contratto
Molise200.000,00Tutte le tipologie di contratto
Prov. Autonoma Trento783.500,00Tutte le tipologie di contratto
Puglia28.454.459,00Contratti a tempo indeterminato,

anche a scopo di somministrazione

Sardegna12.209.063,00Tutte le tipologie di contratto
Sicilia10.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Toscana9.000.000,00Tutte le tipologie di contratto
Umbria3.700.000,00Tutte le tipologie di contratto
Veneto5.000.000,00Tutte le tipologie di contratto

Il beneficio, dunque, può competere per le assunzioni a tempo indeterminato ovvero, per le Regioni che lo hanno previsto, anche a tempo determinato di durata iniziale pari o superiore a 6 mesi. L’orario di lavoro può anche essere parziale, purché almeno pari al 60% di quello normale. In ogni caso, deve trattarsi di rapporti instaurati nei predetti ambiti territoriali, dalla data del 2 ottobre 2014 e fino al 30 giugno 2017.
L’incentivo può essere riconosciuto ai datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che siano o meno imprenditori. Dal lato del lavoratore, l’incentivo è spettante per un solo rapporto, nel senso che una volta concesso, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni, né per proroghe dello stesso rapporto né per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro. Tuttavia, in deroga a quanto indicato, è possibile rilasciare una seconda autorizzazione per lo stesso lavoratore:
– nelle ipotesi di trasformazione a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, di un precedente rapporto a termine, per il quale sia stato già stato autorizzato l’incentivo. In tale ipotesi, è necessario che la sede di lavoro, anche se mutata, rimanga nell’ambito territoriale della Regione o della Provincia autonoma in cui si è svolto il rapporto a tempo determinato;
– in favore del datore di lavoro che assuma a tempo indeterminato il lavoratore precedentemente utilizzato mediante somministrazione già agevolata. La deroga opera se la somministrazione si sia svolta nell’ambito di un rapporto di lavoro a termine e a condizione che l’assunzione a tempo indeterminato sia effettuata senza soluzione di continuità rispetto alla somministrazione.
L’ammissibilità e l’importo dell’incentivo sono determinati dalla classe di profilazione attribuita al giovane e dal contratto di lavoro concluso.

1° bassa2° media3° alta4° molto alta
Tempo determinato di durata compresa tra 6 e 12 mesi001.5002.000
Tempo determinato di durata è pari o superiore a 12 mesi003.0004.000
Tempo indeterminato1.5003.0004.5006.000

In caso di rapporto a tempo parziale, gli importi sono proporzionalmente ridotti: l’importo spettante, cioè, si ottiene moltiplicando l’importo pieno per la percentuale che indica l’orario parziale rispetto a quello normale. (…)

Garanzia Giovani, l’Inps spiega il bonus occupazione (2/2)

Primi chiarimenti in merito alle condizioni di fruibilità dell’incentivo connesso all’assunzione di giovani aderenti al “Programma Operativo Nazionale per l’attuazione della Iniziativa Europea per l’Occupazione dei Giovani” e le indicazioni operative per l’invio dell’istanza di prenotazione dell’incentivo.

