E’ attivo dal 1° gennaio 2015 il piano sanitario di “FASIE” per il settore Vetro Industria

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa – FASIE – per i dipendenti delle aziende dell’Industria Vetro e Lampade, al quale hanno aderito le Parti Datoriali e le OO.SS. di settore con accordo del 4/7/2014, comunica che sarà operativo dall’1/1/2015.

Al Fondo FASIE hanno aderito, con accordo del 4/7/2014, l’ASSOVETRO, Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, a beneficio di tutte le Aziende rientranti nella sfera di applicabilità del CCNL per le Aziende industriali che producono e trasformano articoli in vetro, comprese le Aziende che producono lampade e display.
Con propria circolare, il Fondo FASIE ha comunicato che dall’1/1/2015, potranno aderire i lavoratori del settore e i relativi nuclei familiari.
Per quanto riguarda la “composizione del nucleo familiare”, vi rientrano: il coniuge, anche legalmente separato o divorziato con diritto all’assegno familiare; i figli a carico.
Per figli a carico si intende: i figli minorenni; i figli di età inferiore a 21 anni che frequentino una scuola media superiore o altro corso di studi assimilabili; i figli di età inferiore a 26 anni che frequentino l’università o altro corso di studi assimilabile alla durata del corso legale; i figli senza alcun limite di età, che si trovino per grave infermità nell’assoluta permanente impossibilità di svolgere un proficuo lavoro.
Inoltre possono iscriversi purchè conviventi: i genitori; i fratelli del dipendente e del coniuge; i figli di età superiore a 26 anni; il/la convivente more uxorio.

In sede di sottoscrizione del Piano Sanitario, o anche successivamente, potranno essere inseriti contemporaneamente tutti i componenti aventi diritto, ad esclusione dei familiari che risultino già beneficiari di un’autonoma copertura assicurativa malattia, sia su base individuale che collettiva.
Come previsto nell’accordo del 4/7/2014, la contribuzione ammonta ad euro 16,00 su base mensile, per 12 mensilità, interamente destinata alla copertura delle prestazioni di assistenza sanitaria, salvo la quota destinata a coprire i costi di gestione. Essa è così ripartita:

– 8,00 euro a carico del lavoratore aderente;
– 8,00 euro a carico dell’Azienda che lo impiega.

Pertanto, i contributi annui previsti sono i seguenti:

Nucleo familiare (importi pro capite)Euro
Dipendente192,00
Coniuge192,00
1° Figlio170,00
2° Figlio150,00
3° Figlio150,00
4° Figlio150,00
Dal 5° Figlio140,00

Chiaramente, per quanto riguarda il contributo del dipendente, 96,00 Euro sono a carico dell’Azienda.

Pubblicato il Testo unico del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione

 

 

 

A seguito della stesura definitiva del CCNL Trasporto Merci sottoscritta il 3/7/2014, in applicazione dell’accordo di rinnovo dell’1/8/2013, è stato pubblicato il Testo Unico, che tra l’altro, ha modificato le disposizioni relative al contratto a termine.

E’ stato pubblicato il testo a stampa del CCNL Logistica, trasporto merci e spedizione 1 agosto 2013, che disciplina il rapporto di lavoro del personale dipendente dalle imprese di spedizione, anche se denominate transitarie e doganali, dalle aziende esercenti l’autotra-sporto di merce su strada per conto di terzi, dalle imprese di servizi logistici e ausiliari del trasporto, dalle imprese di trasporto combinato, dalle imprese svolgenti l’attività di commercio elettronico, dalle agenzie aeree e pubblici mediatori marittimi che esercitano tale attività promiscuamente a quella di spedizione, dalle aziende di magazzini generali, dai terminal, dai depositi, dai centri di distribuzione e centri intermodali per conto terzi, dalle aziende produttrici di energia refrigerante, dalle aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione, operanti singolarmente oppure all’interno di infrastrutture interportuali, autoportuali, portuali ed aeroportuali, con la sola esclusione delle imprese destinatarie del CCNL dei lavoratori dei porti.
Un lavoro utile che dà una struttura ordinata e omogenea alle numerose norme che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni.
Il Testo unico è stato sottoscritto da:

– AITE, AITI, ASSOESPRESSI, ASSOLOGISTICA, FEDESPEDI, FEDIT, FISI, TRASPORTOUNITO FIAP, assistite dalla CONFETRA;
– ANITA, FAI, FEDERTRASLOCHI, FEDERLOGISTICA, FIAP, UNITAI, assistite dalla CONFTRASPORTO;
– CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CASARTIGIANI, CLAAI
e
– FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.

