Agevolazioni a favore degli esercenti il trasporto merci e persone

Sin dalla prossima scadenza utile riferita ai consumi di gasolio dell’anno 2016, possono presentare la dichiarazione trimestrale di rimborso esclusivamente gli esercenti in possesso di veicoli di categoria euro 3 o superiore.

(Agenzia delle dogane – Nota 07 marzo 2016, n. 28154)

Nell’ambito dell’autotrasporto, la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), ha ristretto all’art. 1, comma 645, il campo di applicazione dell’agevolazione prevista a favore degli esercenti il trasporto merci e di determinate imprese che svolgono trasporto persone, escludendone a decorrere dal 1º gennaio 2016 il gasolio consumato dai veicoli di categoria euro 2 o inferiore, in aggiunta ai veicoli di categoria euro 0 o inferiore già esclusi con la Legge di Stabilità 2015, con effetto dal 1° gennaio 2015.
Associazioni di settore, studi tributari nonché soggetti interessati dalla misura sostanzialmente promuovono l’equiparabilità a veicoli di categoria euro 3 o superiore, e quindi l’inclusione nel beneficio fiscale previsto sui consumi di gasolio, di mezzi di trasporto classificati euro 2 o euro 1 previa installazione di peculiari sistemi di riduzione del particolato, in quanto, i sistemi riconosciuti idonei ridurrebbero notevolmente le emissioni inquinanti derivanti dalla diffusione delle polveri sottili dei motori diesel nell’atmosfera così consentendo l’inquadramento del veicolo nella fascia di appartenenza richiesta nella domanda di omologazione.
Al riguardo, la Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha chiarito che l’installazione su veicoli di categoria euro 2 od euro 1 di sistemi per la riduzione del particolato non comporta, di per sé, l’equiparazione di tali mezzi a quelli di cui alle categorie euro 3 o superiore.
Tali dispositivi consentono la riconducibilità alla categoria superiore solo quando al parametro delle emissioni inquinanti, e quindi al fine di ovviare ai divieti di circolazione dei veicoli saltuariamente stabiliti per le città con più elevata densità di polveri sottili ma, non soddisfacendo gli altri requisiti richiesti (quali, ad esempio, i sistemi di sicurezza), non permettono la classificazione del mezzo di trasporto nella categoria diversa da quella originaria.
Non sussistono, quindi, nei casi in esame i presupposti legittimanti il riconoscimento del beneficio ai suddetti veicoli, e la tassatività delle condizioni di consumo fissate dalle disposizioni tributarie di cui in premessa per poter beneficiare dell’impiego agevolato non consente l’accesso a qualsivoglia fattispecie assimilata che non sia contemplata da norma espressa.

Finanziamento della Formazione Professionalizzante “EBIFORM”: ecco la causale contributo

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto la causale contributo da indicare nel modello F24 per il finanziamento dell’Ente Bilaterale per la Formazione Professionalizzante in Artigianato, Agricoltura, Costruzioni, Industria, Servizi e delle Attività socio Educative “EBIFORM” (Agenzia delle Entrate – risoluzione 09 marzo 2016, n. 10/E).

Il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale va effettuato mediante il modello di pagamento F24, indicando nella sezione Inps, causale contributo:
– “EBIF” denominata “Ente Bilaterale per la Formazione Professionalizzante in Artigianato, Agricoltura, Costruzioni, Industria, Servizi e delle Attività socio Educative “EBIFORM”.

In sede di compilazione del modello, inoltre, deve essere indicato il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell’azienda, il mese e l’anno di riscossione del contributo e l’importo versato.

Start-up innovative: costituzione semplificata in forma digitale

9 MAR 2016 Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 17 febbraio 2016 con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il modello standard di atto costitutivo e statuto per le start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata e le modalità di iscrizione al registro delle imprese.

Al fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale, e in particolare di società che hanno per oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, in attuazione della disciplina istitutiva delle start-up innovative, il Ministero dello Sviluppo Economico ha adottato il “modello standard” da utilizzare per la redazione dell’atto costitutivo, dello statuto e delle successive modifiche delle start-up innovative costituite sotto di società a responsabilità limitata.

MODALITÀ DI COSTITUZIONE

In deroga alle norme del codice civile, l’atto costitutivo e lo statuto devono essere redatti in forma elettronica in conformità al modello standard allegato al Decreto Ministeriale del 17 febbraio 2016 e firmati digitalmente.
In caso di società pluripersonale gli atti suddetti devono essere firmati digitalmente da ciascuno dei sottoscrittori e, il procedimento di sottoscrizione deve completarsi entro dieci giorni dal momento dell’apposizione della prima sottoscrizione.
Ovviamente, in caso di società unipersonale i medesimi atti devono essere firma digitalmente dall’unico sottoscrittore.
In ogni caso non è necessaria l’autentica di sottoscrizione.