(…) Fermo restando che anche l’incentivo in parola è subordinato al rispetto dei principi generali in tema di assunzioni agevolate (sussistenza della regolarità contributiva, osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro, rispetto degli accordi e contratti collettivi, dei principi stabiliti dalla Riforma Fornero e dei limiti d’intensità aiuti “de minimis”), lo stesso non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, siano essi di natura economica o contributiva.
Il procedimento di ammissione richiede che il datore di lavoro inoltri all’Inps una domanda preliminare che riporti l’indicazione del lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione ovvero la trasformazione, nonchè la regione e la provincia di esecuzione della prestazione lavorativa.
La domanda deve essere inoltrata avvalendosi esclusivamente del modulo di istanza on-line “GAGI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Servizi on line”, “Per tipologia di utente”, “Aziende, consulenti e professionisti”, “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”. Il modulo sarà reso disponibile entro qualche giorno e ne verrà dato avviso con specifico messaggio pubblicato sul sito internet dell’Inps.
Entro il giorno successivo, l’Istituto consulta gli archivi elettronici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di conoscere se il giovane per cui si chiede l’incentivo sia registrato al “Programma Garanzia Giovani” e quale sia la sua classe di profilazione. Quindi, determina l’importo dell’incentivo spettante e verifica la disponibilità della risorse, in relazione alla Regione o Provincia autonoma di pertinenza; in caso di disponibilità, comunica che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo, tramite l’applicazione “DiResCo”. Entro 7 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro, per accedere all’incentivo, se ancora non lo ha fatto, deve provvedere all’assunzione ovvero alla trasformazione. Entro 14 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro ha poi l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione o trasformazione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore, mediante l’apposita funzionalità che sarà resa disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo”.. Infine, l’Inps effettua alcuni controlli circa i requisiti di spettanza dell’incentivo e attribuisce un esito positivo o negativo all’istanza definitiva di ammissione al beneficio; l’esito è visualizzabile all’interno del Cassetto previdenziale.
Nel caso in cui il datore di lavoro sia ancora sprovvisto di matricola aziendale, deve farne richiesta in tempo utile alla sede Inps competente, attraverso la presentazione della domanda d’iscrizione; l’interessato, in deroga alla prassi consueta, deve indicare come inizio attività con dipendenti una data fittizia corrispondente alla data di presentazione della domanda di iscrizione. Contestualmente, il medesimo deve inviare una comunicazione alla Sede competente per segnalare che ha appena inoltrato una domanda di iscrizione esclusivamente ai fini dell’incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani”; per tale comunicazione l’interessato può avvalersi della funzionalità contatti del “Cassetto previdenziale aziende”, oppure inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica della Sede. All’atto dell’avvenuta assunzione del dipendente beneficiario degli incentivi, il datore di lavoro deve darne immediata comunicazione alla Sede per consentire la riattivazione della posizione aziendale precedentemente sospesa e la modifica della data di inizio attività, che deve coincidere con quella dell’effettiva assunzione.

Contratti di solidarietà: istruzioni sulle riduzioni contributive

Il Ministero del lavoro ha illustrato le modalità di applicazione della concessione delle riduzioni contributive e di presentazione della relativa domanda per i contratti di solidarietà stipulati ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge n. 726/1984.

Il Decreto del 7 luglio 2014 n. 83312 prevede una riduzione contributiva in favore delle imprese che stipulano contratti di solidarietà difensiva, a far data dal 21 marzo 2014 – data di entrata in vigore del decreto-legge del 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n. 78 – o alla medesima data hanno già in corso tali contratti e abbiano individuato strumenti volti a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo.
La riduzione contributiva è riconosciuta per periodi non anteriori alla citata data, per l’intera durata del contratto di solidarietà, con un limite massimo di ventiquattro mesi, nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.
La domanda avente ad oggetto lo sgravio contributivo si riferisce al periodo previsto nell’accordo, comunque non superiore a dodici mesi. Le domande pervenute saranno ammesse con riserva all’approssimarsi del raggiungimento del limite di spesa annuo.

L’impresa presenta la domanda di riduzione contributiva – specifica il Ministero con corcolare n. 23/2014 – indicando il codice pratica relativo all’istanza di integrazione salariale per contratto di solidarietà presentata con la procedura denominata CIGS online, unitamente al contratto di solidarietà ed alla documentazione nella quale sono individuati gli strumenti, attraverso la modulistica e le modalità operative indicate nella pagina internet www.lavoro.gov.it percorso Lavoro/Ammortizzatori sociali/Contratti di solidarietà. Contestualmente la domanda dovrà, inoltre, essere inoltrata all’INPS.
Per quanto concerne la tempistica, l’istanza deve essere presentata entro trenta giorni successivi alla stipula del contratto di solidarietà o, per i contratti già in essere, entro il 26 ottobre 2014.
Ricevuta la comunicazione, da parte dell’INPS, della quantificazione dell’onere connesso allo sgravio contributivo, nonché della disponibilità delle risorse, la Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione adotta il relativo provvedimento concessivo, per un periodo non superiore a dodici mesi, dandone immediata comunicazione all’INPS.

Riesame delle indennità di disoccupazione agricola on line

Nella procedura di “Liquidazione Domande Disoccupazione Agricola” è stata resa disponibile la funzionalità per la presentazione telematica delle istanze di riesame.Tale funzione telematica è consentita, per il momento, esclusivamente agli Enti di Patronato e solo in modalità on-line.

