Operativa la piattaforma per l’asseverazione della regolarità contributiva

On line dal 2 febbraio la piattaforma Asse.Co. attraverso la quale i consulenti potranno “asseverare” la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, semplificando gli adempimenti e promuovendo al tempo stesso la cultura della legalità.

In particolare, il Consulente del lavoro che vuole assumere il ruolo di “CdL Asseveratore” deve registrarsi ed accedere alla piattaforma http://asseco.consulentidellavoro.it per svolgere il corso di formazione on line, articolato in 3 moduli. Nel corso ed al termine di ciascun modulo sono proposte domande per la valutazione dell’esatta comprensione di procedure e funzioni dell’asseverazione. La risposta esatta alle domande proposte consentirà la prosecuzione nell’iter del modulo formativo.
Una volta concluso positivamente il percorso di formazione bisognerà caricare il certificato di partecipazione sulla piattaforma http://asseco.consulentidellavoro.it ed attendere che l’utenza sia abilitata come CdL Asseveratore da un operatore.
Accedendo alla piattaforma, la prima attività da porre in essere sarà la propria profilazione personale inserendo tutti i dati richiesti. Successivamente, il CdL Asseveratore potrà inserire le aziende che intende portare in asseverazione.

La piattaforma in parola sarà rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, su istanza volontaria del datore di lavoro, sulla base di due dichiarazioni di responsabilità: una del datore di lavoro sulla non commissione di illeciti nell’anno precedente l’istanza (lavoro minorile, tempi di lavoro, sicurezza sul lavoro, lavoro nero); l’altra del Consulente del Lavoro sulla sussistenza dei requisiti per il rilascio del Durc e sul rispetto della contrattazione collettiva. L’elenco delle aziende che otterranno l’asseverazione sarà pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e del Consiglio Nazione dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Lavoratori italiani all’estero: retribuzioni convenzionali per l’anno 2015

Si forniscono indicazioni operative in merito alle retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani all’estero in Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale, per l’anno 2015.

In particolare, le disposizioni delle Legge n. 398/1987 recante norme in materia di tutela dei lavoratori italiani operanti nei Paesi extra-comunitari e di rivalutazione delle pensioni erogate dai fondi speciali gestiti dall’INPS, si applicano non solo ai lavoratori italiani ma anche ai lavoratori cittadini degli altri Stati membri dell’UE e ai lavoratori extracomunitari, titolari di un regolare titolo di soggiorno e di un contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario.
Le retribuzioni convenzionali trovano applicazione, in via residuale, anche nei confronti dei lavoratori operanti in Paesi convenzionati limitatamente alle assicurazioni non contemplate dagli accordi di sicurezza sociale.
Per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, laddove per “retribuzione nazionale” deve intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo tra le parti”, con esclusione dell’indennità estero.
L’importo così calcolato deve poi essere diviso per dodici e, raffrontando il risultato del calcolo con le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia retributiva da prendere a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi.
I valori convenzionali individuati possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di assunzione, risoluzione del rapporto, trasferimento nel corso del mese; in tal caso, l’imponibile mensile deve essere diviso per 26 giornate e, successivamente, si moltiplica il valore ottenuto per il numero dei giorni, domeniche escluse, comprese nella frazione di mese interessata.

La retribuzione individuata secondo i criteri suddetti, può subire delle variazioni nei seguenti casi:
– passaggio da una qualifica all’altra nel corso del mese;
– mutamento nel corso del mese del trattamento economico individuale da contratto collettivo, nell’ambito della qualifica di “quadro”, “dirigente” e “giornalista”, o per passaggio di qualifica.
In questi due casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della nuova qualifica o della variazione del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento intervenuto.
Un terzo caso è quello in cui maturino nel corso dell’anno compensi variabili (es. lavoro straordinario, premi ecc). Poiché questi ultimi non sono stati inclusi all’inizio dell’anno nel calcolo dell’importo della retribuzione globale annuale da prendere a base ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione applicabile (come avviene, invece, per gli emolumenti ultramensili), occorrerà provvedere a rideterminare l’importo della stessa comprensivo delle predette voci retributive e di ridividere il valore così ottenuto per dodici mensilità.

