Prorogata la scadenza della comunicazione dei beni ai soci

L’Agenzia delle Entrate, col provvedimento n. 54581/2014, ha prorogato il termine per la trasmissione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari e quelli relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni nei confronti dell’impresa.

La scadenza è fissata entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, al fine di agevolare l’adempimento comunicativo.
Il nuovo termine consente di utilizzare gli elementi che in sede di dichiarazione hanno già concorso alla tassazione del reddito diverso (determinato confrontando il minor corrispettivo pattuito e il valore di mercato del diritto di godimento) per i soggetti che ricevono in godimento beni aziendali e determinato l’indeducibilità dei relativi costi sostenuti per i soggetti concedenti i beni in godimento.
Si ricorda che la comunicazione all’anagrafe tributaria deve essere effettuata da:
– i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, tenuti a comunicare i dati dei soci – comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente – e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento;
– i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, tenuti a comunicare i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno di riferimento, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 36.000 euro.

Consulenti del lavoro, in F24 la compensazione dei contributi

Firmato l’accordo di durata triennale tra Agenzia delle Entrate ed Enpacl, che dal prossimo 3 giugno permetterà ai Consulenti del Lavoro di utilizzare il modello F24 per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (Agenzia delle Entrate e Consiglio Nazionale CDL – Comunicato 16 aprile 2014).

La convenzione in oggetto rientra nelle previsioni di legge, che hanno dato la possibilità di estendere le norme su versamenti unitari e compensazione anche agli Enti previdenziali di categoria dei professionisti (Dm 10 gennaio 2014). Per questi ultimi, sarà quindi possibile utilizzare anche eventuali crediti tributari in compensazione.
La compensazione in F24 dei contributi Enpacl può essere effettuata direttamente online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia, ovvero utilizzando quelli bancari e postali, senza spese aggiuntive.
In base al nuovo accordo, l’Agenzia fornirà all’Ente di previdenza i dati analitici relativi alle operazioni di riscossione dei contributi, garantendo il tempestivo riversamento delle somme riscosse.
Inoltre, grazie al rinnovo della convenzione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, i contributi associativi continueranno a viaggiare in F24
I professionisti, dunque, potranno utilizzare un’unica modalità di pagamento per quote associative e contributi previdenziali. L’Enpacl e l’Ordine professionale potranno poi disporre, in modo tempestivo, di tutte le informazioni utili per adottare misure di controllo più immediate ed efficienti.

Sport dilettantistico: indennità per l’uso di auto propria esente

L’utilizzo della propria auto o moto da parte dell’atleta dilettante per raggiungere il luogo dove svolgere l’attività sportiva può essere rimborsato sotto forma di indennità chilometrica. In questa ipotesi, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’importo dell’indennità è escluso da tassazione soltanto se le spese sono documentate e l’attività sportiva è effettuata fuori dal comune di residenza o domicilio dello sportivo. (Risoluzione n. 38/E del 2014).

Le somme percepite per l’attività sportiva dilettantistica sono classificate come “redditi diversi”.
In particolare, rientrano in tale categoria “…le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche“.
La disciplina fiscale che regola la tassazione IRPEF dell’attività sportiva dilettantistica, stabilisce che:
– le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi percepiti nell’ambito di tale attività non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro;
– non concorrono, altresì, a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.
Con la risoluzione n. 38/E dell’11 aprile 2014, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nell’ipotesi in cui uno sportivo utilizzi un mezzo di trasporto proprio nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, l’eventuale indennità chilometrica riconosciuta allo stesso configura un rimborso spese di viaggio e trasporto. Qualora l’indennità sia quantificata in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’ACI, la stessa si configura come rimborso spese di viaggio e trasporto documentate.
Ne consegue che, qualora la prestazione sia effettuata fuori dal territorio comunale, l’indennità chilometrica non concorre a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF. In particolare, precisa l’Agenzia delle Entrate, la condizione territoriale per cui l’indennità diviene esente, ricorre quando la prestazione è effettuata al di fuori del Comune in cui lo sportivo risiede o ha la dimora abituale.
Ai fini dell’esenzione, non ha alcuna rilevanza la sede dell’organismo che eroga l’indennità in questione.