Il nuovo articolato contrattuale, nel rispetto dell’ultimo accordo di rinnovo del 1/8/2013, ha decorrenza dall’1/1/2013 e scade il 31/12/2015 ed è strutturato nel seguente modo: una parte generale e una speciale, suddivisa in più sezioni così intitolate:

– Sezione prima – CCNL trasporto merci
– Sezione seconda – CCNL Assologistica
– Sezione Terza – Cooperazione
– Sezione Quarta – Artigiana

Nella sistemazione delle disposizioni contrattuali, le parti hanno rivisto l’articolo relativo al Contratto a tempo determinato (Art. 55 del Testo unico) in conformità a quanto previsto dalla Legge n. 99 del 2013 sulla successione di più contratti del genere.
Pertanto, modificando la disposizione prevista dall’accordo di rinnovo dell’1/8/2013, le parti convengono che l’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 10 giorni (in precedenza 20) in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni (in precedenza 30) nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine indicate. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

Approvato alla Camera, il Jobs act torna al Senato

La Camera ha approvato il Jobs act, senza far ricorso al voto di fiducia, modificando in alcuni passaggi il testo del Senato. La modifica più rilevante è quella riguardante l’articolo 18 St. lav. Il provvedimento torna ora a Palazzo Madama per il via libera definitivo.

Si ripercorrono di seguito le disposizioni principali del disegno di legge di delega al Governo n. 1428-B in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, con uno sguardo alle modifiche più significative intervenute in sede di approvazione alla Camera.

Cominciando dagli ammortizzatori sociali, tra le deleghe al Governo, si ricorderà: il perseguimento dell’obiettivo di garantire tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale, di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato dei lavoro. In particolare, con riferimento agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro, l’azione del Governo deve ispirarsi alla semplificazione delle procedure burocratiche, alla necessità di regolare l’accesso alla Cig solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro tramite Cds, riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell’utilizzo effettivo degli ammortizzatori. Riguardo, invece, alla disoccupazione involontaria, gli indirizzi sono:
– la rimodulazione dell’ASpI, con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata degli stessi alla storia contributiva del lavoratore;
– l’universalizzazione del campo di applicazione ASpI ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, “fino al suo superamento” specifica il testo approvato alla Camera (è previsto infatti uno sfoltimento delle tipologie contrattuali esistenti ed in particolare la cancellazione dei contratti a progetto) e con l’esclusione di amministratori e sindaci;
– l’introduzione, dopo la fruizione dell’ASpI, di una ulteriore prestazione, limitata ai lavoratori in disoccupazione involontaria che presentino valori ridotti dell’ISEE.

Il maxiemendamento sul disegno di legge delega Jobs Act ha disposto, come accennato, l’adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di tale delega, è prevista la razionalizzazione degli incentivi all’assunzione esistenti, di quelli per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità (si precisa, anche nella forma dell’acquisizione delle imprese in crisi da parte dei dipendenti) nonché l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro, alla quale verranno attribuite competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e AspI. Principi di politica attiva si introdurranno anche in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro, avendo cura di valorizzarne le competenze (aggiunge il testo della Camera).
Allo scopo di valorizzare il sistema informativo per la gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate, viene, inoltre, disposta l’istituzione di un fascicolo elettronico unico contenente le informazioni relative ai percorsi educativi e formativi, ai periodi lavorativi, alla fruizione di provvidenze pubbliche ed ai versamenti contributivi.
La delega al Governo prevede, altresì, interventi di razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro nonché in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, mediante la semplificazione o l’abrogazione di norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi. Nell’ambito di tale semplificazione, è prevista la revisione del regime delle sanzioni, tenendo conto dell’eventuale natura formale della violazione; la revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo del cittadino nonché l’individuazione di modalità che consentano di rafforzare il sistema di trasmissione telematica delle comunicazioni connesse alla gestione e cessazione del rapporto di lavoro in via telematica; la predisposizione di modalità semplificate anche per garantire data certa nonché l’autenticità della manifestazione di volontà del lavoratore o della lavoratrice (aggiunge la Camera) in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso del lavoratore e della lavoratrice.

