Milleproroghe: comunicazione dei gestori di piattaforme digitali delle vendite online



Il cd. “Decreto Milleproroghe” fa slittare di sei mesi il termine del regime transitorio di comunicazione dei dati al Fisco da parte delle piattaforme digitali (o marketplace) che consentono tramite interfaccia elettronica il contatto tra venditore ed acquirente nelle vendite a distanze di beni (art. 3, co. 3, D.L. n. 183/2020).


Posticipato fino al 30 giugno 2021 (rispetto al termine precedente del 30 dicembre 2020) il regime transitorio di comunicazione dei dati delle vendite a distanza tramite piattaforme digitali introdotto con il cd. “Decreto Crescita 2019”.
Conseguentemente è stata prorogata al 1° luglio 2021 l’applicazione delle disposizioni in materia di IVA per le vendite a distanza tramite piattaforma digitale di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop, introdotte con il cd. “Decreto Semplificazioni 2019”.


Comunicazione dati vendite online – regime transitorio


In proposito si ricorda che in base al Decreto Crescita 2019, il soggetto passivo che facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il mese successivo a ciascun trimestre, per ciascun fornitore i seguenti dati:
a) la denominazione o i dati anagrafici completi, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
b) il numero totale delle unità vendute in Italia;
c) a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita.
In caso di mancata o incompleta trasmissione dei suddetti dati, il soggetto passivo titolare della piattaforma digitale è considerato debitore dell’IVA dovuta per le corrispondenti vendite a distanza, salvo dimostrazione che l’imposta sia stata assolta dal fornitore.
Per effetto del Decreto Milleproroghe tale adempimento resta in vigore fino al 30 giugno 2021.


Comunicazione dati vendite online cellulari, console da gioco, tablet, PC e laptop


Il cd. “Decreto Semplificazioni 2019”, invece, stabilisce che:
– se un soggetto passivo facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet, PC e laptop, importati da territori terzi o Paesi terzi, di valore intrinseco non superiore a euro 150, si considera che lo stesso soggetto passivo abbia ricevuto e ceduto detti beni;
– se un soggetto passivo facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le cessioni di telefoni cellulari, console da gioco, tablet, PC e laptop, effettuate nell’Unione europea da un soggetto passivo non stabilito nell’Unione europea a una persona che non è un soggetto passivo, si considera che lo stesso soggetto passivo che facilita la cessione abbia ricevuto e ceduto detti beni.
A tal fine si presume che la persona che vende i beni tramite l’interfaccia elettronica sia un soggetto passivo e la persona che acquista tali beni non sia un soggetto passivo (operazione cd. “business to consumer” o “b2C”).
In tal caso, il gestore della piattaforma digitale (o marketplace) è tenuto a conservare la documentazione relativa a tali vendite.
Tale documentazione deve essere dettagliata in modo sufficiente da consentire alle amministrazioni fiscali degli Stati membri dell’UE in cui tali cessioni sono imponibili di verificare che l’IVA sia stata contabilizzata in modo corretto. A tal fine, la documentazione deve:
– essere conservata per un periodo di 10 anni a partire dal 31 dicembre dell’anno in cui l’operazione è stata effettuata;
– su richiesta, essere messa a disposizione per via elettronica degli Stati membri interessati.
Qualora il gestore della piattaforma digitale sia stabilito in un Paese con il quale l’Italia non ha concluso un accordo di assistenza reciproca, lo stesso è tenuto a designare un intermediario che agisce in suo nome e per suo conto.
Per effetto del Decreto Milleproroghe tali disposizioni si applicano a decorrere dal 1° luglio 2021.