Professionisti: l’apparato esterno marginale non costituisce presupposto Irap

L’esistenza di un apparato esterno alla persona del professionista risultante dall’aggregazione di beni strumentali e/o lavoro altrui, ricavabile, anche sulla base del controllo automatizzato della dichiarazione, dalle poste portate in deduzione, non costituisce presupposto per l’applicazione dell’IRAP (Corte di Cassazione – sentenza 11 aprile 2014, n. 8527).

In seguito al controllo automatizzato della dichiarazione, l’amministrazione finanziaria aveva accertato il mancato pagamento del saldo IRAP e iscritto a ruolo il relativo importo. Il professionista ha impugnato la cartella di pagamento adducendo di non essere soggetto al tributo per assenza del relativo presupposto.
I giudici di merito hanno dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto dal professionista, affermando che nella fattispecie la cartella di pagamento poteva essere impugnata soltanto per vizi propri e non per affermare l’inapplicabilità dell’IRAP, poiché eventuali vizi della pretesa tributaria dovevano essere fatti valere, in caso di errore, con il rimedio della presentazione della dichiarazione integrativa o dell’istanza di rimborso. L’assenza di tali rimedi rende definitivo l’atto accertativo, che si esaurisce in una intimazione di pagamento di somma dovuta, senza integrare un nuovo ed autonomo atto impositivo. Nel merito, poi, gli stessi giudici hanno affermato che dalle poste portate in deduzione era ricavabile l’esistenza di un apparato esterno al professionista risultante dall’aggregazione di beni strumentali e/o lavoro altrui.
La Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici di merito evidenziando che le motivazioni della sentenza risultano contrari a consolidati orientamenti giurisprudenziali in materia di atti impugnabili e di applicazione dell’IRAP ai professionisti. In particolare:
– sotto il profilo di ammissibilità del ricorso, la cartella esattoriale notificata in seguito al controllo automatizzato della dichiarazione annuale, può essere impugnata non solo per vizi propri ma anche per motivi attinenti al merito della pretesa impositiva, poiché non rappresenta la mera richiesta di pagamento di una somma definita con precedenti atti di accertamento, autonomamente impugnabili e non impugnati, ma riveste anche natura di atto impositivo, trattandosi del primo ed unico atto con cui la pretesa fiscale è esercitata dall’amministrazione finanziaria;
– nel merito dell’applicazione dell’IRAP, l’esistenza di un apparato esterno di entità marginale, risultante dall’aggregazione di beni strumentali e/o lavoro altrui, ricavabile dai dati indicati in dichiarazione, non costituisce presupposto per l’applicazione del tributo nei confronti di un professionista.
L’esercizio delle attività di lavoro autonomo, è soggetto all’applicazione dell’IRAP qualora si tratti di attività autonomamente organizzata. Il requisito della “autonoma organizzazione”, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:
a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.
Costituisce poi onere del contribuente che richieda il rimborso fornire la prova dell’assenza delle condizioni anzidette.

Sisma 2012, pronto il modello per il credito d’imposta

L’Agenzia delle entrate con provvedimento n. 52663 del 2014 ha approvato il modello per la richiesta di attribuzione del credito d’imposta per i soggetti danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 ()

Il modello è utilizzato dalle imprese e dai lavoratori autonomi, che alla data del 20 maggio 2012 avevano sede legale od operativa e svolgevano attività di impresa o di lavoro autonomo in uno dei comuni interessati dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, per chiedere l’attribuzione del credito d’imposta pari ai costi sostenuti per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione dei beni distrutti o danneggiati nonché per la realizzazione degli interventi di miglioramento sismico degli edifici.
La richiesta è presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati alla trasmissione telematica:
– nell’anno 2014, dal 14 aprile al 30 giugno per i costi sostenuti negli anni 2012 e 2013;
– nell’anno 2015, dal 2 febbraio al 30 aprile per i costi sostenuti nell’anno 2014 e per quelli non indicati nelle eventuali richieste presentate in precedenza.
La trasmissione telematica è effettuata utilizzando il software
denominato “Creditosisma2012”, disponibile gratuitamente sul sito internet www.agenziaentrate.it.
I soggetti incaricati della trasmissione telematica hanno l’obbligo di rilasciare al richiedente un esemplare cartaceo della richiesta predisposta con l’utilizzo del software suddetto, nonché copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento e che costituisce prova dell’avvenuta presentazione. La richiesta, debitamente sottoscritta dal soggetto incaricato della trasmissione telematica e dal richiedente, deve essere conservata a cura di quest’ultimo.
Al Centro operativo di Pescara è demandata la competenza per gli adempimenti conseguenti alla gestione della richiesta.
La misura del credito d’imposta spettante a ciascun soggetto è determinata sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del credito richiesto ed è resa nota mediante provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato sul sito internet www.agenziaentrate.it.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del provvedimento che determina la percentuale del credito attribuito.

P.A.: pronte le istruzioni per la fatturazione elettronica

A seguito dell’approvazione del provvedimento che ha stabilito le modalità attuative del regime di fatturazione elettronica applicabile alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni (D.M. n. 55/2013), il Dipartimento delle Finanze e il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare 31 marzo 2014, n. 1, hanno predisposto le istruzioni per l’avvio del nuovo regime relativo alle fatture della P.A.

La circolare in oggetto fornisce le indicazioni necessarie per il corretto adempimento dell’obbligo di fatturazione elettronica e chiarisce i dubbi sorti sia dalle pubbliche amministrazioni, sia dai fornitori di queste ultime.
In particolare, le indicazioni operative riguardano: il termine per il caricamento delle anagrafiche degli uffici adibiti alla ricezione delle fatture elettroniche nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, l’emissione della fattura elettronica, il divieto di pagamento in assenza di fattura elettronica e il trattamento dei casi in cui risulti impossibile, per ragioni tecniche, il recapito della fattura elettronica all’amministrazione.
A decorrere dal 6 giugno 2014 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti di previdenza, che non potranno più accettare fatture in formato cartaceo.
A seguire, dal 6 giugno 2015, l’obbligo scatterà:
-per tutte le
altre amministrazioni centrali;
– per le amministrazioni locali (data
stabilita dall’emanando decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione).

Nessun rimborso IRAP al professionista con segretaria part-time

In tema di IRAP, è soggetto all’imposta il professionista che si avvale dell’aiuto di una segretaria part-time (Corte di Cassazione – Sentenza 02 aprile 2014, n. 7609).

La Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della CTR, che ha accolto l’appello della contribuente/avvocato per il rimborso IRAP.
Per i giudici di appello la contribuente negli anni in questione svolgeva la propria attività avvalendosi esclusivamente di beni strumentali modesti e di una segretaria part-time, non sussistendo dunque i presupposti per l’applicazione dell’imposta in esame.
Secondo il giudice di legittimità, invece, l’IRAP va applicata nei casi in cui il lavoro autonomo-professionale si avvalga di una significativa o non trascurabile organizzazione di mezzi e/o uomini in grado di ampliarne i risultati profittevoli, con la conseguenza che lo svolgimento di una libera professione come quella di medico, avvocato, commercialista, ragioniere, geometra, consulente, si colloca al di fuori dell’area di applicazione dell’IRAP solo a condizione che il professionista operi senza dipendenti, a prescindere dalla circostanza che essi siano o meno in grado di sostituire il professionista medesimo, e con le risorse umane e strumentali strettamente necessarie allo svolgimento della professione.
Pertanto ritiene che, nel caso in specie, l’attività della contribuente, svolta avvalendosi del lavoro di una dipendente/ segretaria part-time, sia presupposto per l’assoggettabilità ad IRAP.

Capitali all’estero, cancellata la voluntary disclosure

Pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 74/2014, la Legge n. 50 del 28 marzo 2014 di conversione del Decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4 riguardante la procedura di collaborazione volontaria per l’emersione di capitali e investimenti detenuti all’estero – cd. “voluntary disclosure” – , nonché disposizioni urgenti in materia contributiva e tributaria e sospensione dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi per le regioni colpite dalle recenti alluvioni.

In fase di conversione, sono state apportate rilevanti modifiche al testo originario del decreto-legge n. 4/2014 (“decreto”).
Una delle modifiche più importanti è certamente la cancellazione della procedura di “collaborazione volontaria” – cd. “voluntary disclosure” – , in base alla quale era possibile sanare la violazione, commessa fino al 31 dicembre 2013, dell’obbligo di dichiarazione di capitali e investimenti detenuti all’estero, suscettibili di produrre redditi tassabili in Italia. Tuttavia, restano validi gli atti e i provvedimenti riguardanti l’applicazione della procedura di voluntary disclosure adottati prima della conversione. Dunque, gli autori della violazione che abbiano attivato la procedura di “collaborazione volontaria” nel periodo di vigenza della norma, possono beneficiare dei relativi effetti: riduzione delle sanzioni amministrative alla metà del minimo edittale e sconto di pena per reati tributari connessi.
Sempre in tema di capitali detenuti all’estero, la Legge di conversione provvede ad estendere il beneficio di esclusione dall’obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi (quadro RW) ai depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 10.000 euro. Prima della Legge n. 50/2014, tale beneficio era previsto limitatamente alle attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione a intermediari residenti ed i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
Altra importante novità introdotta con la Legge n. 50/2014 riguarda la sospensione dei termini tributari e contributivi in favore dei contribuenti danneggiati dai recenti eventi alluvionali. Infatti, con la Legge di conversione la sospensione dei termini, già prevista dal decreto originario per i territori dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17-19 gennaio 2014, è stata estesa ai territori del Veneto colpiti dagli eventi atmosferici a carattere alluvionale verificatisi nel periodo tra il 30 gennaio e il 18 febbraio 2014. Inoltre, la sospensione dei termini, già prevista fino al 31 luglio 2014,  viene ulteriormente rinviata fino al 31 ottobre 2014. I territori interessati dalle misure di sospensione dei termini sono individuati specificamente dal decreto legge convertito e, in favore dei contribuenti danneggiati trovano applicazione in particolare le seguenti disposizioni:
– nei confronti delle persone fisiche, nonché per i soggetti diversi dalle persone fisiche, anche in qualità di sostituti d’imposta, che alla data del 17 gennaio 2014 e alla data del 30 gennaio 2014 avevano la residenza ovvero la sede operativa nei territori interessati sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi, scadenti nel periodo compreso tra il 17 gennaio 2014 ed il 31 ottobre 2014;
– non si fa luogo al rimborso di quanto già versato;
– non si applicano sanzioni e interessi per i tributi, il cui termine di pagamento è scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, se versati entro il 31 ottobre 2014;
– nei confronti dei medesimi soggetti sono altresì sospesi fino al 31 ottobre 2014 i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria ed i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate, nonché i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici finanziari, ivi compresi quelli degli enti locali e della Regione ed infine i termini relativi agli adempimenti verso le amministrazioni pubbliche effettuati o a carico di professionisti, consulenti, e centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei territori coinvolti dagli eventi alluvionali, anche per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei territori colpiti dall’alluvione rappresentino almeno il 50% del capitale sociale;
– la sospensione dei termini non si applica alle ritenute dovute sul reddito di lavoro dipendente.

 

Le novità fiscali del “Piano casa”

Il “Piano casa” è stato approvato con il Decreto Legislativo 28 marzo 2014, n. 47, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 73/2014. Tra gli interventi di sostegno per l’emergenza abitativa e per il mercato delle costruzioni, il decreto introduce anche ulteriori agevolazioni fiscali per il settore immobiliare, e specificamente per gli immobili ad uso abitativo.