Allo scopo di rafforzare le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonché di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale, il Governo è inoltre delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro, uno o più decreti legislativi, ispirati alle seguenti indicazioni. Il contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti sarà la forma comune di contratto di lavoro, bisognerà quindi renderlo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto – soprattutto rispetto al contratto a termine oramai liberalizzato – incentivandolo attraverso le successive norme attuative.
Tra le modifiche più significative intervenute sul testo così come uscito dal Senato, quelle che riguardano l’articolo 18. E’ stato infatti approvato un emendamento che esclude la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici e la prevede per i licenziamenti discriminatori e per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari. Per i licenziamenti economici è previsto solo un indennizzo crescente al crescere dell’anzianità.

Bisognerà rivedere anche la disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e considerando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore.
Al fine di valutare la coerenza delle forme contrattuali esistenti con il contesto produttivo, in materia di voucher, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, l’intenzione è di prevedere la possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati, con contestuale rideterminazione contributiva di cui all’articolo 72, comma 4, del citato decreto.
Per garantire adeguato sostegno alle cure parentali e tutelare tutte le categorie di donne lavoratrici senza distinzioni fra forme di contratto, previsto infine un aggiornamento delle misure sulla maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e lavoro: incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell’orario lavorativo e l’impiego di premi di produttività, al fine di favorire la conciliazione tra l’esercizio delle responsabilità genitoriali e dell’assistenza alle persone non autosufficienti e l’attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro; integrazione dell’offerta di servizi per le cure parentali forniti dalle aziende e dai fondi o enti bilaterali nel sistema pubblico-privato dei servizi alla persona, nonché introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati.

Co.co.co. e indici di subordinazione

 

 

Il potere di indicazione che il collaboratore coordinato e continuativo eserciti eventualmente nei confronti di altri lavoratori, così come la continuità per un certo periodo di tempo della prestazione lavorativa, non costituisce, di per sé, una manifestazione della sua subordinazione al datore di lavoro (Cassazione, Sentenza n. 22690/2014).

Con ricorso al Pretore di Roma, un collaboratore coordinato e continuativo esponendo di avere prestato attività di lavoro subordinato alle dipendenze di una società per qualche anno con le mansioni di “capo del settore ingegneria civile” e di essere stato illegittimamente estromesso dal suo posto di lavoro, chiedeva di dichiarare l’illegittimità del licenziamento irrogatogli e ordinare la sua reintegra nel posto di lavoro con condanna al risarcimento dovutogli per legge. L’adito giudice rigettava il ricorso, ma la Corte di Appello di Roma, in riforma dell’impugnata sentenza, accettava le richieste del lavoratore, ordinando la sua reintegrazione nel posto di lavoro e condannando la società appellata al risarcimento del danno.
Avverso tale sentenza la società proponeva ricorso per cassazione. La Cassazione, con sentenza n. 1754/2003, riteneva che la Corte di merito avesse riconosciuto la subordinazione sulla base dei soli elementi cd. sussidiari, senza valutare in concreto l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, e senza attribuire alcun rilievo all’iniziale volontà delle parti (risultante dagli atti negoziali) di rifarsi ad “incarichi professionali” di natura autonoma. La Corte d’appello di L’Aquila, cui la causa venne rinviata, respingeva le domande del lavoratore, che ha poi proposto ricorso per cassazione affidato ad unico articolato motivo.

In proposito, la Suprema Corte, premesso che il giudizio di rinvio, per il suo carattere “chiuso”, è necessariamente vincolato all’osservanza del principio di diritto affermato dalla pronuncia rescindente e che in essa la Corte aveva affermato con chiarezza che il giudice di appello aveva considerato sussistente la subordinazione senza valutare l’esistenza, o meno, del requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato (ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo) ha ritenuto fondato il motivo di ricorso. La Cassazione ha ritenuto, traltro, che “il fatto che il lavoratore abbia un proprio staff, nei confronti del quale proponga assunzioni, promozioni, aumenti di stipendio e ferie, non esprime, di per sé, subordinazione, potendo essere anche attuazione di un rapporto di lavoro autonomo” (Cass. n. 15001/2000). L’emanazione di “direttive circa i costi e le spese”, nel riferimento esclusivo a siffatta materia, comprova – contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di Appello e sempre secondo la pronuncia rescindente – che il responsabile non era assoggettato al potere direttivo datoriale (se correttamente inteso circa il suo effettivo contenuto), ben potendo qualunque committente stabilire, di volta in volta, i “tetti” dei costi o delle spese al progettista (il quale, nell’ambito della sua autonoma prestazione, doveva ovviamente tenerne conto per rispettare criteri di economicità insiti a qualsiasi progetto di opera da realizzare concretamente). Né costituisce parametro valido per determinare la natura subordinata del rapporto la continuità per un certo periodo di tempo della prestazione lavorativa di progettista atteso che la continuità della prestazione coordinata e prevalentemente personale riconducibile alla natura del rapporto è svincolata dall’occasione in cui si manifesta la necessità dell’incarico professionale, assumendo rilevanza la causa dell’incarico stesso (Cass. n. 2120/2001).
La sentenza impugnata, in definitiva, non ha minimamente esaminato, come richiesto dalla pronuncia rescindente, le risultanze di causa, limitandosi a discettazioni generali sulla autonomia e subordinazione, ritenendo, senza una effettiva e specifica motivazione, che la posizione del dipendente fosse compatibile con un rapporto di lavoro subordinato.
Il ricorso dunque è stato accolto, la sentenza impugnata cassata, con rinvio, per l’ulteriore esame della controversia ed anche per le spese, alla Corte d’appello di Firenze.

