“Decreto semplificazioni”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale

A decorrere dal 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il “Decreto Semplificazioni”

È stato pubblicato in G.U. n. 277/2014, il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, recante disposizioni in materia di semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata.
Tra le diverse disposizioni presenti nel suddetto provvedimento, sono state adottate le seguenti misure di legge:
– dichiarazione dei redditi compilata dall’agenzia delle entrate;
– nuova sanzione per i sostituti d’imposta in relazione alla corretta trasmissione della certificazione unica;
– sanzione per omesso, tardivo o errato invio di informazioni da enti esterni;
– unificazione dei termini di presentazione della dichiarazione;
– esclusione del controllo preventivo sui rimborsi;
– semplificare la gestione delle addizionali regionali e comunali;
– fatturazione delle prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande;
– semplificare gli adempimenti in materia di dichiarazione di successione;
– spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici;
– semplificazioni per i rimborsi;
– trasparenza e semplificazione delle operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta nell’attività di assistenza fiscale;
– semplificazioni per le società tra professionisti;
– disciplina della responsabilità solidale fiscale negli appalti.

Sanzionabile la comunicazione per l’impiego di terzi sulle provvigioni degli agenti

Il decreto semplificazioni, sostituendo il comma 7 dell’art. 25-bis, DPR n. 600/1973, ha disposto modifiche sulla disciplina della dichiarazione dei percipienti le provvigioni circa l’impiego in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi.

In tali casi la ritenuta effettuata dai committenti, preponenti o mandanti a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dai percipienti, è pari al 20% dell’ammontare delle provvigioni in luogo del 50% prevista in generale.
Nel ribadire la competenza del Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto, a determinare i criteri, i termini e le modalità per la presentazione della predetta dichiarazione, le nuove disposizioni precisano che tali modalità devono prevedere la trasmissione della stessa anche tramite posta elettronica certificata.
Inoltre, la dichiarazione non potrà avere limiti di tempo e sarà valida fino a revoca ovvero fino alla perdita dei requisiti del contribuente.
Infine, l’omissione della comunicazione relativa alle variazioni che comportano il venir meno delle predette condizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro (art. 11, D.Lgs. n. 471/1997).

Ancora pochi giorni per il versamento della seconda tranche di acconti d’imposta

Il termine per il pagamento della seconda tranche degli acconti relativi alle imposte sui redditi scade il prossimo lunedì 1° dicembre.

Nello specifico, la scadenza interessa le persone fisiche, le società semplici, le società di persone (e soggetti equiparati) e società di capitali e riguarda il versamento della seconda o unica rata di acconto dell’IRPEF, IRAP, IRES e della Cedolare secca.
Il versamento va effettuato tramite modello F24 telematico, per i titolari di partita Iva, ovvero, per gli altri contribuenti, anche con il modello F24 presso banche, agenzie postali, agenti della riscossione, con indicazione dei seguenti codici tributo:

– per l’Irpef: 4034;
– per l’Irap: 3813;
– per l’Ires: 2002;
– per la cedolare secca : 1841.
Si rammenta che l’importo da pagare entro l’1° dicembre (in quanto il 30 novembre cade di domenica), sommato a quanto eventualmente già versato a titolo di primo acconto, deve corrispondere alle seguenti percentuali:
– 100% per l’Irpef e l’Irap, dovute da persone fisiche e società di persone;
– 101,5% per l’Ires e l’Irap, dovute da società di capitali ed enti;
– 95% per la cedolare secca sulle locazioni di immobili abitativi.

No-profit: dichiarazione per l’esenzione IMU 2012 e2013

Il prossimo 1° dicembre 2014 scade il termine per presentare la dichiarazione ai fini dell’esenzione totale o parziale IMU per gli anni 2012 e 2013, di cui hanno beneficiato gli enti non commerciali in relazione agli immobili utilizzati, rispettivamente, in modo esclusivo o parzialmente per le finalità istituzionali (no-profit) indicate dalla normativa vigente.

