Brevetti, marchi e disegni industriali: dal 2 febbraio del domande sono online

Dal 2 febbraio 2015 sarà possibile trasmettere da casa, online, direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, le domande di brevetto, marchio e disegno industriale (Agenzia entrate – risoluzione n. 11/2015).

La nuova modalità di deposito è disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e consente oltre alla compilazione guidata dei moduli online, di provvedere al pagamento delle tasse dovute tramite modello F24 “Versamenti con elementi identificativi” o F24 “Enti pubblici”.

A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto i seguenti codici tributo per effettuare i pagamenti dei diritti relativi ai titoli di proprietà industriale e le tasse sulle concessioni governative sui marchi, connessi alla nuova modalità di deposito telematico:

– “C300” denominato “Brevetti e Disegni – Deposito, Annualità. Diritti di opposizione. Altri tributi”;
– “C301” denominato “Annualità Convalida Brevetto Europeo”;
– “C302” denominato “Marchio – Primo Deposito, Rinnovo”.

Non paga l’IRAP il medico che si avvale di un inserviente

La Corte di Cassazione con sentenza 27 gennaio 2015, n. 1544 non assoggetta ad Irap il professionista che si avvale di un lavoratore part-time, in quanto la mera sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente non costituisce di per se stessa indice indefettibile della presenza di un’autonoma organizzazione.

Il caso

L’Agenzia delle Entrate ricorre contro una pediatra, convenzionata con il servizio Sanitario Nazionale, che nell’esercizio della propria attività si avvale di un inserviente part-time, per la cassazione della sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Toscana ha negato che la contribuente fosse tenuta al versamento dell’IRAP per l’anno 2006, ritenendo che non ricorresse il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.
Le conclusioni

I giudici della Suprema Corte osservano che non può trovare accoglimento il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, non potendosi condividere l’assunto della difesa erariale secondo cui, per un medico, la collaborazione di un “inserviente part-time” sarebbe di per se stessa sufficiente, a prescindere dal concreto contenuto qualitativo e quantitativo delle relative prestazioni, ad integrare il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.
L’automatica sottopozione ad IRAP del lavoratore autonomo che disponga di un dipendente, qualsiasi sia la natura del rapporto e qualsiasi siano le mansioni esercitate, vanificherebbe l’affermazione di principio desunta dalla lettera della legge e dal testo costituzionale secondo cui il giudice deve accertare in concreto se la struttura organizzativa costituisca un elemento potenziatore ed aggiuntivo ai fini della produzione del reddito, tale da escludere che l’IRAP divenga una (probabilmente incostituzionale) «tassa sui redditi di lavoro autonomo».
L’apporto, quindi, fornito all’attività di un professionista dall’utilizzo di ordinarie prestazioni ausiliarie (come quelle di un segretario o di un inserviente)non costituisce di per se stesso, a prescindere da qualunque analisi qualitativa e quantitativa di tali prestazioni, un indice indefettibile della presenza di un’autonoma organizzazione, dovendosi al contrario ritenere che l’apporto di un collaboratore che apra la porta o risponda al telefono mentre il medico visita il paziente o l’avvocato riceve il cliente, o che tenga i ferri mentre il dentista opera, rientri, secondo l’id quod plerumque accidit, nel minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale.
Compete al giudice di merito apprezzare, con un giudizio di fatto censurabile solo sotto il profilo del vizio di motivazione, se nel caso concreto, per le specifiche modalità qualitative e quantitative delle prestazioni lavorative di cui il professionista si avvale, le stesse debbano giudicarsi eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale.

Risparmio energetico e ristrutturazione: prorogate le detrazioni

La Legge di Stabilità per il 2015 è intervenuta con i commi 47, 48 e 657 anche in materia di ecobonus e ristrutturazione.

Le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica si applicano, nella misura del 65%, anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015.
La suddetta detrazione si applica, nella misura del 65%, anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:
– per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015;
– per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari, sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.
La stessa detrazione si applica altresì alle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
Per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili, la detrazione è pari al 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015.
Per le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici spetta, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 65% per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2015.
Per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, è prevista una detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, nella misura del 50% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Tali spese sono computate, ai fini della fruizione della detrazione d’imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.
Nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile, spetta una detrazione del 65%. La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un’aliquota del 36% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare risultante nell’atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l’importo massimo di 48.000 euro.
Infine, a seguito dell’approvazione della Legge di Stabilità, è stata aumentata dal 4% all’8% la ritenuta operata dalle banche e Poste Italiane SPA, a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.