ISCRIZIONE AL REGISTRO IMPRESE

Una volta predisposto, il documento informatico della costituzione deve essere presentato per l’iscrizione al registro delle imprese, competente territorialmente, entro venti giorni dall’ultima sottoscrizione. Contestualmente alla domanda di iscrizione, deve essere presentata istanza di iscrizione nella sezione speciale delle start-up. L’ufficio del registro delle imprese effettua le verifiche di conformità della pratica di iscrizione e, in caso di esito positivo, procede entro 10 giorni all’iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria con la dicitura aggiuntiva “start-up costituita a norma dell’art. 4 comma 10 bis del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”.
Al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, la dicitura “iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale” viene eliminata.
In caso di cancellazione dalla sezione speciale “start-up” per motivi sopravvenuti successivamente alla valida iscrizione della stessa alla medesima sezione speciale, la società mantiene l’iscrizione nella sezione ordinaria senza alcuna necessità di modificare o ripetere l’atto. In seguito alla cancellazione dalla sezione speciale, eventuali modifiche statutarie devono essere effettuate secondo le regole ordinarie, mediante delibera dell’assemblea dei soci, con verbale redatto da notaio che provvede all’iscrizione della modifica e al deposito del verbale presso il registro delle imprese entro trenta giorni.

VERIFICHE DI CONFORMITÀ EFFETTUATE DAL REGISTRO IMPRESE

L’ufficio del registro delle imprese verifica:
– la conformità del contratto al modello standard;
– la sottoscrizione con firma digitale a norma del Codice dell’amministrazione digitale da parte di tutti i sottoscrittori o se unipersonale dell’unico contraente;
– che il procedimento di sottoscrizione si sia concluso con l’apposizione della sottoscrizione di tutti i soci entro dieci giorni dal momento dell’apposizione della prima delle sottoscrizioni, in caso di contratto plurilaterale;
– la riferibilità astratta del contratto alla disciplina di “Start-up innovativa e incubatore certificato”;
– la validità delle sottoscrizioni;
– la competenza territoriale;
– l’indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata direttamente riferibile alla società;
– la liceità, possibilità e determinabilità dell’oggetto sociale;
– l’esclusività o la prevalenza dell’oggetto sociale concernente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
– la presentazione contestuale della domanda di iscrizione in sezione speciale delle start-up;
– l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela secondo le norme antiriciclaggio.

Domanda di trasferimento entro i termini per il bonus prima casa

Non decade dalle agevolazioni prima casa il contribuente che ha presentato domanda di trasferimento della residenza entro i termini di legge, anche se l’effettivo spostamento sia avvenuto successivamente (Commissione Tributaria Regionale di Milano – Sentenza 04 gennaio 2016, n. 12).

L’Agenzia delle Entrate ricorre in appello avverso la decisione della CTP per aver accolto il ricorso del contribuente in relazione al possesso dei benefici prima casa.
L’Amministrazione finanziaria notificava al contribuente gli avvisi di liquidazione e irrogazione sanzioni con cui revocava l’aliquota prima casa per mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto dell’abitazione e chiedeva il pagamento di iva e imposta sostituiva.
Il contribuente, a sua volta, proponeva tempestivo appello, chiedendo l’annullamento degli avvisi con il favore delle spese di lite. Deduceva, infatti, di aver chiesto il trasferimento della residenza nel termine previsto dalla legge, ma di aver ottenuto il rigetto della domanda, presentata tre volte, per sua assenza durante i sopralluoghi, in quanto rappresentante di commercio e quindi irreperibile nelle ore diurne.
Secondo il giudizio della CTP, ai fini del trasferimento della residenza era sufficiente aver presentato la domanda, anche se successivamente ottenuta.
A parere dell’Agenzia la realtà fattuale non può assumere rilievo a discapito del dato fattuale. L’Ufficio afferma che le assenze lavorative del contribuente non possono giustificare o modificare il provvedimento che ha rigettato il trasferimento della residenza. Parimenti il trasferimento della residenza entro il termine di 18 mesi costituisce requisito indispensabile al fine di beneficiare delle agevolazioni prima casa.
La Commissione Tributaria Regionale, con riferimento alle più recenti pronunce giurisprudenziali, afferma che il termine di 18 mesi è sollecitatorio e non perentorio, laddove sussistano delle circostanze che hanno impedito l’ottenimento della residenza in tempi brevi.
Nel caso specifico, il contribuente ha dimostrato la sua buona fede nel presentare domanda al Comune, nel ripresentarla tempestivamente e nell’impugnare i provvedimenti di rigetto opposti dal Comune ed ha dimostrato documentalmente di essere un rappresentante di commercio e di trovarsi in situazione di temporanea assenza nelle ore diurne.
Pertanto, secondo la CTR, vale ai fini della decisione la richiesta di trasferimento della residenza presentata nei termini di legge con conseguente riconoscimento della spettanza delle agevolazioni prima casa.