Le aziende che per il mese di gennaio 2015 hanno operato in difformità dalle istruzioni indicate nella circolare Inps in commento, possono regolarizzare tali periodi, senza aggravio di oneri aggiuntivi, entro il 16 aprile 2015.

I nuovi minimi retributivi per il “Lavoro Domestico”

 

 

Siglato il giorno 2/2/2015 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tra FIDALDO, DOMINA, FEDERCOLF e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS, l’accordo che ha indicato i nuovi minimi retributivi derivanti dalla variazione del costo della vita, ai sensi dell’art. 37 CCNL “Lavoro Domestico”.

La Commissione Nazionale ha aggiornato, con decorrenza 1/1/2015, le tabelle A, B, C, D, E, F e G, comprensive dei valori convenzionali di vitto e alloggio sulla base degli aumenti contrattuali e dei dati ISTAT rilevati a novembre 2014 (0,2%), secondo quanto previsto dal CCNL del Lavoro Domestico ed in considerazione dei chiarimenti a verbale allegati allo stesso.
 

TABELLA MINIMI RETRIBUTIVI FISSATI DALLA COMMISSIONE NAZIONALE – DECORRENZA 1/1/2015

 

TABELLA A – Lavoratori conviventi

LivelliValori mensiliIndennità
A620,25 
AS733,03 
B789,41 
BS845,80 
C902,20 
CS958,58 
D1.127,73166,76
DS1.184,12166,76

 

TABELLA B – Lavoratori di cui art. 15 – 2° co.

LivelliValori mensili
B563,87
BS592,06
C654,07

TABELLA C – Lavoratori non conviventi

LivelliValori orari
A4,51
AS5,32
B5,64
BS5,98
C6,31
CS6,64
D7,67
DS8,00

TABELLA D – Assistenza notturna (valori mensili)

LivelliAutosufficientiNon autosufficienti
BS972,67 
CS 1.102,36
DS 1.361,76

 

TABELLA E – Presenza notturna

LivelliValori mensili
Liv. unico651,27

 

TABELLA F

Indennità Valori giornalieri
Pranzo e/o colazione1,90
Cena1,90
Alloggio1,64
Totale vitto e alloggio5,44

TABELLA G – Assistenza a persone non autosufficienti, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari

LivelliValori orari
CS7,15
DS8,62

No all’accesso dei Ced alle gare d’appalto per servizi di consulenza del lavoro

Il Consiglio di Stato vieta l’accesso ai Centri di elaborazione dati (Ced) nelle gare d’appalto per l’affidamento di servizi di elaborazione buste paga, gestione dei documenti e degli adempimenti connessi, nonché consulenza in tema di amministrazione del personale. Tali attività, dotate di carattere unitario ed inscindibile, devono essere infatti rimesse esclusivamente ai Consulenti del lavoro o alle società tra professionisti in forza delle riserva contenuta nella L. n. 12/79.