L’esenzione è riconosciuta, in particolare, per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto.
La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica utilizzando l’apposito modello IMU-TASI ENC e riguarda, come accennato, soltanto gli anni 2012 e 2013. Al riguardo si evidenzia che l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il software per la compilazione della dichiarazione, ma soltanto il software di controllo del file contenente la dichiarazione, necessario per la convalida ai fini della trasmissione telematica.
Per la predisposizione del file da trasmettere, quindi, è necessario ricercare sul mercato il prodotto informatico realizzato da una software house che consente di compilare la dichiarazione in conformità al modello approvato.
A pochi giorni dalla scadenza, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito gli ultimi chiarimenti sull’adempimento pubblicando sul sito internet del Dipartimento delle finanze le risposte ai quesiti più frequenti (FAQ).

Il Dipartimento delle Finanze ha chiarito in particolare che:
– nell’ipotesi in cui l’ente non commerciale, che svolge solo attività istituzionali, sia proprietario dell’immobile già prima degli anni 2012 e 2013, deve comunque presentare la speciale dichiarazione IMU-TASI ENC entro il 1° dicembre 2014, anche se non sono intervenute variazioni. A differenza della dichiarazione ordinaria, che resta valida anche per le annualità successive nelle ipotesi in cui le condizioni sostanziali rimangono invariate, infatti, la dichiarazione per l’esenzione del settore “no-profit” deve essere presentata ogni anno per far valere il diritto all’esenzione (totale o parziale);
– la scadenza del 1° dicembre 2014 non interessa gli Enti no-profit che detengono l’immobile utilizzato per l’attività istituzionale a titolo di locazione, poiché l’obbligo dichiarativo di quest’anno riguarda le annualità 2012 e 2013, in cui era in vigore soltanto l’IMU, dovuta dal proprietario e non dal conduttore. Gli enti no-profit che si trovano in tale condizione, infatti, versano la TASI, entrata in vigore nel 2014, per la quale l’obbligo dichiarativo dovrà essere assolto il prossimo anno, entro il 30 giugno 2015.
– nell’ipotesi in cui lo stesso Ente non commerciale possieda più immobili in diversi Comuni, di cui solo per alcuni può beneficiare dell’esenzione (totale o parziale), devono essere effettuate più dichiarazioni in ciascun Comune. Più precisamente, la dichiarazione IMU-TASI ENC (speciale) deve essere presentata, in via telematica, esclusivamente per gli immobili degli enti non commerciali che si trovano nelle condizioni per poter beneficiare dell’esenzione totale o parziale. Allo stesso Comune, per gli immobili totalmente imponibili, va presentata una ulteriore dichiarazione su modello cartaceo (ordinaria), ma solo se ricorrono i presupposti, ossia se ci sono variazioni sostanziali rispetto all’ultima dichiarazione presentata. Nei Comuni in cui sono ubicati soltanto immobili totalmente imponibili resta l’obbligo della dichiarazione su modello cartaceo (ordinaria), a ciascun Comune, ma solo se sono intervenute variazioni sostanziali rispetto all’ultima dichiarazione presentata. A tal fine si ricorda che, in assenza di variazioni, si considerano valide anche le dichiarazioni già presentate ai fini ICI;
– ai fini dell’applicazione dell’esenzione anche le ONLUS devono rispettare i requisiti soggettivi stabiliti dall’art. 7, co. 1, lett. i), del D.Lgs. n. 504 del 1992 e, pertanto, devono rientrare nei soggetti di cui all’art. 73, co. 1, lett. c), del TUIR (enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, residenti nel territorio dello Stato). In presenza del requisito soggettivo, dunque, può beneficiare dell’esenzione senza necessità che il Comune approvi una particolare disposizione regolamentare. La previsione normativa, in base alla quale i comuni possono “deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l’esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti”, infatti, ha la diversa finalità di consentire all’ente impositore di concedere, laddove ritenga, una particolare agevolazione alle ONLUS, anche indipendentemente dal rispetto dei requisiti previsti dalla normativa nazionale.

Bollo virtuale: la dichiarazione diventa telematica

Con il provvedimento n. 146313 del 14 novembre 2014, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale e le relative istruzioni, che dal 2015 diventa “on-line”.