COVID-19: via libera al contributo per le imprese esercenti servizi di trasporto scolastico



Misure per ristorare le imprese esercenti servizi di trasporto scolastico delle perdite di fatturato derivanti dall’emergenza epidemiologica COVID-19 (MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – Decreto 04 dicembre 2020)


Al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e alla conseguente riduzione dell’erogazione dei servizi di trasporto scolastico oggetto di contratti stipulati con gli enti locali, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2020. Le risorse del fondo sono destinate ai comuni interessati per ristorare le imprese esercenti i servizi di trasporto scolastico delle perdite di fatturato subite a causa dell’emergenza sanitaria. (art. 229, comma 2-bis, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, con legge 17 luglio 2020, n. 77).
Il contributo di cui al decreto in oggetto è destinato ai comuni interessati per ristorare le imprese esercenti i servizi di trasporto scolastico delle perdite di fatturato subite, nel periodo intercorso dalla sospensione dei servizi e fino al termine dell’anno scolastico 2019/2020, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Le risorse disponibili sono assegnate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a ciascun comune che avanza apposita richiesta e che poi provvede all’erogazione del contributo alle singole imprese istanti, esercenti servizi di trasporto scolastico in forza di uno o più contratti con esso conclusi.
er ciascuna impresa esercente servizi di trasporto scolastico il contributo corrisponde alla differenza, ove positiva, tra l’importo del corrispettivo per i servizi di trasporto scolastico previsto da ciascun contratto per l’anno scolastico 2019/2020 e quanto corrisposto dal comune all’impresa a seguito delle minori prestazioni del predetto servizio erogate in ragione dell’emergenza epidemiologica. A ciascuna impresa il contributo è erogato dal comune in misura pari alla differenza, ove positiva, di cui al periodo precedente ed entro il limite di 200.000 euro.
Qualora le risorse disponibili siano inferiori alla somma dei contributi ammissibili comunicati da tutti i comuni, le risorse trasferite a ciascun comune interessato sono ridotte proporzionalmente fino alla capienza delle stesse e, pertanto, proporzionalmente sono ridotti i contributi erogati a ciascuna impresa.
Il comune verifica l’entità e l’eventuale esecuzione delle proprie obbligazioni pecuniarie previste dal contratto di erogazione dei servizi scolastici di trasporto concluso con l’impresa istante e determina la eventuale differenza.
L’importo complessivo risultante dalla eventuale vigenza di più contratti costituisce l’ammontare delle risorse di cui ciascun comune provvede a richiedere l’assegnazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità.
I comuni inviano la richiesta, firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’ente o da un suo delegato, entro il termine di trenta giorni dalla data del 4 gennaio 2021, utilizzando il modello allegato.
Con successivo decreto direttoriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro venti giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, sentita l’ANCI, sono individuati i comuni beneficiari e gli importi spettanti.
Gli aiuti di Stato, concessi ai sensi del presente decreto, non possono essere cumulati se non nei limiti dalla normativa comunitaria vigente.
Per la verifica del rispetto delle norme sul cumulo fra aiuti di Stato, i comuni si avvalgono del registro nazionale sugli aiuti di Stato (R.N.A.) curato dal Ministero dello sviluppo economico.


MODELLO DI RICHIESTA DEL CONTRIBUTO


Ministero delle infrastrutture e dei trasporti


Direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità


dg.ts@pec.mit.gov.it


Il sottoscritto ______________________, nato a ______________________ il ______________________, in qualità di rappresentante legale (giusta delega (1) ______________________) del Comune di ______________________,


CHIEDE


l’assegnazione del contributo di cui all’articolo 229, comma 2-bis, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, come da decreto interministeriale di attuazione.


Il contributo complessivo richiesto è pari a ______________________, come dettagliato nell’allegata tabella che costituisce parte integrante della presente domanda e che è compilata in tutti i suoi campi.


FIRMA DIGITALE



(1) In caso di delega, indicarne gli estremi.


RIEPILOGO CONTRIBUTI AMMISSIBILI – COMUNE DI ________________















DATI DEL COMUNE RICHIEDENTE

COMUNE
PROVINCIA
REGIONE
CODICE FISCALE DEL COMUNE
TESORERIA DI RIFERIMENTO
N. CONTO DI TESORERIA SU CUI IL MIT TRASFERISCE LE RISORSE RICHIESTE















RIEPILOGO CONTRIBUTI AMMISSIBILI

IMPRESA A – importo del corrispettivo previsto da contratto per l’A.S. 2019/2020
IMPRESA A – importo corrisposto dal Comune a seguito delle minori prestazioni causa COVID – A.S. 2019/2020

IMPRESA A – CONTRIBUTO AMMISSIBILE (=differenza positiva)

IMPRESA B – importo del corrispettivo previsto da contratto per l’A.S. 2019/2020
IMPRESA B – importo corrisposto dal Comune a seguito delle minori prestazioni causa COVID – A.S. 2019/2020

IMPRESA B – CONTRIBUTO AMMISSIBILE (=differenza positiva)

TOTALE CONTRIBUTI AMMISSIBILI


 

Estensione del credito d’imposta canoni di locazione


Esteso il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo alle agenzie di viaggio e ai tour operator (art. 1, commi 602-604, L. n. 178/2020).