Metodo retributivo e nessuna maggiorazione IRAP per i Confidi

Forniti chiarimenti in materia di IRAP, circa la determinazione della base imponibile e dell’aliquota applicabile ai Confidi (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 19 gennaio 2015, n. 5/E).

Ai fini IRAP i consorzi di garanzia collettiva fidi determinano il valore della produzione netta con il metodo retributivo, secondo le disposizioni previste per gli enti privati non commerciali.
Ai Confidi, dunque, non può essere applicato il regime IRAP proprio delle banche ed altri soggetti finanziari.
Infatti, da sempre, nei modelli di dichiarazione, i Confidi sono stati inseriti nella sezione del quadro IRAP riservata ai soggetti esercenti attività industriali e commerciali, al pari delle cooperative edilizie (anch’esse soggette alle medesime e peculiari regole di calcolo della base imponibile) e non già nella Seconda Sezione (riservata alle banche ed agli altri soggetti finanziari), pur nella consapevolezza che si trattasse di soggetti finanziari; in linea con le osservazioni svolte è anche l’attuale collocazione nel modello IRAP 2014 (rigo IC63 della Sezione V – Società in regime forfetario).
Pertanto, i Confidi, che determinano la base imponibile col “metodo retributivo”, non devono applicare la maggiorazione di aliquota prevista per le banche e gli altri enti finanziari.

Tra i redditi diversi le plusvalenze da cessione di contratto preliminare

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 19 gennaio 2015, n. 6/E, chiarisce che nel caso di cessione di un contratto preliminare la relativa plusvalenza è tassata come reddito diverso.

Il Fisco fornisce chiarimenti sul corretto trattamento fiscale da applicare per la cessione di un contratto preliminare, avente per oggetto l’acquisto di un’unità abitativa in un complesso immobiliare ancora in fase di costruzione, e da cui sia scaturita una differenza positiva tra il corrispettivo ricevuto e l’acconto versato in sede di stipula del contratto in oggetto.
Il contratto preliminare non ha effetti reali, ossia non trasferisce la proprietà del bene, ma produce esclusivamente effetti obbligatori, nel senso che comporta il sorgere di determinati impegni in capo alle parti contraenti.
Nel caso specifico il soggetto istante assume l’obbligo di non essere presente al momento della stipula del contratto definitivo e, di conseguenza, di non sottoscrivere lo stesso.
Dunque, l’unica categoria di reddito in cui può essere incluso il corrispettivo percepito dall’istante è quella dei redditi diversi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.
Conseguentemente, il reddito è determinato dalla differenza fra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla sua produzione.

Approvato il 730/2015: le principali novità della dichiarazione

Sono stati approvati, con il provvedimento n. 4791/2015 dell’Agenzia delle Entrate, i modelli e le relative istruzioni per la dichiarazione semplificata dei redditi percepiti nel 2014, da parte di dipendenti e pensionati che si avvalgono dell’assistenza fiscale.

In particolare, con il predetto provvedimento, oltre al Modello di dichiarazione 730/2015, sono stati approvati: il Modello 730-1 (per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF); il Modello 730-2 per il sostituto d’imposta ed il Modello 730-2 per il CAF e per il professionista abilitato (che costituisce la ricevuta di consegna della dichiarazione da parte del contribuente); il Modello 730-3 (prospetto di liquidazione relativo all’assistenza fiscale prestata); i Modelli 730-4 e 730-4 integrativo relativi alla comunicazione, alla bolla di consegna e alla ricevuta del risultato contabile al sostituto d’imposta. Lo stesso provvedimento stabilisce, altresì, che i medesimi Modelli 730/2015 dovranno essere utilizzati anche per presentare la dichiarazione precompilata, in vigore da quest’anno.
Ecco alcune delle principali novità che caratterizzano la dichiarazione dei redditi di quest’anno e in particolare il Modello 730/2015.

NUOVE SCADENZE
Entro il 7 marzo 2015 il datore di lavoro, direttamente o tramite intermediario incaricato, deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica 2015, che da quest’anno sostituisce il CUD e viene utilizzato dalla stessa Agenzia per predisporre la dichiarazione precompilata.
A partire dal 15 aprile 2015 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione di dipendenti e pensionati la dichiarazione precompilata, in un apposita sezione riservata del proprio sito internet, alla quale si accede con PIN personale.
Per tutti, indistintamente, il termine ultimo per presentare la dichiarazione semplificata (sia precompilata, sia ordinaria) è fissato al 7 luglio 2015.