Autorizzazione per le competizioni motoristiche su strada: ecco i chiarimenti

Le organizzazioni/associazioni promotrici delle gare con veicoli a motore devono richiedere l’autorizzazione all’ente territoriale competente dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Ministero Infrastrutture e trasporti – Circolare n. 806/2016).

Prima di procedere alla richiesta dell’autorizzazione, il promotore della gara deve preliminarmente presentare la richiesta del nulla-osta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti corredata dalla seguente documentazione:
– relazione contenente gli elenchi e la descrizione delle strade interessate dalla gara, le modalità di svolgimento della stessa, i tempi di percorrenza previsti per le singole tratte, la velocità media prevista, le eventuali limitazioni al servizio di trasporto pubblico, eventuali indicazioni sulla necessità di chiusura al traffico ordinario di tratti di strada e la relativa durata, nonché ogni ulteriore notizia ritenuta utile per meglio individuare il tipo di manifestazione e l’Ente o gli Enti competenti al rilascio dell’autorizzazione;
– una planimetria del percorso di gara;
– regolamento di gara;
– parere favorevole del C.O.N.I.;
– ricevuta del versamento dell’importo dovuto, intestato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
– dichiarazione che le gare di velocità e le prove speciali comprese nelle manifestazioni di regolarità non interessano centri abitati.

Il rilascio del nulla-osta, ovvero l’eventuale diniego allo svolgimento della competizione, è trasmesso all’Ente competente al rilascio della autorizzazione per i successivi adempimenti.
L’ente competente al rilascio dell’autorizzazione varia a seconda delle strade interessate alla gara. Infatti, la predetta autorizzazione è rilasciata:
– dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per le strade che costituiscono la rete di interesse nazionale;
– dalle regioni per le strade regionali;
– dalle province per le strade provinciali;
– dai comuni per le strade comunali.

Qualora le competizioni motoristiche dovessero interessare strade appartenenti ad enti diversi, le autorizzazioni sono di competenza:
– delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano per l’espletamento di gare con autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori su strade ordinarie appartenenti alla rete stradale di interesse nazionale;
– delle regioni per le competizioni motoristiche su strade regionali e per competizioni che interessano più province e comuni;
– delle province per le competizioni motoristiche su strade provinciali e per competizioni che interessano più comuni;
– dei comuni per le competizioni motoristiche su strade esclusivamente comunali.

In ogni caso, l’autorizzazione deve essere richiesta almeno trenta giorni prima dalla data di svolgimento della gara.

Il suesposto regime autorizzatorio è richiesto per quelle manifestazioni che comportano lo svolgersi di una gara intesa come competizione tra due o più concorrenti o squadre impegnate a superarsi vicendevolmente e in cui è prevista la determinazione di una classifica; pertanto, non rientrano in tale disciplina le manifestazioni che non hanno carattere agonistico.

Istituiti i codici tributo per la mediazione sulle imposte sui giochi pubblici

8 MAR 2016 L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento tramite il modello F24 Accise delle somme dovute a seguito di reclamo e mediazione in relazione alle controversie riguardanti le imposte gravanti sui giochi pubblici (Risoluzione n. 9/E del 3 marzo 2016).

Con la revisione della disciplina del contenzioso tributario introdotta lo scorso anno è stata prevista l’applicazione del reclamo e della mediazione tributaria anche in relazione ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Dogane.
Sulla base della modifica normativa, dunque, anche per le controversie riguardanti atti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il cui valore non supera i ventimila euro il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa.
Al fine di consentire il versamento delle somme rideterminate sulla base di un accordo di mediazione, inerenti controversie relative ad imposte sui giochi pubblici, sono stati istituiti i seguenti codici tributo:

– Imposta sugli intrattenimenti apparecchi senza vincita in denaro e relativi interessi (COD.TRIB. 5390);
– Imposta sugli intrattenimenti apparecchi senza vincita in denaro – Sanzioni (COD.TRIB. 5391);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici e relativi interessi (COD.TRIB. 5392);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici – Sanzioni (COD.TRIB. 5393);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici e relativi interessi di competenza della Regione Sicilia (COD.TRIB. 5394);
– Imposta unica sulle scommesse e sui concorsi pronostici di competenza della Regione Sicilia – Sanzioni (COD.TRIB. 5395);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro e relativi interessi (COD.TRIB. 5396);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro – Sanzioni (COD.TRIB. 5397);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro e relativi interessi di competenza della Regione Sicilia (COD.TRIB. 5398);
– Prelievo erariale unico apparecchi con vincita in denaro di competenza della Regione Sicilia – Sanzioni (COD.TRIB. 5399).

MODALITÀ DI VERSAMENTO

Le somme dovute devono essere versate tramite modello di pagamento “F24 Accise” compilando la sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”.
In sede di compilazione del modello di pagamento, per ciascuna somma da versare, in corrispondenza del medesimo rigo, oltre al codice tributo, devono essere compilati:
– il campo “ente”, indicando la lettera “M”;
– il campo “codice identificativo”, indicando il codice concessione o, nel caso non sia presente, il codice 999999;
– il campo “rateazione”, indicando il valore 0101 se la somma dovuta è versata in un’unica soluzione ovvero il numero della rata (es. 01/05) se la somma dovuta è versata in forma rateale;
– il campo “anno di riferimento”, indicando l’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”;
– il campo “codice atto”, indicando se presente il codice dell’atto oggetto di definizione.

Riduzioni e arrotondamenti alle sanzioni sugli scontrini fiscali

In considerazione delle riduzioni e degli arrotondamenti alle sanzioni previste in materia di scontrini e ricevute fiscali, è stato predisposto il fac-simile aggiornato del processo verbale di constatazione degli illeciti (COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA – Circolare 07 marzo 2016, n. 74609)

 

La Legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ha anticipato l’entrata in vigore della riforma delle sanzioni amministrative tributarie introdotta con il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 (art. 1, comma 133).

Tra le numerose modifiche apportate al sistema sanzionatorio amministrativo di cui è stata anticipata l’applicazione, si richiama l’attenzione sulle riduzioni e sugli arrotondamenti alle sanzioni previste in materia di scontrini e ricevute fiscali.
In considerazione dei citati adeguamenti, è stato predisposto il fac-simile aggiornato del processo verbale di constatazione degli illeciti in materia di scontrini e ricevute fiscali nel quale, oltre ad essere stati modificati gli importi delle sanzioni pecuniarie, sono stati inseriti nuovi campi destinati al rilevamento:
1. per i controlli a commercianti ambulanti, della tipologia e degli estremi dell’autorizzazione in base alla quale il soggetto esercita l’attività all’atto della violazione riscontrata;
2. nel caso di esercizi commerciali con sede fissa che:
– dispongono di più punti vendita, dell’indirizzo completo del luogo, comprensivo anche del numero civico, ove viene constatata l’irregolarità;
– risultino esercitare più attività, degli estremi della licenza commerciale relativa all’attività per la quale viene elevato il processo verbale.
L’acquisizione di tali ulteriori informazioni del contribuente ispezionato risponde a specifiche esigenze conoscitive evidenziate nel corso del confronto sviluppato a livello centrale con l’Agenzia delle Entrate, al fine di superare talune criticità riscontrate nell’applicazione della sanzione accessoria della chiusura degli esercizi pubblici per reiterate mancate emissioni di scontrini o ricevute fiscali.
Inoltre, in merito alle modifiche relative alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate dei fatti oggetto di denuncia penale dai quali possa derivare un provento illecito potenzialmente tassabile sono stati avviati contatti con la Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate per coordinare gli effetti della nuova disposizione con l’art. 36 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, che prevede l’obbligo per i soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attività ispettive o di vigilanza, nonché per gli organi giurisdizionali, requirenti e giudicanti, penali, civili e amministrativi e per gli organi di polizia giudiziaria che, a causa o nell’esercizio delle loro funzioni, vengono a conoscenza di fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie di comunicarli alla Guardia di Finanza, ritenendo che la disposizione introdotta dalla Legge n. 208/2015 abbia carattere speciale e un campo applicativo molto più ristretto.

Niente Irap per il medico di base

Ai fini Irap, non è soggetto all’imposta il medico di base convenzionato con il Servizio sanitario nazionale che esercita la propria professione in assenza di spese per lavoratori dipendenti o collaboratori continuativi e con beni strumentali strettamente necessari (Corte di Cassazione – Sentenza 29 gennaio 2016, n. 1689).

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, che, a conferma della decisione di primo grado, ha affermato l’illegittimità del silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione Finanziaria alle istanze di rimborso avanzate dal contribuente, medico di base convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
Secondo la CTR, il ricorrente, avendo esercitato l’attività di medico di base senza dipendenti, né collaboratori e con gli strumenti d’uso necessari, non si è avvalso di una struttura autonomamente organizzata capace di produrre plusvalore.
La Suprema Corte, a fronte della motivazione in base alla quale il giudice a quo ha coerentemente escluso la ricorrenza, nella specie, del requisito dell'”autonoma organizzazione”, riscontrando che, nelle annualità in contestazione, l’attività del contribuente si è caratterizzata per l’assenza di spese per lavoratori dipendenti o collaboratori continuativi e con i beni strumentali strettamente necessari, rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

AUTOTRASPORTO: documentazione per il trasporto internazionale di cose

La mancanza della documentazione relativa allo svolgimento di trasporti internazionali è oggetto di una sanzione amministrativa pecuniaria e del fermo amministrativo del veicolo fino all’esibizione del documento mancante (MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI  – Circolare 26 febbraio 2016, n. 4091).

In merito al settore dell’autotrasporto e, in particolare alla documentazione richiesta per il trasporto internazionale di cose, il comma 653 della legge di stabilità 2016 – legge 28 dicembre 2015 n. 208 – ha introdotto l’art. 46-ter nella legge n. 298/1974 stabilendo che la mancanza della documentazione relativa allo svolgimento di trasporti internazionali sia oggetto di una sanzione amministrativa pecuniaria e del fermo amministrativo del veicolo fino all’esibizione del documento mancante.
La disposizione in oggetto, resa necessaria dopo l’abrogazione delle norme del D. Leg.vo n. 286/2005 in materia di scheda di trasporto, si pone lo scopo di reintrodurre l’obbligo di esibire agli organi di controllo la prova documentale relativa all’origine ed alla destinazione delle merci trasportate e perciò ha imposto che, durante un trasporto internazionale, effettuato sia in ambito UE che extra UE, sia obbligatorio tenere a bordo del veicolo la documentazione che consenta di verificare con certezza la tipologia e la regolarità della relazione di traffico svolta.
Chiunque, durante l’effettuazione di un trasporto internazionale di merci, non è in grado di esibire agli organi di controllo la prova documentale relativa al trasporto stesso, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.200. All’atto dell’accertamento della violazione è sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo, che è restituito al conducente, al proprietario o al legittimo detentore, ovvero a persona da essi delegata, solo dopo che sia stata esibita la predetta documentazione e, comunque, trascorsi sessanta giorni dalla data dell’accertamento. Il veicolo sottoposto a fermo amministrativo è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione.
La prova documentale può essere fornita mediante l’esibizione di qualsiasi documento di accompagnamento delle merci previsto, per i trasporti internazionali, dalle vigenti norme nazionali o internazionali.
Qualora il veicolo sia stato posto in circolazione privo della prova documentale, ovvero questa sia stata compilata in modo non conforme, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 2.000 a euro 6.000. Se l’omessa o incompleta compilazione determina l’impossibilità di verificare la regolarità del trasporto internazionale di merci oggetto del controllo, si applicano le sanzioni previste per i trasporti abusivi.

È responsabile il notaio che non versa le imposte degli atti

Il notaio che non versa le imposte di registro, ipotecarie e catastali relative agli atti da lui stipulati è sospeso dal servizio e deve risarcire al cliente tutti i danni conseguenti (Corte di cassazione – sentenza n. 4206/2016).

L’omissione del versamento delle imposte compromette sia la dignità e la reputazione del notaio, sia il decoro e il prestigio del notariato, tanto più che gli effetti derivanti dalla predetta condotta omissiva non si esauriscono, ma hanno ulteriori inevitabili complicazioni, provocando le doverose attività di controllo e sanzione da parte dell’Agenzia delle entrate.

La suddetta condotta del notaio è in violazione dei principi che regolano la professione del notaio che, oltre ad essere tenuto a risarcire i clienti dei danni subiti, è sospeso dal servizio fino ad un anno. In ogni caso, la sospensione scatta in caso di condotte che siano comunque idonee a ledere la dignità e la reputazione del notaio nonché l’intera classe, e ciò onde evitare che violazioni dei doveri anche gravi possano sfuggire alla sanzione disciplinare.