A partire dal 1° gennaio 2015 tutti gli utenti autorizzati ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale, devono presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa, utilizzando il modello approvato con il provvedimento n. 146313, a pena di nullità.
Considerata la suddetta decorrenza, dunque, l’utilizzo del nuovo modello interessa già gli atti e i documenti emessi nel 2014, per i quali l’imposta è stata (e sarà) assolta in modo virtuale.
Il modello dovrà essere utilizzato per la presentazione delle seguenti tipologie di dichiarazioni: dichiarazione consuntiva, dichiarazione a seguito di rinunzia all’autorizzazione, nei casi di operazioni straordinarie, nonché per eventuali modifiche delle dichiarazioni già presentate.

COMPOSIZIONE DEL MODELLO
Il modello è composto da:
– frontespizio, che contiene l’informativa sulla privacy, i dati generali, tra cui gli estremi dell’autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo, i dati del contribuente e del rappresentante firmatario della dichiarazione, nonché la sezione riservata all’impegno alla presentazione in via telematica da parte dell’intermediario;
– quadro A, che contiene i dati relativi agli “Atti e documenti soggetti a imposta fissa” per i quali è ammesso il pagamento in modo virtuale;
– quadro B, che contiene i dati relativi agli “Atti e documenti soggetti a imposta proporzionale” per i quali è ammesso il pagamento in modo virtuale;
– quadro C, che contiene i dati dei “Versamenti effettuati” relativi alla liquidazione provvisoria per l’anno di riferimento della dichiarazione;
– quadro D, che contiene il “Riepilogo imposta da dichiarazione” e fornisce uno schema riepilogativo di quanto dichiarato.

TIPOLOGIA DI DICHIARAZIONE
Il nuovo modello deve essere utilizzato per presentare le seguenti tipologie di dichiarazione:
– la “dichiarazione consuntiva” (codice 1), nella quale devono essere indicati il numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa;
– la “dichiarazione a seguito di rinunzia” (codice 2), con la quale sono dichiarati il numero degli atti e documenti emessi dal 1° gennaio all’ultimo giorno in cui è operativa l’autorizzazione, nelle ipotesi di rinunzia all’autorizzazione con apposita comunicazione scritta all’ufficio territoriale competente (anche nei casi di operazioni straordinarie);
– la “dichiarazione operazioni straordinarie” (codice 3), da utilizzare nei casi che hanno comportato una rinunzia all’autorizzazione.
Inoltre,
prima della scadenza del termine di presentazione della dichiarazione consuntiva, è possibile rettificare o integrare una dichiarazione già presentata, con un’altra che la sostituisce integralmente. In tal caso, la nuova dichiarazione deve essere compilata in ogni parte, anche i quadri non soggetti a modifica, avendo cura di barrare la casella “Dichiarazione sostitutiva”.
Siccome la dichiarazione sostitutiva può essere utilizzata anche per sostituire una dichiarazione già presentata a seguito di “rinunzia” o di “operazioni straordinarie”, oltre a barrare la specifica casella, nel campo “Tipo dichiarazione” deve essere indicato il codice della dichiarazione di cui si richiede la sostituzione.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE
La dichiarazione deve essere presentata entro il mese di gennaio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, esclusivamente in via telematica, tramite i Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate:
– direttamente dal dichiarante, se abilitato ai servizi Fisconline o Entratel;
– tramite intermediari incaricati, come professionisti e CAF, abilitati al servizio Entratel.
Quindi, per l’anno 2014 la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio 2015.
La dichiarazione inviata per via telematica, si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate, e la prova della presentazione è data dalla ricevuta trasmessa, sempre per via telematica, dall’Agenzia stessa.
Per consentire un graduale avvio delle nuove procedure, tuttavia, è stato previsto un periodo transitorio, dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, durante il quale nei casi di rinunzia all’autorizzazione, anche a seguito di operazioni straordinarie, le dichiarazioni devono essere presentate in formato cartaceo presso l’ufficio territoriale competente.

Sciolti i dubbi sulle manifestazioni a premio

Il Ministero dello sviluppo economico, con la circolare n. 205930 del 20 novembre 2014, ha fornito chiarimenti su alcune fattispecie di esclusione dalla disciplina delle manifestazioni a premio.

In particolare, i suddetti chiarimenti si riferiscono:
– alle manifestazioni nelle quali, a fronte di una determinata spesa, con o senza soglia d’ingresso, i premi sono costituiti da buoni da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta;
– ai concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività.