Spetta all’INPS la riscossione dei contributi al Fondo FASDA

 

Con circolare n. 147/2014, l’INPS ha stipulato una convenzione con il Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei servizi Ambientali (FASDA) avente ad oggetto la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo stesso tramite il modello F24.

Le imprese che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro dei servizi ambientali, Federambiente e Fise Assoambiente, dovranno versare, eccezionalmente, una doppia quota di contribuzione ordinaria trimestrale per il complessivo ammontare di € 85,00. Tale contribuzione dovrà essere versata per ogni lavoratore dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato pieno o parziale, non in prova, compreso il personale apprendista.
Il mancato versamento da parte dell’impresa, di quanto dovuto al Fondo FASDA a titolo di contribuzione straordinaria e ordinaria, configura la piena responsabilità in capo alla stessa impresa nei confronti del lavoratore dipendente per la perdita delle prestazioni previdenziali/assistenziali erogate dal Fondo.
In data 29 settembre 2014, è stata siglata una convenzione, con validità triennale, tra l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ed il Fondo di Assistenza Sanitaria per i Dipendenti dei servizi Ambientali (FASDA) per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo.
Il versamento di tali contributi avverrà tramite il modello F24, utilizzando il codice causale “FASD” attribuito dall’Agenzia delle Entrate a seguito della richiesta inoltrata dall’INPS per conto di FASDA.
FASDA provvederà a comunicare ai datori di lavoro aderenti le modalità per la concreta attuazione delle procedure di versamento e, inoltre, porterà a conoscenza degli stessi che i dati relativi all’operazione saranno trattati dall’INPS per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e di quelle previste dalla convenzione per adesione.

Siglato il nuovo contratto per le Agenzie di assicurazione SNA

Sottoscritto il 10/11/2014, tra il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (SNA), la CPMI Italia – Confederazione Piccola Media Industria e Impresa Italiana e la FESICA-CONFSAL, la CONFSAL-FISALS, il nuovo contratto di lavoro per i dipendenti di agenzie di assicurazione in gestione libera, valido dall’8/11/2014 e al 7/11/2017.

Il nuovo contratto SNA stabilisce i seguenti minimi retributivi:

CategorieDall’1/12/2014
Quadro1.354,07
I Categoria Super1.354,07
I Categoria1.290,57
II Categoria1.186,02
III Categoria1.104,04

Apprendistato Professionalizzante
La durata del periodo di apprendistato è pari a:
– 60 mesi: I Categoria
– 54 mesi: II Categoria
– 48 mesi: III Categoria
Le retribuzioni, invece, sono fissate nelle seguenti misure:
– 85%: per la prima metà del periodo di apprendistato;
– 90%: per la seconda metà del periodo di apprendistato.

Contratti a termine
La percentuale dei lavoratori assunti a termine non potrà superare il limite del 30% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato presso l’unità produttiva.

Assistenza contrattuale e strumenti contrattuali
Ogni azienda è tenuta a corrispondere un contributo di assistenza contrattuale pari a € 16,00 (Sedici/00) per ogni dipendente in forza al momento della prima applicazione del presente.
Per quanto riguarda, invece, il funzionamento degli strumenti istituzionali è previsto che chiunque si avvalga del presente contratto è tenuto a corrispondere un contributo, che è determinato nella misura complessiva dello 1,25% per i primi due anni di applicazione, così ripartito:
– 0,25 %, a carico di tutti i lavoratori, compresi gli apprendisti, calcolato sulla retribuzione lorda mensile (per 14 mensilità);
– 1,00 %, a carico dei datori di lavoro, calcolato sulla retribuzione lorda mensile (per 14 mensilità) di tutti i lavoratori, compresi gli apprendisti.