La controversia nasce dalla gara di appalto indetta con bando secondo il quale potevano partecipare alla procedura:
– i consulenti del lavoro;
– gli iscritti agli albi degli avvocati e dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali (ai quali è estesa la riserva di attività in favore dei consulenti del lavoro);
– le società di professionisti.
Il bando stabiliva altresì che, nel caso di società (diverse dalle società di professionisti), esse dovessero avere alle proprie dipendenze almeno un soggetto in possesso dei requisiti previsti dalla L. n. 12/79. Pertanto, la lex specialis ammetteva (sia pure a determinate condizioni) la partecipazione alla gara da parte delle società commerciali diverse dalle società di professionisti di cui alla L. 183 del 2011.
In particolare, gli appellanti ritenevano che l’oggetto principale dell’appalto fosse quello di semplici “operazioni di calcolo e stampa” dei cedolini paga (attività, ai sensi dell’art. 1, co. 5, L. n. 12/1979, legittimamente svolta da centri di elaborazione dati, a condizione di essere assistiti da uno o più dei professionisti iscritti agli albi). Ad avviso del Collegio, però, l’eccezione non può essere condivisa, dovendosi – piuttosto – ritenere che fra le attività che costituivano oggetto dell’appalto rientrassero (sia pure in modo non esclusivo) taluni servizi il cui espletamento risulta allo stato riservato agli iscritti a particolari professioni, vale a dire:
– l’adeguamento delle buste paga a seguito di eventuali variazioni retributive e normative (il quale presuppone un’attività di contestualizzazione normativa cui sono sottese valutazioni di carattere tecnico-giuridico non espletabili in via automatica);
– l’assolvimento degli adempimenti presso gli enti pubblici territorialmente competenti coinvolti nella gestione dei rapporti di lavoro (es.: istituti previdenziali, assicurativi, Direzione Territoriale del Lavoro, Agenzia delle entrate etc.), mediante redazione, consegna, accesso presso gli uffici o invio telematico della documentazione dovuta all’ente pubblico competente da parte del Fornitore. Anche in questo caso, quindi, si tratta di attività di carattere complesso e articolato, che non si esauriscono e nel mero compimento di operazioni materiali di calcolo, ma ricadono nella generale – e residuale – categoria degli “adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, per i quali opera la riserva dell’iscrizione agli albi professionali di cui all’art. 1 della L. n. 12 del 1979;
– l’attività di consulenza per l’amministrazione del personale con particolare riguardo a quelle da fornire “in occasione di eventuali accertamenti ispettivi, garantendo la presenza di un consulente competente presso la Fondazione entro 24 ore dall’inoltro della richiesta” e “in occasione di vertenze di lavoro”.
E’ evidente dunque che, in tutte le ipotesi di cui sopra, l’attività richiesta all’aggiudicatario non si limitasse al solo svolgimento delle operazioni di mero calcolo e stampa dei cedolini. Al contrario, lo svolgimento delle attività in parola presupponeva lo svolgimento di attività di carattere intellettuale implicanti il possesso di specifiche cognizioni lavoristico-previdenziali (attività per il cui svolgimento opera la più volte richiamata riserva dell’iscrizione agli albi professionali).

EDILIZIA:”CONTRIBUTO CONTRATTUALE” AL FONDO PREVEDI

 

Nel mese di gennaio 2015, in base a quanto stabilito dall’ANCE, ACI – PRODUZIONE E LAVORO, ANAEPA CONFARTIGIANATO, CNA COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI, e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, le aziende edili devono ottemperare al versamento del “contributo contrattuale” al Fondo Prevedi e Cooperlavoro, a carico del datore di lavoro.

 

Il contributo mensile è pari a € 8,00 su base 100, a decorrere dall’1/1/2015, riparametrato secondo le successive tabelle per i vari settori dell’Edilizia:

Artigianato

 

LivelloParametroImporto
11008,00
21159,20
313010,40
413911,12
513012,00
611514,40
710016,40

Industria

LivelloParametroImporto
11008,00
21179,36
313010,40
414011,20
515012,00
618014,40
720016,00

Cooperative

LivelloParametroImporto
11008,00
21149,12
312710,16
4136,510,92
515312,24
618014,40
721016,80
825020,00

Per i lavoratori già associati al Fondo PREVEDI o COOPERLAVORO alla data del 31/12/2014, il contributo contrattuale di cui agli accordi sopra richiamati versato ai suddetti Fondi si somma alle altre fonti contributive già previste dalle rispettive Fonti Istitutive e viene destinato al comparto di investimento già scelto da ciascun lavoratore associato.
Per i lavoratori non già associati al Fondo PREVEDI o COOPERLAVORO alla data del 31/12/2014, il versamento del contributo contrattuale sopra citato determina l’iscrizione ai suddetti Fondi ed è destinato al comparto di investimento scelto dagli Organi di Amministrazione degli stessi in base alle caratteristiche anagrafiche e alle esigenze previdenziali dei lavoratori interessati; ciascun lavoratore rimane libero di destinare ai Fondi suddetti versamenti contributivi ulteriori rispetto al contributo contrattuale sopra citato secondo le modalità e le regole già previste dalle Fonti istitutive dei due Fondi, ivi compresa l’attivazione della fonte contributiva ordinaria a carico del datore di lavoro.
Si ricorda che, il contributo contrattuale ai Fondi PREVEDI e COOPERLAVORO non è revocabile né sospendile, ed è dovuto per tutto il periodo in cui il lavoratore interessato è soggetto ai sopra richiamati CCNL di riferimento per i due Fondi pensione. Inoltre, il contributo contrattuale maturando non è portabile ad altre forme pensionistiche complementari diverse dai Fondi Prevedi e Cooperlavoro.
La posizione individuale maturata presso i Fondi PREVEDI o COOPERLAVORO, comprensiva del contributo contrattuale maturato e già versato presso gli stessi, può essere trasferita ad altra forma pensionistica complementare decorsi almeno due anni dall’iscrizione a Prevedi o a Cooperlavoro, ai sensi delle disposizioni normative vigenti.

ogni azienda dichiara e versa le contribuzioni dovute al Fondo Prevedi o Cooperlavoro secondo le modalità, le scadenze e le regole contrattuali, organizzative e operative vigenti presso i due Fondi pensione, a cui pertanto si rinvia integralmente; per il Fondo Prevedi si fa riferimento al protocollo di standard tecnici, organizzativi e qualitativi delle operazioni affidate alle Casse Edili di cui all’Accordo del 15/1/2003 e successive modifiche e integrazioni.
La contribuzione dovuta al FONDO PREVEDI rientra tra gli elementi rilevanti ai fini della verifica della regolarità della denuncia contributiva mensile secondo le regole generali in essere presso il sistema della casse edili.

ADESIONE AL FONDO”SALUTE SEMPRE” A CARICO DELLE AZIENDE EDITRICI

ADESIONE AL FONDO”SALUTE SEMPRE” A CARICO DELLE AZIENDE EDITRICI

Dal 1/1/2015 è divenuta totalmente a carico dell’azienda l’adesione al Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa “Salute Sempre” per le aziende che applicano il CCNL grafici-editori, ai quali non si applica più il contributo a carico del lavoratore, per cui I’importo di euro 10 mensili pro-capite é interamente a carico deII’azienda.

Come è noto, il recente rinnovo del CCNL grafico-editori del 16/10/2014 ha introdotto il ritorno al regime obbligatorio, per il biennio 2015-2016, deII’assistenza sanitaria integrativa Salute Sempre.
I beneficiari sono i dipendenti con contratto a tempo indeterminato e gli apprendisti, ai quali, pertanto, dal 1/1/2015 non si applica più il contributo a loro carico e l’importo di euro 10 mensili pro-capite (120 euro annui) è interamente a carico dell’azienda. Il primo versamento del 2015 – relativo alla mensilità di competenza gennaio 2015 – dovrà essere effettuato entro il 16 febbraio p.v.
Pertanto, per i lavoratori che nel 2014 avevano sottoscritto l’adesione volontaria al Fondo, l’azienda dovrà interrompere la trattenuta in busta paga di euro 3 mensili pro-capite e la copertura proseguirà automaticamente senza interruzioni.
Si ricorda, infine, che le aziende che non verseranno il suddetto contributo dovranno erogare al lavoratore avente diritto un importo mensile pari a euro 25 lordi per dodici mensilità.
Diversamente, le aziende che applicano il CCNL carta-cartotecnico, nell’anno 2014 hanno versato il contributo – totalmente a loro carico – per la copertura dei loro dipendenti, con contratto a tempo indeterminato, relativa all’iscrizione al suddetto Fondo Salute Sempre.
Tuttavia, a decorrere dall’anno in corso, l’adesione al Fondo diventa volontaria e la contribuzione di euro 120 annui pro-dipendente viene divisa per il 70% a carico dell’azienda e per il restante 30% a carico del lavoratore che confermerà tale adesione. Pertanto, per i lavoratori che decideranno di proseguire volontariamente alle condizioni sopra riportate, l’azienda dovrà raccogliere i moduli di adesione e entro il 16 febbraio p.v. , dovrà poi versare, sempre per coloro che aderiranno, euro 10 pro-capite trattenendone 3 dalla busta paga. I versamenti dovranno essere effettuati mensilmente. Il dipendente che deciderà di non proseguire volontariamente rimarrà in copertura assicurativa fino al 31 marzo 2015.

La trattazione dei ricorsi amministrativi: le istruzioni ministeriali

Alcuni aspetti pratici relativi alla trattazione dei ricorsi amministrativi previsti in materia di vigilanza, di previdenza sociale e di lavoro, a seguito del nuovo assetto organizzativo degli uffici ministeriali territoriali.

Come noto, in base alla normativa vigente, i possibili ricorsi amministrativi in materia giuslavoristica sono esperibili per l’impugnazione di:
a) diffide accertative per crediti patrimoniali;
b) ordinanze-ingiunzioni;
c) verbali unici e ordinanze-ingiunzioni in materia di sussistenza e/o qualificazione di rapporti di lavoro;
d) provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale;
e) provvedimenti di diniego dell’Inps in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.
i predetti ricorsi sono diretti: al Comitato regionale per i rapporti di lavoro, organo collegiale al quale è demandata la decisione sui ricorsi avverso diffide, verbali e ordinanze-ingiunzioni in materia di sussistenza di rapporti di lavoro, diniego Inps di prepensionamento per lavori usuranti; ovvero al Direttore della Direzione regionale del lavoro, nelle restanti ipotesi di ordinanze-ingiunzioni non riguardanti la sussistenza dei rapporti di lavoro o di provvedimenti di sospensione attività imprenditoriale.
Orbene, a seguito dell’adozione del nuovo assetto organizzativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alle Direzioni regionali del lavoro sono subentrate le DIL (Direzioni interregionali), sicchè il predetto Comitato è ora da considerarsi incardinato presso la DIL mentre al suo Direttore è demandata la decisione sui restanti ricorsi. Nel nuovo contesto organizzativo, l’ambito territoriale di competenza dell’Organo decidente è ampliato a livello interregionale, per cui ciascuna tipologia di ricorso amministrativo al Comitato regionale per i rapporti di lavoro e al Direttore della Direzione regionale del lavoro è di competenza del rispettivo Organo istituito presso la DIL, nel cui ambito territoriale è stato emanato il provvedimento impugnato.

DIL MILANODIL VENEZIADIL ROMADIL NAPOLI
LiguriaEmilia RomagnaAbruzzoBasilicata
LombardiaFriuli Venezia GiuliaLazioCampania
PiemonteMarcheSardegnaCalabria
Valle d’AostaVenetoToscanaMolise
UmbriaPuglia

Il ricorso va indirizzato all’Ufficio/Area Legale della DIL cui spetta il potere decisionale, nel termine di 30 giorni dalla notificazione o comunicazione dell’atto impugnato. A fini di semplificazione del procedimento, il ricorso va presentato per il tramite dell’Ufficio che ha emanato l’atto impugnato, il quale poi dovrà trasmetterlo, unitamente alla relativa documentazione, sia alla DIL competente per la decisione, sia alla DTL ex DRL alla quale va demandata l’istruttoria. Infatti, a fini esclusivamente istruttori, la documentazione relativa ai ricorsi è trasmessa anche alle DTL ex DRL della Regione dove ha sede l’Ufficio che ha emanato l’atto impugnato. Rimane fermo, in ogni caso, che i ricorsi rivolti, nel termine prescritto, a organi diversi da quello competente, ma appartenenti alla medesima amministrazione, non sono soggetti a dichiarazione di irricevibilità e gli stessi sono trasmessi d’ufficio all’organo competente.
Quanto alla gestione del periodo transitorio, i ricorsi già pendenti presso le ex DRL, alla data del 22 gennaio 2015, saranno trasmessi dalle stesse ex DRL, unitamente all’istruttoria e ad ogni elemento utile alla decisione, alle competenti DIL, informando contestualmente l’Ufficio di provenienza dell’atto impugnato ed il ricorrente.

Nuova disciplina contrattuale per gli impiegati delle aziende di manutenzione del verde

Firmato, il 22/12/2014, tra la Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, la Confederazione Nazionale Coldiretti, la Confederazione Italiana Agricoltori e la Flai-Cgil, la Fai-Cisl, la Uila-Uil, il verbale di accordo per la disciplina dei rapporti di lavoro tra le imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato e i loro quadri ed impiegati, con decorrenza dall’1/1/2015.

Le Parti,
– dopo l’accordo di risoluzione del CCNL del 26/4/2006 per i dipendenti delle imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato, e
– dopo la stipula dell’accordo del 22/10/2014 per la disciplina dei rapporti di lavoro tra le imprese del settore ed i loro operai,

hanno convenuto di disciplinare con il presente Accordo i rapporti di lavoro tra le imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico ed i loro quadri e impiegati.

Pertanto a tali rapporti di lavoro, si applica con effetto dall’1/1/2015 il CCNL per i quadri e impiegati agricoli, con alcune precisazioni indicate di seguito.

Classificazione del personale
La classificazione dei quadri e degli impiegati dipendenti da imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato è così stabilita:

1.a Categoria
– direttore tecnico/amministrativo/commerciale e altre figure con analoghe caratteristiche e funzioni;
– responsabile del servizio tecnico/amministrativo/commerciale che collabora direttamente con il titolare dell’impresa o con il dirigente.

2.a Categoria
– capo reparto e capo ufficio tecnico/amministrativo/commerciale;
– progettista: responsabile della elaborazione e realizzazione di progetti di parchi e giardini e di altre opere di creazione del verde;

3.a Categoria
– contabile;
– impiegato amministrativo/commerciale;
– corrispondente in lingue estere.

4.a Categoria
– addetti ai servizi amministrativi, commerciali o ai reparti;
– assistenti;
– operatori informatici;
– disegnatori tecnici;
– magazzinieri, vale a dire impiegati cui è affidata la responsabilità del magazzino.

5.a Categoria
– addetti a semplici mansioni di segreteria;
– addetti alle spedizioni;
– terminalista centro elaborazione dati addetto all’acquisizione dei dati.

6.a Categoria
– uscieri, fattorini, commessi.

Trattamento economico e normativo
Ai quadri e agli impiegati dipendenti da imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato che operano su una pluralità di territori e/o province, si applicano le disposizioni del contratto territoriale (regionale/provinciale) del territorio in cui si trova la sede legale del datore di lavoro, ovvero di altra sede eventualmente individuata con specifico accordo sindacale aziendale. Restano salvi i trattamenti di miglior favore eventualmente previsti a livello aziendale.

Trattamento transitorio
Le Parti concordano che i rapporti di lavoro dei quadri e degli impiegati oggi disciplinati dal CCNL per i dipendenti delle imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato del 26/4/2006 siano regolati, a decorrere dall’1/1/2015, dal CCNL per i quadri e gli impiegati agricoli del 19/11/2012 e dal presente Accordo. Restano salvi i trattamenti economici di miglior favore acquisiti alla data di entrata in vigore del presente accordo.