BONUS IRPEF IN BUSTA PAGA
Dal 2014, il datore di lavoro corrisponde ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 26.000 euro, il “bonus IRPEF in busta paga” (massimo 80 euro). Chi presta l’assistenza fiscale deve ricalcolare l’ammontare del credito tenendo conto di tutti i redditi presenti nel modello 730. Il bonus spettante è indicato nel prospetto di liquidazione (modello 730-3). Per consentire a chi presta l’assistenza fiscale di calcolare correttamente il bonus, deve essere compilato il rigo C14 del modello 730/2015. Inoltre, da quest’anno, l’indicazione nel rigo C4 delle somme percepite per incremento della produttività è obbligatoria, perché l’informazione è necessaria per la corretta determinazione del “bonus IRPEF in busta paga”.

COMPENSAZIONE DEI CREDITI
Per utilizzare in compensazione i crediti che emergono dalla dichiarazione, non è più possibile presentare il modello di pagamento F24 alla banca o all’ufficio postale, ma devono essere utilizzati, direttamente o tramite un intermediario abilitato, esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, nei casi in cui il saldo finale è uguale a zero. I modelli F24 contenenti crediti utilizzati in compensazione e con saldo finale maggiore di zero oppure i modelli F24 con saldo superiore a 1.000 euro, possono essere presentati esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate o mediante i servizi di internet banking.

CEDOLARE SECCA
Nel caso di opzione per la cedolare secca, la misura dell’aliquota agevolata prevista per i contratti di locazione a canone concordato nei comuni ad alta densità abitativa è ridotta dal 15 al 10 per cento. L’aliquota agevolata si applica anche ai contratti di locazione a canone concordato stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei cinque anni precedenti la data del 28 maggio 2014, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi. Inoltre, l’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

INVESTIMENTI IN IMMOBILI ABITATIVI PER L’AFFITTO
È riconosciuta una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 300.000 euro da ripartire in otto quote annuali, per l’acquisto o la costruzione di immobili abitativi da destinare, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, alla locazione per una durata complessiva non inferiore a otto anni. L’importo corrispondente è evidenziato al rigo E32.

DETRAZIONE INQUILINI ALLOGGI SOCIALI
Agli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale spetta una detrazione pari a 900 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, e a 450 euro, se il reddito complessivo non supera 30.987,41 euro. L’importo corrispondente è evidenziato al rigo E71. Se la detrazione risulta superiore all’imposta lorda, chi presta l’assistenza fiscale deve riconoscere un credito pari alla quota della detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta.

DETRAZIONE CANONI D’AFFITTTO TERRENI AGRICOLI
Ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola under 35 anni, spetta una detrazione pari al 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli, entro il limite di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto e fino a un massimo di 1.200 euro annui. L’importo corrispondente è evidenziato al rigo E82.

ART BONUS
È riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate a sostegno della cultura, cd. “Art-Bonus”. L’importo corrispondente è evidenziato al rigo G9. Il credito spetta nel limite del 15% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata è fruibile negli anni successivi.

DETRAZIONE PREMI ASSICURATIVI
Per i premi assicurativi sono previsti due differenti limiti di detraibilità:
– i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5% sono detraibili per un importo non superiore a 530 euro. L’importo corrispondente è evidenziato ai righi da E8 a E12, utilizzando il codice 36;
– i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana sono detraibili per un importo non superiore a euro 1.291,14, al netto dei premi aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente. L’importo corrispondente è evidenziato ai righi da E8 a E12, utilizzando il codice 37.

DETRAZIONI PER EROGAZIONI LIBERALI
Sono elevate dal 24 al 26% le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle Onlus e dei partiti politici. In particolare, le erogazioni a favore dei partiti politici sono detraibili per importi compresi tra 30 e 30.000 euro. L’importo corrispondente alle erogazioni in favore delle ONLUS è evidenziato ai righi da E8 a E12, utilizzando il codice 41. Invece, l’importo corrispondente alle erogazioni in favore dei partiti politici è evidenziato ai righi da E8 a E12, utilizzando il codice 42.

