Legge di Bilancio 2021: sospesi versamenti fiscali e contributivi per il settore dello sport

La Legge di Bilancio 2021 stabilisce, in favore di soggetti operanti nel settore dello sport, la sospensione dei termini in scadenza a gennaio e febbraio 2021 dei versamenti fiscali e contributivi (art. 1, co. 36-37, L. n. 178/2020)

Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, sono sospesi:


a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021;


b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021;


c) i termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto in scadenza nei mesi di gennaio e febbraio 2021;


d) i termini relativi ai versamenti delle imposte sui redditi in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021.

I versamenti sospesi possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:


– in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021; o in alternativa
– mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 di detti mesi.

In ogni caso, non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Per quanto riguarda le competizioni sportive interessate, si ricorda che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 ha stabilito che allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
(…);
e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva;
f) sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti;
g) fatto salvo quanto previsto alla lettera e) in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale;
h) al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e), che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione d’ingresso, e verificato dal vettore. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento.


DL Milleproroghe: assemblee societarie, revisori legali e società di mutuo soccorso


Proroga dei termini in materia di svolgimento delle assemblee di società ed enti, degli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti e della trasformazione delle società di mutuo soccorso in associazioni del Terzo settore o in associazioni di promozione sociale (artt. 3, commi 6 e 7, e 11, comma 1, D.L. n. 183/2020).

Assemblee societarie

Ai sensi dell’art. 106, co. 7, del D.L. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 27/2020, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria è convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio. E’ facoltà delle società cooperative che applicano l’articolo 2540 del codice civile di convocare l’assemblea generale dei soci delegati entro il 30 settembre 2020.
Con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, quarto comma, 2479-bis, quarto comma, e 2538, sesto comma, del codice civile senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.
Le società a responsabilità limitata possono, inoltre, consentire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
Le società con azioni quotate possono designare per le assemblee ordinarie o straordinarie il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, anche ove lo statuto disponga diversamente. Le medesime società possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il rappresentante designato ai sensi dell’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; al predetto rappresentante designato possono essere conferite anche deleghe o sub-deleghe ai sensi dell’articolo 135-novies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in deroga all’art. 135-undecies, comma 4, del medesimo decreto. Tale disposizione si applica anche alle società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante.
Le banche popolari, e le banche di credito cooperativo, le società cooperative e le mutue assicuratrici, anche in deroga all’articolo 150-bis, comma 2-bis, del decreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385, all’art. 135-duodecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e all’articolo 2539, primo comma, del codice civile e alle disposizioni statutarie che prevedono limiti al numero di deleghe conferibili ad uno stesso soggetto, possono designare per le assemblee ordinarie o straordinarie il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Le medesime banche, società e mutue possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il predetto rappresentante designato. Non si applica l’articolo 135-undecies, comma 5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Il termine per il conferimento della delega di cui all’art. 135-undecies, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è fissato al secondo giorno precedente la data di prima convocazione dell’assemblea.
L’art. 3, co. 6, del D.L. n. 183/2020, a decorrere dal 31 dicembre 2020, ha modificato il comma 7, dell’art. 106, del D.L. n. 18/2020, disponendo che le suddette disposizioni si applicano alle assemblee convocate entro la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021 (precedentemente, tali disposizioni si applicavano entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19).

Revisori legali

L’art. 3, co. 7, D.L. n. 183/2020, dispone che in ragione della straordinaria emergenza epidemiologica da COVID-19, gli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti relativi all’anno 2020 e all’anno 2021, previsti dall’articolo 5, commi 2 e 5, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, consistenti all’acquisizione di 20 crediti formativi in ciascun anno, di cui almeno 10 in materie caratterizzanti la revisione legale, si intendono eccezionalmente assolti se i crediti sono conseguiti entro il 31 dicembre 2022.

Società di mutuo soccorso

Il comma 11 dell’art. 3 del D.L. n. 183/2020 ha modificato l’art. 43, co. 1, D.Lgs. n. 117/2017. Secondo le nuove disposizioni in vigore dal 31 dicembre 2020, le società di mutuo soccorso, già esistenti alla data di entrata in vigore del presente Codice, che entro il 31 dicembre 2021 (precedentemente era disposto “nei successivi tre anni da tale data”) si trasformano in associazioni del Terzo settore o in associazioni di promozione sociale, mantengono, in deroga all’articolo 8, comma 3, della legge 15 aprile 1886, n. 3818, il proprio patrimonio.

Legge di Bilancio 2021: ulteriore detrazione fiscale per lavoratori dipendenti

4 GEN 2021 La Legge di Bilancio 2021 estende l’ulteriore detrazione fiscale per i redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 28 mila euro, in modo strutturale, anche alle prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2021 (art. 1, co. 8, L. n. 178/2020)

Secondo la previsione originaria l’ulteriore detrazione fiscale per i redditi di lavoro dipendente e assimilati spettava limitatamente alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.
La Legge di Bilancio estende tale detrazione anche alle prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2021, senza un termine definito, in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali. Pertanto, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati spetta:

A) con riferimento alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020:


– il trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 600 euro, rapportato al periodo di lavoro, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro;


– una ulteriore detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
a) 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
b) 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.