Indennità di trasferta
II valore dell’indennità di trasferta giornaliera è pari alle seguenti misure:

– euro 8,00 fino a 15 chilometri;
– euro 11,00 oltre 15 e fino a 25 chilometri;
– euro 16,00 oltre 25 e fino a 40 chilometri;
– euro 26,00 oltre 40 chilometri.

NUOVE QUOTE CONTRIBUTIVE PER L’ISCRIZIONE AL FASI DEI DIRIGENTI INDUSTRIALI

A seguito della sottoscrizione formale dell’accordo di rinnovo del CCNL per i dirigenti delle aziende industiali del 30/12/2014, avvenuta il 13/1/2015, sono stati modificati gli importi annuali delle quote contributive da versare al FASI dall’1/1/2015.

Il giorno 13 gennaio 2015, si sono incontrate CONFINDUSTRIA e FEDERMANAGER per la sottoscrizione formale del verbale di accordo siglato in precedenza il 30/12/2014 per il rinnovo del CCNL 25/11/2009 per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi.
In tale sede, le Parti hanno apportato alcuni interventi modificativi dell’accordo di rinnovo nella parte relativa ai contributi da versare al FASI, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa.
Pertanto si propone un riepilogo dei contributi da versare a far data dall’1/1/2015:
– il contributo annuo a carico delle imprese, dovuto per ciascun dirigente in servizio iscritto o che si iscriva al Fondo (art. F del Regolamento) è pari ad € 1.872,00;
– il contributo annuo a carico delle imprese per i dirigenti pensionati (art. G del Regolamento) dovuto per ciascun dirigente alle dipendenze, anche se non iscritto al FASI, è pari ad € 1.272,00;
– il contributo annuo dovuto individualmente dai dirigenti in servizio iscritti o che si iscrivano al Fondo (art. H del Regolamento) è pari ad € 960,00;
– il contributo annuo dovuto individualmente dai dirigenti pensionati post anno 1987 (art. H del Regolamento) è pari ad € 1.152,00;
– il contributo annuo dovuto individualmente dai dirigenti pensionati ante anno 1988 (art. H del Regolamento) è pari ad € 1.044,00.

Ingressi lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale

Con riferimento ai flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2014, si forniscono precisazioni in merito all’ingresso per le startup innovative.

Per l’anno 2014, è prevista una quota massima di ingressi per 17.850 cittadini, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, così ripartita:
– 1.000 lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine;
– 2.400 lavoratori autonomi;
– 100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.
Le restanti quote vengono riservate a coloro che devono convertire, in lavoro subordinato o in lavoro autonomo, il permesso di soggiorno già posseduto ad altro titolo. Nello specifico, tali quote sono così ripartite:
– 4.050 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;
– 6.000 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;
– 1.050 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo;
– 1000 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato non dall’Italia ma da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;
– 250 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Nell’ambito della quota complessiva di 17.850 unità sono, infine, anche ricomprese le 2.000 unità per l’ingresso di cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all’Esposizione Universale di Milano 2015.

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica, dalle ore 9.00 del 30 dicembre 2014 e fino al termine di otto mesi dalla data del 29 dicembre 2014.
Relativamente all’ingresso per le startup innovative, lo straniero che intende chiedere la conversione del permesso di soggiorno ai fini della costituzione di una startup innovativa, deve richiedere al Comitato tecnico Italia Startup Visa il nulla osta secondo le modalità delle linee guida predisposte dal Ministero dello sviluppo economico d’intesa con il Ministero degli affari esteri. Deve, poi, esibire allo Sportello Unico per l’Immigrazione la certificazione di nulla osta rilasciata dal predetto Comitato, il quale, nel caso di conversione, non dovrà richiedere alla Questura il nulla osta provvisorio in quanto gli accertamenti di competenza verranno effettuati dall’Ufficio Immigrazione nel corso dell’istruttoria preliminare all’emissione del corrispondente permesso di soggiorno.