In merito alla prima fattispecie, sono stati forniti alcuni chiarimenti su alcune espressioni utilizzate nell’intento di sciogliere i dubbi applicativi di tale esclusione. Pertanto:
– con l’espressione “buoni” si intendono sia i buoni acquisto, consistenti in titoli di legittimazione a ricevere gratuitamente uno o più prodotti e/o servizi fino al conseguimento dell’importo nominale del buono, sia i buoni sconto che danno diritto a sconti, percentuali o di importo pari al loro valore nominale, sul prezzo dei prodotti e/o servizi per il cui acquisto vengono utilizzati;
– con l’espressione “punto vendita che ha emesso detti buoni” si intende il punto vendita del soggetto promotore della manifestazione premiale o associato alla stessa presso cui è stata effettuata la spesa o parte della spesa che ha comportato il conferimento dei buoni agli aventi diritto ovvero il punto vendita presso cui è stato conferito il buono stesso, ivi compresi i siti internet utilizzati per acquisti on-line ed attività di commercio elettronico;
– con l’espressione “con o senza soglia di ingresso”, si intende ricomprendere sia le iniziative nelle quali il buono è conferito a seguito di un unico acquisto di qualsiasi importo, sia quelle che prevedono acquisti successivi documentati attraverso la raccolta dei dati di spesa su qualsiasi supporto;
– con l’espressione “i premi sono costituiti da buoni” si intende che i premi sono conferiti sotto forma di titoli di legittimazione rappresentati dai buoni acquisto, sia dai buoni sconto;
– con l’espressione “da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta” si intende che tali buoni, per far si che l’iniziativa risulti esclusa dall’ambito di applicazione delle norme sulle manifestazioni a premio, potranno essere spesi solo nel medesimo punto vendita che effettua l’iniziativa e consegna i buoni, oppure anche in punti vendita diversi, purché facenti parte della medesima ditta o aventi la stessa insegna del punto vendita del soggetto promotore.

Qualora non siano rispettate le suddette limitazioni, l’iniziativa premiale, ove non rientri neanche il altre specifiche esenzioni, va svolta nel rispetto delle disposizioni normative concernenti le operazioni a premio.

La seconda fattispecie di esclusione, invece, riguarda le iniziative premiali basate sulle capacità e sull’abilità dei partecipanti di produrre opere di carattere letterario, artistico o scientifico, oppure progetti o studi in ambito commerciale o industriale e non generici lavori o prestazioni non aventi tali specifiche caratteristiche. Inoltre, perché la manifestazione a premio rientri in tale esenzione, dovrà trattarsi di concorsi per i quali non si richieda nessun preventivo acquisto, in quanto ciò farebbe prevalere lo scopo commerciale dell’iniziativa rispetto ad altri fini di carattere generale, per i quali i premi risultino configurabili, alternativamente, come corrispettivo di prestazione d’opera, riconoscimento del merito personale o titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività.

Attestazione ISEE: ecco la Dichiarazione Sostitutiva Unica

Dal prossimo anno, a i fini del calcolo dell’ISEE, necessario per attestare la condizione economica del nucleo familiare ai fini delle richieste di prestazioni sociali agevolate, entra in gioco la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Ministero lavoro e politiche sociali – decreto 7 novembre 2014).

La dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è un documento che contiene una serie di informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni sociali agevolate (ad es. retta agevolata per l’asilo nido, mensa scolastica, sussidi assistenziali, diritto allo studio universitario, prestazioni socio-sanitarie).
Può essere presentata all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, o anche al Comune o ad un centro di assistenza fiscale (CAF) o direttamente all’INPS competente per territorio anche in via telematica tramite il “portale ISEE” disponibile sul sito www.inps.it.
Nel predetto portale il cittadino potrà presentare la propria DSU tramite un percorso di acquisizione telematica assistita che sarà di supporto in tutta la fase di inserimento delle informazione da autodichiarare.
Tale percorso di acquisizione prevede, in primo luogo, la verifica della sussistenza dei requisiti per la compilazione della DSU mini; in caso contrario, in virtù delle prestazioni richieste e delle caratteristiche del nucleo familiare si procederà alla compilazione del DSU nella sua versione originaria.
Successivamente l’INPS renderà disponibile al dichiarante l’attestazione riportante l’ISEE che potrà poi essere usata da qualunque componente il nucleo familiare per richiedere prestazioni sociali agevolate, nonché agevolazioni nell’accesso ai servizi di pubblica utilità.
La stessa attestazione è resa disponibile anche dagli stessi Enti ai quali è stata presentata la dichiarazione ovvero dagli intermediari incaricati alla ricezione della DSU.
La DSU ha validità dal momento della presentazione al 15 gennaio dell’anno successivo; decorso tale termine, non si potrà utilizzare la DSU scaduta per la richiesta di nuove prestazioni, fermo restando la validità della stessa per le prestazioni già richieste.