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, istituito dall’art. 28 del decreto Rilancio, è esteso alle agenzie di viaggio e ai tour operator.
Per questi ultimi soggetti e per le imprese turistico-ricettive il credito spetta sino al 30 aprile 2021, in luogo dell’originario termine del 31 dicembre 2020.
Si rifinanzia di 100 milioni per l’anno 2021 il Fondo per sostenere le agenzie di viaggio, i tour operator, le guide, gli accompagnatori turistici e le imprese di trasporto di persone, in aree urbane e suburbane mediante autobus scoperti. Contestualmente, estende la platea dei beneficiari del Fondo, includendovi le imprese turistico-ricettive, genericamente intese.
Infine, si incrementa di 20 milioni di euro per l’anno 2021 l’autorizzazione di spesa prevista dal decreto-legge Agosto in ragione dell’attribuzione credito di imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere negli anni 2020 e 2021.


Legge di Bilancio 2021: esterometro abolito dal 2022


Dal 1° gennaio 2022 è abolita la specifica comunicazione telematica dei dati relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere (c.d. “esterometro”). La trasmissione di tali operazioni avverrà attraverso il Sistema di interscambio (art. 1, co. 1103 e 1104, L. 30 dicembre 2020, n. 178).

Con riferimento alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2022, i dati relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere saranno trasmessi telematicamente utilizzando il Sistema di interscambio, lo stesso canale utilizzato per le fatture elettroniche.


Con riferimento alle medesime operazioni:


– la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato è effettuata entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi;


– la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato è effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.


Per l’omessa o errata trasmissione dei dati, è prevista una sanzione di 2 euro per ciascuna fattura (entro il limite di 400 euro mensili), ridotta alla metà (con tetto di 200 euro mensili) se l’invio avviene nei 15 giorni successivi alla scadenza ovvero se, nello stesso termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.


Prorogata la lotteria degli scontrini e l’invio dei dati al sistema TS


L’art. 3, co. 5, 9 e 10, D.L. n. 183/2020 (c.d. “Milleproroghe”) ha prorogato di un anno l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria e a data da destinarsi la partenza della lotteria degli scontrini.

Il Milleproroghe 2021 ha posticipato di un anno, ossia al 1° gennaio 2022, il termine per l’adeguamento dei registratori telematici per la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri al Sistema tessera sanitaria, precedentemente fissato al 1° gennaio 2021.


Inoltre, viene rinviata la partenza della “lotteria degli scontrini” in precedenza prevista per il 1° gennaio 2021. Al riguardo, è disposto che l’avvio della lotteria sarà definito con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e monopoli, da adottare entro e non oltre il 1° febbraio 2021.


A decorrere dal 1° marzo 2021, nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione svolte dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza, viene stabilito che nel caso in cui l’esercente al momento dell’acquisto rifiuti di acquisire il codice lotteria, il consumatore può segnalare la circostanza sul portale della Lotteria (www.lotteriadegliscontrini.gov.it).


Legge di Bilancio 2021: rinnovato il “bonus verde”

La Legge di Bilancio 2021 rinnova anche per il 2021 la detrazione d’imposta per gli interventi relativi alla “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, nonché alla realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili (art. 1, co. 76, L. n. 178/2020)

Con una modifica all’art. 1, co. 12 della L. n. 205 del 2017, viene prevista anche per il 2021 la possibilità di portare in detrazione dall’IRPEF un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:
a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.


Il “Bonus Verde” è stato introdotto nel 2018 e rinnovato di anno in anno, pertanto trovano applicazione le regole e i chiarimenti già definiti per le precedenti annualità.