Preavviso
In caso di risoluzione del rapporto a tempo indeterminato, escluso il caso di giusta causa, dovranno essere osservati i seguenti termini di preavviso:
– 15 giorni: per i lavoratori che, avendo superato il periodo di prova, non hanno compiuto un anno di servizio;
– 30 giorni per tutti gli altri lavoratori.

Periodo di prova
L’eventuale periodo di prova non potrà superare i sei mesi di effettivo servizio.

Classificazione del personale
Viene introdotta la figura dell’impiegato incaricato dell’intermediazione assicurativa anche all’esterno dell’agenzia e vengono stati eliminati gli avanzamenti di categoria legati al possesso di titoli di studio.

Rinnovato l’accordo per i dipendenti delle assicurazioni Unapass

Siglato, il 20/11/2014, tra l’ANAPA, l’UNAPASS, e la FIBA-CISL, la FISAC-CGIL, la FNA, la UILCA l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti delle Agenzie di Assicurazione in gestione libera, valido per il triennio 2012 – 2015.

Le nuove retribuzioni contrattuali con relative decorrenze sono indicate nelle tabelle che seguono:

Tabella 2012

Prec. class. quadroC.U.1.a cat.2.a cat.3.a cat.3.a cat.
Nuovi liv.retr. 
stipendio mensile 1.747,691.526,331.411,461.287,171.205,441.177,77
biennio1.784,741.558,681.441,381.314,461.231,001.202,74
biennio1.821,801.591,041.471,311.341,751.256,551.227,71
biennio1.858,851.623,401.501,231.369,031.282,111.252,68
biennio1.895,901.655,761.531,151.396,321.307,661.277,65
biennio1.932,951.688,121.561,081.423,611.333,221.302,62
biennio1.970,001.720,471.591,001.450,901.358,771.327,59
biennio2.007,051.752,831.620,921.478,191.384,331.352,56
biennio2.044,101.785,191.650,841.505,471.409,881.377,52
10°biennio2.081,151.817,551.680,771.532,761.435,441.402,49
biennio2.118,201.849,911.710,691.560,051.460,991.427,46
12°biennio2.155,261.882,271.740,611.587,341.486,551.452,43
13°biennio2.192,311.914,621.770,541.614,631.512,101.477,40
14°biennio2.229,361.946,981.800,461.641,911.537,661.502,37
15°biennio2.266,411.979,341.830,381.669,201.563,211.527,34
ogni scatto 37,0532,3629,9227,2925,5624,97

Tabella 2013

Prec. class. quadroC.U.1.a cat.2.a cat.3.a cat.3.a cat.
Nuovi liv.retr. 
stipendio mensile1.768,671.544,641.428,401.302,621.219,911.191,91
biennio1.806,161.577,391.458,681.330,231.245,771.217,18
biennio1.843,661.610,131.488,961.357,851.271,631.242,44
biennio1.881,151.642,881.519,241.385,461.297,491.267,71
biennio1.918,651.675,631.549,531.413,081.323,351.292,98
biennio1.956,141.708,371.579,811.440,691.349,221.318,25
biennio1.993,641.741,121.610,091.468,311.375,081.343,52
biennio2.031,141.773,871.640,371.495,921.400,941.368,79
biennio2.068,631.806,611.670,651.523,541.426,801.394,05
10°biennio2.106,131.839,361.700,941.551,161.452,661.419,32
11°biennio2.143,621.872,111.731,221.578,771.478,531.444,59
12°biennio2.181,121.904,851.761,501.606,391.504,391.469,86
13°biennio2.218,611.937,601.791,781.634,001.530,251.495,13
14°biennio2.256,111.970,351.822,061.661,621.556,111.520,40
15°biennio2.293,612.003,091.852,351.689,231.581,971.545,67
ogni scatto37,5032,7530,2827,6225,8625,27