DETRAZIONE RISTRUTTURAZIONI E BONUS MOBILI
È prorogata la detrazione del 50% per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio e per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

DETRAZIONE RISPARMIO ENERGETICO E MISURE ANTISISMICHE
È prorogata la detrazione del 65% per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici e per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità.

DOMICILIO FISCALE
Ai fini del calcolo delle addizionali regionali e comunali, a decorrere dal 2014, entrambe devono essere applicate facendo riferimento al domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno d’imposta.

RIMBORSI SUPERIORI A 4.000 EURO
In caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia entro sei mesi dal 7 luglio (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio). All’esito dei controlli, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso entro il settimo mese successivo al 7 luglio (oppure entro il settimo mese successivo alla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 7 luglio). I controlli preventivi non vengono effettuati se è stato presentato il 730 precompilato, senza modifiche, direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta.

MODELLO 730 PRECOMPILATO

Quest’anno debutta il Modello 730 Precompilato, che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, nell’apposita sezione riservata al 730-precompilato, a partire dal 15 aprile 2015.
Il modello 730 precompilato viene reso disponibile ai lavoratori dipendenti e ai pensionati che hanno presentato il Modello 730/2014 e hanno ricevuto la Certificazione Unica 2015 con le informazioni relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e/o ai redditi di pensione percepiti nell’anno 2014. La dichiarazione precompilata viene predisposta anche per i contribuenti, in possesso della Certificazione Unica 2015, che hanno presentato il modello Unico PF2014 pur avendo i requisiti per presentare il modello 730, oppure hanno presentato, oltre al modello 730, anche i quadri RM, RT e RW del Modello Unico PF2014.
Chi riceve il Modello 730 precompilato non è obbligato ad utilizzarlo, ma può scegliere di presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello Unico). Tuttavia, chi riceve il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), è obbligato a presentare la dichiarazione utilizzando il modello Unico.
Oltre al modello 730 precompilato, nell’apposita sezione sono disponibili:
un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione (ad esempio i dati del sostituto che ha inviato la Certificazione Unica oppure i dati della banca che ha comunicato gli interessi passivi sul mutuo). Se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate risultano incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione ma sono esposte nell’apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato;
l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga;
il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.
Il modello 730 precompilato può essere presentato:
– direttamente tramite il sito internet,
al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale;
a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale).
Nelle ultime due ipotesi, il sostituto d’imposta, il CAF o il professionista deve farsi rilasciare un’apposita delega dal contribuente per l’accesso al proprio modello 730 precompilato.

Credito d’imposta per assunzioni di personale altamente qualificato: chiarimenti ministeriali

A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, a decorrere dal 26 giugno 2012, è riconosciuto un credito d’imposta per l’assunzione a tempo indeterminato di personale altamente qualificato. Con la Circoalre n. 828, del 9 gennaio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce chiarimenti sulle modalità di fruizione del beneficio.

CARATTERISTICHE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta è concesso nel limite massimo di 200.000 euro e fino ad esaurimento delle risorse disponibili, nella misura del 35% del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato di:
a) personale in possesso di un dottorato di ricerca universitario conseguito presso una università italiana o estera se riconosciuto equipollente in base alla legislazione vigente in materia;
b) personale in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, impiegato in attività di Ricerca e Sviluppo.
In particolare, per il personale di cui al punto b), ai fini del beneficio è previsto l’impiego specifico nelle seguenti attività:
– lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;
– ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi indicati al punto seguente;
– acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati ad uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili.

ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA DI CONCESSIONE DEL BENEFICIO
La procedura di fruizione del credito d’imposta è stata attivata con il decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico del 28 luglio 2014, che ha stabilito le seguenti decorrenze:
– con riferimento ai costi sostenuti per le assunzioni nel periodo dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2012, le istanze di accesso al credito d’imposta possono essere presentate dal 15 settembre 2014 fino al 31 dicembre 2014;
– con riferimento ai costi sostenuti per le assunzioni nell’anno 2013, le istanze di accesso al credito d’imposta possono essere presentate dal 10 gennaio 2015;
– con riferimento ai costi sostenuti per le assunzioni nell’anno 2014, le istanze di accesso al credito d’imposta possono essere presentate dal 10 gennaio 2016.