L’ISEE è reso disponibile entro 10 giorni lavorativi e di norma fa riferimento ai redditi dichiarati al fisco l’anno precedente ovvero ai redditi percepiti nel secondo anno solare anteriore la DSU. In casi particolari, però, tali redditi non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare a causa di rilevanti variazioni intervenute a seguito di eventi avversi, come può essere la perdita del posto di lavoro.
In tali situazioni è data la possibilità di calcolare l’ISEE corrente e aggiornare i propri dati reddituali, ma solo in presenza:
– di un ISEE in corso di validità;
– di una variazione della situazione lavorativa per uno o più componenti il nucleo familiare;
– di una variazione della situazione reddituale complessiva superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata in precedenza.

Dal momento della presentazione della DSU (modulo MS), l’ISEE corrente ha una validità di due mesi.

Associazioni no profit e pro-loco: tracciabilità dei pagamenti superiori a 516,46 euro

L’ Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 102 del 2014 ha chiarito che l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti/versamenti di importo superiore ad euro 516,46 trova applicazione anche nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle associazioni pro-loco

L’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133 dispone che i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a euro 516,46 sono eseguiti tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.
Infatti, i versamenti effettuati dagli enti sopra richiamati, comprese le erogazioni liberali a favore degli stessi, i contributi a qualsiasi titolo concessi, le quote associative ed i proventi che non concorrono a formare il reddito imponibile, possono essere eseguiti, oltre che tramite conti correnti bancari o postali, anche mediante carte di credito o bancomat. Analoghe modalità devono essere utilizzate per l’effettuazione dei pagamenti a favore dei medesimi enti, sempre se di importo superiore alla soglia normativamente prevista.
La stessa disposizione ricollega chiaramente la previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398 del 1991. Deve quindi dedursi la volontà del legislatore di estendere la norma che impone la tracciabilità delle movimentazioni di denaro in capo agli enti che abbiano optato per l’applicazione della legge n. 398 del 1991, in modo che venga assicurata la possibilità di operare i necessari controlli in relazione a tutti i contribuenti che si avvalgano del regime di favore recato dalla medesima legge. Pertanto, la disposizione dell’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica agli enti che siano destinatari delle disposizioni di cui alla legge n. 398 del 1991, a prescindere dalla circostanza che gli stessi risultino o meno espressamente destinatari anche delle “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche”.
In conclusione, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche (quali le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro, in forza dell’articolo 90, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289; le associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare, legalmente costituite senza fini di lucro, ai sensi dell’articolo 2, comma 31, della legge 24 dicembre 2003, n. 350), ma anche alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.
Infine, si ritiene che qualora vengano meno nel corso dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla legge n. 398 del 1991, ivi compreso quindi il requisito della tracciabilità dei pagamenti, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuti meno i requisiti.

Incentivi per l’acquisto dei veicoli ecologici: cambiano i criteri per l’accesso

L’articolo 39 del decreto legge 133/2014 (c.d. “Sblocca Italia”) convertito in legge 164/2014 ha apportato alcune modifiche ai criteri relativi all’accesso agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni complessive, disciplinati dagli artt. 17 bis, 17 -decies e 17-undecies del decreto legge 83/2012.