L’accesso a tale procedura da parte dell’operatore di patronato avviene con le stesse modalità utilizzate per la presentazione delle domande relative alla prima liquidazione, per cui dal sito www.inps.it, una volta effettuata l’autenticazione e selezionato dal menù “Servizi” la funzione “DisoccupazioneAgricola”, l’operatore ha a disposizione, oltre alle opzioni già in uso, anche la nuova opzione “Presentazione Riesami”. In via transitoria, la presentazione cartacea di tali istanze sarà ancora consentita fino al 31 dicembre 2014.

Attraverso l’opzione “Presentazione”, inserendo il codice fiscale e l’anno della prestazione o, in alternativa, il codice pratica, si potrà avviare la richiesta di riesame per disoccupazione e/o assegno al nucleo familiare specificandone i motivi.
Al termine dell’acquisizione, l’operatore di patronato avrà la possibilità di salvare e stampare la ricevuta della domanda di riesame a conferma dell’avvenuta presentazione. Nel caso in cui, invece, vengano acquisiti dati errati o incongruenti l’invio del riesame è inibito e il motivo di scarto viene immediatamente segnalato all’operatore di patronato.

L’operatore Inps viene allertato della presenza di riesami inviati da parte di uno o più patronati mediante specifico messaggio.
La procedura di “Liquidazione Domande Disoccupazione Agricola” è stata implementata anche con la possibilità di emettere in modo automatico la comunicazione dell’esito nel caso in cui l’istanza di riesame sia stata scartata dal calcolo con motivazione “Riesame uguale al precedente” (cfr. Messaggio Inps 30 settembre 2014 n. 7334).

Nuovi preavvisi di DURC interno negativo

Le note di rettifica relative al Durc negativo, per i mesi da dicembre 2013 a maggio 2014, sono state rinviate al 15 ottobre 2014.

Nello specifico, precedentemente, era stato previsto che le note di rettifica ancora da notificare sarebbero state spedite il 15 settembre 2014. Tuttavia, in considerazione del recente rilascio della nuova funzionalità “Gestione Variazioni” – all’interno della procedura “Gestione Contributiva” – che consente alle Sedi di ottimizzare la gestione di una serie di note di rettifica, l’Inps comunica che la data di notifica è rinviata al 15 ottobre 2014. In vista del nuovo termine, le sedi sono invitate a intensificare l’attività di gestione delle note per individuare e definire i casi in cui gli addebiti contributivi contenuti nelle rettifiche debbano essere modificati o azzerati.
In data 15 ottobre verranno notificate anche le note di rettifica recanti gli addebiti con la causale “art. 1, comma 1175, della legge 296 del 2006”; si tratta delle note di rettifica emesse per mancato riconoscimento dei benefici contributivi conseguenti alla formazione del Durc interno negativo; in considerazione della circostanza che il preavviso di Durc interno negativo (poi consolidatosi in Durc negativo) ha riguardato i benefici di competenza fino a maggio 2014, non verranno notificate – anche se presenti all’interno del Cassetto previdenziale aziende – eventuali note di rettifica “art. 1 …” relative a mesi successivi a maggio 2014.

Con riferimento agli addebiti contributivi per il mancato rinnovo dei benefici della piccola mobilità, invece, la data di spedizione delle note di rettifica recanti tali addebiti è rinviata alla terza decade di novembre 2014.

Chiarimenti Inps sulle domande ASpI in sostituzione di precedenti domande mini-ASpI

Qualora l’assicurato abbia presentato domanda di indennità mini ASpI e successivamente si sia accorto di possedere i requisiti per l’indennità ASpI, può ottenere il riconoscimento di tale indennità solo se presenta la domanda nei termini previsti dalla legge di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Nella suddetta ipotesi, la nuova prestazione ASpI richiesta ed accolta decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
L’importo già erogato a titolo di indennità mini-ASpI verrà portato in detrazione a carico della nuova prestazione ASpI.

Non è invece possibile riconoscere al lavoratore – che aveva già presentato domanda di indennità mini-ASpI – la indennità ASpI qualora la relativa domanda sia stata presentata dopo il termine legislativamente previsto di due mesi e otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Cassa integrazione guadagni e mobilità in deroga, istruzioni ministeriali

Si forniscono istruzioni sui criteri per la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e mobilità in deroga alla normativa vigente (D.M. n. 83473 del 1° agosto 2014).