Tabella 2014

Prec. class. quadroC.U.1.a cat.2.a cat.3.a cat.3.a cat.
Nuovi liv.retr. 
stipendio mensile 1.786,351.560,091.442,681.315,641.232,101.203,83
biennio1.824,221.593,161.473,271.343,531.258,221.229,35
biennio1.862,091.626,241.503,851.371,431.284,351.254,87
biennio1.899,961.659,311.534,441.399,321.310,471.280,39
biennio1.937,841.692,381.565,021.427,211.336,591.305,91
biennio1.975,711.725,461.595,611.455,101.362,711.331,43
biennio2.013,581.758,531.626,191.482,991.388,831.356,95
biennio2.051,451.791,611.656,781.510,881.414,951.382,47
biennio2.089,321.824,681.687,361.538,781.441,071.408,00
10°biennio2.127,191.857,751.717,951.566,671.467,191.433,52
11°biennio2.165,061.890,831.748,531.594,561.493,311.459,04
12°biennio2.202,931.923,901.779,121.622,451.519,431.484,56
13°biennio2.240,801.956,971.809,701.650,341.545,551.510,08
14°biennio2.278,671.990,051.840,291.678,231.571,671.535,60
15°biennio2.316,542.023,121.870,871.706,131.597,791.561,12
ogni scatto37,8733,0730,5827,8926,1225,52

Tabella 2015

Prec. class. quadroC.U.1.a cat.2.a cat.3.a cat.3.a cat.
Nuovi liv.retr. 
stipendio mensile1.809,581.580,371.461,441.332,751.248,121.219,48
biennio1.847,941.613,871.492,421.361,001.274,581.245,33
biennio1.886,301.647,381.523,401.389,251.301,041.271,18
biennio1.924,661.680,881.554,381.417,511.327,501.297,03
biennio1.963,031.714,381.585,371.445,761.353,961.322,89
biennio2.001,391.747,891.616,351.474,021.380,421.348,74
biennio2.039,751.781,391.647,331.502,271.406,881.374,59
biennio2.078,121.814,901.678,311.530,531.433,341.400,45
biennio2.116,481.848,401.709,301.558,781.459,801.426,30
10°biennio2.154,841.881,901.740,281.587,031.486,261.452,15
11°biennio2.193,211.915,411.771,261.615,291.512,721.478,01
12°biennio2.231,571.948,911.802,241.643,541.539,181.503,86
13°biennio2.269,931.982,421.833,231.671,801.565,641.529,71
14°biennio2.308,292.015,921.864,211.700,051.592,101.555,56
15°biennio2.346,662.049,421.895,191.728,301.618,561.581,42
ogni scatto38,3633,5030,9828,2526,4625,85

Ai lavoratori, in forza nel periodo dall’1/1/2009 al 31/12/2011, ai quali non fosse stato applicato il CCNL 2011, competono i seguenti importi a titolo di Una tantum:

Livello
5° (ex C.U.)4.660,00
4° (ex 1° cat.)3.272,00
3° (ex 2° cat.)2.716,00
2° (ex 3° cat.)2.093,00

Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente CCNL, ai quali non fosse stato applicato il CCNL 2011, verrà corrisposto, per gli anni 2012, 2013 e per il periodo dal 1/1/2014 al 30/6/2014, a fronte degli aumenti spettanti per il periodo sopra indicato, un importo una tantum pari ai seguenti valori:

Livello
5° (ex C.U.)4.535,00
4° (ex 1° cat.)3.494,00
3° (ex 2° cat.)3.083,00
2° (ex 3° cat.)2.486,00

Per lo stesso periodo, ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente CCNL, ai quali fosse stato applicato il CCNL 2011, verrà corrisposto, a fronte degli aumenti spettanti per il periodo sopra indicato, un importo Una Tantum, pari ai seguenti valori:

Livello
6° (quadro)1.414,00
1.251,00
1.179,00
1.088,00
1.011,00
1.004,00

Gli importi di cui sopra saranno corrisposti in un massimo di 15 rate mensili, decorrenti dall’1/11/2014, e fino al 31/12/2015, ciascuna di importo non inferiore ad € 100 cadauna.
Per il periodo dall’1/7/2014 al 31/10/2014 si darà luogo alla corresponsione delle relative retribuzioni arretrate.

Apprendistato professionalizzante
Le Parti stabiliscono che la disciplina dell’apprendistato non è applicabile ai datori di lavoro, che occupano più di 50 dipendenti, che, al momento in cui dovrebbe iniziare l’apprendistato, risultino non avere mantenuto in servizio almeno il 20 per cento dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia già venuto a scadere nei trentasei mesi precedenti.

Contratto a termine
Le assunzioni a termine saranno consentite, nei termini previsti dalle norme vigenti, ai datori di lavoro che non abbiano licenziato, per riduzione di personale, lavoratori o lavoratrici nei sei mesi precedenti e/o ove non siano in corso ammortizzatori sociali.