In proposito si ricorda che possono beneficiare di tale bonus tutti i soggetti passivi IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato, che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostengano le relative spese – ad esempio, proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento quale uso, usufrutto, abitazione o superficie.
La detrazione spetta, altresì, ai familiari conviventi dei predetti possessori o detentori.
In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.
In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Con riferimento agli interventi agevolabili, la detrazione spetta per le spese documentate sostenute, in relazione al possesso o detenzione di unità immobiliari ad uso abitativo, per:
– la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili;
– interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile (in tal caso la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi);
– la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi di immobili residenziali (solo se permanente e sempreché si riferisca ad un intervento innovativo di sistemazione a verde);
– l’acquisto e il collocamento di piante in vasi mobili (solo se inseriti in un più ampio intervento di sistemazione a verde di un immobile residenziale);
– la progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi agevolabili (comprese quelle necessarie per indagini e stime del sito oggetto dell’intervento purchè direttamente riconducibili all’intervento stesso).
Sono agevolabili, pertanto, le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, consistente nella sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente. Quindi, il beneficio riguarda l’intervento di sistemazione a verde nel suo complesso, comprensivo delle opere necessarie alla sua realizzazione e non il solo acquisto di piante o altro materiale.
Sono escluse dal beneficio, invece, le spese sostenute per:
– la conservazione del verde esistente o la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo;
– i lavori in economia (tale circostanza non esclude, la possibilità di rivolgersi a fornitori diversi per l’acquisto degli alberi/piante/arbusti/cespugli/specie vegetali e per la realizzazione dell’intervento, fermo restando che l’agevolazione spetta a condizione, che l’intervento di riqualificazione dell’area verde sia complessivo e ricomprenda anche le prestazioni necessarie alla sua realizzazione).

La Legge di Bilancio 2021 prolunga il regime dei lavoratori impatriati


Estesa a chi ha trasferito la residenza in Italia prima del 2020 e, al 31 dicembre 2019, beneficia del regime per i “lavoratori impatriati”, esclusi gli sportivi professionisti, la possibilità di fruire dell’allungamento temporale per cinque periodi d’imposta del trattamento agevolato (art. 1, co. 5, L. 30 dicembre 2020, n. 178).

Alle persone iscritte all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero e ai cittadini degli Stati membri UE, esclusi gli sportivi professionisti, che hanno già trasferito la residenza in Italia prima dell’anno 2020 e alla data del 31 dicembre 2019 risultano beneficiario del regime per i lavoratori impatriati, è riconosciuta la possibilità di fruire dell’allungamento temporale per ulteriore cinque anni del regime di favore, previo versamento:


– di un importo pari al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni (l’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà);


– di un importo pari al 5% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno tre figli minorenni, anche in affido preadottivo, e diventa o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni (l’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà).


Legge di Bilancio 2021: sospesi versamenti fiscali e contributivi per il settore dello sport

La Legge di Bilancio 2021 stabilisce, in favore di soggetti operanti nel settore dello sport, la sospensione dei termini in scadenza a gennaio e febbraio 2021 dei versamenti fiscali e contributivi (art. 1, co. 36-37, L. n. 178/2020)

Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, sono sospesi:


a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021;


b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021;


c) i termini dei versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto in scadenza nei mesi di gennaio e febbraio 2021;


d) i termini relativi ai versamenti delle imposte sui redditi in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021.

I versamenti sospesi possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:


– in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021; o in alternativa
– mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 di detti mesi.

In ogni caso, non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Per quanto riguarda le competizioni sportive interessate, si ricorda che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 ha stabilito che allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
(…);
e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva;
f) sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti;
g) fatto salvo quanto previsto alla lettera e) in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale;
h) al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e), che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione d’ingresso, e verificato dal vettore. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento.


DL Milleproroghe: assemblee societarie, revisori legali e società di mutuo soccorso


Proroga dei termini in materia di svolgimento delle assemblee di società ed enti, degli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti e della trasformazione delle società di mutuo soccorso in associazioni del Terzo settore o in associazioni di promozione sociale (artt. 3, commi 6 e 7, e 11, comma 1, D.L. n. 183/2020).