CAUSE DI REVOCA E DECADENZA DAL CREDITO D’IMPOSTA
Il diritto a fruire del contributo decade:
– se il numero complessivo dei dipendenti è inferiore o pari a quello indicato nel bilancio presentato nel periodo di imposta precedente all’applicazione del beneficio fiscale;
– se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese;
– se l’impresa beneficiaria delocalizza in un Paese non appartenente all’Unione europea riducendo le attività produttive in Italia nei tre anni successivi al periodo di imposta in cui ha fruito del contributo;
– nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, nonché nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale.

CHIARIMENTI MINISTERIALI
In seguito all’attivazione della procedura di concessione del credito d’imposta, sono stati evidenziati alcuni dubbi applicativi, con riferimento alle ipotesi di revoca ed alle corrette modalità di compilazione delle istanze per la fruizione del beneficio, ai quali il Ministero fornisce chiarimenti, appunto, con la Circolare n. 828/2015.
L’incentivo è revocato totalmente se l’impresa nei due o tre anni successivi all’assunzione agevolata, rispettivamente per le PMI e per le imprese di grandi dimensioni, non incrementa il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato, al netto dei pensionamenti. Ai fini della verifica di tale condizione, si assume come dato occupazionale complessivo iniziale, il numero dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa rilevato dal bilancio approvato dal CdA, ed esposto nella nota integrativa, relativo all’esercizio precedente a quello in cui e intervenuta l’assunzione agevolata. A tal proposito, il Ministero chiarisce che, sia per le imprese che nella nota integrativa non hanno indicato il dato occupazionale, sia per quelle non tenute alla redazione del bilancio, il dato deve essere rilevato dal Libro Unico del Lavoro, indicando il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato in essere al 31 dicembre. Per la corretta compilazione dell’istanza di fruizione del credito d’imposta, dunque, la base occupazionale iniziale deve essere rilevata dalla seguente documentazione aziendale: dalla nota integrativa e, in mancanza, dal L.U.L..
L’incentivo è revocato, inoltre, in caso di mancata conservazione, ovvero di mancato mantenimento del rapporto di lavoro agevolato per almeno due anni, per le PMI, e per almeno 3 anni per le imprese di grande dimensione. Al riguardo il Ministero chiarisce che, fermo restando il rispetto della condizione generale di incremento della base occupazionale, nel caso in cui il credito d’imposta sia stato concesso per l’assunzione di più dipendenti, l’eventuale mancata conservazione parziale dei nuovi posti di lavoro per i quali si fruisce del credito d’imposta, determina la revoca parziale del credito concesso, con riferimento ai singoli dipendenti per i quali il rapporto di lavoro non e stato conservato. Tuttavia, qualora entro 60 giorni il dipendente cessato venga sostituito da figura professionale avente le stesse caratteristiche, il credito d’imposta spettante resta invariato. A tal fine è necessario comunicare tempestivamente al Ministero dello sviluppo economico la sostituzione, inviando mediante PEC all’indirizzo “cipaq@pec.sviluppoeconomico.gov.it”, l’apposita istanza firmata digitalmente dal legale rappresentate dell’impresa e la dichiarazione del soggetto certificatore, redatte secondo gli schemi allegati alla Circolare n. 828/2015. Qualora la sostituzione determini un minor costo aziendale, proporzionalmente sarà ridotto anche il credito d’imposta gia concesso; se, invece, la sostituzione determina un maggior costo aziendale, il credito concesso resterà invariato.

Pronti i nuovi dichiarativi fiscali

L’Agenzia delle Entrate, con una serie di provvedimenti (4793, 4790, 4791, 4792, 4774, 4777), ha approvato definitivamente il 730/2015, la nuova Certificazione Unica (CU) che sostituisce il vecchio Cud, i modelli 770/2015 Semplificato e Ordinario, i modelli Iva/2015 e Iva Base/2015 e le istruzioni al modello di comunicazione IVA.