Sciolta la riserva sull’accordo per le aziende grafiche ed editoriali

Approvata dalle assemblee dei lavoratori, l’ipotesi di accordo sottoscritta il 16/10/2014, tra l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA INDUSTRIE GRAFICI TRASFORMATRICI, l’ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI, l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL, la UILCOM-UIL, per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle aziende grafiche ed affini e delle aziende editoriali anche multimediali del 30/5/2011.

L’intesa validadal 16/10/2014 al 31/12/2015, stabilisce i seguenti aumenti:

LivelliDall’1/1/2014Dall’1/5/2015
Q29,3236,65
AS29,1736,47
A24,6330,79
B1S23,7029,63
B123,0028,74
B221,5426,93
B320,0025,00
C118,4723,08
C216,3020,37
D114,7518,44
D213,4216,77
E11,7914,74

Seguono i minimi

LivelliDall’1/10/2014Dall’1/5/2015
Q1.808,871.845,51
AS1.800,131.836,60
A1.520,001.550,80
B1S 1.462,521.492,15
B11.418,871.447,61
B21.329,361.356,30
B31.234,041.259,04
C11.139,461.162,54
C21.005,581.025,95
D1910,25928,69
D2828,03844,80
E727,62742,36

Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data del 16/10/2014 verrà erogato l’importo lordo di euro 90,00 commisurato al periodo di servizio prestato dall’1/4/2013 al 16/10/2014, con le seguenti decorrenze:
– 30 euro con la retribuzione del mese di gennaio 2015;
– 30 euro con la retribuzione del mese di giugno 2015;
– 30 euro con la retribuzione di novembre 2015.

Apprendistato professionalizzante
La durata massima del contratto di apprendistato è così fissata:
– 24 mesi per le qualifiche il cui livello di attestazione finale è nel gruppo D;
– 36 mesi per le qualifiche il cui livello di attestazione finale è nei gruppi C, B, A e Q.
La retribuzione viene determinata dalle percentuali di seguito riportate:

Durata triennale
1° semestre70%
2° semestre75%
3° semestre80%
4° semestre85%
5° semestre90%
6° semestre95%
Durata biennale
1° quadrimestre70%
2° quadrimestre75%
3° quadrimestre80%
4° quadrimestre85%
5° quadrimestre90%
6° quadrimestre95%

Assistenza sanitaria
Per l’anno 2014 e a partire dal 2017, il contributo a favore del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa pari a 120 euro annui, sarà suddiviso tra azienda e lavoratore con le percentuali rispettivamente del 70% e del 30%.
Invece, le aziende che non versano il suddetto contributo dovranno erogare, a partire dall’1/1/2015, ai lavoratori una quota di retribuzione mensile pari a 25 Euro lordi per dodici mensilità.
Si ricorda, che per gli anni 2015 e 2016 saranno iscritti automaticamente al Fondo tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che non beneficino delle forme di assistenza sanitaria integrativa e che il contributo di 120 euro sarà integralmente a carico dell’azienda;

Contratto a tempo determinato
Il numero complessivo dei contratti a tempo determinato stipulati da ciascun datore di lavoro non potrà eccedere il limite del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, conteggiando tra questi i lavoratori part-time, i dirigenti a tempo indeterminato e gli apprendisti. Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.
Nell’ipotesi di assunzione di lavoratori che abbiano prestato per l’azienda entro i 12 mesi antecedenti l’assunzione, attività lavorativa con contratti a progetto, di lavoro autonomo con partite IVA e somministrati, si concorda che il limite previsto dalla normativa vigente dei 36 mesi quale durata massima, comprensiva di proroghe e rinnovi, per i contratti a tempo determinato tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore e per mansioni equivalenti è elevato di 24 mesi.
Quanto agli intervalli di tempo tra un contratto a termine e il successivo sono stabiliti i termini rispettivi di 5 e 10 giorni per i contratti con durata iniziale fino a 6 mesi e per i contratti con durata iniziale superiore a 6 mesi.
 

Contratto di somministrazione a tempo determinato

I limiti quantitativi della somministrazione a tempo determinato sono fissati nella misura del 25% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 31 dicembre dell’anno precedente. Il limite è da computarsi come media annua. In sede aziendale tale percentuale può essere elevata per rispondere a situazioni particolari.

Istruzioni ministeriali sulla concessione del contributo di solidarietà

Si forniscono ulteriori istruzioni sulla procedura di concessione ed erogazione del contributo di solidarietà di cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del Decreto Legge n. 148/1993 (conv. in L. n. 236/1993).