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN DEROGA

Possono accedere al trattamento di integrazione salariale in deroga i lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di una anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data d’inizio del periodo d’intervento.
Relativamente all’anno 2014, le prestazioni possano essere concesse ai lavoratori subordinati che siano in possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 8 mesi (anziché 12) alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga.
Tale trattamento può essere richiesto solo dai soggetti giuridici qualificati come imprese.
Il trattamento può essere erogato ai lavoratori che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva:
– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili al l’imprenditore o ai lavoratori;
– situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
– crisi aziendali;
– ristrutturazione o riorganizzazione.
Il trattamento non può essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.

La domande di accesso al trattamento di integrazione salariale in deroga deve essere presentata dall’azienda in via telematica all’Inps e alla Regione entro il termine di 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, è prevista la decurtazione del trattamento, in quanto il trattamento di CIG in deroga, in caso di decorso del termine di decadenza di cui sopra, sarà concesso dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.
Nelle more del rilascio della procedura telematica da parte dell’Istituto di previdenza, per la presentazione della domanda da parte delle aziende, fermo restando il termine di presentazione dell’istanza, si considerano validamente presentate le istanze trasmesse secondo le procedure e le modalità disciplinate da ciascuna Regione e P.A.

MOBILITÀ IN DEROGA

Possono accedere ai trattamenti di mobilità in deroga, anche per l’anno 2014, i lavoratori che abbiano i requisiti dì anzianità aziendale richiesti (art. 16, co. 1, L. 23 luglio 1991, n. 223).
La concessione dei suddetti trattamenti è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente. In mancanza dei requisiti previsti (art. 2 della L. n. 92/2012), ai fini del riconoscimento dell’indennità ASpI, al lavoratore che sia comunque in possesso del requisito contributivo è liquidato il trattamento di Mini ASpI. In tale ipotesi, quindi, è da escludersi l’accesso ai trattamenti di mobilità in deroga.
Le istanze di mobilità in deroga vanno presentate dai lavoratori interessati all’Inps, a pena di decadenza, entro il termine di 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla data di scadenza del periodo di prestazione precedentemente fruito o, se successiva, dalla data in cui è stato emesso il provvedimento di concessione della prestazione da parte della Regione o P.A. ovvero dalla data del decreto interministeriale (n. 83473/2014), nel caso di imprese plurilocalizzate.

Lavoratrici residenti in aree svantaggiate, dal 1° luglio assunzioni senza incentivo

Per le assunzioni operate a decorrere dal 1° luglio 2014, non è possibile riconoscere i benefici previsti nel caso di lavoratrici residenti in “aree svantaggiate”.

Come noto, tra le innumerevoli novità, la Riforma Fornero ha anche previsto incentivi per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di donne di qualsiasi età residenti nelle cd. aree svantaggiate, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ovunque residenti ma prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi. Con successivi provvedimenti di prassi, poi, l’Inps ha ulteriormente illustrato il beneficio e fornito importanti precisazioni. In particolare, l’Istituto ha chiarito che l’incentivo in parola spetta, altresì, per:
– proroghe del rapporto a termine;
– trasformazioni a tempo indeterminato di precedente rapporto agevolato a termine;
– assunzioni a tempo indeterminato;
– assunzioni a scopo di somministrazione;
– rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.
In secondo luogo, l’Inps ha specificato i requisiti delle lavoratrici per le quali è possibile fruire del beneficio, tra cui le donne di qualsiasi età anagrafica prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in Regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali europei della UE, come stabilito nella Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese. Orbene, proprio in riferimento a tale ultimo aspetto, l’Inps evidenzia che la Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese, ha validità sino al 30 giugno 2014, sicchè non essendo intervenuto il rinnovo della Carta, a decorrere dal 1° luglio 2014 non è possibile riconoscere i benefici previsti per l’assunzione di tale categoria di lavoratrici.
Rimane comunque ferma la possibilità di effettuare assunzioni agevolate per le ulteriori categorie agevolate previste dalla normativa:
– donne di qualsiasi età anagrafica prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in relazione ad una professione o un settore economico caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna e individuati con apposito decreto ministeriale;
– donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.