Il modello 730, dedicato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, da quest’anno sarà disponibile in forma precompilata, a partire dal prossimo 15 aprile. Potranno usufruire di questa importante semplificazione i contribuenti che hanno presentato il modello 730/2014 e che riceveranno nel 2015 la Certificazione Unica per i redditi percepiti lo scorso anno.
Le Certificazioni Uniche consegnate ai percipienti entro il mese di febbraio, devono essere trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate dai sostituti d’imposta entro il successivo 7 marzo.
Con la Precompilata sarà possibile accettare, integrare o modificare il contenuto della propria dichiarazione direttamente online, se in possesso delle abilitazioni, oppure tramite il proprio sostituto d’imposta, un Caf o un professionista abilitato.
A partire dal 15 aprile, le Entrate metteranno a disposizione la dichiarazione precompilata direttamente sul loro sito internet. Per accedere alla sezione del sito dedicata al 730, i contribuenti dovranno disporre del codice pin. Una volta effettuato il login, i cittadini potranno accedere al proprio 730, all’esito della liquidazione e ai principali dati (redditi e spese) utilizzati per assemblare la Precompilata. Chi non dispone del codice pin potrà rivolgersi al proprio sostituto d’imposta, se presta assistenza fiscale, a un Caf o a un professionista abilitato.
Chi sceglie la dichiarazione precompilata può accettarla così com’è oppure modificarla online, rettificando i dati comunicati dall’Agenzia e/o inserendo ulteriori informazioni. In alternativa, potrà delegare il proprio sostituto d’imposta (se presta assistenza fiscale), un centro di assistenza fiscale o un professionista abilitato. Il contribuente può in ogni caso continuare a presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie, compilando il modello 730 cartaceo e presentandolo al proprio sostituto, ad un Caf o ad un professionista abilitato. In entrambi i casi la dichiarazione va trasmessa entro il 7 luglio.
Tra le principali novità fiscali presenti nei modelli 2015 ritroviamo il bonus Irpef riconosciuto in busta paga ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 26mila euro, la nuova misura della detrazione per le erogazioni liberali a favore delle Onlus elevata dal 24 al 26%, la deduzione del 20% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 300 mila euro, per l’acquisto o la costruzione di immobili abitativi da destinare alla locazione e il credito di imposta del 65% per le donazioni a sostegno della cultura (art-bonus).
Sono stati pubblicati inoltre i modelli 770/2015 Semplificato e Ordinario, i modelli Iva/2015 e le nuove istruzioni per la comunicazione annuale dati Iva.
I modelli IVA 2015 recepiscono le innovazioni normative nella disciplina dell’imposta del valore aggiunto quali: il nuovo regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni, il quadro VX è stato modificato per recepire le nuove modalità di esecuzione dei rimborsi introdotte dal decreto legislativo “semplificazioni” n.175/2014, Il plafond per gli esportatori abituali, le caselle relative alle opzioni per la determinazione forfetaria del reddito esercitate dalle società agricole nel quadro VO.

Legge di Stabilità 2015 e Irap: ecco le novità

La Legge di Stabilità 2015 dedica particolare attenzione all’Irap introducendo importanti novità con effetti in alcuni casi già dal 2014.

L’intento della nuova Legge di Stabilità è sicuramente quello di ridurre il prelievo fiscale in capo alle imprese prevedendo a tal fine:
– la deduzione integrale del costo complessivo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato dalla base imponibile Irap;
– un credito d’imposta per tutte imprese che non occupano lavoratori dipendenti (ad es. collaboratori a progetto o lavoratori occasionali).

Inoltre, con effetto dal periodo d’imposta 2014, si ha il ripristino delle aliquote Irap vigenti per il periodo 2013.

Deduzione del costo del lavoro dall’imponibile Irap

Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, sarà possibile ridurre la base imponibile Irap del costo del lavoro, sostenuto in riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, eccedente l’ammontare delle deduzioni, analitiche e forfetarie, riferibili al medesimo costo. Per gli imprenditori agricoli, la deduzione è concessa anche per i contratti di lavoro a tempo determinato di durata almeno triennale, a condizione che nei relativi periodi d’imposta il lavoratore abbia lavorato per almeno 150 giornate.
La nuova previsione non riguarda tutti i contribuenti ma esclusivamente:
– le Società di capitali e enti commerciali;
– le Società di persone e imprese individuali;
– le Banche e altri enti e società finanziarie;
– le Imprese di assicurazione;
– le Persone fisiche, società semplici e quelle ad esse equiparate (società di armamento, società di fatto, associazioni senza personalità giuridica) esercenti arti e professioni;
– i Produttori agricoli titolari di reddito agrario (esclusi quelli con volume d’affari annuo non superiore a 7.000 euro).