A coloro che acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria e immatricolano, un veicolo nuovo di fabbrica a basse emissioni complessive e che consegnano per la rottamazione un veicolo di cui siano proprietari o utilizzatori, in caso di locazione finanziaria, è riconosciuto un contributo pari al:
a) fino al 20 % del prezzo di acquisto, nel 2013 e 2014, fino ad un massimo di 5.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 50 g/km;
b) fino al 15 % del prezzo di acquisto, nel 2015, fino ad un massimo di 3.500 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 50 g/km;
c) fino al 20 % del prezzo di acquisto, nel 2013 e 2014, fino ad un massimo di 4.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 95 g/km;
d) fino al 15 % del prezzo di acquisto, nel 2015, fino ad un massimo di 3.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 95 g/km;
e) fino al 20 % del prezzo di acquisto, nel 2013 e 2014, fino ad un massimo di 2.000 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 120 g/km;
f) fino al 15 % del prezzo di acquisto, nel 2015, fino ad un massimo di 1.800 euro, per i veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO 2 non superiori a 120 g/km.
Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dalla data di operatività della piattaforma di prenotazione dei contributi, resa nota per gli anni 2014 e 2015 sul sito web www.bec.mise.gov.it, e fino al 31 dicembre 2015.
È stato eliminato il vincolo in base al quale il veicolo risulti immatricolato almeno dieci anni prima della data di acquisto del veicolo nuovo e quello del possesso di almeno dodici mesi del veicolo da rottamare sempre dalla data di acquisto del veicolo nuovo.
Infine, possono accedere agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni complessive non solo i veicoli intesi come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa ma anche quelli dati in disponibilità ai dipendenti in uso proprio e per lo svolgimento dell’attività lavorativacioè destinati ad uso promiscuo dei dipendenti.

Incentivi fiscali del “DL Sblocca Italia”: le modifiche con la conversione in legge

A seguito della conversione del “DL Sblocca Italia”, n. 133/2014, in L. n. 164/2014, sono state apportate diverse modifiche in materia di semplificazioni edilizie e incentivi fiscali in favore del settore immobiliare.

In particolare, l’articolo 21 del DL sblocca Italia, prevede una specifica deduzione ai fini IRPEF, in favore di chi, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, acquista un’immobile ad uso abitativo per cederlo in affitto. In particolare, alla persona fisica non esercente attività commerciale, che acquista unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione, invendute al 12 novembre 2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione) di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e di risanamento conservativo è riconosciuta una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro, nonché degli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto delle unità immobiliari medesime.
La deduzione spetta a condizione che:
a) l’unità immobiliare acquistata sia destinata, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per almeno otto anni e purché tale periodo abbia carattere continuativo; il diritto alla deduzione, tuttavia, non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data della suddetta risoluzione del precedente contratto;
b) l’unità immobiliare medesima sia a destinazione residenziale, e non sia classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
c) l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone omogenee classificate E, ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
d) l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B, ai sensi dell’allegato 4 delle Linee Guida nazionali per la classificazione energetica degli edifici di cui al Decreto Ministeriale 26 giugno 2009, ovvero ai sensi della normativa regionale, laddove vigente;
e) il canone di locazione non sia superiore a quello indicato nella convenzione di cui all’articolo 18 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ovvero non sia superiore al minore importo tra il canone definito ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e quello stabilito ai sensi dell’articolo 3, comma 114, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;
f) non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario.
Le persone fisiche non esercenti attività commerciale possono cedere in usufrutto, anche contestualmente all’atto di acquisto e anche prima della scadenza del periodo minimo di locazione di otto anni, le unità immobiliari acquistate con le agevolazioni fiscali, a soggetti giuridici pubblici o privati operanti da almeno dieci anni nel settore dell’alloggio sociale, a condizione che venga mantenuto il vincolo alla locazione di cui sopra e che il corrispettivo di usufrutto, calcolato su base annua, non sia superiore all’importo dei canoni di locazione calcolati con le citate modalità.

Inoltre, in materia di accordi di riduzione del canone di locazione, la registrazione dell’atto con il quale il locatore e il conduttore dispongono esclusivamente la riduzione del canone di locazione di un contratto ancora in essere è esente dalle imposte di registro e di bollo.
Nella definizione degli accordi, le parti possono avvalersi dell’assistenza delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori. Il conduttore, con propria comunicazione, può avanzare richiesta motivata di riduzione del canone contrattuale. Ove la trattativa si concluda con la determinazione di un canone ridotto è facoltà dei comuni riconoscere un’aliquota ridotta dell’imposta municipale propria. (ART. 19)