Di seguito l’elenco delle principali novità di carattere fiscale approvate con il “Piano casa”.

COSTRUZIONE E RISTRUTTURAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI
In favore delle imprese che costruiscono o ristrutturano alloggi sociali, il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali non concorre alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRPEF/IRES e alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP. Il regime di esenzione opera fino all’eventuale riscatto dell’abitazione da parte del conduttore e, comunque, per un periodo massimo di 10 anni dalla costruzione o dal termine della ristrutturazione. L’efficacia dell’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

DETRAZIONI IRPEF PER IL CONDUTTORE DI ALLOGGI SOCIALI
Per il triennio 2014 – 2016, al conduttore di contratto di locazione di alloggio sociale adibito ad abitazione principale propria, spetta una detrazione complessivamente pari a:
a) 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
b) 450 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

RISCATTO A TERMINE DELL’ALLOGGIO SOCIALE
Nell’ambito del “Piano casa” è stata prevista la possibilità per il conduttore di alloggio sociale di riscattare l’unità immobiliare dopo che sia trascorso un periodo minimo di 7 anni dalla stipula del contratto di locazione. Fino alla data del riscatto, il conduttore può imputare parte dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e per altra parte in conto affitto. In tal caso, tuttavia, il locatore considera comunque l’intero corrispettivo come canone di locazione. Alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore, i corrispettivi di cessione dell’alloggio sociale si considerano conseguiti e le imposte correlate alle somme percepite in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio nel periodo di durata del contratto di locazione costituiscono un credito d’imposta.
Qualora ricorrano le condizioni, è possibile applicare il regime agevolato previsto per le imprese di costruzione o ristrutturazione di alloggi sociali, ossia il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali si considera esente ai fini IRPEF/IRES e IRAP.
Le norme che regolano di tali contratti di locazione, nonché le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta saranno definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In ogni caso, queste disposizioni sul riscatto a termine dell’alloggio si applicano ai contratti di locazione stipulati successivamente al 29 marzo 2014 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 47/2014).

RIDUZIONE DELLA CEDOLARE SECCA
Con il “Piano casa”, infine, viene ridotta la tassazione sostitutiva del reddito derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo, concessi in affitto con contratto a canone concordato. In particolare, per il periodo dal 2014 al 2017 l’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato è ridotta dal 15% al 10%.
Inoltre, è stabilita la possibilità di optare per la cedolare secca anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Online l’iscrizione al Vies

Da oggi, l’iscrizione nell’archivio degli operatori autorizzati a compiere operazioni intracomunitarie (Vies – Vat information exchange system) è telematica e richiede la preventiva abilitazione a Fisconline o Entratel (Agenzia entrate – comunicato 26/3/2014).

L’Agenzia delle Entrate ha attivato un nuovo servizio di iscrizione al Vies che consente ai soggetti già titolari di partita Iva, abilitati a Fisconline o Entratel, di richiedere direttamente in via telematica l’iscrizione nell’archivio degli operatori autorizzati a compiere operazioni intracomunitarie.
Si tratta di un nuovo percorso adottato nell’intento di snellire gli adempimenti per gli operatori del settore. Di fatto, fino a ieri, per l’iscrizione i contribuenti in possesso di partita IVA, dovevano presentare apposita istanza a mano, con raccomandata o via Posta elettronica certificata (Pec) all’ufficio competente. Oggi ,invece, l’iscrizione viaggia online ed è semplicissima: basta indicare nel campo indicato la propria partiva Iva candidata ad entrare nell’elenco.
Entro 30 giorni dalla dichiarazione di volontà a porre in essere operazioni intraUe, l’Agenzia effettua i relativi controlli e qualora emergano elementi di rischio, di evasione o di frode, entro lo stesso arco temporale emana il provvedimento di diniego.