Ai fini del calcolo, è ammessa in deduzione dalla base imponibile Irap la differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente e l’ammontare delle seguenti deduzioni previste dall’art. 11 del D.Lgs. n. 446/1997:
– contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro (co. 1, lett. a), n. 1);
– € 7.500, su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 13.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; per i lavoratori impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, tali importi, sono ulteriormente incrementati fino a 15.000,00 euro ovvero a 21.000 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni (co. 1, lett. a), n. 2 e 3);
– contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (co. 1, lett. a), n. 4);
– spese relative agli apprendisti, ai disabili, per il personale assunto con contratti di formazione e lavoro, nonché i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo (co. 1, lett. a), n. 5);
– per le imprese autorizzate all’autotrasporto merci, le indennità di trasferta previste contrattualmente, per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente (co. 1-bis);
– € 1.850, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d’imposta fino a un massimo di cinque (co. 4-bis.1);
– € 15.000,00 in caso di incremento del numero di lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato rispetto al numero dei lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati nel periodo d’imposta precedente (co. 4-quater).

Credito d’imposta per le imprese senza dipendenti

Dal periodo d’imposta 2015, per le imprese che non si avvalgono di lavoratori dipendenti spetta un credito d’imposta pari al 10% dell’imposta lorda.
Il suddetto credito è rivolto agli stessi beneficiari della deduzione del costo del lavoro dall’imponibile Irap ed è utilizzabile in compensazione nel modello F24, a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente dichiarazione.

Ripristino aliquote Irap

La Legge di Stabilità 2015 annulla lo sconto sulle aliquote, introdotto a partire dal periodo d’imposta 2014, ripristinando le seguenti aliquote vigenti per il periodo d’imposta 2013:
– 3,90% aliquota base;
– 4,20%, per le società di capitali ed enti commerciali che esercitano attività di imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori;
– 4,65%, per le banche e società finanziarie;
– 5,90%, per le imprese di assicurazione;
– 1,90%, per gli operatori del settore agricolo e cooperative della piccola pesca e loro consorzi.

Tutto pronto per la Certificazione Unica 2015

Pubblicata la nuova la Certificazione Unica “CU 2015” che, da quest’anno manda in pensione il CUD e consente di far confluire in un unico documento tutti i redditi corrisposti nel 2014, anche quelli finora certificati in forma libera (Agenzia entrate – provvedimento n. 4790/2015).

La Certificazione Unica riguarda quindi i redditi di lavoro dipendente e assimilati, certificati in precedenza mediante il modello CUD, i redditi di lavoro autonomi, le provvigioni, i corrispettivi erogati nel 2014 per prestazioni relative a contratti d’appalto, le indennità per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma, le ritenute d’acconto operate, le detrazioni effettuate e l’ammontare dei redditi corrisposti nell’anno 2014 che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, dei dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS comprensivo delle Gestioni Dipendenti Pubblici (ex INPDAP).
La Certificazione Unica 2015 comprende anche il quadro “CT”, mediante il quale i sostituti d’imposta comunicano all’Agenzia delle Entrate la sede telematica dove ricevere il flusso contenente i risultati finali delle dichiarazioni 730 (modello 730-4 e modello 730-4 integrativo).
I modelli sono resi disponibili sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it e www.finanze.gov.it e le relative modalità di invio sono rese disponibili nel provvedimento di approvazione.
Devono inoltre essere rilasciate ai contribuentI entro il 28 febbraio 2015 e qualora il sostituto abbia rilasciato una certificazione relativa ai redditi erogati nel 2014 prima dell’approvazione della nuova Certificazione Unica, entro il suddetto termine, deve rilasciare una nuova CU 2015 comprensiva dei dati già certificati.
Entro il 7 marzo, invece, devono essere inviate all’Agenzia delle Entrate, fatta eccezione per quelle relative:
– agli utili corrisposti e dei proventi ad essi equiparati, delle ritenute operate e delle imposte sostitutive applicate;
– ai redditi non soggetti ad imposizioni in Italia, in quanto il percipiente è residente in uno Stato estero con cui è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte dirette;
– ai redditi diversi da quelli di lavoro dipendente, rilasciate a soggetti residenti all’estero, nei casi in cui non è obbligatoria l’indicazione del codice fiscale del percipiente nella Certificazione Unica;
– ai redditi erogati dall’Inps agli eredi residenti all’estero del sostituito, per i quali non è stata fatta richiesta di attribuzione del codice fiscale.