In particolare, l’istanza dell’impresa richiedente il contributo di solidarietà, in duplice copia, di cui una in bollo, deve essere presentata alla DTL competente, le quali vengono vagliate seguendo l’ordine cronologico di presentazione presso la DTL.
Ai fini del calcolo del contributo di solidarietà si fa riferimento alla retribuzione lorda “denunciata all’INPS”, relativa ai dodici mesi antecedenti al periodo interessato alla riduzione dell’orario di lavoro, con esclusione del compenso per prestazioni di lavoro straordinario. Ai fini del calcolo del contributo di solidarietà rientrano nella retribuzione lorda tutte quelle voci retributive caratterizzate dalla stabilità dell’erogazione.
La DTL competente deve effettuare non solo l’accertamento, con cadenza trimestrale, sull’effettiva riduzione dell’orario di lavoro svolto dai lavoratori interessati, con riferimento sia a quelli occupati presso la sede legale che a quelli operanti presso le diverse unità produttive decentrate, ma anche la verifica iniziale di legittimità della documentazione presentata dall’azienda in sede di proposizione dell’istanza nonché la verifica, tenendo conto degli indicatori economico- finanziari, delle cause del manifestarsi dell’eccedenza di personale, presupposto essenziale su cui si fonda la concessione del contributo.
Si precisa che, possono stipulare contratti di solidarietà e beneficiare del relativo contributo a carico del Fondo Sociale per l’Occupazione e la Formazione le imprese con oltre 15 dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 1 del Decreto Legge n. 726/1984 (conv. con modif. dalla L. n. 863/1984) e che abbiano avviato la procedura di mobilità laddove ne ricorrano i presupposti, o, qualora non ricorrano, che intendano procedere a licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo; le imprese non superiori ai 15 dipendenti, ma con almeno due dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione del suddetto articolo 1 del Decreto Legge n. 726/1989; le imprese alberghiere nonché le aziende termali pubbliche e private operanti nelle località termali, con almeno due dipendenti, che presentino gravi crisi occupazionali; le imprese artigiane, con almeno due dipendenti, a condizione che i lavoratori con orario ridotto percepiscano il compenso previsto a carico dei fondi bilaterali.
Come previsto per i trattamenti di integrazione salariale, anche i dipendenti interessati al contratto di solidarietà devono avere un’anzianità aziendale non inferiore a 90 giorni alla data dell’inizio del regime di solidarietà. Sarà cura delle DTL verificare tale anzianità e l’ingresso nel regime di solidarietà alla maturazione del novantunesimo giorno.
Tuttavia, l’anzianità aziendale può essere valutata con riferimento all’impresa cedente in caso di trasferimento di azienda, cumulando, cioè, i periodi prestati alle dipendenze delle due diverse imprese. Il medesimo criterio si applica anche in caso di successione di appalti.
La concessione del contributo di solidarietà viene disposta dalla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione nel limite delle disponibilità finanziarie per tale ammortizzatore sociale.

Aiuti di Stato alle imprese per attività di formazione continua

È stato adottato il Regolamento per la concessione di aiuti di Stato alle imprese per attività di formazione continua. Tali aiuti, erogati sotto forma di sovvenzione, sono ammessi per i progetti di formazione presentati dalle imprese aderenti ai Fondi, in forma singola o associata.

I beneficiari di tali aiuti alla formazione possono essere, in particolare, le imprese di ogni dimensione appartenenti a qualsiasi settore di attività, compresa la pesca, l’acquacultura nonché il settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
Ai fini del calcolo dell’aiuto sono ammissibili le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione, i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione, i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione e le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.
L’intensità di aiuto alla formazione non supera il 50% dei costi ammissibili, intensità che può essere aumentata fino a un’intensità massima del 70% dei costi ammissibili:
– di 10 punti percentuali se la formazione è destinata a lavoratori con disabilità o a lavoratori svantaggiati;
– di 10 punti percentuali per gli aiuti concessi alle medie imprese e di 20 punti percentuali per gli aiuti concessi alle piccole imprese.
Gli aiuti alla formazione possono essere cumulati con altri aiuti di Stato, anche in regime “de minimis”, purché le misure riguardino diversi costi ammissibili individuabili e se tale cumulo non porta al superamento dell’intensità di aiuto di cui all’articolo precedente ovvero con altri aiuti di Stato, in relazione agli stessi costi ammissibili – in tutto o in parte coincidenti – unicamente se tale cumulo non porta al superamento dell’intensità di aiuto di cui all’articolo precedente.
Tali aiuti possono essere concessi a condizione che le attività previste siano avviate successivamente alla presentazione della domanda.
Si precisa che, mon possono essere erogati aiuti ad imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.