Assemblee societarie

Ai sensi dell’art. 106, co. 7, del D.L. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 27/2020, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria è convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio. E’ facoltà delle società cooperative che applicano l’articolo 2540 del codice civile di convocare l’assemblea generale dei soci delegati entro il 30 settembre 2020.
Con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, quarto comma, 2479-bis, quarto comma, e 2538, sesto comma, del codice civile senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.
Le società a responsabilità limitata possono, inoltre, consentire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.
Le società con azioni quotate possono designare per le assemblee ordinarie o straordinarie il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, anche ove lo statuto disponga diversamente. Le medesime società possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il rappresentante designato ai sensi dell’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; al predetto rappresentante designato possono essere conferite anche deleghe o sub-deleghe ai sensi dell’articolo 135-novies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in deroga all’art. 135-undecies, comma 4, del medesimo decreto. Tale disposizione si applica anche alle società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante.
Le banche popolari, e le banche di credito cooperativo, le società cooperative e le mutue assicuratrici, anche in deroga all’articolo 150-bis, comma 2-bis, del decreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385, all’art. 135-duodecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e all’articolo 2539, primo comma, del codice civile e alle disposizioni statutarie che prevedono limiti al numero di deleghe conferibili ad uno stesso soggetto, possono designare per le assemblee ordinarie o straordinarie il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Le medesime banche, società e mutue possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il predetto rappresentante designato. Non si applica l’articolo 135-undecies, comma 5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Il termine per il conferimento della delega di cui all’art. 135-undecies, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è fissato al secondo giorno precedente la data di prima convocazione dell’assemblea.
L’art. 3, co. 6, del D.L. n. 183/2020, a decorrere dal 31 dicembre 2020, ha modificato il comma 7, dell’art. 106, del D.L. n. 18/2020, disponendo che le suddette disposizioni si applicano alle assemblee convocate entro la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021 (precedentemente, tali disposizioni si applicavano entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19).

Revisori legali

L’art. 3, co. 7, D.L. n. 183/2020, dispone che in ragione della straordinaria emergenza epidemiologica da COVID-19, gli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti relativi all’anno 2020 e all’anno 2021, previsti dall’articolo 5, commi 2 e 5, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, consistenti all’acquisizione di 20 crediti formativi in ciascun anno, di cui almeno 10 in materie caratterizzanti la revisione legale, si intendono eccezionalmente assolti se i crediti sono conseguiti entro il 31 dicembre 2022.

Società di mutuo soccorso

Il comma 11 dell’art. 3 del D.L. n. 183/2020 ha modificato l’art. 43, co. 1, D.Lgs. n. 117/2017. Secondo le nuove disposizioni in vigore dal 31 dicembre 2020, le società di mutuo soccorso, già esistenti alla data di entrata in vigore del presente Codice, che entro il 31 dicembre 2021 (precedentemente era disposto “nei successivi tre anni da tale data”) si trasformano in associazioni del Terzo settore o in associazioni di promozione sociale, mantengono, in deroga all’articolo 8, comma 3, della legge 15 aprile 1886, n. 3818, il proprio patrimonio.

Legge di Bilancio 2021: ulteriore detrazione fiscale per lavoratori dipendenti

4 GEN 2021 La Legge di Bilancio 2021 estende l’ulteriore detrazione fiscale per i redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 28 mila euro, in modo strutturale, anche alle prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2021 (art. 1, co. 8, L. n. 178/2020)

Secondo la previsione originaria l’ulteriore detrazione fiscale per i redditi di lavoro dipendente e assimilati spettava limitatamente alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.
La Legge di Bilancio estende tale detrazione anche alle prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2021, senza un termine definito, in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali. Pertanto, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati spetta:

A) con riferimento alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020:


– il trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 600 euro, rapportato al periodo di lavoro, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro;


– una ulteriore detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
a) 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
b) 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.

B) Con riferimento alle prestazioni rese dal 1° gennaio 2021:


– il trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 1.200 euro, rapportato al periodo di lavoro, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro;


– una ulteriore detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
a) 960 euro, aumentata del prodotto tra 240 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;


b) 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.