B) Con riferimento alle prestazioni rese dal 1° gennaio 2021:


– il trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 1.200 euro, rapportato al periodo di lavoro, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro;


– una ulteriore detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
a) 960 euro, aumentata del prodotto tra 240 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;


b) 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.


Legge di Bilancio 2021: le novità Iva


La Legge di Bilancio 2021 è intervenuta sul trattamento Iva dei piatti pronti, dei vaccini anti-Covid e dei kit diagnostici, sul contrasto delle fronsi con falso plafond Iva e sulla precompilazione dei documenti Iva (art. 1, co. 40, 452, 453, 1079, 1080, 1081, 1082, 1083, 1106, L. 30 dicembre 2020, n. 178).

Iva sui piatti pronti

La nozione di preparazioni alimentari di cui al numero 80) della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, deve essere interpretata nel senso che in essa rientrano anche le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti oaltrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto. Vengono quindi inserite nella nozione di preparazioni alimentari le cessioni di piatti pronti e pasti cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati per il loro consumo immediato, la consegna a domicilio o l’asporto, con applicazione dell’aliquota Iva del 10% prevista per le prestazioni di servizi di somministrazione di alimenti e bevande.

Trattamento Iva di vaccini anti Covid e kit diagnostici

In deroga a quanto previsto dal Decreto Crescita, le cessioni della strumentazione per diagnostica per COVID-19 e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tale strumentazione sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta, fino al 31 dicembre 2022.


Inoltre, le cessioni di vaccini contro il COVID-19, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta.


In altre parole, viene sancita l’esenzione Iva fino a tutto il 2022, con diritto alla detrazione dell’imposta, per le cessioni di vaccini anti Covid e della strumentazione per diagnostica per Covid-19 nonché per le rispettive prestazioni di servizi strettamente connesse

Contrasto frodi con falso plafond Iva

Ai fini del rafforzamento del dispositivo di contrasto delle frodi realizzate con utilizzo del falso plafond IVA, l’Amministrazione finanziaria effettua specifiche analisi di rischio orientate a bloccare le lettere d’intento rilasciate da falsi esportatori abituali, cioè da soggetti che risultano aver già emesso lettere false sulla base di un plafond fittizio. Qualora vengano riscontrate operazioni fraudolente, al contribuente è inibita la facoltà di rilasciare nuove dichiarazioni d’intento tramite i canali telematici dell’Agenzia delle entrate.


In caso di indicazione nella fattura elettronica del numero di protocollo di una lettera di intento invalidata, il Sistema di interscambio inibisce l’emissione della fattura elettronica recante il relativo titolo di non imponibilità ai fini dell’IVA.

Precompilazione dei documenti Iva

L’Agenzia delle entrate, per la precompilazione dei documenti Iva, si avvarrà, oltre che dei dati rilevati da fatture elettroniche, operazioni transfrontaliere e corrispettivi giornalieri, anche di quelli presenti in Anagrafe tributaria.


La proroga del Superbonus della Legge di bilancio 2021


I commi da 66 a 75 della legge n. 178/2020 modificano la disciplina della detrazione al 110% (cd superbonus) applicabile per gli interventi di efficienza energetica e antisismici.

Nello specifico, è introdotta la proroga dell’applicazione della detrazione fino al 30 giugno 2022 (rispetto al previgente termine del 31 dicembre 2021), da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nel 2022 (per gli istituti autonomi case popolari (IACP) fino al 31 dicembre 2022). Tali termini sono ulteriormente prorogati per gli interventi effettuati dai condomini per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo (la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022) nonché per quelli effettuati dagli IACP, per i quali alla data del 31 dicembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo (la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023).
È stabilito, altresì, che rientrano nella disciplina agevolativa gli interventi per la coibentazione del tetto, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente, nonché quelli finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche anche nel caso siano effettuati in favore di persone aventi più di 65 anni.
Tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione vengono incluse le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.
È prorogata l’opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali al 2022.

Legge di Bilancio 2021: bonus di 1.000 euro per interventi di risparmio idrico

La Legge di Bilancio 2021 introduce un contributo a favore delle persone fisiche per gli interventi di sostituzione di sanitari e rubinetteria che consentono di ottenere un risparmio di risorse idriche (art. 1, co. 61-65 della L. n. 178/2020)

Al fine di perseguire il risparmio di risorse idriche, la Legge di bilancio 2021 istituisce il “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, con una dotazione pari a 20 milioni di euro per l’anno 2021.
Tale Fondo è utilizzato per finanziare il cd. “bonus idrico”, riconosciuto alle persone fisiche residenti in Italia, per interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, finalizzati a:
– sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
– sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.


Il bonus idrico spetta nella misura di 1.000 euro per ciascun beneficiario e deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2021 per spese relative a:
a) fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
b) fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del bonus saranno definiti con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il bonus idrico non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente.